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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/10/22 DAL BENEMERITO HIPHOP
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Hiphop 3/10/22 16:01 - 63 commenti

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Psichiatra in un ospedale assiste dal vivo al suicidio di una sua nuova paziente; da quel momento un'oscura presenza gli renderà la vita un inferno. Non mancano ottimi momenti di tensione e, nonostante la durata piuttosto inusuale per il genere (quasi due ore), il film scorre veloce fino alla conclusione, forse un po' telefonata. Un paio di simpatiche trovate e il parco uso di effetti speciali lo rendono un prodotto originale. Si può vedere senza rimpianti.

Herrkinski 3/11/22 01:53 - 8162 commenti

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L'esordiente Finn non inventa nulla; dalle atmosfere sinistre di The ring fino alla cupezza di Hereditary, passando per It follows e svariati altri, l'approccio è già visto ma ha dalla sua una conoscenza dei meccanismi della paura invidiabile, capace di creare un'aura malevola da manuale. Dal raggelante ghigno del titolo, fino a scenografie e fotografia tetre, nonché una ost ambient inquietante, il film riesce nell'intento di spaventare o quantomeno trasmettere una sensazione sgradevole e ansiogena ormai non così comune negli horror moderni. Regista decisamente da tenere d'occhio.

Kinodrop 19/11/22 19:56 - 2985 commenti

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Una psichiatra a contatto con tanti casi di malattia mentale deve, dopo un fatto traumatico, prendere atto a sue spese che oltre alla patologia sussiste un qualcosa di misterioso e inaggirabile che è all'origine di inspiegabili suicidi a catena. Un horror che, senza essere totalmente originale, riesce a trovare diversi motivi di interesse (anche se la notevole durata rischia di allentare la tensione) in relazione alla contagiosa espansione di una sorta di paranoia con l'effige di un sorriso ingannevole. Non molti ma azzeccati gli effetti speciali, in particolare quelli sonori.
MEMORABILE: Il regalo di compleanno al nipotino; In isolamento nella vecchia casa e "l'incontro" con la madre.

Lupus73 21/11/22 12:04 - 1504 commenti

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Protagonista una psichiatra, che però diventa preda dell'antagonista: una sorta di forza soprannaturale che come una maledizione si diffonde e porta al suicidio con un ghigno beffardo. Siamo molto vicini a It follows solo che qui la forza (o il demone, o quello che è) viene mostrato, anche se in forme diverse. Per certi versi ricorda The ring (si veda la scadenza dei giorni per le varie morti, o le fattezze e movenze del mostro-madre), quindi il soggetto non è poi così originale, tuttavia la regia gioca bene le sue carte, anche nel rapporto tra follia e scetticismo del circondario.

Daniela 23/11/22 02:51 - 12702 commenti

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Mentre è in servizio presso il reparto emergenze di una clinica psichiatrica, una dottoressa assiste al suicidio di una paziente e si convince di averne ereditata la maledizione: essere perseguitata da un essere malefico che si può incarnare in chiunque e si manifesta con un sorriso diabolico... Lungometraggio d'esordio all'insegna del déjà vu dato che la trama ricorda molto quella del saccheggiato Ringu e di altri film simili. La discreta fattura non compensa se non in parte la scarsa originalità, la prevedibilità di quasi tutti i vari jumpscare e una durata eccessiva.

Nicola81 27/11/22 23:12 - 2875 commenti

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Non brilla per originalità, e forse è anche un filino troppo lungo, però può vantare una serie di pregi che sempre più raramente siamo abituati a vedere negli horror odierni: una regia virtuosa (ancora più apprezzabile da parte di un esordiente), un'efficace costruzione della tensione, una certa verosimiglianza nelle reazioni dei personaggi e soprattutto la capacità di spaventare davvero senza abusare degli effetti speciali e dello splatter. Il cast fa il suo dovere e il finale, visto l'andazzo corrente, potrebbe preludere a un sequel.
MEMORABILE: L'inizio; La festa di compleanno; Le telefonate; Il colloquio in carcere.

Mco 8/12/22 23:13 - 2331 commenti

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"Sorridi, sorridi, che ti passa". Qui l'invito non è foriero dei migliori auspici, anzi, se ti si para innanzi chi lo fa sei già quasi con un piede (e mezzo) nella fossa. La presenza, qualsiasi cosa o essere sia, mette i brividi come poche altre. Le soluzioni registiche di Finn scelgono spesso la via dello spavento atteso e probabilmente preventivabile. Eppure sono efficacissime. La protagonista (che purtroppo soffre di un doppiaggio non all'altezza nella versione di casa nostra) si cala perfettamente nella parte e risulta in empatia (elettrizzante) con lo spettatore. Gioiellino.
MEMORABILE: La sorella della protagonista si avvicina alla portiera dell'automobile e... perde la testa!

Leandrino 13/01/23 08:40 - 515 commenti

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Rose è una psichiatra col trauma irrisolto della madre suicida; quando una paziente si toglie la vita di fronte a lei, comincia ad essere perseguitata dal suo ultimo fatale ghigno. Un film dall'ottima premessa - per quanto simile a It follows - e dal ritmo perfetto, che però dalla seconda parte comincia a sfoderare situazioni, scenari e personaggi di una banalità sconfortante. Alcune scene da antologia horror non bastano a superare la sufficienza (ed è un peccato, perché il potenziale metaforico del trauma resta tale), incapace di elaborare idee davvero originali.

Teddy 23/01/23 02:32 - 847 commenti

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L’illusione della felicità, le tare ereditarie, l’enfasi del delirio in un horror femmineo e febbrile, andirivieni nei grovigli della paranoia sostenuto da una regia robusta che fa piacevolmente indigestione di scene madri. Ambizioso e delirante, si prende i suoi tempi (lunghi) senza dimenticare l’importanza dell’entertainment. In perfetta sintonia con lo status dei personaggi i suoni stridenti di Cristobal Tapia de Veer. Incredibile la Bacon.

Magerehein 13/02/23 13:49 - 1012 commenti

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Praticamente uno Smiling woman più crudo e troppo dilatato. La Bacon è molto brava e il duo regia/musiche funziona; la storia, sviluppata seguendo i più classici dettami dell'horror USA moderno medio, fa invece cilecca. Di protagonisti basati sul calco "non sono pazzo ma faccio di tutto per sembrarlo" ne esistono a bizzeffe (esilarante tra l'altro che la terapeuta sia a sua volta in cura); ne consegue una trama prevedibile e non originale (il principio della "catena esibizionista" ricorda vagamente il ben migliore Sinister). Molti jumpscare (qualcuno riuscito), poca sostanza.
MEMORABILE: La prima paziente; Via la faccia.

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Pinhead80 15/04/23 20:32 - 4818 commenti

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Una psicologa stacanovista riceve in ospedale una paziente in preda a un delirio psicotico apparentemente inspiegabile. Da lì in avanti scivolerà in un incubo senza fine. Da un'idea semplicissima Parker Finn cava fuori un horror con gli attributi molto convincente che più di una volta fa saltare letteralmente sulla sedia lo spettatore. Poco importa se alla lunga si capisce dove si vuole andare a parare perché le emozioni forti non mancano e gli spaventi sono garantiti. La dimostrazione di come il genere horror sia ancora in grado di proporre cose interessanti.
MEMORABILE: Il colloquio in casa con la terapista.

Giùan 22/04/23 09:53 - 4594 commenti

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Ha il consistente merito, vieppiù fondamentale per un horror contemporaneo, di esplicitare tutti i propri pregi e difetti giocando dunque con lo spettatore in una interazione dichiarata e condivisa. Nonostante ciò (o forse proprio per questo) il film raggiunge l'obiettivo di perturbare senza ricorrere né a sofisticati autorialismi né a riprovevoli ipocrisie. Certo le grossolanità sono tante: una Bacon traumatizzata lancia in resta, una regia che dovrebbe dosare i jumpscare, il fidanzato di colore che pare un replicante di Voyeurs, ma quel sorriso attonito inqueta e... contagia.

Gabigol 13/05/23 11:52 - 588 commenti

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Una miscellanea di sorrisi, entità agganciate alla vittima e presenze disarticolate: canovaccio derivativo, ma non per questo indigesto. La regia, partecipativa con lo spettatore, anticipa i suoi movimenti o elude l'attenzione; il sorriso come espediente d'inquietudine conferma come nell'horror la semplicità, molto spesso, paghi. Peccato per una certa scolasticità nello svolgimento, che alla distanza abusa del meccanismo realtà-immaginazione con l'innesto massiccio di jumpscares. Anche lo sfoggio finale di CGI poteva essere gestito meglio. Molto brava Sosie Bacon.
MEMORABILE: La dottoranda in apertura; La sorella che si appropinqua alla portiera della macchina; La psichiatra in casa.

Enzus79 26/05/23 21:45 - 2927 commenti

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Il sorriso come maledizione, una sorta di catena di San Antonio. Pellicola abbastanza inquietante. Horror che, se non fosse per qualche lungaggine, risulterebbe più che buono. Pur prevedibile e poco originale, il film comunque ha una discreta dose di suspense e tensione e perciò riesce a intrattenere. Primo lungometraggio di Parker Finn, che si dimostra regista di buon livello.

Rebis 14/12/23 14:32 - 2345 commenti

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Girato con un rigore stilistico dalle ascendenze kubrickiane, ben articolato nella scansione di musiche minimali e inquadrature immersive, riparte da It follows con l'idea di un’infezione psichica la cui origine dissolve tra traumi fondativi e demonologia. L'humus psichiatrico, quindi, al posto di quello ormonale. Sosie Bacon regge una discesa nell'abisso centellinata al minuto. Ma in un clima tanto livido, i jumpscare, studiati a tavolino come formule algebriche, irrompono sempre con una sottotraccia di ridicolo involontario e il finale gioca una volta di troppo la stessa carta.

Medicinema 10/06/23 01:10 - 125 commenti

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Seppur in presenza di evidenti riferimenti a Shyamalan, e di una valida protagonista, in grado di reggere bene le quasi due ore di pellicola, l'idea del sorriso malvagio (utile per il battage pubblicitario) non è da sola sufficiente a garantire la riuscita del film. La fantomatica "maledizione", qui neanche più di tanto spiegata o approfondita, è un topos trito e ritrito, e se a questo si aggiungono personaggi appena caratterizzati e jumpscare prevedibili, si ottiene il solito horror usa e getta, in cui neanche gli effetti si sprecano più di tanto. Fuoco di paglia.
MEMORABILE: Il regalo di compleanno.

Pumpkh75 31/07/23 14:15 - 1758 commenti

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Se il titolo è un invito, allora cade mestamente nel vuoto perché non c’è poi troppo di cui divertirsi: la catena di Sant’Antonio 2023 mette via VHS, copule o nere mietitrici di rincorsa per ricorrere all’economico escamotage dei trentadue denti, scelta da subito artificiosa e illusoria, e pur dovendo riconoscere a Finn che l’allestimento è degno di nota, il film procede piatto spegnendosi senza essersi mai acceso. Un paio di jumpscare ben fatti sono le oasi nel deserto, il doppiaggio il brusco risveglio alla realtà, la Bacon una volenterosa protagonista. Anello debole.

Deepred89 13/11/23 18:41 - 3720 commenti

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Notevole occasione sprecata per un horror dotato di una regia di grande respiro, in grado di tenere desta l'attenzione e di sfruttare con classe una serie di stereotipi. Purtroppo i limiti emergono a livello di sceneggiatura: troppo brusca la metamorfosi alla base del racconto (anche se la scena del compleanno possiede un buon senso del grottesco) e scontata l'ultima parte, pur al netto di una serie di tentativi di confondere le acque. Brava la protagonista. Il macabro sorriso che dà il titolo al film ricorda quello dell'autista del carro funebre di Ballata macabra.

Anthonyvm 4/01/24 22:24 - 5763 commenti

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L'esordiente Finn non aggiunge alcunché di nuovo al subgenre delle maledizioni "a tempo" (rimembranze dei vari The ring e It follows affioreranno sovente nel corso della visione), né per quanto concerne le diramazioni psicologiche (immancabile protagonista con passato traumatico e visionaria cui nessuno crede) né in materia di manifestazioni raccapriccianti (che sorrisi e brividi vadano a braccetto è notizia ormai diffusa), ma piazza ogni elemento con cura maniacale. Colonna sonora da paura, un'ottima attrice principale, disturbanti mutazioni muschiettiane: creepyfest godibilissima.
MEMORABILE: Il primo suicidio; Il regalo al nipotino; Jumpscare dal finestrino della macchina; L'entità che si mostra in tutta la sua mostruosità bodyorrorifica.

Erfonsing. 11/04/24 11:15 - 24 commenti

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"Smile" è un horror e, come tale, deve fare paura. E ci riesce fino al finale. La costruzione richiama altri film (la maledizione che non supera la settimana e che può essere vista solo dal maledetto), ma la costruzione delle immagini e - soprattutto - una colonna sonora decisamente inquietante anche se decostruita rendono un senso di disagio e terrore. Poi c'è il finale. Purtroppo. E si dimostra ancora una volta che il non visto fa molta più paura del palesato.Si vedrà il seguito, sperando sia sempre con la regia di Finn e sperando che impari dai suoi (pochi) errori del debutto.
MEMORABILE: I sorrisi. La protagonista. Il gatto.

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Valcanna 12/04/24 19:33 - 44 commenti

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Pellicola accompagnata da una buona campagna mediatica che alza le aspettative nello spettatore; purtroppo non si viene ripagati appieno in quanto la storia è abbastanza banale, anche se discretamente recitata da parte della protagonista. La narrazione si srotola su due binari paralleli, la possessione e la follia, che però non riescono mai a dialogare appieno lasciando un senso di incompiutezza piuttosto persistente. Un film godibile, ma nulla di più.
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