Napoli... Serenata calibro 9

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A metà tra la sceneggiata e il poliziesco all'italiana si inserisce il film di Alfonso Brescia, regista di fiducia di Mario Merola, idolo popolare napoletano che s’impone con la sua ingombrante presenza caratterizzando i suoi film in modo particolarissimo: un forte accento partenopeo, l'espressione spesso corrucciata dovuta quasi sempre a tremendi traumi familiari (qui gli ammazzano moglie e figlioletto proprio durante la festa per la comunione di quest'ultimo), un mestiere (il contrabbandiere) moralmente esecrabile ma che i napoletani considerano quasi legale, un forte senso dell'onore e, ovviamente, la voce dirompente e straziante che intona canzoni popolaresche. Qui, a dire il vero, se si eccettua una breve esibizione durante la comunione...Leggi tutto del figlio, il Merola cantante lascia spazio alla storia, scritta da Ciro Ippolito e di una semplicità unica. La tematica è quella del cittadino che si fa vendetta da solo, con la polizia a guardare o al massimo a pedinare goffamente (i due brigadieri addetti al pedinamento dovrebbero far ridere, ma la qualità delle gag è talmente bassa che fanno piangere). Detto di un Leopoldo Mastelloni versione trans che sbraita e grida al commissariato senza che ve ne sia alcun motivo (giusto per aggiungere una faccia conosciuta a un cast anonimo), va sottolineato che il film conserva un’anima popolare non del tutto disprezzabile: rozzo, involontariamente comico ma nel suo piccolo sincero, con qualche buon momento drammatico cui il volto segnato di Merola regala profonda tenerezza. Certo i limiti della confezione sono evidenti, ma la regia di Brescia è discreta e sullo sfondo di una Napoli tutta vicoli e mandolini si celebra la figura della star del genere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Homesick 5/04/07 08:54 - 5737 commenti

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Uno dei migliori episodi della coppia Merola-Brescia, con la parte noir e la sceneggiata - qui più drammatica del solito - che si fondono alla perfezione. Tra le scene d'azione si distinguono le acrobazie di Aldo Canti e la sparatoria finale, dai toni quasi western e filmata al ralenti, che ricorda, in quanto ad impatto emotivo, la terribile resa dei conti conclusiva nel successivo Napoli... la camorra sfida, la città risponde. Siparietti comici di Montanaro e dalla cabarrettista Lucia Cassini.

Stubby 16/12/07 00:15 - 1147 commenti

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Film piuttosto mediocre, realizzato con pochi mezzi e soprattutto con scarsa attenzione per i particolari, una sceneggiatura semplice e striminzita e riempita con l'ausilio di siparietti comici ed esibizioni musical canore. Mario Merola è un contrabbandiere a cui viene sterminata la famiglia; deciderà di farsi giustizia da solo a tutti i costi.

Cangaceiro 16/05/08 19:42 - 982 commenti

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La protagonista assoluta del film è la vendetta sognata, cercata e infine ottenuta da Don Salvatore (Merola) contro i "fetenti" che gli hanno sterminato la famiglia sotto i suoi occhi per un regolamento di conti. Il compianto Mario poi riesce a far commuovere quando fa da padre ad uno smaliziato scugnizzo che lo aiuterà nel suo intento mentre di tanto in tanto la regia di Alfonso Brescia ci offre degli scorci di una Napoli meravigliosa. Buono.

Straffuori 30/07/08 13:51 - 175 commenti

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Film tra i migliori (insieme a Napoli la Camorra sfida la città risponde) della meroliana serie diretta da Alfonso Brescia ed ambientata a Napoli. Scene acrobatiche e sparatorie in presenza consistente, storia tutto sommato che si lascia guardare. Anche Mario Merola (paragonato al Chow-Yun Fat di John Woo nella scena della trattoria) canta poco e agisce tanto. Due grossi difetti: Gennarino e la parabola buonista, Lucio Montanaro e i suoi inutili siparietti.

Matalo! 3/09/08 09:45 - 1368 commenti

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Folgorato dalla visione casuale di questo film ieri mattina! Trama risicata e senza canzoni per questo rapido mala-lacrima-movie. A Merola, contrabbandiere e perciò quasi onest'uomo, uccidono moglie e figlio. Il killer (Alfio Canti "Robustino") per non farsi notare esce con un salto mortale dalla finestra. Sarà questo particolare che permetterà a Merola di individuarlo. Messinscena ai limiti, Merola col faccione invade lo schermo. Robustino è un Philippe Leroy dei poveri. Strangolabile Gennarino e fidanzata. Nel mito l'ingresso al ristorante in ralenti.
MEMORABILE: Merola entra alla Peckinpah con mitra e pistola e fa fuori tutti al ristorante.

Lovejoy 29/03/09 13:40 - 1824 commenti

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Nel filone uno dei migliori. Ben scritto e ben diretto, si avvale di un buon ritmo e di almeno una scena da antologia, quella del ristorante, in puro stile Peckinpah. Mario Merola istrioneggia da par suo, nel ruolo del protagonista. Buono il cast di supporto. Splendida la canzone che da il titolo al film, cantata ovviamente dallo stesso Merola. Da riscoprire.

Enricottta 17/07/09 19:25 - 507 commenti

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Prodotto da non prendere sottogamba e mi spiego: siamo nel 1978 e il filone poliziottesco, come il contrabbando delle sigarette, va ancora; Mario Merola è un attore che conosce il teatro e la scuola della strada, l'interpretazione del personaggio (alquanto stereotipato) c'è tutta. il cast è di un trash che più trash non ce n'è, ma la regia, il montaggio, la fotografia, non so ancora bene cos'altroa... creano un crogiolo di trovate, a volte involontarie, che hanno dato spunti a tanti registi di action movie e non solo al solito Tarantino.

Renato 13/04/10 18:39 - 1615 commenti

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Esplicita fin dal titolo l'ibridazione tra sceneggiata e poliziesco all'italiana; tirate le somme, si tratta di un discreto film, anche se forse l'inseguimento in motoscafo è un po' lungo. Purtroppo Merola è doppiato, ed un paio di sequenze sono davvero terrificanti (il numero musicale di Lucia Cassini all'inizio e lo sclero di Mastelloni al commissariato), mentre tra i pregi ci sono l'ottimo score di Eduardo Alfieri, il ruolo di Gennarino -che appare quasi angelicamente davanti a Merola- e la famosa sparatoria à la John Woo.

Pinhead80 2/05/11 13:13 - 4038 commenti

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Chi ama Mario Merola non può che amare anche questo film, a metà strada tra la sceneggiata napoletana e il poliziottesco. Don Salvatore (interpretato da Merola) è un contrabbandiere a cui hanno ucciso moglie e figlioletto. A mo' di Giustiziere della notte, elaborerà la sua tragica vendetta. La trovata del killer acrobata è decisamente buona, così come la scelta di non eccedere con i siparietti musicali per dare maggiore spazio alla storia. Anche gli amanti del poliziesco lo possono apprezzare.
MEMORABILE: Merola che entra nel ristorante anticipato dalla canzone che dà il titolo al film.

Trivex 6/11/12 10:54 - 1519 commenti

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Il dramma di Merola (contrabbandiere, ma simpatico al commissario) si consuma con la morte del figlio (invece della moglie poco gli importa, non viene mai citata nel suo dolore). Storia svolta in una città tanto bella quanto torturata dalla malavita, con i soliti approcci di costume per gli scugnizzi precoci, ma saltuariamente anche relativamente efficace nel mostrare il dolore e lo spirito dei bambini (bravissimi i piccoli attori), nel gestire quanto (poco) la società gli ha dato. Fuori luogo i sipari pseudocomici dei due "pseudoagenti" a "mezzadivisa".

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Bullseye 21/01/13 23:48 - 24 commenti

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Quando rivaluteranno Alfonso Brescia? In questo film offre, aiutato da un carismaticissimo Merola, un bell'incrocio tra il revenge-movie e la sceneggiata napoletana classica, anticipando persino di quasi 10 anni certe sparatorie del cinema di Hong Kong osannate dai cinefili a venire. Il budget è bassissimo (niente sangue, uso evidente di un giocattolo durante un effetto speciale) e la sceneggiatura presenta numerosi difetti, ma il film è solidissimo intrattenimento popolare.
MEMORABILE: La sparatoria al ristorante, su tutte.

Jurgen77 1/02/13 16:31 - 630 commenti

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Uno dei migliori film di Merola in quanto, grazie alla maestria di Brescia, non si scade nella classica sceneggiata napoletana ma si mischiano i generi drammatico e poliziesco all'italiana. Molto belle le rappresentazioni di una Napoli tutta mala, vicoli, folklore e babà. Epica e pietra miliare (roba da Quentin Tarantino) la vendetta finale di Merola contro i malavitosi per mezzo di musiche e un ralenti "agghiacciante"!
MEMORABILE: La venedetta finale di Merola.

Herrkinski 15/03/13 02:18 - 5399 commenti

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Forse lo zenith della collaborazione Merola/Brescia. I due perfezionano il loro tipico mix di noir/poliziottesco e melodramma partenopeo offrendo una buona prova alla quale si possono perdonare due o tre scene di raccordo tirate per le lunghe (la folkloristica esibizione della Cassini e i siparietti comici malriusciti di Mastelloni e di Montanaro). Merola canta poco ma le canzoni si sentono in sottofondo nelle scene clou; alto tasso drammatico, qualche bella scena violenta e belle location. Interessante Canti killer-acrobata. Must meroliano.
MEMORABILE: L'entrata nemesiaca di Merola con massacro annesso; Merola che uccide il cattivo e sentenzia "'O vedi? Questa è la fine che fanno gli ommini demmerda!"

Galbo 18/03/13 20:16 - 11516 commenti

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Film di bruttezza quasi commovente, bieco incrocio tra melodramma napoletano di quart'ordine e poliziesco d'accatto. Sceneggiatura che più infarcita di luoghi comuni non si può, personaggi caricaturali e un'infilata di numeri comici (?) da guitti di periferia affidati ad attori che dovrebbero sulla carta garantire prestazioni almeno dignitose. Se questo è cinema popolare, poveri noi !

Nando 16/06/13 13:16 - 3498 commenti

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Melodramma poliziesco raccogliticcio in cui Merola è protagonista assoluto. Trama abbastanza scontata con siparietti comici agghiaccianti e prolissi (tra tutti la canzone della Cassini). Si cercano di fondere vari generi ma il risultato non soddisfa a causa anche di un doppiaggio scadente.

Mco 13/02/14 19:36 - 2163 commenti

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Si parte con l'esibizione di Lucia Cassini in pieno clima festaiolo e si finisce in lacrime al porto. In mezzo si spara (anche a due mani) e si insegue, in ragione di una vendetta che segue ogni dettame della lex talionis e che deve consumarsi a ogni costo. Ippolito-Brescia-Merola offrono un buon mélange di melodramma e noir, con qualche (evitabile) parentesi pesudocomica (affidata alla coppia Montanaro-Crocetti) e parecchie spendite di sentimento. Da gustare anche per l'utilizzo di un numero elevato di ottimi caratteristi nostrani. Bel film.
MEMORABILE: La capriola all'indietro di Aldo Canti al termine della strage nel ristorante.

Daidae 21/05/14 00:16 - 2789 commenti

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Come tutti i film di Brescia, regista che non mi è mai dispiaciuto, ha alti e bassi. Ridicoli siparietti comici e diverse buone scene di azione, tra le quali spicca la capriola all'indietro di Aldo Canti. Recitazione non eccellente ma valida, film da rivalutare anche se non è niente di che né tra i migliori del regista.
MEMORABILE: La capriola; L'entrata al ristorante (assurda).

Faggi 24/01/16 17:30 - 1510 commenti

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Pellicola sgangherata non priva di un suo fascino triviale. C'è del colore locale urbano e portuale che, pur se mediocremente fotografato, si lascia guardare; c'è della follia narrativa e linguistica, pur se scade nei molti inserti inutili e noiosi; c'è audacia di situazioni paradossali (e al limite del credibile) che non dispiacciono del tutto. Va bene, è una boiata con un finale che pretende (pure) di strappare la lacrima, ma (almeno una volta) è da vedere.

Markus 10/08/16 18:29 - 3364 commenti

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Trionfo per il grande Mario Merola e forse il "capolavoro" di Alfonso Brescia. La solita Napoli violenta tra cielo azzurro, mandolini e pistole fa da teatro all'ennesima derivazione del Giustiziere della notte, in cui l'istrionico artista partenopeo si trova a proprio agio (peccato averlo doppiato, ma tant'è). Nota di demerito, invece, per i siparietti comici con Lucio Montanaro, a dir poco micidiali. La cabarettista Lucia Cassini offre una bella interpretazione - con arrangiamenti anni Settanta - del brano scioglilingua "E non sta bene".

Redeyes 5/03/18 07:59 - 2201 commenti

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Paul Kersey in chiave partenopea accerchiato da Mastellonate imbarazzanti e piuttosto inutili e Sbirulini che si chiamano Cassini con un sottofondo di noir italico in questa pellicola di Brescia. Nel polpettone si rimpiangono per certi versi le macchiettistiche canzoni di Merola che altresì si concede a inseguimenti che risultano piuttosto goffi. L'esasperazione di certe scene sortisce l'effetto opposto e vira al tedio (l'inseguimento finale nel porto è incredibilmente prolisso) e le parentesi con Gennarino lasciano basiti. Dimenticabile.

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Rufus68 21/03/20 22:31 - 3219 commenti

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Peccato, un vero peccato che il film abbia alcuni pesi alla caviglie che lo trascinano sul fondo: alcuni numeri evitabili (l'esibizione della Cassini, un pessimo Mastelloni) e alcuni personaggi insopportabili (i poliziotti scemi, il moccioso Gennarino). Per il resto c'è quasi da divertirsi grazie alla semplicità degli schemi psicologici della vendetta. Merola raggiunge vertici di epica guappa irrompendo come Chow Yun-Fat (al ralenti) e consegnandosi virilmente nelle mani della giustizia. Non male pure l'inseguimento in motoscafo.

Siska80 8/06/20 20:22 - 957 commenti

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Messa da parte la sceneggiata, Brescia mescola in maniera sorprendentemente soddisfacente drammatico e poliziesco in questa sorta di Giustiziere della notte in versione italiana. Mario Merola (incomprensibilmente doppiato da Rinaldi)  in parte, buoni il cast e  le scene d'azione (anche se l'inseguimento in motoscafo è un po' tirato per le lunghe), geniale l'idea del particolare rivelatore, finale coerente.
MEMORABILE: L'assalto durante il ricevimento.

Pessoa 3/12/20 06:28 - 1352 commenti

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Si vedono le mani (diverse) di Brescia e Ippolito nello script di questo film in cui lacrima ed action si alternano restando su livelli decenti, con buoni scorci della Napoli non turistica e qualche dialogo degno di nota. Certo, il film è Mario Merola, e senza di lui non sarebbe semplicemente concepibile, almeno a livello di credibilità. Spiace sentire la sua voce solo nei brani musicali. Le parti di alleggerimento sono da basso avanspettacolo ed i sorrisi se li prendono tutti i due fidanzatini. Discreti lo score di Alfieri e la fotografia di Fraschetti. Per serate senza impegno...
MEMORABILE: Le parti "lacrima", meno patetiche del solito e quasi coinvolgenti; La tenerissima love story fra Gennarino e Stella; L'inseguimento in motoscafo.
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