American psycho

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: American Psycho
Anno: 2000
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 41
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Deepred89 13/04/07 20:54 - 3272 commenti

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Sopravvalutatissimo. La fotografia è ottima, le scenografie molto curate e gli attori molto bravi (soprattutto Bale). Però la storia è senza senso e spesso incomprensibile. Inoltre gli eventi non coinvolgono e ci si annoia parecchio. Totalmente assente lo splatter.

Sadako 14/04/07 21:32 - 177 commenti

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Per nulla paragonabile all'estremo e disturbante romanzo di Bret Easton Ellis. Buono forse il pacchetto confezionato per il cinema, ma completamente assenti - e non posso dire che sia completamente un male - i soliloqui del protagonista riguardanti tutto quello che è di moda e trendy nell'ambiente in cui vive e lavora. Mancano anche le descrizioni fin troppo dettagliate delle uccisioni, nel film ridotte a pochi accenni o del tutto eliminate, ed è proprio la loro assenza che rende il prodotto finale una sorta di parodia dell'originale cartaceo.

Redeyes 17/04/08 13:45 - 2130 commenti

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Partirò valutando se fosse o meno possibile rendere su pellicola un libro del genere... Forse sì, forse si poteva fare meglio (basti pensare a Fight club, reso benissimo). Qui si ostenta una lettura del romanzo, se ne evidenziano episodi con taluni flash, ma si sottovaluta o non si è avuto la capacità di metter in luce la filosofia del libro. Bale è bravo non, si discute, ma vista una sceneggiatura non brillante può far poco. Delude se si è letto il romanzo perché così reso suona un po' fine a sè stesso. Peccato! Evitabile!

Herrkinski 6/07/08 21:24 - 5043 commenti

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Era impossibile trasporre in film il malatissimo romanzo di Ellis. Scene di violenza e di sesso così estreme sarebbero state improponibili da mostrare su schermo. E così la regista decide di eliminare o di addolcire questi due elementi basando la maggior parte del film invece sul resto del romanzo. Infatti tutta la prima parte, centrata sul mondo altolocato di yuppies americani fanatici del lusso di cui Bateman (un ottimo Bale) fa parte, è resa splendidamente. Peccato che quando la violenza irrompe sia innocua e l'umorismo spesso esagerato.

Puppigallo 9/07/08 13:46 - 4499 commenti

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Ecco a voi uno yuppie che è anche un feroce assassino, con un proprio metodo, una propria eleganza e la sicurezza di essere talmente superiore al pecorame che gli ronza attorno, da comportarsi con garbata sufficienza. Non tutto funziona bene (si tende un po' a esagerare con le descrizioni, anche se la maggior parte sono piacevoli), Bale però è bravissimo e alcune scene, quella col barbone, o quella con la motosega, sono notevoli: la prima per cinismo, la seconda per pura follia. Finale interrogativo. Merita la visione. P.S. non ho letto il libro.
MEMORABILE: La scena dei biglietti da visita. Quando Bale vede quello del suo collega, migliore del suo, lo vorrebbe uccidere sul posto, ma deve complimentarsi.

Supercruel 10/07/08 23:48 - 498 commenti

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Pellicola decisamente altalenante. Buona la caratterizzazione del microcosmo yuppies ottantiano, reso in maniera visivamente efficace anche grazie ad ambienti dal design asettico, cool e minimal-chic. Purtroppo manca il giusto contrappunto violento e malato, eccessivamente patinato ed edulcorato, quando invero nel romanzo la gratuità e il parossismo dell'atto violento sono una caratteristica preponderante. Chissà cosa potrebbe fare Patrick Bateman in mano ad un Takashi Miike... Bravo Bale, ad ogni modo.

Flazich 12/07/08 18:35 - 658 commenti

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È tratto dallo stupendo libro di Breat Easton Ellis. Purtroppo la trasposizione è pessima e non riesce minimamente a catturare lo spirito delle parole dello scrittore: si scade quasi nel ridicolo, ad esempio, nella scena della motosega. Il protagonista è un giovane ma già esperto Christian Bale. La regia invece non lascia assolutamente il segno e sicuramente in mani più abili il prodotto finale avrebbe avuto una qualità sicuramente superiore. Peccato.

Galbo 17/11/08 05:49 - 11348 commenti

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Tratto dal celebre (e discusso) romanzo di Bret Easton Ellis, il film diretto da Mary Harron non ne possiede la stessa carica distruttiva e la stessa forza corrosiva nei confronti di una società malata e decadente nella quale appariva perfino plausibile l'assurda figura del protagonista. Il film della Harron si limita a riassumere l'aspetto patinato del personaggio, liquidando quasi distrattamente le sue efferatezze ed affidandosi ad un cast che (a cominciare dal protagonista) non sembra tra i più adatti al genere.

Ciavazzaro 6/04/09 16:35 - 4759 commenti

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Interessante (ma non ho letto il libro). Christian Bale è adatto per il ruolo, sa essere inquietante e anche affascinante, buon cast femminile (la prostituta per esempio); violento ma si poteva mostrare di più. L'atmosfera è malsana. Consigliato.

Enricottta 12/09/09 20:01 - 507 commenti

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Per mia fortuna non ho letto il libro da cui il film è tratto; il problema e che non sono stimolato a leggere un libro, quando il film non mi convince. Tutto è estremamente curato: le descrizioni, gli ambienti... Le facce sono giuste ma manca il quid. Il punto di forza è costituito da Bale, sempre in palla. La delusione è nella mancanza di originalità che pure si capisce fosse l'elemento trainante del libro. Buono il film che Bale guarda mentre fa ginnastica: Non aprite quella porta! Il consiglio va esteso forse anche agli spettatori?
MEMORABILE: Lectio brevis o semplice ostentazione, tipo a chi ce l'ha più grosso, circa i migliori bigietti da visita sul mercato: very yiuppies.

Greymouser 9/07/10 00:50 - 1458 commenti

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Buona trasposizione per lo schermo del noto romanzo di Ellis, questo film della Harron si avvale di un grandissimo e schizoide Christian Bale, che riesce a rendere viva e credibile la sua discesa nella follia, come un meccanismo ad orologeria inesorabile e cruento. Qualche sequenza particolarmente disturbante, di violenza trattenuta quanto letale, concorre a formare un quadro dai colori malati che non si dimentica facilmente.

Undying 12/11/10 00:28 - 3841 commenti

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Ispirato da un romanzo cult degli anni Ottanta American Psycho vede la luce dopo lunghe e estenuanti traversie produttive che riguardano cambi di regia e d'attori (in un primo momento era stato opzionato Leonardo Di Caprio). Il risultato finale ne risente, con buona probabilità, limitando le potenzialità del film che, ad ogni modo, può contare sulla presenza di Mary Harron, interprete adatta al ruolo di ricca, annoiata e viziata che di lavoro parla soltanto, preferendo darsi alla "dolce vita". Interessante soprattutto il declino psicologico dello straniato, paranoico e omicida Patrick Bateman.

Mdmaster 25/10/11 08:50 - 802 commenti

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Per quanto un'interpretazione cinematografica del romanzo di Ellis non fosse impossibile, la Harron lo trasforma in un deludente Wall Street con venature da commedia horror. Bale è davvero in parte e si diverte moltissimo, è una delle poche forze straordinarie del film, assieme ai dialoghi e, naturalmente, la soundtrack. Il resto è piuttosto sfilacciato, un quadro poco incisivo di una società materialista e decadente che non ha più salvezza. Molto professionale, anche troppo, non lascia gran traccia nella memoria, al contrario del libro.
MEMORABILE: Patrick che fa sesso a tre con Sussudio (?!) in sottofondo; Il bancomat che domanda il sacrificio del gatto.

Buiomega71 18/12/10 14:32 - 2235 commenti

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Mi aspettavo grandi cose dal film tratto da uno dei romanzi più allucinanti degli anni 80 e sono rimasto largamente deluso. La Harron, regista poco indicata per una simile operazione (mi domando che cosa avrebbe combinato Oliver Stone) la butta sul grottesco, indecisa se girare un horror tout-court o una commedia macabra. Bale è bravissimo, ma non basta a risollevare il film dalla noia e dalla "presa in giro". E poi, lui nudo che corre, verso la fine, con motosega in mano stile Leatherface e sbraita è degno di un film della Troma. Deludente.
MEMORABILE: Bale che fa sesso "violento" con una partner, mentre in tv passa Non aprite quella porta.

Luchi78 8/02/11 22:18 - 1521 commenti

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Come per tutti i film trasposizioni di opere letterarie, preferisco non leggere il libro, in quanto mi sento più libero nel giudizio di ciò che vedo. Ragion per cui American Psycho lascia un forte segno, una follia che s'impadronisce del protagonista sempre di più fino a ritorcersi contro lui stesso. Bale ne è un grande interprete, ma bisogna riconoscere la bravura della Harron a disegnare un contorno di situazioni e personaggi altrettanto folli. Già so che quello che leggerò sul libro sarà più "forte", ma la visione del film è d'obbligo.

Beyond87 20/09/11 15:17 - 34 commenti

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La cosa più ingenua che si potesse fare, i produttori l'hanno fatta, affidando la regia ad una donna che inevitabilmente ha filtrato tutta la misoginia e la violenza di cui il romanzo era intriso. Nessuno chiedeva di riportare tutte le sevizie nei minimi particolari, ma nemmeno trasformare una storia al vetriolo in un prodotto politically correct che nessuno turba. Ottimo Bale nel ruolo di Bateman ma, ripeto, la resa cinematografica non rende giustizia al capolavoro di Ellis, riducendolo a un corpuscolo sotto formaldeide.
MEMORABILE: L'inseguimento con la motosega...

Mickes2 18/10/12 12:25 - 1668 commenti

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“Lasciate ogni speranza voi ch'entrate”. Inizia così il bellissimo, ironico, patinato e brutale romanzo di Ellis, frase che serve da monito allo spettatore che prima di approcciarsi al film deve abbandonare le speranze nel vedere una pregnante e incisiva trasposizione cinematografica. La Harron si aggrappa alla vena ironica, tralasciando o edulcorando gli aspetti più macabri e aberranti di uno tra gli psicopatici più metodici e complessi che siano mai usciti da una penna. Troppi anche gli elementi collaterali omessi, ma sa intrattenere.
MEMORABILE: I biglietti da visita.

Daniela 22/04/13 18:36 - 9230 commenti

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La suggestione malsana del romanzo nasceva dal contrasto fra la scrittura fredda, entomologica, utilizzata per descrivere le peggiori nefandezze e quella intensa, emotiva, riservata a menate vip-doc come la scelta di un ristorante o di un biglietto da visita. Contrasto che il film non mantiene, a causa di una regia corretta ma piuttosto anonima, pur risultando apprezzabile per l'aderenza psico/fisica di Bale al personaggio di questo "guscio" fatto di apparenza e follia. Sotto l'abito (ovviamente firmato) niente.
MEMORABILE: La sfida dei biglietti da visita

Il Dandi 9/01/14 17:49 - 1747 commenti

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Talmente grottesco che si apprezza più come commedia nera che come thriller. Si inizia subendo, parinianamente, il fascino dello stile di vita edonista di uno yuppie della New York degli anni '80; si finisce per compatire il protagonista per la sua dipendenza dai propri rituali (mondani e criminali) che perpetuano la sua costante incapacità di soddisfazione. Curiosamente molti dettagli (dall'arredamento del protagonista all'impossibilità della confessione finale) mi hanno ricordato Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.
MEMORABILE: L'orgia con le due prostitute, durante la quale ciò che eccita maggiormente il protagonista è l'immagine di sé stesso.

Samuel1979 2/02/14 19:15 - 469 commenti

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Ottima rivisitazione in chiave cinematografica dell'omonima opera di Ellis. Un film retto abilmente dal versatile e convincente Bale nel ruolo del killer "schizoide"; non ha un attimo di tregua ed è scandito da scene di esasperata violenza. Efficace la critica del regista verso il consumismo, l'arrivismo esasperato e l'indifferenza cinica della società americana anni Ottanta.

Didda23 19/11/14 09:34 - 2282 commenti

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Nonostante le scelte registiche non siano felicissime - nel senso che vist l'ambientazione yuppie avrei optato per scene molto più patinate (anche nelle parti "erotiche") - l'operazione coglie l'alienazione dell'individuo, sempre più una pedina anonima all'interno di una insensata ricerca della soddisfazione personale. L'essere umano è un cieco animale sociale, talmente interessato al proprio Io che è incapace di riconoscere l'altro. Bale assoluto, attorniato da un cast anonimo nonostante le presenze eccellenti (Leto, Sevigny e Dafoe). Buono.
MEMORABILE: Bale che ammira i propri muscoli durante l'atto sessuale; L'appartamento di Jared Leto.

Taxius 7/06/15 14:16 - 1643 commenti

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Uno yuppie vanitoso, psicopatico e drogato va fuori di testa perché un suo amico ha un bigliettino da visita più bello del suo. Thriller violento, sanguinolento e soprattutto folle che lascia poco spazio alla tensione proprio perché certe scene sono talmente folli da sembrare comiche. Ottima l'interpretazione di Bale che nella parte del matto si cala benissimo, mentre i personaggi di contorno sono troppo evanescenti, potevano essere approfonditi meglio.
MEMORABILE: La scena in cui Patrick macella il povero Paul Allen (Jared Leto).

Rocchiola 2/03/16 09:25 - 857 commenti

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Un film deludente che non vale né come psycho-thriller, né come metafora grottesca dalla società moderna. L'idea di associare il potere politico-economico e il suo effetto sulla società moderna alle mostruosità dei serial-killer è azzeccata, ma lo svolgimento è debole soprattutto nell'ambito del racconto di "genere" qui totalmente privo di suspence. Forse l'obbiettivo era quello puramente metaforico, patinato e noioso come i famigerati anni 80 che fanno da sfondo alla vicenda. Finale con effettive analogie con l'Indagine di Petri. Bravo Bale.
MEMORABILE: La disquisizioni musicali di Bale che privilegiano sempre gli album peggiori e più commerciali; La visione in tv di Non aprite quella porta.

Saintgifts 16/03/16 20:21 - 4098 commenti

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Non so nel romanzo, ma la prima cosa che il film mette in evidenza è la grande stupidità degli yuppies di quegli anni. Forse bravi nel loro lavoro, ma fuori di testa per tutto il resto, anche quelli che non uccidono (o pensano di uccidere) come Patrick. Un Patrick che fa discorsi sull'etica e sulle cose da sistemare nel mondo e che frigge di rabbia davanti a un biglietto da visita più bello del suo. Se lo scopo era quello di mostrare la vacuità di un mondo che ancora esiste, allora l'obiettivo è stato centrato con l'elegante e tonico Bale.

Parsifal68 16/07/16 00:17 - 607 commenti

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Un broker della NY anni '80 vive una seconda vita nella quale è un efferato e cinico serial killer. Il film ha un incedere lento che si ravviva quando il personaggio di un inquietante Bale scatena la sua follia omicida. C'è un certo sapore gustoso nell'osservare la sua ambiguità, la sua efferatezza, ma anche il suo comico e stralunato distacco nell'ammazzare disquisendo di rock come se niente fosse o mettendo in mostra i bicipiti. Però, forse, è proprio questo il neo del film, che non prende posizione tra il serio e il faceto. Finale sciocco.

Hackett 19/07/16 21:55 - 1721 commenti

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Qualche anno prima di Dexter, un altro insospettabile mieteva vittime, ma questa volta senza un briciolo di morale. Se la trama del film si deve al libro di partenza, un cult che criticava le basi stesse dell'edonismo anni '80, il film in sé spreca qualche occasione non riuscendo a trasmettere in toto l'ambiguità del personaggio e trasformandolo quasi in macchietta. Anche la violenza, più suggerita che mostrata, non rende l'indifferenza e il cinismo di chi la compie.

Cotola 21/07/16 14:00 - 7459 commenti

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Da un romanzo molto controverso (onestamente difficile da trasporre "integralmente" sullo schermo) un film decisamente più banale ed esangue (in tutti i sensi) della pagina scritta. Paga una regia troppo anonima e senza troppo coraggio ed una sceneggiatura abbastanza debole, che tuttavia sa portare avanti il suo assunto e riserva per il finale un discreto "colpo di scena" che rimescola del tutto le carte. Accettabile se ci si accontenta di qualcosa di diverso dall'opera di Breston-Ellis.

Belfagor 4/08/16 20:17 - 2621 commenti

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Più che un guscio vuoto o un sociopatico, Patrick Bateman è uno specchio: è privo di empatia, violento e narcisista perché così è il mondo che lo circonda. Lo stile delirante del libro era pressoché impossibile da trasferire su grande schermo, ma la sorprendente interpretazione di Bale, unita a un registro che non teme il grottesco né la crudeltà psicologica, permette al film di tracciare un ritratto decisamente inquientante. Alcuni momenti nella seconda parte (la corsa con la motosega) stridono ma il finale soddisfa.
MEMORABILE: La follia scaturita da un biglietto da visita; Le profonde esegesi dei brani più commerciali dell'epoca.

Fromell 31/08/16 22:44 - 60 commenti

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Riuscita trasposizione dell'immenso romanzo di Ellis sull'alienazione degli yuppies americani anni 80, anche se la trasformazione di Christian Bale in isterico omicida risulta troppa repentina rispetto al libro: sarebbe stato impossibile comprimere in sceneggiatura le prime duecento pagine del romanzo preparative allo sconvolgimento del protagonista. La violenza del libro è mostrata a piccole dosi. Grandiose le citazioni musicali. Bale eccellente. Il resto del cast è condimento.
MEMORABILE: Bateman che corre nudo in scarpe da ginnastica e motosega.

Jena 4/10/16 18:13 - 1171 commenti

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Per chi ha letto, come me, il pazzesco libro di Brett Easton Ellis, il film è una mezza delusione. Ma forse non poteva che essere così, poiché era quasi impossibile rendere sullo schermo il folle delirio consumistico-reaganiano-edonista-sadiano del capolavoro di Ellis. Il film in sé non è brutto, ha anche una regia discreta, ma appare fiacco sia nelle parti splatter-sadiane (e qui ci può stare, perché il libro si spingeva molto avanti) ma anche in quelle intellettual-consumistiche. Bene comunque Christian Bale, di contorno gli altri.

Pinhead80 10/10/16 21:12 - 3898 commenti

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Nelle derive perverse della mente umana si celano mostri tali da annichilire qualsiasi demone ultraterreno. La ricchezza economica acquisita ara solchi in cui nessun seme può germogliare se non malato di un egocentrismo ultra-violento e sadico. Allora un biglietto da visita o una prenotazione in un ristorante prestigioso diventano il pretesto per scatenare tutta la propria rabbia represse che sa di morte, effimera emozione che dura l'attimo dell'efferato gesto. Ma forse è tutto un sogno....

Paulaster 28/10/16 10:10 - 2731 commenti

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Dopo un inizio folgorante con la descrizione dello yuppismo in stile Easton Ellis, il quadro non conferma le attese. Bale ha le fisime dello schizoide e lo stare in mezzo ai colleghi lo fa apparire "normale" (specie quando c'è da prenotare un tavolo al ristorante). Peccato per la parte più efferata in cui, per via di una fotografia accecante, l'effetto è artificioso ed emotivamente distaccato. L'ultimo eccidio è al limite dell’imbarazzante e svilisce la buona costruzione dei fatti antecedenti. Dialoghi superlativi, nel complesso.
MEMORABILE: Le disamine dei gruppi pop anni 80 in base ai dischi usciti.

Piero68 22/12/16 11:06 - 2754 commenti

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Yuppismo e consumismo anni 80, sinonimi di alienzione e frustrazione, in una America reaganiana portata al parossismo. Ottimo l'assunto inziale, un po' meno la regia, che non ha il polso della situazione in più occasioni e ancora peggio il finale che, nel suo colpo di scena, lascia aperta la porta a più interpretazioni. Un ottimo Bale comunque dà la giusta fisicità al personaggio e, alla fine, sarà lui a portarsi sulle spalle il peso dell'intero film. Buoni i camei di Leto e Dafoe. Il film mi ha molto ricordato Stress da vampiro.
MEMORABILE: Bateman che si lancia in analisi musicali di gruppi e/o CD, segnale che precede il massacro; Lo sfoggio dei biglietti da visita.

Ira72 20/01/17 12:25 - 920 commenti

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Non ho mai letto il libro, ma se l'intento era quello di mostrare la doppiezza, la follia, l'ossessione, la crudeltà e la perversione senza filtri, brutalmente, a mio parere l'operazione è riuscita bene! Il film si distingue senz'altro dalla massa per la lodevole interpretazione di Bale (poveretto, quanto deve aver patito fisicamente per calarsi nel personaggio), per le riprese allucinogene, cupe e i contorni squallidi, violenti, che arrivano dritto al punto. Certamente astenersi benpensanti e perbenisti.

Thedude94 18/04/17 23:31 - 542 commenti

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Anche se fin dall'inizio è prevedibile l'andazzo della storia, il film tutto sommato risulta ben fatto e godibile, nonostante ci siano imperfezioni sia di scrittura che di sceneggiatura. Una prova brillante la fornisce sicuramente Bale, che riesce a essere un tipo comune e al tempo stesso uno psicopatico disturbato. I comprimari sono del tutto superflui (in particolare le donne, che dovrebbero essere lo snodo cruciale della faccenda) e non riescono a imporsi nell'ottica del dominio sulla scena del protagonista.

Almicione 23/05/17 02:07 - 765 commenti

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Probabilmente il film più sottovalutato della storia. La cultura yuppie, figlia di un consumismo aggressivo e sfrenato, viene analizzata da quel genio di Ellis e sintetizzata in Bateman, uno dei personaggi più riusciti nella storia del cinema. Tra ossessioni, omicidi, monologhi si prova lo straniamento di fronte alla vacuità della vita moderna, mentre si arriva al finale forse troppo presto, godendo comunque ogni scena grazie all'ineguagliabile Bale e a Harron in grado di regalare sequenze memorabili e visivamente godibili. Wow!
MEMORABILE: I biglietti da visita; La telefonata rivelatoria; Il monologo finale; Patrick Bateman, in ogni scena, in ogni frase.

Minitina80 7/11/17 21:02 - 2304 commenti

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Avendo come base di partenza lo yuppismo, l’opera si apre a molteplici chiavi di lettura, alcune delle quali estremizzate. Reagan è uno dei rimandi più significativi a un periodo storico in cui il rampantismo è sfociato spesso nella vacuità morale dell’individuo. A volte sembra lasciare alcuni aspetti in sospeso, ma potrebbe essere anche una scelta voluta. Il finale, in particolare, potrebbe essere metaforico o simbolico e quell’idea di incompletezza potrebbe essere la vera spiegazione di una classe sociale che è collassata su sé stessa.

Zio bacco 17/02/18 14:25 - 240 commenti

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Non ho letto il libro d'ispirazione. Il film parte bene, con una descrizione del delirante protagonista di cui vengono colte le minime deviate manie. Sembra delinearsi un thriller, ma è difficile inquadrarlo perché pare più una trama a tinte noir con sfumature semi horror. La fotografia è nitida, quasi magnetica ed è un valore aggiunto fintantoché si descrive lo yuppismo, ma poi stride con una narrazione che va a rotoli dopo la scena della motosega. Se si fosse risolto in chiave grottesca sarebbe stato meglio. Non all'altezza, nel complesso.

Bergelmir 22/05/18 00:00 - 160 commenti

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Gradevolmente fedele all'omonimo romanzo e ottimo nell'illustrare l'edonismo selvaggio e senza scopo descritto da Ellis, manca però di efficacia quando si tratta di mostrare la progressiva follia del protagonista. Anche la violenza che ci si attenderebbe è completamente evitata, rinunciando a una parte importante della vicenda. Resta un film scorrevole da vedere, a tratti divertente e Bale è ottimo con il bel viso levigato, ma anche ossuto e sempre sottilmente inquietante. Bella la fotografia e l'ambientazione anni 80, manca solo di coraggio.
MEMORABILE: I monologhi musicali di Peter (all'epoca si sentivano realmente pareri simili); I biglietti da visita; L'avvocato che non ascolta.

Anthonyvm 28/11/19 17:27 - 1798 commenti

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Gran parte del valore del film risiede in Christian Bale, i cui atteggiamenti e la cui fisicità si sposano perfettamente al personaggio di Bateman. La Harron conduce con eleganza un thriller psicologico patinato e traduce bene in immagini certe sottigliezze del romanzo (il cartello "This is not an exit" nel finale), ma smorza troppo il versante erotico e soprattutto violento che caratterizza la prosa di Ellis. La satira anti-yuppie funziona, ma il delirio e il climax ossessivo del libro restano lontani. Molto ben fatto, seppur poco grintoso.
MEMORABILE: La morning routine di Bateman; Il barbone e il suo cane uccisi a sangue freddo; Bateman nudo insegue Christie con una motosega; L'ambigua conclusione.

Noodles 7/07/20 22:45 - 811 commenti

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All'inizio sembra il classico film sull'America consumista e sul mondo arrivista dei broker, e ci si chiede in che momento apparirà Tom Cruise. Invece spunta fuori uno straordinario Christian Bale, autentico mattatore di un'opera enigmatico e crudele, colma di violenza e non solo fisica. Siamo solo parte di una massa informe che sopravvive a questo mondo, e da questa massa non si può uscire, sembra volerci dire la pellicola. Filosofia a parte, il film si segnala per una bella fotografia ed un buon cast. Ottima la colonna sonora. Sceneggiatura a volte confusa. Volutamente?
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Almicione • 23/05/17 03:06
    Fotocopista - 11 interventi
    Purtroppo sono in ritardo, ma Piero68 ha sollevato un'interessantissima questione sul finale del film, che in effetti è la chiave per comprendere bene tutta la pellicola (e il libro assieme).

    SPOILER

    Personalmente sono un fan del film – l'unico qui a quanto pare –: l'ho visto 4-5 volte e ho letto il romanzo qualche anno fa. Il finale mi ha sempre un po' confuso oltre che affascinato e in effetti ho sempre dato per scontato la versione seconda, cioè che l'avvocato avesse agito nell'interesse del cliente facendo un repulisti e consentendo così a Bateman di salvarsi; questo senza mai mettere in discussione che Bateman abbia una mente malata né che i personaggi vengano scambiati e si scambino essi stessi fra loro in una confusione continua (che è abbastanza ovvio dalla visione). Ma sinceramente la terza versione proposta, ovvero quella per cui Bale non sia effettivamente Patrick Bateman mi è sembrata davvero troppo elaborata e non corrispondente a diversi dettagli della pellicola. Mi ha invece convinto la prima, di un Bateman sempre più pazzo che si inventa praticamente tutto; e ciò che lo spettatore vede, lo osserva dalla prospettiva del protagonista. Tuttavia, mi rimaneva qualche dubbio sul dialogo fra Bateman e l'agente immobiliare nella presunta casa di Paul Allen: la donna sembra capire subito la situazione e saperla gestire, quando in realtà non dovrebbe! In particolare le parole, gli sguardi (la sequenza è pregna di un alone di mistero in stile lynchiano) cozzano con la versione che vuole la sola immaginazione di Bateman l'artefice di tutto. Oppure dovremmo credere che ogni cosa, ma proprio ogni frase, personaggio e ambientazione, sia immaginato dal protagonista, anche quelle scene che sembrano normali. E non mi sembra che avrebbe alcun senso sotto ogni punto di vista.

    Molti altri spettatori si sono chiesti quale fosse il vero significato da attribuire all'ambiguo finale. Qui (http://www.cinemablend.com/new/American-Psycho-Ending-What-Really-Happened-70126.html) vi è un non breve e interessante articolo in inglese che cerca di dirimere la questione, ma in realtà ho trovato particolarmente illuminante e rivelatorio il commento di un utente, lawyerdude666, che mi ha permesso di riprendre in considerazione la seconda versione che avevamo tutti scartato.
    Ultima modifica: 23/05/17 07:29 da Zender
  • Discussione Zender • 23/05/17 07:28
    Consigliere - 43416 interventi
    Perché dici unico fan, Almicione? Vedo molti ***! che non è certo poco, lo stesso Marcel gli piazza ***. Anche a me piace, per dire. Occhio a scrivere SPOILER bello chiaro, se vuoi parlare del finale di un film.
  • Discussione Buiomega71 • 23/05/17 09:07
    Pianificazione e progetti - 21767 interventi
    A memoria credo che sia una delle più grandi delusioni cinematografiche che io ricordi. Tanta era stasa l' attesa, quanto più grossa fu l amara delusione

    Ho trovato la regia della Harron sciapa e con ben poco mordente. Mi chiedo cosa ne avrebbe tirato fuori un Roger Avary, per dire. Un occasione ( ma soprattutto un potenziale) buttato alle ortiche, ma tant'è...
    Ultima modifica: 23/05/17 09:18 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 24/05/17 01:07
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    Grazie Almicione per l'interessante link.
  • Discussione Raremirko • 24/05/17 01:20
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    A mio avviso comunque il fatto che uccida o meno è di importanza focale.

    Io proporrei più per il fatto che si immagini tutto, visto che imho, Ellis e la regista volevan più sottolineare l'aurea del riccone modaiolo che fantastica tanto ma, per una serie di motivi, non riesce ad arrivare a fondo.
  • Discussione Didda23 • 24/05/17 09:58
    Comunicazione esterna - 5713 interventi
    Un buon film, ma sono d'accordo con Buio: in mano ad un altro regista il risultato sarebbe stato migliore.
  • Discussione Piero68 • 24/05/17 11:31
    Contatti col mondo - 234 interventi
    @Almicione

    Ho letto il link di cinemablend, e francamente mi sembra che anche loro brancolino nel buio. Tante teorie ma nessuna "dimostrabile" fino in fondo. Addirittura l'articolista ipotizza che Bateman abbia ammazzato realmente tutti meno che Allen, che è stata solo una fantasia.

    SPOILER

    A questo punto mi convinco sempre più che in realtà abbia sempre e solo immaginato tutto (magari mentre disegnava sul diario) e che la sua follia lo ha persino spinto a costruire il personaggio di Bateman (o magari si è immedesimato in questo Bateman che esiste davvero) mentre la vera identità di Bale nella realtà è un'altra. Magari il mr. Smith che il custode del primo palazzo riconosce. L'unica cosa concreta, il vero messaggio chiaro del film, è che questi Yuppies sono talmente uguali tra loro da essere persino interscambiabili senza che nessuno, o quasi, se ne accorga. Per cui chiunque in quell'ambiente può essere/diventare chiunque e anche tra di loro, spesso, si confondono e non riescono a distinguersi
    Ultima modifica: 24/05/17 11:37 da Piero68
  • Discussione Raremirko • 24/05/17 12:13
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    Bravissimo Piero68, concordo appieno; è del resto il messaggio che Ellis accennò dapprima in Less than zero, libro e film.
  • Discussione Almicione • 25/05/17 15:11
    Fotocopista - 11 interventi
    Piero68 ebbe a dire:
    @Almicione

    Ho letto il link di cinemablend, e francamente mi sembra che anche loro brancolino nel buio. Tante teorie ma nessuna "dimostrabile" fino in fondo. Addirittura l'articolista ipotizza che Bateman abbia ammazzato realmente tutti meno che Allen, che è stata solo una fantasia.

    SPOILER

    A questo punto mi convinco sempre più che in realtà abbia sempre e solo immaginato tutto (magari mentre disegnava sul diario) e che la sua follia lo ha persino spinto a costruire il personaggio di Bateman (o magari si è immedesimato in questo Bateman che esiste davvero) mentre la vera identità di Bale nella realtà è un'altra. Magari il mr. Smith che il custode del primo palazzo riconosce. L'unica cosa concreta, il vero messaggio chiaro del film, è che questi Yuppies sono talmente uguali tra loro da essere persino interscambiabili senza che nessuno, o quasi, se ne accorga. Per cui chiunque in quell'ambiente può essere/diventare chiunque e anche tra di loro, spesso, si confondono e non riescono a distinguersi


    SPOILER


    Piero68, sul messaggio generale dell'interscambiabilità degli yuppie siam tutti d'accordo. Rimangono dei dubbi invece sulle singole scene e su quale sia il grado di immaginazione che pervade le sequenze finali. Ripeto che a mio avviso è un salto troppo grande dire che Bale non è in realtà Bateman, bensì qualcun altro – chi sarebbe poi? –, oppure che tutto quanto, fin dall'inizio, sia frutto della pura immaginazione del protagonista. E affermo questo solo perché non trovo elementi nel film che lo fanno intendere.
    Sulla sequenza del "Mr. Smith!" io la vedo così: Bateman, in stato confusionale dopo avere fatto esplodere due auto della polizia, entra in un edificio che è praticamente identico a quello in cui è ubicato il suo ufficio. Il guardiano lo scambia per un tale Mr. Smith, che arguisco essere un altro yuppie simile a quelli del gruppo ma non appartenente ad esso; il cognome Smith, diffusissimo nei paesi anglosassoni, sottolineerebbe l'omogeneità di questi individui. Bateman lo fa fuori per evitare che rimangano testimoni oculari. D'altronde, se Bale non è effettivamente Bateman bensì qualcun altro che si immedesima consciamente o inconsciamente in Bateman, com'è possibile che riesca a entrare nella sua vita (nel suo ufficio, nel suo appartamento) e la maggior parte delle persone lo scambi per il vero Bateman? Semplicemente per me non è questo il taglio che si è voluto dare all'opera.

    Poi va be', la pellicola lascia un ampio grado di ambiguità e per questo ne sono derivate interpretazioni di ogni tipo, come quella che afferma che in realtà Paul Allen è solo una delle molte personalità (quella buona) del personaggio di Bale.
  • Discussione Almicione • 29/05/17 00:25
    Fotocopista - 11 interventi
    Non pago delle mie precedenti ricerche ho scovato (qui: https://www.yahoo.com/movies/american-psycho-screenwriter-guinevere-turner-on-116656999987.html) un'intervista a Guinevere Turner, cosceneggiatrice del film insieme alla regista Harron.
    Riporto solo i passi più importanti:
    Another decision made early on by Turner and Harron was that all the violence in film should actually be happening, rather than taking place in Patrick Bateman’s head. “We failed on that one,” Turner says bluntly. “When I meet people who know that I wrote the movie, the first thing they ask is, ‘Was it real or not?’” That ambiguity, while unintentional, has turned out to be one of the movie’s most enduring talking points. “That people argue about the ending of the movie, that they still have that burning question – [thanks to that], we totally win,” says Turner. “We succeeded because they care, although we failed in our objective.”

    E più avanti l'articolo continua:
    But back to that ending. Here, in Turner’s own words, is her explanation of where Patrick Bateman breaks from reality. “Everything was really happening. But at some point, we’re starting to see things through Patrick’s eyes,” she says. “He’s losing his mind. So for example, in the scene where he gets the two hookers to come over, and he’s videotaping himself and looking at himself in the mirror – in real life, they probably they weren’t as attractive as they are, and it wasn’t all as Penthouse Letters as it is. So that’s where we start getting into Patrick’s head. And then by the time the ATM says ‘Feed me a stray cat’ – he’s there, he’s got the kitten, but the ATM doesn’t actually say that. He’s just going nuts. And then he’s unraveling from there."

    “So by the end, the idea was that this man lives in this world where nobody can tell anyone apart — and obviously the whole movie is a hyper-reality — but he did do all this stuff and he still cannot stand out because nobody cares about anything and nobody’s paying attention to anyone. And they’re all interchangeable. And so he’s stuck. He’s practically begging, saying, ‘I kill people! I’m not like all of you, I have something special about me! And they’re like, ‘Wait, who are you?’ And that’s what we were going for, that big metaphor.”