Cerca per genere
Attori/registi più presenti

MIDSOMMAR - IL VILLAGGIO DEI DANNATI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 12
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/7/19 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/8/19
I riti pagani di una indecifrabile comunità rurale si spostano dalla Scozia di WICKER MAN alla Svezia mantenendo intatto il loro fascino ancestrale e acquisendo, in mano a un regista come Ari Aster, grandiosità e stile. Gli mancano tuttavia la genuinità, l'autenticità di quelli messi in scena quasi cinquant'anni anni fa da Hardy e le innegabili comunanze tra i due film sono forse meno di quelle che la vista suggerisce. Qui la storia prende vita dalla vacanza di quattro amici che decidono di partire insieme alla ragazza (Pugh) di uno di loro (Reynar), traumatizzata dalla fresca morte dei genitori e della sorella. La fase preparativa, di assestamento, indulge in sontuose raffinatezze che talvolta rallentano un po' troppo il ritmo, in considerazione delle due ore e mezza di durata complessiva, ma una volta giunti in Svezia (con un ribaltamento della prospettiva stradale che lascia senza fiato) siamo pronti a immergerci nella realtà "alternativa" della comunità Harga. Sulle prime, al solito, sembrano tutti individui eccentrici (vestiti con tuniche bianche) ma felici e massimamente ospitali, sorridenti, in pace col mondo. D'altra parte Pelle (Blomgren), uno dei cinque visitatori, proviene da lì e conosce benissimo le usanze locali, sa cos'è la festa di mezza estate che i suoi amici sono venuti a seguire (con l'intento di documentarla per fini universitari, in un caso). Purtroppo sappiamo tutti come più o meno andrà a finire e questo depotenzia in parte il clima di opprimente mistero che aleggia sul verde prato destinato, una volta raggiunto, a fungere da set unico. Ciononostante è bravo Aster a filmare l'ambiguità e il mistero celandoli in piccoli segnali apparentemente insignificanti. Avvertiamo distintamente lo scontro in atto tra la mentalità contemporanea dei cinque (a cui si unisce un'altra giovane coppia lì in visita) e quella legata a riti e tradizioni arcaiche della comunità: a Harga la semplicità interpretata come naturale viene tradotta in follia da chi non può che rimanerne scioccato. E' una visione della vita legata ancora a una sorta di magico spiritualismo e a una ritualità che riesce francamente difficile accettare come credibilmente condivisi; in WICKER MAN erano al contrario legati a tradizioni strutturate, meglio descritte, "religiosamente comprensibili" e studiate. Aster punta più alla forma e, finché ha modo di giocare ancora con l'indefinito e la suspense tenue, colpisce nel segno, seduce con meravigliose carrellate e ariose panoramiche che sfruttano al meglio la forza naturale dei paesaggi, dimostra di saper padroneggiare i mezzi a disposizione con straordinaria efficacia e di poter canalizzare intelligentemente la colonna sonora ricercata quanto fondamentale di Bobby Krlic (in arte The Haxan Cloax). Poi, quasi d'improvviso, l'incantesimo si spezza: superate le incredibili sequenze in cima e alla base della rupe che sanciscono l'entrata in scena del sangue, il film precipita nell'orrore d'ordinanza, senza più riacquistare - se non per brevi tratti - la malia con la quale aveva saputo conquistare. Tutto si fa più esplicito, volgare (e non certo per le tante scene di nudo), banale; i dubbi vengono spazzati via, la creatività svanisce e si affoga in un vortice di sviluppi ampiamente prevedibili nemmeno più nobilitati dalle sofisticazioni visive fin lì dominanti. Resta la singolare fotografia di Pawel Pogorzelski, che solarizza sottraendo i contrasti regalando grande respiro al quadro, ma si cominciano a notare i limiti di un cast non certo impeccabile e quando i ritmi rallentano si finisce con il pretendere l'azione, che si accetta poi senza grande entusiasmo (forte il senso di déjà vu derivato non solo dal capolavoro di Hardy). Fortunatamente le due ore e mezzo scorrono senza mai davvero pesare e non è virtù da poco, ma le illusioni che per metà film ci avevano cullati accompagnandoci in una dimensione eterea evaporano per riaddensarsi solo nel pirotecnico finale, girato assai bene ma anch'esso svuotato di veri significati.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Cotola 28/7/19 1:20 - 7045 commenti

Il film si prende i suoi (lunghi) tempi. Quasi due ore e mezzo non è cosa da poco per un "horror". Eppure tutto funziona benissimo: Aster migliora i difetti della pellicola precedente e firma un'opera bellissima che, pur avendo più di un debito di riconoscenza verso il capolavoro di Hardy, si mantiene personale, non rinunciando alle caratteristiche del suo cinema. Visivamente bellissimo, con una fotografia sontuosa e alcuni momenti che non si dimenticano ed entrano nella memoria. Ben dosata la violenza. Un horror adulto e maturo, che rinuncia a stupidi jumpscare: finalmente! Immergetevici.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I pranzi; I vari rituali; "Noi rispettiamo il codice della strada"; "E dopo i 72 anni?"; "A volte ricorriamo a qualcuno da fuori".
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Herrkinski 27/9/19 15:42 - 4443 commenti

Aster prosegue il personale discorso iniziato con Hereditary, qui rievocato nel cupissimo incipit (un grande esempio di cinema), per poi spostare l'azione in una Svezia soleggiata e bucolica solo in apparenza; se ricorda Wicker man (su tutti, ma anche il recente Apostolo) e i vari film sulle sette negli assunti di base e in alcuni snodi narrativi, lo stile è del tutto personale; da quello visivo (fotografia splendida) a quello narrativo, Aster ammalia e turba in un lungo e allucinogeno rito pagano poeticamente crudele e liberatorio. Stordente.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il lancio dalla rupe; L'incipit.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Enzus79 10/8/19 12:21 - 1579 commenti

Notevole horror firmato Ari Aster. Seppur la durata (due ore e venti!) sia "mostruosa" non se ne sente il peso e questo è un grandissimo pregio. Storia coinvolgente con scene al limite del raccapricciante e del grottesco. La seconda parte fa scemare il livello di apprezzamento: si entra un po' nel banale, con un finale scontato, almeno per chi in passato ha visto film simili. Grande la regia.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il suicidio dei due anziani.
I gusti di Enzus79 (Fantascienza - Gangster - Poliziesco)

Rufus68 12/9/19 22:30 - 2660 commenti

Torrenziale e prevedibile pagan-horror, plateale debitore di The wicker man. A differenza della pellicola madre, suggestiva e ideologicamente coerente, si assiste, purtroppo, solo a una confusa collezione di incomprensibili scenette rituali recitate da una banda di buontemponi new age (svedesi, ma sembrano transalpini fuori di melone). A tratti risibile (il protagonista tontolone vestito da orso), altre ingenuo, solo di rado inquietante (grazie alle musiche), sempre soporifero.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Ryo 6/8/19 16:00 - 1908 commenti

Un film che è un viaggio allucinogeno e psichedelico. La regia è pazzesca e adorabile: non c'è un movimento della macchina da presa o inquadratura che non sia interessante, il villaggio svedese è curato molto maniacalmente nella sua vivacità, sempre in movimento con decine di comparse mai anonime ma sempre in movimento. L'atmosfera di falso benessere unito all'orrore delle verità nascoste e accompagnato da una colonna sonora azzeccatissima funziona a meraviglia.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Il ferrini 5/10/19 23:36 - 1495 commenti

Aster conferma il proprio talento visivo con sequenze di indubbio fascino e giocando abilmente con prospettive e profondità di campo. Quello che invece non regge è una sceneggiatura talmente banale da mortificare qualsiasi tensione; fin dall'arrivo nel villaggio si può prevedere ogni singolo sviluppo (pozioni, sacrifici, accoppiamenti rituali), tutto già visto ne Il prescelto ma anche in Grano rosso sangue o qualsiasi altro film sulle sette. Peccato, perché la confezione è assolutamente meritevole.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Digital 26/7/19 11:10 - 1038 commenti

Dani, dopo aver perso tragicamente i genitori, decide di unirsi al compagno e ad alcuni amici per una vacanza in Svezia. Quello che doveva essere un piacevole svago si trasformerà ben presto in un incubo. Debitore di The wicker man, il film di Aster riesce a vivere di luce propria, con una fotografia di abbacinante bellezza e una regia ispirata, con sequenze oniriche e spizzichi di allucinante violenza. La durata fiume è un “difetto” del tutto perdonabile a fronte di un'opera ipnotica, mistica; da elogiare sperticatamente. Bravissima la Pugh.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Bubobubo 1/8/19 10:23 - 880 commenti

La prima mezz'ora, che funge da innesco narrativo per la storia principale, è un superbo e claustrofobico saggio d'autore di dramma familiare, con punte di autentica psicosi. Poi si entra nel vivo, in una Budapest paganamente bucolica che si vuole Svezia: l'orrore filtra lentamente, nei volti, nei corpi, nei paesaggi, nel dosaggio attento e calibrato della violenza grafica (notevole). Alcuni rimandi espliciti a The wicker man (la stordente scena coreutica, il finale nichilista) non inficiano la potenza di un'opera complessivamente monumentale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La prima mezz'ora, così penetrante che è quasi uno spreco averla usata solo come innesco narrativo; L'accabadora svedese; La fine di Josh.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Magi94 3/8/19 21:33 - 540 commenti

Le similitudini con The wicker man sono talmente forti che fa storcere il naso non siano state dichiarate al pubblico. Se si perdona questo, ottimo horror a partire da un'ambientazione geniale (la "notte" di mezza estate in Svezia), che costruisce una tensione e inquietudine genuine soprattutto nella prima parte. L'unico difetto è proprio quello di abbandonare i personaggi a un'inerzia inspiegabile per concentrarsi solo sui rituali, che alla lunga danneggia il pathos. Sbalorditivo invece il finale, che riveste di nuovo senso l'opera.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il salto dalla rupe, durante il quale i personaggi possono solo star fermi a osservare, proprio come noi; L'ultimo fotogramma.
I gusti di Magi94 (Commedia - Drammatico - Horror)

Gabigol 4/8/19 2:26 - 376 commenti

I moti autodistruttivi della mente - lutto, psicosi, solitudine - a braccetto con una cultura distante per etica e approccio alla vita: in questo sunto Aster dipinge il dramma relazionale attraverso paesaggi bucolici svedesi e riti pagani provenienti da ignoti lidi. La solarità degli spazi aperti è preludio delle seducenti promesse insite nel culto della terra; l'amore, "direzionato" dal perpetuare della comunità, un semplice riflesso naturale; la morte un ritorno nel cerchio della vita. Film inattaccabile per contenuto e forma.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La chiamata nel prologo; La pisciata sugli antenati; Gli eletti in cima; La pozione d'amore; Il figlio dell'incesto come oracolo; Regina di Maggio.
I gusti di Gabigol (Animali assassini - Fantastico - Horror)

Mtine 1/8/19 10:57 - 220 commenti

L'incipit cupo e minaccioso sembra precludere a un horror (nel bene e nel male) convenzionale. Niente di più sbagliato: Midsommar è un non-horror solare che trova la sua ragion d'essere nel disagio continuo che fa vivere spettatore. Purtroppo però i difetti non sono da poco: la durata eccessiva - dovuta soprattutto a un'insistenza tale su rituali e preghiere da renderli ridicoli - e il fatto che la trama ricalchi quasi pedissequamente quella di The wicker man. Un'occasione mancata per un film comunque "bello" da vedere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le inquietanti pitture; I particolari splatter (su tutti "l'aquila di sangue").
I gusti di Mtine (Comico - Giallo - Thriller)

Noncha17 28/7/19 14:00 - 87 commenti

Quella che doveva essere una sorta di vacanza studio in Svezia si trasformerà ben presto in un incubo a cielo aperto. L'esatto contrario di quanto si era visto - pur tenendo fiamme, riti e genitori vari - nel debutto Hereditary. La forza del regista pare stia proprio nella gestione dei tempi e degli spazi: sembra quasi che l'attesa meriti di essere vissuta, per poter "gustare" al meglio l'evolversi degli eventi. Alcuni previsti, altri prevedibili, altri meno. Certe manifestazioni potrebbero apparire ridicole ma l'imbarazzo sta più in chi guarda.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: In aereo; Fuga da tutti; Il rito per la storia d'amore; L'albero sbagliato; Beccato!; La coppia "distratta"; Il banchetto surreale; Un'estrazione.
I gusti di Noncha17 (Azione - Fantascienza - Giallo)