Cattive acque

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ancora uno scontro tra il popolano spiantato e la grande azienda (chimica, in questo caso), che può permettersi di occultare le proprie malefatte pagando i migliori avvocati. Nello specifico si parla della Dupont, che per anni ha colpevolmente inquinato le acque di una cittadina del West Virginia scaricandovi i residui tossici utilizzati per la lavorazione del teflon, importante materiale di enorme diffusione nel mondo i cui effetti nocivi non erano al tempo stati ancora certificati. Il caso nasce nel 1998 quando Rob Bilott (Ruffalo), fresco socio in uno studio di ottimi avvocati a Cincinnati, viene contattato rozzamente da un contadino del West Virginia amico di sua nonna: senza perdere tempo, coll'immediatezza di chi non è...Leggi tutto abituato a usare le mezze misure, riesce a coinvolgere Bilott in una denuncia apparentemente priva di speranze di successo; eppure la sua terra si è lentamente trasformata in cimitero: le vacche muoiono o si ammalano, i massi nel torrente diventano bianchi... Non ci vuole molto a capire che l'inquinamento ha raggiunto livelli intollerabili. Ma il caso procederà per anni arrivando fino ad oggi, aprendosi in ramificazioni e tecnicismi che il film non sempre riesce a comunicare con chiarezza ed efficacia. Se infatti il personaggio magistralmente interpretato da Ruffalo rappresenta il vero punto di forza del film, lontano dalle caratterizzazioni tipicamente da vincente cui siamo abituati, per certi versi debole, incapace di perdere le staffe o di lasciarsi andare anche a giustificati sfoghi di rabbia, a non convincere è soprattutto la sceneggiatura. A dispetto di una confezione e una regia che offrono qualità indubbie, garantendo un approccio professionale che viene facile avvicinare alla realtà, il copione non si orienta in modo da porsi come obiettivo primario la comprensione del quadro generale. Certo, capiamo bene l'origine del disastro ambientale e le sue nefaste conseguenze, le vicissitudini legate al teflon e alla sua diffusione, ma le diverse fasi processuali e l'esatto posizionamento giuridico delle figure coinvolte talvolta sfugge, lasciando spesso comprendere appieno soprattutto i contorni, del caso. Non è facile afferrarne la progressione, cosa ogni spostamento in avanti nel tempo (scandito dall'anno che compare sull schermo) significhi realmente nella ricomposizione dei diversi momenti dell'istruttoria. E quindi più che l'appassionante coinvolgimento che solitamente il genere garantisce, l'attenzione rischia di venire deviata ad esempio sulla situazione familiare del protagonista (in modo da poter lasciare spazio anche alla "diva" Anne Hathaway nel ruolo della moglie), strutturata allo stesso modo di sempre senza sorpresa alcuna. Si avverte insomma uno stacco tra l'eleganza registica (e la qualità nelle interpretazioni) e il materiale che riguarda l'esposizione giudiziaria. Molto della vicenda si coglie ugualmente, certo, ma anche le figure delle altre star (Tim Robbins e Bill Pullman) si confondono in un quadro che non rende immediata l'inquadratura delle forze in campo e degli sviluppi. Venendo meno la partecipazione in chi guarda è inevitabile che anche l'impatto risulti smorzato. Resta comunque un film importante, significativo e... necessario, una fiinestra aperta sull'infinita lotta tra potere e popolo, quasi sempre destinato a soccombere. Parlando di West Virginia non poteva naturalmente mancare "Country Roads" di John Denver...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/01/20 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/06/20
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Ryo 9/03/20 17:06 - 2169 commenti

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Un dramma legale informativo ed esasperante. Dovrebbe essere avvincente, dato il suo argomento relativo alla corruzione aziendale e al danno ambientale, ma Haynes imposta tutto in modo insipido e formale affidandosi a dati e documenti dimodoché né la trama né i personaggi riescono a destare interesse più di un documentario. Strepitosa, comunque, l'interpretazione di Mark Ruffalo.

Capannelle 26/01/20 20:49 - 3732 commenti

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E' fatto con cura e non sceglie il facile sensazionalismo, anche se lo schema buoni/cattivi è sempre quello. Il cast è appropriato, anche nelle figure secondarie, ma non è che lasci segni indelebili. Dopo averne visti diversi nel genere si fa fatica a trovare spunti che lo portino sopra la media. Non per la prevedibilità della vicenda, che ci ricorda quante belle sorprese possiamo scoprire solo friggendo le uova, ma insomma il cuore non pulsa come aveva fatto, a esempio, per Erin Brockovich.

Rambo90 6/03/20 19:44 - 6400 commenti

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Classico film di denuncia/inchiesta, con echi di Erin Brokovich e di tutte le storie similari ispirate a fatti reali. Haynes gira il tutto con professionalità, evitando facili emozioni ma il film non sempre coinvolge come dovrebbe, pena anche una durata un po' eccessiva. Ruffalo è in parte, affiancato da un cast ricco nel quale però nessuno emerge davvero oltre a lui, anche perché la sceneggiatura si mantiene su un lodevole realismo. Non male.

Bubobubo 8/03/20 15:33 - 1223 commenti

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Lo scandalo DuPont, che per settant'anni ha sistematicamente inquinato terreni e falde acquifere di Parkersburg, West Virginia sversandovi i residui chimici della produzione del teflon, raccontato in un solido biopic incentrato sulla figura dell'avvocato Robert Bilott (un Ruffalo la cui fisionomia dimessa e malata suscita naturalmente empatia). Agghiacciante pensare che anche l'Italia abbia avuto la sua DuPont (scandalo pfas).
MEMORABILE: Una povera mucca impazzita all'attacco; La malattia di Bilott si aggrava; Il finale.

Daniela 23/03/20 12:34 - 9530 commenti

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Avvocato socio in un importante studio legale riceve la visita di un allevatore che vuol far causa ad una fabbrica chimica che a suo dire avvelena l'acqua di cui si abbevera il bestiame... L'avvocato accetta il caso e, dato che la fabbrica appartiene alla DuPont, la battaglia diventa quella di David contro il Golia della chimica mondiale. Haynes adotta uno stile meno brillante che in altre occasioni e con poche concezioni spettacolari a favore di un classico film di denuncia, solido, ben documentato, che poggia in buona parte sulle spalle del bravo Ruffalo. Visione educativa.

Galbo 25/06/20 08:14 - 11424 commenti

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Regista dalla spiccata personalità, Todd Haynes mette da parte il suo stile per dirigere un film che si colloca nel solco della tradizione americana delle pellicole con forte vocazione all’impegno civile. Una storia ben raccontata (e con una solida sceneggiatura) di opposizione allo strapotere industriale. Ben sottolineata la fragilità del protagonista, che paga un notevole pegno personale alla sua battaglia, impersonato dal bravissimo Mark Ruffalo che mette in ombra il resto del cast. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 8/03/20 18:00
    Consigliere - 43620 interventi
    Bubobubo, lo ribadisco: anche nei film tratti da storie vere (soprattutto quando non sono poi così note) è bene non scrivere il finale (e quindi lo stato attuale del processo).
  • Discussione Bubobubo • 8/03/20 18:20
    Call center Davinotti - 222 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Bubobubo, lo ribadisco: anche nei film tratti da storie vere (soprattutto quando non sono poi così note) è bene non scrivere il finale (e quindi lo stato attuale del processo).

    Ti chiedo scusa. Non mi sembrava uno spoiler!
  • Discussione Zender • 8/03/20 19:27
    Consigliere - 43620 interventi
    L'importante è considerare questo, come dicevo: la maggior parte delle persone che vanno al cinema in casi così non sa proprio come si sia concluso il caso. Meglio non dirglielo, è comunque una sorpresa. Soprattutto se si tratta di film recentissimi.
  • Discussione Bubobubo • 9/03/20 13:45
    Call center Davinotti - 222 interventi
    Zender ebbe a dire:
    L'importante è considerare questo, come dicevo: la maggior parte delle persone che vanno al cinema in casi così non sa proprio come si sia concluso il caso. Meglio non dirglielo, è comunque una sorpresa. Soprattutto se si tratta di film recentissimi.

    Va bene. Ho difficoltà io per primo a capire cosa possa essere considerato spoiler e cosa no. Se dovesse succedere ancora, bacchettami pure!
  • Discussione Zender • 9/03/20 14:08
    Consigliere - 43620 interventi
    Non è questione di bacchettare, se lo si fa in buona fede amen, può capitare. E' più importante capire cosa significhi: è bene non dire nulla del finale o di altre cose che cambiano particolarmente il corso del film, tutto qui.
  • Discussione Daniela • 23/03/20 12:25
    Consigliere massimo - 5229 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Bubobubo, lo ribadisco: anche nei film tratti da storie vere (soprattutto quando non sono poi così note) è bene non scrivere il finale (e quindi lo stato attuale del processo).


    SPOILER

    Confesso che se avessi visto e commentato il film prima di lui, anche io avrei fatto come Bubobubo, dando per scontato che tutti conoscessero più o meno gli esiti dello scontro.
    Questo non perché siano note qui da noi come negli USA le complesse vicende processuali legate all'attività del colosso chimico DuPont, ma perché in ogni casa c'è almeno una padella antiaderente.
    Le avvertenze che leggiamo sulle confezioni che ci consentono di usarle con una maggiore avvedutezza (da esercitare preferibilmente al momento dell'acquisto o almeno durante l'utilizzo) sono una conseguenza, indiretta ma importatissima per la salute di tutti, di quanto raccontato nel film.

    FINE SPOILER
    Ultima modifica: 23/03/20 12:37 da Daniela
  • Discussione Zender • 23/03/20 15:40
    Consigliere - 43620 interventi
    Non date per scontato certe cose invece, perché a meno che non si parli di scandali notissimi (e questo da noi di certo non lo è). Il punto è sempre non spiegare come finisce un film. A meno che non si tratto di un documentario, va da sé.