LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Riprendendo in mano il personaggio del coatto con ambizioni da duro e mescolandolo con quello del bambinone che gli è tanto caro, Verdone torna a lavorare con Alberto Sordi a quattro anni da IN VIAGGIO CON PAPA’ e si ritaglia un ruolo su misura per compiacere i suoi fan della prima ora. Appoggiato da Sergio Leone e dalla premiata coppia Sordi-Sonego in fase di scrittura, Verdone si inventa il personaggio di Oscar Pettinari, in arte “Troppo forte” (come sta scritto dietro al suo giubbotto), uno spiantato che vive con la speranza di sfondare come attore alla Rambo ma deve accontentarsi di qualche comparsa a Cinecittà. Finché non trova sulla sua strada uno strano avvocato...Leggi tutto (Sordi, con un’aria spiritata che gli è rimasta dall'ultimo SONO UN FENOMENO PARANORMALE) che gli prometterà milioni se fingerà un incidente stradale con la Rolls di un ricco produttore di Hollywood. Ci andrà invece di mezzo la bellona di turno (Stella Hall, non certo tra le migliori partner dell’attore al cinema), alla quale però Verdone non lascerà l'usuale spazio concesso alla figura femminile maggiore mantenendo per sé e il suo rapporto con la vita di strada il ruolo privilegiato. Fondamentali gli amici coattissimi, i debiti con i negozianti sotto casa, le vicine impiccione, il superattico (in realtà un lavatoio con vista sulla centrale del gas). Un film scritto bene, forse meno divertente del previsto ma comunque ricco di gag entrate nella storia (come quella della partita a flipper “esagerata” in apertura), con un Sordi che tuttavia infastidisce un po' per quel suo recitare costantemente sopra le righe. Meglio infatti la prima parte, dove i dialoghi sono più importanti rispetto all'azione. Belle e in tema le musiche dance di Venditti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Stubby 27/03/07 20:40 - 1147 commenti

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Ancora una volta la coppia Verdone-Sordi e stavolta il film diverte. Verdone interpreta un borgataro coatto con mire nel mondo dello spettacolo, Sordi è invece un avvocato, che alla fine si rivelerà tutt'altro. Presente uno stuolo di buoni caratteristi, tra cui salta subito all'occhio Mario Brega (spesso presente nei film di Verdone). Ottime scene esilaranti grazie soprattutto ai monologhi di Oscar (Verdone). Divertente anche l'inizio, che fa capire subito l'andazzo che avrà la pellicola.

G.Godardi 29/03/07 19:41 - 950 commenti

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Vero e proprio giro di boa della filmografia di Verdone, anzi doppio giro. Da una parte si attesta l'ormai avvenuto passaggio delle consegne tra Sordi e Verdone, dall'altra questo è l'ultimo film della prima fase verdoniana, quella più comica. Verdone regista è più buono col Sordi attore, infatti lo lascia a briglia sciolta e si fa rubare la scena quando vi compare. Divertente, a tratti delicato e compiaciuto come nel classico stile verdoniano. È anche l'ultimo film prodotto dal padre putativo Leone, nonché il canto del cigno di un certo tipo di cinema italiano.

Galbo 16/11/07 06:03 - 11314 commenti

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Tra i meno riusciti film del regista (e attore) Verdone è anche l'unico finora ambientato nel mondo del cinema (sebbene in quello meno illuminato dai riflettori delle maestranze). Benché nobilitato dalla presenza (in un ruolo secondario) del grande Alberto Sordi, il film non riesce ad andare al di là del puro macchiettismo, complice una sceneggiatura inadeguata, con troppi punti morti ed una recitazione del suo protagonista assolutamente stereotipata e ripetitiva. Inutile.

Fabbiu 6/04/08 14:49 - 1925 commenti

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A mio parere è molto più divertente di In viaggio con Papà; qui la coppia comica funziona ancora di più, perché il soggetto è simpatico e le due parti (coatto - in realtà bonaccione - e avvocato) sono interpretate dai due molto bene. Gustosa come sempre la parte di Mario Brega, molto belle le musiche. Non spicca per qualcosa in particolare né lo fa tra le commedie di Verdone o quelle di Sordi, ma è in fin dei conti ben diretto e di gag funzionanti ce ne sono abbastanza. Divertente e piacevole.

Capannelle 7/04/08 18:05 - 3690 commenti

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Un Verdone meno in forma rispetto ad altre occasioni, per colpa di un personaggio troppo caricaturizzato e di una sceneggiatura con troppi passaggi scontati. Anche Brega e Sordi non ravvivano la pellicola. Poche le scene da ricordare, quelle in pratica del trailer (il flipper, i provini...).

Cangaceiro 4/07/08 13:21 - 982 commenti

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Sebbene la sceneggiatura sia scritta da gente del calibro di Leone e Sonego e dagli stessi Verdone e Sordi, il problema del film sta proprio nel manico: il ritmo della narrazione è discreto ma non ci sono sussulti e a parte le scene iniziali a Cinecittà poi non si ride quasi mai. Peccato perché Carlo è splendido come supercoatto ed anche Albertone (si) diverte nei panni del sedicente avvocato.
MEMORABILE: "Io c'ho gli anticorpi co du cog***ni così, spero che me prende l'AIDS perché in 20 minuti la sdereno! "

Puppigallo 3/07/08 22:48 - 4487 commenti

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Il classico cacciapalle montato, gonfio e tronfio, che finirà quasi regolarmente col fare figuracce. Verdone è in grande forma, la sceneggiatura è quello che è, ma i momenti divertenti sono numerosi (scartato al provino, gli scambi Verdone-Sordi, o Verdone-ragazza, all’inizio). Sordi (“avvocato”) disegna un piacevole personaggio sopra le righe e la narrazione ha poche pause (rallenta un po’ quando lei a casa di Verdone, o quando sono al mare). E poi, vedere come gioca a flipper il protagonista, non si scorda più. Davvero niente male.
MEMORABILE: Il piano prestabilito, con incidente per l’assicurazione; e Sordi che gli raccomanda: “Sbatti il fianco sinistro, quello della milza”.

B. Legnani 3/07/08 23:27 - 4674 commenti

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Un Verdone molto molto debole, nonostante le firme alla sceneggiatura (oltre al regista, Leone, Sonego e Sordi). Il film non decolla mai e strappa solo pochi sorrisetti; inoltre è troppo macchiettistico (ho trovato patetico il ruolo di Sordi). Brega svogliato, attori così così, snodi assurdi, con californiane che capiscono il dialetto napoletano e redigono lettere in italiano, in confronto alle quali Jacopo Ortis può andare a nascondersi. Si vedono Capritti e Bonanni.

Franz 16/11/09 22:01 - 110 commenti

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Spiace dirlo, ma Sordi per questo film è un po' un freno a mano tirato: toglie inutilmente spazio a Verdone, carica di eccessivi tratti grotteschi il personaggio dell'avvocato, pur divertendo molto quando esce di senno! Verdone spara qualche monologo da applausi, il coatto qui è a dei livelli di sublime cialtronaggine. La storia è scarsina, le situazioni poco verosimili: la faccenda della truffa ai produttori americani è tirata per i capelli. In definitiva: un discreto svago, ma niente di più.
MEMORABILE: Verdone: "Se me gira, je faccio causa a Stallone, 'o mando a fa er gelataro a New York, ma che me frega!"

Rambo90 16/01/10 15:43 - 6275 commenti

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Uno dei personaggi migliori di Verdone e uno dei suoi film più divertenti. Sicuramente la storia non è originale (molte parti sembrano provenire direttamente da Un sacco bello), ma gli attori e le situazioni sono da manuale, soprattutto Alberto Sordi (in una parte di contorno), molto più bravo che nelle sue contemporanee opere da regista. Gradevole.

Nando 17/05/10 12:36 - 3454 commenti

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Verdone realizza una film centrato su una delle categorie che ha sempre amato: il coatto romano, motociclista e desideroso di sfondare nel cinema. La narrazione è esilarante con punte di scontata ma pura comicità e la macchiettistica partecipazione di Sordi rende il tutto lievemente più amaro. Brega e Steiner non demeritano nei loro camei.

Trivex 25/12/10 19:49 - 1474 commenti

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All'epoca ero giovane e motociclista. Abbastanza gasato, ma non sbruffone e non imprudente. Qui ci sono la mitica Fz750 e la XT e si guidavano senza casco (meglio adesso, meglio con il casco). C'è il mondo del cinema, con le sue devianze, vissute con ironia e un po' di amarezza; c'è anche il discorso delle criminali gare clandestine, qui vissute superficialmente e con risultati nefasti (la bastonata, dopo la vittoria). Si ride anche poco, ma il mare, i rambo e la stella del cinema a stelle e strisce, fanno culto. Verdone e l'Albertone sempre bellissimi.
MEMORABILE: Il bagno al mare ed i pesci che mordono!

Ilcassiere 15/01/11 13:24 - 283 commenti

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All'apparenza un filmone, con la sceneggiatura di Sergio Leone, Sordi, Sonego e lo stesso Verdone, con le musiche di Venditti e con due personaggi memorabili, Oscar Pettinari (Verdone), uno che vorrebbe fare il duro ma "ha la faccia da buono" e il conte Giangiacomo Pigna Corelli Inselci (Alberto Sordi) un avvocato/non avvocato che creerà non pochi problemi al protagonista. Film divertente e con qualche battuta che lascia il segno, ma tutto sommato la storia, che scorre un po' lenta, non è particolarmente interessante.

Disorder 24/03/11 22:25 - 1408 commenti

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Un Verdone un po' minore ma sempre simpatico. La macchietta romana già da un po' sta stretta a Carlo, che cerca di evolvere donando spessore ai personaggi e lavorando di più sulla trama (anche se i momenti migliori sono ancora quelli macchiettistici, la storia è troppo debole). Efficace Sordi in un ruolo di routine e vagamente autocelebrativo (quasi da guest-star). Molto ottantiano nella confezione, un film comunque gradevole...
MEMORABILE: La sfida di enduro estremo tra Oscar "Troppo forte" e "er Murena".

Cotola 13/05/11 23:35 - 7404 commenti

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Debole (e non poco) questo film di Verdone. Il personaggio è più o meno sempre lo stesso, ma stavolta il divertimento e le risate mancano rispetto ai lavori precedenti. Anche il ritmo latita, così come i personaggi di contorno che altrove erano notevoli, si ricordavano con piacere e conferivano quel quid in più alla pellicola. Non brutto ma mediocre.

Herrkinski 20/07/11 23:22 - 4967 commenti

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Prima di affrontare una fase della carriera in cui alzerà un po' il tiro, Verdone realizza questo divertissment in cui, oltre a riproporre il personaggio coatto ma buono d'animo che gli riesce tanto bene, lancia una (lieve) critica al cinismo dell'ambiente cinematografico. Nonostante i nomi in sceneggiatura e la partecipazione di un istrionico Sordi, in realtà non si ride tantissimo e dopo i primi 20 minuti il meglio è già esaurito; tuttavia il film, gradevole ed agrodolce, si lascia seguire e si mantiene su livelli più che decorosi. Non male.
MEMORABILE: Il flipper; i provini; "La palude del caimano".

Tarabas 30/10/11 15:34 - 1681 commenti

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Troppo forte? Mah, Verdone cerca manforte addirittura a casa Leone, ma Oscar Pettinari è un riciclone del suo mitico personaggio di Un sacco bello, calato nel sottobosco del cinema, capo di una "gang" di generici a caccia di una scrittura come comparse o controfigure. Il film non fa mai ridere, se non nel racconto della palude della Rhodesia (che poi è una citazione dei racconti di Enzo), ha un cast di contorno scarsissimo a cominciare dalla protagonista femminile. Sordi sordeggia ed è meramente decorativo.

Deepred89 20/04/12 20:28 - 3257 commenti

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Un Verdone assolutamente minore, poco divertente e alle prese con una storiella esilissima (nonostante la sceneggiatura riporti quattro firme da paura). Il protagonista è simpatico, ma il resto del cast, a partire da un Sordi particolarmente irritante, proprio non funziona (eccettuato, forse, John Steiner, che a sorpresa non dispiace). Esteticamente così così, colonna sonora vendittiana idem (ad esser buoni). Due pallini per Verdone e per qualche risata che qua e là riesce a regalarci, ma il resto lascia molto a desiderare.

Markus 13/07/12 12:33 - 3230 commenti

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Un Verdone in tono minore ci propone un divertito coatto romano - seppur con qualche cliché di troppo - ambientando la vicenda nel sottobosco delle comparse cinematografiche a Cinecittà (quando ancora si faceva cinema). Sceneggiatura infelice e non pochi momenti di stanca (nella seconda parte un vero e proprio tracollo in questo senso) decretano una delle sue peggiori regie, ma anche il punto di (ri)partenza per un cambiamento che porterà buoni frutti già a partire dal successivo Io e mia sorella. Sordi e Brega sprecati.

Samuel1979 24/06/12 21:21 - 469 commenti

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Oscar è il coatto romano che tenta, con ridicoli provini, di entrare nel mondo del cinema. Il caso vuole che conosca un fantomatico avvocato, il quale gli complicherà l’esistenza. Grande prova di virtuosismo di Verdone, il quale ripropone il personaggio del bullo già sperimentato in Un sacco bello, con l’attore romano ancora in discreta forma per un ruolo del genere. Purtroppo l’innesto di Sordi non dà i risultati sperati e la sua performance risulta ridondante.
MEMORABILE: "A Oscare... fatte pagà in marchi che er dollaro è calato".

Motorship 14/07/12 16:45 - 567 commenti

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Uno dei film più disimpegnati dell'attore regista romano. Il suo personaggio è praticamente il fratello di Enzo di Un sacco bello per modi, metodo coatto con cui racconta gli aneddoti in Malesia nella palude, atteggiamenti; anche se qui dimostra, a differenza del personaggio ispiratore, un lato bonaccione, cosa che nel primo film non si era vista. Troppi cliché e troppe incursioni tra i rozzi centauri indeboliscono molyo il film. Apparizioni di lusso per Mario Brega e il grande Alberto Sordi.
MEMORABILE: Racconto di Oscar Pettinari della palude della morte in Malesia sia alle comparse di Cinecittà sia ai pazienti dell'ospedale dopo l'incidente.

Smoker85 18/07/12 17:05 - 384 commenti

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Secondo (e ultimo) duetto tra Sordi e Verdone, dopo il precedente del 1982. Verdone cerca di non sfigurare dirigendo colui del quale avrebbe dovuto divenire "erede" (previsione che, oggi, possiamo dire non essersi avverata), riuscendo a non farsi intimidire e a proporre il suo personaggio. Nonostante l'impegno, il lavoro si mantiene abbastanza fiacco e i momenti con Sordi sono gli unici veramente memorabili. E' infatti solo per vedere il folle avvocato da lui interpretato che vale la pena sciropparsi questo filmetto, altrimenti evitabile.
MEMORABILE: L'arringa finale di Sordi al processo, ove ostenta l'importanza della milza del suo assistito.

Crisscross 20/07/12 23:02 - 4 commenti

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Verdone leader "cattivo" di una banda di motociclisti sconclusionati era una grande idea. I primi minuti del film sono molto divertenti e anche il personaggio di Sordi ha momenti importanti. Il resto però è inspiegabilmente brutto. Impalbabile la bellona straniera inguaiata col produttore (caratterizzata malissimo), scena della corsa in moto pietosa e fuori contesto. Si arriva alla fine a fatica. Partenza da 8, finale da 4. Classico film che un artista deve fare sulla scia del successo, ma manca la convinzione.

Homesick 28/11/12 09:18 - 5737 commenti

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Troppo forte? Troppo debole semmai, visto che sia Verdone che Sordi sono del tutto fuori forma e insieme non riescono a produrre reale vis comica: il primo si limita a ripetere i personaggi metà sbruffoni e metà ingenui dei film precedenti, mentre il secondo ritaglia una sbiaditissima macchietta di pazzoide. Effimeri i cenni parodistici ai bulli di Cinecittà e francamente evitabili le allusioni alla fellatio subacquea azzardata dalla bellona di turno Stella Hall. Il peggior Verdone della prima parte della sua carriera.
MEMORABILE: Il flipper; il battibecco tra Verdone e la vicina di casa (Vazzoler); il malore di Sordi in tribunale.

Multimic80 10/12/12 17:25 - 48 commenti

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Un super Verdone che gioca a fare il "duro" davanti a un flipper per poi svelarsi il solito personaggio un po' ingenuo e imbranato che diverte il pubblico. Ma cosa dire di un Albertone che quattro anni dopo il successo di In viaggio con papà si rivela di nuovo ottimo coprotagonista? Per questo film non poteva essevri coppia migliore. Premio simpatia anche al diciassettenne Sal Da Vinci, il quale offre un tocco di napoletanità che insieme al romanesco non guasta. Peccato che il grande Venditti non abbia scritto altre colonne sonore!
MEMORABILE: Il flipper; La palude del caimano; "Oddio! Me diventa cianotica!"; Mr. Adams infuriato; La gara con il Murena; Sordi in calzamaglia da ballerino.

Tomastich 3/01/13 00:46 - 1216 commenti

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Uno dei film più spacconi (in senso buono, sia chiaro) del Carletto nazionale. Viene messo in ridicolo il ruolo "stalloniano" di molti attori di "terza fascia" e anche la presenza, nel mondo di Cinecittà, di personaggi poco raccomandabili (in questo caso un grande Alberto Sordi). Ottima la OST di Venditti in chiave rock e indovinata la presenza di tanti "brutti ceffi" motociclisti.
MEMORABILE: "Sei tedesco?"

Gabrius79 14/06/13 14:17 - 1183 commenti

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Affettuoso omaggio di Verdone al mondo del cinema. Carlo è qui spalleggiato da un Alberto Sordi cinico e imbroglione. La commedia è piuttosto scorrevole ed è accompagnata da una bella musica di sottofondo. Qualche momento di noia quando sono in scena Verdone e la Hall.
MEMORABILE: I battibecchi di Verdone con le vicine di casa e la sassata in testa all'ometto che pomicia in spiaggia.

Enzus79 22/07/13 15:44 - 1736 commenti

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Buon film (alla sceneggiatura c'è anche Leone) e per di più anche molto divertente, con un Carlo Verdone veramente bravo. Interpretare il coatto è per lui cosa semplice. Ben riuscito anche il personaggio di Alberto Sordi. La colonna sonora invece non mi ha convinto molto.

Redeyes 30/07/14 07:49 - 2128 commenti

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Verdone un po' Enzo, un po' Giovannino, un po' Armando ci prova ad affascinare con un cast di caratteristi e un Sordi che prova e riesce a rubargli la scena. La storia non eccelle finendo per scivolare nell'ennesima love-story, o quasi, con una Hall carina ma piuttosto piatta, recitativamente parlando. Si sorride, ma si ha come la sensazione di non riuscire a spiccare il volo.

Marione 4/10/14 08:35 - 103 commenti

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Film divertente come tutti i Verdone prima del periodo "serio" (qui Carlo interpreta il solito personaggio sfigato-ribelle). Peccato che i dialoghi diano sempre l'impressione di essere buttati lì senza senso. Inutili e lunghe le scene con le comparse; noiosa, fuori contesto e banale la scena della moto. Incantevole ma male caratterizzata la ragazza americana.
MEMORABILE: La portinaia "co' ste mignotte! Che poi trovamo e siringhe!"

Plauto 6/04/15 00:06 - 119 commenti

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Verdone impersona il classico bullo romano mitomane, in realtà è un bambacione con la faccia "da buono". A aiutarlo nella sua "scalata al successo" un avvocato (in realtà è un pazzo), impersonato da Sordi, che metterà Verdone sempre più nei guai. Un film divertente. Momenti memorabili sono il flipper e il racconto della palude del caimano. Sordi rimane in sordina, forse per non oscurare l'astro nascente del giovane Verdone, ma riesce a far ridere lo stesso in diversi momenti.
MEMORABILE: Verdone per darsi un atteggiamento da duro: "C'ho l'anticorpi coi controcoglioni! Ma magari me venisse l'aids... lo sdereno in du ore!"

Stelio 10/04/15 16:32 - 384 commenti

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Caratterizzazione già vista sull'idealtipo coatto, stavolta inserito nel contesto cinematografico del mito americano. Chi paragona Oscar Pettinari a Nando Mericoni non sbaglia; parliamo comunque di un film appena passabile (ma non sopravvalutato come il grande classico anni '50), esaltato dai virtuosismi di Sordi ma poco sviluppato nella storia (per larghi tratti noiosa e ripetitiva) e nelle vicende dei vari personaggi. Ignavo.

Elsolina 20/04/15 17:16 - 41 commenti

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La regia di Carlo Verdone, la sceneggiatura di Sergio Leone, le musiche di Antonello Venditti e la straordinaria partecipazione di Alberto Sordi. Il film ha tutte le carte in regola per essere potenzialmente considerato un capolavoro ma, di fatto, resta una semplice commedia. Sicuramente piacevole (decisamente noioso in alcune parti), Verdone ci prova ma il risultato non è sicuramente fra i migliori. Sempre straordinario Sordi, ma quasi fuori luogo nell'interpretazione di un ruolo che sembrerebbe non calzargli a pennello.
MEMORABILE: "Un pezzaccio di carne patologica che fa schifo, perchè è pure ingrossata che se a butti al gatto manco se la mangia".

Dengus 19/02/16 21:29 - 349 commenti

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Con questo film si chiude la prima fase verdoniana. Il poliedrico Carlo fa l'occhiolino a una coattaggine anni '80 che fa il verso ai duri di Hollywood; Oscar è apparentemente una specie di Enzo "ottantizzato" che si ritrova ad avere a che fare con un Sordi sopra le righe (forse un po' troppo) in versione azzeccagarbugli. Una storia surreale, in cui il sogno americano nasce nella Roma borgatara. Oltre al ben calato Steiner e alla bellissima Hall, ci sono anche un Sal Da Vinci versione guaglió e Marione Brega nella sua ultima apparizione verdoniana.
MEMORABILE: Oscar che racconta le sue avventure; Motociclisti senza casco (del resto proprio nel luglio del 1986 arrivò l'obbligo del casco sopra i 50 cc)!

Il Dandi 29/06/16 11:23 - 1732 commenti

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Il titolo vuole riagganciarsi all'esordio, ma segna uno spartiacque (in senso ahimé negativo) all'interno della filmografia di Verdone: se tutte le macchiette precedenti si ispiravano a una realtà condivisa dal senso comune, da qui in poi sarebbe stata la realtà stessa a modellarsi su Verdone, incorporandone gli eccessi grotteschi e spostando il confine del senso comune. Anche Sordi appare eccessivamente sopra le righe, ma del resto Verdone non riesce a contenere nemmeno sé stesso. Filmetto mediocre, premiato da un successo immeritato.
MEMORABILE: La partita a flipper iniziale.

Il ferrini 24/08/16 19:24 - 1647 commenti

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Oscar Pettinari non è efficace come Enzo, ma lo è senz'altro più di Armando: leggendaria la prima scena del film col flipper ma anche il tormentone dell'esperienza in Rhodesia, che richiama un po' il "cargo battente bandiera liberiana". Di certo la coppia Verdone-Sordi funziona molto meglio qui che nel "viaggio con papà", ma l'Albertone nazionale non convince più di tanto, dando vita a un avvocato un po' troppo sopra le righe. Stella Hall è abbastanza dimenticabile, breve cameo per Brega, sempre all'altezza.

Pessoa 22/01/17 15:15 - 1091 commenti

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Doppio tentativo di Verdone che da regista cerca la definitiva consacrazione affidandosi a una delle macchiette più riuscite del Verdone attore, cui si è tentata di cucire addosso una storia più lunga di uno sketch. Ma la sceneggiatura, esauriti i fuochi d'artificio iniziali, mostra le corde e un Alberto Sordi completamente fuori ruolo nuocciono a questo film che mantiene comunque dei momenti più che godibili. Inoltre è importante anche il lavoro psicologico sui personaggi, che a Verdone servirà più avanti per i film della sua "seconda fase".
MEMORABILE: Il racconto di Verdone fuori dagli studi a Cinecittà e i commenti del suo "pubblico".

Alex75 24/07/17 18:00 - 661 commenti

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Verdone recupera un’idea non nuova (il coatto vanaglorioso ma buono alle prese con le insidie e le illusioni di Cinecittà) ma dal buon potenziale, combinandola con una presa in giro delle mode cinematografiche del momento. Eppure il film, malgrado l’inizio promettente, non decolla mai, per le lungaggini della sceneggiatura e per l’indecisione dell’autore tra la comicità e l’introspezione. Sonego e Leone incidono poco e nemmeno Sordi riesce a dare brio all’andatura stanca del film.
MEMORABILE: Oscar al flipper.

Minitina80 16/12/17 22:52 - 2272 commenti

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Dietro il muro di comicità eretto da Verdone si nasconde sempre una leggera malinconia di fondo e anche il personaggio di Oscar Pettinari non fa eccezione. La maschera dello spaccone buono di animo cela la tristezza di chi, dentro di sé, sa già come andrà a finire. C’è spazio anche per un Sordi non sempre convincente in quanto eccessivamente macchiettistico e caricato. Verdone, comunque, trova sempre il modo di essere divertente e di rifilare qualche battuta che ammorbidisce la visione di una commedia dolceamara.
MEMORABILE: La storia sul film "La palude del caimano".

Muttl19741 12/01/19 22:26 - 100 commenti

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Film snobbato dallo stesso regista, forse ancora infastidito per alcune scelte imposte dalla produzione, ma che ha il pregio di omaggiare lo spirito mitomane ma innocuo di alcuni giovani degli Anni Ottanta e di rievocare l'atmosfera semplice e genuina dell'Italia di quel periodo. Quattro o cinque scene-monologhi memorabili di un Verdone al massimo della sua vis comica, ancor oggi tra i più visualizzati e condivisi su internet dai giovani di oggi e di allora.

Modo 6/08/19 23:16 - 816 commenti

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Niente male e ben diretto, il film appartenente al primo periodo del regista romano. Troppo forte (Oscar) è un bulletto dall'animo semplice che cerca di sfondare nel mondo del cinema. Nella sua strada incontrerà un ardito avvocato e una spregiudicata ragazza americana. Alberto Sordi invasato e sopra le righe è sempre piacevole. La partita di flipper iniziale entra di diritto tra le scene più cult degli anni '80. Venditti firma la bella colonna sonora.

124c 14/11/19 00:46 - 2756 commenti

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Terza collaborazione fra Carlo Verdone e il regista Sergio Leone; la meno riuscita delle tre, racconta la storia di un cascatore italiano sfigato che non viene ingaggiato in un film americano girato a Cinecittà perché ha la faccia da buono. L'attrice americana tormentata dal protagonista ha il suo fascino e lui ci scambia battute riuscite tipo quella della fascia di Sylvester Stallone in Rambo (esilarante). In primo piano, però, ci sono i troppi duetti fra Carlo Verdone e l'avvocato di Alberto Sordi: divertenti, ma non sempre.
MEMORABILE: La scena iniziale con Carlo Verdone che gioca a flipper, rifatta molte volte anche in tv.

Daniela 20/04/20 17:48 - 9099 commenti

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Spinto da un'avvocato parolaio, un bullo borgataro aspirante attore prova ad inscenare un incidente truffaldino ma le cose non vanno come programmato... Dopo il pessimo precedente dell'82, si riforma la coppia Verdone-Sordi con scambio in cabina di regia. Le cose vanno meglio, ma si tratta comunque di un'occasione persa: non abbastanza divertente per essere comico, troppo fiacco come satira del mondo del cinema, con Sordi stanca macchietta e Verdone adagiato nel proprio personaggio bonaccione. Non pervenuti i contributi di Leone e Sonego nella sceneggiatura, orecchiabile la ost di Venditti.
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  • Homevideo Markus • 25/08/16 21:02
    Scrivano - 4788 interventi
    Dvd Fabbri Video (Medusa):
    Ultima modifica: 27/08/16 08:16 da Zender
  • Discussione Markus • 5/09/16 14:17
    Scrivano - 4788 interventi
    Alex1988 ebbe a dire: In più di un'intervista Verdone ha dichiarato che, originariamente, il ruolo dell'avvocato, interpretato poi da Alberto Sordi, era stato scritto per Leopoldo Trieste. Evidentemente, il nome di Sordi fu imposto per questioni produttive. In questi giorni mi sono visto su Rai.tv le puntate di Stracult 2016, in una delle quali c'è stato ospite Carlo Verdone per festeggiare il trentennale di TROPPO FORTE e ha colto l'occasione (incalzato da Marco Giusti) di parlare della faccenda Leopoldo Trieste. Più di una volta (ci sono diverse interviste, alcune delle quali anche in video su YT) Carlo ha lasciato intendere, senza tanti giri di parole, che c'è stata qualche forzatura e, di fatto, Sordi se l’è trovato lì "da gestire". E’ chiaro che di fronte a un monumento come Albertone nessuno ha fiatato, ma resta il fatto che il film, secondo Verdone, con Trieste sarebbe stato tutt'altra cosa. Ovviamente il risultato (almeno al botteghino) se l'è portato a casa lo stesso e certe dietrologie al grande pubblico in definitiva non interessano. Personalmente poi Sordi in quel ruolo (sarà che adoro la caricature) mi ha divertito, però capisco il punto di vista di chi dirige una pellicola e certe cose gli sono imposte diciamo dall'alto. Verdone ha anche detto che nelle fotobuste e poster del film, per motivi a lui sconosciuti, il nome di Sergio Leone è stato cancellato con delle etichette. Un film molto amato (soprattutto a Roma), ma che personalmente ho trovato molto sopravvalutato e di “passaggio”, tant'è che fu preludio a un radicale cambiamento che sfociò con il periodo migliore del regista/attore romano (Io e mia sorella, Compagni di scuola…).
    Ultima modifica: 5/09/16 14:21 da Markus
  • Discussione Zender • 5/09/16 14:34
    Consigliere - 43808 interventi
    Sicuramente Trieste sarebbe stato tutt'altra cosa, nel ruolo, e non avrebbe mai potuto avere l'aria spiritata a parer mio efficace con cui Sordi caratterizzò fortemente il suo personaggio. Da qui a dir che sarebbe stato meglio chissà... A me il film invece è sempre piaciuto. Sarà che in fondo è l'ennesima rilettura di uno dei personaggi più tipici e riusciti di Verdone.
  • Discussione Ruber • 5/09/16 14:40
    Compilatore d’emergenza - 8943 interventi
    Mauro mi hai chiamato qui, ho letto il post di Markus, ma non ho capito cosa volevi sapere?
  • Discussione Markus • 5/09/16 15:27
    Scrivano - 4788 interventi
    Zender ebbe a dire: A me il film invece è sempre piaciuto. Sarà che in fondo è l'ennesima rilettura di uno dei personaggi più tipici e riusciti di Verdone. Beh, c'è di buono che allora se non altro la tematica del coatto era una novità tutta da gustare (personaggio poi fin troppo "spremuto").
  • Discussione Samuel1979 • 5/09/16 19:07
    Call center Davinotti - 2958 interventi
    Zender ebbe a dire: A me il film invece è sempre piaciuto. Sarà che in fondo è l'ennesima rilettura di uno dei personaggi più tipici e riusciti di Verdone. Io ritengo pure che Sordi nell'ultima mezz'ora, cioè quando viene colto da amnesia, calca troppo il suo personaggio rendendolo fastidioso; peccato perchè le premesse per un buon finale c'erano.
  • Discussione Zender • 5/09/16 19:35
    Consigliere - 43808 interventi
    Ruber ebbe a dire: Mauro mi hai chiamato qui, ho letto il post di Markus, ma non ho capito cosa volevi sapere? Mauro sarei io o Mauro Mauro? Io non volevo chiamarti qui, mi sarà parttita per errore la chiamata, non so... Sì ok, dopo l'ha un po' troppo spremuto in effetti :)
  • Curiosità Mauro • 31/03/18 15:56
    Disoccupato - 9509 interventi
    In un'intervista rilasciata al settimanale "Di più" Maurizio Ferrini ha raccontato che Sergio Leone, co-sceneggiatore di questo film, inizialmente aveva pensato a lui per il ruolo di Giangiacomo Pigna Corelli (che poi andrà ad Alberto Sordi), ma che preferì rifiutare la proposta (pentendosene amaramente)
  • Curiosità Samuel1979 • 2/04/18 10:49
    Call center Davinotti - 2958 interventi
    Nella scena girata in ospedale quando l' avvocato Pignacorelli (Sordi), fa visita a Oscar ( Verdone), viene citata l'opera di Bellini I Puritani " Suoni la tromba, e intrepido Io pugnerò da forte"
  • Discussione Brainiac • 4/02/19 21:39
    Addetto riparazione hardware - 1470 interventi
    Che Troppo forte sia per certi versi una parodia di 2019 dopo la caduta di New York? A qualcuno di voi è mai saltata all'occhio qualche similitudine fra i due film? Ho googlato un po' i due titoli online ma non mi è scappato fuori niente. I tempi potrebbero tornare, La caduta è del 1983, TF dell'86, La caduta è piena di inseguimenti in moto ed il protagonista calza una bella fascia nera in testa (ok, un look ricorrente nei vari post-atomici...). Ma la cosa che mi ha fatto venire in mente il film di Verdone è un monologo al minuto 12:30 della pellicola di Martino, quando -dopo un'inseguimento mortale per location molto "verdoniane"- un imbonitore mutante adulando il protagonista se ne esce con un: "Sei forte! Il più forte!!! L'uomo che riuscirà a vincerti deve ancora nascere... che dico! Quel bastardo non potrà mai nascere!". Detto così non fa ridere, ma se avrete modo di confrontare questa sequenza con Troppo forte vi assicuro che l'effetto sarà esilerante.