Rapporto confidenziale

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Titolo originale: Mr. Arkadin
Anno: 1955
Genere: gangster/noir (bianco e nero)
Note: Il romanzo di Welles fu pubblicato in Italia da Garzanti
Numero commenti presenti: 14

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 19/04/07 12:20 - 3011 commenti

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IL ricco e misterioso faccendiere Gregory Arkadin incarica il losco Van Stratten di condurre un indagine: lo scopo è scoprire la vera identità di... Gregory Arkadin! Il mago Welles mette in scena un suo romanzo, di nuovo con lo schema dell'inchiesta su un uomo, che però a differenza del defunto Kane è vivo, e pericoloso. Scempiato dai tagli dei produttori, intricato e barocco all'ennesima potenza, dominato da un Welles-attore ingombrante e mascheratissimo, un film unico, imperfetto ma gigantesco. Come Orson Welles.

Rebis 25/03/08 00:23 - 2088 commenti

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Quasi ribaltando i presupposti di Citizen Kane, qui l’inchiesta affonda nel passato per annientarlo: il presente negato è un vuoto sistematico ricolmo di barocchismi. La dinamica del racconto però, benché trattata con disinvolta rapidità, è ben oscura e capziosa e alla stanca risponde presto il carosello dei comprimari: il rigattiere, il domatore di pulci e Sophie, tutti un po’ filosofi e cialtroni. Welles, sorta di Nettuno schiumante in emersione, consuma distanze continentali nel battito di un controcampo. Opera minore, godimento di routine.
MEMORABILE: La festa in maschera.

Daniela 22/02/09 15:10 - 9120 commenti

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Sembra l'abbozzo di un capolavoro, più che un capolavoro mancato, con un grande soggetto (l'indagine sul passato, visto come racconto modificabile) realizzato in modo mediocre, nonostante la potenza espressionista di certe inquadrature e la suggestione barocca delle atmosfere. Le difficoltà produttive possono spiegare solo in parte il risultano finale, ripudiato dallo stesso regista. La storia del film è quindi diventata col tempo essa stessa un mistero, come un mistero che si cancella mentre viene svelato è proprio il passato di Mr. Arkadin.
MEMORABILE: La storia della rana e dello scorpione, che si conclude con le parole dello scorpione: "non posso farci nulla, è il mio carattere".

Capannelle 27/04/09 15:32 - 3698 commenti

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Se uno conosce Welles non si stupirà del particolare stile di ripresa e del tratteggio dei personaggi. Allo stesso modo ne sarà meno colpito. Quello che il regista spinge all'eccesso in questo lavoro è l'aggrovigliarsi della trama che quasi costringe lo spettatore a disinteressarsene. Se questo è il limite, non da poco, l'aspetto divertente è invece la galleria di strani personaggi disseminati lungo le peregrinazioni del protagonista. Bene in parte la Mori, futura moglie del regista: peccato che Orson l'abbia poi "ritirata dal mercato".

Pigro 3/02/10 09:45 - 7708 commenti

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Riccone misterioso incarica avventurierio di indagare sul suo passato di gioventù: parte così un viaggio intorno al mondo che è un viaggio intorno all'identità. Viaggio falso, in realtà, ricco di sottintesi e ambiguità (e dai contorni poco chiari), una lunga corsa nella mistificazione e nella rimozione. Tutto è falso e vero al tempo stesso, come nelle strepitose scene del ballo goyesco e in quelle teatralissime dell'ultimo testimone, o nelle virtuosistiche inquadrature che intimoriscono e opprimono. Troppo contorto ma sottilissimo e potente.

Mickes2 21/01/13 23:45 - 1667 commenti

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Arzigogolato e schiavo di una narrazione sofferta poiché alterata dai produttori e indebolita dalla mancanza di fondi. Storia di un rapporto confidenziale che rievoca il passato nel presente per demonizzarlo, farlo proprio per distruggere qualunque persona vi abbia preso parte. Le inquadrature sghembe, il gelido e smagliante b/n, il tratteggio luciferino, opportunista e ambiguo dei personaggi sono Welles a tutto tondo; così come il modo di affrontare il tema del potere annientatore, le ripercussioni, l’impossibilità di mutare il proprio carattere.
MEMORABILE: La sequenza nel porto di Napoli; L’aneddoto della rana e lo scorpione.

Cotola 26/05/14 00:31 - 7413 commenti

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Il perché dell'indagine non è certo impossibile da individuare e la storia a tratti è un po' "facile", anche se funziona bene ed intrattiene egregiamente. Quel che invece incanta è la regia di Welles, ricca di inquadrature deliziose e da stropicciarsi gli occhi e di momenti che non si dimenticano facilmente. Tra l'altro se la sceneggiatura può non soddisfare completamente, non si possono non gustare i duetti tra i vari personaggi che il protagonista incontra sulla sua strada. Merito anche della grande prova attoriale di tutti i caratteristi. Molto bello, con piccoli e trascurabili nei.
MEMORABILE: La festa goyesca. Il brindisi all'amicizia e, ovviamente, quello al carattere con tanto di storia sulla rana e lo scorpione.

Homesick 16/05/15 11:17 - 5737 commenti

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Nella testa di Welles c'è di nuovo l'indagine sul passato di Quarto potere, ma la trama, farraginosa, è così cervellotica da risultare ingenua; esce quindi dal tale impasse diegetico appellandosi al suo consueto talento figurativo che, attraverso un b/n lugubre e profondo e riprese sghembe, deformate, stranianti e barocche sino al grottesco, pone a servizio del ciclopico Gregory Arkadin, onnipotente come Kane ed infernale come il venturo Quinlan. Il tragicomico avanzo di galera Tamiroff e il laidissimo ricettatore Redgrave spiccano nel folto cast di supporto.
MEMORABILE: Il sogno delle tombe; la prima apparizione di Arkadin al ricevimento in maschera; i due poliziotti tedeschi che parlano all'unisono.

Jdelarge 23/08/15 17:35 - 843 commenti

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Film ben realizzato, che rappresenta una sorta di riassunto delle capacità stilistiche di Orson Welles, ma che in fondo non dice molto di più rispetto a Quarto potere. E le analogie con il suo capolavoro del 1941 riguardano sia l'orizzonte tematico sia quello visivo. Il film prende in prestito molti topoi del noir, mettendo in scena personalità ambigue e tutte piuttosto negative, dando pochissima visibilità all'unico personaggio positivo, la figlia di Arkadin, che cerca di liberarsi dall'ossessività del padre e di circondarsi di persone "vere".

Rambo90 12/04/16 23:02 - 6283 commenti

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Ancora un uomo potente come Kane e allo stesso tempo mistificatore come Lime per Welles, che con la sua grande interpretazione e una regia barocca impreziosisce questo thriller d'epoca. La trama è contorta e avvince, svelando poco a poco i piano dell'oscuro Arkadin e irretendo lo spettatore nel suo inganno proprio come accade al protagonista (un buon Arden). Peccato per il finale un po' tirato via, colpa forse dei vari maneggi in fase di montaggio. Ottimo cast di supporto, belle inquadrature, colonna sonora adeguata. Notevole.

Raremirko 5/01/18 00:00 - 509 commenti

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Opera memorabile di Wells, con geometriche inquadrature sublimi, atmosfera opprimente, tanti bravi attori e finale spiazzante. Trama intricata (come a volte succede, con questo regista), tante ambiguità; servono più visioni per comprendere al meglio tutto. Visto che, anche qui, si indaga sul passato di un milionario, lo considero una sorta di remake di Quarto potere, pessimista e unico, che non sfigura in ulteriori rivisioni.

Rufus68 20/03/20 00:06 - 3016 commenti

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Un giallo o un apologo sulla verità? La ricerca della verità costa molte vite (tra cui quella di Sofia, la sapienza) e, infine, può distruggere poiché il potere di Arkadin si basa sulla menzogna e il nascondimento. Come lo si voglia considerare, il film, nella sua splendida doppiezza, è di un fascino eccezionale. Welles (che fa Welles) e Arden, il meno convincente, sono attorniati da una serie di strepitosi caratteristi (Auer, Tamiroff, Redgrave): pedine di un itinerario metafisico, quasi kafkiano. Capolavoro.

Rocchiola 2/06/20 11:02 - 849 commenti

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Versione poliziesca di Quarto potere. Arkadin è la variante noir di Kane, nonché un degno anticipatore del malefico e misterioso Keyser Söze. Purtroppo come molti altri progetti di Welles il film ha subito una lavorazione difficile e travagliata. La regia creativa e barocca supplisce alle ristrettezze economiche, ma il montaggio frastagliato lo rende poco unitario e un pò confuso. Modesti gli attori principali che si fanno rubare la scena dalle figure secondarie affidate a un bel gruppo di caratteristi di livello. Più affascinante che riuscito.
MEMORABILE: Il sogno delle tombe dell’amicizia, Il racconto della rana e dello scorpione; La processione dei penitenti; L’addomesticatore di pulci.

Nicola81 21/06/20 21:19 - 1907 commenti

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Da molti considerato la versione giallo/noir di Quarto potere, senza le intromissioni dei produttori e con un budget adeguato, probabilmente sarebbe stato un grande film, visto che anche così è comunque buono. Straripante come da consuetudine, Welles complica notevolmente la trama, rendendo lo spettatore partecipe di un viaggio intorno al mondo che è un'indagine su un passato oscuro popolata da personaggi bizzarri ma riuscitissimi. Il protagonista Arden funziona poco, ma il resto del cast è notevole (compresa la Mori). Imperfetto, ma stimolante. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Columbo • 19/08/11 13:40
    Magazziniere - 1104 interventi
    Conosciuto anche col titolo Mr. Arkadin, primo titolo originale.
  • Curiosità Columbo • 19/08/11 13:42
    Magazziniere - 1104 interventi
    Welles curò i costumi e doppiò alcuni attori, tra i quali Mischa Auer. Ne fu girata una versione spagnola con un altro montatore e qualche attore diverso. (imdb)
  • Homevideo Rocchiola • 2/06/20 11:07
    Call center Davinotti - 1116 interventi
    Il bluray della Pulp Video ha permesso il recupero di questo film sul territorio italico, ma la qualità del prodotto è discutibile soprattutto per una versione in HD. Il video presentato nel corretto formato 1.33 mostra un bianco-nero piuttosto brillante e contrastato, ma penalizzato da diversi graffi e spuntinature. Si vede chiaramente che il master utilizzato non ha subito un adeguato lavoro di restauro. Inoltre alcune sequenze hanno una luminosità di fondo lampeggiante. L’audio 2.0 è un pochino più potente del 5.1. Entrambe le tracce scorrono abbastanza bene pur con qualche rumore di sottofondo. Sarebbe stato forse interessante recuperare la versione con il montaggio alternativo e più lunga di qualche minuto pubblicata dalla Criterion in un triplo DVD.