Sole a catinelle

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E' incredibile constatare quanto la formula comica di Zalone negli anni non vari minimamente: trovato il grimaldello che apre le porte del successo è normale che Checco replichi se stesso senza cambiamenti di sorta, ma stupisce che riesca a farlo per la terza volta senza cedimenti. Evidentemente la cosa gli riesce più facile di quanto si possa pensare, e dal momento che l'atteggiamento si rivela essere ancora una volta simpatico e naturale diventa ovvia conseguenza che questo terzo film segua le stesse coordinate dei precedenti senza grandi modifiche. L'amore del protagonista qui non è più indirizzato alla bella di turno ma al figlio, ragazzino delle elementari a cui Zalone ha promesso un viaggio insieme in caso di conseguimento di tutti...Leggi tutto 10 in pagella. L'evento si verifica e il dover mantenere la promessa crea non pochi problemi a Checco, rappresentante di aspirapolveri separato dalla moglie e tendenzialmente sul lastrico dopo aver esaurito i parenti a cui vendere i prodotti. Il viaggio verrà fatto in Molise, stabilendosi da una vecchia zia, e naturalmente il cercare di nascondere l'estrema povertà in cui versa il protagonista è spesso fonte di gag anche notevoli. Al solito più che di un film si tratta di una raccolta di sketch in buona parte riusciti, collegati da una storia elementare e interrotti qua e là dalle canzoni pseudodemenziali di Zalone. Chi ha visto i due film precedenti non resterà deluso, chi aveva delle riserve certo non le ritrarrà. Si ride ancora in più occasioni, per cui ciò che il film si prefiggeva lo ottiene, ricorrendo alla comicità di sempre e articolandola in scenette briose, con un uso singolare della volgarità, inserendo nel rapporto col bambino non tanto quella tenerezza mista a buoni sentimenti che ha reso talvolta imbevibili certi film sul tema quanto piuttosto una parodia della stessa, con reazioni che stravolgono l'abituale disegno delle figure di padre e figlio al cinema. Buone le location, spigliata la regia dell'inseparabile Nunziante: non ci si annoia e la qualità complessiva si avverte essere superiore alla media grazie anche all'unicità di Zalone, che a ben vedere continua a non assomigliare a nessuno. Il segreto del successo sta anche qui. Basti riflettere sull'ultima scena, nella quale si precipita in un'inattesa quanto folle deriva metacinematografica che senza vergogna distrugge ogni barriera tra attori e pubblico coinvolgendo tutti in una contagiosa risata collettiva.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/11/13 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/11/13
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Gabrius79 3/11/13 02:22 - 1193 commenti

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Checco Zalone con la regia di Gennaro Nunziante fa centro per la terza volta su tre con una commedia sicuramente frizzante e piena di voglia di vivere strizzando l'occhio alla crisi che attraversa il nostro Belpaese. Il viaggio che fa assieme a suo figlio si rivela ricco di gag gustose e di facile presa per il pubblico. Le canzoni del film sono spassosissime e le location davvero suggestive.

Motorship 4/11/13 17:52 - 567 commenti

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Il terzo film della coppia Nunziante-Zalone è un film che più o meno segue la fortunata formula dei due precedenti. Un film leggero che parodia un po' tutto, ma alla fine la storia è solo un pretesto per divertenti sketch e niente altro. Il film regge bene tutta la visione grazie allo scatenato protagonista, che nonostante replichi il suo personaggio di sempre, non manca di verve, senza mai scadere nella ripetitività e non annoia mai. Nel resto del cast da segnalare la presenza di Marco Paolini. A suo modo riuscito.
MEMORABILE: Zalone a pranzo con i ricchi; Zalone dalla zia...

Puppigallo 4/11/13 11:02 - 4510 commenti

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Zalone non delude, anche perchè il sospetto è che, con qualunque soggetto, grazie al suo indiscusso talento nell'esaltare la cialtronaggine (aiutato anche dalla maschera facciale), riuscirebbe comunque a dare al suo pubblico ciò che si aspetta da lui. Quindi, non resta che prendersi una spensierata vacanza umoristica con Checco e con quella naturalezza nel recitare, nello sparare boiate, che ne determina il successo. C'è più senso dell'umorismo, per quanto terra terra, in questo personaggio, anche solo in un'espressione, che in un intero copione di tante cosiddette commedie all'italiana.
MEMORABILE: Alla maestra, sulla pagella perfetta: "Lei ha dipinto un mostro"; Checco provoca il mutismo al bambino, che lo disturba di notte "Domani lo sblocco".

124c 4/11/13 11:14 - 2773 commenti

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Checco Zalone giunge alla sua terza prova cinematografica e, con un storia un po' troppo politically corect, per via del ragazzino che interpreta suo figlio, affolla le sale. Le battute buone non mancano, pure gli ammiccamenti a certi serial tv (Love boat), mentre la canzone dei titoli di testa "Super papà" richiama la vecchia "Goldrake" di Actarus e le canzoni di Pippo Franco. Nella parte centrale si perde un po' il tema del rapporto padre/figlio, che sembrava alla base della pellicola. Discrete le partner femminili, specie la Dalmazio.

Giacomovie 6/11/13 20:03 - 1350 commenti

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Qual è il colmo per un film uscito in un periodo di piena recessione e che parla di crisi? Sbancare il botteghino col record d'incassi! La gente cerca evasione e Zalone gliela fornisce facendo il burlone, con un personaggio aderente alla realtà in quanto non è difficile trovarne di simili in giro. L'umorismo è di una semplicità disarmante e sa di quella genuina ingenuità che lo rende simpatico e contagioso. Il piccolo Robert Dancs, nel ruolo del figlio, aumenta il tasso di simpatia e il legame col padre fornisce una visione più aggiornata del rapporto genitoriale. ***

Dusso 7/11/13 00:27 - 1535 commenti

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Primo film che vedo di Zalone. Superato il primo quarto d'ora dove sinceramente non mi convinceva nulla, poi il susseguirsi di battute (molte delle quali onestamente vanno a segno) promuovono in pieno una pellicola nata col solo scopo di far ridere. Azzeccata la colonna sonora.

Maxx g 11/11/13 17:44 - 492 commenti

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Dopo aver visto i primi due film ed essermi tutto sommato divertito, questo terzo mi lascia perplesso. Si ride sì, ma il meccanismo è sempre lo stesso e risulta stantio: le risate sono provocate dai fraintendimenti del protagonista di fronte alle situazioni più normali. Alla fine gli altri gli si affezionano, direi più per pena che per convinzione e questa tenerezza coinvolge anche il pubblico, che lo assolve. Fastidiose le canzonette.

Bruce 20/11/13 17:08 - 1004 commenti

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Checco Zalone riesce a non deludere, mantenendosi più o meno al livello dei suoi primi due film pur non ripetendosi troppo. Quest'ultimo ha il merito anche di mostrare la crisi economica e sociale del nostro paese senza per questo perdere in leggerezza e comicità. Si ride parecchio; personalmente ho trovato divertentissimo il discorso fatto dal protagonista alla pancia degli industriali a Portofino. Genuino e ingenuo, forse geniale.

Ramino 11/11/13 13:46 - 127 commenti

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Checco Zalone fa di nuovo centro alla sua terza incursione nel mondo del cinema con questo prodotto fresco e divertente. La prima parte risulta un po' lenta e senza particolari guizzi, ma poi riprende benissimo con un bel finale. Notevoli le location.

Neapolis 17/11/13 13:55 - 175 commenti

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Non avendo visto i due precedenti per me è stata la prima volta di Zalone. Devo dire che mi ha fatto abbastanza ridere, cosa che non mi succedeva per un film comico dai tempi di Troisi, La sua è una ironia quasi surreale e mai ammiccante e credo che il fattore del suo successo sia dovuto al suo saper prendere e prendersi in giro sempre con garbo e mai con volgarità.

Fabiorossi 20/11/13 20:57 - 67 commenti

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Abbiamo imparato a conoscere Zalone attraverso il canale Zelig che come spesso accade viene sfruttato come trampolino di lancio per nuove figure dello spettacolo. Ancora una volta in questo film Checco si propone come personaggio abbastanza strampalato, ma ciò nonostante, attraverso la sua singolare intelligenza, riesce a regalarci un film ricco di situazioni comiche senza negarci la nota morale nel finale. Veloce e serrato nella trama, simpatico nei contenuti, è un film la cui visione è consigliata per una serata allegra e spensierata.

Mutaforme 21/11/13 17:08 - 392 commenti

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Avendo apprezzato molto il precedente film di Zalone e considerando l'enorme successo ottenuto, mi sono recato con entusiasmo in sala per vedere questo ultimo lavoro. Il risultato purtroppo è stato inferiore alle aspettative: qualche risata qua e là ci scappa, ma le gag cominciano a essere troppo prevedibili. Belli i paesaggi. Insopportabile il bambino: fintissimo!

Pumpkh75 28/11/13 14:01 - 1316 commenti

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Senza equivoci il film, o meglio Zalone, fa spesso sbellicare. Per il resto, siamo quasi a zero. Dove sono il cinema e la storia? Svaniti, nel nulla di un cast pessimo dove trionfa uno dei peggiori bambini (come caratterizzazione, recitazione e simpatia) mai visti; nel deserto di una regia inesistente, quanto nell'anonimato della resa visiva o nella povertà dei mezzi. La caricatura furba e italiota di Homer Simpson, al terzo film, non basta più: a questo punto meglio un gustoso collage delle apparizioni a Zelig, sicuramente più onesto.

Paulaster 29/11/13 10:00 - 2789 commenti

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Al terzo film Zalone modifica la storia ma lascia inalterati gli ingredienti. La vicenda è dimenticabile servendo come pretesto solo per mostrare le varie trovate. Certamente ci si diverte: l’approccio fisico e un filo scorretto suscitano empatia e lasciano il sorriso. Non si crea commedia di costume ma almeno un’evasione legata a una realtà rivisitata.

Piero68 28/11/13 12:11 - 2760 commenti

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Se al terzo film della coppia Zalone/Nunziante con le stesse gag, le stesse situazioni, con lo stesso soggetto (o quasi), fa ancora il boom ai botteghini credo che le ragioni del successo vadano ricercate altrove. Evidentemente il vuoto nella commedia italiana è così profondo che basta riproporre un cliché a oltranza, a condizione che questo abbia funzionato la prima volta. Per me il prodotto rimane sempre sotto la media, sia per la sceneggiatura che per il personaggio stesso di Zalone, irritante e presuntuoso nella sua (finta) ignoranza.

Galbo 1/12/13 16:51 - 11392 commenti

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Essere sempre uguale a se stesso porterà a Zalone grossi incassi (cosa che puntualmente avviene) a scapito purtroppo del risultato artistico. Questo film fa sorridere, ma oltre alla brillante prestazione del protagonista c'è davvero poco. Sceneggiatura debolissima e scarso spessore degli attori di contorno a cominciare da un piccolo coprotagonista di pochissima simpatia. In questo caso le canzonette non sono un valore aggiunto. Scarso.

Markus 9/12/13 10:40 - 3297 commenti

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Diciamolo subito, il film è mediocre e la vicenda non molto interessante: si tratta di un mero contenitore per il comico pugliese. Quello che funziona dunque è Zalone, un umorista che rappresenta (e autocompiace) una certa italianità culturalmente ignorante ma “sgamata” e che sa destreggiarsi in tutte le situazioni divertendo anche quella un po' più “colta”. Un comico che mancava da molti anni e che son certo centrerà altri bersagli. Un’ora e mezza di leggerezza ogni due anni ci vuole, per tutti!

Ryo 22/12/13 23:55 - 2169 commenti

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Livello di comicità più alto rispetto al precedente. Ritorno alle origini del personaggio che (nato come cantante comico) ci presenta nuove canzoni inedite. La trama, seppur sempliciotta, lascia spazio a spunti ben sfruttati e trovate originali. Nota di merito per il piccolo Dancs che in alcuni momenti sfoggia una buona recitazione. Simpatici siparietti in cui si ride di gusto, ma anche (pochi) momenti in cui le battute lasciano l'amaro in bocca. Per fortuna Zalone regge la zattera con la sua mimica superba.
MEMORABILE: Se ti riviene il mutismo selettivo tu... parla!; La scena finale.

Cristian 25/12/13 23:44 - 27 commenti

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Checco confeziona un ottimo terzo film con un valido cast nonché gag e scenette divertenti che gli hanno consentito nuovamente di sbancare i botteghini con incassi da record! Ottime e azzeccate le canzoni (soprattutto quella di testa, "Super Papà").

Delpiero89 27/12/13 14:45 - 263 commenti

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Effervescente e sfrontata commedia della coppia Zalone-Nunziante, che si supera con questa semplice storia sulla crisi dei giorni nostri. Si ride molto e non era per nulla facile, dopo due riusciti film alle spalle. Le gag sono buone, l'irriverenza di Zalone è esilarante, la regia semplice ma efficace. Piacevoli le canzoni anche se inferiori a quelle delle pellicole antecedenti. Al momento il meglio che offre la commedia italiana è questo e i botteghini premiano.

Furetto60 10/01/14 10:57 - 1129 commenti

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Visto il successo riscosso dal film, non solo nell’evidente apprezzamento del pubblico in sala che avevo attorno ma anche dai dati di incasso, non saprei dire tra indignazione e stupore quale sia il sentimento prevalente. Le situazioni presentate sono di una comicità “idrica” nel senso che come un biccher d’acqua entrano e altrettanto velocemente escono e si tramutano in una sorta di inno alla superficialità, una qualunquistica fuga dalla (triste) realtà. Ma svagarsi non equivale a dover staccare la spina al cervello.

Saintgifts 25/01/14 00:56 - 4098 commenti

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Credo che Zalone abbia già dato il meglio di sé, aiutato dalla spinta "innovatrice" del personaggio che in un qualche modo evidenzia, divertendo, tutte le fasullaggini di un mondo che si prende troppo sul serio. Una cosa nuova che non credo si possa definire commedia all'italiana. In questo lavoro, il cui divieto alla visione dovrebbe essere elevato almeno a 21 anni, mostra tutti i suoi limiti volendosi inserire nella sfera familiare coinvolgendo minori e creando danni di cui non c'era proprio bisogno (ovviamente senza più divertire).

Simdek 5/02/14 11:23 - 93 commenti

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Terza performance del comico pugliese e terzo boom di incassi per una commedia italiana che oramai riesce ad avere consensi solo con il bravo Zalone (decadenza italica?). Dopo aver utilizzato l'idea del meridionale nostalgico al nord (il primo), la storia d'amore impossibile (il secondo), mancava solo il rapporto difficile padre/figlio: eccolo. Il film, però, non è ai livelli dei precedenti e campa sull'irruzione da co-protagonista di un bambino sapientino che, presente in ogni fotogramma, distilla perle di saggezza al padre scapestrato. Così così.
MEMORABILE: La tirchieria della zia; La fuga d'amore in città: Isernia.

Daniela 10/02/14 07:45 - 9417 commenti

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Dopo il simpatico esordio e un secondo film più moscio ma comunque godibile, Zalone frana con questo, pur di spropositato successo. Il protagonista da un lato sollecita il riso avvalendosi del senso di superiorità suscitato nello spettatore dalla sua abissale ignoranza, dall'altro ne solletica ruffianamente gli istinti più beceri e forcaioli. Se poi ad esso si affiancano un nanetto saccente travestito da bimbo e le solite macchiette di contorno (compreso il povero Paolini), nonché la bella figliola da tappezzeria d'ordinanza, ecco servito un filmetto fast-food di desolante pochezza.

Viccrowley 10/02/14 23:10 - 803 commenti

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Partiamo subito dal presupposto che il nuovo lavoro del buon Checco è cinematograficamente nullo e tecnicamente può essere accomunato a un prodotto televisivo. Detto questo e bypassando volutamente snobismi pseudo intellettuali che lasciano il tempo che trovano, ci troviamo di fronte a una commedia simpatica, sorretta totalmente dalla istrionica verve del comico pugliese e scevra delle inutili volgarità tipiche dei cinepanettoni. Se si soprassiede su una certa demagogia da supermercato ci si diverte.
MEMORABILE: "Senta, se un papà porta qui il bambino in vacanza...." "È un coglione!"

Redeyes 17/02/14 07:55 - 2144 commenti

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Checco ci riprova e sfonda, ma se il botteghino paga non lo stesso dicasi per il divertimento. Gli 80 minuti scorrono portando qualche sorriso e nulla più e per quanto spiaccia dirlo, il meglio è già tutto nel trailer. La formula è sempre la stessa, con un one man show a cavallo di ignoranza e mediocrità italica. La nota positiva è un buon utilizzo del figlio (il rischio buonismo era forte) e lo smarcamento dalla componente "passera", che imperversa nei vari Pieraccioni. Divertente l'utilizzo del mutismo selettivo. Simpatiche le canzoni.
MEMORABILE: Checco spegne il bimbo affetto da mutismo selettivo; L'eutanaZia.

Belfagor 26/02/14 19:16 - 2623 commenti

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Non c'è due senza tre: dopo un buon esordio e un secondo film tutto sommato potabile, Zalone propone nuovamente la stessa formula. Il problema è che stavolta il ritmo comico è allentato e non basta qualche battuta ben piazzata e un paio di canzonette orecchiabili a sorreggere una sceneggiatura moscia, peraltro appesantita da malriusciti tentativi di satira sociale. Urge un rinnovamento.
MEMORABILE: Il colloquio con la maestra per la pagella piena di 10; L'eutanaZia.

Mickes2 8/03/14 13:39 - 1668 commenti

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Terzo film per la coppia Zalone-Nunziante qui alle prese con la crisi economica, i problemi nel mantenere una famiglia e le gioie e le difficoltà dell’essere padre. La verve istrionica e gigioneggiante del comico pugliese, seppur monocorde, funziona sempre, forte di esilaranti intuizioni comiche e una capacità d’inserire “elementi comuni” senza mai apparire dozzinale. Nota stonata il bambino saputello che tuttavia recupera punti quando l’educazione tanto agognata dal padre si palesa (le parolacce!).
MEMORABILE: Il dialogo con la maestra; L'approccio col bambino autistico; "È solo una questione di cerume signo'!"

Dengus 22/03/14 00:24 - 349 commenti

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Mi son sempre chiesto come faccia Zalone ad attirare così le simpatie del pubblico; a me non fa ridere più di tanto, anche se gli riconosco una certa comicità genuina difficilmente riscontrabile nei comici odierni. Checco sa infondere serenità ai suoi personaggi, pur scadendo spesso nel pecoreccio "trash" e senza far ridere particolarmente, ma ha una dote che pochi comici degli ultimi trent'anni hanno, ossia la faccia di gomma. Beh... in fondo a pensarci bene non è affatto poco.

Didda23 18/06/14 10:59 - 2287 commenti

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Lo Zalone "cinematografico" non mi ha mai convinto pienamente, lo trovo geniale unicamente nelle parodie musicali. Se da un lato ammetto che il personaggio funziona e crea situazioni di giubilo, dall'altro si ha la sensazione di vedere sempre lo stesso film, travestito - in base alle circostanze - in maniera un filo differente. Gli attori di contorno sono un riempitivo, perché è il classico film "one man show". Attendo con ansia la prova della maturità, ma visto gli incassi non credo ci sia un cambio tetragono di rotta.

Ultimo 23/06/14 15:58 - 1360 commenti

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Vero, la sceneggiatura è semplice, breve, ma la bravura del protagonista Zalone è indubbia: sfrutta tutte le sue qualità da showman, cabarettista e comico per realizzare un buon prodotto moderno adatto a tutti (salvo qualche parolaccia di troppo, ma "necessaria " nell'ottica del personaggio).

Mco 30/09/14 23:58 - 2151 commenti

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Un bel film, capace di rendere comico il periodo nero che l'Italia sta attraversando. Il rischio di cadere nella trivialità è stato abilmente aggirato con l'impiego di un bambino quale schermo protettivo-contenitivo (ed autorizzativo, in alcuni casi). Il vero protagonista, a ben vedere, è proprio il più piccolino, metro ed equilibrio della verve cabarettistica di Zalone. Si ride, si sorride e talvolta quasi ci si commuove. Semplice nel modo di esprimersi, ficcante nella maniera di scuotere quel velo di ipocrisia che ricopre molti ambienti.

Gigi66 14/11/14 13:41 - 12 commenti

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Il migliore dei tre film di Zalone, per il semplice fatto che si ride di più. Confezione appena più curata, ma ancora rudimentale. Ci mette un po' a decollare e a 3/4 arranca di nuovo, ma la parte centrale con la presa in giro dei nuovi ricchi e dei radical chic ha i momenti più comici del cinema di Zalone. Più che Sordi ricorda certo cinema cafone degli anni 80. Meglio comunque dei prodotti anestetizzati dei vari Miniero e Genovesi.
MEMORABILE: L'incontro col regista impegnato.

Vitgar 27/12/14 17:05 - 586 commenti

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Ulteriore bufala di uno dei personaggi più sopravvalutati del nostro tempo. Zalone ha la fortuna di vivere in un periodo gravemente a corto di buon gusto e senso estetico. La sua comicità fatta di parolacce e luoghi comuni conditi da un cinismo di bassa lega ci dà l'idea del basso livello della nostra commedia. Poco altro da dire.

B. Legnani 28/12/14 00:27 - 4725 commenti

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Pallinaggio quasi impossibile. Ci sono alcune battute e alcuni momenti davvero irresistibili, ma all'interno di una trama troppo spesso squinternata, che talora cade in un eccesso che si fa fastidioso (Checco che piange per le corna ipotizzate, Checco col libretto rosso...). Inferiore, in ogni caso, ai due film precedenti. Si fa strada l'impressione che Zalone sia un genere a sè, come erano un genere a parte gli stessi Franchi & Ingrassia. Recita sempre lo stesso personaggio: il problema diventa costruirgli attorno una storia che regga a lungo.
MEMORABILE: "... a Brugherio, parentesi, MB..."

Nando 27/12/14 11:04 - 3477 commenti

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Il comico pugliese realizza un altro film dalla trama esilissima ma caratterizzato dalle battute fulminanti e dal modo personale di affrontare la vita con splendido ottimismo. Il suo è un one man show in cui gli altri interpreti sono mere spalle per la sua notevole vitalità. Alcune battute strappano la risata nonostante il corso degli eventi sia paragonabile a una semplice fiaba.

Manfrin 27/12/14 11:43 - 326 commenti

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Al terzo tentativo Zalone ci regala ancora qualche onesta risata con alcune delle sue battute (il cliché in effetti si ripete); sembra però un leggero passo indietro. Sarà forse per un accenno di autocelebrazione, per l'involontaria antipatia del piccolo protagonista, per un cast così così o magari per un mediocre e forzato finale (tranne l'ultima, simpaticissima scena).

Hackett 27/12/14 17:49 - 1725 commenti

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Zalone continua sulla via dei precedenti due successi. La sua comicità fatta di cinismo e superficialità, da Italietta media, funziona ancora e ci regala più sorrisi che risate. Certo, la trama è un po' povera, il suo personaggio è l'anima del film e questo sembra il limite maggiore di una comicità troppo su misura per durare a lungo.

Tarabas 28/12/14 11:19 - 1703 commenti

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Terribile. Terribile lui, terribile il personaggio cialtrone, terribile il bambino, terribile la moglie operaia in lotta, terribile la ricca problematica con figlio problematico. Terribile tutto. E a me lui è persino simpatico. Qualche gag funziona, ma un film così non può far venire voglia ogni 5 minuti di prendere una birra dal frigo, di una partita a Ruzzle, di spalare la neve dal vialetto del garage. Non può annoiare. La povertà di scrittura fa pensare ai peggiori film di Totò, che però era Totò. Unica vera trovata nel finale, vale mezzo punto.

Domino86 18/01/15 11:05 - 547 commenti

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Rimasta colpita positivamente dal precedente Che bella giornata mi aspettavo grandi cose, ma sono rimasta delusa. Non vi ho trovato una gran comicità o perlomeno non continuativa e sempre presente; si decolla leggermente a viaggio inoltrato ma non è sufficiente a rendere piacevole il film.

Pinhead80 20/01/15 18:35 - 3953 commenti

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Campione di incassi al botteghino, Sole a catinelle è il terzo film con il comico Checco Zalone. Nonostante Zalone non rappresenti una comicità a me gradita, il film si lascia guardare e qualche risata ogni tanto ci scappa. Rimane però un'opera figlia dei tempi, a cui chiedere poco. Mi aspettavo peggio, quindi alla fine sono rimasto soddisfatto.

Deepred89 8/04/15 18:02 - 3283 commenti

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Simpatica e ruspante commedia on the road, assolutamente superiore all'altro Zalone-movie da me visionato (Che bella giornata). Una fotografia di deprimente trasandatezza non arresta l'efficacia di un'ininterrotta serie di gag e battute che ruotano attorno al tema della crisi economica in Italia senza incappare in pesantezze o volgarità, il tutto condito con un clima ottimista che si addice perfettamente al tipo di prodotto. Zalone attore funziona senza esagerare con smorfie e canzonacce e pure il bambino e gli altri si sopportano. Gradevole.

Lou 17/09/15 00:19 - 960 commenti

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Zalone si conferma anche in questo suo terzo film attore comico di valore: battute divertenti e temi attuali e azzeccati. Certo la sceneggiatura è debole e funzionale solo alla successione delle gag, ma anche stavolta Checco sa prendere di mira alcuni dei vizi italiani senza essere minimamente politically correct: il ricorso compulsivo ai finanziamenti per gli acquisti, l'arretratezza del sud, la finanza spregiudicata, gli atteggiamenti radical-chic. Ci si diverte sulle nostre miserie.

Rambo90 6/01/16 22:40 - 6350 commenti

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Di gran lunga superiore ai precedenti. Zalone e Nunziante riescono a mettere a punto una storia leggermente più articolata e a fare, seppure blandamente, un po' di satira sulla crisi italiana. Si ride spesso e il ritmo è buono; tra l'altro finalmente il personaggio Zalone ha modo di brillare in un contesto meno semplicistico e dalla sceneggiatura più sfaccettata. Bene il bambino protagonista, divertenti come al solito le canzoni in colonna sonora.

Caesars 20/01/16 13:25 - 2698 commenti

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L'esordio di Zalone mi aveva positivamente stupito, ma questo suo terzo lavoro non conferma le impressioni positive dell'epoca (che ritorneranno invece con Quo vado?). Ci sono dei momenti divertenti, alcuni anche molto efficaci, dovuti alla simpatia del protagonista, ma la sceneggiatura in generale è piuttosto debole e il film arranca per arrivare alla classica oretta e mezza. Non particolarmente efficace il cast di contorno (a cominciare dal piccolo co-protagonista), in cui neanche Paolini riesce a mostrare la sua bravura.

Victorvega 28/01/16 21:34 - 300 commenti

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Film di straordinario successo (a mio avviso sproporzionato rispetto al reale valore). La trama è esile esile e diventa un pretesto per l'azione e le battute del protagonista. Zalone è sicuramente bravo e sfoggia un copione collaudato e sa come andare a colpire e conquistarsi il pubblico. Alcune battute centrano il segno offrendo anche atti d'accusa a bersagli che variano (vedi la psicologa nel colloquio con la maestra). Belle le varie scene panoramiche dall'alto e la fotografia in generale.
MEMORABILE: "Della Che Guevara avete anche i borselli?"

Capannelle 8/05/16 23:37 - 3724 commenti

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Contiene un numero sufficiente di gag riuscite per giustificarne la visione, il ritmo è buono e la prima mezz'ora è promettente (anche se si capisce subito come la storia non sia delle più solide). Il proseguio funziona a corrente alternata, tra battute spiazzanti, altre invece del tutto prevedibili e personaggi che non acquistano un gran coefficiente di simpatia.

Taxius 28/02/16 23:48 - 1643 commenti

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Uno tra i maggiori incassi della storia del cinema italiano è un film piuttosto mediocre non molto diverso dagli altri del comico pugliese, che pur nella loro mediocrità gli sono sicuramente superiori. La comicità è sempre quella e poco a poco stanca; lo stesso Zalone, che comunque è un bravo comico, in questo caso è sottotono. Il bambino è odiso, insopportabile. Si viaggia su livelli molto bassi...

Vito 19/08/16 15:45 - 650 commenti

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Zalone realizza un'altra commedia divertente delle sue; questa volta riesce persino a scherzare e far ridere parlando di un argomento scottante e attuale come la crisi economica. Il comico pugliese impersona sempre il suo solito italiano medio che gli riesce benissimo, aiutato dall'ottimo cast. Le gag e le battute sono innumerevoli e velenose, il ritmo è veloce e si arriva alla fine del film soddisfatti.
MEMORABILE: Zalone al gala di beneficenza tra aragoste e champagne.

Guru 1/12/16 17:39 - 348 commenti

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Zalone o la negazione di Zalone, questo è il dilemma. Gli incassi non fanno la felicità e non bastano a consacrare il comico nella top del nostro millenio! Trovo che questa sua comicità possa tener testa solo su alcune battute, ma non per un intero film che ridicolizza l’italiano medio. Robert Dancs è veramente la rivelazione con la sua spontaneità e acutezza disarmante. Buona la regia.

Pessoa 3/12/16 15:26 - 1162 commenti

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Grande one man show di Zalone che cresce come attore rispetto alle prove precedenti. Il comico pugliese è dotato di una vis comica irrefrenabile, dalla battuta fulminante, come era per Totò e per il miglior Banfi. Naturalmente la sua comicità é figlia dei tempi e le stesse volgarità, quasi mai gratuite, si trovano anche in tv. Film migliore dei precedenti anche per la trama, non banale e per alcuni azzeccati momenti "introversi", che rendono micidiali le battute successive. Poco spessore nei personaggi di contorno, ma forse era inevitabile.
MEMORABILE: L'elenco dei familiari nel dialogo con la zia; Il dialogo iniziale fra Checco e Lorenzo; Il viaggio col figlio dal Molise a Piombino.

Almicione 13/05/17 19:55 - 765 commenti

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Non sempre si riesce a ridere quando si vedono i difetti dell'italiano medio (del sud), ovviamente esasperati, che si è costretti a sopportare quotidianamente. Ma a Zalone va il riconoscimento di avere sintetizzato acutamente alcuni di questi problemi – senza dare nessun grande valore all'analisi, sia chiaro – in situazioni comiche, perché l'umorismo nasce sempre dal quotidiano. E quindi questo buffo tizio riesce talvolta a farci ridere, soprattutto nella seconda parte dove il film si segue e prende vigore. Ma le canzoni di Zalone proprio no.

Giùan 4/09/17 15:22 - 2993 commenti

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Le imprese di Luca Medici, sempre più incommentabili sul piano prettamente cinematografico, continuano a esser vieppiù intorcinatamente polimorfe dal punto di vista del legame tra il personaggio Checco e una realtà socio culturale per la quale Zalone rappresenta una sorte di bifronte doppelgänger intellettuale, diviso irrisolvibilmente tra derisione e conferma di ogni più retrivo pregiudizio. Qui la corda del film è tesa fin già a mostrar sfilacciamenti (l'espediente del viaggio con papà quasi insopportabile), col Nostro però ancor sugli scudi.

Magi94 15/11/17 21:18 - 680 commenti

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Zalone, visto il successo straordinario, si monta la testa, evita l'autocritica su un ormai ritrito personaggio e, per convinzione o per furbizia, si atteggia a Masaniello nazionale virando la sua commedia verso contenuti "politici", se così si possono chiamare. Perché ovviamente vien da sé la fiera dell'ovvietà, del racconto della crisi fatto tutto di luoghi comuni e di un pizzico di populismo sparso. La noia e il fastidio affiorano quindi in fretta: non si assiste di certo alla rinascita della commedia all'italiana, di ben altra profondità.

Rufus68 14/01/18 20:35 - 3091 commenti

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Il segreto consiste nel mettere in corto circuito la vecchia e retrograda Italia, col suo lascito nostalgico e l'onda del nuovo e del politicamente corretto: è tale scontro a generare la risata liberatoria. Stavolta, però, il buon Checco si appesantisce proprio di ciò che intende dissacrare: dal moccioso petulante alla bonazza modello Pieraccioni sino alle musichette ruffiane tutto fa inclinare la barca corsara del Nostro al buonismo più specioso. In assenza di film per fortuna c'è Medioman Zalone, bravo in alcune azzeccate gag.

Modo 27/01/18 20:18 - 824 commenti

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Checco Zalone alle prese con un figlio non delude le aspettative e capovolge i canonici valori tra padre e bambino. Risate di gusto e anche al cospetto di disturbi seri (vedi mutismo selettivo) si riesce a essere comunque delicati. Sempre divertenti le canzoni che accompagnano la storia e decisamente suggestive alcune location. Buona la parte del piccolo protagonista.

Graf 13/01/20 01:33 - 698 commenti

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Bersaglio della comicità abrasiva, insolente e politicamente scorretta di Zalone è, questa volta, l'ambiente dei ricchi e dei riccastri radical chic. Il comico pugliese one-man-show del film (che senza la sua vis comica semplicemente non esisterebbe). La sceneggiatura è un semplice canovaccio di spunti per far esplodere la dinamite delle varie situazioni comiche che si succedono senza soluzione di continuità ma senza un struttura sintattica che imbastisca l’ordito e la trama del tessuto narrativo che alla fine risulta sfilacciato e confuso. Convincente.
MEMORABILE: La zia molisana tirchia.

Jandileida 31/12/19 10:02 - 1253 commenti

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Ripetere a oltranza un personaggio può portare a risultati decenti, come in Quo vado?, oppure a esiti quasi disastrosi come in questo caso. Zalone qualche sorriso lo strappa sempre, con il suo stralunato conflitto tra italici luoghi comuni e nuove tendenze, ma non è questo il problema: il problema è che stavolta la storia rasenta il minimo storico, anche per un genere in cui essa non è il motivo principale di interesse. Si assiste infatti a un insieme di quadrucci messi assieme malamente popolati da personaggi implausibili o semplicemente inutili.

Gmriccard 24/03/20 23:44 - 116 commenti

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Zalone interpreta per la terza volta lo stesso personaggio, eppure le situazioni e le battute sono spesso irresistibili. Il meccanismo del finto tonto che sbaraglia i cattivi è mutuato con successo (tra gli altri) dai Bud & Terence movie. La cosa migliore di questo episodio è però la parte del bambino, spalla e primattore al contempo, dotato di un’ottima espressività. Molto divertente anche la zia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Graf • 31/12/14 11:13
    Call center Davinotti - 902 interventi
    Sole a catinelle ha staccato otto milioni e mezzo di biglietti su una "popolazione cinematografica" italiana annua di 100 milioni di spettatori, all'incirca. Un'incidenza enorme e incontestabile.
    I western di Leone e quelli della serie Trinità arrivavano a 13-14 milioni di biglietti venduti ma su una popolazione cinematografica di 550 milioni all'anno.
    Zalone, in proporzione, incassa persino di più.
    Il cinema è anche (sopratutto?) visibilità.

    (Però il film che più ha incassato in Italia è stato il primo Padrino ma non ne sappiamo il numero dei biglietti venduti).
    Ultima modifica: 31/12/14 14:37 da Graf
  • Discussione Zender • 31/12/14 15:15
    Consigliere - 43518 interventi
    Esatto, Capannelle. Certo, ci si augura che anche altri film, più "studiati", possano avere altrettanto successo (anche se la cosa mi pare altamente improbabile), ma alla fine Zalone non è altro che l'erede di una certa commedia comica di casa nostra, semplice e affidata all'estro dei suoi protagonisti, che si basa appunto sulla capacità degli stessi di provovcare la risata anche in assenza di sceneggiature elaborate o grandi idee: da Franco e Ciccio, Banfi, Abatantuono... Che poi tu non le riesca a vedere è tutt'altro discorso e posso capirlo benissimo, ovvio.
  • Discussione Graf • 31/12/14 15:25
    Call center Davinotti - 902 interventi
    Date le considerazioni dei post di cui sopra, il film in uscita di Alessandro Siani, Si accettano miracoli dovrebbe fare il botto.
    Staremo a vedere (nel cinema non si può mai dire con sicurezza...).
    Ultima modifica: 31/12/14 15:26 da Graf
  • Discussione Zender • 31/12/14 15:35
    Consigliere - 43518 interventi
    Secondo me non più di tanto, ma si vedrà :)
  • Discussione Gugly • 31/12/14 17:24
    Segretario - 4677 interventi
    A proposito del nuovo film di Siani, ecco un articolo che mi sembra si colleghi anche alla discussione in corso
    http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/non-faccio-miei-film-critici-anteprima-nuovo-film-91598.htm
  • Discussione Neapolis • 31/12/14 17:27
    Fotocopista - 2039 interventi
    Veramente al di là del successo ai botteghini io non paragonerei Zalone nè a Totò nè a Franco e Ciccio ma neanche al primo Verdone o a Troisi. Zalone sta ottenendo lo stesso tipo di successo che ebbero a suo tempo aldo giovanni e giacomo perchè la gente ha voglia di ridere e lui ci riesce ma il paragone con i grandi della comicità a mio avviso non ci sta proprio. Stesso discorso per Siani
    Ultima modifica: 31/12/14 17:29 da Neapolis
  • Discussione B. Legnani • 31/12/14 17:34
    Consigliere - 13840 interventi
    Neapolis ebbe a dire:
    Veramente al di là del successo ai botteghini io non paragonerei Zalone nè a Totò nè a Franco e Ciccio ma neanche al primo Verdone o a Troisi. Zalone sta ottenendo lo stesso tipo di successo che ebbero a suo tempo aldo giovanni e giacomo perchè la gente ha voglia di ridere e lui ci riesce ma il paragone con i grandi della comicità a mio avviso non ci sta proprio. Stesso discorso per Siani

    Neapolis, guarda che il paragone non è stato fatto sul piano della analogìa attoriale, bensì sul successo al botteghino non corroborato da un sostegno da parte della critica.
    E' cosa ben diversa.
  • Discussione Graf • 31/12/14 18:26
    Call center Davinotti - 902 interventi
    I Totò, i Sordi, i Gassman, i Tognazzi, i Manfredi, i Mastroianni, i Troisi sono defunti da tempo, molti altri grandi attori tipo Montesano o Pozzetto sono in disarmo, alcuni stanno invecchiando (Verdone, Pieraccioni), altri sono stati delle meteore....
    Resistono stoicamente Aldo, Giovanni e Giacomo, mentre Boldi e De Sica sono entrati nel cono d'ombra.
    I ricambi sono questi...Zalone, Siani, Lillo e Greg...
    Non è che devono piacerci per forza sul piano artistico ma se incassano bene dovremmo solo essere contenti per il futuro del nostro cinema che, per ora, non è messo molto bene.
    Ultima modifica: 1/01/15 02:34 da Graf
  • Discussione Zender • 4/01/16 08:33
    Consigliere - 43518 interventi
    Il ferrini, copio qui il tuo commento al film perché il tuo è un discorso che potrebbe riguardare qualsiasi film di Zalone (bambino a parte) ed è quindi più da discussione generale:

    Con questo film, Medici si conferma il nuovo Christian De Sica del botteghino, avendo intercettato lo stesso identico pubblico, che ride di quella cialtronaggine che gli italiani son sempre pronti a riconoscere negli altri. E non c'è da stupirsi se Moretti o Virzì incassano un decimo, perché è sempre stato così e se vi azzardate a dire che a voi non fa ridere vi daranno degli snob, dei radical chic, perché è sempre stato così. Il bambino è terrificante.
  • Curiosità Mauro • 30/05/17 12:08
    Disoccupato - 9489 interventi
    Il ruolo del giornalista che intervista Vittorio Manieri (Marco Paolini) a Portofino è interpretato da un vero giornalista, Edoardo Camurri