Radiazioni Bx: distruzione uomo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The incredible shrinking man
Anno: 1957
Genere: fantascienza (bianco e nero)
Note: Tratto dal romanzo di Richard Matheson "Tre Millimetri al giorno".
Numero commenti presenti: 29
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Da un mediocre romanzo di Richard Matheson (da noi uscito col titolo di “Tre millimetri al giorno”) Jack Arnold riesce a trarre un film che, sfruttando le grosse potenzialità della geniale idea di Matheson (un uomo rimpicciolisce gradatamente scontrandosi con una realtà sempre più inquietante che lo costringe a una dura lotta per la sopravvivenza), elimina in gran parte i difetti del libro (in primis le lungaggini rese male da uno stile narrativo modesto) per ottenere un prodotto originale e affascinante. Gli effetti speciali non sono sempre all'altezza e alternano momenti di un realismo eccellente ad altri in cui i trucchi fotografici sono invece piuttosto evidenti. Nonostante ciò, Arnold sfrutta la buona sceneggiatura (opera dello...Leggi tutto stesso Matheson) dimostrando quanto l'autore di “I Am Legend” e di altri celebri romanzi e racconti sia meglio gustarlo al cinema (dove le sue folgoranti trovate lasciano il segno) piuttosto che su carta. Le inquietanti lotte con il ragno, i baratri che improvvisamente si aprono nel mondo di un uomo per cui un salto di dieci centimetri diventa un volo nel vuoto, richiamano alla mente classici come LA BAMBOLA DEL DIAVOLO o DR. CYCLOPS, ma la trovata del rimpicciolimento progressivo è ancora più inquietante, suggerendo l'idea di un mondo in perenne trasformazione. Arnold non aveva l'ambizione di creare un capolavoro e la natura ingenua e sincera dell'operazione permette di mantenere il film sul piano della fantascienza classica, senza fronzoli e diretta, che avvalendosi tuttavia di un soggetto tanto insolito e stuzzicante si è meritato lo status di cult-movie da conservare. Remake “al femminile” di Joel Schumacher nel 1981.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Puppigallo 27/01/07 15:32 - 4515 commenti

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Sarà lo splendido bianco e nero, sarà la nostalgia, ma questa pellicola continua ad affascinare. L’idea è semplicissima, ma funziona alla grande. Un rimpicciolimento costante del protagonista, che lo porta ad affrontare via via problemi diversi, situazioni sempre più complesse e pericolose, fino a.... Disintossica dai Bim Bum Bam Patatrac di parte delle pellicole odierne. Qualche ingenuità, ma ci può stare. Un piccolo grande film.
MEMORABILE: Le tremende gocce d'acqua; Problemi col gatto di casa; La necessità, che aguzza l'ingegno (in cantina)

Caesars 5/02/07 16:36 - 2723 commenti

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Uno dei migliori film di fantascienza degli anni 50. Pur essendo un film di "serie B" può vantare effetti speciali notevoli, per l'epoca. La storia è tratta da un ottimo romanzo di Richard Matheson nel quale s'immagina che a causa di radiazioni sconosciute una persona rimpicciolisca progressivamente ogni giorno. Dall'iniziale disagio - anche coniugale - che questa situazione gli provoca, si passerà man mano ad una dura lotta per la sopravvivenza. Da vedere.

Fabbiu 31/03/07 12:47 - 1950 commenti

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Bellissimo film di fantascienza che eviterei volentieri di far rientrare nella categoria dei B-Movies in quanto non ha niente a che spartire con il film di mostri giganti fatti con pochi soldi. Qui gli effetti speciali sono molto notevoli, la sceneggiatura è quasi perfetta, tutti gli oggetti ingranditi per far sembrare più piccolo il protagonista sono un buon lavoro. La scena in cui viene inquadrato Scott sulla poltrona, dopo tanto tempo, piccolissimo e con le gambe stese (da seduto) mi ha messo i brividi. Il finale poetico è superlativo.

Capannelle 7/12/07 12:03 - 3730 commenti

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È giustamente considerato un classico di fantascienza anche se il genere potrebbe essere altro (fantastico, avventura). Effetti speciali, anzi sceneggiatura, geniale nella sua apparente semplicità ed accuratezza. Interessante lo sviluppo della storia e la progressiva emarginazione del protagonista. La lotta per la sopravvivenza è avvincente (qualche lungaggine) e non si conclude con un finale scontato ma con un esito molto più profondo, quasi metafisico. Titolo italiano fuorviante e bruttissimo: era meglio il titolo del romanzo.
MEMORABILE: La scena in cui il protagonista appare più piccolo mentre si siede, preannunciata dalla moglie che lo guarda.

Cotola 9/12/07 01:23 - 7556 commenti

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Ispirandosi fedelmente al bellissimo romanzo di Matheson (autore della bellissima sceneggiatura), Arnold ci regala uno stupendo film di fantascienza vecchia maniera: pochi e semplici effetti speciali di matrice artigianale, tante riuscite e divertenti idee. Ritmo elevatissimo, teso e coinvolgente fino ad arrivare ad un finale "incredibile" pur nella sua assoluta logicità. Un vero e proprio gioiello, nella storia della fantascienza. Da vedere e rivedere.

Matalo! 24/11/08 00:03 - 1368 commenti

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Buon romanzo ed eccezionale film di fantascienza sui generis in quanto riflessione nichilista sulla condizione umana fino ad un finale che lascia spazio al Nulla, al dissolversi. I trucchi molto ingegnosi all'epoca e un senso riuscito di quotidianità che rendono tutto fortemente inquietante. Il capolavoro di Arnold.
MEMORABILE: La lotta col ragno (dal regista di Tarantula ce lo potevamo aspettare, anche se è presente nel romanzo di Matheson).

Daniela 9/12/08 07:29 - 9510 commenti

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Non lasciatevi ingannare dal brutto titolo italiano (ma anche l'originale è davvero pacchiano: "The Incredible Shrinking Man"): questo, oltre ad essere il capolavoro di Jack Arnord, è in assoluto uno dei film di fantascienza più poetici mai girati, un film di serie B (ma con effetti speciali assolutamente degni, soprattutto nella scena del combattimento con il ragno) che sale di rango grazie ad un indimenticabile finale "aperto", assolutamente laico anche se i produttori spinsero il regista ad inserire un riferimento a Dio. Bellissimo.
MEMORABILE: Tutte le scene ambientate nella cantina.

Ercardo85 14/12/08 23:24 - 81 commenti

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Capolavoro di Arnold e sicuramente uno dei migliori film di fantascienza degli anni cinquanta, secondo solo a L'invasione degli ultracorpi; a colpire nel segno, oltre agli effetti speciali assolutamente eccezionali per l'epoca (ma che non sfigurano nemmeno oggi a dirla tutta) è la sceneggiatura, davvero perfetta. Interessante l'ipotesi che il racconto mascheri un sottotesto erotico, accennato anche nel film quando, ormai alto appena un metro e a disagio con la moglie, il protagonista inizia una relazione con una nana.

Homesick 21/01/09 18:04 - 5737 commenti

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Matheson, autore provetto di intelligenti racconti fanta-horror, mette a punto una sceneggiatura angosciante, che costringe lo spettatore a seguire con il fiato sospeso - e con qualche brivido lungo la schiena - tutte le lotte per la sopravvivenza del miniaturizzato Williams: dallo sfascio della sua vita sociale e coniugale alle minacce di esseri ed oggetti normalmente innocui (il proprio gatto, un ragno, un buco nel pavimento, una perdita d'acqua). Effetti speciali molto realistici nella loro artigianalità.
MEMORABILE: Williams attaccato dal proprio gatto, che ormai non lo riconosce più.

Brainiac 22/01/09 13:59 - 1083 commenti

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Gran bel film di fantascienza, a cui però non mi sento di assegnere il massimo punteggio per un paio di fattori. L'incipit (la misteriosa nebbia che assale il protagonista) è fantastico, quando però l'uomo comincia a rimpicciolirsi il suo stagliarsi su set sempre più grandi mi ha fatto un po' (ma solo un po') ridere. Poi l'utilizzo della voce off è funzionale ma forse un tantino insistita. Comunque resta un film godibilissimo, pieno di trovate geniali, ancora fresco e vitale dopo tanti anni.

Tarabas 8/02/09 15:32 - 1706 commenti

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Incredibile gioiello del cinema di fantascienza, molto più di un film di genere, con una evidente origine letteraria. Capovolgendo i temi classici dell'epoca, Arnold e Matheson fanno incarnare il pericolo agli oggetti più quotidiani, divenuti enormi e incombenti sul minuscolo protagonista, dapprima sconvolto dalla sua nuova diversità, infine costretto a tornare allo stato di natura nella "vasta pianura" della sua cantina. Tecnicamente bellissimo, pieno di spunti di riflessione, il film si chiude con un finale perfetto e, credo, per l'epoca sconvolgente.
MEMORABILE: Il campo-controcampo del protagonista seduto su una poltrona enorme.

Ccm66 2/03/09 13:43 - 18 commenti

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Un film che è grande per almeno 2 motivi: 1) la realizzazione di una pellicola che pur non avendo un ritmo forsennato riesce a mantenere, per gran parte della sua durata, lo spettatore in tensione; 2) la profonda introspezione psicologica del protagonista, le sue ansie, le sue paure, la sua rassegnazione. Gran parte del film è un'ottima prova dell'attore che recita completamente da solo. Gli effetti speciali sono, per il 1957, all'avanguardia e convincenti. Da consigliare assolutamente a chi non lo conosce ancora!
MEMORABILE: La poetica rassegnazione del protagonista nel momento in cui perde la fede nuziale.

Enzus79 12/06/09 16:03 - 1826 commenti

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Uno dei migliori film di fantascienza dell'epoca. La storia vede un tizio che, colpito da delle radiazioni, rimpicciolisce col passare dei giorni. Si evidenzia benissimo il dramma del personaggio e il film va avanti senza annoiare (nemmeno i duelli fra lui ed il ragno). Anche se il finale su Dio delude, si può dire che Matheson ha ideato un buon prodotto, diretto altrettanto bene da Arnold.

Rickblaine 12/06/09 10:19 - 635 commenti

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L'idea è buona e anche come viene esposta rende interessante una trama intrigante e coinvolgente. Per l'epoca sembra strano che gli effetti speciali rendano l'atmosfera realistica. Buono il cast e resta come apprensiva la colonna sonora. Buona la morale. Ogni dimensione ha un suo mondo.

Il Gobbo 22/03/11 23:16 - 3011 commenti

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Pietra miliare della fantascienza, (re)stringente e inesorabile nella sua logica come il romanzo da cui è tratto, potente e ancora affascinante nella messa in scena, miracoloso nel suo rimanere sempre al di qua del ridicolo, in agguato come il turpe gatto, originale nella sua conclusione non scontata e solo obliquamente consolatoria. Fondamentale. Titolisti italiani da dare in pasto al ragnone.

Giùan 23/05/11 13:53 - 3011 commenti

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Formidabile classico del fantastico. Jack Arnold, come e più che in altre sue pellicole, riesce col suo stile naturale, secco ed elegante, nella clamorosa impresa di trascendere il genere a cui ovviamente il film appartiene per elevarlo ad opera filosofica sull'inanità di ogni essere umano, degna di un Antonioni senza zavorre intellettualistiche. Grant, perdendo le sue dimensioni "normali" è costretto a far i conti con la sua "essenza" e nell'ultima parte del film è letteralmente solo di fronte all'universo.

Saintgifts 9/01/12 18:57 - 4098 commenti

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Non è importante quanto grande o piccolo sia un essere umano, il cielo e il firmamento è dove egli alza sempre gli occhi. Direi che, in questo caso, la fantascienza è solo un pretesto per poter esprimere e concretizzare, prima con parole, poi con immagini, questo concetto. Un'altra evidenza che il film ci mostra è che i nemici cambiano, ma sono in ogni caso presenti e bisogna difendersi da essi. Film da cineforum. Indubbiamente realizzato molto bene e con il giusto interprete. Qualche peccato veniale (la spada-spillo appare e scompare).
MEMORABILE: Anche i rumori cambiano in proporzione: uno spillo che cade è inudibile, ma per Scott, miniaturizzato, è come se cadesse una pesante barra di acciaio.

Nipo 25/06/12 01:34 - 40 commenti

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Film poetico, mi ha fatto pensare: un uomo che perde la sua normalità fisica perde anche la sua dignità? Questo mi sembra voler dire il regista quando ci presenta il protagonista gettato in pasto alla gente dai giornali e dalla televisione. Come se il diventare un caso autorizzi i mass media a sbattere le persone sulla ribalta, la privacy sparisce, c'è solo la smania della notizia. Belli effetti per l'epoca, sforzo del genio con pochi soldi, la scena col ragno mi ha colpito: semplice ma tesa e non banale!
MEMORABILE: La sfida alla tarantola: omaggio e richiamo a se stesso del precedente film omonimo?

Jdelarge 18/03/13 13:10 - 881 commenti

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Vera perla fantascientifica intrisa di filosofia. Jack Arnold, avvalendosi di obiettivi a focale variabile (tecnica sperimentale per il 1957) mette in scena una storia intrigante per molteplici aspetti, in primis quello morale e filosofico. Un uomo che giorno dopo giorno perde centimetri fino a diventare piccolo quanto un insetto, può considerarsi ancora uomo? Jack Arnold sembra non lasciare nulla d'incompiuto grazie al fantastico monologo finale, degno di un grandissimo film come questo.
MEMORABILE: Scott Carey: "Più piccolo del più piccolo avevo un significato anch'io. Giunti a Dio non vi è il nulla: io esisto ancora".

Nadir 27/02/14 17:33 - 56 commenti

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Contrassegnato da un titolo italiano che probabilmente è uno dei più assurdi (e orrendi) mai affibbiati, è un'opera tutt'altro di second'ordine. Sicuramente risente degli anni e, alla visione attuale, certi effetti speciali fanno sorridere, tuttavia rappresenta un tentativo notevole e apprezzabile di fare un film con un contenuto che va al di là della spettacolarità pura e semplice, con un risultato più che efficace.
MEMORABILE: Il finale "aperto".

Modo 29/05/14 11:03 - 826 commenti

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Buon film di fantascienza classica. L'opera di miniaturizzazione è eccellente in tutte le sue proporzioni. All'epoca deve aver avuto un grande impatto visivo, sul pubblico. Una forte componente psicologica riesce a far comprendere il dramma umano; di fronte la solitudine e la desolazione, riscattate poi con un finale degno di nota, anche se un po' metafisico.

Rebis 3/07/14 22:49 - 2088 commenti

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Due spilli e un filo da cucito possono salvare la vita di un uomo? Certo, se è alto poco più di due centimetri… Perché un uomo non è la sua anima, non è il suo intelletto, ma la sua grandezza. Quando si affronta rigorosamente l'immaginifico fino alle soglie del parossismo (thauma) si fa della filosofia. "Tre millimetri al giorno" non è il capolavoro di Matheson, ma dal suo adattamento ne è scaturito il capolavoro di Arnold, un prodigio di relativismo assoluto, un'epopea che sconvolge, inchioda, fa cadere ogni certezza, lascia esterrefatti. Effetti speciali ancora sorprendenti. Formidabile.
MEMORABILE: La casa di bambola; la tarantola (!); il finale.

Schramm 9/08/15 11:04 - 2417 commenti

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Il nostro amico Arnold, coadiuvato da Matheson, pensa in grande giocando sul lillipuziano: infeltrisce il suo protagonista, ma lo assurge anche a un Davide moderno costretto a vedere Golia ovunque secondo un nuovo ordine prospettico che capovolge la banalità e la familiarità del quotidiano, e che lambirà il cosmico in un cinema bigger than life. Strabilianti f/x che non temono l’oltre mezzo secolo portato in groppa, ritmo da metronomo impazzito, scene tarantolate da wow e ariwow. Breve è il passo di Giava tra fantascienza e Santa Scienza (del Cinema), Arnold lo valica con somma maestria.

Ryo 13/08/15 20:37 - 2169 commenti

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Magnifico esemplare nella storia del cinema di fantascienza! Già sapere che è scritto da Richard Matheson è una garanzia, poi per l'epoca gli effetti speciali sono favolosi e la situazione disperata in cui viene lanciato il protagonista riesce ancora oggi a trasmettere ansia, in una lotta alla sopravvivenza beffardamente ambientatat in un luogo familiare: la propria casa, dove i pericoli sono rappresentati dalle cose più banali della vita quotidiana. Da brividi il monologo finale e il significato mistico della teoria del tutto.
MEMORABILE: Il ragno; La trappola per topi; "Sì. Più piccolo del più piccolo avevo un significato anch'io. Giunti a Dio non vi è il nulla: io esisto ancora".

Deepred89 27/08/15 17:02 - 3291 commenti

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Fantascienza di sopraffina intelligenza, che sviluppa al meglio un'idea tanto semplice quanto affascinante, sempre sospesa tra il buffo straniamento (i primi effetti del rimpicciolimento, alcuni frammenti - il gatto, il ragno - tra l'ingenuo e l'inquietante) e l'orrore per l'ineluttabilità del lento ma progressivo annullamento (cronenberghiano, diremmo col senno di poi). Qualche rallentamento (la sopravvivenza intriga meno della mutazione) nel secondo tempo è compensato da un finale perfetto, che sottolinea la profondità metafisica dell'opera.

Rufus68 1/03/17 22:50 - 3117 commenti

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Il film trae nerbo soprattutto dall'idea centrale del romanzo di Matheson: un novello Robinson Crusoe che fa naufragio all'interno di una tranquilla abitazione borghese (in cui ogni rassicurante particolare - il gatto, un ragno, la rottura d'una caldaia - diviene un mortale pericolo da superare in un cimento leggendario). Arnold riduce tale potente metafora a film d'avventure, a tratti prolisso. La serie d'ingegnose trovate che, a distanza di tempo, mantengono una loro dignitosa efficacia, assicurano comunque un piacevole spettacolo.

Mandrakex 18/04/17 12:46 - 87 commenti

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Colpito da una misteriosa nube tossica, un uomo rimpicciolisce a vista d'occhio. Si cerca una cura ma il processo è inarrestabile. Dal creatore di celebri mostri anni '50 un'altra perla della fantascienza non spaziale. La minaccia è sempre quella nucleare, declinata però non in catastrofi collettive ma nella forma di una dolorosa malattia individuale. Sbalorditiva l'interazione tra il protagonista e la "giungla" domestica dai mille pericoli. Non manca una riflessione filosofico-religiosa sui limiti e la natura del mondo. Unico e inimitabile.
MEMORABILE: I primi sintomi dell'inspiegabile restringimento; La scomparsa di Scott in cantina; I duelli contro il gatto e il ragno.

Anthonyvm 26/06/18 22:21 - 2019 commenti

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Uno dei migliori film di fantascienza in assoluto: intenso, sorprendente, indimenticabile. La storia dell'uomo restringibile, che arriva addirittura ad abitare una casa per bambole a un certo punto, il suo accidentale smarrimento e la sua furiosa lotta per la sopravvivenza. Il film, nel suo fascino retrò e anche grazie a effetti speciali all'avanguardia per i suoi tempi, ha la presa di una fiaba moderna, che intrattiene, spaventa e stupisce. Pure la morale filosofica espressa dal protagonista stesso alla fine è indovinatissima. Capolavoro.
MEMORABILE: La fuga dal gatto domestico; La lotta con il ragno "gigante", vera e propria nemesi del protagonista.

Kinodrop 2/08/19 20:29 - 1540 commenti

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Colpisce molto, a distanza di sessant'anni, l'abilità del regista e dello scenografo nel rendere plausibile l'incubo kafkiano in cui il protagonista precipita. Il progressivo "svanire" della normalità e la nuova lotta per la sopravvivenza con rapporti di forza invertiti (il gatto, il ragno, gli oggetti ordinari - insormontabili - l'ambiente sonoro percepito) ribaltano la psicologia del personaggio e le sue priorità. Qualche lungaggine e trovata discutibile (la casa di bambola e il finale metafisico) non intaccano il valore di questo evergreen.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 4/07/14 16:43
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Tre millimetri al giorno sì, l'ho trovato un tantino ripetitivo... però Io sono leggenda lo considero un capolavoro, e non c'è film che sia all'altezza del romanzo. Come sceneggiatore ha sempre fatto degli ottimi lavori, sia per il cinema che per la tv... "limitato" per una colonna portante del fantastico mi sembra una definizione un po'.... limitata :-)
  • Discussione Buiomega71 • 4/07/14 17:19
    Pianificazione e progetti - 22003 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    però Io sono leggenda lo considero un capolavoro, e non c'è film che sia all'altezza del romanzo.

    Oddio, non ho letto il romanzo, ma 1975 rimane uno dei miei personal cult imprescendibili della "fanta 70"

    Non male nemmeno quello di Lawrence, mentre detesto profondamente il primigenio con Prince
  • Discussione Zender • 4/07/14 17:39
    Consigliere - 43605 interventi
    Intendevo limitato come scrittore di romanzi, più che altro (ne ha scritti pochissimi infatti). Come sceneggiatore ha lavorato meglio perché era più la sua dimensione. quanto a I am legend a me non è mai piaciuto né il lbro né i film da esso tratti (tranne certe cose in quello con Price, ma più per l'uso delle location), quindi non faccio testo. Dovessi scegliere il suo romanzo che amo di più direi sicuramente Io sono Helen Driscoll (da cui è stato tratto il buon echi mortali).
  • Discussione Rebis • 4/07/14 18:02
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Lo leggerò sicuramente, in effetti Matheson ha dato il massimo nei racconti e nelle sceneggiature...anche quella di Radiazioni BX è sua.
    Ultima modifica: 4/07/14 18:03 da Rebis
  • Discussione Brainiac • 4/07/14 19:10
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Lo leggerò sicuramente, in effetti Matheson ha dato il massimo nei racconti
    Allora ti do una dritta casomai non l'avessi già intercettata: esistono dei volumoni che raccolgono tutta-ma-proprio-tutta la produzione di short-stories di Matheson editi da Fanucci ad un buon prezzo. Personalmente ho letto il III , che raccoglie gli scritti brevi dal '60 al '93, ma -per mille corbezzoli- devo dire che su quel versante non ho buone nuove: non mi sono piaciuti affatto. O meglio, i soggetti sono interessantissimi e la struttura pure, ma molto spesso queste novelle macabre funzionano di più a raccontarne la sinossi che a non leggerle. C'è un quid di invecchiato-maluccio che imballa la freschezza dell'idea con una patina opaca, rendendo la lettura farragginosa. Resta comunque uno scrittore geniale, mille inchini anche solo per aver così fortemente influenzato Beppe King. In ogni racconto che ho letto c'erano almeno un paio di spunti ripresi/ remixati dal buon Sthephenuccio.
  • Discussione Rebis • 5/07/14 01:16
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Grazie Brainiac, conoscevo le raccolte della Fannucci ma non le ho mai acquistate perché ho già molti dei suoi racconti sparsi in varie antologie del fantastico. Si, King è profondamente debitore all'immaginario di Marheson almeno quanto lo è una grossa fetta di cinema sci-fi e horror.
  • Curiosità Buiomega71 • 29/06/16 23:22
    Pianificazione e progetti - 22003 interventi
    La perdita d'acqua nel boiler che funge da risorsa idrica per Scott a un certo punto della sua tragica contrazione fisica era uno dei problemi nel campo degli effetti speciali. Sulla carta abbastanza semplice (creare delle gocce d'acqua giganti), rivelò non pochi problemi sul set quando l'enorme rubinetto appositamente ricostruito non diede i frutti sperati.

    Arnold venne fulminato così da un idea. Quando era bambino trovò, nel cassetto di suo padre, uno strano "palloncino" che trasformò in una primordiale pistola ad acqua. Così Arnold chiede a tutti, sul set, se per caso ne hanno uno in tasca (di questi "strani palloncini"). Con un po' di imbarazzo qualcuno risponde di sì.

    Arnold lo prende, lo riempie d'acqua e prova a farlo cadere dalle travi del soffitto. L'effetto è quello giusto: sembra una goccia d'acqua gigante e spruzza in modo appropiato a contatto col suolo.

    Subito parte l'ordine per l'acquisto di 14.400 profilattici.

    A film ultimato, Arnold viene chiamato a rapporto dal produttore, sulla voce "profilattici" nell'elenco delle spese.

    Il regista lo giustifica sostenendo che era stato un film difficile da girare e per risollevare il morale delle "truppe" aveva organizzato festeggiamenti sfrenati, con donnine disponibili, al termine delle riprese.

    Fonte: Radiazioni bx, Distruzione uomo. Cult movie, Ciak, maggio 1994
  • Discussione Daniela • 30/06/16 00:11
    Consigliere massimo - 5216 interventi
    Buio, grazie per questa curiosità che mi fa chiudere la serata con un sorriso :o)
  • Discussione Buiomega71 • 30/06/16 10:14
    Pianificazione e progetti - 22003 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Buio, grazie per questa curiosità che mi fa chiudere la serata con un sorriso :o)

    Sì, davvero simpatica , ho dovuto riportarla per la sua stravaganza (e per il genio di Arnold)
  • Homevideo Caesars • 16/03/20 12:02
    Scrivano - 10989 interventi
    Leggo sul forum di www.dvdessential.it che il bluray spagnolo ha audio italico.
    http://www.dvdessential.it/cult-classici/radiazioni-bx-distruzione-uomo-1957-di-j-arnold-t47679.html