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Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/04/14 DAL BENEMERITO KINODROP POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/09/14
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Capannelle 10/07/14 16:21 - 4052 commenti

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Un divertissement come nelle corde di Anderson e che, a differenza di film precedenti, non diventa un fiorire disordinato di gag. Estremamente curate la fotografia e l'ambientazione, mai banali e ben raccordate con la trama. Attori ben diretti, con alcuni graditi ritorni tipo Brody e Goldblum e questo giovane Revolori che interpreta alla grande il ruolo affidatogli. Qualche pausa nella seconda metà del film, ma rimane comunque un'opera significativa e godibile.

Mickes2 18/04/14 11:43 - 1668 commenti

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Eccolo, di nuovo! Il fantastico mondo di Wes Anderson, fiabesco e fantasmagorico, colto e raffinato, atto a dipingere situazioni, luoghi e personaggi con una personalità ormai rara nel panorama odierno. Un rivisitato omaggio al classico per una caleidoscopica matrioska di fughe, incastri e assurdità, una piccola storia di formazione che (si) racconta amplificando nostalgie di tempi e amori perduti ma vivi nel cuore abbracciando la Storia - tragica - riversandovi quell’idea di fratellanza e “famiglia allargata” suo tratto distintivo. Delizioso.
MEMORABILE: Tutto l’impianto tecnico-formale che domina letteralmente il film; Gustave e le sue donne.

Kinodrop 11/04/14 13:55 - 2273 commenti

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Il regista di culto Anderson trasferisce una delle sue fantastiche storie in Europa, dove i protagonisti sono un hotel di lusso e i personaggi che lo popolano nel tempo. La narrazione meticolosa e la costruzione delle immagini ormai sono le costanti della sua poetica. Si assiste a un continuo gioco di citazioni di film dell'epoca del muto; attori impeccabili, Fiennes su tutti, ma, perché sprecare alcuni camei per meno di un minuto? L'argomento in sé conta poco, a volte la trama è un po' confusa, ma a questo genio si perdona tutto. Musica perfetta.
MEMORABILE: Il geometrico uso delle macchine da presa; La fuga dal carcere; Il gusto dell'illustrazione in gran parte delle inquadrature.

Viccrowley 19/04/14 22:52 - 811 commenti

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Prova della maturità tecnica per Wes Anderson, con una sorprendente favola surreale costruita intorno a un cast strepitoso che tra il macchiettistico e il nostalgico mostra di divertirsi un mondo. La storia si snoda come una serie di scatole cinesi attraverso i decenni e una moltitudine di eventi dall'amaro al divertente rappresentati con una perfezione formale assoluta e attenta a ogni dettaglio. Fiennes regala la prova forse più memorabile della sua carriera dando vita a un personaggio guascone e adorabile. Si ride amaro ma con gusto.

Xamini 16/04/14 00:04 - 1123 commenti

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Non ho i titoli per dirlo, ma ho la sensazione che ci troviamo dinanzi alla summa del cinema di Anderson. O almeno, chi lo apprezza, qui lo amerà, viceversa non potrà sopportare l'infinità di inquadrature e movimenti di camera precisi al millimetro, all'interno dei quali i personaggi della comedy si muovono come marionette in un teatrino. Sopra le righe dal primo all'ultimo, avanzano in un canovaccio che potrebbe vantare cenni al tragico del reale, ma si limita a restare sospeso sulle corde dell'assurdo, strappando anche diverse risate. Ci riesce molto bene.

Myvincent 19/04/14 20:58 - 3219 commenti

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Il racconto di una storia antica rivelerà segreti e avventurose vicende, come piroette, dietro la facciata di un grand hotel oramai desueto. Un gran cast di stelle (alcune solo in forma di prezioso cameo) brilla, in questa pellicola suggestiva, dal sapore fiabesco e dall'ironia dei suoi testi finemente arguti. Il film è delizioso; peccato che alla fine il suo continuo "sopra le righe" stucchi un po' e lasci il palato eccessivamente soddisfatto.

124c 22/04/14 13:23 - 2832 commenti

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Simpatica commedia surreale, interpretata da un Ralph Fiennes in grande spolvero, seguito dal ragazzo che impersona il giovane che gli fa da spalla. Wes Anderson rende omaggio ai film classici chiamando a raccolta i migliori attori moderni (che ricoprono anche ruoli minori ma sempre spassosi). Trionfo del nonsense e dei primi piani, dove si finisce per tifare per il direttore-ammaliatore di vecchie ricche signore di Fiennes. Notevoli il grottesco duro di Willem Dafoe, l'evaso tatuato di Harvey Keitel e la ricca vegliarda di Tilda Swinton.

Bizzu 24/04/14 01:10 - 210 commenti

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Premessa: Anderson non lo sopporto. Volendo parlarne male a tutti i costi potrei dire che guardare questo film è come mettersi davanti a uno di quegli enormi orologi a cucù con decine di personaggi, movimenti precisi al millimetro, manfrine, ghirigogoli, abbellimenti di ogni tipo. Oppure come quei dolci elaborati bellissimi e coloratissimi ma stucchevoli nel gusto. Insomma, bello a vedersi ma senz'anima o senza qualcosa da raccontare. Comunque fra una piroetta e l'altra alla fine ci si arriva senza aver guardato troppo l'orologio, lo ammetto.

Pigro 25/04/14 14:33 - 8796 commenti

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Elogio gioioso della narrazione (a scatole cinesi), dei suoi stilemi e dei suoi topoi, dei labirintici reticoli degli eventi, che attraversano con impareggiabile humor la trama frenetica e delirante di un concierge e del suo lobby boy tra omicidi, testamenti e inseguimenti. Ma ad affascinare è soprattutto il divertito gusto visionario che gioca con l’atmosfera retrò di un’ambientazione da grottesca operetta mitteleuropea. Il parco attori – notevole – aggiunge valore e offre ulteriori occasioni di saporito divertimento.

Rebis 26/04/14 16:14 - 2183 commenti

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Una coreografia, in cui il senso del ritmo, la maniacalità per il dettaglio scenografico e il culto del cinema - anni venti e trenta: dalla geometrizzazione avanguardista, al Lubitsch touch, fino alla frenesia del muto e dello slapstick - sopravanzano il senso ultimo del racconto. Ma l'astrattismo più edotto e virtuoso è sempre a un passo della stucchevolezza e la danza - vinta dalla forza gravitazionale - si fa mortifera e stancante; la saturazione incombe e non c'è una gag che sia una in cui l'umorismo sia liberatorio e franco. Gara a riconoscere i caratteristi. Vince l'assuefazione.

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Markus 28/04/14 08:59 - 3512 commenti

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Alla fine è un film che pur con molti fronzoli ornamentali rappresenta amicizia, considerazione e accettazione interrazziale tra un nordico concierge del "Grand Budapest Hotel" e un giovane immigrato neoassunto (siamo negli Anni '30, ma il racconto parte e finisce nell'albergo - ormai decaduto - negli Anni '60). I punti di forza della pellicola sono senz'altro da ritrovare nel benefico ritmo, nell'arte pittorica un po’ naif e una dose abbondante di effetti che attingono al cinema muto e all'animazione.

Almicione 30/04/14 21:54 - 765 commenti

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Tecnicamente il solito preciso, originale, fantastico Wes Anderson: regia lodevole, fotografia affascinante. Ma riguardo al contenuto mi ha deluso: non c'è niente di interessante né nella storia dell'hotel, né di Gustave H., né di nessun altro aspetto che riguarda la trama. Bocciato il racconto dal racconto (ecc.), l'inserimento di situazioni secondarie senza capo né coda. Non mi ha convinto neanche la coppia protagonista; soprattutto Fiennes e il suo personaggio, non adatto a mantenere da solo il peso di un'ampia "costruzione". Deludente.

Cotola 2/05/14 00:58 - 8347 commenti

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E' vero: la storia è poca cosa ed in più è schiacciata da una forma sovrabbondante che la sovrasta in toto. Eppure l'occhio non può non rimanere deliziato dinanzi a cotanta bellezza visiva. Ogni aspetto è curato nei minimi dettagli: le magnifiche inquadrature pregne di geometrica bellezza; le splendide e coloratissime scenografie; i costumi degni di nota, disegnati dalla sempre brava Milena Canonero. C'è anche uno score delizioso di Dexplat. Notevole la parata di stelle, in cui ognuno fa alla perfezione la sua parte. Ottimo il ritmo. Anderson finalmente si rinnova e centra un gran film.

Erreesse 4/05/14 11:59 - 63 commenti

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Fiaba mitteleuropea ricca d'inventiva: eroe, iniziazione del giovane, vilains, morte, paura, amore e redenzione finale dal sapore amaro di un amore e un'amicizia tragicamente perduti. Realizzazione accuratissima, fotografia e montaggio raffinati, cast di lusso, narrazione complessa alla Conrad (lettura di un romanzo dove lo scrittore racconta l'incontro con il giovane, ormai anziano, che narra a sua volta), trasmette profondità e dramma con leggerezza, malinconia, umorismo: à la Zweig, che l'ha ispirato.
MEMORABILE: Le ambientazioni.

Bruce 5/05/14 09:34 - 1007 commenti

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Gran bel film: fantasioso, lirico, originale, di un regista in stato di grazia che riesce a unire l'inventiva, il ritmo e i colori del miglior cartone animato, l'arte della narrazione visionaria alla Tim Burton e l'atmosfera raffinata e ironica delle grandi commedie di Lubitsch. Cast superlativo e dialoghi accuratissimi per una delle migliori pellicole degli ultimi anni.

Nancy 5/05/14 23:07 - 774 commenti

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Un film che definirei d'evasione: stavolta Wes lascia perdere i risvolti sentimentali e le frasi a effetto e lavora piuttosto sulla costruzione dell'intreccio, in una sceneggiatura decisamente mordace. Non sfrutta fino in fondo il grande cast che ha a disposizione ma riesce tuttavia a estrapolare da ogni personaggio una caratteristica particolare, foriera di divertimento. I soliti leitmotiv stilistici e contenutistici (il personaggio indiano a esempio, o la totale assenza di qualsiasi manicheismo) che amiamo riconoscere: furbo, sì, ma adorabile.

Puppigallo 13/05/14 09:30 - 4879 commenti

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Un Anderson un po' meno compiaciuto di se stesso, della sua astratta "genialità" tendente al naif (bella la funicolare), permette a questa singolare pellicola di procedere in equilibrio tra favola per adulti e fredda realtà (l’onda nazista), almeno fino allo scoccare dell’ora di proiezione. Poi però, sempre più frequentemente, si torna all’Anderson audiovisivo ben noto ai fan e non, con utilizzo, anche sprecato, di attori di un certo calibro, per poi ripiombare nella cruda realtà (quasi uno schiaffetto finale per ricordare al pubblico che la vita reale è ben altro). Non male, dopotutto.
MEMORABILE: Il rapporto concierge-garzoncello; Sulla nobildonna "Tremava come un cane che fa la cacca"; Gatto in volo; La distribuzione in carcere della poltiglia

Saintgifts 29/05/14 00:16 - 4098 commenti

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La decadenza delle cose, delle epoche, dei corpi; come era il Grand Budapest Hotel e come è diventato. Il marchio di Anderson è inconfondibile: chi lo ama non rimarrà deluso, anzi, per chi non lo ama è sempre comunque un cinema da vedere, una lezione esemplare; ecco, il cinema si fa anche così. En passant (ma non tanto), sotto il ritmo travolgente della vicenda, spuntano divise sempre più cupe e la derisione di un emblema pauroso che diventa un quasi innocuo zig-zag, con sospettosi vigilanti che non resistono ai dolci di mr. Mendl's.

Rullo 28/06/14 18:49 - 388 commenti

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Il Grand Budapest Hotel: un albergo che fu grande, in un periodo estremamente sceneggiato e adattato della seconda guerra mondiale, sede di grandi consierge e altrettanto grandi "lobby boy". Anderson al non plus ultra, dalle (strepitose) scene in stop motion (ricorda tanto Mr. Fox), alle inquadrature precise al millimetro in geometrie che non sfigurerebbero davanti a un architetto. Soggetto solido e intrigante, estrema caratterizzazione dei personaggi (unire "fuck" a un linguaggio aulico, geniale), tiepida fotografia.

Harrys 11/07/14 18:00 - 685 commenti

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Quando la perizia geometrica di Anderson si fonde in un pamphlet fantastorico (ma non troppo) il gaudio estetico assurge a granitico monolite. La coralità inficia sempre prepotentemente, soprattutto nel corollario vintage di caratteristi, ma mai come in questo caso il protagonista (l'istrionico Fiennes) si fa uno e trino in un'avventurosa peregrinazione dal carattere quasi picaresco in una mitteleuropa in labile e oscuro disfacimento. Il caleidoscopio ottico, la sinuosità dei carrelli e l'impatto visivo delle miniature in CGI deliziano spirito e corpo.

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Daniela 21/07/14 08:48 - 11529 commenti

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Una donna legge una storia di un uomo che racconta una storia che parla di un uomo che racconta una storia... Wesandersoniano fino al midollo, il film porta alla perfezione il gusto per gli accostamenti cromatici fra colori accesi e tinte pastello, la cura maniacale del dettaglio saturante ogni inquadratura, il grafismo che trasforma certe sequenze in pop-up animati in stile zemaniano. Cast all-stars che si prestano spiritosamente al gioco anche per una manciata di minuti, con Fiennes forse alla migliore prova in carriera, per una commedia divertente, malinconica, deliziosamente retrò.
MEMORABILE: La fuga dal carcere; l'inseguimento sulla neve con balzo dal trampolino

Didda23 31/07/14 16:22 - 2355 commenti

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Wes Anderson sta facendo mestamente la fine di Tarantino, riproponendo ad nauseam la propria idea di cinema fatta di eleganti carrellate, parata incomprensibile di attori che si prestano al giochetto anche per trenta secondi, colori pastello e un registro che alterna brillantezza e grottesco. Di veramente buono c'è l'ambientazione e quelle citazioni che pescano dal muto e dalla commedia anni trenta. Da assoluto e devoto fan (I Tenenbaum continuo a ritenerlo un eccellente lavoro), mi sto trasformando in un agguerrito detrattore. Speriamo che inverta la rotta velocemente.

Yamagong 12/08/14 23:42 - 274 commenti

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La narrazione a scatole cinesi, le tinte pastello della fotografia e delle scenografie, la "colpa originale" che culmina in un continuo inseguimento, un destino beffardo costantemente dietro l'angolo: c'è tutto Wes Anderson, nel bene e nel male, nei suoi eccentrismi (spesso estenuanti) e nelle sue roboanti, preziose lezioni di cinema autoriale. Oltre alla velocissima e sapiente regia, il film può contare su un cast di attori di prim'ordine, tra i quali spiccano Fiennes e i cattivissimi Brody e Defoe. Unico. E deliziosamente retrò/melò.
MEMORABILE: La fuga dalla prigione; La sparatoria al Grand Budapest; L'assassinio del vice nel Kunstmuseum; L'inseguimento con gli sci.

Galbo 1/09/14 05:45 - 11876 commenti

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Si rischia di essere ripetitivi nel commentare un film di Anderson, sottolineandone la perfetta “impalcatura” visiva che qualche volta va a scapito della compattezza della sceneggiatura. Anche se narrativamente poco incisivo, questo Budapest Hotel colpisce soprattutto per le immagini che restano nella memoria per il loro carattere immaginifico e deliziosamente retrò, per il ritmo e l’uso impeccabile di un cast prestigioso che il regista utilizza in modo funzionale, evitando "ospitate" inutili.

Delpiero89 24/09/14 12:28 - 263 commenti

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Originale, coloratissimo e sfiziosissimo film firmato Wes Anderson. Si respira un'aria fresca e nuova, immersi in una fantastica e immaginaria Europa dell'Est. Purtroppo la trama risulta leggermente confusa e sfilacciata, vista la maggior attenzione nella ricchezza delle immagini e nei personaggi che più bizzarri non si può (e che alla lunga tendono a distrarre lo spettatore). Cast importante con notevoli camei prestigiosi.

Paulaster 21/11/14 10:27 - 3645 commenti

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Anderson stupisce ma non incanta. Lezioso nei minimi particolari con giochi di inquadrature come ci ha abituati, stavolta si rivitalizza andando a pescare nel mondo anni '30, con gli omini sullo sfondo, i giochi di velocità... La trama, oltre a essere esigua diventa anche noiosetta: fa immaginare eventi dovuti alla guerra e invece restano solo un paio di battute. Fiennes è elegante, anche se a lungo andare il suo ruolo diventa evanescente e il folto gruppo di colleghi dà un modesto apporto. Anche la chiusura si spegne su se stessa.

Ultimo 4/02/15 14:05 - 1539 commenti

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Difficile dare un giudizio a un film di questo tipo: sicuramente siamo di fronte a una commedia girata molto bene, ove tutto è coloratissimo e di conseguenza risulta uno spettacolo per gli occhi (le immagini dell'hotel, i colori delle pareti e tutto il resto fanno sembrare, in certi momenti, di assistere a un cartone animato). Accanto a ciò troviamo una vicenda narrata a flashback non dello stesso livello, che molto dice ma sa parecchio di incompiuto, compreso il finale non all'altezza. Grandi nomi nel cast non sfruttati al meglio. Non male.

Vitgar 3/02/15 09:49 - 586 commenti

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Lo definirei un grande sogno mitteleuropeo. La narrazione scorre su stessa regalandoci atmosfere immaginifiche-oniriche di rara originalità. Il film fa sorridere più per lo stupore che per l'effettivo aspetto ironico degli eventi. La regia è impeccabile con inquadrature inaspettate, scelta dei colori fantastica con accostamenti talora stridenti tra colori caldi e freddi. Fiennes alla grande tiene banco e porta a compimento questo gioiello, "sogno mitteleuropeo" che resta in mente nei dettagli al risveglio.

Nando 3/02/15 10:11 - 3641 commenti

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Una storia fiabesca con l'incombente minaccia nazista e un Fiennes che gigioneggia a tuttotondo regalando sorrisi e riflessioni. Grande scenografia e immagini colorate che rallegrano la vista. Cast di livello superiore che annovera giovani e vecchi leoni dello schermo. Finale probabilmente sbrigativo, ma possiamo anche tralasciare questo aspetto.

Rambo90 7/02/15 02:24 - 7111 commenti

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Classico esercizio di stile per Anderson: una commedia bizzarra, sopra le righe ma con sprazzi di realismo dettati dall'ambientazione (durante il nazismo e la seconda guerra mondiale). Si sorride spesso, si apprezza l'ottima confezione con i suoi colori, le scenografie e i costumi, ma in fondo non lascia molta traccia a livello di sceneggiatura. Bravo Fiennes, semplici comparse tutti gli altri grossi calibri coinvolti. Piacevole.

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Jdelarge 19/02/15 12:52 - 988 commenti

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Visivamente e registicamente molto interessante per via di scenografie, inguadrature e luci studiate nei minimi dettagli, questo film presenta, invece, qualche pecca dal punto di vista della sceneggiatura. Proprio come i protagonisti, che agiscono in luoghi simil-fiabeschi, quasi sospesi tra realtà e fantasia, così anche la trama sembra non poggiare coi piedi per terra. In tal modo l'impressione è quella che l'ottimo contorno superi di gran lunga il contenuto (il quale, tuttavia, ben rispecchia l'illusorietà delle immagini).

Tarabas 25/02/15 16:40 - 1851 commenti

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Anderson indice a Zubrowka un convegno che sarebbe piaciuto al suo nume tutelare d'occasione - Stefan Zweig - mettendogli accanto i suoi conterranei Lubitsch e Ophüls. Conterranei ideali, s'intende, perchè la Mitteleuropa (come Zubrowka) non è mai esistita, sorta dalle ceneri del Regio Impero per vivere nella memoria idealizzata dei suoi orfani. E Zweigiano è l'espediente di lasciar filtrare, solo in apparenza remoto, il disastro incombente (le "ZZ" nero-argento), mentre il colorato mondo del regista s'illude e ci illude, "with a marvelous grace".
MEMORABILE: "I think his world had vanished long before he ever entered it - but, I will say: he certainly sustained the illusion with a marvelous grace".

Giùan 10/05/15 15:53 - 3698 commenti

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Il cinema di Anderson imperterrito ci costringe a giudicarlo col suo stesso metro in un confronto che talora si specchia apaticamente nel proprio pur sagace narcisismo, finendo in improduttiva (anche dal punto di vista estetico) autoreferenzialità. Così se Le avventure acquatiche e Moonrise ci avevano lasciato l'indelebile segno della loro raffinata leggerezza, Grand Budapest pare uno di quei medicamenti in cui il misurino del farmacista Wes ha rispettato sì scrupolosamente le dosi (qui dei maestri Lubitsch e Wilder), dimenticandone però lo spirito.
MEMORABILE: L'indimenticabile volto del lobby boy Zero (Tony Revolori).

Ilcassiere 11/05/15 14:52 - 284 commenti

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Un film delizioso, a metà tra favola e commedia, caratterizzato dalla eccellente regia di Wes Anderson. Trama e sceneggiatura sono abbastanza "medie" ma tutto ciò che è visivo è perfetto: inquadrature, scenografie, costumi, paesaggi. Alcune immagini rimangono davvero scolpite nella mente. Da segnalare anche molti ruoli secondari di altissimo livello (Keitel, Norton, Dafoe, Murray, Law).

Belfagor 3/07/15 12:18 - 2655 commenti

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Tanta forma e poca sostanza? Senza dubbio ma, siccome Anderson ne fa un vanto invece di nasconderlo, non si può non restare estasiati da questo divertissement a tinte vivaci che, impreziosito dalla cura maniacale per le inquadrature, diventa un trionfo di simmetria. Come i dolci che compaiono qua e là nel corso della storia, è un prodotto realizzato ad arte che però non risulta affatto indigesto. Eccellente la prova di Fiennes, accompagnato da un ricco cast che si presta a gustose comparsate senza scadere nel macchiettismo.
MEMORABILE: La fuga dalla prigione; L'inseguimento sugli sci; La lettura del testamento; I campi lunghi su funivia e hotel.

Mtine 19/08/15 09:33 - 224 commenti

I gusti di Mtine

Elegante, patinato, lezioso e, tutto sommato, vuoto, il film di Anderson si fa notare per le splendide scenografie kitsch, le partecipazioni di numerose star del cinema, le inquadrature sempre raffinate, originali e, a lungo andare, stucchevoli. Ma poi, scavando più a fondo, è impossibile non notare la superficialità della sceneggiatura che riduce ogni personaggio a macchietta, la banalità dell'intreccio e il poco interesse alla trama, dovuto a una regia più attenta a cosa indossa l'attore piuttosto che a ciò che dice e fa. Cinema bigiotteria.
MEMORABILE: L'enorme carcerato sfregiato dall'animo gentile.

Caesars 8/02/16 08:46 - 3364 commenti

I gusti di Caesars

Non avevo mai visto nulla di Wes Anderson e non avevo la minima idea di cosa aspettarmi. Quando non si hanno grandi aspettative è facile che si abbiano piacevoli sorprese, e questo è il caso del film in oggetto. Ad affascinare è senza dubbio la messa in scena assai curata, visivamente un vero godimento per gli occhi. A tratti sembra di vedere un cartone animato girato con attori in carne e ossa. La sceneggiatura, pur valida, ha qualche cedimento qua e là, ma la storia intriga e gli attori sono tutti validissimi.

Lou 17/03/16 00:16 - 1081 commenti

I gusti di Lou

Un puro esercizio di stile, ma che stile! Luci, colori, costumi, atmosfere, ambienti: ogni particolare estetico è curato in modo maniacale per creare un contesto retrò unico, astratto, immaginifico, scollegato dalla realtà ma con chiari riferimenti a essa. Il tutto condito con una buona dose di humor, freddo e raffinato e con la recitazione di un cast ricco e di livello. Il punto è che tutto ciò non basta per fare grande cinema, ci vuole una storia all'altezza. È come se mancasse l'anima. Alla fine quasi quasi ci si annoia. Compiaciuto.

Disorder 24/03/16 14:54 - 1414 commenti

I gusti di Disorder

Il cinema di Wes Anderson continua a rimanere per me un mistero. Pur apprezzando le notevoli invenzioni visive e la confezione assolutamente impeccabile (quattro Oscar meritati) ho trovato il film semplicemente noioso come pochi. La storia poteva anche essere interessante, ma il troppo surrealismo mi ha snervato e arrivare alla fine è stata dura. Poco da dire, il suo cinema è di quelli che si amano o si odiano (e io purtroppo appartengo alla seconda categoria).

Schramm 27/06/17 11:58 - 2920 commenti

I gusti di Schramm

Anderson personifica quelle Pavlove che danno l’iperglicemia solo a nominarle: bizantinismi come se diluviasse universalmente, ipersaturazioni oltre il barocco che l’horror vacui a confronto è minimalismo, fauve fiammingo e rococò in ogni dove; come se Jeunet&Caro e Burton a tasso alcolemico 3.5 facessero ginnastica aerobica in uno zuccherificio in fiamme. Giocoleria secchiona e pavona per cui il taglio il ritmo la storia il cast (pur egregi) sono virtuosistici sovraccarichi che concorrono all’arrembaggio triglicemico. Brutto? Impossibile anche solo pensarlo. Ma indisponente sì, e non poco.

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Magi94 30/09/17 20:51 - 823 commenti

I gusti di Magi94

Molto, molto bello e una vera sorpresa nello scarno panorama hollywoodiano degli ultimi anni. Anderson stupisce tenendo fissa la mdp, facendo movimenti esclusivamente rigidi e geometrici, rinunciando alle riprese frenetiche della quasi totalità dei suoi colleghi d'oltreoceano. Grazie a questo e alle magnifiche scenografie (pacchianissime, ma nel modo giusto!) ricrea una splendida fiaba anche per adulti, divertente nella cura delle battute e dei personaggi (soprattutto con un'accelerata dopo la prima metà), con un finale bello e riflessivo.
MEMORABILE: Il cattivo stereotipato che tiene il gatto in mano e alla fine della scena lo getta dalla finestra!

Rocchiola 2/11/18 14:51 - 933 commenti

I gusti di Rocchiola

Tra commedia sofisticata e giallo, è il film più ambizioso di Anderson, che mette tutto il suo immaginario scenografico-narrativo al servizio di una storia piuttosto lineare ma molto movimentata capace di riflettere sulla realtà partendo da presupposti totalmente irreali. Le sue tipiche ambientazioni fantasiose e colorite raggiungo l’apice. L’uso dei diversi formati di proiezione è un divertito omaggio alla storia del cinema. Cast all-star davvero eccezionale per la consacrazione definitiva di uno dei pochi veri autori del cinema odierno.
MEMORABILE: L’inseguimento sulla neve tra sci e slitta; Le dita mozzate dell’avvocato; Dafoe sadico killer paranazista nero-vestito; "Che cos’è un garzoncello?".

Bubobubo 17/11/18 12:55 - 1690 commenti

I gusti di Bubobubo

Se il cinema fosse (solo) questione di impatto visivo e il colore il suo profeta, sai che gioia: il trionfo di accostamenti cromatici accentua il carattere ludico dell'operazione, una soave costruzione narrativa a incastri più andersoniana di Anderson, in cui l'estetica ha predominanza assoluta. Messa in questi termini, ogni storia ne verrebbe ridimensionata: tanto più questa, un bric-à-brac avventuroso che strappa qualche risata e intrattiene egregiamente. Certo, al di fuori dell'espediente formale, difficile trovare qualcos'altro da dire...

Enzus79 3/09/19 12:14 - 2302 commenti

I gusti di Enzus79

Il procedimento narrativo di questo film si svolge attraverso un'analessi, perciò l'impatto potrebbe risultare abbastanza complicato. Wes Anderson (regista che definire originale è poco) ci ha abituati a storie di difficile "digestione", ma il risultato finale è anche in quetso caso vicino all'ottimo. Gran bel cast, su tutti Ralph Fiennes in una delle sue migliori interpretazioni e Dafoe.
MEMORABILE: L'evasione dal carcere; L'amputazione delle dita.

Noodles 12/11/20 23:53 - 1477 commenti

I gusti di Noodles

Inizia benissimo, con un ritmo avvincente e un'ottima narrazione. Da Oscar infatti. Sembra un grande film, ma è un abbaglio. Presto infatti si fa lento e noioso, perde completamente smalto e la comicità si miscela sempre meno bene alla vicenda finendo per cadere in una ricerca continua e fastidiosa del surreale. Il cast è monopolizzato da Ralph Fiennes, F. Murray Abraham ci mette l'esperienza. Ottima invece la colonna sonora, tra il magico e l'ipnotico. E diverse buone scene non lo salvano. Da metà film circa è una lunga caduta nel vuoto. Oscar difficile da capire.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 8/08/14 16:03
    Gran Burattinaio - 5809 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    Mi fa piacere che lo abbia trovato interessante. Io sono un appassionato di Mitteleuropa, quindi tengo d'occhio le curiosità che escono sulla stampa.

    Se la passione riguarda anche la letteratura, come credo, allora abbiamo anche altro in comune, oltre alla passione per il cinema... ;o)
  • Discussione Tarabas • 8/08/14 16:55
    Formatore stagisti - 2071 interventi
    Certamente sì. Non si può vedere non essendo iscritti al sito, ma su Anobii (un social network dedicato ai libri) "mando avanti" un gruppo dedicato agli scrittori mitteleuropei.
    Joseph Roth è uno dei miei scrittori del cuore.
  • Curiosità Graf • 23/02/15 03:53
    Call center Davinotti - 911 interventi
    L'italiana Milena Canonero ha vinto l'Oscar per questo film nella categoria miglior costumi.
    L'italianità riesce ancora a vincere nel cinema!
  • Discussione Tarabas • 23/02/15 22:35
    Formatore stagisti - 2071 interventi
    I buontemponi di Tripadvisor hanno "recensito" il Grand Budapest Hotel.

    http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g6840479-d6776131-Reviews-The_Grand_Budapest_Hotel-The_Republic_of_Zubrowka.html
  • Discussione Daniela • 24/02/15 08:36
    Gran Burattinaio - 5809 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    I buontemponi di Tripadvisor hanno "recensito" il Grand Budapest Hotel.

    http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g6840479-d6776131-Reviews-The_Grand_Budapest_Hotel-The_Republic_of_Zubrowka.html


    La lettura riserva piccole perle come questa:

    “Molto male”
    1 su 5 stelle Recensito 2 settimane (..)
    Ho prenotato la mia madre anziana per un soggiorno di una settimana celebrativo di compleanno lasciandosi per ammirare la vista e gustare le prelibatezze locali confetteria s'incollino fra loro. È tornata in un po' di una dallo sbalordimento e incapaci di adeguatamente spiegare il motivo per cui è apparsa agitata e aveva preso da una passione per la poesia romantica. Di notte ora è incline a chiedere di vedere il concierge!
  • Discussione Tarabas • 24/02/15 09:49
    Formatore stagisti - 2071 interventi
    :)
  • Discussione Tarabas • 24/02/15 14:16
    Formatore stagisti - 2071 interventi
    Qui c'è una bella intervista (in inglese) a Wes Anderson, fatta dall'autore di una biografia di Zweig, sul rapporto tra il mondo dello scrittore austriaco e il film.

    http://www.telegraph.co.uk/culture/film/10684250/I-stole-from-Stefan-Zweig-Wes-Anderson-on-the-author-who-inspired-his-latest-movie.html
  • Discussione Erreesse • 18/07/15 13:06
    Galoppino - 63 interventi
    Doppiaggio:

    Francesco Prando: Ralph Finnies (Gustave H.)
    Michele Kalamera: F. Murray Abraham (Zero Mustafà)
    Mario Cordova: Willam Dafoe (J. G. Jopling)

    Fonte: antoniogenna.net
  • Discussione Caesars • 4/04/18 08:48
    Scrivano - 15538 interventi
    La scena ambientata nel museo è sicuramente "ispirata" da una analoga presente ne Il sipario strappato.
  • Homevideo Rocchiola • 2/11/18 14:56
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Il bluray della Fox è praticamente perfetto sotto il profilo audio-video. I diversi formati di proiezione si adattano automaticamente partendo dal 1.85 usato per alcune brevi scene in apertura e chiusura, passando per il panoramico 2.35 utilizzato nelle parti ambientate negli anni 60 e finendo con il classico 1.33 per la storia narrata da Zero ed ambientata negli anni 30 che occupa la gran parte della durata del film. Quest'alternanza di formati pare essere un voluto omaggio al cinema delle varie epoche richiamate durante il film (negli anni 30 si usava il formato full frame, negli anni 60 era molto in voga il cinemascope ed in tempi più recenti molti hanno utilizzato il più canonico dei formati in 16:9). L'audio è un DTS 5.1 di ottima resa.
    Ultima modifica: 2/11/18 16:22 da Zender