Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Formato 4/3, musiche d'epoca, fotografia in bianco e nero per una volta realmente accostabile a quella degli anni che furono: l'incipit ci riporta al neorealismo, ci immerge subito con eccellente cura scenografica nell'Italia del 1946, a guerra appena conclusa. Una volta sicura, però, di aver ottenuto lo scopo, la regia reintroduce il formato 16/9 e spiazza con una musica modernissima. Mantiene il bianco e nero e lavora bene intorno a una ricostruzione storica meticolosa, ma senza puntare all'operazione nostalgia ad ogni costo.

Alla Cortellesi importa altro, prima di tutto infondere consistenza alla sua Delia per farle guadagnare meritatamente il centro della scena. Il...Leggi tutto resto del cast le gira intorno, compreso il marito che la picchia (ottimamente interpretato da Valerio Mastandrea) la cui presenza è funzionale innanzitutto alla corretta delineazione del carattere della donna. Il suocero bloccato a letto (Colangeli) la rimprovera di parlare troppo, di non stare mai zitta, ma l'atteggiamento remissivo di Delia suggerisce invece il contrario: ne avrebbe fin troppe da dire ma preferisce tacere, subire in silenzio anche quando è la figlia Marcella (Vergano) a rimproverarla di accettare tutto senza mai reagire.

L'impianto è da dramma, evidentemente, ma l'indole dei protagonisti (Colangeli compreso), la loro formazione artistica è tale da agevolare l'inserimento di commenti sarcastici, interventi ironici che muovono più volte al sorriso regalando alla proposta una naturale brillantezza raramente ravvisabile in film simili. In questo modo si ovvia a qualche inevitabile impaccio registico (è pur sempre l'esordio dietro la macchina da presa, per la Cortellesi), si rende scorrevole il tutto garantendo inedita varietà a un ibrido a suo modo originale, che media tra cinema d'autore e non, senza vergognarsi di scendere a patti con un pubblico poco disposto ad accettare l'impegno ad ogni costo. Si concede ad esempio un finale che occhieggia al colpo di scena gestendolo tuttavia con mirabile coerenza, gioca a commuovere rifiutandosi nel contempo di indulgere nella lacrima “ricattatoria”.

E' un ritratto di donna che appare da subito sincero e credibile, pur se privo di quella profondità che una regia meno "giovane" avrebbe potuto inquadrare meglio. Così, all'interno di una semplicità facilmente leggibile, il film trova la sua perfetta dimensione, regalando graziose scenette di raccordo (gli incontri col soldato americano con cui l'impossibilità di dialogare in una lingua comprensibile ad entrambi smorza ogni complicità) e lavorando al meglio sulla notevole ricostruzione storica di una Roma sulla quale, dalla scelta delle location a quella dei tanti manifesti e pubblicità d'epoca, l'occhio si possa posare ammirato. I tocchi di sfacciata modernità in colonna sonora (Dalla, Concato, Silvestri...) non fanno che promuovere l'originale rimpallo tra presente e passato. Le vicende familiari, con chiare tracce di un femminismo mai invadente, trovano nel fidanzamento di Marcella con il figlio (Centorame) di un ricco proprietario di un bar l'evento centrale che unico sconvolge la grigia quotidianità di Delia; più accennato il velato amore per un meccanico (Marchioni) con cui la donna aveva avuto una relazione in gioventù. Ruspante e gagliardo il rapporto con l'amica fruttivendola (Fanelli), bell'esempio di complicità femminile che trova nell'eccellente interpretazione delle due il punto di forza, un po' troppo insistito e goffo il ricorso alle mani del marito, soprattutto quando si tramuta in balletto. Eccessivamente ingombrante la presenza dei due figli piccoli dalla parolaccia facile.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/10/23 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/11/23
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Rambo90 29/10/23 20:43 - 7634 commenti

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La Cortellesi esordisce alla regia con un film molto potente e che sa racchiudere al suo interno più temi e stili, risultando impattante anche per la freschezza della regia stessa. Come attrice non si discute e qui offre un'altra performance di livello, supportata da un Mastandrea in stato di grazia ma soprattutto dalla sceneggiatura che riesce a farci entrare nei problemi delle donne dell'epoca (ma anche di oggi) e a ingannarci fino alla fine su quale sarà la scelta della protagonista. Felice la scelta fotografica in bianco e nero, sapiente la scelta delle canzoni. Da non perdere.

Reeves 30/10/23 07:22 - 2119 commenti

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Ottimo esordio alla regia di Paola Cortellesi, che ambienta la sua vicenda nell'immediato dopoguerra e con il bianco e nero per parlare però di oggi, delle donne e dei loro problemi. Un film delicato e convincente, con un Valerio Mastandrea villain violento e sciocco e tutti i meccanismi di oppressione familiare messi in discussione. Una commedia come non se ne vedevano da tempo.

Gabrius79 2/11/23 08:39 - 1418 commenti

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Una bella commedia coinvolgente e allo stesso tempo delicata che appassiona grazie a un'ottima sceneggiatura e a un cast decisamente al top. La Cortellesi è davvero intensa e sa passare dal dramma al sorriso in modo egregio (la sua prima regia è convincente), Mastandrea canaglia bravissima, la Fanelli in un ruolo secondario è da applausi. Da segnalare la Vergano nel ruolo della figlia. Il film sa dosare sapientemente dei pugni allo stomaco alternati a momenti divertenti (Cortellesi e Fanelli di fronte alla salma di Colangeli) e anche i ruoli minori sono ben delineati. Ottimo.

Erfonsing. 4/11/23 13:38 - 12 commenti

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Notevole esordio alla regia di Cortellesi. Tutto gira alla perfezione, fotografia, ambientazione, musiche. Interpretazioni maiuscole di protagonisti e ruoli secondari, raro in un film italiano. Personaggi principali disegnati benissimo, qualche macchietta, ma ci sta. Trovate registiche addirittura geniali (lui che picchia lei a passo di danza). Piccolo difetto: gli uomini sono tutti o stupidi o peggio, mentre le donne sono più variegate. Finale azzeccato, quasi "a sorpresa". Merita una, anzi due visioni.
MEMORABILE: Lui che la picchia al passo di danza. "Ho corso come un ghepardo! " Le paste.

Markus 4/11/23 16:57 - 3674 commenti

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Debutto alla regia per la Cortellesi, che per l'occasione punta su un rilancio - a tratti un po' ruffiano, ma bisogna confessare che funziona - del Neorealismo, mettendo in scena se stessa al centro di vicissitudini familiari d'ordinaria italianità del Dopoguerra (il film è ambientato a Roma nel '46) circondandosi di buoni attori, a partire dall'ottimo Mastandrea e dal viso che buca lo schermo - che nel cinema è tutto - della Vergano. Nel complesso è un'opera godibile per tutta la durata, che pare stia persuadendo critica e pubblico. Finale da "8 marzo” inaspettato ma retorico.

Xamini 4/11/23 18:45 - 1243 commenti

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Notevole esordio alla regia per la Cortellesi, che prova a rinfrescare una certa visione neorealistica con un ritmo decisamente più vicino al giorno d'oggi e una serie di trovate memorabili. Nel farlo e nel valorizzare anche se stessa come attrice protagonista, si circonda di un cast eccezionale (Mastandrea, la Fanelli, Colangeli su tutti), in grado in qualsiasi momento di infilare la nota comica ad alleggerire. Riesce anche nel gioco di far montare un minimo di tensione, per condurre di slancio a un finale più corale di quanto non ci si possa aspettare. Chapeau.
MEMORABILE: Il pestaggio che trascende nella danza; La camminata iniziale à la The young pope; Lei che canta le parole del pezzo di fondo a sua figlia.

Pinhead80 7/11/23 13:58 - 4707 commenti

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Paola Cortellesi partendo da un soggetto molto interessante dirige un film che arriva dritto al cuore degli spettatori, raccontando non solo un preciso periodo storico ma anche una disparità di genere che si comprende sin dalla primissima scena. Azzeccata la scelta del bianco e nero, così come apprezzabili sono i momenti musicali che stemperano la violenza di alcune situazioni. Molto riuscito anche il finale, che riesce a colpire nel segno e a sorprendere, nonostante nel film siano disseminati tanti indizi. Magistrale l'interpretazione di Mastandrea nei panni del padre tiranno.
MEMORABILE: Il pranzo di fidanzamento tra Marcella e Giulio.

Sonoalcine 10/11/23 19:04 - 183 commenti

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Ritratto fresco e disimpegnato di un'epoca in cui la figura femminile era relegata al semplice e modesto ruolo di signora di casa e di madre, soggiogata e senza possibilità alcuna di ascesa sociale. La Cortellesi ce la mette tutta per essere credibile, come anche il resto del cast nel loro sboccato accento romanesco di provincia. Tuttavia manca il coraggio istrionico di ritrarre certe situazioni, qui decisamente attenuate e snaturalizzate, a differenza di ciò che può sembrare, da un fastidioso uso del bianco e nero.
MEMORABILE: Il ballo sadico-romantico tra Delia e il marito; La soave-tragica cena fra le due famiglie; L'esplosione del bar; Il finale inaspettato.

Vice 24/11/23 18:42 - 33 commenti

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Cortellesi s'impegna a girare un film con una fotografia brutta, nessun guizzo di regia e una direzione degli attori problematica. Detto ciò il film, prima del finale vergognosamente consolatorio, era assolutamente godibile e uno di quei prodotti importanti da vedere e su cui riflettere oggi. Tutto salta in aria col finale, fuori contesto e assolutamente meschino nelle intenzioni e mistificatorio nel messaggio che vuole mandare; settanta e più anni di storia italiana mostrano come quello che vediamo lì non ha risolto di certo le problematiche che il film vuole sollevare. Peccato.

Zampanò 29/11/23 10:00 - 381 commenti

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Lo schema del film a tesi già di per sé potrebbe far perdere punti in partenza. Ma Cortellesi in realtà fa altro: il suo è un apologo morale e non moralistico, dichiarato per simboli fin dalla prima sequenza: uno schiaffo al ralenti. E poi nelle musiche moderne su immagini in bianco e nero di metà anni 40 con accenni musical. Un teatro dei pupi dallo sfondo serio in cui paladini sono le dame. Prova d'attori né buona né cattiva, con menzione per Colangeli. Premiante l'escamotage sulla liberazione femminile che si fa perdonare altre scorciatoie di scrittura.
MEMORABILE: Il discorso del padre al figlio sulla somministrazione "controllata" di botte alla moglie.

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Caesars 30/11/23 16:34 - 3766 commenti

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La Cortellesi è bella, brava e simpatica; ma per questo esordio dietro la m.d.p. decide di puntare su un ruolo assai dimesso, interpretando una popolana alla fine della Seconda guerra mondiale. La pellicola affronta temi importanti ma lo fa in modo troppo programmatico, inficiando (almeno in parte) la forza del messaggio. Le prove attoriali sono buone, ma Mastandrea si limita (al solito) a "mastandreare", non riuscendo a convincere. Per il resto alternanza di idee buone con altre più scontate. Il finale riserva un piccolo colpo di scena, non facilmente prevedibile.

Myvincent 1/12/23 08:08 - 3710 commenti

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Con il giusto tempismo (l’eco dei frequenti femminicidi è evidente), il film descrive la cultura patriarcale del nostro dopoguerra, ancora tristemente contaminata dal suo passato. Peccato per la rigida delineazione dei personaggi: da una parte i cattivi e dall’altra i buoni. Comunque la Cortellesi ha il pregio di farci entrare completamente nel clima del suo accorato racconto senza ricorrere a facili pietismi.

Joe64 1/12/23 23:28 - 17 commenti

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Furbo, divertente, discretamente diretto e interpretato dalla brava Cortellesi, è in realtà una fiction travestita da film per il cinema; il bianco e nero più che scelta neorealista è li per nascondere la scolastica e povera scenografia della Comencini e anche le location non sembrano particolarmente ricercate... ad affossare tutto c'è anche l'uso della collona sonora, con canzoni di Lucio Dalla, Silvestri e Concato, addirittura qualche brano rock che c'entra come i cavoli a merenda... qualche buon momento non manca e comunque è un'opera curiosa e mai banale.
MEMORABILE: Il pranzo di fidanzamento; Il funerale; Il finale che non ti aspetti.

Caronte 5/12/23 11:16 - 1 commenti

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Tanti dubbi sull'opera prima di Cortellesi, da un regia che non colpisce mai profondamente alla scrittura piena di personaggi monodimensionali, passando per un bianco e nero per nulla solido. Ricostruzioni storiche molto fantasiose, il comportamento di un soldato americano è molto artificioso e una storia tutto sommato interessante e importante ma mai approfondita a dovere. Finale insulso per la sua furbizia consolatoria. Film italiani buoni ci sono e ci sono stati, meglio guardare altrove che in questo esordio molto debole

Dzekobsc16 2/12/23 13:02 - 46 commenti

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Esordio col botto alla regia di Paola Cortellesi, fulgido esempio di poliedricità del nostro cinema. Proprio questo aspetto è l'elemento dominante della pellicola, capace di mescolare la commedia ironica al dramma aspro, senza mai scadere nel melenso. Cast di prim'ordine guidato dalla stessa Cortellesi, con Mastandrea perfetto tiranno sotto l'occhio vigile del padre Colangeli e la grande sorpresa Vergano, espressiva e intensa nel recitare. Colonna sonora prettamente moderna, in linea col messaggio del film: la lotta delle donne per la libertà non è ancora finita. Coraggioso.
MEMORABILE: La colonna sonora; La violenza a passo di danza; Il pranzo di fidanzamento dei figli; La camera ardente di Sor Ottorino/Colangeli.

Nick franc 3/12/23 16:19 - 503 commenti

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Interessante esordio alla regia della Cortellesi in un film che sembra parlare del passato ma che affronta tematiche di cui è ancora pregno il presente. Personale, con alcune velleità autoriali forse eccessive (il 4/3 in bianco e nero) ma sincero e appassionato, tanto da farsi perdonare i pochi difetti. Cast ben diretto e convincente ma più dei bravi Cortellesi e Mastandrea rimane impresso il personaggio della Maggiora Vergano, sospeso tra tradizione e voglia di cambiamento e sguardo proiettato verso un futuro ancora oggi non pienamente raggiunto. Promosso con poche riserve
MEMORABILE: Il ballo maltrattamento; La palpabile tensione durante il pranzo di fidanzamento; Il finale spiazzante.

Azione70 25/12/23 22:17 - 167 commenti

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Bellissimo affresco sulla condizione di vita di molte donne italiane di ieri, appena finita la Seconda guerra mondiale, che purtroppo è ancora spesso di attualità. Il messaggio passa per dettagli ben orchestrati da una sorprendente Cortellesi alla regia: Il bianco e nero della pellicola, gli sguardi e le espressioni dei personaggi (in particolare la figlia, il marito, l’amore impossibile della protagonista), la musica d’epoca o moderna a seconda della scena, l’ironia amara di alcuni passaggi (specie quelli della violenza domestica in ballo). Un capolavoro neorealistico contemporaneo
MEMORABILE: La violenza domestica in ballo; La veglia al morto; Le battute con la polizia militare americana.

Ronax 29/12/23 19:54 - 1237 commenti

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La misteriosa lettera che la protagonista riceve all'inizio lascia presagire una sorpresa che arriverà solo all'ultimo, con una discreta dose di retorica ma comunque efficace ai fini dell'assunto sostanziale del film. Retorica inevitabile trattandosi di un lavoro a tesi, ma che non inficia il risultato complessivo che è comunque di ottimo livello, soprattutto se confrontato con il desolante panorama cinematografico italiano odierno. La Cortellesi se la cava egregiamente sia come regista esordiente che come consumata attrice, mentre Mastandrea è forse un po' troppo sopra le righe.
MEMORABILE: Il pranzo di presentazione fra i genitori dei due fidanzati.

Flazich 24/01/24 16:08 - 667 commenti

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Primo prova dietro la macchina da presa della, a questo punto a pieno titolo, poliedrica Cortellesi. Variazioni di formato video, scelta coraggiosa del bianco e nero e narrazione asciutta sono i punti di forza. Purtroppo ci sono alcune scene, due per la precisione, che sono completamente estranee al resto del film e che più che stupire straniscono lo spettatore. In alcuni frangenti si è posta poi troppo l'attenzione su certi particolari per farti credere uqualcosa che poi si rivelerà tutt'altro. Un film riuscito a metà.

Minitina80 6/02/24 21:02 - 2970 commenti

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Semplice e coraggioso ritratto della condizione femminile dell’immediato dopoguerra che lascia immediatamente intendere quale sia il punto focale della sceneggiatura. La bravura della Cortellesi traspare ovunque, a cominciare dalla propria interpretazione, per la quale non rinnega la sua indole di attrice di commedia. Il quadro è dipinto in maniera chiara, non cerca di essere ruffiano e riesce a far capire il dramma derivante da una forma mentis scellerata, senza appesantire la visione. La scelta di girare in bianco e nero si rivela azzeccata. Andrebbe proiettato a scopo educativo.

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Il ferrini 12/02/24 09:34 - 2326 commenti

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Buon esordio registico; qualche imperfezione c'è, ma nell'insieme tanto di cappello. Nella scena del ballo/pestaggio (visivamente molto riuscita) sarebbe stata preferibile la "Nessuno" originale di Mina e in generale alcune scelte musicali cozzano un po' con l'impianto neorealista. Anche il debordare, nei primi minuti, di discriminazioni e violenze psicologiche rischia la sottolineatura eccessiva, poi però il film trova la sua strada e i siparietti con l'amica e il soldato americano riequilibrano il tutto.

Daniela 14/02/24 15:44 - 12579 commenti

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Il successo del film si basa sulla riuscita di un imbroglio: per buona parte della durata, lo spettatore è portato a credere che possa/debba accadere una certa cosa, restando poi spiazzato quando ne succede un'altra nelle sequenze finali. Un "imbroglio" a fin di bene perché rende la pellicola meno banale, dandole un guizzo che eleva dal particolare all'universale la vicenda di questa povera donna paziente che, nella Roma ancora presidiata agli alleati, tira avanti vessata dal marito manesco e sfruttata sul lavoro. Valide le prove del cast, efficace l'uso di brani fuori contesto.
MEMORABILE: La sequenza della scena di violenza domestica trasformata in balletto; Il discorso "saggio" del nonno ("Picchiarla sempre non serve...).

Paulaster 19/02/24 18:00 - 4353 commenti

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Donna vessata dal marito trova la forza di reagire. Esordio alla regia per la Cortellesi che rinnova la commedia all'italiana (alla Scola) con una sapiente lezione di educazione civica. Gli argomenti trattati sono tosti, soprattutto per l'analisi della condizione della donna e il periodo post-occupazione, svecchiati con l'aiuto delle musiche e da un neorealismo “percepito” (le botte al rallentatore). Discreto Mastandrea, anche se l'interpretazione migliore è della Vergano. Finale a sorpresa di importanza patriottica. I ruoli dei figli parolacciari alla lunga tediano.
MEMORABILE: La bomba al bar; Le botte mentre danzano sgraziati; Il fidanzato che fa il geloso con le mani al collo.

Capannelle 21/02/24 19:13 - 4389 commenti

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Una Cortellesi acclamata da pubblico e critica (stupisce un po' per la seconda). La trama e l'epilogo finale, la gestione degli attori e i vari espedienti per attualizzare il neorealismo convincono. Meno il ricorso al solito soldato americano buono (addirittura bombarolo), il tono generale didascalico e forse uno schematismo esagerato nel disegno del genere maschile. Comunque un'opera che trova una sua personalità e in grado di mescolare grottesco e denuncia con intelligenza e con diverse trovate da ricordare.
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  • Discussione Reeves • 30/10/23 07:24
    Segretario - 683 interventi
    Uscendo dal film pensavo che mentre Moretti in Il sol dell'avvenire mette in scena se stesso, i suoi tic e la sua (presunta) simpatia, la Cortellesi parla di ciò che le sta intorno, di problemi veri.
  • Discussione Vice • 28/11/23 09:57
    Galoppino - 3 interventi
    Giorni in cui mi arrovello su come sia possibile concepire un finale così falso, furbo e consolatorio