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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Homesick 3/11/07 17:51 - 5737 commenti

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Ricostruendo rapimento e omicidio di Moro, Ferrara si sofferma soprattutto sul lato quotidiano e umano del protagonista e sull'abbandono da lui subito da parte dei compagni della DC. La regia imprime alla vicenda un ritmo incalzante da thriller, complici anche le musiche di Donaggio. Volontè riabilita Moro, che era uscito piuttosto male dalla sua cinica caricatura in Todo modo; nel numeroso cast, Dublino veste i panni di Andreotti e Vida quelli di Craxi.
MEMORABILE: La dirigenza DC che ha già pronto il manifesto funebre di Moro, sebbene questi sia ancora vivo.

Il Gobbo 5/11/07 21:38 - 3011 commenti

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Reperto fuori stagione di cinema militante d'impegno, diretto con la clava da Ferrara, la cui grevità di scrittura e gli insopportabili schematismi (una letturina di Sciascia non avrebbe guastato) sono una piaga. Volontè al solito è un Moro più vero del vero, e aderente, ma non basta a restituire credibilità a compensare il bozzettismo degli altri (anzi ne accentua la grossolana caricaturalità). E linee tipo "Come vanno le iscrizioni?" "La P2 tira sempre" in un film che si pretenderebbe definitivo sul tema sono da flagellazione

Galbo 6/11/07 06:09 - 11617 commenti

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Buon esempio di cinema di impegno sociale e politico, realizzato da un regista particolarmente avvezzo al genere; Ferrara dirige un film che pur nei limiti imposti dalla vicenda storica (la regia è piuttosto didascalica) riesce ad appassionare per le vicende narrate, rifuggendo da qualunque tentazione di spettacolarità. Molto bravo Volontè che riprende un personaggio già interpretato (Todo Modo) soffermandosi sui momenti più personali piuttosto che politici. Buona la ricostruzione della (squallide) trame politiche dell'epoca.

Lovejoy 10/10/08 16:56 - 1824 commenti

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Insieme a Cento giorni a Palermo e al successivo Giovanni Falcone, uno dei migliori film diretti da Ferrara. Stringato, teso, accurato nella ricostruzione storica di quei drammatici giorni. Grandissima prova d'attore dell'immenso Gian Maria Volontè. Nessun altro saprà rendere alla perfezione il personaggio di Moro. Degli altri, da ricordare la performance del grande Mattia Sbragia. Da riscoprire.

Daidae 5/03/09 18:55 - 2849 commenti

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Premesso che dubito sia fedelissimo alla realtà (dato che la verità su un omicidio importante come quello dell'onorevole Moro dubito verrà mai totalmente a galla). Il cast è superbo anche se alcuni volti sono molto giovani e inesperti. Ovviamente Volontè giganteggia e non poteva essere altrimenti. Le scene d'azione sono ben realizzate (ma poche), mentre la parte "politica" e umana è curatissima. Lavoro più che discreto anche se certe scemenze come "la p2 tira sempre" potevano essere evitate.

Cotola 28/10/09 23:47 - 7872 commenti

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Troppo scolastico e diligente per essere davvero un bel film. Non che sia brutto (quasi), ma la regia di Ferrara è un po' troppo anonima e alla fine non è mai incisiva. Ciò rende il tutto poco interessante (soprattutto per chi, quasi tutti, già conosce le vicende) e alla fine, a parte la ricostruzione dei fatti, non resta molto, a parte la mimetica prova attoriale.

Ujd1961 11/08/11 11:19 - 31 commenti

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A pochi anni dall'assassinio dello Statista democristiano, il lungometraggio, che risente ancora dell'eco di quei tragici e turbolenti giorni, è stato una testimonianza coraggiosa sulle gravissime responsabilità della politica italiana dell'epoca. Volontè, a parte certe - evitabili - frasi futili da copione ("La P2 tira sempre?" "Come vanno le iscrizioni"?) è, come sempre, un monumento. Tra gli altri attori, da ricordare il grande Mattia Sbragia e la sua intensa interpretazione nel ruolo del brigatista carceriere. Da rivedere e da riflettervi.

Maxspur 29/12/11 00:59 - 85 commenti

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Non che vi siano chi sa quali novità sulla vicenda, ma quel poco emerso dal 1986 ad oggi basta per rendere anacronistiche alcune dinamiche presenti nel film; è il rischio che si corre quando si ha a che fare con casi di cronaca sostanzialmete irrisolti potenzialmente in evoluzione. Artisticamente, solo la classe di Volontè giustifica ancora una visione, risibile il resto del cast (brigatisti in primis) tranne, forse, Mattia Sbragia discretamente coinvolto. Regia senza guizzi, buoni la scena del sequestro e il commento sonoro.

Fauno 1/05/13 19:35 - 1998 commenti

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Dopo solo otto anni non era ancora tutto così chiaro come può apparire ora; certo che però gli spunti eran molto promettenti. Quel che fa più vergognare sono gli odiosi depistaggi di Gradoli e del lago congelato, mentre il fatto di non aver tenuto conto della busta sigillata col testo integrale che avrebbe confermato una volta per tutte la strategia della tensione fa ben trasparire come anche le Brigate Rosse fossero infiltrate a puntino! Una delle brigatiste è lo specchio della Faranda; in realtà non c'era lei dietro la trasmittente, quella mattina.
MEMORABILE: Nella loro follia le BR avevan capito che il terno Stato-Imprese-Multinazionali un domani ci avrebbe schiacciato come tante noccioline...

Fabbiu 19/05/13 15:11 - 2012 commenti

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Rappresentazione fedele perché basata più sui fatti che sulle interpretazioni, così che le telefonate dei brigatisti e alcuni dialoghi ricalcano fedelmente i reali avvenimenti documentati; lo stesso non si può dire dei dialoghi "politici", molto schematici e dispersivi, pur essendoci un leggero velo di critica alle strategie della Dc (ma non insistendo nemmeno più di tanto) e nonostante le ottime interpretazioni di tutti (immenso Volontè). Talvolta manca l'incisività nelle caratterizzazioni soprattutto dei brigatisti; non male comunque.

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Coyote 23/05/13 17:28 - 185 commenti

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Ferrara affronta uno dei momenti più bui della nostra storia democratica con grande coraggio, senza tralasciare nomi, cognomi e accuse. Al di là del racconto e della sua impostazione da thriller politico, ciò che rimane più impresso è il sentimento di impotenza e solitudine di un uomo che, seppur in una posizione di vertice, viene abbandonato a un sacrificio assurdo. Il ruolo di Moro non poteva che essere interpretato da Volontè, già memorabile Mattei.

Nicola81 9/06/13 11:27 - 2129 commenti

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La superba interpretazione di Volontè giustificherebbe da sola la visione, ma il film ha anche altri pregi. Con una struttura da thriller politico all'americana, Ferrara, alla sua prova migliore, ricostruisce uno dei momenti più drammatici della nostra storia recente, che è anche una grande tragedia umana. Brava la Lozano nei panni della moglie e discrete le caratterizzazioni dei brigatisti, mentre quelle dei politici sono più che altro delle imitazioni (il migliore è Bruno Corazzari nei panni di Zaccagnini). Azzeccate le musiche di Donaggio.
MEMORABILE: Il sequestro; Le squallide trame politiche; Le imponenti quanto vane operazioni di polizia.

Ramino 22/07/13 09:46 - 127 commenti

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Docu-film con pretese alla Ferrara che traspone l'intensa vicenda del rapimento di Aldo Moro. Si salvano solamente l'intensa interpretazione di Volontè dello statista (volutamente diversa da quella di Todo modo?) e Mattia Sbragia come carceriere. I politici sono una becera imitazione dei personaggi reali e alcuni dialoghi sono alquanto discutibili.
MEMORABILE: La scena del rapimento.

Vito 29/12/15 22:51 - 686 commenti

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Un'opera su uno dei momenti più oscuri della Prima Repubblica. Al centro di tutto ci sono un Volonté-Moro monumentale (e molto diverso dall'astratto Volonté-M di Todo modo), le reazioni del mondo politico al suo rapimento, la chiusura, a parte il PSI, in una ottusa linea della fermezza e il rapporto instaurato dallo statista con le BR (anche loro alle fine si spaccano in due fronti contrapposti). Il taglio documentaristico del film si rivela la soluzione più giusta per narrare l'intricata vicenda.
MEMORABILE: Moro, prima di uscire di casa, racconta al nipotino la favola del cacciatore e del branco di lupi.

Paulaster 6/04/16 10:16 - 3160 commenti

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Racconto fedele dell'apice che raggiunse la lotta armata delle BR nello scontro con lo Stato. Impronta non melodrammatica e che cerca di spiegare il clima di fermezza della politica che di fatto ha condannato Moro alla sentenza di morte. Volonté esprime col corpo la sofferenza della prigionìa mentre Sbragia usa una recitazione più vicina allo stereotipo del brigatista. Regìa poco convincente come diversi ruoli dei politici, che andavano studiati meglio. Qualche innesto di sceneggiatura (l'ultima visita) non è aderente ai fatti storici.

Markus 21/03/18 10:49 - 3412 commenti

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Una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana, il rapimento con tragico epilogo di Aldo Moro nella sanguinosa primavera del '78, raccontata seguendo e prendendo per buone le allora inverosimili versioni fornite dai brigatisti (messe in tempi più recenti in discussione, quando non addirittura smentite). Pur con questi limiti (il film è dell'86) la ricostruzione di Ferrara del sequestro è emozionale e per sommi capi esplicativa. Spina dorsale del film sono l'interpretazione di Volonté (Moro) e a mio avviso di Sbragia (un brigatista).

Alex75 29/08/16 09:24 - 720 commenti

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Asciutta e piuttosto didascalica ricostruzione di un affaire tuttora oscuro, con una critica evidente dell’atteggiamento dei notabili DC dell’epoca. Ferrara sceglie l’attore più adatto per impersonare Moro e Volonté si cala anima e corpo nel ruolo, restituendo il lato più fragile e umano dello statista (demolito in Todo modo). Nel complesso istruttivo, pur con qualche caduta di stile che fa pensare al Bagaglino (le battute sulla P2, il Craxi caricaturale di Piero Vida).
MEMORABILE: La foto, tragicamente iconica, di Moro-Volonté con la “Repubblica” in mano davanti alla bandiera delle BR.

Sircharles 28/09/16 12:33 - 93 commenti

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Pur con tutte le difficoltà di ricostruzione storica legate a un percorso giudiziario all'epoca ancora incompleto (non che oggi si sappia molto di più sulla vicenda...), la pellicola offre un punto di vista tutto sommato convincente su uno dei momenti più cupi dell'Italia repubblicana. Narrazione scarna ed essenziale, col limite, comune ad altre opere del genere, di "umanizzare" troppo i protagonisti negativi (i terroristi). Volonté e Sbragia su ottimi livelli, pollice verso per Margarita Lozano, che offre una Eleonora Moro fredda e impersonale.

Deepred89 10/10/16 14:24 - 3385 commenti

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Tra le pellicole più riuscite di Ferrara, che impiega la vicenda del titolo per creare un compendio delle tematiche del proprio cinema, dal gioco di equilibri del sistema capitalistico al parlamento con più tresche che nel palazzo di Rosemary Woodhouse, riuscendo sia a creare un amaro senso di impotenza e frustrazione (al quale concorre l'atteggiamento - magari forzato - tutto sommato comprensivo dei brigatisti) sia a tener desta l’attenzione ritardando sapientemente la (tristemente nota) resa dei conti. Eccellente Volonté.

Didda23 3/08/17 10:48 - 2317 commenti

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Senza dubbio un buon film, che poggia su una più che discreta sceneggiatura che sviscera in modo egregio la vicenda senza scadere troppo nella didascalia, sorreggendosi su un parterre attoriale scelto con dovizia, impreziosito dalla presenza di un convincente Volontè (molto meno macchietta urlata, rispetto al solito). La regia di Ferrara- tecnicamente - è soddisfacente; peccato che la fotografia dall'esecrabile matrice televisiva massacri l'appagamento visivo. Buona la gestione della tensione, con un uso sapiente delle pause narrative.
MEMORABILE: La fotografie; Le lettere; Le riunioni politiche con Andreotti e Cossiga.

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Magi94 26/08/17 10:13 - 753 commenti

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Un buon film d'inchiesta che fa né più né meno del suo mestiere: raccontare con precisione e imparzialità i fatti. Fiore all'occhiello dell'opera è naturalmente Volonté, compassato ma bravissimo e addirittura somigliante al politico democristiano. Se forse non Ferrara, almeno Volonté stesso dimostra di aver letto e capito l'inchiesta di Sciascia ed evita di impersonare un'agiografia di Moro, dipingendolo combattuto e controverso. La regia è la solita del filone d'inchiesta italiano e a tratti rischia di essere eccessivamente fredda.

Ultimo 31/12/20 10:03 - 1457 commenti

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Un film a sfondo politico che ripercorre uno dei fatti che più hanno segnato l'Italia della prima Repubblica. Volontè appare ben calato nella parte di Aldo Moro e lo stesso può dirsi per Mattia Sbragia nei panni del brigatista. La pellicola, pur buona, vive di alti e bassi e nella parte centrale rallenta un po'. Complessivamente siamo di fronte a un prodotto che si lascia gustare, nonostante la tematica affrontata sia molto delicata. Impegnativo.
MEMORABILE: L'agguato a via Fani; La R4 rossa.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Guru • 5/09/11 20:09
    Servizio caffè - 468 interventi
    Anche questo non viene fuori nella lista cliccando su Volontè
  • Discussione Zender • 5/09/11 20:20
    Consigliere - 44578 interventi
    Brava Guru, beccato :) Corretto.
  • Discussione Fauno • 1/05/13 19:58
    Contratto a progetto - 2574 interventi
    Per Zender: ci sono due parole attaccate nello spazio del momento clou del film Per favore distaccale.

    Ci sono ben tre utenti rimasti disgustati della battuta "Come vanno le iscrizioni?" "La P2 tira sempre". Non vi capisco...vi dà fastidio la pura verità? La Loggia Propaganda 2 verrà scoperta due anni dopo...

    Una domanda a Markus. Se trovi risibile le caricature politiche di questo film, che io al contrario vedo abbastanza attinenti, specie Corazzari nel ruolo del povero Zaccagnini, che io dico che pochi anni dopo è morto davvero di rimorsi e di tormentoni per questi 55 giorni, ti dico che l'unico che proprio non ci assomiglia è Berlinguer, mentre con un po' di fantasia Craxi, Fanfani e perfino Andreotti rendono l'idea. Un po' meno la rende Cossiga.

    Piuttosto in Romanzo di una strage han fatto un Bettino sfatto e cadente come non mai nella sua vita...Comunque fai molto bene a ricordare che nell'86 si era in un periodo di arrivismo e di ottimismo e che questi film passavano in secondo piano, perchè è maledettamente vero, oh, se lo è. Bravo Markus, puntualizza pure...FAUNO.
  • Discussione Gugly • 1/05/13 23:15
    Segretario - 4667 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Per Zender: ci sono due parole attaccate nello spazio del momento clou del film Per favore distaccale.

    Ci sono ben tre utenti rimasti disgustati della battuta "Come vanno le iscrizioni?" "La P2 tira sempre". Non vi capisco...vi dà fastidio la pura verità? La Loggia Propaganda 2 verrà scoperta due anni dopo...

    Una domanda a Markus. Se trovi risibile le caricature politiche di questo film, che io al contrario vedo abbastanza attinenti, specie Corazzari nel ruolo del povero Zaccagnini, che io dico che pochi anni dopo è morto davvero di rimorsi e di tormentoni per questi 55 giorni, ti dico che l'unico che proprio non ci assomiglia è Berlinguer, mentre con un po' di fantasia Craxi, Fanfani e perfino Andreotti rendono l'idea. Un po' meno la rende Cossiga.

    Piuttosto in Romanzo di una strage han fatto un Bettino sfatto e cadente come non mai nella sua vita...Comunque fai molto bene a ricordare che nell'86 si era in un periodo di arrivismo e di ottimismo e che questi film passavano in secondo piano, perchè è maledettamente vero, oh, se lo è. Bravo Markus, puntualizza pure...FAUNO.


    Bettino Craxi compare in Romanzo di una strage? Non mi pare: siamo nel 1969, all'epoca Craxi era uno sconosciuto (ai più)funzionario milanese del Partito Socialista, diventerà noto e vituperato solo un decennio dopo (almeno).
    Forse volevi dire Moro e hai confuso i nomi? O volevi parlare di Mariano Rumor?
  • Discussione Fauno • 2/05/13 12:09
    Contratto a progetto - 2574 interventi
    Hai perfettasmente ragione, ho fatto confusione. Il Craxi che menziono appare nei BANCHIERI DI DIO. Grazie. FAUNO.
  • Discussione Gugly • 2/05/13 12:37
    Segretario - 4667 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Hai perfettasmente ragione, ho fatto confusione. Il Craxi che menziono appare nei BANCHIERI DI DIO. Grazie. FAUNO.

    Non c'è di che :-))
  • Discussione Markus • 2/05/13 15:24
    Scrivano - 4808 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Una domanda a Markus. Se trovi risibile le caricature politiche di questo film, che io al contrario vedo abbastanza attinenti, specie Corazzari nel ruolo del povero Zaccagnini, che io dico che pochi anni dopo è morto davvero di rimorsi e di tormentoni per questi 55 giorni, ti dico che l'unico che proprio non ci assomiglia è Berlinguer, mentre con un po' di fantasia Craxi, Fanfani e perfino Andreotti rendono l'idea. Un po' meno la rende Cossiga.

    Ciao Fauno, personalmente trovai la cosa grottesca… cioè quello che voglio dire è che o si mettono dei filmati di repertorio, oppure si accennano i nomi senza farli vedere con escamotage di sceneggiatura. A parer mio è meglio evitare - nel limite del possibile - le imitazioni: non tanto perché esse possano riuscire o no (anche se questo è un limite non da poco) ma proprio perché, di fatto, “buttandola” sulla caricatura a ‘mo di “Corrida di Corrado” sminuisce il film, e in questo caso è per me stato un errore poiché la pellicola è oggettivamente valida.
  • Discussione Alex75 • 12/01/17 17:01
    Call center Davinotti - 646 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Certo Zender, però Moro era tutto ciò che Volontè disprezzava nel sistema politico italiano...tanto di cappello se è vero quello che ho letto io e per quello che hai detto tu, perchè giustamente come riferisci nel film di Ferrara è stato grandissimo.

    Credo che Il caso Moro sia stato uno dei primi film con Volonté che ho visto ed è stato quello che mi ha fatto scoprire questo grandissimo attore, ma per me è ancora più vivida e indelebile la sua caratterizzazione in Todo Modo; è riuscito a rappresentare l'uomo di potere (con una caricatura che forse è andata persino oltre le sue intenzioni) con la stessa forza e credibilità dell'uomo politico visto nella sua fragilità. Tra l'altro, un attore che interpreta uno stesso personaggio storico in due film diversi è un caso più unico che raro.
  • Discussione Vito • 13/01/17 09:57
    Fotocopista - 92 interventi
    Alex75 ebbe a dire:
    Gugly ebbe a dire:
    Certo Zender, però Moro era tutto ciò che Volontè disprezzava nel sistema politico italiano...tanto di cappello se è vero quello che ho letto io e per quello che hai detto tu, perchè giustamente come riferisci nel film di Ferrara è stato grandissimo.

    Credo che Il caso Moro sia stato uno dei primi film con Volonté che ho visto ed è stato quello che mi ha fatto scoprire questo grandissimo attore, ma per me è ancora più vivida e indelebile la sua caratterizzazione in Todo Modo; è riuscito a rappresentare l'uomo di potere (con una caricatura che forse è andata persino oltre le sue intenzioni) con la stessa forza e credibilità dell'uomo politico visto nella sua fragilità. Tra l'altro, un attore che interpreta uno stesso personaggio storico in due film diversi è un caso più unico che raro.

    Ma,secondo voi,il vero Moro era più vicino a quello imbroglione dalla falsa tristezza di Todo modo o allo statista paternale del film di Ferrara?
    Difficile a dirsi...
  • Curiosità Buiomega71 • 23/09/19 19:13
    Pianificazione e progetti - 22768 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71 il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima visione Tv (Ciclo "Cinema cronaca", lunedì 9 maggio 1988) di Il caso Moro: