Vertigine

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Laura
Anno: 1944
Genere: thriller (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 26
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Intricato giallo con sorprese che ruota attorno alla presunta morte della femme fatale del titolo originale (LAURA, inspiegabilmente stravolto in italiano). Il detective (Andrews) compare fin dalla prima scena con il suo inseparabile taccuino e comincia a interrogare Lydecker (Webb), l'uomo che aveva lanciato la splendida giovane nel business, poi passa a conoscere colui che era il suo promesso sposo (Price), un nobile dall'aria un po' sperduta che si dice pronto a rispondere a qualsiasi domanda pur di trovare il colpevole. Sfileranno poi l'affezionata domestica ed altri, fino a quando con il primo flashback Laura (Tierney) irrompe in scena in tutta la sua magnetica avvenenza. Chiunque la conosca ne rimane immancabilmente affascinato; compreso...Leggi tutto il detective, che l'aveva potuta vedere solo in ritratto. Ma non tutto è perduto, perché la prima grande sorpresa è in agguato. Il racconto a dire il vero procede un po' a fatica, senza che mai si avverta la suspence minima in grado di renderlo davvero coinvolgente. Gli eventi sono raccontati senza enfasi e tutto viene svolto con una linearità didascalica che a livello di giallo (ma con personaggi come il poliziotto e Laura che sembrano uscire direttamente da un noir) non sa mai rendersi davvero appassionante, nonostante la storia sulla carta mostri di averne tutte le possibilità. Preminger preferisce soffermarsi sui caratteri: sulla altezzosa superiorità intellettuale di Lydecker, i cui dialoghi sono studiati molto bene, sull'ambiguità morbosa di Laura o sulla meticolosità del detective, che non disdegna di bere assai frequentemente in servizio mantenendo comunque una serietà impeccabile nell'approccio con i sospetti. Il più particolare è però il personaggio di Shelby Carpenter, cui dà vita un giovane Vincent Price: poco interpretabile nel suo candore apparente spesso smontato da prove che ce lo inquadrano d'improvviso sotto una luce diversa, è figura sfuggente, difficilmente etichettabile rispetto alle altre, così come non ha i caratteri della chiarezza il suo rapporto con la modella Diana né tantomeno quello con Laura. Ha le stimmate del sospetto perfetto ed è la variabile maggiore in un film per il resto molto più tradizionale, buono ma compassato, che nel finale non sa colpire come vorrebbe limitandosi a spiegare come sono andate le cose. Splendido il bianco e nero di Joseph LaShelle premiato con l'Oscar, impeccabile nelle interpretazioni, lodevole nella sceneggiatura. Eppure non scalda i cuori...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/12/07 DAL BENEMERITO LOVEJOY POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/04/16
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Lovejoy 23/12/07 00:04 - 1824 commenti

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Uno dei capolavori riconosciuti del genere. Splendidamente diretto dal grande Otto Preminger, tutto ruota intorno alla morte di una donna, Laura Hunt, e dei molti uomini che gli gravitavano attorno. Reso in uno splendido bianco e nero e con personaggi ben approfonditi, si avvale della presenza di un cast irripetibile, leggendario. La Tierney è una Laura di un fascino e una bravura sconvolgente, Andrews è magnifico, Webb è sobrio e elegante come sempre e Price è al solito sardonico e misterioso. Bellissima la canzone omonima che fa da sfondo.
MEMORABILE: L'inizio; Colpo di scena; il finale.

Galbo 23/12/07 21:17 - 11307 commenti

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Uno dei capolavori assoluti della cinematografia americana in uno dei suoi periodi migliori (gli Anni Quaranta), questo film di Preminger è la storia di un'ossessione per una defunta ma è anche (e sopratutto) una geniale miscela di umorismo nero, thriller e sarcasmo nonchè l'impietoso ritratto di una società decadente tessuto a partire da da un'impeccabile sceneggiatura, una fotografia molto elegante (impeccabile bianco e nero) ed un cast memorabile.

Giapo 26/06/08 09:24 - 232 commenti

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Dialoghi pungenti, scenografie molto curate e regia elegantissima fanno di questo “noir sentimentale” un classico imprescindibile, esemplare nella messa in scena del racconto (la struttura a flash-back è quanto di più geniale si potesse ideare per la riuscita dell’intrigo) e affascinante grazie a una superba caratterizzazione dei personaggi. Peccato solo che la tensione non sale mai come dovrebbe.

Stefania 30/08/08 02:06 - 1600 commenti

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Preminger infrange (felicemente) le sacre regole della drammaturgia, facendo entrare in scena la protagonista, Laura, soltanto a metà film. Per tutto il primo tempo è stata la presunta vittima di un omicidio, un fantasma che prende corpo nei ricordi di chi l'ha amata, desiderata, invidiata. Nel secondo tempo, Laura si trasforma da presunta vittima in presunta assassina... Interpretazioni e messa in scena impeccabili per questa versione noir del mito di Pigmalione.
MEMORABILE: Ogni tagliente battuta di Clifton Webb, giornalista mondano apparentemente cinico e disilluso.

Daniela 3/03/09 17:23 - 9075 commenti

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Laura Hunt, una giovane donna in carriera che era stata lanciata nell'ambiente della pubblicità da un ricco intellettuale snob, viene assassinata con un colpo che le sfigura il bel volto. Durante le indagini, un poliziotto si innamora di lei. Amore impossibile? No, Laura si materializza davanti al suo ritratto, viva ed ignara di quanto avvenuto. L'amore impossibile non è quello verso una morta, è quello della cultura verso la bellezza. Raffinato e perverso, capolavoro noir con cast perfetto, a cominciare dalla stupenda Gene Tierney.
MEMORABILE: La prima apparizione in carne ed ossa di Laura, già rievocata nei flashback.

Estonia 30/11/09 22:06 - 4 commenti

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Congegnato in modo impeccabile ed elegante, un noir classico in cui l’ambiguità delle relazioni tra i protagonisti rende l’atmosfera ancor più carica di mistero. Webb dà vita al personaggio più interessante: colto, cinico e raffinato, nasconde dietro una maschera di brillante conversatore e arguzia la sua ossessiva quanto frustrata volontà di possesso nei confronti di Laura. Ossessione di cui cade vittima anche lo stesso ispettore che indaga sulla vicenda, in un gioco di specchi e punti di vista intercambiabili e di affascinanti colpi di scena.

Pau 13/04/10 18:42 - 125 commenti

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A mio parere il più bel "nero" mai girato. Il ritratto di Laura ossessiona il bravo detective dall'aria rassicurante (Dana Andrews, purtroppo oggi quasi dimenticato) ma si insinua sottilmente anche nella mente dello spettatore; la bellezza folgorante ed inquieta di Gene Tierney muove le fila di una trama ambigua, impreziosita da un Clifton Webb in stato di grazia (bravo, due anni dopo, in un ruolo simile ne "Il grattacielo tragico" di Hathaway). Suggestioni erotiche appena accennate e un meritato Oscar a Joseph LaShelle per la fotografia.
MEMORABILE: Tutte le scene in cui appare il più bell' "overbite" della storia del cinema, ossia il volto di Gene Tierney.

Cotola 14/08/11 20:38 - 7402 commenti

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Immarcescibile classico noir con tanto di perfetta struttura a flashback che fa mantenere comunque fluida la narrazione. La regia di Preminger è perfetta ed elegante, mentre la sceneggiatura sceglie di far entrare in scena la protagonista dopo un bel po’ di metri di pellicola, riuscendo a creare però una notevole tensione emotiva. Il cast è magnifico ma la Tierney, con la sua incomparabile bellezza (tanto da far innamorare di sé con un semplice ritratto, anche dopo morta) surclassa tutti e si conferma Afrodite in terra. Incomprensibile lo stravolgimento del titolo originale.

Giùan 27/12/11 15:36 - 2864 commenti

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A sostanziare la differenza tra questo e tanti classici del genere hollywoodiano per antonomasia, è il bilanciamento perfetto, in Laura, tra la soluzione "gialla" più verosimile e il climax onirico/morboso vero fil rouge della trama. Preminger governa la tensione, facendo quasi strisciar la mdp negli interni e stando addosso ai personaggi, tra i quali scorre una del tutto palpabile tensione sensuale: frustrata, concretizzata, sognata. Webb, sterile Pigmalione "tradito", è perfetto, quanto funzionale l'alternativo machismo di Andrews e Price. E poi c'è Gene...
MEMORABILE: Il nervosismo di Clifton Webb di fronte al giochino scacciapensieri (sul baseball) del detective Dana Andrews.

.luke. 17/04/12 23:24 - 89 commenti

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Troppo poco ricordato, il film di Otto Preminger è un ottimo noir onirico basato sull'ossessione che una donna, o in questo caso il suo ritratto, provoca nel detective che indaga sulla sua morte. Notevoli le interpretazioni di Clifton Webb e della deliziosa Gene Tierney e bravo Preminger a mantenere alta la tensione sia nella prima parte che nella seconda, anche se il colpo di scena a metà film appare leggermente scontato.

Il Gobbo 28/05/12 10:37 - 3011 commenti

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Classico fra i classici, che Preminger, in partenza solo produttore, volle fortemente dirigere, facendo di tutto finchè non persuase la Fox a defenestrare la prima scelta Mamoulian. Ostinazione premiata: magistralmente condotto sul confine fra realismo e melò nero e delirante, evitando gli eccessi e i clichè, generando casomai clichè nuovi a riprova del merito e dell'influenza. Copione solido, interpreti perfetti (e grandi doppiatori - la Morelli, Pisu... ), Tierney magnifica.

Saintgifts 21/06/12 07:38 - 4098 commenti

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Eleganza e bellezza impressionate su un bianconero altrettanto elegante, dove le luci sono sempre appropriate; da scene con contrasti bilanciati e senza ombre, fino a luci accecanti o a minacciose ombre proiettate. Questo alla base di un plot coinvolgente dove i personaggi si muovono in ottima sincronia, sotto una direzione sentita e lontana da ogni routine. Un noir che si pone, con pochi altri, ai vertici del genere, in un'epoca madre. La sceneggiatura è perfetta e i tempi scanditi in modo da creare, fin dall'incipit, la giusta suspense.
MEMORABILE: Gene Tierney sotto le lampade dell'interrogatorio.

Lucius 1/08/12 12:03 - 2819 commenti

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Sopravvalutato come non pochi film dell'epoca, con dialoghi che oggi appaiono a tratti letterali; girato tutto negli studi di Hollywood (vedi i fintissimi sfondi coi grattacieli, quelli di Hitchcock erano addirittura migliori e il ritoccato quadro alla parete, al centro della pellicola) è caratterizzato da indagini ossessive a seguito del ritrovamento di una donna morta nel suo appartamento. Più che un poliziesco trattasi di una buona commedia. Non certo un capolavoro anche perché privo di suspence, ma dotato di un'ottima fotografia.

Deepred89 2/09/12 16:02 - 3253 commenti

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Girato quasi completamente in interni e classicissimo nello stile, un thriller coinvolgente e serratissimo, in grado di destreggiarsi con grande abilità tra giallo whodunit, intrighi sentimentali (con tanto di flashback più o meno corposi) e noir. Nessun tempo morto, datatezze trascurabili (dopo il primo accenno di sintonia scatta la proposta di matrimonio) e un cast apprezzabile (nonostante un giovane Price un po' opaco) per un film ancora oggi notevolissimo, specialmente se gustato in lingua originale. Da non perdere.

Coyote 20/09/12 21:21 - 185 commenti

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Non ci si aspetti un giallo con mille colpi di scena e ritmo serrato: per abbandonarsi al fascino dei noir anni Quaranta bisogna cercare di mettere da parte alcuni canoni del cinema ai quali siamo abituati ai giorni nostri. In particolare è importantissimo lasciarsi trasportare senza fretta dallo sviluppo della trama, dall'approfondimento dei personaggi, dalla caratterizzazione dei luoghi. A questo punto, un film come Laura (chissà perché con il titolo ri-tradotto in italiano) diventa un piacere dolce, come un ricordo d'infanzia.

Mickes2 15/09/13 17:56 - 1667 commenti

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La vertigine di un amore strozzato, impossibile, che si trasforma in dolore prima e alienazione poi; la vertigine di un desiderio (erotico) che torna a rivivere nei ricordi materializzandosi poi – sotto altre forme - nella realtà; la vertigine (psichica, onirica) di un innamoramento puro seppur casuale. Noir sfaccettato in cui stupendamente convergono una marcata componente giallistica e una febbricitante partecipazione morbosa. Un triangolo amoroso in cui l’idealizzazione della donna e dell’ambizione sessuale tracima afflizione e delirio.
MEMORABILE: L'apparizione.

Jdelarge 5/12/13 14:01 - 842 commenti

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Uno dei migliori Preminger di sempre, questo film è anche uno dei capisaldi del genere noir: i dialoghi sono eccezionali, pungenti e ricchi di significati tra le righe, mentre la sceneggiatura presenta qualche piccola lacuna dal punto di vista della credibilità. L'aspetto più riuscito del film, però, è senza dubbio l'atmosfera incredibilmente elegante e claustrofobica (le scene sono quasi tutte girate in interni) che si viene a creare. Gene Tierney è un angelo e riesce con l'aiuto di un ottimo Clifton Webb a rendere il film bellissimo.

Myvincent 11/03/15 07:07 - 2498 commenti

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La bella e talentuosa Laura viene trovata morta e sfigurata nel suo appartamento, quando un giovane ispettore cerca di ricostruire i fatti. Un thriller dalle tinte fosche si sviluppa attorno alla figura, un po' misteriosa, di una donna del cui fascino sembrano risentire tutti, anche dopo la sua scomparsa. Film dall'eleganza innegabile e dai generi "trasversali", come solo un grande regista poteva fondere. Aspettate la fine per scoprire l'enigma, per nulla scontato.

Belfagor 25/03/16 15:24 - 2619 commenti

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Lo stravolgimento del titolo italiano è incomprensibile, dato che è Laura il fulcro del film: musa ispiratrice, alma Venere, pomo della discordia, ossessione incarnata, forse un fantasma. Eppure, quando la vediamo comparire davanti al suo quadro, ci rendiamo conto che Laura esiste davvero ed è ignara di come la vedano gli uomini che gravitano attorno a lei. Opera datata ma raffinatissima, con una sceneggiatura che combina tensione e umorismo nero, dialoghi impeccabili e un cast scelto alla perfezione nel quale risplende la Tierney.
MEMORABILE: Le innumerevoli battute pungenti di Webb; La prima apparizione di Laura.

Didda23 1/04/16 11:48 - 2280 commenti

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Interessante opera di Preminger che delinea un noir intrigante e con colpi di scena meno banali del previsto mediante una sceneggiatura che dosa alla perfezione giallo e commedia con dialoghi brillanti e ficcanti (nonostante qua e là ci sia qualche elemento eccessivamente datato). La regia è classica e si muove ottimamente negli interni e il b/n è una delizia per gli occhi. Abbagliante la bellezza della Tierney, mentre nel resto del cast il personaggio migliore è quello di Webb. Price pare spaesato e fuori ruolo. Notevole lo sviluppo narrativo.
MEMORABILE: Il quadro; L'inaspettato ritorno; Webb che scrive nella vasca da bagno.

Tarabas 29/06/16 14:31 - 1681 commenti

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Lang lo aveva detto: attenti ai ritratti di donna, possono essere pericolosi. Specie se il soggetto è Gene Tierney, perno seducente di una vicenda che ha i caratteri del melò, del giallo, del thriller psicologico. Il tutto in una confezione che rispetta i canoni formali del noir (a partire dal flashback iniziale) senza adagiarvisi. Elegante ben oltre il "B" cui appartiene per nascita, il film usa consapevolmente false piste narrative, cambia i punti di vista e mescola azione e narrazione con grande efficacia. Da vedere e rivedere.

J.d.s. 14/07/17 14:22 - 20 commenti

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Noir sofisticato, magistralmente diretto e interpretato. Ironia, colpi di scena, passione, mistero: questi gli elementi di una pellicola che resiste ai decenni e resta a mio parere uno dei cardini imprescindibili del genere. Straordinaria la sceneggiatura e meravigliose le interpretazioni degli attori, fra le quali forse svetta quella di Waldo Lydecker/Clifton Webb: istrionico, impeccabile. Non possono infine mancare i riferimenti al cinema espressionista (il tema del doppio, i chiaroscuri..).
MEMORABILE: La comparsa di Laura in piena notte.

Josephtura 3/08/17 15:13 - 148 commenti

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80 anni dopo la trama è surreale, la vicenda paradossale, l'abbigliamento maschile ridicolo ma il fascino di Gene Tierney rimane straordinario. Anche il film, per quanto surreale (forse per questo il titolo in italiano è così diverso dall'originale) ha un suo fascino ipnotico. Mi sembra curioso come tanti film noir degli anni 40 abbiano l'ossessione come filo conduttore.
MEMORABILE: Il viso della Tierney è veramente "top".

Giacomovie 6/09/17 20:24 - 1338 commenti

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Dietro l'omicidio di una bella donna si crea un vorticoso giro di dubbi e certezze, sogni e realtà. L'iniziale parte indagatoria è ordinaria, sono i flashback sulla vita di Laura a dare avvio al lato misterioso di una vicenda intrigante, intrisa delle possibili ossessioni che una donna può suscitare. Incalzante e "vertiginoso", ha uno sviluppo che fa sospettare il perché sia stato cambiato un titolo originale costituito da un nome in italiano. Per la sua convincente direzione, Preminger merita un bell'otto.

Minitina80 14/11/17 07:53 - 2264 commenti

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A metà strada tra giallo e noir e con una sceneggiatura ben scritta che lascia molto spazio all’interpretazione per l’ambiguità che gli appartiene. Paga un’impostazione eccessivamente didascalica, appesantita da dialoghi troppo verbosi con interrogatori, congetture e risposte che dilatano la percezione temporale, malgrado la durata sia di poco inferiore alla media. C’è un giovane Vincent Price ancora lontano dal personaggio che lo ha reso famoso. Un’opera più che dignitosa, forse non immediata come sembra, a cui manca il colpo definitivo.

Nicola81 17/08/18 20:45 - 1901 commenti

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Il colpo di scena a metà pellicola è abbastanza spiazzante, ma per essere un classico del cinema thriller l'esordio hollywoodiano di Preminger (premiato con l'Oscar alla fotografia) soffre di un ritmo piuttosto sonnacchioso. Nel cast eccellono la splendida Tierney (nel suo ruolo più celebre) e un Webb di aristocratica eleganza, Andrews bravo ma senza esagerare mentre Price farà di meglio in tutt'altri ruoli. A certi film è doveroso accostarsi con il più assoluto rispetto, ma personalmente non mi sembra che sia invecchiato benissimo.
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