Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Da un libro di Massimo Carlotto un film che non trova certo nella sua storia il punto di forza. Anzi, per tutta la prima parte l’avventura dell’ex terrorista Giorgio (Alessio Boni) rivela l’inconsistenza di una sceneggiatura che sembra perdersi e svanire dietro al desiderio del regista Michele Soavi di mostrare quanto bene sa padroneggiare la cinepresa. Nessuno in realtà l’aveva mai messo in dubbio: in DELLAMORTE DELLAMORE l’ex promessa dell'horror italiano aveva già fatto vedere di che numeri era capace. Qui è diverso: tematiche differenti e più impegnate necessitavano d’intensità...Leggi tutto e scavo psicologico, più che di stile. Soavi lo capisce un po’ in ritardo ma ci arriva: la seconda parte prende finalmente una direzione precisa e il film decolla. Non ci sono più personaggi superflui come quello di Isabella Ferrari; Michele Placido (lo sbirro corrotto) continua a far sentire la sua presenza e anche l'interpretazione di Alessio Boni acquista maggior spessore. Prossimo alla riabilitazione dopo la condanna per terrorismo, il protagonista fatica (come prevedibile) ad uscire dal giro. Un poliziotto della Digos (Placido) lo libera ottenendo da lui i nomi degli ex complici ma poi lo affianca in loschi traffici. Rifarsi una vita non è facile, lo sanno tutti. Grande attenzione alle musiche (Deep Purple, Jethro Tull, Tears for Fears…) con la ripetizione ossessiva della canzone dal cui testo viene ricavato il titolo del film. Regia eccessivamente virtuosistica ma comunque superiore alla media. Finale in crescendo, con sorpresa. Ottimi attori (menzione speciale per Placido, ma si sapeva), azione e sangue spesso gratuiti. Un po’ fumoso.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/08/06 DAL DAVINOTTI
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Caesars 12/02/07 12:56 - 3821 commenti

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Un buon film, uno dei migliori prodotti in Italia negli ultimi tempi. Alessio Boni è bravo nel descrivere il personaggio di un ex-brigatista che rientra in Italia dopo essere stato in esilio in America Latina; decisamente azzeccata anche l'interpretazione di Michele Placido, nel ruolo del poliziotto disonesto. Un quadro molto "cattivo" dell'Italia odierna, ritratto da un Michele Soavi che si conferma regista sopra la media. Tratto da un libro di Massimo Carlotto, è quello che si definisce un buon film.

Flazich 2/04/07 00:30 - 685 commenti

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Finalmente qualcosa di diverso nel panorama italiano: ormai sinceramente non ci speravo più. Un film pregevole sotto ogni punto di vista. Particolamente azzeccata la colonna sonora con un magnifico brano di Caterina Caselli ("Arrivederci Amore, ciao" è un verso di "Insieme a te non ci sto più") che commove. Bella la trama, tratta dall'omonimo romanzo di Massimo Carlotto. Cupo, a tratti soffocante, piace e coinvolge. Il finale cattivo, duro, non lascia scampo. Regia ispirata quella di Soavi, che più di una volta va oltre la semplice ripresa delle scene.

Puppigallo 2/04/07 20:51 - 5321 commenti

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Se togliamo l’inizio e le parentesi stucchevoli con Isabella Ferrari, tutto il resto funziona bene. Il protagonista è bravo e convincente, come pure Placido, anche se un po’ straripante. Il film scorre fluidamente, in un’escalation di violenza, soprattutto psicologica (la pressione di Placido sul protagonista), ma non solo. Bellissima la parte in cui si rifà una vita, ripulendosi da capo a piedi (almeno all’apparenza). Ma il suo passato è un’ottima fonte di ricatto. Finale deliziosamente cinico, crudele e bastardo. Notevole.

Lercio 4/04/07 11:01 - 232 commenti

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Una speranza del cinema italiano degli ultimi anni che è stata purtroppo accolta con freddezza per quanto riguarda affluenza nelle sale. Il film ha tutte le carte in regola, è avvincente, ha un'ottima colonna sonora, Michele Placido fa una parte tra le più interessanti. Il film non si tira mai indietro ed è cattivo, crudele, molto violento riportando i fatti dell'omonimo romanzo da cui è tratto senza filtrarli per paura di ferire il pubblico. Soavi ha fatto un lavoro eccezionale!

Homesick 29/04/07 09:31 - 5737 commenti

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Ci voleva proprio un reduce dai film di genere come Soavi per apportare nuova linfa al cinema italiano, sempre più fiacco, sdolcinato e patetico. Qui invece non si risparmia la rabbia, la perversione, la violenza, la crudeltà, il tradimento. Boni ha la faccia giusta, ma la sua recitazione è altalenante. Eccellente Placido nei panni del poliziotto corrotto. Un'opera più che dignitosa.

Undying 5/08/07 23:29 - 3807 commenti

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Soavi elabora un soggetto impegnato (dal libro di Massimo Carlotto) mantenendo sempre le distanze da un succo politico (o impegnato) e connotando questo avvincente noir d'una vena malinconica che si esprime nel drammatico e inatteso finale. Il percorso formativo di un cinico uomo viene proposto con una grande attenzione alla forma, garantita da una realizzazione tecnica di altissimo livello e dal buon apporto dato dagli ottimi interpreti. C'è anche lo spazio per omaggiare Bava (la scena dei capelli). Una dei migliori film di Soavi. Nichilista.

Redeyes 29/02/08 17:07 - 2455 commenti

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Buon film che deve la sua riuscita in particolar modo ad una fedeltà al libro da cui è tratto. La storia è triste e Boni ben impersona il personaggio morto dentro, marcio, cinico e pronto a tutto. Di contro un Placido che incarna a sua volta il suo personaggio sembrando quasi uscire dal libro stesso. La regia non è sovraccarica di orpelli, né è di estrema ricercatezza, ma è asciutta e ben riuscita. Musiche piacevolmente retrò.

Marco79 12/05/08 11:55 - 12 commenti

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Trasposizione cinematografica di un bel libro di Carlotto. È la storia del tentato riscatto di un ex terrorista, che non riesce però mai a liberarsi dalla sua aura criminale. Il film è deludente, nonostante un bravo Alessio Boni e un Placido sempre all'altezza. Soavi non riesce a trasportare sullo schermo il rapido flusso di eventi che caratterizza il libro. Manca qualche passaggio, non tutto è spiegato a dovere e in alcuni momenti il film assume addirittura un che di ridicolo.

Herrkinski 19/06/08 21:09 - 8216 commenti

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Ottima prova di Soavi, che si attiene abbastanza fedelmente al bel romanzo di Carlotto potendo anche beneficiare di attori di un certo spessore come Alessio Boni, la Ferrari e l'ormai onnipresente Placido (comunque particolarmente convincente e disgustoso nel ruolo del poliziotto corrotto). La storia di un uomo che per salvare se stesso e ricominciare una vita "perbene" dovrà eliminare tutti gli ostacoli. E lo farà, incurante di chi gli vuole male o bene, guidato da uno spietato cinismo. Crudo, senza speranza, livido, freddo... Eccellente.
MEMORABILE: La parte finale, accompagnata dalla malinconica canzone della Caselli. Davvero crudele.

Mascherato 7/09/08 15:47 - 583 commenti

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Stranamente il film è più faticoso del libro (un paio di personaggi in meno - e della vedova del malavitoso si avverte la mancanza - ed un inspiegabile ridimensionamento toccato al personaggio dell'avvocato Brianese che pure è interpretato da Carlo Cecchi), ma lo sforzo produttivo (4 milioni e mezzo di euro spesi soprattutto per i set: il Blue Sky è totalmente ricostruito in studio), l'indubbia capacità di Soavi di dirigere sequenze d'azione (la rapina al portavalori) e di montare la suspense (la lunga, ma non interminabile, agonia finale di Roberta) sono segnali incoraggianti.

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B. Legnani 26/11/08 17:26 - 5561 commenti

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Stupendo vertice di Soavi con vicenda che, come è noto, discende da quello che fu l'inferno per la mia generazione. Girato da dio, ha due scene che entrano e non escono più: la Ferrari che arriva al night con lui che la segue (echi di De Palma? - notare il parallelismo fra il testo della canzone di Adamo e le immagini) e lo [pseudo]lavacro finale, con lui unico senza ombrello (almeno per un po'). Placido al suo massimo per quello che di lui conosco e interpretazioni assai sopra la media. Musiche perfette. Imperdibile: ****
MEMORABILE: Il citato parallelismo sulla canzone di Adamo.

Renato 28/11/08 13:14 - 1648 commenti

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Deludente. Soavi dirige con i soliti virtuosismi che si sprecano una storia che non coinvolge per nulla lo spettatore, con banalità a iosa, un attore (l'insipido Boni) che più che urlare starnazza e troppi personaggi che sembrano macchiette. Salvo Placido, che regge bene il ruolo del viscido commissario corrotto. Ma il film procede per troppo tempo pericolosamente in bilico sul crinale del ridicolo involontario, e quando speri che se ne sia allontanato, ecco che ci sprofonda con tutti i piedi nel pre-finale. Se questo è un noir, stiamo freschi.

Hackett 29/11/08 12:34 - 1868 commenti

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Teso, gelido e bellissimo. Michele Soavi si conferma il miglior "prodotto" della scuderia Argento anche dopo molti anni di assenza dal suo ultimo film (il bel Dellamorte Dellamore). Regia sicura, che scruta senza giudicare una trama fatta di sangue, tradimenti e cadute. Boni impeccabile e Placido (in eterno contrappasso rispetto al buon Cattani) che dipinge un personaggio viscido senza essere sopra le righe come gli capiterà invece con Tornatore (La sconosciuta). Da recuperare, in barba ad una distribuzione timida e frettolosa.
MEMORABILE: La lunga sequenza finale nel corridoio, omaggio (volontario o meno) ai trascorsi argentiani di Soavi.

Tarabas 20/01/09 18:59 - 1881 commenti

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Un ex terrorista fuoruscito rientra in Italia e si compra la libertà da una condanna per omicidio tradendo gli ex compagni. Discesa agli inferi di un personaggio tipico di molto cinema italiano impegnato: qui però la politica e la riflessione non c'entrano nulla. Cinema d'intrattenimento puro, senza grandi coinvolgimenti ideali, con il ritratto di un'anima nera, o forse solo un predatore senza scrupoli, intento a sopravvivere e specializzato nel tradimento di tutti. Girato con classe e ambientazione ottima, mi pare del tutto nuovo nel cinema italiano.

Brainiac 26/01/09 18:51 - 1083 commenti

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Partiamo da un presupposto che mi pare essere confermato dai fatti: realizzare in Italia un film dal finale non edificante è impresa quanto meno ardua. Quindi, proprio in virtù del suo spietato epilogo, quest'opera di Soavi prende siginficato a sè. Per il resto è un film ben diretto, discretamente interpretato, che ha l'unica pecca di sfumare un pezzo dei Jethro Tull (peccato mortale per il sottoscritto, ma effettivamente a favore di Soavi c'è la prolissità delle canzoni prog, che non di rado superano i dieci minuti di durata). Bravo Soavi, attendiamo un bis!
MEMORABILE: La sparatoria nella casa abbandonata.

Giacomovie 3/06/09 00:58 - 1400 commenti

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Il film di Soavi riesce a districarsi con discreta disinvoltura tra i cupi ambiti della componente malata delle inclinazioni caratteriali. Non cade nella trappola di avvicinarsi ai confini della fiction e, con un'ultima mezz'ora intensa ed adeguatamente tesa, riesce a ribaltare l'esito fin lì anonimo ed a ribadire la sua morale a doppia valenza: anche se non sempre il fine giustifica i mezzi, la spietata furbizia vince sempre. L'omonima canzone di Caterina Caselli funge da leitmotiv a tema. ***
MEMORABILE: "Non bisogna mai avere fretta di abbandonare il luogo del delitto, perché si rischia di lasciare quel particolare che può indirizzare le indagini".

Pigro 21/10/09 09:31 - 9767 commenti

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Spietata carogna semina di morti il suo percorso da terrorista a rispettabile ristoratore, tra tradimenti e rapine. Una storia esemplare e al tempo stesso simbolica dell'ipocrisia etico-sociale. Fortissima la stilizzazione dei personaggi e delle situazioni, dove i cattivi sono solo cattivi e i buoni solo buoni. Ma è proprio l'ispirazione morale degli autori a determinare questa rigidità, calata in una fredda fotografia, esaltata dalle numerose (e altrettanto simboliche) scene di pioggia, e ben sostenuta dall'ottimo cast.

Enricottta 29/12/09 15:14 - 506 commenti

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Divide pubblico e critica, questo film, strano. Filologicamente parlando può presentare delle falle, è chiaro, ma non si vive solo di quello; le emozioni ciascuno le costruisce per conto suo, con il proprio bagaglio di esperienze e la voglia vera di calarsi in un personaggio (non si parla certo di modello di riferimento). Non incoraggiando un altro tipo di cinema l'Italia si blocca inesorabilmente nelle pieghe della commedia o della "intellettualità" fine a se stessa. Soavi non male, Boni bravo, Placido cinico.

Galbo 24/12/10 20:03 - 12440 commenti

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Nessun buonismo e sentimento di autocompiacimento in questo film italiano tratto da un romanzo di Massimo Carlotto. Un film che presenta una visione assolutamente manichea della realtà, che è dura e cruda senza toni sfumati. L'ex terrorista ben interpretato da Alessio Boni rimane un personaggio negativo anche nel reinserimento alla vita sociale che avviene attraverso il sacrificio di molte vite umane. Buona la prova di tutto il cast; d'effetto la colonna sonora.

Capannelle 17/11/11 15:45 - 4439 commenti

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Soavi coniuga virtuosismi e divertimento in modo efficace offrendo una varietà di situazioni e generi che non è facile trovare nella produzione tricolore. Fa girare Placido a mille e rende discreta la prova di Boni (che ha il punto debole nella voce, quando la alza per redarguire i complici della rapina è terribile). Caratteri forse troppo accentuati a scapito dell'introspezione, ma ogni tanto ci vuole. 3 e mezzo.

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Ariel 17/01/10 15:12 - 40 commenti

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"...Si muore un po' per poter vivere...". La storia di un ex terrorista (Alessio Boni) che, per ottenere la riabilitazione, paga un conto salatissimo alla vita. Tradimenti, compromessi, corruzione, crimini e omicidi, ma soprattutto la perdita volontaria (e apparente?) di umanità e discernimento. Un noir psicologicamente sottile, politicamente disimpegnato, dalle scene intense e indimenticabili. Egregi gli attori e perfetta, per analogia o per contrasto, la colonna sonora. Bello!

Il koreano 4/03/10 22:12 - 44 commenti

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Soavi, seppur cosciente dei propri limiti, dirige un film alquanto risibile: è riuscito a liberarsi dell'ombra che lo legava ad Argento, ma al contempo è diventato un sotto-prodotto della fiction televisiva odierna, a cui deve ritmo e fotografia, ed è innegabilmente allacciato a quei concetti linguistici che hanno concretizzato l'alto valore di ascolti dei suoi lavori per il piccolo schermo, naturalmente di pessima resa, in un prodotto destinato alle sale. Il cast d'attori, poi, è mal amalgamato e cade più volte nel comico involontario.
MEMORABILE: La sequenza in cui la Nedelea, arrancando, prova a sfuggire al suo triste destino, accompagnata da "Insieme a te non ci sto più" della Caselli.

Greymouser 12/07/10 00:41 - 1458 commenti

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Il vero capolavoro di Soavi, un film che trasuda una cattiveria registica insospettata: bello sotto l'aspetto formale, nichilista e amaro nei contenuti di una vicenda complessa, dalla sceneggiatura forse non troppo scorrevole, ma sempre tesa e coinvolgente. Attori bravi e ben diretti. Resta il rammarico che il regista non abbia mai dato seguito alla vena nerissima che caratterizza questa grande performance cinematografica.

Buck ii 10/09/10 10:06 - 55 commenti

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Il bene ed il male, l'esperienza e l'ingenuità, la redenzione ed il passato che ritorna, gli ideali che possono cambiare, una vita che passa come un treno che non si ferma, la morte. Meraviglioso film di Soavi. Molto bella è la caratterizzazione dei personaggi: vi è una differenza abissale tra un Giorgio, maturo, spietato in via di redenzione dal passato burrascoso e Roberta, semplice e un po' ingenua che incappa nell'uomo sbagliato, una coppia che non potrà mai avere un futuro.
MEMORABILE: La differenza abissale tra un Giorgio, maturo dal passato burrascoso e Roberta, semplice e un po' ingenua. Il finale tristissimo.

Nando 22/12/10 01:08 - 3833 commenti

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La completa riabilitazione di un ex-terrorista rosso che passa tra Sudamerica, rifugiati parigini, ex compagni di cella, funzionari di polizia collusi e corrotti e politici viscidi. Un bell'affresco di Soavi che lucidamente tratteggia un personaggio reale ed attuale avvalendosi di un Boni in forma e sempre credibile. Finale scorretto politicamente ma veritiero. La Ferrari mostra una inquieta bellezza algida.
MEMORABILE: Le immagini che scorrono mentre suona la canzone "La Notte" di Adamo.

Rebis 7/02/11 15:31 - 2356 commenti

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Soavi sfoggia troppi virtuosismi tecnici (soggettive animali, inquadrature e carrelli imprevisti, ralenti, cospiranti accordi tra musica e immagini - Adamo) come se fosse nel pieno di un visionario thriller argentiano o in un ludico noir alla De Palma. I personaggi e la vicenda mirano invece ad uno statuto tragico, ad un pessimismo cinico (e retorico) che disancora le soluzioni visive rendendole mere dimostrazioni formali. Nel finale si spalancano finalmente le porte ad un'irruenza horror che inchioda e conferma qual è il terreno d'elezione del regista. Monotono Boni; accettabili i comprimari.

Cotola 7/05/11 01:04 - 9143 commenti

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Finalmente un film dalle qualità ormai sempre più rare nel cinema italiano: ben girato (forse anche troppo, tanto da sollevare il dubbio, giustificato, che a volte i formalismi siano fini a se stessi) con un ottimo connubbio tra musica e immagini; ritmo elevato e soprattutto una vena di cattiveria che finalmente fa piazza pulita della deprimente e patetica ricerca di carineria e finta dolcezza di tanto nostro cinema italiano. Tra gli attori Boni non mi è sembrato per nulla convincente. Per chi non è in cerca del solito film italiano.
MEMORABILE: Il finale sulle note della splendida canzone cantata dalla Caselli.

Manfrin 28/09/11 12:17 - 394 commenti

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Noir impeccabile con un Alessio Boni spietato e che non pone limiti alla sua, a volte gratuita, crudeltà nella veste di ex terrorista in attesa di riabilitazione che, ben presto, diventa però criminale incallito. Ottima regia, molte belle scene notturne ed angoscianti, ottimi attori con un grande Placido.

Deepred89 13/01/13 14:28 - 3729 commenti

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Soavi torna al cinema dopo anni di produzioni televisive e i risultati sono registicamente stupefacenti: conoscenza straordinaria del mezzo, virtuosismi da far impallidire Sorrentino, omaggi sparsi a Bava (5 bambole in particolare) e Argento. La sceneggiatura non è altrettanto esaltante (idee e personaggi spesso abbozzati), ma una volta inquadrata la figura del protagonista inizia anch'essa a girare. OST convenzionale (Deep Purple, Jethro Tull, la Caselli ecc) ma azzeccata, da capolavoro il prefinale alla Fango bollente.

Myvincent 21/04/13 16:22 - 3780 commenti

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A parte il trionfo della cattiveria (tema di gran moda oggi in questi tempi nichilisti), questo filmone funereo ha l'aspetto e i tempi di una miniserie TV trasformata e montata per il circuito cinematografico. L'insieme non è male, se non si permettesse al protagonista Alessio Boni di alzare spesso il tono della voce, che in questi casi assume sonorità stridule e cacofoniche. Sembrerebbe poco, ma non lo è. Finale ben fatto, su questo non c'è da ridire.

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Ramino 22/06/13 23:08 - 127 commenti

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Uno dei pochi ultimi film italiani degni di nota. Trama avvolgente e forse la migliore interpretazione di Boni fino a oggi. Placido ispirato al Volontè - poliziotto con un ruolo sopra le righe, esagerato ma convincente. Ottimi la fotografia e il commento musicale. Comparse con facce interessanti.

Giùan 5/07/15 00:20 - 4619 commenti

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Controcorrente rispetto al solitamente stitico cinema italiano, il film di Soavi gioca la coraggiosa carta della bulimia narrativa, correndo il rischio di semplificare troppo la complessità degli anni di piombo, a favore della costruzione d'un opera dal ritmo sostenuto, divorante per numero di personaggi e accadimenti. Il lucido cinismo catatonico di Boni stempera il vorticoso dinamismo criminale nel quale si muove lo stesso protagonista, in un'opera che solo nel titolo allusivamente ironico lascia spazio alla nostalgia. Placido volonteggià da par suo.

Belfagor 7/07/15 21:23 - 2691 commenti

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Proprio come l'idealismo, anche il cinismo diventa indigesto quando si fa programmatico. Non sfugge a questa trappola il film di Soavi, che fatica ad arrivare al finale, appesantito anche da un eccesso di virtuosismi e formalismi. Peccato perché il cast fa un buon lavoro nel complesso (soprattutto Placido, mentre Boni convince poco, specialmente quando alza la voce) e la fotografia livida, efficace nel creare un'atmosfera da peggiore dei mondi possibili, cerca di allontanare il film dallo stile televisivo. Intenzioni lodevoli.
MEMORABILE: La sequenza finale sulle note di "Insieme a te non ci sto più".

Orson 5/12/15 17:23 - 122 commenti

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Capolavoro del neo-noir italiano e canto del cigno di Soavi regista prima di annegare in un mare di fiction per la Rai. Duro, sanguigno, sgradevole, con interpretazioni colossali come quella di Placido, di Boni, della Ferrari, financo della Nedelea il cui fondoschiena è inquadrato da tutte le angolazioni. Citazioni da Il mio nome è Nessuno (l'incipit), da Schock di Mario Bava (i capelli fluttuanti nella scena del sogno), da Sergio Leone (i flashback), con virtuosismi di regia a gogo (la soggettiva della mosca su tutte) e grande fusione musica/immagini.
MEMORABILE: La parte finale con la Nedelea strisciante tra le mura di casa: tra soggettive sfocate e riprese deformanti il noir si trasforma in horror.

Alex1988 15/12/15 19:05 - 728 commenti

I gusti di Alex1988

Film dalla storia tutto fuorché lineare (non conosco il romanzo), dato che inizia come un noir-poliziesco e termina come un dramma. Comunque si tratta pur sempre di un'operazione piuttosto audace, visto il pattume in cui naviga il cinema italiano attualmente. Ben descritti i personaggi su cui spiccano Alessio Boni, carogna al punto giusto e Placido poliziotto schifosamente corrotto.

Namib 31/05/16 18:28 - 7 commenti

I gusti di Namib

Il personaggio del protagonista, un traditore "naturale", sarebbe bastato a se stesso. L'unico "difetto" del film è appunto il tentativo (quasi d'ufficio, scarno e poco convinto) di costruirgli non dico una coscienza, ma una consapevolezza, mentre Bonini è solo una "macchina galvanica" senza passato e senza futuro. Sconcerta positivamente lo scavo che della canzone della Caselli continua a fare il cinema italiano, dopo La stanza del figlio di Moretti. Lì l'accento era su "chi se ne va che male fa", qui su "addio".
MEMORABILE: Il primo omicidio, non glaciale: vuoto, senza conflitto.

Nicola81 25/10/16 15:28 - 2884 commenti

I gusti di Nicola81

Per ottenere l'agognata riabilitazione, un ex terrorista è costretto a commettere crimini ben più gravi di quelli per cui fu condannato, ma la sua coscienza non sembra risentirne troppo. E' più frettoloso ma meno scorrevole del romanzo di Carlotto da cui è tratto e lo stesso Soavi, pur dirigendo globalmente bene, nella prima parte perde qualche colpo. Ma il cinismo e la spietatezza del protagonista (un discreto Boni) e l'epilogo nerissimo lo rendono merce rara, nel recente cinema italiano. Grandioso Placido, ovviamente bella la colonna sonora.
MEMORABILE: La rapina al portavalori; Il drammatico finale; La bravura di Placido, che riesce a strappare qualche sorriso pur interpretando un personaggio odioso.

Kinodrop 1/03/18 19:26 - 3024 commenti

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Storia di Giorgio, omicida e "infame" paradossalmente alla ricerca di una riabilitazione ufficiale. Un solido noir italiano con tanti riferimenti socio-politici dei tempi andati, che fa leva sull'avidità, sulla spregiudicatezza e l'indifferenza per il male, trasversali ai vari livelli della società. La sceneggiatura, pur ispirandosi a un testo letterario, sa dare un'impronta dinamica e di ampio respiro attingendo a generi e stilemi diversi, sempre attenta al risultato estetico. Boni mette la faccia e un certo mestiere, più incisivo e scaltro Placido.
MEMORABILE: Il siparietto melò con la Ferrari; La rapina al portavalori; La ruvidezza e la corruzione di "Placido"; Il finale; L'obosoleta canzone della Caselli.

Bubobubo 22/10/18 01:25 - 1847 commenti

I gusti di Bubobubo

Due film in uno. Nella prima parte, dopo un brutale (e fuori luogo) incipit guerrigliero, seguiamo le gesta del protagonista, un ex terrorista dalla mentalità manichea e dall'arma facile la cui redenzione sociale passa attraverso un ritorno coatto al crimine organizzato. Nella seconda, l'incontro con la donna-angelo, Roberta e l'illusione di un simulacro di felicità che andrà da subito in frantumi... Gli ultimi quaranta minuti (di una gelida e chirurgica ferocia), pur impressionando, contrastano troppo col resto. Domanda a latere: e se...?

Paulaster 11/03/19 10:13 - 4500 commenti

I gusti di Paulaster

Ex terrorista aspetta di essere riabilitato dalla sua pena. Crimini ed efferatezze che spaziano dal politico agli anni di piombo fino alle rapine. Centrata l'attenzione alla provincia come fosse il nuovo che avanza (a livello di benessere), il film poi si perde in sottotrame poco originali (il senatore maneggione, il poliziotto doppiogiochista). Ultima parte amorosa stucchevole in cui Boni smette di essere credibile, ma anticipatrice di un discreto finale orrorifico.
MEMORABILE: La bomba; Il braccio rotto; Gli ombrelli al funerale; La Ferrari sbattuta fuori di casa.

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Magi94 4/03/20 23:00 - 956 commenti

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Un po' inferiore alla sua fama, perché non bastano una regia eccellente e una narrazione senza scrupoli per produrre un ottimo film. Si colpisce duro, ripetutamente, ma spesse volte sembra che a Soavi interessi proprio solo menar fendenti verso non si capisce cosa e a forza di "incattivire" il film si rischiano gli stereotipi. Per esempio, l'eccesso di "acqua di rose" nel personaggio di Roberta o la giungla iniziale molto folcloristica, o i terroristi spagnoli anarchici (!). Grandissimo invece Placido, personaggio migliore. Bravo Boni.

Keyser3 7/01/22 22:56 - 444 commenti

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Clamorosa incursione noir di Soavi dopo anni di horror e di fiction; un film teso come pochi, cattivo come pochi, con un inizio e una fine di una potenza rara. Sceneggiatura di ferro, un ritmo all'americana per un'ora abbondante (fino all'arrivo nel nord-est, dove si tira un po' il fiato), con un Alessio Boni, bravissimo, anti-eroe se ce n'è uno e Michele Placido incredibilmente unto e laido. La violenza è mostrata senza remore e la morale finale è impietosa: chi ha detto che il bene trionfa sempre?
MEMORABILE: Gli scatti d'ira di Alessio Boni.

Anthonyvm 26/08/22 16:30 - 5844 commenti

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Coraggioso e riuscitissimo ritorno al cinema per Soavi dopo l'eccellente Dellamorte Dellamore di dodici anni prima, con un freddo e crudelissimo neo-noir che riprende l'immorale percorso di "riabilitazione" di un ex terrorista, fra corruzione, rapine e omicidi. Passando con disinvoltura dal crime al dramma fosco (paradossalmente più sconvolgente di qualsivoglia exploit stragistico), annientando certe sbavature di script a suon di virtuosi movimenti di macchina e con un uso spigliatamente internazionale della colonna sonora, l'autore compone un piccolo capolavoro di lirico cinismo.
MEMORABILE: Incipit guerrigliero; L'assalto al portavalori; L'eliminazione dei colleghi a suon di mazzate; L'uso di "Io con te non ci sto più" nel gelido finale.
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  • Discussione Zender • 26/11/08 20:16
    Capo scrivano - 48015 interventi
    No no, Legnani ci prende gusto a sufrecciare e giufrecciare, prova a chiederglielo! Si è iscritto per quello, diciamoci la verità. Ha trovato il bersaglio giusto su cui sparare e pum pum, son pallettoni ogni volta! D'altra parte è come sparare sulla croce rossa. Ce l'ho scritto io "correggibile" sul Davinotti. Marcel M.J. mica lo sa, altrimenti mi farebbe di quelle lavate di capo... Meglio meglio, lasciamolo vivere in pace nella sua stanza buia a Ca' Davinotti va, tanto lui è rimasto alla carta e alla matita, su internet non ci arriverà mai.
  • Discussione Cangaceiro • 26/11/08 20:24
    Call center Davinotti - 739 interventi
    Io invece guardando distrattamente i miei commenti fatti...credo di avere il record di segni = qui dentro,infatti sono quasi sempre in sintonia con Il Davinotti.
  • Discussione B. Legnani • 26/11/08 23:10
    Pianificazione e progetti - 15005 interventi
    Undying ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    Appena visto.
    Film stupendo. Ho sufrecciato il Maestro.


    Evento che potremmo definire, senza eccedere, STORICO!
    ;)


    Nel 2008 avevo già sufrecciato ben 6 volte!
    - Satiricosissimo
    - Peep show la sedia...
    - I duellanti
    - Cadaveri eccellenti
    - Il Vangelo secondo Matteo
    - La caduta...

    Vero è che ho pure giufrecciato 48 volte, ma questo è un altro discorso.
  • Discussione Zender • 27/11/08 14:22
    Capo scrivano - 48015 interventi
    Diciamo pure a Cangaceiro che ha l'aura, che se è davvero come dice (ma va verificato se ce ne siano altri che lo superano quanto a uguali) potrà automaticamente definirsi "il cocco del Davinotti", carica fondamentale in quanto Primo Difensore della Fede!
  • Discussione Herrkinski • 27/11/08 17:47
    Consigliere avanzato - 2641 interventi
    M'avete fatto venire la curiosità, per cui sono andato a controllare le mie votazioni: escludendo ovviamente i film inseriti da altri utenti o da me stesso, su 378 film commentati dal Davinotti e da me, sono stato d'accordo 245 volte col Maestro.
  • Discussione Undying • 27/11/08 18:27
    Comunicazione esterna - 7574 interventi
    Simpatica questa cosa della sintonia con Il Davinotti.
    Ci starebbe bene come indicatore da inserire nella "pagina privata".
    Chissà Xamini...

    Possiamo suggerirgli un gravoso impegno come quello di studiare un sistema che possa registrare questo dato relativo al singolo utente?
  • Discussione Herrkinski • 27/11/08 18:29
    Consigliere avanzato - 2641 interventi
    Sarebbe veramente un'idea simpatica! Bravo Undying ;-)
  • Discussione Undying • 27/11/08 18:35
    Comunicazione esterna - 7574 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    Sarebbe veramente un'idea simpatica! Bravo Undying ;-)

    L'idea è bella ma, senza sottovalutare il webmaster (che già ha dimostrato d'esser un genio per fare funzionare questo programma), non credo che questa cosa sia fattibile, dato che il continuo evolversi dei commenti di ogni singolo utente.

    Staremo a vedere se Xamini o Zender (padre supremo del Sito) ritengano realizzabile questa cosa.
    Già hanno rimesso in moto il sistema del "gradisce/disdegna" che non deve essere stata cosa banale...
  • Discussione Zender • 27/11/08 22:15
    Capo scrivano - 48015 interventi
    padre supremo... ah ah, per fortuna che tengo un po' di senso dell'umorismo...
    Allora: Il sistema gradisce/disdegna era stato tolto perché appesantiva clamorosamente un sito che a livello di funzioni interconnettive (che non vuol ddir niente ma rende l'idea) fa concorrenza alla Nasa e che causa anche accessi eccessivi stava collassando. Xamini ha ristudiato il codice semplificandolo, trovando qualcosa che non ho capito e dicendo che si poteva forse osare reintrodurre i tanto amati disdegna. Per adesso sto castello di carte regge.

    Ma anche oggi per dire (ve ne accorgerete entrando nel location radar e guardando le location di romanzo popolare ad esempio) abbiamo implementato un'altra funzione hard: in pratica per le location di roma e milano potrete proprio "entrare" nella location muovendovi nel visore sopra alla mappa. Ora, siccome nel contempo si sta studiando la nuova grafica e facendo molte altre cose bisogna avere un po' di pazienza. l'idea èè bella, ma se sia fattibile o meno lo potrà dire solo San Xamini!
  • Discussione Xamini • 29/11/08 14:06
    Call center Davinotti - 547 interventi
    Uhm... dato che ho imparato (a nostre spese) che qualsiasi idea deve essere prima messa dinanzi all'evidenza dei fatti, pena i rallentamenti da ulcera dei mesi precedenti,
    faccio subito una query di prova...
    Risultato positivo!

    In tempo reale e in tempi relativamente brevi (siamo sugli 0.0081 sec per un Puppigallo, cioé uno dei mostri sacri), possiamo calcolare un po' di valori, tra cui totale di commenti parifrecciati, totale-totale, eccetera. Giocandoci un po' su e percentualizzando, potremmo costruire una scaletta di affinità con il Sommo.

    Oltretutto, dopo le ultime settimane di ottimizzazione, i nostri indicatori interni ci dicono che il server del sito sta soffrendo molto meno. Resta ancora il nodo di questo maledetto forum: quanto mai non lo scrissi da zero...