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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Di nuovo un Soavi per il produttore Argento dopo il parziale insuccesso della CHIESA. Si parte dalla California di una comunità hippy dei Settanta (sulle note di “A Horse With No Name” degli America) per tornare subito nella mitteleuropa cara all'horror para-argentiano degli Ottanta. Francoforte 1991, Giovanni Lombardo Radice in fuga con un cuore strappato in tasca, fermato sulla metro e poi suicida. Ancora una falsa partenza, poi finalmente Herbert Lom santone e poco dopo Kelly Curtis (figlia e sorella d'arte) che lo accoglie in casa senza sapere che errore sta per fare. Vive sola con un coniglio che diventa presenza costante (con tanto di...Leggi tutto soggettive personalizzate, in un'occasione), ma la nuova ingombrante presenza dell'uomo reca con sé presagi di morte ed eventi straordinari, a cominciare da uno sgradevolissimo animaletto infilatole nel naso mentre dorme! Posseduta? Probabile, perché da quel momento la vita di Miriam non sarà più la stessa tra incubi, scoperte di stanze misteriose nella casa, fatti di sangue... Più che un film un puzzle di sensazioni. I minuti passano e la storia si sfilaccia sempre più seguendo le vaghe tracce di una sceneggiatura che lascia chiaramente spazio alla visionarietà del regista; il quale però non azzecca intuizioni trascendentali e anzi, fa ricordare con maggiore clemenza quelle viste nella CHIESA. Forse anche colpa di una colonna sonora di Pino Donaggio non all'altezza del suo nome (né di quelle composte dai Goblin ed Emerson per l'horror precedente) o della fotografia di Raffaele Mertes che, pur buona, manca della profondità per supportare al meglio il lavoro registico (a tratti virtuoso) di Soavi; lo si era già intuito nell'incipit “americano”, viene ribadito dopo, per quanto qualche momento di buon impatto non manchi (la Curtis che affonda nell'acqua densamente azzurra della sua vasca). La Giordano col petto in bella mostra è un omaggio al nostro glorioso B-horror passato, come pure la sua atroce fine. Inutilmente contorti gli sviluppi della trama, che ottengono di far scemare inesorabilmente l'interesse di chi guarda, vista la non sufficiente potenza delle idee e della messa in scena. Carente lo splatter, radi gli effetti. Si potrebbe anche perdonare, se il resto sapesse incidere meglio. Così non è.

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Undying 26/04/07 00:31 - 3807 commenti

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Terza regia di Soavi e quinta produzione di Argento per un horror molto suggerito, lento e, forse per questo, abbastanza inquietante. Notevole, come già ampiamente dimostrato in precedenza, lo stile di Soavi, con una particolare predisposizioni a suggestivi piani-sequenza e soggettive originali (la ripresa che segue il fluire dell'acqua lungo le condutture) e che, anche nella citazione (lo scorticamento di un viso durante un rituale molto simile ai supplizi inferti dai Cenobiti di Hellraiser) mantiene un carisma ed un fascino tutto suo.

Enrikoses 5/04/08 12:01 - 39 commenti

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Horror esoterico e millenarista su una setta dei "senza volto". Esigua trama, attori non al di sopra delle parti. Regia però notevole, con caratterizzazioni stilistiche davvero sorprendenti, visuali e colpi d'occhio maestrali. Peccato per la troppo intrecciata trama.

Pol 20/04/08 15:24 - 589 commenti

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Non basta qualche bella intuizione qua e là per sollevare le sorti di un film sostanzialmente malriuscito. Sarà l'eccessiva durata, sarà che spesso si ha l'impressione che la sceneggiatura non sappia dove andare a parare, sarà quel finale tirato via... Non saprei spiegare in una sola parola il motivo per cui questo film mi è sembrato semplicemente una vaccata. Peccato per certe scene in cui Soavi dimostra il suo valore, ma come detto all'inizio non basta. Ultimi rantoli dell'horror italiano.
MEMORABILE: Il rito dei senza volto nel bosco, molto suggestivo.

Hackett 16/05/08 16:00 - 1868 commenti

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Dopo la convincente prova di La chiesa Soavi ci riprova ma questa volta il flop è clamoroso. Il film non convince né rapisce lo spettatore, trattando una storia mal scritta, mal interpretata e girata senza quel guizzo che poteva almeno intrigare un po'. Delusione su tutti i fronti. Noia.

Cotola 15/06/08 23:45 - 9176 commenti

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Terribile scivolone di Soavi dopo due film di buon livello. Stavolta invece propina allo spettatore un filmaccio di bassa lega che paga soprattutto una sceneggiatura incredibilmente delirante che è davvero difficile a credersi se non si è visto il film e che più che spaventare produce sorrisi e sghignazzi assortiti: basti pensare che ci sono insetti che entrano nel naso e producono sonni tormentati (mah!!!) e marabù erotomani. Ma per piacere. Ah ah ah. Davvero impresentabile. Buono, forse, solo per farsi due risate.

Sunchaser 28/09/08 10:29 - 127 commenti

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Più riuscito del precedente (e disastroso) La Chiesa, questo nuovo prodotto del sodalizio Argento-Soavi risulta ancora zoppicante e confusionario per quanto riguarda la sceneggiatura. Soavi, però, qui mostra le sue qualità di regista: si sbizzarrisce in visionari movimenti di macchina e crea genuini momenti di suspance (indimenticabile il coniglietto), aiutato dalle scenografie di Antonello Geleng. Adeguato il cast: bella e fragile come vuole il ruolo è Kelly Curtis, sorella di Jamie Lee, nuda come il solito Mariangela Giordano, bene anche gli altri.

B. Legnani 13/11/08 20:00 - 5567 commenti

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Cunicolo (in ambo i sensi: aggettivo e sostantivo). Il film mi ha convinto per quasi tre quarti, ma con l'arrivo della setta, là dove c'erano misura, magìa e una certa logica pur nell'inverosimiglianza, il tutto cede all'inutile eccesso (anche di durata) e alla confusione (nonostante il talento visivo), fino al brutto finale. Che peccato. Mille riferimenti, per cui cito solo i più banali: Rosemary's baby nel cinema, "Ascesa all'Empireo" (Bosch) nella pittura. Meglio del confusionario La chiesa, peggio dell'esordio con Deliria.

Bruce 25/05/09 09:20 - 1007 commenti

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Soavi conferma almeno in parte le qualità mostrate ne La Chiesa e colpisce per inventiva e ricerca di soluzioni spesso originali; tuttavia il film sembra meno ispirato ed è senza dubbio meno affascinante dal punto di vista scenografico. Il soggetto lascia molto a desiderare. Brava la Curtis. Nel complesso mediocre.

Herrkinski 5/10/09 22:56 - 8253 commenti

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Soavi, sotto la produzione e guida spirituale del suo mentore Argento, gira un film ambiziosissimo, che nelle intenzioni del regista avrebbe probabilmente dovuto essere un elaborato capolavoro: si vede che la carne al fuoco è tanta, c'è la continua voglia di eguagliare Argento con inquadrature d'avanguardia e una fotografia di alto livello, gli interpreti sono buoni (ottimi Arana e Lom, brava la Curtis, stracult la Giordano), le musiche di Donaggio pure. Ma il film è prolisso, confusionario, talvolta presuntuoso nella sua astratta visionarietà.

Lucius 13/05/10 01:20 - 3015 commenti

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Notevole e sottovalutata pellicola, realizzata con maestria da Soavi che con meticolosa cura dei particolari e una buona direzione degli attori realizza un bel film decisamente migliore de La chiesa, grazie anche ad una regia sorprendente. Kelly Curtis dimostra di essere una brava attrice, quanto sua sorella. La fotografia del film e le scenografie contribuiscono a rendere il film fascinoso.

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Greymouser 15/05/10 09:26 - 1458 commenti

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Soavi è un regista di talento, anche se le sue produzioni non sono tutte all'altezza delle sue capacità. In questo film discontinuo e tuttavia affascinante, l'autore riesce a creare un clima di mistero e di minaccia che intriga e coinvolge lo spettatore, anche perchè lo script è di sicuro interesse per gli orrorofili. Lo svolgimento, soprattutto nel finale, non mantiene tutte le promesse, ma resta un lavoro più che dignitoso.

Rebis 7/02/11 15:54 - 2375 commenti

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Così Soavi tramanda gli stilemi argentiani affrancandosi al contempo dal giogo del maestro: conferendo sostanza alla cifra esoterica, decentrando le scene di morte pur rispettandone l'eminenza, imprimendo al racconto una struttura coerente e spiraliforme, esigendo immedesimazione dagli interpreti e informando un'iconografia demoniaca inedita e blasfema (acque lustrali, uccelli e una sindone). Buon film, fascinoso, dalla forte carica evocativa, i cui principali difetti vanno imputati ad altre maestranze (alla sceneggiatura il loffio finale, a Donaggio le brutte musiche). Sottostimato.

Homesick 29/05/11 18:35 - 5737 commenti

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Molto meglio de La chiesa. Alla maggior coerenza narrativa, saldamente ancorata al repertorio di congreghe, presagi e parti satanici di Rosemary’s baby e alle sue metodiche, fa riscontro l’assoluta padronanza tecnica con cui il discepolo di Argento assimila e restituisce, rinnovata, l’elegante visionarietà del suo maestro, qui forte presenza in veste di autore e produttore. Un irregolare tracciato di simboli esoterici si infittisce minuto per minuto, per poi disciogliersi sotto la pioggia purificatrice divina. Catalizzanti musiche di Donaggio.
MEMORABILE: L’insetto fecondatore introdotto nella narice; le allucinazioni della Curtis; il pozzo; l’asportazione della pelle dal viso della vittima sacrificale.

Trivex 11/07/11 14:31 - 1757 commenti

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Rapidamente: separo il buono dal cattivo. La parte buona è quella dei personaggi di genere (e di mito): la plurimaltrattata nel cinema di genere Maria Angela Giordano (vedi l'imprescindibile Patrick vive ancora), il massiccio ispettore del capolavoro Il sesso della strega, Donald O'Brien, il cattivo di Cannibal ferox Giovanni Lombardo Radice. Oltre a questi attori, il fascino di genere si avverte nell'andamento lento della pellicola, a volte davvero al limite dell'immobilismo. La parte cattiva: sceneggiatura superficiale, recitazione forzata, finale disastroso. **

Buiomega71 5/11/11 17:04 - 2957 commenti

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Superiore alla Chiesa, uno degli ultimi veri sussulti del nostro cinema horror, di uno dei registi più dotati dopo Argento. Sanguinario, fascinoso, visionario e arcano, con atmosfere polanskiane che penetrano nella pelle. Alcuni momenti sono davvero feroci, la Giordano massacrata a coltellate, l'incipt con Lombardo Radice (che si chiama Martin Romero) e l'inizio con la setta alla Charles Manson sono da antologia. Sicuramente il miglior Soavi, che attinge alla fiaba nera di gusto quasi "celtico". Piccolo gioiello da non mancare. Arcaico.
MEMORABILE: La Giordano abbordacamionisti fatta a pezzi a coltellate; L'uccellaccio; La setta mansoniana all'inizio sulle note di "A horse with no name".

Enzus79 15/11/11 16:12 - 2983 commenti

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Il pregio de La setta è sicuramente la regia di Michele Soavi. Storia scialba ed abbastanza contorta e che poteva avere una durata minore (troppe le quasi due ore). La prima parte migliore della seconda. Kelly Curtis non regge il confronto con altre "eroine" del genere horror.

Ryo 3/02/12 04:14 - 2169 commenti

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Buona prova di Soavi: un film abbastanza inquietante seppure le scene "horror" stiano nella tensione e nella paura dell'ignoto piuttosto che in un ridicolo straccio assassino (che hanno pure schiaffato in locandina, manco fosse il fulcro del film). Scarna la fotografia, accettabile il livello di recitazione. In alcune scene si nota lo stile di Argento.

Max renn 24/03/12 16:19 - 80 commenti

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Incipit interessante, proseguo sfilacciato nel quale i nodi non giungono mai al pettine, bensì aumentano indefinitamente senza mai sciogliersi. L'ultima mezz'ora vive nel segno del delirio e ci propone sequenze quali quella dello stupro operato da un marabù (!). La tecnica c'è ma pare al servizio del germe argentiano, il quale gode nel predicare il non sense. L'ossessione di Soavi verso le tubature fa il paio con quella del maestro Argento nei confronti dell'acqua: che i due siano stati idraulici, in un'altra vita?

Tomastich 5/02/13 10:38 - 1258 commenti

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Un film assolutamente da rivalutare: anche se la fattura risente già del periodo burrascoso e low-budget del cinema mondiale, Soavi e Argento riescono a creare una storia del terrore molto ben congegnata anche se, in alcuni punti, lenta e farraginosa. Nonostante ciò un film da promuovere, soprattutto in relazione all'anno di uscita.

Myvincent 19/04/13 19:04 - 3792 commenti

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Ancora una produzione firmata Dario Argento per un film che si discosta molto dal suo mondo, proponendo un'opera variegata ed originale che ha come punti di forza l'eclettismo stilistico e la componente visionaria. Il risultato non è sempre all'altezza delle aspettative; specie nel secondo tempo, dove abbonda l'elemento fantasioso che sorprende e disorienta quello horror.

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Saintjust 14/03/14 02:07 - 159 commenti

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Polanski più Argento e Soavi: il risultato è uno sgradevole mostro. Soavi predispone una costruzione compassata, disseminata di elementi misticamente inquietanti e di un'infinità di dettagli oscuri. La prima parte è inopinatamente lunga e inutile, quel che segue s'attorciglia su se stesso creando molta confusione rischiarata solo da una manciata di trovate riuscite. Assente qualsivoglia atmosfera "infernale", mentre le citazioni/omaggio a Phenomena, Il nido del ragno, Hellraiser, Fulci, si sprecano. Buona la fotografia. Imbarazzante il finale.
MEMORABILE: Il coniglietto è leggendario!; La scena con le "manine" di felliniana memoria.

Fulcanelli 20/09/15 10:19 - 135 commenti

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Boiata di immani proporzioni. Le premesse per un film almeno discreto c'erano, ma si perdono dopo 15 minuti. Il resto è un noioso carosello trash: fazzoletti assassini, animali con turbe mentali, punture sul naso (più unica che rara!), moto autoesplosive, acque con strane robe blu, tombini segreti... I personaggi sono un po' tutti "dementi", i dialoghi pressoché inutili e la sceneggiatura va dal molto mediocre al completamente senza senso. Mariangela Giordano fuori luogo. L'unica cosa apprezzabile sono le (poche) nudità di Kelly Curtis.

Zender 31/08/17 10:28 - 317 commenti

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Kelly Curtis come Rosemary senza il conforto di Cassavetes, single che nella casa d'una quarta madre apocrifa conosce l'orrore di una setta dai disegni imperscrutabili. Soavi fa il suo Inferno con Argento che osserva sapendo quanto altra cosa fu: più prosaico e modernista, l'allievo esplode fugaci schegge dell'arte del Maestro ma affoga nell'ingenuità del bianconiglio, nell'incomunicabilità di volti meno espressivi delle loro sindoni avvolgenti. Orrore bidimensionale da quotidianità infranta senza convinzione per chi invece della morte saprà parlare con spessore qui inimmaginabile.
MEMORABILE: Sùbito il cavallo senza nome: l'America degli America apre illusori scenari grandiosi purtroppo poi rinfoderati tra claustrofobiche pareti domestiche.

Minitina80 1/04/18 12:40 - 2998 commenti

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Forse l’horror più personale di Soavi, non tanto nel soggetto che tratta la nascita dell’Anticristo, quanto per il modo di sviluppare l’idea di base. Il protagonista principale non è il sangue e non si corre nemmeno il rischio di incappare in spaventi improvvisi. La narrazione, infatti, è lenta e puntigliosa e pretende di suggestionare trasmettendo un senso di oppressione e angoscia sempre crescenti. Se proprio si vuole fare un accostamento per inquadrarlo meglio, si può scomodare Polanski per una visione d’insieme molto similare. Non male.

Maik271 4/06/18 15:50 - 436 commenti

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Soggetto e produzione sono di Argento e la sua mano si nota parecchio. Soavi però è bravo a creare un certo alone di mistero e un tocco personale alla regia. Molto valido il film per la prima ora, poi si esagera con le trovate e le situazioni eccessive e inesplicate fino a raggiungere un finale bello nella suggestione ma forse eccessivamente "buono". Facendo media tra la prima parte e la seconda due pallini e mezzo meritati.
MEMORABILE: La scena onirica; La vasca da bagno; Le tubature.

Gabigol 20/12/18 16:16 - 606 commenti

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La rilettura dell'Anticristo in versione onirica permette a Soavi di omaggiare i precedenti Polanski e Carpenter in maniera personale, ben supportato dalla presenza di Argento dietro la sceneggiatura (anche come produttore). Il tema del film è interessante perché si presta a interrogativi e suggestioni che attecchiscono nella visionarietà di molte immagini proposte. In cosa si perde? Eccessivi voli pindarici di sceneggiatura e troppo snodi narrativi affidati a soluzioni pacchiane (oggetti che cadono, gente che sviene...).
MEMORABILE: Il rito nel bosco; Il sogno con il lungo abito; Il coniglio che fa zapping per lo spiegone; Il motociclista in fiamme (trash insuperabile).

Rufus68 5/01/19 12:25 - 3865 commenti

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La triade Argento-Stivaletti-Soavi, aiutata da un cast internazionale che garantisce una recitazione dignitosa (convinta in Lom), riesce a regalare, finalmente, un buon horror italiano. L'insieme (un po' sfilacciato) sembra inferiore alle singole sequenze, alcuni ammicchi cinefili lasciano il tempo che trovano e il tema della nascita demoniaca è sin troppo usurato; la professionalità, però, va altamente apprezzata così come la cautela in certi effettacci. Evitare la mediocrità è una medaglia che il regista può appuntarsi con orgoglio.

Pinhead80 7/04/19 22:59 - 4922 commenti

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Una donna rischia di investire accidentalmente un anziano stravagante in possesso di un misterioso pacco. Lo porterà a casa non immaginando neanche lontanamente cosa le accadrà. Soavi beneficia di un film fatto e finito da Dario Argento per girare un horror discreto che trova il suo picco nelle scene girate vicino al pozzo. Interessante anche l'incipit con la comune hippy falcidiata dalla setta dei senza volto.

Pumpkh75 8/05/20 16:02 - 1778 commenti

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Un profondissimo pozzo nero di suggestioni diaboliche (l’America mansoniana sulle note degli America, il pacco dono di Lom, la sindone che soffoca, i viscidi vermicelli celesti nelle acque) che tende pian piano a prosciugarsi, rivelando il fondo secco e arido di un culto che poco di terrorizzante ha da idolatrare e di un finale che farebbe imprecare infuriato qualunque satanasso. Regia di Soavi di livello, la Curtis invece è tanto anonima da essere quasi invisibile. Più di una riserva, ma anche ottanta minuti da far tremare vene e polsi!

Siska80 22/05/20 19:42 - 4018 commenti

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Anche qui si nota la mano argentiana nella sceneggiatura: delirante l'incipit (con Damon che arriva con le fattezze e i modi del Messia e invece compie una strage), ma la trama è una sorta di mix ben congegnato tra Chi sei? e Il presagio, con l'utilizzo degli insetti tanto cari al maestro Dario. Ottimo il cast, innumerevoli trovate destabilizzanti nella loro macabra crudezza, pertinenti le musiche, finale quasi poetico. Imperdibile, per gli amanti del genere.
MEMORABILE: Il furto con sorpresa sulla metro.

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Ira72 15/10/20 12:15 - 1326 commenti

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Un po' pasticciato nello svolgimento, tra "sacri insetti" e sacri volatili che fecondano la prescelta al fine di dare alla luce l'inferno sulla terra (l'epilogo è imbarazzante). Poco credibili anche i salti temporali e gli intrecci della sceneggiatura anche per i riferimenti alla comunità hippie caricaturizzata e ridotta a una risibile macchietta. Recitazione quasi ai minimi storici. Però. Qua e là lo stile del Maestro fa capolino connotando il film con uno stile che lo risolleva dall'anonimato. Tutto sommato la visione è godibile, anche per lo stile anni 90 che permea la pellicola.

Lupus73 19/12/20 15:42 - 1522 commenti

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Da Soavi/Argento un altro prodotto di qualità (dall'estetica polanskiana), pur non ai livelli de La chiesa. Inizio entusiasmante sulle note degli America: anni 70, hippy, setta che ricorda il caso Polanski/Manson (il personaggio Damon), ma tornando ai giorni nostri si perdono colpi per una sceneggiatura a volte sfilacciata/dilatata. Innegabile la maestria nel creare atmosfere deliranti dal sapore esoterico-demoniaco ricche di particolari, con una pregevole fotografia, ma a volte i dettagli rimangono enigmatici (Inferno) e il finale è un po' telefonato e poco soddisfacente.
MEMORABILE: Le citazioni esoteriche a tutto tondo che non trascurano nemmeno quelle musicali (Rolling Stones) e le radici settantiane del tema "setta"; L'inizio.

Leandrino 21/10/21 14:11 - 516 commenti

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Il lavoro di una setta satanica nel corso dei decenni ha come obiettivo ultimo la nascita dell'ennesimo Anticristo del cinema. Si avverte ancora una volta lo zampino di Argento: il soprannaturale (per lui) continua a corrispondere a illogicità narrative e a domande inevase. Ma per fortuna Soavi dà l'ennesima conferma di una regia solida, supportata dalla plasticità della fotografia di Mertes: le sbavature vengono limitate da atmosfere disturbanti e un ritmo più o meno sostenuto - forse un po' troppo "diluito" il minutaggio. Nel complesso: la terza prova è quella giusta.

Anthonyvm 6/01/24 01:38 - 5891 commenti

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Al suo terzo horror, di nuovo sotto l'ala protettrice-produttrice di Argento dopo La chiesa, Soavi non smentisce la propria attitudine visionaria e virtuosistica, infarcendo di memorabili invenzioni sceniche un tessuto narrativo di per sé poco originale (i soliti satanisti in cerca della Rosemary da ingravidare), noiosetto e mal strutturato. E sebbene qualche volta l'accento autoriale sia indistinguibile dallo strafalcione campy (dagli eccessi enfatici di certi interpreti ai dialoghi poco brillanti, passando per qualche effetto speciale datato), l'insieme si lascia seguire. Non male.
MEMORABILE: La bellissima sequenza onirica fra i papaveri; L'insetto preistorico; L'estirpazione facciale con uncini; Il marabù demoniaco che becca e ingroppa.

Occhiandre 8/06/24 16:18 - 167 commenti

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Alice scende nella tana del Bianconiglio e ne assume lo sguardo. Non è che il prestigiatore Soavi alluda a quanto siano fifoni i suoi spettatori? Oppure teneri come i bambini di un improvvisato carnevale felliniano che si svolge fra la lanugine dei pioppi. Il paese delle meraviglie non lascia in pace i suoi visitatori nemmeno per un attimo: vermicelli blu, stracci assassini e insetti ipnagogici. Le belle carrellate e la studiata fotografia infondono tocchi magico alle ordinarie ambientazioni tedesche ma rispetto a La chiesa il tono è meno grottesco e scivola a volte nel patetico.
MEMORABILE: L'apertura fra i figli dei fiori; L'anziano guru; Le ambientazioni suburbane tedesche.
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  • Curiosità Undying • 1/10/09 19:17
    Comunicazione esterna - 7574 interventi
    Blando, ma simpatico, cameo di Michele Soavi nei panni di un mago che appare in televisione, mentre il coniglietto della protagonista (Kelly Curtis) cambia canale con la zampetta. Al minuto 49 del film:

    Sotto: comparsata di Soavi alla Georges Méliès!

  • Curiosità Lucius • 3/12/09 02:51
    Scrivano - 9041 interventi
    Kelly Curtis, voluta a tutti i costi da Argento, per chi non lo sapesse è figlia e sorella d'arte, essendo una delle figlie di Tony Curtis e Janet Leigh (la protagonista di Psycho di Alfred Hitchcock), nonchè sorella di Jamie Lee Curtis.
  • Musiche Lucius • 17/10/10 15:55
    Scrivano - 9041 interventi
    Interessante opera a più mani, di non facile reperibilità.
    La track-list:

    1 Brent Mason - Don't Leave Me Alone 2:50
    2 Donovan - The Heights Of Alma 3:45
    3 Marion Williams - Oh Happy Day 4:38
    4 Joe Diffie - Comin Back To Me Now 2:48
    5 Ken Tobias - Whistle These Old Blues 4:26
    6 Keith Emerson - Prelude To Candice 1:45
    7 Pino Donaggio - La Setta 4:05
    8 Pino Donaggio - Ansimando 4:09
    9 Pino Donaggio - Il Cuore Strappato 2:28
    10 Pino Donaggio - Sogno 2:20
    11 Pino Donaggio - Metro' 2:01
    12 Pino Donaggio - Il Mistero Del Pozzo 2:00
    13 Pino Donaggio - La Mente Di Miriam 3:54
  • Homevideo Xtron • 7/05/12 21:39
    Servizio caffè - 2182 interventi
    Il dvd Cecchi Gori ha una durata di 1h52m07s

    Ultima modifica: 8/05/12 08:35 da Zender
  • Homevideo Buiomega71 • 6/02/17 19:02
    Consigliere - 26265 interventi
    Uscito il Blu-Ray tedesco (con audio italiano) della Koch Media:

    http://www.kultvideo.com/DVD.aspx/25503-Blu-Ray-La-Setta-Limited-Mediabook-Edition-Blu-Ray-2-DVD?__lang=it-IT
  • Homevideo Zender • 5/06/17 14:55
    Capo scrivano - 5 interventi
    Uscito anche il bluray inglese della Shameless del film (con audio italiano):

    https://www.amazon.it/Sect-Edizione-Kelly-Leigh-Curtis/dp/B01LVWF9GF/ref=pd_bxgy_74_img_2?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=55W5DV1EJ34HWVCDR07Z
  • Discussione Lucius • 26/07/18 12:32
    Scrivano - 9041 interventi
    Allan ebbe a dire:
    A parte alcune scene girate in Germania, il film è stato fatto tutto a Roma e dintorni. Lo chalet era attorno al lago di Castel Gandolfo.
    (fonte: Antonello Geleng in Nocturno, luglio 2018)

    Wow! Interessante.. Tra l'altro la fermata Furio Camillo è stata totalmente rifatta da un annetto.
    Ultima modifica: 26/07/18 12:46 da Lucius
  • Homevideo Noncha17 • 20/11/18 13:00
    Magazziniere - 1068 interventi
    Partita la start-up del film sul sito della CG|Entertainment




    L'artwork della cover:
    Ultima modifica: 21/11/18 11:57 da Noncha17
  • Homevideo Noncha17 • 25/06/19 11:49
    Magazziniere - 1068 interventi
    "Riproposta" la start-up qua sopra..fallita nemmeno un anno fa!

    CG|Entertainment

    Stavolta, però, costerà "solo" 16euro e 99 e sarà - a livello di packaging - un po' più contenuta.

    L'artwork rimarrà lo stesso..
  • Curiosità Lucius • 28/12/21 13:33
    Scrivano - 9041 interventi
    Qui sotto una delle maschere originali utilizzate nel film:

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images59/setta1.jpg[/img]

    Questa è in possesso del regista Fabrizio Spurio, (che ringrazio per la cortesia) regalatagli da Sergio Stivaletti, effettista del del film:

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images59/setta2.jpg[/img]