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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E’ ormai un po' che Nanni Moretti ha abbandonato il cinema assolutamente innovativo ed esilarante che l'aveva reso celebre col capolavoro BIANCA (in cui compariva tra l'altro la stessa protagonista di oggi, Laura Morante), anche se va detto che in APRILE alcuni momenti molto divertenti restavano. Qui no. Con LA STANZA DEL FIGLIO Moretti ha voluto portare sullo schermo solo e unicamente la tragedia di un padre che perde il figlio (Giuseppe Sanfelice), senza mai indulgere in quell’ironia che negli anni era diventata il suo trademark. Così LA STANZA DEL FIGLIO è un film disperato, impietoso, che mette in scena litri di lacrime amare e che...Leggi tutto vuole far riflettere sul tema con semplicità spiazzante. E va subito detto che il Moretti attore è straordinariamente in parte. Misurato al punto giusto, interpreta il dolore come probabilmente farebbe la stragrande maggioranza di noi. In questo film è perfettamente riuscito, anche perché Laura Morante è altrettanto straordinaria (molto meno la figlia Jasmine Trinca, poco spontanea) e la regia sa cogliere sempre le inquadrature giuste. Così possiamo tranquillamente sopportare l'ennesima figura di psicologo alle prese con pazienti più o meno schizofrenici (tra di loro notevoli Silvio Orlando e Stefano Accorsi) che in Italia abbiamo già visto affrontata nello stesso modo da una bella schiera di autori (Nuti ci ha fatto una vera e propria malattia). LA STANZA DEL FIGLIO coinvolge, appassiona e come tutti i film di Moretti lascia sempre dentro di noi la sensazione di un cinema intelligente, maturo, originale nonostante, come qui, l'idea non sia certo nuova.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 7/05/07 09:40 - 2728 commenti

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Prima prova totalmente drammatica di Nanni Moretti. Il risultato è convincente soprattutto grazie alla sua buona prova attoriale, in questo coadiuvato dalla sempre brava Laura Morante. Pur non trovandolo tra i migliori lavori del regista romano gli va riconosciuto il merito di aver cercato di affrancarsi da un certo genere di cinema che gli aveva dato successo e popolarità e il film, pur con qualche pesantezza di troppo, non delude. Buono.

G.Godardi 8/05/07 17:20 - 950 commenti

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Quasi un ritorno ai lacrima movies questo film di Moretti, film che è piaciuto più ai non morettiani che non ai fan del registattore romano. E il "cinema del dolore", quel "continuiamo così, facciamoci del male", slogan apicelliano, viene attuato in questo film. Un colpo allo stomaco ai soliti fans, che dopo mezzora di film "normale" si ritrovano con un'altra "cosa" tra le mani. Prendiamolo più che altro come un esercizio di stile, tanto per dimostrare che può piacere anche a chi Moretti non piace. Solido.
MEMORABILE: Moretti che si stordisce sulle montagne russe per soffocare il dolore e l'inaspettato finale, che dona un barlume di speranza.

Sibenik 4/08/07 12:14 - 90 commenti

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Ennesima opera sopravvalutata di un regista sopravvalutato. Il film, basato sullo sconvolgimento di una famiglia per la morte del figlio, assume ben presto caratteri oscillanti tra il patetico ed il grottesco toccando il culmine nell'incontro tra la famiglia del ragazzo morto e la sua mezza fidanzatina. Film piatto in cui il dolore dello strizzacervelli Moretti trasmette più che altro un senso di noia e fastidio. Sorvolo sulla veduta di Cannes inserita dal regista a scopo ruffiano e concedo solo alla Morante l'onore delle armi.
MEMORABILE: Non pervenuti.

Atter 6/11/07 11:05 - 9 commenti

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Ci troviamo di fronte ad un terribile "lacrima movie" con Nanni Moretti al posto di Renato Cestiè! Pieno di sequenze che vanno oltre il trash, come l'incontro con un gruppo di suonatori africani o le imbarazzanti sequenze di sesso con la Morante (altra "grande" attrice) con "le poppe di fuori". E che dire del facile simbolismo con la madre che cerca gli oggetti del figlio morto... tutti rossi? Un ingobile filmaccio esaltato da tutti solo grazie alla politica.
MEMORABILE: Il pedofilo Stefano Accorsi urla che gli piacciono i bambini, poi sbrocca e spacca lo studio dell'impassibile Moretti!

Galbo 2/02/08 11:21 - 11422 commenti

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Bella prova di Nanni Moretti che riesce con successo a "sganciarsi" dai temi del suo cinema di sempre per una inconsueta e struggente riflessione sul dolore molto meno ovvia e scontata di quanto possa apparire a prima vista. La bella sceneggiatura del film è molto efficace nel fare apparire il protagonista come posto davanti ad uno specchio che riflette immagini spesso inedite (ad esempio il rapporto con il suo lavoro). Il Moretti attore infine offre un'eccellente prova delle sue capacità, coadiuvato da un ottimo cast.

Gugly 8/02/08 19:31 - 1016 commenti

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Famiglia perfetta in cui irrompe il dramma; siccome si tratta di Moretti, non c'è nemmeno l'appiglio della fede e bisogna pur trovare un equilibrio... Il film è ben fatto, anche se la famiglia perfettini da un po' fastidio; detto questo, solo l'ultima parte con l'amica del ragazzo risulta un po' forzata; divertenti i pazienti, che ricordano i primi geniali lavori del Nanni che fu.

Renato 5/07/08 02:33 - 1581 commenti

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Un film riuscito a metà. Moretti cerca di rendere eccessivamente reale qualcosa che lo spettatore non vorrebbe mai vedere con troppo realismo e cioè la perdita di un figlio. In più alcuni passaggi con Silvio Orlando e Stefano Accorsi sono decisamente forzati e stonano non poco rispetto al resto del film. Restano alcune sequenze di cinema purissimo che pochi registi italiani ci sanno regalare in questi anni, ma da Moretti ci aspettiamo -ovviamente- ben altro. Per me, un (mezzo) passo falso.

Matalo! 20/07/08 12:07 - 1368 commenti

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Se solo avesse diretto un altro invece che se stesso sarebbe stato un film eccezionale; ma ciò non toglie che Moretti si riscatta dall'ormai piatto e esangue trend dei suoi film con una storia più tradizionale dimostrando un certo polso registico tout court. Il film è bello e toccante e nonostante ciò anhe chi è della corrente politica affine a quella di Moretti lo ha messo nel dimenticatoio. Da maniaco qual sono vedere le tette della Morante mi farebbe dare il massimo pallinaggio... Unico film dove Accorsi combina qualcosa di buono, poi basta.
MEMORABILE: Il footing del protagonista.

Pigro 19/07/08 10:04 - 7828 commenti

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La morte del figlio getta nella paralisi i genitori e la sorella. Il regista concepisce questo film con un pudore e una sensibilità rigorosi e sinceri, che per una volta riescono a superare (non sempre, in verità) l’ormai bloccata “maschera” autoreferenziale di Moretti-attore. Ci sono momenti di intensa commozione, sostenuti da un minimalismo basato sulla quotidianità: cosa che moltiplica la rappresentazione del dolore della perdita. Altri momenti un po’ artificiosi (come il simbolico viaggio finale). Laura Morante è magnifica.

Deepred89 25/11/08 20:59 - 3293 commenti

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Film drammatico molto interessante e decisamente riuscito. Molto semplice sia come regia che come storia, ma questi aspetti risultano probabilmente il maggior punto di forza del film che risulta, proprio grazie a ciò, credibile e coinvolgente. Un po' troppo numerose le scene delle sedute psichiatriche, ma per quanto riguarda l'elaborazione del lutto si nota un apprezzabile tentativo di evitare compiacimenti. Buono il cast e belle le musiche di Piovani.

Capannelle 7/05/09 15:08 - 3732 commenti

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Il Moretti versione drammatica è probabilmente più gradevole del solito anche se la predominanza del proprio personaggio e la costruzione dei dialoghi (purtroppo) non cambiano. Attori tutti discreti. Dopo una prima parte tipicamente morettiana arriva la parte di elaborazione del lutto che catalizza giustamente l'attenzione dello spettatore (anche se poteva essere più incisiva). Nel complesso abbastanza godibile ma senza sobbalzare dalla sedia come hanno fatto i "compagni di merende" di Cannes.

Cangaceiro 26/06/09 11:48 - 982 commenti

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Messi quasi del tutto da parte cazzeggi e stravaganze Moretti abbraccia in modo totale e profondo il dramma. Il fulcro della storia è il rimorso per quel che poteva essere e invece non è stato a causa della lacerante tragedia che macera nel dolore un'intera famiglia. Nanni dimostra una buona predisposizione (ma non eccezionale) per la recitazione drammatica così come la Morante coi suoi immancabili piagnistei. Molto bravi Orlando e Accorsi, quest'ultimo parecchio adatto come personaggio secondario. Struggenti le musiche di Piovani. Toccante.

Homesick 14/11/09 18:54 - 5737 commenti

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Estremo. L'universale, straziante quotidianità di un resoconto del terribile dolore conseguente la perdita di una persona cara: l’ultimo bacio alla salma, la sigillatura del feretro, i sensi di colpa, i rapporti affettivi e professionali che s'incrinano, l’inanità del conforto religioso – atrofizzato da circostanziale retorica chiesastica -, la lenta rassegnazione, il ricordo, la nostalgia. Il controcorrente Moretti raggiunge un’inconsueta maturità artistica, votandosi ad un cinema affratellante e ad una recitazione sobria e sofferta, cui opportunamente ricorrono tutti gli altri attori.
MEMORABILE: La Morante riapre l’armadio del figlio. Il pianto di Moretti durante la seduta con Orlando.

Giuliam 11/11/09 09:54 - 178 commenti

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Nanni Moretti conduce una vita da pisicologo, ha una bella famiglia e non si lamenta di niente, fin quando un giorno muore suo figlio e lui cade in depressione. Un lungo sgomento, commozione... in cento minuti circa. Un po' eccessivo, francamente. Una morale che va oltre le lacrime e il violento ritmo lento. Ci sono un'analisi accurata dell'animo di un padre col cuore infranto per la morte del figlio, le considerazioni di morte, vita e destino.

Rickblaine 11/11/09 09:35 - 635 commenti

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Una famiglia vive il dramma della perdita di un figlio e cerca di reagire nonostante la tragedia. Nanni Moretti, solito personaggio facilone, qui è analista e ha in cura pazienti uno più curioso dell'altro. Toccante a tratti, esagerato in altri. Non annoia e anzi i dialoghi sono per la maggior parte intelligenti e non banali. La Morante poteva far meglio.

Enzus79 11/11/09 10:15 - 1828 commenti

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La felicità di una famiglia viene rotta quando muore accidentalmente il figlio. Film drammatico in tutti i sensi: Moretti e la Morante sanno interpretare benissimo due genitori che perdono il figlio cercando di riniziare una nuova vita. Giusti tutti i riconoscimenti positivi che ha ottenuto in Italia ed all'estero.

Vstringer 12/11/09 23:44 - 349 commenti

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Il film più ambizioso di Moretti regista, girato sulla soglia della decenza e montato da cani, mentre il Moretti attore non riesce mai fino in fondo a staccarsi dal personaggio Moretti, se non quando spinge a tavoletta sul patetismo e si giova di una Morante che sale di tono, per arrivare ad una parte finale asciutta e lontana dalla banalità. Jasmine Trinca (al debutto) mostra di avere grandi qualità e Accorsi sfodera la sua migliore interpretazione di sempre.

Cotola 28/05/10 23:38 - 7560 commenti

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All'apparenza il più drammatico dei film morettiani (pur non essendolo) riesce a trasmettere emozioni e a farlo in modo raro nel cinema contemporaneo: con sobrietà e senza cercare facili effetti o cadere in fastidiosi patetismi. Finale con barlume di speranza. Bella scoperta la Trinca, al solito "monolitico" Accorsi. Un buon lavoro ma non certo tra le pellicole migliori del regista.
MEMORABILE: In macchina, quando la famiglia canta Arrivederci amore ciao.

Nando 23/06/10 01:03 - 3486 commenti

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Un film rarefatto su una immane tragedia familiare, la perdita di un figlio da parte di un genitore lascia strascichi psicologicamente non guaribili. L'amena prima parte viene colpita dal grave lutto e la famiglia mostra crepe di difficile riparazione. Tuttavia nel dialogo genitoriale si evidenzia un notevole clima alla Bergman fatto di silenzi e ricerche sul passato del defunto. Finale, personalmente, molto cinematografico ma non corrispondente alla realtà.

Hackett 12/08/10 15:31 - 1728 commenti

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I migliori film di Moretti sono stati i meno politici e i più personali. Anche questo dramma familiare risulta particolarmente sentito, sincero e genuino. Gli attori sono tutti perfetti e Moretti rinuncia al fare apicelliano per disegnare la figura di un padre travolto dalla peggior tragedia esistente. Ottimo il finale, sulle note di Brian Eno.

Aal 17/09/10 12:19 - 322 commenti

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Nanni Moretti smette i panni dell'intellettuale intelligente e decide per una volta di realizzare una bella opera lineare, semplice e profonda, basata sui sentimenti. E ci riesce alla grande, producendo un film onesto e toccante, recitato con grazia e leggerezza. Anche la Morante riesce a contenere la sua innata enfasi dando vita ad uno splendido personaggio. Non sono tanto convinto dalla scelta di Accorsi che mi è sembrato l'unico leggermente fuori ruolo mentre. La reputo una delle prove più convincenti del regista.

Siregon 26/10/10 23:17 - 353 commenti

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Bellissimo. Un Moretti più accessibile ma non per questo meno incisivo e profondo. Supportato da una grandissima Morante e dalla rivelazione Trinca, Moretti mette qui in scena la quotidianità del dolore attraverso silenzi e piccoli gesti quotidiani. Un minimalismo narrativo che coinvolge lo spettatore in maniera delicata ma decisa. Una colonna sonora asciutta e memorabile quella di Piovani, sussurrata e liberatoria. Meritata Palma d'oro a Cannes: uno dei film italiani più importanti degli ultimi anni.

Belfagor 1/05/11 15:52 - 2625 commenti

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Rinunciando alla sperimentazione, Moretti sceglie il minimalismo formale per concentrarsi sull'osservazione dell'elaborazione del lutto. Ne risulta un film pacato ed introspettivo, dominato dalla difficoltà per i protagonisti di superare un evento traumatico quale la morte del figlio. Il registro narrativo mette in risalto una sofferenza che altrimenti non trasparirebbe nel giusto modo. Molto ben descritto anche il ruolo dello psicanalista (interpretato da Moretti stesso). Unico calo nel viaggio finale, un po' scontato. Sobrio, efficace.
MEMORABILE: La famiglia in macchina che canta "Insieme a te non ci sto più"; Accorsi che distrugge lo studio in preda alla rabbia.

Ishiwara 24/05/11 22:56 - 214 commenti

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Alcuni momenti realmente emozionanti si alternano ad altri decisamente fastidiosi nella loro artificiosità. Un film squilibrato, ma che almeno nella parte centrale funziona bene. Finchè analizza l'elaborazione del lutto da parte dei tre personaggi singolarmente è convincente, ma molti dialoghi non funzionano ed il Moretti attore è insopportabilmente narcisista, inadatto. Decisamente migliori la Morante e la giovane Trinca. Contano decisamente più i silenzi che le parole. Se solo Moretti imparasse da Allen a rimanere dietro la telecamera...
MEMORABILE: Il serraggio delle viti della bara; l'ossessiva ripetizione degli stessi pochi secondi sul lettore CD; il luna park.

Rebis 2/06/11 15:41 - 2088 commenti

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Quando la telecamera entra nella camera ardente e osserva sbigottita la chiusura della bara diventa lampante che la dimensione della perdita, il trapasso in corso non è solo familiare: il lutto che stiamo elaborando è culturale, ideologico. Moretti persegue un ferreo minimalismo che conduce a toccare con mano l'incandescenza del dolore; a tratti però perde il controllo e si rifugia nelle convenzioni sfiorando pericolosamente il patetico. La sua presenza - qui moderata con tatto ammirevole - rimane ingombrante: ma c'è molto altro cui prestare attenzione, non ultimi gli straordinari interpreti.
MEMORABILE: L'epifania nel negozio di dischi sulle note di Brian Eno.

Guru 2/06/11 18:55 - 348 commenti

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Un accadimento doloroso trasforma, o meglio stravolge, la quotidianità di una famiglia come tante... La maggior difficoltà è reinventarsi per non soccombere, liberare la mente per non impazzire. È l'esempio di come una storia comune possa diventare speciale per chi la vive e la genialità di Nanni Moretti consiste nell'averla rappresentata con trasporto ma con misurata sobrietà. Sofferenza e dignità viaggiano insieme, l'una accanto all'altra, accompagnate e perseguitate dai ricordi e dai rimorsi di una domenica da dimenticare.

Mickes2 16/07/12 12:05 - 1668 commenti

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Emozionante e commovente film di Moretti che affronta un percorso corale e individuale sulla morte, l’elaborazione del lutto e il dolore che si staglia prepotentemente nel quotidiano all’interno della famiglia lasciandola basita e inerme, divisa e frustrata dinnanzi un’enorme tragedia quale può esserlo le perdita di un figlio. Sconvolge e stringe il cuore toccando corde profondissime delicatamente e senza pietismi; con sensibile sobrietà e rispetto si rende tangibile l’amara nostalgia di un passato difficile da superare, ma non impossibile. ***!

Markus 25/07/12 08:28 - 3310 commenti

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Moretti - nei panni di uno psicologo - affronta la perdita del figlio adolescente; da qui le traversie che la disgrazia produce nella sua famiglia. Il regista romano inaugura il nuovo millennio con un film dai toni drammatici e dal facile messaggio compassionevole, che da una parte è ruffiano ma dall'altra ha la consapevolezza di non gettare l'opera nell'ovvietà che il soggetto impone. Il film è in parte riuscito, ho però sempre il rammarico di dover veder celato il talento comico di Moretti: il pagliaccio che vuole piangere...

Gabrius79 26/09/13 00:31 - 1199 commenti

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Struggente, coinvolgente dramma familiare diretto e interpretato da un buon Nanni Moretti accompagnato da un cast decisamente in forma (bravissimi e in parte la Morante e Orlando). Moretti ha saputo descrivere bene e con molta lucidità una fase della vita in cui dalla felicità si passa bruscamente alla tragedia. Interessante la carrellata dei pazienti di Moretti.
MEMORABILE: La scena in cui la famiglia canta "Insieme a te non ci sto più".

Nancy 30/07/14 02:04 - 774 commenti

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Il dramma del subire e dover elaborare nel quotidiano un gravissimo lutto, visto dagli occhi di Moretti diventa un film ispirato e assolutamente particolare, pieno di spunti interessanti a partire dalle riflessioni sugli spazi personali - da titolo - giungendo a quelle sul lavoro del protagonista del film (è psicanalista). Commovente ma mai in modo banale o scaltro; anzi, si legge molta più onestà qui che in tanti altri lavori giovanili del regista. Minimalista ma sempre pervasivo.

Paulaster 24/07/15 18:39 - 2827 commenti

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Affrontare la perdita peggiore che un genitore possa avere narrando il dolore che separa le singole personalità. Momenti forti (la chiusura della bara, la messa, gli sfoghi in casa) e umani (l’acquisto del cd, il luna park, le foto) con le storie interessanti dei pazienti a far da cornice. Dramma con le musiche di Piovani a dare una leggera forza. Dall’apparizione della ragazzina il registro cambia e tende a sfumare troppo velocemente, con una chiusura speranzosa. Buona prova dell’esordiente Trinca e di un Accorsi nel suo miglior ruolo.

Rambo90 3/08/15 16:18 - 6397 commenti

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Non uno dei miei preferiti di Moretti, ma indubbiamente un buon film che sa affrontare l'argomento del lutto in modo lucido e realistico, senza patetismi e senza ricattare lo spettatore con momenti facilmente commoventi. Il ritmo è però a volte troppo pesante, anche se riscattato dalle ottime interpretazioni (su tutti una Laura Morante in stato di grazia). Bella la colonna sonora di Piovani.

Graf 18/08/15 12:22 - 699 commenti

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Tra quelli visti, il film di Moretti meno convincente. Film quanto mai “scritto” e non solo intuito, dalla narrazione disciplinata e chiara, rivolto verso la concentrazione drammatica e uno stile basilare ma che soffre dell’incapacità del regista di comunicare allo spettatore la luttuosa sofferenza interiore della morte di un figlio adolescente. Qualche illuminazione lirica, tensione verso il simbolo, una recitazione efficace ma misurata di tutti, ma rimane la sensazione che il film abiti in un altro luogo e sia geloso di rivelare la sua vera natura.
MEMORABILE: L'esordiente Jasmine Trinca è una vera sorpresa positiva, Laura Morante conferma il suo grande talento recitativo.

Pinhead80 27/09/15 11:11 - 3970 commenti

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Ecco il Moretti che mi piace, lontano anni luce dai rimbrotti politici e in grado di raccontare una storia "semplice" - ma fortemente drammatica - come solo lui sa fare. Sì, perché maniaco della perfezione nel ricercare l'espressione del viso più adatta, i dialoghi migliori e i silenzi necessari, inquadra la tragedia di una famiglia normale con una verosimiglianza stupefacente. Il passato, il presente e l'elaborazione del lutto emergono con straordinaria forza. Giustamente premiato a Cannes.

Parsifal68 10/06/16 09:17 - 607 commenti

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Il figlio muore tragicamente dopo un'immersione. Padre, madre e sorella resteranno attanagliati dal dolore e dai rimpianti cercando di rinvigorirne la memoria. Un inconsueto Moretti mette in scena un dramma purtroppo non raro della perdita di un figlio e dell'inevitabile dolorosa elaborazione del lutto. Lo fa tralasciando inutili quanto facili pietismi, anzi cercando di spingere sul pedale della riflessione, spesso con qualche esagerata forzatura ma con innegabile mestiere. Brava la Morante.

Marcolino1 5/12/16 16:12 - 505 commenti

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Il film introduce l'autocitazionismo della psicanalisi (Sogni d'oro), altrove si fa riferimento a Bianca (l'armadio delle scarpe). Poi il lettino dell'analista diviene un confronto tra il dolore di Moretti e le sofferenze altrui. Il lutto viene qui filmato nelle fasi di rielaborazione interiore dei gesti di ogni giorno, anche nelle cose insignificanti e nell'interagire quotidiano, reso magistralmente dagli interpreti. Non vi è eccesso di pathos e c'è l'accettazione faticosa della fatalità e il desiderio di mantenere un filo di continuità col defunto.
MEMORABILE: Moretti alle giostre e in corsa da solo, per alleviare l'inquietudine; La lettera che lui stesso non riesce a scrivere alla ex fidanzata del figlio.

Ryo 15/07/17 00:55 - 2169 commenti

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Film dalla tristezza e l'angoscia devastanti. Si discosta totalmente da tutta la filmografia morettiana girata sinora, inoltre anche la recitazione del regista in alcuni punti raggiunge picchi notevoli di credibilità. Come contorno personaggi con uno spessore e un identità che donano all'intera pellicola tocchi di crudezza e realismo mai visti in pellicole del regista.
MEMORABILE: La performance di Stefano Accorsi; La tensione fra Nanni e Silvio Orlando; "in questa casa è tutto rotto, tutto sbeccato".

Lou 14/11/17 17:30 - 972 commenti

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Moretti prova a indagare il dolore e lo fa con coraggio, rappresentando in modo autentico e intenso la devastazione degli affetti più cari. Non è un film facile, la commozione è di fatto inevitabile, però è davvero apprezzabile la capacità di analisi degli effetti di una tragedia calata nella quotidianità. Moretti e la Morante offrono una convincente prova di coppia.

Westonberg 8/04/20 00:30 - 29 commenti

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Un film forte e vero che accende mente e cuore. Il dramma di una famiglia qualunque per la scomparsa del figlio adolescente tanto amato, le difficoltà ad accettarlo e la disgregazione dei rapporti interni che ne consegue. Asciutto nella prima parte del film, Moretti si sofferma di più sulla psicologia dei personaggi, su come vivono e reagiscono all'atroce perdita. Le scene con i pazienti di Giovanni sono notevoli. Tutti gli attori regalano una prova spontanea e riflessiva su di un tema ostico, in primis Laura Morante e la giovane Jasmine Trinca.
MEMORABILE: "By this river" di Brian Eno, stupenda e commovente; La scena della Morante che piange al telefono; Stefano Accorsi che distrugge lo studio.

Claudius 27/09/20 08:50 - 422 commenti

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Uno dei migliori film di Moretti (superato soltanto da Caro diario e La messa è finita) anche, ma non solo, per merito del soggetto (una famiglia si trova a dover improvvisamente rielaborare il lutto più straziante) e dell'ottimo cast (Moretti e la giovane Trinca su tutti ma anche la Morante, Orlando e Scarpa in un piccolo ruolo). Non si scade mai nel patetico ma la scena della bara che viene chiusa è straziante e disperata come poche. Bellissimo il finale in cui, nonostante tutto, si avverte un barlume di rinascita.
MEMORABILE: La chiusura della bara e il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gugly • 31/01/08 21:55
    Segretario - 4677 interventi
    Originariamente il film doveva intitolarsi "Giovanni" (...)
  • Curiosità Cangaceiro • 2/07/09 15:04
    Call center Davinotti - 742 interventi
    Per aver contribuito alla visibilità della città di Ancona in Italia e all'estero con questo film il Comune di Ancona tributò a Moretti la civica benemeranza del "Ciriachino d'oro"(per intenderci l'equivalente del milanese Ambrogino d'oro) il 4 maggio 2002.
    Nanni,tramite fax,ringraziò per l'ospitalità ma disertò la consegna,a tutt'oggi ancora mai avvenuta.
  • Curiosità Cangaceiro • 2/07/09 15:17
    Call center Davinotti - 742 interventi
    Le riprese ad Ancona iniziarono nell'autunno 1999 e terminarono nell'Aprile del 2000.La produzione affittò dalla famiglia Sonnino un doppio appartamento con vista su piazza Cavour con un contratto la cui scadenza era fissata per fine gennaio.
    La Sacher film però continuò le riprese per qualche mese in più rispetto al previsto occupando l'alloggio fino al 30 aprile 2000,data in cui il giudice emise nei confronti della Sacher lo sfratto per fine locazione.
    Nanni Moretti,convocato ieri dal tribunale civile di Ancona,per spiegare i ritardi della lavorazione del film ha detto:"Ricordo che dovemmo fermarci per un'agitazione sindacale(delle maestranze del film) e c'erano stati anche dei PROBLEMI DI NATURA ARTISTICA".
    FONTE:Corriere Adriatico del 2 luglio 2009.
  • Musiche Marietoile • 28/10/13 11:28
    Galoppino - 29 interventi
    Grande accompagnamento con le musiche di Nicola Piovani e splendido il brano By this river, che lo si ascolta nel negozio di dischi e alla fine del film con la raffinatissima voce di Bryan Eno.