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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Quando viene realizzato un film sullo scottante tema degli “snuff movies” (riprese amatoriali in cui si videoregistrano le vittime mentre agonizzano sotto i colpi del loro carnefice mascherato) il pericolo è quello di sconfinare nei facili moralismi e nella semplicistica (quanto giusta, per carità!) condanna del fenomeno senza addentrarsi davvero nel mondo perverso che vi sta alla base col risultato di apparire banali. Era successo per 8MM e capita inevitabilmente anche qui, dove lo spagnolo Amenábar dimostra tutta la sua dipendenza dai modelli e gli standard americani confezionando un thriller ben strutturato, discretamente interpretato ma anche risaputo. Dal principio...Leggi tutto alla soluzione finale abbiamo il ricalco puro degli stereotipi che animano i teen-movies dell'orrore made in USA. Forse perché Amenábar la pensa come il professore dell'università di cinema a cui la protagonista (Ana Torrent) è iscritta: la prima cosa che conta sono i gusti del pubblico. Quindi perché dannarsi per cercare una via personale al thriller? Diamogli quello che si aspetta: continui colpi di scena, belli e brutti a confronto, un po' di suspense, una soluzione non troppo facile, qualche spruzzatina di Hitchcock... Kevin Williamson e i suoi SCREAM e SO COSA HAI FATTO sono a un passo. Per fortuna Amenábar conosce il mestiere e dirige bene film e attori, un paio di buone trovate tengono abbastanza alto il ritmo (anche se non mancano i momenti morti), dialoghi e interpreti sono azzeccati, per cui TESIS regge discretamente la lunga durata (quasi due ore). Ciò non toglie che ci sia davvero poco di nuovo, e da un paese già così poco esportatore di cinema era lecito aspettarsi di meglio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Lercio 9/10/07 12:48 - 232 commenti

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Coinvolgente dal primo all'ultimo minuto, la struttura dell'indagine amatoriale che compiono gli studenti è quella tipica dei film per ragazzi, ma inserita ad arte in un ambiente particolare quale quello universitario, freddo e inquietante nella sua impalpabilità causata dalla folla. L'enorme università di Madrid funge da labirinto dove non tutto è come appare. Si scava sempre più a fondo scoprendo atroci verità. Ottimo film, ottima prova!

Undying 8/10/07 09:08 - 3839 commenti

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Terza regia per il talento spagnolo Alejandro Amenabar, ovvero debutto ufficiale, se si escludono i due interessanti cortometraggi realizzati in precedenza come regista: Himenóptero (1992) e Luna (1995). L'autore dimostra un talento non comune nella messa in scena, ma non è supportato dalla sceneggiatura (in parte sua, in parte di Mateo Gil) che appare come una copia di molteplici pellicole americane, rese innocue dal mix serio/faceto e da un contenutismo formale a volte retorico (i delitti oscurati). Bravi, comunque, gli interpreti.

G.Godardi 27/11/07 16:58 - 950 commenti

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Film su una tesi e film a tesi. Ripescato nel 2001 doopo il successo di Apri gli occhi, è l'esordio al lungometraggio di Amenabar, nome di spicco nel nuovo cinema spagnolo, ovvero un cinema competitivo con quello americano, che ne riprende stili e modelli per dare al pubblico (spagnolo) ciò che desidera: sesso e violenza. Se non fosse per la prolissità eccessiva sarebbe un film perfetto. Ovviamente il nostro cinema di genere viene omaggiato spesso. Oltre al regista ha lanciato anche la carriera di Noriega (il belloccio) e di Martinez (quasi-sosia di Johnny Depp)

Renato 29/11/07 01:17 - 1595 commenti

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Un horror molto sui generis, con attori discreti ma soprattutto una regìa ben al di sopra della media. Unica pecca la parte finale, che risponde un po' troppo ai classici stereotipi del genere. Detto per inciso, è un film che mette paura per davvero, forse perché lascia il soprannaturale fuori dalla porta e si concentra su alcuni elementi reali che mettono lo spettatore decisamente a disagio.

Herrkinski 14/05/08 22:28 - 5304 commenti

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Il film di Amenabar è decisamente inquietante e fortunatamente abbastanza lontano dal fiasco dell'affine 8mm con Nicholas Cage. La trama è ben strutturata e il crescendo di tensione è ideale, con momenti di puro terrore. Qualche parte è leggermente superflua, tuttavia il film è un ottimo thriller, dall'atmosfera morbosa e malsana. Unica nota negativa: sarebbe stato forse più impressionante se il regista avesse mostrato più esplicitamente i finti filmati snuff. Da vedere, comunque.

Ciavazzaro 30/05/08 15:54 - 4766 commenti

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Ottima variazione spagnola sul misterioso fenomeno dei cosidetti snuff-movie (film con veri omicidi e torture, verità o leggenda?), con un ottimo cast, una buona parte investigativa e una discreta tensione (e paura). Il sangue non è troppo mostrato, ma in questo caso meglio così. Funzionale la regia.

Supercruel 3/10/08 15:46 - 498 commenti

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Decisamente buono. Migliore del più famoso 8mm con Nicolas Cage. La pellicola di Alejandro Amenabar convince per ritmo, coinvolgimento e atmosfera. In particolar modo funziona l'ambientazione universitaria, utilizzata come risorsa per la costruzione di una tensione sempre presente, che si fa vera spina dorsale del film. La violenza non è mai troppo grafica ed esplicita, ma questo non inficia più di tanto la crudezza complessiva dell'opera. Da vedere.

G.enriquez 12/10/08 21:26 - 121 commenti

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Un thriller d'atmosfera decisamente ben strutturato e una piccola lezione sui tempi cinematografici e sul montaggio. Decidendo infatti di far svolgere il film in ambiente universitario (facoltà, guarda caso, di Scienze della Comunicazione), Amenabar gioca continuamente con questi temi e dimostra di aver ben assimilato l'esame di Regia. Fotografia e interpreti ok. Piccola chicca: guardate un po' chi c'è nella lista degli acquirenti della videocamera Sony XT-500... un certo Amenabar, che si autocita in omaggio a un certo Hitchcock.

Cotola 10/09/09 23:40 - 7634 commenti

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Thriller sul tema della violenza (ed in particolare su quella degli "snuff") che risulta interessante ed a tratti intrigante, ma non perfettamente riuscito, a causa di una lunghezza eccessiva. Due ore piene, infatti, il più delle volte sono troppe per un film di genere e ciò spiega alcuni cali di tensione cui la pellicola va incontro. Il regista mostra di non essere dozzinale e di avere delle idee. I film successivi confermeranno la buona impressione su di lui.

Pigro 2/10/10 09:26 - 7922 commenti

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Impegnata per la sua tesi, scopre un giro di snuff movie all'università. Decisamente una buona opera prima, che riesce a interpretare in modo vivace e convincente il classicissimo plot da scoperta del grande complotto, ben infuso di altri temi classici di certo cinema Usa. Più che l'originalità, dunque, va vista la sicurezza con cui il regista padroneggia il gioco complesso dei sospetti e dei continui apparenti rivolgimenti (anche se raramente davvero sorprendenti). E comunque il film è godibilissimo e regala alcune belle sequenze ad effetto.

Daniela 2/01/10 23:27 - 9658 commenti

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Sullo stesso tema degli snuff movie, il primo lungometraggio di Amenabar risulta più convincente sul piano della messa in scena e della suspense del modesto 8 mm, ed anche meglio interpretato, almeno da parte del bel Noriega e da Martinez (qui con un look che lo fa sembrare il giovane Gary Oldman), mentre Ana Torrent si dimostra in un paio di sequenze clou eccessivamente "tranquilla" data la situazione. Indovinata anche l'ambientazione nell'università/labirinto. Deboli invece i dialoghi e la sceneggiatura, un po' ripetitiva e prolissa.

Lucius 4/02/10 13:16 - 2819 commenti

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Un film ben confezionato, ricco di suspence e basato su uno script interessante rigurdante gli snuff movies. Alcune carenze della sceneggiatura non inficiano comunque il dipanarsi della vicenda. Lo spettatore resta col fiato sospeso in più di una sequenza e fino al finale rivelatore, non è facile individuare l'assassino. Le ultime sequenze del lungometraggio contengono un chiaro segnale di denuncia sullo sfruttamento, di qualsiasi materiale atto a fare odience, da parte dei mass media.

Luchi78 2/09/10 14:07 - 1521 commenti

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Mescolare troppo le carte è un trucchetto che a volte funziona, a volte no. In questo caso, Amenabar la tira troppo per le lunghe e i continui cambi di colpevole sembrano studiati solo per creare aspettative false e mai funzionali alla storia. Decisamente sottotono rispetto allo stupendo Apri gli occhi.

Mitog 23/11/10 18:18 - 3 commenti

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Azzeccatissimo thriller di alta suspence dove, in una scuola cinematografica, un folle studente (di cui non si conosce l'identità) si diverte a torturare e uccidere belle colleghe filmando il tutto con la propria videocamera. Molti i momenti di paura, tra i quali resta impresso il camminare dei due protagonisti nei sotteranei bui dell'istituto. Unica pecca le fasi finali del film, piuttosto confuse. Tre pallini!
MEMORABILE: Le urla di agonia della vittima nel filmino snuff.

Pinhead80 19/02/11 17:12 - 4007 commenti

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Angela, per la sua tesi di laurea, raccoglie materiale sulla violenza nei film. Quasi senza rendersene conto finirà nel terribile mondo degli snuff movie. Il regista confeziona un'opera buona sotto il profilo tecnico, affrontando un tema scottante, con semplicità e senza ricorrere a truculenze. La tensione viene mantenuta sempre alta sino a esplodere nell'ottimo finale. Un film da recuperare.

Giùan 17/12/11 15:54 - 3053 commenti

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Esordio capolavoro per Amenabar, filmato con la foga intelligente dei suoi 23 anni. Il ragazzo spagnolo costruisce quello che da una parte è un thriller riuscitissimo, capace di coniugar astuzia e riflessione a momenti puramente emozionali e dall'altra una digressione molto ben argomentata sulla deriva della contemporanea civiltà delle immagini (mostrata attraverso il meccanismo di attrazione repulsione presente in tutti i personaggi, al quale anche noi spettatori finiamo per obbedire). Accattivante quanto disturbante. Lode senza bacio accademico.
MEMORABILE: L'incipit in cui Ana Torrent si ferma a "contemplare" il morto nella metro; La visione dello snuff movie; La stanza di Chema.

Gaussiana 24/04/12 19:30 - 121 commenti

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Il primo lungometraggio di Amenabar tratta il tema degli snuff-movie, ma a differenza di altre opere simili (mi riferisco ad Hardcore poiché 8 mm uscirà pochi anni dopo) sposta l'attenzione, almeno all'inizio e alla fine, sulla morbosità come caratteristica tipica dell'uomo e dunque presente nell'intera società sotto una forma voyeuristica. Per il resto è un piacevole thriller lineare e senza grossi colpi di scena; alcune scene, viste attraverso il bianco e nero della telecamera digitale, arricchiscono la narrazione.
MEMORABILE: Chema con la maglietta di Cannibal holocaust!

Fabbiu 6/02/15 21:27 - 1957 commenti

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Buona la prima parte, in cui si indaga sull'osservazione della violenza come oggetto di tesi di laurea (ma con riscontri reali e riferimenti allo stesso cinema spagnolo). Lo svolgimento della trama, entrando nel mondo degli snuff movie, è a tratti appesantito da lungaggini quasi mai necessarie e da alcuni modi di fare dei personaggi che non sempre risultano naturali. Nel complesso il film manca di fluidità, nonostante in fin dei conti sia anche interessante. Ancora più fascinoso risulta vedere storie di vhs, nastri, regolazione di tracking...

Nicola81 4/10/14 00:00 - 2009 commenti

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Thriller incentrato sugli snuff-movies, ma anche una riflessione sulla crisi dell'industria cinematografica, considerata l'inevitabile conseguenza della morbosità del pubblico. Malgrado l'argomento, la violenza è quasi assente e si è preferito puntare maggiormente sulle psicologie dei personaggi, tutti ben interpretati (ottima, in particolare, la Torrent). Qualche ingenuità nello script e qualche lungaggine evitabile rischiano di tarpargli le ali, ma Amenabar mostra già quelle qualità che esploderanno nei successivi Apri gli occhi e The others.
MEMORABILE: Il video; I sotterranei dell'università; Il finale.

Didda23 14/03/16 09:50 - 2298 commenti

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Il debutto (sul lungo) di Amenabar regala più luci che ombre. Se da un lato una fotografia di stampo televisivo evidenzia la pochezza di budget e di mezzi a disposizione, dall'altro il regista spagnolo mostra una predisposizione del mezzo notevole, con un gusto finissimo per le inquadrature. La sceneggiatura, dai continui ribaltamenti e colpi di scena, è solida e di qualità; peccato per la scelta di allungare il brodo fino alle due ore, una maggiore concisione avrebbe giovato. Dialoghi nella norma. Interessante la prova del cast. Un buon film.
MEMORABILE: Il rapporto tra la protagonista e la sorella; La visione della vhs che uccide il professore.

Faggi 12/05/16 20:04 - 1509 commenti

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Buone idee svolte però in una forma prolissa e difettosa, specie in tutta la seconda parte. È interessante come viene trattato il tema degli snuff-movie e il modo di farlo entrare nel tessuto visivo del film. Il finale è confusionario e sfiora il ridicolo (da dove sbuca il coltello nelle mani di lei? Cose da mago Silvan). Alla fine è un B-movie anche un po' presuntuoso.

Liv 2/12/16 10:03 - 237 commenti

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Squallida pellicola per un pubblico che ama il genere; il quale va ben oltre la "pulp fiction" e che in italiano si può definire come un misto di pornografia, crudeltà e mistero. Ormai tutti i generi marginali sono stati sdoganati e il presente occupa il posto di avanguardia in termini di viaggio nel torbido che, giunto all'estremo, viene promosso e magari persino nobilitato. I due ragazzini risultano odiosi e la regia, per quanto velleitaria, va di pari passo.

Il ferrini 12/12/16 01:22 - 1736 commenti

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Stupefacente esordio per Amenabar, che se l'anno dopo ci "aprirà gli occhi", qui invece ci apre la mente, portandoci a formulare infinite congetture per oltre due ore di magistrale thrilling. Noriega è dannatamente inquietante ma in generale tutto il cast offre una grande prova. Certo, alcuni particolari tradiscono l'età del film (le vhs, le videocamere con il "nuovo" zoom digitale) ma il ritmo e la bontà della sceneggiatura sono intatti e rendono Tesis un'opera assai godibile anche a distanza di vent'anni. Un gioiellino da non perdere.

Bubobubo 28/12/18 01:43 - 1231 commenti

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Decisamente troppo lungo e prolisso per le capacità narrative del giovane Amenábar, è comunque un buon prodotto, apprezzabile sia dal cinefilo (a lui sono dedicati i numerosi rimandi metatestuali, Cannibal holocaust in testa) che dallo spettatore occasionale (attirato, magari, dal tema degli snuff). Sul finale si cercano di confondere un po' le acque, ma il gioco delle tre carte ha comunque una combinabilità limitata e la soluzione è intuibile con discreto anticipo. Tulpa di Zampaglione ricicla, di fatto, lo stesso colpo di scena conclusivo.

Rufus68 27/03/19 23:34 - 3155 commenti

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Filmetto deludente (rispetto allo status di cui gode). Amenabar se la cava dignitosamente; purtroppo la sua storia, che molto promette, si snoda sonnacchiosa, priva di veri sussulti e con un intrigo più giallo che davvero perturbante. Non si avverte mai il disagio che una tale materia (lo snuff movie) potrebbe ingenerare. Alla fine, nonostante un certo mestiere degli attori (compresa la Torrent, già deliziosa bimba de Lo spirito dell'alveare), siamo dalle parti del teen horror yankee rielaborato in versione più matura.

Anthonyvm 16/10/19 23:45 - 2146 commenti

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Buon thriller a tema snuff movie. Il plot è di stampo classico, l'influenza del cinema americano è palese (soprattutto a livello di personaggi e di snodi narrativi), ma lo stile risplende di un'eleganza intrinsecamente europea. Le riflessioni sulla violenza nei media e sul fascino malato che ha sul pubblico non sono cosa nuova, ma Amenábar le affronta con la dovuta sottigliezza, coinvolgendo lo spettatore stesso in giochetti cine-psicologici (non ci mostra la violenza, ma ci spinge a desiderarla morbosamente). Simile a 8 mm, ma più raffinato.
MEMORABILE: L'incipit col morto suicida e la soggettiva che ci fa sentire voyeur; Le citazioni, da Fantasmi di Coscarelli a Cannibal holocaust; Lo shockumentary.

Buiomega71 7/01/20 00:51 - 2298 commenti

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Amenábar pare già un regista scafato che sa il fatto suo; il problema sta nel manico: il regista non conosce il senso della misura (il racconto della principessa e del nano tratto da Oscar Wilde, la snervante perlustrazione al buio con i soli fiammiferi) e la narrazione si fa sempre più prolissa e macchinosa (gli snuff, la ragazza gelosa, il belloccio tenebroso, il poco rassicurante professore). Ottime le battute finali alla villa e nel garage, un chiaro tributo alle Tenebre argentiane. Disturbante, proprio perchè lasciato all'immaginazione, il video snuff.
MEMORABILE: I manifesti di Belli e dannati, Cabal e Fantasmi in bella mostra; Il video "mondo jacopettiano"; L'incubo "erotico" alla lama di coltello di Angela.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ciavazzaro • 25/09/09 12:29
    Scrivano - 5612 interventi
    Il regista scrisse parte di questo film mentre si trovava ancora all'università,finendolo poi alcuni anni dopo.

    Fonte:Imdb
  • Curiosità Lucius • 6/11/10 20:39
    Scrivano - 8307 interventi
    Chema indossa, in alcune scene, una maglietta con stampata sopra la locandina di Cannibal Holocaust.
  • Curiosità Lucius • 6/11/10 20:41
    Scrivano - 8307 interventi
    La scena in cui Angela e Chema vagano nei tunnel bui sotto l'università potendosi illuminare solamente con pochi cerini è un chiaro omaggio al film L'uccello dalle piume di cristallo (1970) di Argento.
    Fonte:Ciak.
  • Curiosità ShangaiJoe • 9/01/12 18:09
    Galoppino - 217 interventi
    Mentre Angela sfoglia l'elenco elettronico delle persone che hanno acquistato la telecamera incriminata, tra gli altri, appare il nome di Alejandro Amenabar.
  • Discussione Buiomega71 • 7/01/20 10:58
    Pianificazione e progetti - 22123 interventi
    Ciò che l'occhio non vede-L'introspezione della visione.

    Pregevole esordio di un piccolo genio (che si farà grande) sul tema della mitologia degli snuff movie.

    Al di là delle ristrittezze di budget (che, spesso, sono un pregio), Amenabar costruisce una storia tesa e non parca di suspence, con il bellissimo pre finale alla villa (con garage) che è un palese tributo alle Tenebre argentiane (pioggia battente annessa), dove le battute thriller danno quel sapore tipico da slasher americano.

    Il problema, però, stà nel manico: Amenabar non conosce il senso della misura, e 118' sono un pò troppi, e si divaga sforando (il racconto del nano e la principessa preso da Oscar Wilde, la estenuante perlustrazione dello scantinato a colpi di fiammiferi, le seduzioni di Bosco in discoteca), la rivelazione (non troppo sorprendente) dei colpevoli, togliendo quel pathos che si accende nelle sequenze di puro thrilling (Angela inseguita da Bosco per i corridoi dell'università è un bel pezzo di cinema).

    Tra spezzoni video di "mondo movie jacopettiani" (o alle Facce della morte), i manifesti di Cabal, Phantasm, Uomini e topi, Belli e dannati e Sotto Shock in bella mostra (e magliette che sponsorizzano il cult cannibalico deodatiano), Amenabar si tuffa nella cinefilia di genere, tirando pure frecciatine al cinema commerciale (realizzare quello che il pubblico vuole) e alla crisi del nuovo cinema spagnolo.

    Il filmino snuff incriminato, poi, con il martirio della giovane Vanessa, è ancor più disturbante perchè Amenabar ha il pudore di non infierire sulla povera ragazza, e restano impresse le sue grida e le sue (inutili) invocazioni di aiuto. Così come resta disturbante l'insopportabile e assordante fischio sulle barre colore che anticipano il filmato di dolore e morte.

    Messe a fuoco, zoom digitali, tracking, fastfoward, tagli di montaggio, videocassette, videoregistratori (tutte marchiate Sony) e l'ambaradan amenaberiano tecnologico sulla visione (notevole, in questo senso, Angela ripresa dall'occhio freddo della telecamera, che lancia il suo appello "Mi chiamo Angela, e vogliono uccidermi"), "l'occhio selvaggio" che scruta e fissa l'immagine, e quel volto pieno di terrore.

    Lo script lancia sospetti a rimpiattino (Bosco o Chema? Chi dei due mente?) e Amenabar rincara la dose, fino a perdere le coordinate, diventando un pò troppo macchinoso e prolisso (gli snuff, la ragazza gelosa, il belloccio tenebroso, il poco rassicurante professore), creando non poca confusione , fino al vero responsabile (sospettato fin dall'inizio), ma i twist non sono il piatto forte dell'autore spagnolo (vedi anche quello di Regression)

    Ma se si mette in conto che è un'opera prima e che Amenabar aveva solo 23 anni all'epoca della realizzazione, si può cassare Tesis come un oggetto pregevole, non esente da difetti, ma con una forza espressiva e una passione cinefila non indifferenti.

    A questo proposito da antologia l'incipit della metropolitana (che sottolinea la morbosità di Angela di VEDERE il corpo fatto a pezzi del suicida che si è buttato sotto le rotaie) dai sapori alla Gatto a nove code, e il suo occhio che si apre, coperto dalla mano (DEVI VEDERE TUTTO , come diceva l'assassino di Opera a Betty) alla visione dello snuff e bellissimi alcuni primi piani "baviani" sul viso terrorizzato della Torrent, che fanno tanto thriller italico settantiano, così come è esteticamente sopraffina la sequenza in cui Angela vede le videoriprese nella telecamera di Chema, che la filmava di nascosto, nell'emblematico momento in cui lei, Angela, accarezzava il volto di Bosco proiettato sul televisore a tutto schermo, in un'ossessione puramente depalmiana del voyeurismo e della sua quintessenza, in un curioso e morboso rimando sul tormentato rapporto con la visione ( nel più puro concetto del termine) con inquietante meccanismo stile matrioska. Gustoso, poi, il finale all'ospedale, dove il potere della televisione (e delle immagini "proibite") rapisce i pazienti nei loro letti, come in stato di trance.

    Buona la fotografia dell'indimenticato mago della luce di Incubo sulla città contaminata

    Gli occhi da aprire, vera ossessione amenabariana, che si possono riassumere nella domanda che Bosco fa a Angela: "Di che colore sono i miei occhi?"

    Nulla a che vedere, per quanto mi riguarda, con il bellissimo e inarrivabile 8mm (il tema degli snuff, nello zio Schumy, toccava vette differenti, più zozze e luride sulla stregua dello schraderiano Hardcore)

    La tesi amenabariana passa l'esame, con flebili riserve.
    Ultima modifica: 7/01/20 18:12 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 7/01/20 11:00
    Pianificazione e progetti - 22123 interventi
    Ho una registrazione da Tele + bianco (datata 2000), che credo sia la prima messa in onda italiana del film di Amenabar (prima di allora, da noi, era rimasto inedito), poi uscì al cinema e di conseguenza in vhs (per la Lucky Red), eppoi in dvd.

    Durata effettiva : 1h, 58m e 46 (la versione cut, mentre IMDB segnala la uncut di 125').
    Ultima modifica: 7/01/20 11:01 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 7/01/20 23:34
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Mi stupisce solo il fatto che tu non l'avessi ancora visto Tesis.