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TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/01/12 DAL BENEMERITO XAMINI
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Xamini 18/01/12 00:46 - 987 commenti

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Racconto di solitudini e di una discesa negli inferi del sesso come ossessione di un bravissimo Fassbender. La sempre talentuosa Mulligan fa la parte di una sorella dai problemi complementari, seconda faccia di una medaglia marcia su entrambi i lati. L'innovazione da parte di Steve McQueen (!) sta nell'evitare di fornire spiegazioni, di indagare. Rimane invece sulla superficie, fornendo sensazioni senza assoluzioni, dolore privo di giudizio. E lo fa anche molto bene, con uno stile minimalista all'osso, eppure non avaro di trovate misurate ed efficaci.
MEMORABILE: La mano che carezza le ferite di lei. L'interpretazione di "New York, New York" della Mulligan. L'interpretazione tutta di lui.

Rogue 18/01/12 10:33 - 6 commenti

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Un film non facile da fare. Parlare delle dipendenze dal sesso e della droga in risposta al sentimento di depressione e alienazione che non riusciamo a risolvere nella nostra vita, non è tema da poco. Ma Fassbender è il film in ogni inquadratura. Mai fuori fuoco, mai scontato. E ti conduce nel suo mondo senza compiacimento: vero e disperato. McQueen, in questo, è rigoroso. Eppure, sul finale, sembra che manchi un tassello a tutta questa storia... cosa farà Brandon della sua vita ora? Verrebbe voglia di aspettarlo, sotto la metro, a New York per chiederglielo.

Zuni 18/01/12 18:55 - 68 commenti

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Non un film su un maniaco del sesso, ma una fotografia di solitudine cosmica che avvolge "l'uomo" incapace di riempire se stesso e quindi apparentemente inutile nei confronti degli altri. Poteva esserci la droga o l'alcol, invece McQueen sceglie il sesso e parla direttamente agli "uomini" che ipocriticamente non vogliono riconoscersi (per "vergogna"?) in quello che il film racconta, in cui a dire il vero colpisce di più il "come" rispetto al "cosa". Ma tanta finezza nella messa in scena non snatura affatto un film riuscito, cupo e disperato.
MEMORABILE: Il gioco di sguardi in metro tra Fassbender e la ragazza; Il "duello" provocatorio tra Fassbender e il compagno di una donna che tentava di concupire.

Kint 20/01/12 13:14 - 39 commenti

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Folgorato dalla potente opera prima di questo promettente Steve McQueen mi sono spinto a vedere questo "Shame" e ne sono rimasto ancora più soddisfatto. Non sono mai troppi gli elogi a Fassbender, in quanto il film si regge interamente sul suo corpo e sull'uso che il protagonista sceglie di farne, riducendolo ad oggetto della sua dipendenza. La violenza vera del film è quella interiore (molto più potente e scioccante di quella mostrata), che colpisce lo spettatore nel profondo mettendolo a nudo, corpo a corpo con qualcosa da cui è sempre sfuggito.

Cotola 19/01/12 19:49 - 7394 commenti

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Oltre all'impressionante prova di Fassbender, il merito principale della pellicola è del regista che riesce a parlare di sex-addiction senza mai spiegare i traumi del protagonista nè ricorrere alla pruderie voyeristica in cui possono incorrere questo genere di film. Il sesso è tanto, mai gratuito nè gioioso e liberatorio. Su tutto dominano toni disperati e colori plumbei che ritraggono al meglio un uomo malato e problematico che si inabissa sempre più. Il finale, forse incompiuto, rappresenta un ulteriore freccia all'arco di un gran film.

Nancy 20/01/12 01:12 - 771 commenti

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Vergogna: forse di una sessualità repressa, ma per quanto il regista non sia indulgente nel farci penetrare nel profondo disagio del suo protagonista attraverso piani fissi infiniti (oserei antonioniani), nell'indugiare su ogni minimo dettaglio-specchio della sua vuotezza sentimentale interiore, mai è fino in fondo onesto nel porre dei fermi a un film che potrebbe spaziare un sacco ma rimane costretto nei limiti che esso stesso si è creato, con soli accenni e staticità. Fassbender forse era azzeccato, ma la sua faccia a chi scrive non rimane.

Rebis 20/01/12 21:56 - 2088 commenti

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Forse lor signori non sono pronti a ricevere questo ceffone senza emettere giudizi od obiezioni: la vita di un erotomane narrata sul versante di una livida disperazione kierkegaardiana, dove il corpo è per sua natura immorale, famelico, schiavo dell'appetenza; ogni amplesso incenerisce l'amore in uno vuoto esistenziale che lacera. McQueen non descrive i personaggi, li dischiude come vasi di Pandora per infestare il mondo di dolore. Pochi dialoghi, poche inquadrature, un piano sequenza ininterrotto nella notte; la sobrietà che cela la malattia mortale. Grande Fassbender.

Deepred89 21/01/12 03:30 - 3253 commenti

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Pellicola gelida e rigorosa, le cui rare, minimali aperture al lirismo non fanno che sottolineare, ancora di più, l'estrema glacialità dell'insieme. La sesso-dipendenza del protagonista (ottimo) passa in secondo piano di fronte a una metropoli notturna e disumanizzata, immortalata, o spesso solamente intravista, tramite raffinati pianisequenza di mole antonioniana indubbiamente compiaciuti ma allo stesso tempo azzeccati. Una certa programmaticità e di qualche evitabile prolissità impediscono il decollo totale, ma il film funziona.

Dr.presago 21/01/12 22:12 - 22 commenti

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Destabilizzante pellicola dai significati inconfessati, è la manifestazione delle inclinazioni dissimulate di un uomo, contrastate dall'innescarsi della comprensione di un bisogno diverso: l'abbandono del peso di una solitudine incurabile. Una cura serve al protagonista perché di malattia si tratta e soltanto il rapporto a cui è sempre sfuggito potrà rivelarsi fatale. L'assoluta modernità del film vince, veicolata dalla potenza di immagini e di dettagli gestiti in modo da centellinare il sentimento di empatia che s'instaura nello spettatore.
MEMORABILE: La musica originale sovrastata da quella urbana della notte, quasi fosse nella testa di Brandon.

Myvincent 22/01/12 15:46 - 2495 commenti

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Quello che viene qui raccontato non è originalissimo, visto che di Don Giovanni assatanati sessualmente, ma deboli al momento dei contatti umani, se n'è sempre saputo. Interessante senz'altro come viene raccontato, da una regia di pregio e senza fronzoli e attraverso un'ottima, veritiera interpretazione del protagonista Michael Fassbender. La discesa agli inferi è realistica, ma alcuni luoghi comuni potevano essere evitati, come approfondite le motivazioni psicologiche di tanto "scandalo". Ma sembrano dettagli rispetto a un'opera che convince.

Lucius 26/01/12 20:45 - 2819 commenti

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La dipendenza dal sesso, vissuto egoisticamente e "in cattività", la solitudine in cui si può cadere abitando da soli in una grande metropoli, il passato che condiziona il presente, l'istinto, la caccia e un film visivamente bello che intelligentemente non indugia poi tanto sulle scene esplicite quanto, se vogliamo, su quelle "implicite". Fotografia curatissima, ottimo l'abbinamento della musica sinfonica con le scene di letto e un superbo Fassbender, qui alla sua seconda collaborazione col regista. L'impulso era diventato irresistibile...

Ryo 2/02/12 01:18 - 2169 commenti

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Un piccolo gioiello, diretto in maniera eccelsa con un occhio interessante al girato: lunghissimi piani sequenza, inquadrature suggestive e talvolta strette e claustrofobiche che trasmettono disagio nei punti giusti. Ottima la sceneggiatura, introspettiva con molti silenzi, affronta temi reconditi dell'animo umano. Bella anche la fotografia, ma l'aspetto più bello del film è la superba recitazione di Fassbender. Semplicemente perfetto nel ruolo, regge praticamente da solo il palcoscenico, seppur il resto del cast sia ottimo.
MEMORABILE: Lui che corre nella notte; La sequenza frammentata Pub/Locale gay/Metro; Il dialogo tra fratello e sorella mentre in tv trasmettono cartoni animati.

Mickes2 4/02/12 18:18 - 1667 commenti

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Un incipit gigantesco a introdurci nella vita del protagonista, sorta di circolo vizioso dove i gesti diventano meccanici e ripetitivi; intrappolato in una morsa di solitudine, alienazione, sesso-dipendenza che consuma e sgretola i rapporti interpersonali come castelli di sabbia in riva al mare. Di grande cifra stilistica, perché McQueen sviscera l’animo silenzioso e sofferente di un uomo attraverso lucidi e partecipi piano sequenza, amplificando il dramma esistenziale e scandagliando le piaghe di un male tanto enorme quanto invisibile.

Jandileida 16/02/12 22:51 - 1233 commenti

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Il sesso che non riempie l'anima, che si fa ripetuta operazione meccanica, che svuota e macina la vita del sempre più bravo Fassbender e che diventa infine mania per colmare il grande vuoto che avvolge l'inscatolato uomo del XXI secolo. McQueen continua a raccontare l'influenza della carne sullo spirito: folgorato da Hunger nutrivo grandi aspettative. Non posso dirmi deluso ma il film mi è sembrato un po' troppo autocompiaciuto: i lunghi piani sequenza, l'insistenza sui dettagli mi sono parsi poco funzionali. Non male ma mi aspettavo di più.

Saintgifts 4/03/12 15:34 - 4098 commenti

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Le inquadrature (per lo più notturne) sono principalmente sulla città; la persona rimane al margine del fotogramma, partecipe ma non protagonista e in quel buio solo luci colorate e sfuocate emergono, luci peccaminose appunto. Lui è la vittima, vittima ancor più facile perché sola, volutamente sola per essere ancora più vittima in una città, in un mondo, non facile se non si hanno alleati veri, se non si ha l'amore vero. "New York, New York" cantata dalla sorella è la città che vorrebbero: lenta, amica, protettrice... ma è solo un sogno.
MEMORABILE: Brandon, finalmente al centro dell'inquadratura, disperato sotto la pioggia, nella città grigia alla luce del giorno.

Redeyes 12/03/12 09:28 - 2126 commenti

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Pellicola delicata nella sua tematica. Leggera nel suo stendersi pesantemente fino ad affossarci. La prova di Fassbender è notevole, ma lo è anche quella del regista. Lo ddefinirei non facile proprio in virtù di certi momenti in cui il tempo sembra dilatarsi. A tratti sembra quasi di esser di fronte ad un libro più che ad una pellicola. I colori amplificano il disagio e la dipendenza, la sorella la giustifica quanto basta per non dover ricorrere a flashback. Non facile né rilassante ma riuscito.

Rullo 24/03/12 22:23 - 388 commenti

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Istinti sessuali irrefrenabili per Fassbender, il bel protagonista. Per fortuna la pellicola non si limita a scandagliare la superficie di un tema molto interessante come è quello che riguarda questo tipo di perversione, ma va in profondità analizzando anche le conseguenze sociali che può avere. Molto bravo Fassbender come attore e molto talentuoso McQueen come regista.

Paulaster 13/04/12 09:55 - 2665 commenti

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Storia di patologico malessere ma che non scava in profondità. Sessualità malata vista come un mezzo per esorcizzare una realtà che richiama passate rovine famigliari, ma che non vengono alla luce. Entrambi celano la causa scatenante e alla lunga si attende un epilogo che non avviene. Fassbender ha la faccia pietrificata in cui traspare l’incapacità ad avere qualsiasi relazione col prossimo e le inquadrature fisse sono specchio della sua aridità.

Greymouser 22/04/12 17:50 - 1458 commenti

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McQueen mostra una cura maniacale per i dettagli, fin dalla prima inquadratura (quel lenzuolo drappeggiato intorno al fisico di Fassbender, immagine cromaticamente e plasticamente michelangiolesca), ma la sua gestione registica continua a non convincermi. Il tema è scabroso e forte, ma la realizzazione non graffia, e la storia non decolla, potendo contare solo sulla consueta bravura del protagonista. Un film troppo sfuggente, ricercato ma quasi impalpabile, esplicito ma senza mordente, virtuosistico ma senza energia.

Capannelle 16/05/12 08:25 - 3687 commenti

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Dopo le sofferenze vintage di Hunger si passa al disordine emotivo, causa sex-addiction, dell'era moderna. Tema più originale ma anche più ruffiano. McQueen conferma delle qualità di ripresa e la volontà di non spettacolarizzare il banale. Di giocare tra ambiente e devastazioni interne degli individui. D'altro canto si ha anche la sensazione di qualcosa che non decolla e che ha bisogno del personaggio della sorella per emozionare. Bello l'incipit musicale.

Galbo 17/05/12 19:13 - 11306 commenti

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Sopravvalutatissimo dalla critica, Shame è un'opera sulla sex-addiction realizzata come ci si aspetta debba essere un film del genere. Dopo i primi minuti c'è poco o nulla da aggiungere, anche se quel poco che racconta McQueen lo racconta in modo formalmente ineccepibile con un'ottima prova di Fassbender, una bella fotografia e una buona colonna sonora. Il film però non decolla mai e il finale arriva incompiuto ma liberatorio. Gelidamente inutile.

Gugly 22/07/12 23:28 - 1009 commenti

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Un film gelido e di poche parole che non decolla, ma l'autore voleva dare un epilogo? L'esistenza di Brandon si trascina ossessivamente declinata sul sesso e nemmeno la sorella riesce a smuoverlo; forse, un domani... in mezzo, scene esplicite e non gratuite, una dolce e straziante versione di New York New York, tanti metro presi come un tubo in cui rimanere priogionieri... cosa rimane, alla fine? La volontà di cambiare spetta all'individuo. Tutto il resto non può riempire un vuoto. Anestetizzante.
MEMORABILE: Tutti i toni del blu e il rosso della dark room.

Ponyboy 24/07/12 10:54 - 2 commenti

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Non c'è una storia, c'è solo la noiosa solitudine di un malato di sesso alle prese con il suo problema. Fassbender è bravo, nella parte, ferocemente presente, invade lo schermo, lo domina quasi; eppure l'unica cosa che veramente mi rimarrà impressa di questo docu-film è Carey Mulligan che canta una meravigliosa versione di "New York New York". A volte basta veramente poco...

Harrys 6/08/12 15:10 - 680 commenti

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La regia di McQueen è di una sobrietà ed di una eleganza ieratiche: l'istanza ossimorica che si instaura tra forma e contenuto ricorda il Kubrick di Eyes Wide Shut. La vicenda, difatti, è tutt'altro che austera... Malsana, perversa, dolorosa, una patologia abietta ed infida che trasfigura il piacere in sterile dipendenza. L'inglese è bravissimo nel destreggiarsi sul filo del rasoio che lambisce gli oscuri territori del sensazionalismo osè e dell'esercizio di stile tautologico. Fassbender in stato di grazia; curiose le analogie con Drive. ****

Lupoprezzo 30/10/12 23:51 - 635 commenti

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Solitudine siderale che diventa isolamento sentimentale e "devianza" patologica. Un dramma umano e suburbano messo in scena con la solita puntigliosità e fissità formale dal regista e interpretato intensamente da un più che discreto Fassbender e dalla Mulligan (qui a mio avviso più convincente che in Drive). Si insiste un po' sui corpi e il sensazionalismo ad effetto ogni tanto fa capolino. Resta un lavoro terra terra, a tratti scostante e poco sincero. Un tipo di film che poteva rientrare nelle corde di un Aronofsky.

Nando 19/01/13 00:39 - 3452 commenti

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La discesa negli inferi della sessualità più perversa da parte di un affermato trentacinquenne. Le sue turbe sessuali abbastanza variegate narrate con stile asciutto e rarefatto accompagnate da un appropriato commento musicale. Fassbender è stupendamente magnetico e regala una superba interpretazione. Le scene di sesso sono esplicite ma mai volgarim, anzi...

Furetto60 2/04/13 10:45 - 1129 commenti

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Un grande Fassbender è mattatore di questo particolare dramma ambientato a New York. Nel descrivere il difficile rapporto tra un fratello e una sorella, lui afflitto da devianze sessuali, lei con spiccate tendenze suicide, a mio avviso il regista ha inteso presentare uno spaccato del modello di vita occidentale e le conseguenze della spersonalizzazione dei rapporti umani. Si lavora, si frequentano i colleghi, si guadagna, si va feste e festini al fine di ubriacarsi e copulare con chi e dove capita. Tutto questo a cosa conduce? E per cosa?

Pinhead80 14/06/13 12:28 - 3820 commenti

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La solitudine esistenziale si manifesta in una sessualità malata e compulsiva che crea intorno a sé barriere invalicabili. McQueen sceglie di non spingere sull'acceleratore tra una scena e l'altra e questo contibuisce a creare un'atmosfera avvolgente e soffocante che sa di nessuna via d'uscita. È il sesso (il vero protagonista del film), o meglio la sua perversione, a mostrarci la decandenza dei rapporti interpersonali nella società moderna. Fassbender giganteggia in un film costruito a sua misura.

Lythops 11/07/13 13:21 - 972 commenti

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La solitudine di un uomo dominato dalla freddezza e dalla solitudine narrata magistralmente, ma in modo totalmente proporzionale alla sua freddezza. Il film è un esercizio di stile, con uno studio sul protagonista e il proprio ambiente portato quasi all'esasperazione, ma non riesce a coinvolgere e tutto rimane lì, nell'estetica della narrazione e nella riconoscenza al regista per non cedere mai al volgare. Un film doloroso che avrebbe potuto benissimo stare nel corto, o medio metraggio con lo stesso risultato.

Schramm 3/10/13 14:28 - 2411 commenti

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Di rado si è visto un film così ferocemente apodittico e bastante a se stesso, cui non si può aggiungere nulla, né pro né contro. L'autismo di Hunger si converte qui in un elettromagnetismo perverso: empatizzi orripilando di te che empatizzi. Un film profondamente e sfacciatamente maschile, sui guasti creati da una libido in scacco matto, abitato da personaggi che son frammenti/specchi del se spettatoriale nei quali non ci si può riconoscere se non con vergogna, disagio, umiliazione. Come umiliante è l'austera bellezza dell'opera, che scongiura carinerie e svolazzi e colpisce dritta alla nuca.

Pigro 23/10/13 09:52 - 7696 commenti

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Non è un film sulla sex addiction, come quella che inchioda il protagonista a una vita di ossessioni, ma semmai sulla solitudine, agghiacciante, devastante, dilagante, sotto lo sguardo chirurgico e glaciale di McQueen che spia il suo eroe mentre sprofonda verso l’abisso di un autismo assoluto, proprio nel mezzo della città “that doesn’t sleep”. Il sesso come condanna, maledizione, senza gioia, che culmina nella smorfia di sofferenza durante il coito, a sembrare il volto di un Cristo fiammingo. Film di raffinata pulizia e di sconfinato dolore.

Medicinema 23/03/14 21:10 - 88 commenti

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Raramente è possibile assistere a interpretazioni tanto intense come quella di Fassbender in quest'opera, dove sesso e dolore, temi concettualmente opposti, vengono invece coniugati in maniera perfetta. In una città in cui la solitudine impera, il protagonista consuma e si consuma in rapporti sempre più sofferenti fino all'ambiguo finale, in un film dove si riesce quasi a sentire in prima persona tale vuoto emozionale. Fredda ma splendida la fotografia. Bene anche la Mulligan.

Giùan 23/04/14 13:41 - 2860 commenti

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Con Hunger condivide il fatto di restar impresso nelle sinapsi di retina e cervello, ma anche un accenno (in verità minimo e non fastidioso) di compiacenza intellettualistica nella sua scarnificazione del racconto cinematografico. Shame convince soprattutto per la sua scelta "metropolitana" (una New york dalla significante promiscuità) e per la languida atonicità di un Fassbender che aggiorna la pasoliniana voracità di corpi senza anima; eppure la disperazione senza orpelli di In cerca di Mr Goodbar o Autofocus restano distanti. Doppiaggio inadeguato.
MEMORABILE: Il "corteggiamento" della donna nel metrò che apre e chiude circolarmente il film.

Mco 8/09/15 15:49 - 2125 commenti

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Le pene del pene. Una feroce escursione tra le sinapsi corrotte di un uomo reso schiavo dal desiderio sessuale. Duro, crudo e con poco spazio all'immaginazione, offre l'opportunità di riflettere sulla debolezza dell'essere umano e sulla facile giustificazione patologica. Un quadro di solitudine che ammorba ben più delle sessioni a letto e trova nel bagno di sangue (letterale) la cornice ideale. Ha fatto e farà parlare molto di sé.

Faggi 27/06/16 15:58 - 1475 commenti

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La scena chiave è l'ultima, in metropolitana, dove il protagonista ritrova la donna che aveva visto all'inizio della pellicola e che aveva seguito e perduto... gli sguardi tra i due (prima e dopo): ho visto un'allusione simbolica alla ciclicità del reale e al marchio del destino personale al quale è impossibile sfuggire. Dipendenze tossiche tra estasi terrene, perdizioni e flirt con la morte, tentativi di rispondere alla domanda "cosa ne fai del tuo desiderio?" in un film formalmente interessante che si può dire riuscito.

Josephtura 9/01/18 13:04 - 148 commenti

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La giornata di una persona turbata e malata. Fassbender soffre di sesso compulsivo. Nella sua vita, priva di emozioni ma molto raffinata, si presenta la sorella. Anche lei soffre. Immaginiamo che tra i due e per i due l'infanzia o l'adolescenza siano stati traumatizzanti ma non abbiamo certezze. Il film, purtroppo, è come una "natura morta", offre una rassegna di immagini senza dare spiegazioni. Alla fine il film è raffinato, freddo e un po' inutile.

Daniela 1/08/18 22:13 - 9069 commenti

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Benestante e bello, il protagonista passa da un'avventura all'altra senza mai impegnarsi, arrivando a respingere anche la sorella, l'unico essere verso cui prova affetto... Sesso come dipendenza e rimedio fallace alla solitudine, dato che resta vizio solitario anche se fatto in coppia: è il tema moralistico di un film più ambizioso e superficiale che sentito e profondo. La cura formale, evidente soprattutto negli interni e nelle scelte musicali, non basta a compensare la sostanziale vacuità del ritratto di questo don Giovanni depresso, anche se ad esso presta volto e corpo un bravo attore.

Lou 31/07/19 17:21 - 934 commenti

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Un film crudo e spietato sulla sex-addiction, realizzato con grande cura formale e interpretato al meglio da Fassbender. La visione però risulta alla lunga deludente a causa di una rappresentazione ripetitiva e ossessiva, avvitata su se stessa, che privilegia la descrizione degli aspetti deteriori della malattia e delle sue conseguenze a scapito della narrazione.

Il ferrini 22/10/19 00:36 - 1642 commenti

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Ruolo della vita per Fassbender, che oltre a doverci restituire la disperazione e la profonda solitudine di un sesso-dipendente, lo deve fare per buona parte del film integralmente nudo. Lo script è semplice, lineare, eppure solido e mai banale, le (molte) scene di sesso sono ben girate, complice un'eccellente fotografia. Un buon film su un argomento mai abbastanza scandagliato. Da vedere.

Didda23 21/03/20 23:16 - 2280 commenti

I gusti di Didda23

Un'opera straordinaria non tanto sulla dipendenza dal sesso e dalla pornografia, quanto sulla condizione di solitudine dell'essere umano. Un film sull'incomunicabilità, sulla difficolta di provare emozioni e sul senso della perdita. Un gigantesco Fassbender dà anima e corpo a un personaggio tormentato, mentre la Mulligan è brava a impersonificare la fragilità mista a dolcezza. Lo stile rigoroso di McQueen si confà perfettamente alla vicenda, con una fotografia dai toni grigiastri davvero ragguardevole. Sceneggiatura lodevole, con un finale più che riuscito.
MEMORABILE: Il rapporto fra fratello e sorella; La visita in un locale omosex; Il segnale d'aiuto della sorella.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Lucius • 26/01/12 20:58
    Scrivano - 8424 interventi
    Il cartone animato che il protagonista fissa sul monitor nel suo appartamento, mentre ha un intenso colloquio con la sorella, per quanto in lingua originale e totalmente sfocato nelle immagini, è "Felix the cat".
  • Discussione Rebis • 4/10/13 12:49
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Schramm, mi sorprende che ti sia piaciuto tanto :) E mi accorgo solo ora delle tue impressioni positive anche sul precedente di McQueen.
    Ultima modifica: 5/10/13 08:36 da Zender
  • Discussione Schramm • 4/10/13 15:04
    Risorse umane - 6702 interventi
    Rebis ebbe a dire: Mi sorprende che ti sia piaciuto tanto :) why?
    Ultima modifica: 4/10/13 16:52 da Zender
  • Discussione Rebis • 5/10/13 00:26
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Schramm ebbe a dire: Rebis ebbe a dire: Mi sorprende che ti sia piaciuto tanto :) why? Ah, beh, nulla di preciso, così a naso è il tipo di film e di regista sul quale mi aspetterei una tua monopalla. Troppo rifinito, intellettuale, pensato... Ma sono felice di sbagliarmi in questo caso :)
    Ultima modifica: 5/10/13 00:26 da Rebis
  • Discussione Schramm • 5/10/13 15:01
    Risorse umane - 6702 interventi
    è vero quello che dici, ma finora la sua si è dimostrata essere una cerebralità molto carnale, che non può che piacermi. rifinito sì ma non di quel ruffiano dove il controfiocco conta più del contenuto del pacco. soprattutto apprezzo molto come tutti i personaggi attorno al protagonista ne siano suoi frammenti. tutti egualmente rispecchianti lo spettatore.
    Ultima modifica: 5/10/13 15:10 da Schramm
  • Discussione Rebis • 5/10/13 20:51
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Perfettamente d'accordo :)
  • Discussione Galbo • 6/10/13 08:09
    Gran Burattinaio - 3744 interventi
    Un film che mi ha lascito assai perplesso e che è stato a mio parere assai sopravvalutato. Mi è sembrato che il regista abbia svolto un compitino formalmente corretto, con pochissima ispirazione, nel senso che si tratta esattamente del tipo di film che ci si aspetta con un argomento del genere....
  • Discussione Raremirko • 27/06/18 21:45
    Addetto riparazione hardware - 3440 interventi
    Un'altra grande prova vincente per l'accoppiata McQueen-Fassbender, su altri temi e personaggi scomodi. Messa in scena notevole, anche qui sequenze memorabili (la performance di New York, New York) e, Fassbender, c'è poco da dire, è un monumento alla cinematografia. E' un film che non da troppe spiegazioni/risposte ma che, come da intento del regista, spinge a molte riflessioni. O perlomeno mostra, fine ultimo del cinema. No, credo proprio che i film sopravvalutati sian ben altri.
  • Discussione Raremirko • 27/06/18 22:19
    Addetto riparazione hardware - 3440 interventi
    La scena nella dark room sembra tratta da Irreversible di Noè.
  • Discussione Poppo • 28/06/18 09:02
    Galoppino - 415 interventi
    Capolavoro assoluto. Tra le vette dei grandi film che in questo inizio secolo affrontano la tematica sessuale (adulta) senza i fronzoli romantico-erotici che ci avevano abituato i decenni passati. Lancinante la violenta disperazione in una delle scene finali col pianto dell'anima di una intera società repressa e privata delle gioie di Eros. Psicoanalisi pura da poltrona del cinema. Spettacolare anche il momento musicale https://www.youtube.com/watch?v=vD-OfjOg13M