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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E' ancora una volta l'incontro/scontro tra alto e basso, ricco e povero, coatto e borghese a dare linfa vitale per una commedia che sul contrasto tra due mondi apparentemente inconciliabili pone le proprie basi. La differenza, in casi simili, la fa l'approccio; che può essere serioso, agrodolce o, come in questo caso, decisamente teso alla commedia disimpegnata e farsesca. E infatti si ride in più occasioni, maggiormente rispetto alla media grazie anche a una coppia d'attori eccellenti nei rispettivi ruoli, capaci di dare insospettato spessore anche a personaggi disegnati piuttosto grossolanamente. Monica (Cortellesi) e Giovanni (Albanese) stanno agli antipodi, ma i loro figli si piacciono. E così si finisce...Leggi tutto in un INDOVINA CHI VIENE A CENA filtrato dall'ottica progressista di lui, che ha cresciuto la figlia nel rispetto dell'uguaglianza sociale ma che di fronte all'idea di vederla uscire con un ragazzetto di Bastogi (quartiere romano che "al confronto Scampia è un centro benessere, una spa") si accorge di quanto gli ideali valgan bene finché non toccano interessi propri (vecchio adagio sempre valido). Il film favorisce le esagerazioni dialettali di una Cortellesi in gran forma (anche fisica) e i più contenuti rimproveri di un Albanese che sa gestire ancora una volta nel migliore dei modi il disagio interiore. L'abilità di Milani e dei suoi sceneggiatori sta nel limitare le banalità legate agli stereotipi individuando tra i due un possibile punto d'incontro, una vicinanza insospettabile che trova in sequenze come quella al cinema (a vedere un film armeno sottotitolato) la dimostrazione di come poter raccontare le differenze senza ricorrere alle abituali sguaiataggini. Proprio perché i due protagonisti mostrano un eccellente affiatamento, la complicità velata anima situazioni spassose come la parte sulla spiaggia di Coccia di Morto, un mondo "ai confini della realtà", come lo definisce Giovanni. Le non sempre felicissime trovate del soggetto si fanno invece evidenti quando mancano attori in grado di coprirne i difetti: troppo ripetitiva l'idea dello "shopping compulsivo" delle due gemellone ladruncole da supermarket ad esempio, interpretata con eccessivo macchiettismo teatrale la figura dell'ex moglie di lui, Luce (Bergamasco), che prevedibilmente passa dalla gioia (sulla carta) per la figlia innamorata di un ragazzo del popolo alla presa di coscienza che quando è troppo e troppo, specie all'apparire, durante una cena, del padre (Amendola) del ragazzo, appena uscito dal carcere per aver "spanzato" un tizio in fila al bar. La seconda parte infatti, in cui più si sente l'esigenza di trovare una morale al tutto per nobilitare gli intenti, tende lentamente a spegnersi nei ripensamenti dei due protagonisti, spaesati e indecisi. Un film quindi imperfetto, un po' qualunquista, per certi versi non all'altezza delle potenzialità della coppia protagonista ma a tratti centrato ed efficace, certamente più nelle sue ambizioni comiche che in quelle di facile denuncia sociale. Il gatto in tangenziale è il paragone usato da Monica per definire qualsiasi cosa abbia vita evidentemente molto corta...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/01/18 DAL DAVINOTTI
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Samdalmas 10/03/18 19:19 - 302 commenti

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Simpatica e piacevole commedia che si regge unicamente su una Cortellesi in gran forma, coatta e tatuatissima, la quale riesce qui a tenere testa a colleghe più giovani come la Pastorelli. Non mancano i soliti stereotipi tra romani e lombardi, ma il livello della regia di Milani è discreto. Se Amendola è prevedibile nel suo cameo, sorprende trovare la Leosini, uno dei miti della protagonista.
MEMORABILE: La Cortellesi con la mazza da baseball; Il cameo di Franca Leosini.

Ultimo 5/01/18 13:59 - 1440 commenti

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Una buona commedia di Riccardo Milani, ben riuscita grazia alla prova convincente del duo Albanese/Cortellesi, due personaggi agli antipodi le cui vite si incrociano per "volere" dei rispettivi figli. L'idea è quella di rappresenzare il disagio di alcune aree periferiche delle città mantenendo un ritmo quasi sempre alto che permette al film di scorrere senza problemi. Come spesso accade in pellicole di questo genere si cede un po' nel finale. Promosso in ogni caso.
MEMORABILE: La spiaggia di Coccia di morto; La sequenza iniziale (occhio al parabrezza dell'auto).

Hiphop 22/01/18 10:50 - 34 commenti

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Sulla base di stereotipi consolidati e invero poco originali ecco invece un film fresco, che non annoia e qualche sorriso lo strappa. Validi i due protagonisti, meno le figure di contorno. La Cortellesi è comunque bella, il che non guasta. Albanese misurato rende abbastanza, il che non è una novità. Meglio i ricchi o i poveri? Pareggio, in attesa dei supplementari.

Rambo90 4/01/18 23:24 - 6683 commenti

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Divertente. Una commedia che abbonda di stereotipi e dalla trama abbastanza abusata ma declinata nel modo migliore: tante gag, aria di farsa ma mai sgangherata. La sceneggiatura è ben oliata e il ritmo giusto senza mai rallentare troppo o velocizzare i passaggi. Ci sta anche una moralina finale, condivisibile ed espressa in modo non eccessivamente pedante o improvviso. Bravissimi i due protagonisti, un Albanese naturale e una Cortellesi sopra le righe ma con classe (e un breve ma gustoso intervento di Amendola). Da vedere.

Markus 4/01/18 18:11 - 3393 commenti

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Cosa accadrebbe se la figlia teen-ager di un benestante radical-chic prendesse una cotta per un quattordicenne di borgata romana con madre coatta? Ce lo spiega Milani attraverso il classico meccanismo dell'incrocio tra due personalità del tutto diverse, qui reso ridanciano e coinvolgente grazie soprattutto alla straordinarietà dell'accoppiata Albanese/Cortellesi, in stato di grazia. Un'ora e mezzo di sano umorismo molto ben spalmato su di una struttura narrativa complessivamente convincente, così come lo sono alcuni dei coprotagonisti.

Gabrius79 5/01/18 23:58 - 1250 commenti

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Riccardo Milani riunisce la coppia Albanese-Cortellesi e per buona parte centra l’obiettivo con un film un po' moralistico ma a tratti efficace grazie anche alla bravura dei protagonisti. La Cortellesi con la sua rozzaggine diverte, mentre Albanese è più misurato e a freno. Gustosi camei di Franca Leosini e Claudio Amendola. La Bergamasco sulla sufficienza. Buon ritmo che nel finale tende a spegnersi, ma lo spettacolo è comunque godibile.

Mco 7/01/18 12:47 - 2175 commenti

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Poli opposti in cerca di attrazione. Uno è confinato nella critica banlieue, l'altro suggella i suoi pensieri in conferenze internazionali. Ma le distanze non sono incolmabili e la spiaggia dove si mangiano peperoni non è così lontana da quella deserta dove si leggono romanzi d'élite. Albanese-Cortellesi è un duetto che funziona, più per l'istrionismo di lei a dire la verità, sebbene all'Antonio nazionale non manchi la verve autoriale. Un filo di retorica lo si concede in un contesto come questo. Ma il divertimento intelligente è assicurato.
MEMORABILE: La discussione a tavola tra Albanese e Amendola.

Gius 8/01/18 10:47 - 40 commenti

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Pesante commediola con un Albanese che purtroppo non fa ridere e una pessima Cortellesi, che qui recita non al meglio. Il film non brilla per originalità e si dilunga stancamente con gag ormai stereotipate. Compare per poco anche Amendola, bravo nella parte a lui congeniale di coatto. Per il resto solo una gran noia. Peccato solo per Albanese, qui decisamente sprecato.

Nando 22/04/18 01:02 - 3536 commenti

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Una pellicola che analizza due spaccati romani ben diversi tra loro, poi la risata si può verificare con situazioni simpatiche e neanche immaginate. Bravo Albanese nella sua figura, che sconfigge un Amendola macchietta con pessime ciabatte. Brava la Cortellesi ma troppo carica, priva di misure. La Bergamasco interpreta il personaggio più sciocco per un genitore, ma ben vengano... Piacevole.

Schramm 21/07/18 18:15 - 2534 commenti

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Non esistono più bandiere battenti o issabili, se non pro-forma e pour parler e il più helterskelteriano melting-pot vincit omnia di pari passo con l’amor. Per dircelo Milani gioca a colpi di stabilo boss di varie fluorescenze sì da creare nette dicotomia a dire il vero manichee, che fanno tuttavia gioco a un festaiolo narrato disinvolto (sebbene scontatello dal minuto 1) e a una felice grammatica visiva (l’uso dei campi lunghi da cinemascope) in sella alla quale montano una munifica Cortellesi che sigla ogni frame al minimo sforzo e un imponente Amendola che non si dimentica con facilità.

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Daniela 5/05/18 21:43 - 10151 commenti

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Ricchi vs. poveri, acculturati vs. ignoranti, radical chic vs. zotici: da una parte Albanese che si occupa a livello europeo di progetti di integrazione sociale ma, pur vivendo a Roma, ignora il nome dei quartieri cittadini più degradati, dall'altra una borgatara che cerca di mantenersi onesta nonostante la situazione difficile ma intanto spacca parabrezza con una mazza. Il pretesto per l'incontro è la relazione fra i due rispettivi ed incolori figli, la trama prevede situazioni forzate quanto prevedibili, i luoghi comuni abbondano: altra commedia usa e getta spreca-talenti.

Tarabas 6/05/18 19:14 - 1765 commenti

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Premesso che la sostanza del film è cartavelinesca, per il resto si tratta di una buona commedia, con due protagonisti di peso, con Albanese peraltro molto più in parte e in ritmo rispetto ad altre prove. La Cortellesi è un po' sacrificata nel ruolo (a rischio macchietta) della coatta dall'animo nobile, ma brava com'è ne viene fuori bene. Il resto è tutto un po' facile e un po' risaputo, ma la sceneggiatura riesce a evitare scivolate e sociologismi eccessivi. Cast di contorno debole anzichenò, tremendo il personaggio della Bergamasco.

Paulaster 15/05/18 12:11 - 3076 commenti

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Ragazzini di diversa estrazione si fidanzano. Il taglio del film vira sul ritratto sociologico per i singoli e ambientale per i quartieri: non si cerca la battuta facile in modo da cogliere aspetti realistici. Grazie al ruolo della Bergamasco (simile alla Bruni Tedeschi) la trama si dà una mossa, ma la morale finale è senza coraggio. Lo stereotipo della politica magnacciona ha fatto il suo tempo e sembra che per ridere a Roma ci sia bisogno solo della coattitudine.
MEMORABILE: I bangladini.

Jandileida 1/11/18 23:14 - 1299 commenti

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Chissà come avrebbe affrontato Petri il tema dell'odore di cumino nei meandri della periferia romana? Quasi sicuramente più incisivamente di questa commediola abbastanza insapore: Milani (che al minuto 3 già si gioca la carta Pasolini) prova a declinare l'eterno tema intellighenzia vs. proletariato spolverandolo con la solita patina di tenerosa rinconciliazione propria della commedia italiana attuale. Il risultato è che il film fa acqua come denuncia e al tempo stesso è avaro di momenti divertenti. Cortellesi coatta artificiale, Albanese imbambolato.

Galbo 29/05/18 05:51 - 11579 commenti

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Molte commedie (italiane e non) ironizzano con efficacia sulle differenze sociali,; questa di Riccardo Milani lo fa in maniera efficace e senza troppe forzature, pur dovendo rimanere nei limiti del cinema brillante. Dopo un debutto non esaltante, la coppia Cortellesi/Albanese funziona molto bene e gli attori si “calano” nei loro personaggi in maniera credibile. Funzionano anche i personaggi di contorno, con Claudio Amendola che si ritaglia una partecipazione breve ma incisiva. Un buon film.

Didda23 5/06/18 08:48 - 2310 commenti

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La commedia pesca spesso nelle differenze e dopo il clamoroso successo al botteghino fra nord e sud, ora l'attenzione è spostata fra centro e periferia. Il tessuto narrativo non è molto originale, ma la scrittura - soprattutto nei dialoghi - è brillante e regala momenti di disimpegno riuscitissimi. L'affiatamento fra la Cortellesi (mai così sexy) e Albanese è la cosa migliore del film, perché i personaggi di contorno sono terribili, con punte di puro orrore (le gag delle gemelle). Un buon film, leggero al punto giusto e premiato dal botteghino.
MEMORABILE: L'agressione con la mazza; L'uscita dal carcere di Amendola; Le gite al mare.

Nancy 26/07/18 23:56 - 774 commenti

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Divertente commedia che si distingue un po' dalla massa. Ben confezionata, risulta sempre molto divertente vedere la Cortellesi in ruoli particolarmente tamarri e la periferia romana le calza indubbiamente a pennello. La sceneggiatura è abbastanza buona e strappa risate in più passaggi, specialmente nella prima parte e fino all’arrivo di Amendola e Bergamasco. Dopodiché, un finale banale e buttato lì alla meno peggio rovina la visione di quanto di buono c’era stato. In ogni caso si lascia guardare; peccato per la fretta di chiudere.

Azione70 1/08/18 11:19 - 152 commenti

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Film che avrebbe tutti i mezzi per eccellere, trattando temi molto interessanti e attuali (degrado delle periferie, scontro intellettuali - sottoproletari, integrazione delle comunità straniere, riscatto sociale). Tuttavia nella narrazione si perde il filo del discorso e alla fine vengono messe in evidenza solo le profonde differenze tra mondi contrapposti, con un finale che avrebbe dovuto essere più graffiante (a partire dal discorso a Bruxelles di Albanese). Cortellesi brava (e misurata) come coatta, eccezionali le gemelle di Bastogi.
MEMORABILE: Le gemelle che vivono con la Cortellesi.

Rufus68 16/08/18 10:12 - 3330 commenti

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Scene di lotta di classe piuttosto superficiale. Si vuole imitare la commedia francese, ma si finisce impantanati nello scontro fra radical chic e borgatari declinato con faciloneria imbarazzante e senza vera cattiveria (alla fine si torna all'ordine, coatti con coatti, ricchi con ricchi, al di là della goffa e improbabile liason finale tra i protagonisti). Su tutto spira un'arietta consolatoria e fasulla. Solo la Cortellesi strappa qualche superficiale sorriso. Sugli attor giovani meglio tacere. Da punire oltre misura.

Domino86 9/10/18 11:17 - 570 commenti

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Commedia molto divertente con un bravo Albanese e una sempre divertente Paola Cortellesi. Tra una risata e l'altra il film non manca di affrontare temi sociali dimostrando che non si tratta solo di divertimento fine a se stesso. Due persone che hanno ognuna la propria vita e la propria storia diametralmente opposte entrano in contatto e volenti o nolenti devono rimanerlo per un po'. Da vedere.

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Pinhead80 26/10/18 13:47 - 4064 commenti

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Non è la prima volta che vediamo Antonio Albanese recitare in ruoli non propriamente comici con grande successo e, grazie all'aiuto di un'ispirata Cortellesi, eccoci di fronte a una delle migliori commedie italiane degli ultimi tempi. Il contrasto tra il modo di pensare e quello di vivere non incide sull'illogica dei sentimenti. Tanto divertimento e una punta di malinconia in un film dove l'unica cosa stonata è la recitazione dei giovani.

Giùan 2/05/19 09:55 - 3246 commenti

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Più che del buono (cinematografico) c'è del commendevole socio-politico: la volontà di indagare le mutazioni dei rapporti tra centro e periferia e (addirittura) di indicare una strada a certa intellighenzia di Sinistra per recuperare il proprio tessuto nevralgico di riferimento. Dal punto di vista prettamente filmico, tuttavia, Ferie d'agosto (per dirne uno) era sull'argomento più cinico e profondo, mentre Milani conferma il proprio stile per nulla corrivo ma anche poco corrosivo, il ritmo ineccepibile e l'attenta gestione empatica dell'intero cast.
MEMORABILE: Le gemellone Pamela e Sue Ellen incorreggibilmente affette da "shopping compulsivo"; Gli "odori" dei vicini di casa; La Leosini sulla spiaggia.

Puppigallo 22/05/19 09:32 - 4588 commenti

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La discriminazione, anche inconsapevole, di chi appartiene a una diversa classe sociale, con contorno di luoghi comuni, ma anche di realtà tangibili, è il sunto di questa pellicola, dove la Cortellesi e Albanese possono sbizzarrirsi, soprattutto la prima, dando vita a due personaggi agli antipodi, ma ragionanti, ovviamente a modo loro. Ed è grazie a questo felice connubio, che si segue la vicenda senza particolari problemi, potendo contare su vari siparietti, creati da situazioni al limite, soprattutto per un distinto e acculturato gentiluomo come il protagonista. Non male.
MEMORABILE: La coda al bar della spiaggia, dove si rischia grosso; Le due gemellone cleptomani (anche nella vita reale), che addocchiano una borsa sulla spiaggia.

Bruce 31/01/20 10:00 - 1006 commenti

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Commedia sociale, brillante e attuale, molto riuscita. Grazie a un buon soggetto, una regia appropriata, dialoghi calzanti e soprattutto all'ottima prova dei due protagonisti, con la Cortellesi in vero stato di grazia e Albanese più misurato del solito. I luoghi comuni non mancano ma è evidente la presa di coscienza, in modo ironico e leggero, della realtà attuale e dell'enorme divario esistente tra chi vive in centro città e nelle periferie. Divertente e onesto.

Modo 31/01/20 18:35 - 845 commenti

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Commedia con spunti interessanti riguardanti la differenza tra classi sociali. Buona la prova dei premurosi genitori Antonio Albanese e Paola Cortellesi nel rendere sincere le loro interpretazioni. Un po' meno sul pezzo i coniugi dei rispettivi protagonisti (specialmente Claudio Amendola dai capelli improponibili)! La storia, pur con qualche eccesso di troppo, pare veritiera e trae spunto dallo spaccato della nostra società con annesse riflessioni.

B. Legnani 15/08/20 17:28 - 4897 commenti

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Gran titolo, film piccolo. Stereotipi e stereotipi degli anti-stereotipi. Rari pregi, troppi difetti. Si capisce dopo 5’ come andrà a finire, la Cortellesi burina non è credibile manco per un attimo, molti personaggi dovrebbero essere simpatici e non lo sono mai (le due gemelle, la colf russa). Albanese fa ciò che può, ma alla terza volta la sua stupita paura non colpisce più. Funziona in piccole cose: i crediti finali al cine d’essai da vedere in rispettoso silenzio, lo stupore per la ragazza che parla francese... Regge fino a Capalbio esclusa, poi s’inabissa. Orrido finale europeo.

Camibella 24/08/20 07:22 - 276 commenti

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Due adolescenti di estrazione opposta si fidanzano. Il padre di lei e la madre di lui tenteranno di osteggiarli ma poi fraternizzeranno. Riccardo Milani (marito della Cortellesi) utilizza uno spunto non originalissimo per dar vita a una commedia divertente in stile francese avvalendosi, oltre che della moglie-feticcio, anche di uno superlativo Albanese. Gag ben costruite, qualche trovata ingegnosa (il cinema d'essai, la Leosini che fa se stessa) ma anche qualche piccola caduta di stile (Amendola più coatto che mai e il finale stiracchiato) ne fanno un film comunque godibilissimo.
MEMORABILE: La giornata al mare a Coccia di Morto; L'incontro a Capalbio con la Leosini.

Redeyes 7/12/20 14:57 - 2253 commenti

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Milani ancora una volta alle prese col manicheismo degli strati sociali dei suoi personaggi, ma a differenza che in altre occasioni il risultato finale è decisamente meglio delle premesse su carta. A questo bel risultato concorrono con forza i due protagonisti estremamente in parte e convincenti nonostante, come già detto, il tratteggio forzato. Proprio loro addolciscono il taglio grossolano e rendono divertenti situazioni border line e intepreti meno incisivi come Amendola, ad esempio. Alla fine si sorride in più di un'occasione e si ignora la morale spicciola.

Silvestro 4/02/21 23:50 - 107 commenti

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Una commedia ben fatta che trova nell'interpretazione "coatta" della Cortellesi il suo punto di forza. Anche Albanese, nei panni del borghese progressista, fa la sua figura e in generale tutto il cast offre una buona prova. Non mancano i momenti esilaranti, ci sono pure spunti di riflessione e il finale, un po' telefonato e leggermente buonista, non macchia la bontà di un lavoro fresco e frizzante.
MEMORABILE: Le gemelle cleptomani
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 14/01/18 23:53
    Galoppino - 491 interventi
    Commedia fantastica si ride dall'inizio alla fine di cuore, bravissimi tutti specie le gemelle ladre....
  • Discussione Schramm • 22/07/18 16:12
    Risorse umane - 6792 interventi
    sull'aver riso ininterrottamente non scommetterei. diciamo piuttosto che si sorride, che comunque di questi tempi non è certamente un male...
  • Curiosità Mauro • 7/08/18 18:40
    Disoccupato - 9917 interventi
    Segnalo una battuta del film che quasi nessuno ha colto, solo all'apparenza buttata lì a caso. Durante un incontro a casa di Giovanni (Albanese) questi, per spiegare alla borgatara Monica (Cortellesi) la situazione della relazione impossibile tra i loro figli, dice “E’ così, è la teoria di Maria Montessori”, al che Monica gli risponde spaesata: “Io questa non la conosco”. Il lato divertente della battuta è che la Cortellesi nel 2007 ha interpretato proprio la Montessori nella miniserie tramessa su Canale 5 Maria Montessori - Una vita per i bambini.
  • Discussione Rufus68 • 5/08/20 16:58
    Comunicazione esterna - 205 interventi
    Alla vigilia delle riprese del secondo atto del film è improvvisamente ricomparso il famigerato versetto danteromanesco che poteva ammirarsi nel 2017: "Lassate ogni speranza o voi k'entrate".

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/lassate.jpg[/img]
    Ultima modifica: 5/08/20 17:25 da Zender