Se sei vivo spara

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1967
Genere: spaghetti western (colore)
Note: Aka "Oro Hondo", "E se sei vivo spara", "Django kill!". Dissequestrato solo nel 1975.
Numero commenti presenti: 40
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Si porta dietro la fama di western più violento mai realizzato o quasi, ma a vederlo oggi tale nomea appare ridicola, se si pensa che le due uniche scene “splatter” si limitano a mostrare un coltello che per un paio di secondi trapassa il petto di un moribondo e un cowboy che scotenna un indiano (scena ripresa peraltro senza far vedere più di tanto). E’ vero, c'è un’amoralità di fondo piuttosto originale, ma non può questo catalogare un western in fin dei conti innocuo come un'opera trasgressiva dell'impatto devastante. ORO HONDO (è il titolo della riedizione, la prima versione fu all'epoca censurata) è comunque un western ben girato da Questi e furbamente sceneggiato dal bravo Franco Arcalli. Il protagonista Tomas Milian (qui...Leggi tutto alla sua prima apparizione non spaghetti western) parla poco, ma con lo sguardo sa creare un personaggio meno “duro” del solito, all'apparenza privo di alcun sentimento, a differenza delle persone che gli girano attorno caratterizzate grazie al consueto abuso di ghigni, risate, occhi semichiusi e smargiassate. Belli i colori, azzeccati i paesaggi ripresi da Questi con una cura per il particolare non comune, nel genere. ORO HONDO è un film che può interessare anche i non appassionati di western per il suo insolito taglio quasi autoriale. Colonna sonora di Ivan Vandor con un tema ricorrente piacevole. Insomma, se non ci si attende il fantomatico capolavoro di cui molti parlano, questo leggendario DJANGO KILL! (è il titolo americano, a dimostrazione del fatto che il protagonista non ha nome e si può chiamarlo come si vuole, da Django a Oro Hondo) può risultare interessante e singolare.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Stubby 28/02/07 19:39 - 1147 commenti

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Mi aspettavo molto da questo film, e dopo averlo visto mi sono detto: tutto qui? Però ricordiamoci che siamo nel 1967 e quindi certi argomenti erano piuttosto difficili da trattare, considerata la censura. Quindi il mio giudizio nei confronti del film è sicuramente positivo. Milian è sempre bravissimo nella sua parte. Alcune sequenze lasciano un po' perplessi perchè non si capisce bene quel che succede, ma lo si può facilmente immaginare. Nonostante i tempi, buoni gli effetti visivi. Crudo.

Venticello 17/03/07 12:59 - 63 commenti

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Buon western del sottostimato Questi. Onirico, misterioso, sordido e crudo, ci offre un Tomas Milian alle prime armi nel genere, nei panni di un bandito messicano salvato (?) dalla morte da due sciamani indiani. Inseguendo i suoi killer si ritroverà in un paese dalla popolazione inquietante e decisa a far giustizia a modo suo, ma sotto la minaccia di un proprietario terriero alle cui dipendenze vi è una banda di equivoci sgherri. Oggi potrà far sorridere, ma all'epoca fu pesantemente censurato.

Il Gobbo 5/06/07 20:14 - 3011 commenti

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Esito mirabile di una spregiudicata operazione alto-basso, con Questi e (soprattutto) Arcalli che trasfigurano in chiave western-orrorifica l'idea di un film sulle violenze della guerra civile italiana post '43. Ne viene fuori, grazie al montaggio e alle idee di regia del duo un film sadico, folle e unico, immerso in un'atmosfera straniata e semi-onirica. Incredibile poi Sorrow e la sua banda di figuri nerovestiti e gay che spingono al suicidio il povero Lovelock. Splendida l'ambientazione a Hoyo de Manzanares. Supercult.

G.Godardi 12/06/07 19:52 - 950 commenti

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Spaghetti western sulfureo e surreale con picchi di violenza inuadita (per allora) che deborda in confini quasi horror. Tanta carne al fuoco per questo film barocco che a volte perde un po' la strada ma è gratificato dalle intuizioni geniali. Poca coesione narrattiva ma tanto gusto d'espressione. Un film che ha numerosi estimatori nel mondo prima che in Italia (una scena è ripresa pari pari dai Coen in Arizona Junior). Censurato ed accorciato alla sua uscita, solo di recente lo si è potuto vedere nella sua integrità. Ovviamente da non perdere.

Lovejoy 19/07/08 15:21 - 1824 commenti

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A suo tempo suscitò molte polemiche, venne sequestrato e rieditato solamente nel 1975 con il titolo di "Se sei vivo spara". Rivisto oggi pare un western come tutti gli altri, né migliore né peggiore. Certo, qualche sequenza forte c'è, ma tutto sommato molto meno di quanto uno potesse aspettarsi. Discreta la regia di Questi, bel ritmo e cast forte di una bella, convincente prova di Milian.

Puppigallo 13/08/08 09:49 - 4566 commenti

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Discreto western, dove un Milian in parte (accompagnato da due indiani come io sono Tibetano) distribuirà giustizia, a modo suo, con pallottole d'oro. La narrazione è un po' discontinua e ogni tanto la pellicola tende ad arrancare, ma quando si rimette in movimento dà una certa soddisfazione, grazie anche a una buona dose di crudeltà (la prima mattanza in città, lo scotennato...). Il secondo cattivo è meno credibile del primo, che però non dura molto, ma comunque non se la cava malaccio (anche i comuni cittadini però non scherzano, anzi...). Piuttosto godibile e con un suo perchè.
MEMORABILE: L'operazione con sorprese d'oro. Il secondo cattivo: "Mangiare, bere e contemplare la propria vittima; non c'è niente di più sensuale".

Matalo! 14/08/08 12:14 - 1368 commenti

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A dirla tutta è un western girato da un regista che col western poco avrebbe dovuto averci a che fare. Se devo essere proprio sincero sincero anche i surrealismi e il montaggio "alternativo" talvolta stridono con la materia raccontata(prosaico spaghetti western). Inquietante nei suoi exploit di violenza, modesto nella sua conduzione, con momenti di grande suggestione.
MEMORABILE: Lo scalpo dell'indiano

Deepred89 15/08/08 21:55 - 3343 commenti

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Discreto western leggermente sopravvalutato, famoso per i suoi problemi giudiziari dovuti alle scene di violenza, peraltro oggi decisamente innocue, oltre che limitatissime. Nulla di esaltante anche se la regia è buona, la fotografia azzeccata e il cast ben diretto. Non un capolavoro ma si può vedere.

Elsup 23/09/08 00:02 - 140 commenti

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Uno spaghetti western atipico, molto violento rispetto ad altri del suo genere e con chiari riferimenti politici (antifascisti). Risulta un buon film, anche se un po' lentino nella parte centrale. Tomas Milian non è ancora quello che si farà conoscere ed apprezzare in film seguenti.

Enzus79 26/04/09 12:59 - 1924 commenti

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Western cupo e drammatico. Giulio Questi ha fatto un film dimostrando come si faceva cinema a certi livelli. Davvero notevole. Un western impegnato che potrebbe far storcere il naso a chi si aspetta ben altro da uno spaghetti western. Questa pellicola si deve capire, anche nei suoi eccessi. Il bravissimo Milian doveva essere però attorniato da ben altri attori. Purtroppo questa è una pecca evidentissima del film.

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Rickblaine 26/04/09 10:13 - 635 commenti

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Western violento e splatter con un Milian bravo ed un regista capace. Lento e con molti perché. In sostanza girato con buona tecnica, anche per quanto riguarda le scene macchiate di sangue. Originale e cauto. Questi porta sullo schermo un western fuori dal normale che anche se non prende, lascia il segno. Supercensurato e spregiudicato.

Undying 26/11/09 17:41 - 3836 commenti

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Questi non ci va leggero: gira un western surreale, dalle connotazioni politiche (dettate da ricordi personali come attivista partigiano nel 1943-1945) chiare in modo particolare per il look del gruppo di gay (vittima un giovanissimo Lovelock) con camicie nere. Violenze insistite e gratuite (l'estrazione delle pallottole, lo scalpo del povero indiano) si accostano a recitazioni mediocri, però valorizzate da una sceneggiatura insolita (il deserto bianco) e dai risvolti narrativi che lo apparentano ad un fumettone in salsa Tex, dalle componenti fortementi iconoclaste. Scorretto e sopravvalutato.
MEMORABILE: La mattanza dei banditi da parte dei "bigotti" paesani.

Bruce 17/09/10 15:49 - 1006 commenti

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Western atipico, originale e innovatore, ancor oggi moderno, che disorienta, perché metafisico ma anche sociale, violento contro la violenza, l'avidità e il moralismo più intollerante. Si ha l'impressione di partire per un lungo viaggio, avventuroso e brutale, senza mai saper dove si andrà a finire. Immagini crude, stranianti e sublimi. Milian già bravissimo. Musiche insolite, con persino un ripetuto tema reggae. Vero cult!

Von Leppe 24/03/11 22:34 - 1072 commenti

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Ci sono delle buone trovate come il paese moralista e razzista, l'ironia e la violenza esagerata (dopo Django, uscito l'anno prima). Il film ha dei momenti lenti, mentre delle due protagoniste femminili una è un fantasma, l'altra (Marilù Tolo), vestita con abiti castigati e un dito di cerone in faccia, esce di scena lontana, senza una goccia di sangue, abbondante invece negli uomini che mostrano nudità. Bellissimo il finale da horror, con l'incendio nella casa e la scena dell'oro fuso. Film che poteva essere molto meglio, visti gli ingredienti.
MEMORABILE: I virilissimi muchachos che mangiano la porchetta.

Pol 14/05/11 12:59 - 589 commenti

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Un western nero come pochi altri. Non è questione di sangue, ma di un'opprimente cappa di morte e dolore che pervade il film dall'inizio alla fine. Se è vero che la nomea di western-splatter poco gli si addice, è altrettanto vero che l'atmosfera è violentissima: non c'è pietà per nessuno, solo la morte. Unica nota stonata la love story tra il Nostro e la pazza, unico personaggio inutile, ma tutto sommato porta via poco minutaggio. Uno dei migliori e senz'altro più personali film del genere.

Nando 5/09/11 16:48 - 3515 commenti

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La fama di pellicola feroce e sanguinaria poteva far breccia nel 1967, ma ora lascia il tempo che trova; la narrazione è straniante a causa del clima sudaticcio ed inquieto che vi alberga, ma le violenza è limitata ed il plot riprende molti altri film di genere. Mi aspettavo qualcosa di più forte.

Giùan 7/11/11 12:12 - 3189 commenti

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Sul film (come sul cinema) di Questi tanto è stato detto e, come sempre nei casi di esasperazione critica, molto c'è di giusto quanto di evidentemente sballato. La visione personale m'ha restituito un film con una cifra stilistica superiore ai canoni del genere, tesa brechtianamente a raffreddare (ma non troppo) una vertigine sadica che di fotogramma in scena si fa inarrestabile. Distaccato ma fervido, capitato ma voluto. Fondamentali contributi di "Kim" Arcalli (script e montaggio), della fotografia di Delli Colli e di un gran Tomas che s'aggira sbigottito.
MEMORABILE: L'incipit con Milian-zombi; I pistoleri gay di Zorro vogliosi di Lovelock; Pettinatura e casti vestiti di Marilù Tolo; Lo scotennamento; Finale da piromani.

Homesick 19/02/12 17:08 - 5737 commenti

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Tra i cult dell’Italian Horse Opera è quello che raggiunge i picchi di delirio e sadismo più alti, poiché la rappresentazione di una società belluina ove si consuma ogni tipo di violenza pubblica e privata – linciaggi da guerra partigiana, razzismi, cattiverie su bambini e animali, stupri di gruppo – sconfina nell’orrore puro dei dettagli raccapriccianti di molte sevizie ed uccisioni. Milian si aggira laconico e ambiguo in scenari gotici e onirici, con la cadaverica Valturri che sembra uscita dalle pagine di Poe e la masnada di Camardiel da un girone dantesco. Insano, allucinato, estremo.
MEMORABILE: L’operazione con il coltello; lo scotennamento dell’indiano; la tortura con pipistrelli vampiro e lucertole; Sanchez sommerso dall’oro colato.

Hackett 30/10/12 22:58 - 1797 commenti

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I decenni trascorsi fanno in modo che la violenza di questo western non faccia piú notizia, ma nonostante ció restano diversi i punti di interesse dello stesso. La violenza ipocrita dei bigotti abitanti del villaggio (quasi antenati dei 2000 maniacs) che si credono dei puri, la non celata omosessualità dei banditi, lo strano legame tra il protagonista e vari personaggi enigmatici qulai la donna segregata e il giovane rapito sono tutti aspetti originali e non facili da trovare negli spaghetti western dell'epoca e successivi. Da vedere.

Albstef90 19/11/12 16:58 - 78 commenti

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Assolutamente il film più anomalo e particolare di tutta la filmografia western prodotta in Italia. Giulio Questi ci mostra davanti agli occhi quasi due ore di "follia personale", ma davvero godibile! Lo fa scegliendo il genere western, molto in voga nel periodo. Protagonista un giovane Tomas Milian, tradito dai compagni e ritornato (forse) dall'aldilà per vendicarsi! La fotografia è molto pulita e la sceneggiatura mostra la sua originalità per il genere. Più visioni del film stesso meritano.
MEMORABILE: Lo scotennamento dell'Indiano; L'estirpazione delle pallottole d'oro su un corpo; Il personaggio "Fantasma" di Tomas Milian.

Marilù Tolo HA RECITATO ANCHE IN...

Nancy 20/11/12 00:19 - 774 commenti

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Film mediocre dalla prima parte assolutamente trascurabile e per chi scrive quasi soporifera (già non sono una grande amante del genere...). Questi si riprende nella seconda parte facendo ampio uso di fantasiosa violenza (bella la scena della colata d'oro) che riesce a scuotere gli animi redimendo un po' il film, che per quanto ben fatto e con qualche scena girata veramente bene non è riuscito affatto a coinvolgere la sottoscritta sotto un qualche punto di vista... In compenso bravissimo Tomas Milian, qui al suo primo spaghetti-western.

Maik271 4/02/13 21:27 - 436 commenti

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Questo Django Kill, titolo scelto per il mercato straniero, è un film interessante e ben girato nel quale si mischiano scene cruente (bellissima quella della ricerca delle pallottole d'oro nel corpo del bandito) e un'ottima interpretazione di tutto il cast: Tomas Milian e Francisco Sanz primeggiano su tutti, bella e diabolica Marilù Tolo. Chiara la denuncia dell'avidità dell'uomo, che sfocia in violenza allo stato puro.

Rigoletto 30/05/13 18:09 - 1626 commenti

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Questo film, rivoluzionario nelle intenzioni ma discreto nel risultato, è una pellicola che contiene al suo interno una dose di violenza massiccia, seppur bene orchestrata anche quando il soggetto specifico sia di dubbio gusto. A questo proposito si può notare che una tale esplosione di violenza troverà poi luogo ideale di proliferazione nei poliziotteschi all'italiana della decade successiva (una sorta di trasposizione urbana del western nostrano) e che troveranno in Tomas Milian (bravissimo anche qui) un interprete sempre efficace. Vedibile.
MEMORABILE: La scena dello scotennamento!

Buiomega71 31/07/13 00:57 - 2359 commenti

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Più Arrabal che Leone, più Jodorowsky che Peckinpah. Il west di Questi è sanguigno, astratto, marcio, puzzolente, omoerotico, sadico, feroce e senza nessuna pietà. Coacervo di un umanità ferina e avida, crudele e amorale, dove tutto olezza di morte e sangue. Ceffi da galera, feroci esecuzioni sommarie, scotennamenti pre Lustig e Pasolini, mani che affondano nelle carni sanguinanti come nel più allucinato zombie movie. Milian dal vago sentore cristologico (crocifisso prima di Keoma) e un atmosfera surreal mortifera che sfocia nel finale da horror gotico. Selvaggio.
MEMORABILE: Patrizia Valturri che si aggira tra le fiamme come in un gotico baviano; Lovelock che fa a pezzi il vestiario (e l'intimo) di Marilù Tolo.

Jdelarge 5/08/13 15:30 - 897 commenti

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Violento, malsano e perverso spaghetti western su cui aleggia un'aura di cult francamente immeritata. L'unica cosa che sembra funzionare è l'atmosfera di inquietudine che perdura in tutto il film, favorita da alcune ottime inquadrature. Il resto, però, tra indiani simili ad angeli custodi, bande di pistoleri omosessuali, pipistrelli e quant'altro risulta essere un pasticcio gratuito e poco studiato. Per fortuna non tutti i mali vengono per nuocere e almeno questo film ha il merito di aver lanciato Milian nel genere spaghetti western.

Furetto60 21/01/14 18:55 - 1129 commenti

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Western atipico caratterizzato da un'atmosfera di pesante amoralità che sfocia in violenza, sopraffazione e crudeltà gratuite, ma anche avidità e razzismo. Il bel Lovelock è anche oggetto di interessi di sapore omosessuale e non solo da parte della canaglia al soldo di Sparrow. Protagonista tosto ma non troppo è un enigmatico Milian, che caratterizza il personaggio a modo suo. La trama è povera e sfilacciata, la solita corsa al tesoro, la regia pone più attenzione alla creazione di un ambiente morboso e corrotto, riuscendo nell'intento.
MEMORABILE: I due indiani vagabondi e sognatori; I proiettili d'oro estratti dal corpo del ferito.

Pigro 12/04/14 10:10 - 8236 commenti

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Febbrile, visionario, artaudianamente crudele, disturbante. Poco importa la trama pretestuosa del vendicatore intrappolato in una ragnatela western di perfidie, complotti e tradimenti. È un’esperienza di deragliamento visivo e sensoriale: sequenze graffianti, idee spiazzanti, suggestioni esoteriche, montaggio poetico-rimbaudiano, musica insinuante. Primissimi piani, dettagli, e tanto sangue: allegoria di un orrore che allude a fascismo e resistenza (l’impiccato a testa in giù), attraversa la cristologia e approda ai moderni razzismi sociali.

Cotola 2/01/15 14:12 - 7760 commenti

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Notevole esempio di cinema di genere come se ne facevano una volta. Sporco, sadico, violento e con un grandissimo ritmo che non scema mai o quasi e che presenta diversi colpi di scena che ravvivano una trama ricca di avvenimenti. Solo il finale è un po' telefonato (in linea con affini pellicole di genere) ma il divertimento è assicurato e ci sono tanti guizzi di regia e diverse sono le scene che restano nella memoria (tra le altre: l'operazione chirurgica con risvolti aurei e la pioggia d'oro nel finale). Notevole anche la serie di personaggi negativi. Della serie: il più pulito ha la rogna!
MEMORABILE: L'arrivo dei banditi in città. La tortura a base di animali. "Non c'è nulla di più sensuale che mangiare, bere e contemplare la proprio vittima".

Almicione 8/12/14 19:38 - 765 commenti

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Odio, sorprusi, rabbia, vendetta: tutto ciò è il contenuto di questo aspro western più realistico della media nel quale non si può certo sperare in un lieto fine. La regia di Questi è innovativa e audace: una cruda raffigurazione di efferata violenza; la veloce e continua giustapposizione di due diverse sequenze; i primi piani sfocati e le inquadrature distorte; l'utilizzo di una fotografia che risalta colori vivaci. Ne scaturisce una pellicola lodevole per molti aspetti, ma a tratti fastidiosa e soporifera, anche perché lenta.

Schramm 15/09/15 17:33 - 2516 commenti

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Sulla pista nera della decostruzione del western Questi fa un semi-anticipato slalom tra le bandierine di Arrabal e Rocha, Gora e Jodorowsky, Canevari e Fulci. Ma malgrado il leggendario coté letterario e culturale cucito attorno a tanto di discesismo, a occhi odierni e assimilati avanguardismi è un ultracorpo innocuo, un corpus molto meno cruento e visionario di come lo si è proclamato, che ha sì una mano registica capace di grottesche o eccessive impennate surreali che lo collocano fuori dall’ordinario, ma che si trascina sensibilmente ogni acciacco donatogli dalla vecchiaia.

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Tojo72 19/06/16 12:37 - 53 commenti

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Uno spaghetti western atipico, visionario, mistico. Un po' Jodorowsky, un po' Pasolini. Una grande prova di Tomas Milian a metà strada tra Cristo e l'angelo vendicatore. Un'aspra critica all'odierna società bigotta e razzista. L'amore per l'oro e l'indifferenza per i figli. A questo aggiungiamo poi banditi omosessuali (volutamente) in camicia nera che stuprano un giovane Ray Lovelock, il dilaniare delle carni a mani nude per recuperare pallottole d'oro, lo scalpo di un (poco credibile) nativo americano e tanto altro. Consigliatissimo.
MEMORABILE: La resurrezione; La crocefissione; Il bagno d'oro bollente.

Trivex 17/08/16 11:17 - 1532 commenti

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Film cupo e disturbante, anche al giorno d'oggi. Direi che non è il classico western, anche se gli spaghetti western dell'epoca spesso frullavano elementi tipici di altri generi o sottogeneri (spaghetti/horror, spaghetti/weird, psico/spaghetti). Pur apprezzando la creatività e l'estrosità per realizzare un prodotto del genere, non posso esimermi dal rilevarne momenti noiosi alternati ad altri esaltanti, per una discontinuità complessiva che non mi fa gridare al capolavoro. Preferisco gli spaghetti più leggeri, in sostanza.

Rambo90 30/04/17 22:18 - 6604 commenti

I gusti di Rambo90

Bizzarria western lontana dai canoni dello spaghetti con inquadrature particolari, montaggio e tempi veloci, humor nero e violenza forte ma quasi grottesca. La trama è movimentata e gira attorno a una specie di apologo sull'avidità, dove tutti i personaggi sono cinici ma saranno puniti in un'interessante girandola di situazioni un po' folli. Bene Milian come protagonista, ma azzeccate tutte le facce. Godibile.

Rufus68 22/06/17 22:17 - 3268 commenti

I gusti di Rufus68

Ormai il film si è costruita una solida fama d'eccentricità (lo cita pure Tarantino) e da lì non lo schioderà nessuno. A mente fredda occorre riconoscere che certe impennate crudeli son più bizzarre che sperimentali (quando non gratuite); e che le accelerazioni inusuali generano più un andamento sconnesso che d'avanguardia. Rimane un'opera coraggiosa, sbilenca, ambigua (i carnefici di Lovelock sono fascisti o teddy boys alla Kenneth Anger?) e sostanzialmente irrisolta. Milian convince a metà, mediocri gli altri.

Bubobubo 20/11/18 01:21 - 1343 commenti

I gusti di Bubobubo

Un'esperienza filmica d'incredibile intensità, l'affermazione maiuscola di un regista che compensava la scarsa prolificità con una capacità innata - per un motivo o per l'altro - di mettere mano a del materiale degno di nota. Qui l'estetica western è poco più di un pretesto formale: la regia si muove con sublime audacia tra insostenibili esplosioni di violenza, trasparenti ammiccamenti omoerotici, dissacranti quadri iconografici che mischiano pop art e surrealismo (l'oro nella bara, la colata di oro fuso che scioglie i lineamenti). Splendido!

Zender 4/01/19 17:41 - 289 commenti

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Western frammentato da flash impazziti che squarciano il tessuto d'una narrazione canonica proprio come le mani dei villici profanano empie il cadavere del bandito per estrarvi pallottole d'oro nella scena più citata. Noto per le efferatezze contenute (ma non si attendano chissà quali eccessi), il film di Questi è lo specchio stralunato di uno stile in bilico tra autore e serie B, eccentrico richiamo per chi esplora sentieri suggestivi senza troppo lagnarsi di buchi e smottamenti; la riprova che il genere in voga era in Italia terreno fertile per arditi sperimentatori.
MEMORABILE: Il coltello si fa strada sottopelle prima di offrire la cedevole carne alla bramosia del cinico branco.

Lupus73 5/12/19 15:21 - 806 commenti

I gusti di Lupus73

Questi dirige un western mistico, sciamanico, fumettistico e crudo. Una spartizione d'oro andata male, messicani traditi ed eliminati in una fossa comune da cui emerge una mano: un superstite, quasi dall'aldilà salvato da due indiani. Diviene un giustiziere con una missione da compiere (con l'oro divenuto pallottole) interpretato da un Milian più carismatico che mai. Vietato ai minori di 18 a causa di scene tagliate in tv: lo scalpo, estrazione di una pallottola a mano, interiora di cavalli esplosi, l'oro fuso in faccia all'avaro. Da vedere.
MEMORABILE: L'epico inizio e il flashback.

Pessoa 25/12/20 11:20 - 1443 commenti

I gusti di Pessoa

Gran bel western del talentuoso Questi che cerca una sua personale via nel genere partendo da uno script originale e ricco di colpi di scena, con un ritmo serrato che tiene incollati gli spettatori allo schermo fino alla fine. Ad un Milian in stato di grazia tiene testa un Camardiel indemoniato, ma tutti gli attori se la cavano più che dignitosamente. Un cast tecnico fidato fornisce soluzioni originali e piuttosto forti per i tempi. Qualche incongruenza narrativa lo tiene lontano dagli esponenti più alti della categoria, ma non di molto. Imperdibile per gli amanti del genere.
MEMORABILE: La coralità del cast, soprattutto l'intesa fra Milian e Lovelock; Le scene splatter; La testa... "d'oro".

Nicola81 3/01/21 12:53 - 2068 commenti

I gusti di Nicola81

Nonostante le aspettative alimentate dalla fama di cult, il film si rivela più fumo che arrosto. Questi, regista indubbiamente originale ma non quel geniale innovatore che molti ritengono, inserisce elementi alquanto stranianti e un sadismo superiore alla media del genere, ma la storia alla fine è quella della solita caccia al bottino, e dopo una prima parte promettente il ritmo tende drasticamente a calare. Buone la confezione (in particolare le musiche di Ivan Vandor) e la prova di un Milian ancora misurato, mal gestito il resto del cast a cominciare da Marilù Tolo.

Zampanò 19/01/21 18:41 - 281 commenti

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Questi asserì che le atrocità western erano metafora delle violenze fasciste nel '43. Un parallelo che vive solo nella mente sua e di Arcalli perché a terra restano il consueto pueblo desolato, la fame d'oro, l'eroe straccione bravo con la pistola. Il carico da 90 sono le plateali scene cruente, tra l'altro macchiate di un rosso vermiglio, evidente sangue di gallina più che arterioso. Milian fa quel che può, gli altri stanno alla parte. Nulla di che, però quelle dita che rovistano nella ferita in cerca della pallottola d'oro l'hanno reso senza meriti un piccolo cult.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 24/11/18 09:11
    Consigliere - 44129 interventi
    Scus Bubobubo, ma quando parli di "insostenibili esplosioni di violenza" a cosa ti riferisci? A parte un coltello che entra per un attimo nel petto e uno scotennamento perlopiù fuoricampo non mi pare si veda altro di violento...
  • Discussione Buiomega71 • 24/11/18 09:26
    Pianificazione e progetti - 22428 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Scus Bubobubo, ma quando parli di "insostenibili esplosioni di violenza" a cosa ti riferisci? A parte un coltello che entra per un attimo nel petto e uno scotennamento perlopiù fuoricampo non mi pare si veda altro di violento...

    Cagnolini presi a pedate, zii che tengono sotto i piedi i nipotini, bambini nudi, profanazioni di cadaveri, cavalli sventrati con fuoriuscita intestinale, scalpi che anticipano il Pasolini di Salò e il Lustig di Maniac, corpi pieni di pallottole d'oro, dove le mani avide scavano nelle ferite sanguinolente come nel più allucinato degli "zombie movie"

    Milian crocifisso (molto prima di Keoma), in sentor cristologico, e torturato con iguane e pipistrelli vampiro

    Insomma, credo non sia per anime candide :)

    Stiamo parlando di uno degli western più feroci mai girati (non di Colazione da Tiffany) che sconfina spesso nell'horror , e Bubobubo ne ha ben donde :)
    Ultima modifica: 24/11/18 09:28 da Buiomega71
  • Discussione Bubobubo • 24/11/18 10:36
    Addetto riparazione hardware - 236 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Zender ebbe a dire:
    Scus Bubobubo, ma quando parli di "insostenibili esplosioni di violenza" a cosa ti riferisci? A parte un coltello che entra per un attimo nel petto e uno scotennamento perlopiù fuoricampo non mi pare si veda altro di violento...

    Cagnolini presi a pedate, zii che tengono sotto i piedi i nipotini, bambini nudi, profanazioni di cadaveri, cavalli sventrati con fuoriuscita intestinale, scalpi che anticipano il Pasolini di Salò e il Lustig di Maniac, corpi pieni di pallottole d'oro, dove le mani avide scavano nelle ferite sanguinolente come nel più allucinato degli "zombie movie"

    Milian crocifisso (molto prima di Keoma), in sentor cristologico, e torturato con iguane e pipistrelli vampiro

    Insomma, credo non sia per anime candide :)

    Stiamo parlando di uno degli western più feroci mai girati (non di Colazione da Tiffany) che sconfina spesso nell'horror , e Bubobubo ne ha ben donde :)


    Chiaramente per i nostri standard ormai tutto è diventato acqua fresca, ma Buio ha riassunto bene ciò che volevo dire, specialmente in riferimento al genere e all'anno di produzione.
  • Discussione Zender • 24/11/18 10:43
    Consigliere - 44129 interventi
    Mah lo rivedrò, non ricordo proprio Milian torturato con le iguane, non ricordo cosa si veda. Scalpi stan quasi fuori campo appunto, la storia dei corpi profanati e delle mani che scavano penso sia sempre la stessa del coltello che entra, cavalli sventrati me li rivedrò. Ho preso il bluray, sarò felice di rivederlo. Non so comunque perché associare un bambino nudo alla violenza insostenibile :). che sia uno dei più feroci ci sta perché nel western la violenza non è poi così frequente appunto, ma già Django nella scena dell'orecchio lo ricordavo più impressionante, per dire.
    Ultima modifica: 24/11/18 10:49 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 24/11/18 10:52
    Pianificazione e progetti - 22428 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Mah lo rivedrò, non ricordo proprio Milian torturato con le iguane, non ricordo cosa si veda. Scalpi stan quasi fuori campo appunto, la storia dei corpi profanati e delle mani che scavano penso sia sempre la stessa del coltello che entra, cavalli sventrati me li rivedrò. Ho preso il bluray, sarò felice di rivederlo. Non so comunque perché associare un bambino nudo alla violenza insostenibile :). che sia uno dei più feroci ci sta perché nel western la violenza non è poi così frequente appunto, ma già Django nella scena dell'orecchio lo ricordavo più impressionante, per dire).

    La violenza (come tutte le cose) è spesso soggettiva, quello che impressiona me non impressiona te e viceversa

    Personalmente trovo l'incubotico western di Questi uno dei film di (de)genere più efferati mai girati.

    E come giustamente sottolinea Bubobubo non è da sottovalutare l'anno di produzione. Nel 1967 un'opera così devastante era già ben avanti con i tempi (e non per nulla ebbe parecchie noie con la censura)
  • Discussione Zender • 24/11/18 10:59
    Consigliere - 44129 interventi
    Certo Buio, non discuto che non possa impressionare (e sicuramente Se sei vivo spara rientra storicamente tra i western più selvaggi), era l'aggettivo "insostenibile" che volevo capire da quale scena in particolare arrivasse, per Bubobubo, visto che non ricordavo nulla di insostenibile. Django comunque è dell'anno prima, voglio dire, e in effetti la citata scena dell'orecchio mi pare già più violenta di queste, a livello di realizzazione (poi sulla soggettività non si discute, ovvio).
    Ultima modifica: 24/11/18 11:00 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 24/11/18 11:18
    Pianificazione e progetti - 22428 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Certo Buio, non discuto che non possa impressionare (e sicuramente Se sei vivo spara rientra storicamente tra i western più selvaggi), era l'aggettivo "insostenibile" che volevo capire da quale scena in particolare arrivasse, per Bubobubo, visto che non ricordavo nulla di insostenibile. Django comunque è dell'anno prima, voglio dire, e in effetti la citata scena dell'orecchio mi pare già più violenta di queste, a livello di realizzazione (poi sulla soggettività non si discute, ovvio).

    Ripeto, son cose soggettive

    Io, per esempio, ho trovato insostenibile la scena (per di più fuori campo) in cui il bulletto spezza il braccio alla bambina in Cuori in Atlantide. Ed è Cuori in Atlantide, non Cannibal Holocaust, per dire.

    Ognuno ha la propria, personale, sensibilità.

    E Se sei vivo spara non è certamente Vacanze romane
    Ultima modifica: 24/11/18 11:22 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 24/11/18 12:14
    Consigliere - 44129 interventi
    Sì, ma che son cose soggettive l'avevo già scritto io nella frase che hai quotato. Proprio perché son cose soggettive l'avevo chiesto a lui per capire a cosa si riferisse. Poi sei voluto intervenire tu e va benissimo naturalmente, siamo in un forum e mi fa sempre piacere leggere anche i pareri di altri, quando sono inerenti come in questo caso. Nessuno ha mai detto che sia Vacanze romane credo, né nessuno ha mai detto che ognuno non debba avere la propria sensibilità, anzi, è sacrosanto, c'è chi si impressiona per uno schiaffo in faccia e non mi sogno di dire che sbagli. Peraltro non mi ero nemmeno accorto che aveva risposto Bubo, perché è scomparso tra i tuoi post e in fondo pagina :) Volevo capire se c'era una scena in particolare che l'avesse impressionato e che l'avesse portato a usare quell'aggettivo, tutto qui.
  • Discussione Bubobubo • 24/11/18 15:42
    Addetto riparazione hardware - 236 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Sì, ma che son cose soggettive l'avevo già scritto io nella frase che hai quotato. Proprio perché son cose soggettive l'avevo chiesto a lui per capire a cosa si riferisse. Poi sei voluto intervenire tu e va benissimo naturalmente, siamo in un forum e mi fa sempre piacere leggere anche i pareri di altri, quando sono inerenti come in questo caso. Nessuno ha mai detto che sia Vacanze romane credo, né nessuno ha mai detto che ognuno non debba avere la propria sensibilità, anzi, è sacrosanto, c'è chi si impressiona per uno schiaffo in faccia e non mi sogno di dire che sbagli. Peraltro non mi ero nemmeno accorto che aveva risposto Bubo, perché è scomparso tra i tuoi post e in fondo pagina :) Volevo capire se c'era una scena in particolare che l'avesse impressionato e che l'avesse portato a usare quell'aggettivo, tutto qui.

    Due in particolare: le mani nelle interiora e la colata d'oro fuso del finale. Non tanto per l'esasperazione della violenza grafica, quanto per la posizione che assumono nell'economia narrativa complessiva. "Insostenibile" è chiaramente un'iperbole, che si riferisce principalmente, come ho scritto poco sopra, al genere e all'anno di produzione. Poi, scavando si trova sempre qualcosa di più efferato, girato anche prima di questo, ma l'impatto su di me è magari stato minore. Solo per dire

    OT

    già negli slaves di primi anni '60 si trovano violenze crudissime e graficamente esplicite, ma inserite in un contesto che - almeno a me - dice poco o niente, e che ne depotenzia il messaggio.

    FINE OT
  • Discussione Zender • 24/11/18 17:51
    Consigliere - 44129 interventi
    Ok, grazie Bubobubo. Io le mani nelle interiora proprio non riesco a ricordarmele. Meglio così, me lo rivedrò con più guusto :)