La decima vittima

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1965
Genere: fantascienza (colore)
Regia: Elio Petri
Note: Tratto (molto liberamente) dal racconto "La settima vittima" di Robert Sheckley.
Numero commenti presenti: 38
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Elio Petri (e tra gli altri sceneggiatori anche Tonino Guerra ed Ennio Flaiano) ha preso come spunto il geniale racconto di Robert Sheckley, “La settima vittima”, per ottenere un bizzarro e originale incrocio tra fantascienza e commedia. Con un’Ursula Andress al top della forma e un Marcello Mastroianni eccellente si immagina una Roma futuristica dove, legalizzata la caccia all'uomo, cacciatori e prede si inseguono per le strade col preciso obiettivo di uccidersi. Il cervellone del Ministero della Grande Caccia seleziona come sfidanti i due protagonisti: Mastroianni è la “vittima” e la regola impedisce che conosca l'identità di chi cercherà di farlo fuori. La Andress è la “cacciatrice”...Leggi tutto e volendo sfruttare l'esecuzione, programmata a scopi pubblicitari, la sogna nella degna cornice monumentale scelta dallo sponsor; opta così per l'approccio “soft” in modo da trascinare lui nel luogo prestabilito (il Tempio di Venere). Tutto questo mentre sullo sfondo di scenografie asettiche e quintessenziali (come all’epoca si pensava sarebbero state in futuro) la sceneggiatura si diverte a inserire - abbozzandole - idee simpatiche come la legge per il ritiro dei genitori da parte dello Stato o la riunione di “Tramontisti” contrastati dai “Neorealisti volgari”. Sprazzi di genialità, così come nella trovata (quella sì lungimirante) dell'intrusione del mondo pubblicitario nella sfera del cinismo su larga scala, rappresentato in questo caso dalla follia della Grande Caccia. Film spassoso, a tratti comico come all’apparire dell'istruttore di coccodrilli che racconta quanto il suo sia un'arma mortale del tutto affidabile. Colonna sonora in perfetto stile Anni Sessanta, regia intelligente e un cast all'altezza (ottimo anche Massimo Serato come “consigliere” di Mastroianni). Finale un po' tirato per i capelli...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Dusso 22/03/07 08:42 - 1535 commenti

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Bel film, ma che scade decisamente in un finale affrettato, che stona. Petri si conferma ottimo regista. La cosa migliore del film sono le bellissime scenografie di un imprecisato futuro, nel quale è liberalizzata la caccia all'uomo.

Spectra 18/12/07 14:30 - 84 commenti

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Stupendo questo film di Elio Petri che prima dei reality aveva già visto avanti di parecchio. La storia su cui si basa il film è geniale. Fantastica Ursula Andress e come sempre anche Marcello Mastroianni. Minimale ma realistica l'atmosfera di una Roma futuristica. Un film fantastico... Che dire... deve solo essere visto.

B. Legnani 17/01/08 20:15 - 4746 commenti

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Buono fino al secondo dei molti finali poi, francamente, non più all’altezza di prima. A quanto leggo, il “finalone” sarebbe stato imposto da Carlo Ponti. Divertentissime (fino lì) storia, satira, coloratissima ambientazione. Gli devono qualcosa Truman e i Prizzi. Similitudini con "Cacciatori di vecchi" (Buzzati). La Andress non è grande attrice né danzatrice, ma chissenefrega… Mastroianni bravo come al solito. Notevole Serato. Banale la Martinelli. Erroraccio storico: Hitler ha iniziato la guerra nel ’39, non nel '40!

Puppigallo 21/03/08 09:49 - 4515 commenti

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Invecchiato maluccio, è però un film che si regge piuttosto bene sulle trovate (le tecniche di uccisione, il centro addestramento, i genitori tenuti nascosti per non consegnarli allo Stato, le pubblicità) e può contare su un protagonista (Mastroianni) flemmatico, dotato di un incredibile autocontrollo, che lo rende impermeabile a tutto ciò che gli accade attorno. La pellicola scorre piuttosto fluidamente, a parte un paio di rallentamenti e i dialoghi sono passabili. Peccato per il finale un po’ pagliaccesco. Nel complesso, non male.
MEMORABILE: La voce del computer selezionatore. Non so se è la sua, ma a me sembra quella di Bombolo; e il solo pensare che sia la sua, mi fa piegare in due.

Ghostship 6/07/08 13:30 - 394 commenti

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Meraviglioso e quasi unico esempio di fantascienza sociale in Italia. Per tutta la sua durata la pellicola è un susseguirsi di trovate eversive e vedere Mastroianni in tenuta "futurista" è davvero weird. Solida regia di Petri, fotografia solare per una Roma spoglia e minacciosa che tende a spopolarsi con tecniche quantomeno opinabili. Iconoclasta.

Homesick 19/07/08 11:51 - 5737 commenti

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Raro caso di fantascienza italiana d'autore, che butta un occhio alle distopie orwelliane con il ritratto di un mondo in cui la violenza latente è istituzionalizzata dalla caccia all'uomo. La regia di Petri, come sempre, oscilla tra il serio e il faceto, tra il drammatico e il satirico, sfruttando una Roma sgargiantemente pop e futurista, Mastroianni ossigenato, Randone monco e ferroso, le statuarie Andress e Martinelli e l'ottimo score di Piccioni (con gorgheggi di Mina). Finale non all'altezza delle premesse di tutto il primo tempo.

Cotola 13/08/08 04:35 - 7556 commenti

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Considerato il fatto che il racconto di partenza (di Robert Sheckley) è un vero e proprio gioiello del genere fantascientifico, il film è un'occasione mancata. Petri, infatti, non riesce a realizzarne una trasposizione all'altezza nonostante le idee non manchino (su tutte i caroselli che interrompono il gioco). Peccato però che il tono a tratti grottesco (vedi il finale) non permetta di dare alla pellicola la giusta tensione narrativa. In ogni caso è un film interessante soprattutto per la capacità di aver anticipato parecchie cose future.

Gugly 20/09/08 23:17 - 1015 commenti

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Pregi: come idea vengono anticipati parecchi scenari futuri e ciò inquieta non poco. Bravo Mastrioanni in un ruolo anche scenograficamente insolito e bellissima la Andress. Difetti: qualche snodo narrativo è faticoso e la musica con il tema dominante " Spiral Waltz" è troppo spesso incombente e fastidiosa. Detto questo, si lascia guardare e la firma di Elio Petri è facilmente visibile nella regia ipperrealistico-grottesca che lancia strali alla società. Anticipatore.
MEMORABILE: La casa della vittima sul Lungotevere Fellini...

Supercruel 26/01/09 20:02 - 498 commenti

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Elio Petri confeziona un ottimo film di fantascienza, divertente, satirico e pungente. Si viaggia sui binari di un futuro orwelliano, anche se alcune punte di ironia donano al film un tono vagamente grottesco. Il finale non è proprio il massimo, ma non cancella la bella prova degli attori (Mastroianni in primis), il ritmo incalzante e la grande suggestione di una Roma pop/futurista dove la violenza è legalizzata e la caccia all'uomo uno sport. Da vedere!

Ciavazzaro 1/06/09 10:25 - 4765 commenti

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Classico. Ursula Andress è stupenda, molto bravo Marcello Mastroianni: da notare la "pulitura" degli stivali a inizio film. Il film ha un buon ritmo, la regia del buon Petri è perfetta, buone le musiche. Un classico della fantapolitica, belle anche le scenografie. Da avere.

Rickblaine 31/05/09 09:39 - 635 commenti

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Ispirato al romanzo di Sheckley, profetizza ed ironizza su quello che realmente potrebbe accadere in qualsiasi prossimo futuro. Un mondo dove la caccia all'uomo è essenziale per debellare o controllare la violenza e la cattiveria propria dell'essere umano. Non importa se si uccidi o se ci si fa uccidere, l'importante è l'audience e la pubblicità. Mastroianni è in vena come la bella Ursula Andrews. Petri è geniale. La musica è azzeccata all'atmosfera. Buon film.
MEMORABILE: Nell'appartamento del protagonista, quell'occhio gigantesco alle spalle di tutti... sa di orwelliano.

Enzus79 31/05/09 09:47 - 1826 commenti

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Elio Petri, regista "impegnato", ha girato questo bel film di fantascienza, con critiche ad una società che poi non è tanto lontana da quella di oggi. Ci sono una bellissima Ursula Andress ed un bravissimo Marcello Mastroianni, rispettivamente cacciatore e vittima. I risvolti sono tutti apprezzabili fino alla scena del Colosseo, poi si cade nel patetico, con un finale più da commedia che da film "serio". Mediocre è la colonna sonora. Comunque è un bel film.

Pigro 14/08/09 08:15 - 7819 commenti

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Moderni gladiatori legalizzati e regolamentati si danno la caccia per uccidersi. Gli autori trasformano la bella idea di Sheckley tingendo la fantascienza di parodia, commedia all'italiana, grottesco, echi felliniani (i tramontisti!). Suggestiva l'art direction in stile anni 60 futuribili pop/optical, graziosa la musica di Piccioni e infine ben condotta la regia di Petri, spigliata e sorniona. Purtroppo nel finale l'apologo satirico si diluisce impropriamente nell'eterna caccia dei sessi, ma questo bizzarro film si vede con piacere.

Matalo! 19/03/10 11:12 - 1368 commenti

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Siamo tutti più o meno affezionati a questo film, almeno i quarantenni che da ragazzi rimasero stupiti dal delirio optical. Ma il film no, davvero, non è granchè. E nonostante idee giuste (la location dell'Eur e un Mastroianni perfetto) resta un gradevole passatempo, ma i suoi moniti sociali vengono annacquati dalla mise en scene. Si cita questo film come ispirazione per Austin Powers ma non gli fa merito.

Il Gobbo 30/07/10 15:37 - 3011 commenti

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Filmone imperdibile e oggetto di culto personale. Petri e gli ottimi sceneggiatori italianizzano, anche sociologicamente, lo straordinario racconto di Sheckley e ne fanno un trionfo di estetica anni '60, fra pop, optical, atmosfere lounge (la strepitosa colonna sonora di Piccioni coi vocalizzi di Mina). Mastroianni più sornione e indolente che mai, Andress splendida.

R.f.e. 16/09/10 10:17 - 817 commenti

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Ovvero come rovinare un intelligente e molto serio apologo satirico sulla nostra società. Petri lo ha trasformato in un'ipocrita e ricattatorio filmetto con finalino squallidamente piccolo-borghese, nonostante le premesse (alla luce del finale, la sequenza in cui la Andress riceve le informazioni su Mastroianni cambia totalmente significato). Boh... forse piacerà alle femministe! Salvabili a malapena solo le scenografie pop anni '60, la bellezza della Andress e della Martinelli e davvero poco, pochissimo altro.

Rebis 19/10/10 18:05 - 2088 commenti

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Petri difetta nel sovraccaricare l'immaginifico di implicazioni sociopolitiche troppo scoperte: così il fantastico, sempre al servizio della satira e di una dichiarata allegoria, non vola mai in alto. Qui però il soggetto è avveniristico (di R. Sheckley, cui attingerà anche S. King), la struttura ludica conquista e ci sono sequenze stravaganti; l'elaborazione dell'immaginario sci-fi mette a segno qualche bel colpo. Ricercato e ricco di intuizioni figurative, il film accusa un finale farlocco e posticcio. Improbabile ma godibile Mastroianni; funzionale la Andress.

Macguffin 23/12/10 17:37 - 124 commenti

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Petri ricava dal racconto di Sheckley una commedia satirica, ambientata in un futuro ben reso visivamente come una specie di anni '60 "al quadrato" (scenografie e costumi pop, ottimi colori, uno score insinuante e tante altre buone trovate). Graffiante e moderno (anche se troppo marcato) dal lato socio-politico, manca a mio avviso di quell'amarezza che un film di seria fantascienza avrebbe dato: si veda in proposito il finale, a mio avviso un'occasione persa ed emblematico di tutto il film.

Giùan 16/08/11 10:55 - 3013 commenti

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Fantascienza sociale come la si girava e si immaginava negli anni '60. Solitamente alle prese con una satira magari immaginifica ma dai piedi ben piantati a "terra", Petri non è del tutto a suo agio con la materia e la sua altrove solida regia si fa prender troppo la mano dal bel copione di Guerra e Flaiano, con le sue corrosive ma "letterarie" diatribe Usa-Italia (anzi Roma). Non banali per l'epoca, invece, i discorsi sulla "pubblicità" dominante e buona la ricostruzione scenografica. Marcello bello e indolente, la Andress grintosa anche coi lustrini.
MEMORABILE: Il primo omicidio della Andress con la pistola nel reggiseno; il raduno dei tramontisti contrapposti ai neorealisti.

Saintgifts 7/10/11 23:50 - 4098 commenti

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Film che non invecchia. Dopo 46 anni il solo elemento a soffrirne è il commento sonoro (voce di Mina a parte), ma secondo me la colonna sonora era già datata anche nel 1965. Gli interpreti sono eccellenti, le scenografie sono tuttora futuriste e la sciocca pubblicità televisiva fa il verso a quelle attuali. La vena poetica ed ironica degli sceneggiatori si avverte nella descrizione di una società per certi versi anticipatrice di quella attuale. Il finale, forse la parte più debole del film, mi ha ricordato Duello al sole in versione edulcorata...
MEMORABILE: La bellezza sofisticata di Elsa Martinelli, che non è da meno di quella giunonica di Ursula Andress.

Manrico 31/10/11 07:47 - 80 commenti

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Una rapida scorsa ai commenti che precedono questo (che oscillano dal datato al cult) dimostrano l'unicità di questo film. Molto è stato detto, inutile ripetersi, ma personalmente il look futur-pop complessivo ha ancora qualcosa di straniante e alcune riflessioni sulla pubblicità, sulla rottamazione dei vecchi, sull'offrire "musica leggera o leggerissima" o sullo sdilinquimento dei tramontisti ci raccontano come fosse possibile anche allora intuire qualcosa dell'Italia di oggi. Il futuro era ieri, comunque da vedere|
MEMORABILE: Quando vengono scoperti gli anziani genitori di Marcello, che dovrebbero venire "rottamati", ma in Italia "non li consegna nessuno!"

Stefania 24/01/12 23:34 - 1600 commenti

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Asettica caccia alla preda o languida caccia al marito? Spunto fantascientifico: una società in cui gli individui si alternano nei ruoli di cacciatori e di vittime: le pulsioni aggressive sono così incanalate in un gioco al massacro rigidamente codificato ed istituzionalizzato. Nella cornice avveniristica risaltano gli inveterati vizi italioti: mammismo e dongiovannismo incarnati da un Mastroianni irresistibilmente sornione. Arguti gli affondi contro la commercializzazione della spiritualità e la spettacolarizzazione del privato, discutibile la deriva finale verso la commedia sentimentale.
MEMORABILE: Gli inserti da pop-art: anche la morte è uno spot!

Jandileida 6/10/12 18:35 - 1258 commenti

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Non fosse stato per gli ultimi, incongruenti e un anche po' ridicoli, 10 minuti mi sarei tenuto più largo nel voto perchè il film unisce il pop anni '60, il minimalismo formale, la fantascienza intesa come denuncia e la classica poetica petriana mettendo in campo una Andress sfavillante ed un sornionissimo Mastroianni. Inoltre il film è invecchiato benissimo sia dal punto di vista cinematografico (pochissimi cali di ritmo, ottima fotografia, regia dinamica) sia da quello meta (società dei consumi e mercificazione dell'essere e della morte).

Fauno 27/10/12 11:35 - 1927 commenti

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Parte con una serietà da sfiorare il drammatico, poi Mastroianni e anche la Andress ci riportano sul nostro pianeta: pacchia e relax vanno fino alla fine e il futurismo va a farsi benedire; magari negli Anni Ottanta metropoli americane o anche solo Roma fossero state così linde e ordinate... Onore a Marcello che coi suoi sguardi pigri e indifesi e coi suoi atteggiamenti da remissivo ha fatto girar la testa alle donne più belle del mondo... La tecnica di caccia adottata in questo film sarebbe un'ottima cura per gli aspiranti suicidi dei giorni nostri.

Furetto60 7/05/13 08:02 - 1129 commenti

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Atipica commedia di ambientazione fantascientifica con lievissimi inserti erotici da parte della statuaria (in tutti i sensi) Andress e di Mastroianni, icona del fascino maschile dell’epoca. L’ambientazione è leggera, ma qualcuno ci rimette la pelle, stanti le strambe regole vigenti che ricordano alcuni romanzi catastrofisti di Ballard. E’ un film che non si prende sul serio però non decolla né in un senso né nell’altro, per cui alla fine lascia in bocca un sapore insipido, di quelli che fanno dire: io qui non ci ritorno.
MEMORABILE: L'ingerenza del mondo pubblicitario, tristemente profetica.

Caesars 28/10/13 11:04 - 2723 commenti

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Partendo da un bel racconto di Robert Sheckley, regista e sceneggiatori scelgono il tono satirico per raccontarci la società in un futuro (allora) non troppo lontano. Coloratissimo e assai anni '60, il film è parecchio invecchiato, anche se bisogna dargli atto di aver anticipato molte cose. Bravo, al solito, Mastroianni e bellissima, al solito, la Andress. Buono anche Serato in una parte secondaria. Petri è regista che non ho mai amato molto, ma qui confeziona la sua opera più in sintonia con i miei gusti. **!

124c 13/03/14 18:13 - 2775 commenti

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Fantascienza italiana con scene colorate e vestiti pop degni della decade del boom. Più che il protagonista, il patinato e bravissimo Marcello Mastroianni, colpisce la sensuale Ursula Andress, con i suoi vestiti succinti e il suo corpo, all'epoca perfetto e mortale. Anche il Marcello nazionale non scherza in fatto d'omicidi, ma non rinnega nemmeno la sua indole di latin lover (vedi Elsa Martinelli e Luce Bonifassy che gli girano attorno come Ursula). Elio Petri dirige un bel film, che anticipa di 50 anni gli show del Grande Fratello.
MEMORABILE: Marcello Mastroianni amante, assassino e lettore di fumetti di Phantom e Mandrake; Ursula Andress ballerina sexy con sorpresa nella scena iniziale.

Daniela 28/02/14 00:07 - 9512 commenti

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Lo splendido racconto di Sheckley non trova nel film di Petri una adeguata trasposizione: bello il prologo con il primo omicidio e la spiegazione delle regole del gioco, ma poi l'azione si sposta a Roma e qui si impigrisce, con Mastroianni, biondo e sornione come un grosso micio, che giocherellando seduce la killer Andress, fino ad un epilogo sbracato (pare voluto dal produttore) che tradisce il pessimismo originario. Restano pregevoli certe soluzioni scenografiche dal sapore pop ed alcune trovate grottesche (gli spot, i tramontisti).

Nadir 1/03/14 15:35 - 56 commenti

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Film visionario, anticipatore e piuttosto bizzarro. Il regista sa tenere un ritmo sempre molto alto, sebbene i personaggi sembrino permeati dal costante senso di accidia tipico della società futura, così come immaginata nel film. Interessanti le scenografie e i costumi.
MEMORABILE: I tramontisti.

Lucius 6/10/14 11:43 - 2819 commenti

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Esperimento filmico più che film; non del tutto riuscito, slegato, ma estremamente fascinoso, grazie alla sua originalità. Difficile vedere Mastroianni in tali vesti, in altre pellicole, qui affiancato da una partner d'eccezione (una Andress al top della forma fisica). Menzione ai costumi, alcuni dei quali non avrebbero sfigurato neppure in 2001 Odissea nello spazio o Arancia meccanica (e questo la dice lunga in quanto alla loro estetica). Collectable.

Almicione 15/02/15 20:11 - 765 commenti

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Irrisa distopia in cui la violenza è legalizzata e stimolata per mezzo del gioco de "la Grande Caccia" attraverso il quale dovrebbero venire sfogati gli istinti aggressivi dell'uomo. Il soggetto si mostra quindi originale e interessante fin da subito con la rimarchevole scena introduttiva, ma lo sviluppo non è soddisfacente: il film si incanala presto su un binario morto e la mancanza di vera azione – nonché una regia e una fotografia scialbe – finiscono presto per annoiare lo spettatore. Comunque scelta audace, considerando l'epoca.

Jdelarge 22/11/16 00:06 - 881 commenti

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Problematiche sociologiche in un futuro distopico la fanno da padrone in questa sorta di unicum del cinema italiano, se non altro per come Petri affronta il genere fantascientifico, già poco presente in Italia. Molto interessante l'utilizzo dei colori i quali, riducendosi quasi esclusivamente al bianco e nero, rappresentano una sorta di specchio ideale di una società ossessionata dalla mania di istituzionalizzare tutto; addirittura l'omicidio! A tratti confuso, ma nel complesso decisamente interessante.

Il Dandi 2/07/18 15:32 - 1818 commenti

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Un (sotto)finale claudicante imposto dalla produzione non riesce comunque a far retrocedere il film dal rango di capolavoro. Non solo per la cura formale (e diciamolo: artistica) delle scenografie o per la freschezza delle trovate futuribili (la fantascienza dell'epoca abbonda di distopie orwelliane): nell'italianizzare il genere, approcciandovi col suo riconoscibile registro grottesco e visionario, Petri confeziona un film definitivo sul consumismo, sulla morte, sull'amore. I corpi di Mastronianni e della Andress appaiono insostituibili.
MEMORABILE: "In Italia i genitori non lo consegna allo Stato quasi nessuno, ce li teniamo nascosti. E poi è l'obbligo che non mi sta bene".

Minitina80 28/04/18 17:13 - 2364 commenti

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Il racconto di Robert Sheckley sembra perfetto per un regista come Elio Petri, che dirige un film in anticipo sui tempi di cinquant’anni. La portata dei contenuti è indiscutibile e l’idea di un reality show in cui la violenza è legalizzata è roba forte. Viene amplificato a dismisura il decadimento morale che ne deriva, sebbene nello sviluppo non manchi qualche vaghezza. Rimane un’opera unica nel suo genere, bizzarra e dal gusto unico, mischiando il pop con la fantascienza e inserendo qua e là qualche scampolo di commedia.

Alex1988 30/08/18 18:43 - 657 commenti

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Definito da più parti un film "fantascientifico"; definizione in parte veritiera, perché, escludendo le scenografie adottate, il plot, tratto dal romanzo di Sheckley, ha in sé una grande attualità; di uomini e donne che si ammazzano per soldi sentiamo parlare ormai quotidianamente. Quindi, è già di per sé un'idea geniale. Il film poteva essere un prodotto più che buono, se non fosse stato per un secondo tempo leggermente prolisso e un finale poco convincente.

Bubobubo 6/11/18 23:17 - 1223 commenti

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La pop art al suo meglio: narrativamente disomogenea, a tratti frivola oltre ogni limite, ma circonfusa di un'estetica irripetibile e francamente mesmerizzante. Storia frizzante e divertente, inclassificabile monoliticamente in un solo genere, sorretta da due protagonisti fra loro in grande sintonia e da un parco attori secondario appropriato: il finale, che il regista odiava visceralmente, regala un twist comico inaspettato ma, data l'eterogeneità materica del corpo principale, non privo di un suo senso interno.
MEMORABILE: I finti spot pubblicitari sul finto set.

Aco 3/02/20 10:19 - 55 commenti

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Un’opera di fantascienza sociale, un mix di pop art e surrealismo puro e una critica beffarda della società occidentale. Il film conserva ancora oggi un indubbio fascino visivo, musicale, estetico, costituendo una fedele rappresentazione dell’idea di futuro che imperava a metà degli anni Sessanta: prostituzione legalizzata, gruppi religiosi new age, abolizione degli anziani, le sparatorie per strada tra cacciatori e vittime. Tre le location romane quelle più emblematiche sono all’Eur, un quartiere all’epoca davvero surreale.
MEMORABILE: Il colloquio tra Mastroianni e la Andress sul tetto del Palazzo dei Congressi; La "scoperta" dei genitori nascosti nella casa di Mastroianni.

Magi94 24/09/20 22:48 - 687 commenti

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Curioso fumettone dalle sgargianti tinte pop, firmato da Petri che inizialmente aveva intenzione di ritrarre la futuristica borghesia italiana degli anni 2000 ma dovette poi virare verso un film più commerciale per ordine di Carlo Ponti. La prima parte in cui i personaggi e la granda caccia entrano in gioco è la migliore, anche perché qui non si risparmiano frecciate fantascientifiche memorabili (grandioso l'incipit) e il ritmo da commedia satirica non fa mancare il divertimento. Il flirt della seconda parte è più debole e con finale imposto, ma il film si lascia apprezzare.
MEMORABILE: I fumetti come classici della letteratura; Un Mastroianni santone new age per soldi nell'insospettabile 65.
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