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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

(Baby vintage collection, ovvero le impressioni di quando Marcel M.J. jr era giovanissimo) Applaudita incondizionatamente da critica e pubblico come una delle migliori opere d'esordio degli ultimi anni, RICOMINCIO DA TRE conferma Massimo Troisi tra i più intelligenti ed originali comici dell'ultima generazione. Portando sullo schermo l'umorismo a tratti surreale che già aveva sperimentato nei varietà televisivi con la "Smorfia" (il trio comico di cui faceva parte assieme all'inseparabile Lello Arena ed Enzo De Caro), Troisi riesce a raccontare una credibilissima vicenda umana attraverso le peripezie di Gaetano, un timido ed introverso napoletano ansioso di viaggiare al Nord con la speranza di conoscere più cose possibili. Il film è costruito...Leggi tutto come uno spigliato susseguirsi di esilaranti sketch, ma il filo conduttore non viene mai dimenticato per poter meglio trovare nuovi spunti di risata. Viene anzi sempre più rafforzato con l'inserimento di particolarissimi personaggi, tra i quali spiccano senz'altro il matto afflitto da crisi d'identità (egregiamente interpretato dal sottovalutato Marco Messeri) e il patetico Robertino, un trentenne complessato e oppresso dalla madre bigotta (a dare una perfetta caratterizzazione di Robertino ci pensa Renato Scarpa). Meno macchiette e più personaggi sono invece il cugino Frankie e l'antipatica "guagliona" di cui Gaetano s'innamora, che come capiterà anche nei film successivi di Troisi possiede sempre una fortissima personalità e una "lucida follia" che ovviamente contrasta con la schiettezza e la falsa modestia del protagonista provocando un rapporto di odio/amore presente per tutta la durata. Vero leone della comicità e secondo punto di forza del film è comunque Lello Arena, capace di una mimica eccezionale e di una spontaneità non comune che ce lo fanno apprezzare come il personaggio nell'insieme più simpatico. Imperdibile, è un classico della risata (l'importante è avere una certa dimestichezza col dialetto napoletano)...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Puppigallo 27/04/07 12:50 - 4485 commenti

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Troisi era un vero fuoriclasse della comicità, ma comicità con la C maiuscola; e qui ha potuto sbizzarrirsi con tutto il suo repertorio di espressioni, smorfie e fantastico linguaggio (deliziosamente masticato) che non può non divertire (grazie anche ai contenuti, naturalmente). Ed è sorretto da buone spalle che si alternano: i famigliari, Lello, Robertino, la fidanzata. Ogni tanto ha qualche rallentamento, ma questo è comunque grande cinema. Segnalo: tre cose, le alternative, il suicidio, la telecinesi, Robertino, la tortura, “Ugo!”.
MEMORABILE: Robertino: “Mamma dice che ho i complessi”. Gaetano (Troisi) “E fosse o Ddio! Quali complessi! Tu tienn’orchestra intera in capa, Robee!”.

Galbo 20/09/07 19:57 - 11307 commenti

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Un bell'esordio al cinema questo di Massimo Troisi; non la solita sequela di gag più o meno raffazzonate come per tanti comici "televisivi", ma un film ben strutturato con una sceneggiatura abbastanza solida e personaggi credibili. Ovviamente Troisi-Gaetano fa la parte del leone, ed è in piena forma come attore. Le sue espressioni, i gesti, i monologhi sarebbero poco credibili con altri al suo posto. Ma è evidente la sua abilità anche come regista a giudicare dal gruppo di (ottimi) caratteristi di cui si è circondato.

Redeyes 26/12/08 14:47 - 2126 commenti

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Forse il miglior film di Troisi, vuoi per l'acume delle sue battute, vuoi per la malinconia che lo bagna -che è poi piuttposto consueta. Difficile trovare punti deboli in questa pellicola, ben orchestrata e splendidamente recitata. Alcune gag sono decisamente geniali e l'aria che si respira è piacevolmente surreale. Bravo Arena, immenso Troisi. Imperdibile.
MEMORABILE: La riflessione su S. Francesco e quella sul nome del nascituro.

Pigro 28/12/08 08:41 - 7698 commenti

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Avventure di un timido napoletano a Firenze. Come nella migliore tradizione di Totò, ritroviamo un eccellente maschera comica dai ritmi perfetti, calata in una storia inesistente realizzata da una regia nulla, con una tecnica tirata via. Dunque, un esordio attorale strepitoso, con testi folgoranti e la rappresentazione di una "maschera" originale e convincente, ma in un film di scarso valore: in altre parole, il film "è" Troisi, e questo va a suo onore artistico, ma non basta. Belli i duetti con Lello Arena.

Pstarvaggi 30/12/08 14:04 - 80 commenti

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Troisi, all'esordio, dà respiro alla moribonda commedia italiana di inizio Anni '80. Ma il suo personaggio non sarebbe memorabile senza il supporto di attori diligenti come Scarpa, Messeri e Marchegiani. Arena, splendido secondo comico, è un vero jolly. La regia piatta e lo schema a compartimenti stagni favorisce l'aria di malinconia che si respira per tutto il film: la situazione di disagio che il protagonista vive in ogni situazione diventa anche nostra. E la risata giunge dunque liberatoria e irrefrenabile.

Rickblaine 2/01/09 11:48 - 635 commenti

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Il miglior film di Troisi. Con un insieme di buonissimi attori si riesce a portare a compimento un'opera comica e introspettiva di altissimo livello. Troisi riesce a rendere il meglio di sé raccontando la storia di un uomo che è alla ricerca della felicità cercando il distacco dalle proprie radici. Sforzandosi di cambiare e di non rimpiangere ogni azione non compiuta. Arena appare più come un alter ego del protagonista. Ovvero ciò che "Gaetano" non vorrebbe essere.
MEMORABILE: "Mi faccio piccolo piccolo" - dice Arena a Troisi

Enzus79 11/02/09 17:43 - 1733 commenti

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Il miglior Troisi. Con una commedia che può sembrare banale e scontata, ma non lo è dal momento che affronta temi importanti (un uomo introverso affronta la società). Le battute sono indimenticabili e molto comiche, ma portano anche a riflettere. Firenze è ottima come sfondo per il grande Troisi.

Parsifal68 28/12/15 08:29 - 607 commenti

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Straordinario e pluripremiato esordio cinematografico del grande Massimo Troisi che, forte dell'esperienza teatral-televisa con La Smorfia, confeziona un film dai tempi comici perfetti, con gag rimaste nella storia del cinema italiano. Buona parte del merito, va detto, va riconosciuto alla brava Anna Pavignano, co-sceneggiatrice e all'epoca compagna del regista, che sa apparecchiare a Troisi un'ambientazione e una storia dove farlo muovere a suo piacimento. Caratteristi in grande forma, specialmente Lello Arena, amico e spalla prediletta. Cult.
MEMORABILE: La scena iniziale; L'incontro con l'amante della zia; La scena del bar con la zia; Discorso su chi ha scoperto la penicillina; La scelta del nome.

Rambo90 1/05/11 14:48 - 6271 commenti

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Esordio (e miglior film) di Troisi. Il ritmo non è veloce e anzi il susseguirsi di sketch può risultare stancante a un certo punto, ma Troisi riesce a inventare dialoghi e concetti di una comicità irresistibile unitamente ad un filo conduttore che cerca di dire qualcosa di non banale sull'amore. Oltre al grande protagonista si fa notare uno strepitoso Lello Arena, in piccole parti uno scatenato Marco Messeri e il bravo caratterista Renato Scarpa. La Marchegiani non mi piace molto, ma si adatta bene al personaggio di donna dal carattere forte.
MEMORABILE: Marchegiani: "Quando c'è l'amore c'è tutto", Troisi: "No, chill'è 'a salute!"

Markus 27/04/11 17:55 - 3226 commenti

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Esordio cinematografico di Troisi dopo la gavetta del teatro e la successiva notorietà acquisita con la tv ne “La Smorfia”. Ricomincio da tre è una vera e propria ventata di freschezza per il cinema italiano e, senza volerlo, Troisi rilancia la commedia napoletana. La sensibilità umana, la timidezza mista a una strana caparbietà si miscela in una vicenda che tratta d’integrazione, d’amore e di intelligente sbeffeggiamento dei luoghi comuni. Si ride, ma si pensa anche. Del trio si porta dietro Arena, mentre De Caro tenterà una sua strada artistica.

Cotola 5/07/11 23:45 - 7402 commenti

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Ottimo esordio di Troisi che mette in luce una comicità “timida” e “soffusa”, caratteristiche incarnate anche dal personaggio principale, molto diversa quindi da quella in voga all’inizio degli Ottanta che si andava già involgarendo (e lo farà sempre più col passare degli anni). I ritmi non sono scoppiettanti ma le scene che fanno ridere (e non si dimenticano) sono diverse. Arena è una buona spalla. Divertente partecipazione di Michele Mirabella. Peccato che Massimo non si ripeterà più a questi livelli.

Giùan 9/08/11 16:29 - 2867 commenti

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Ricomincio da tre. Ovvero quando gli esordi "comici" italiani erano del calibro di Moretti, Verdone e appunto Troisi. Vera evoluzione antropologica della maschera napoletana, Massimo dà vita e sostanza ad un film pieno di apparente leggerezza e di straordinaria sensibilità, in linea col suo indolente talento. La storia del "terrone" che non vuole emigrare ma viaggiare per conoscere (non a caso la sua meta è Firenze) rimarrà per sempre nei nostri occhi. Cast fulminante: irrefrenabile Arena, una decisa Marchegiani, il bamboccione Scarpa, Lino Troisi è papà Ugo.
MEMORABILE: I duetti tra Troisi ed Arena a cominciare dal formidabile "mi faccio leggiero leggiero". "A Robertino: ma quale complesso, tu tien l'orchestra intera"

Nando 4/09/11 16:07 - 3453 commenti

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L'esordio cinematografico di Troisi è un film leggero ma in cui l'attore regala quella comicità leggiadra e surreale di grande impatto sua tipica. La narrazione è garbata e Massimo, con le sue battute naturali, strappa sovente il sorriso. Valido il resto del cast, anche se a parer mio Arena appare petulante.

Piero68 21/11/11 09:34 - 2750 commenti

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Quando il cinema si scriveva con la C maiuscola. Film d'esordio per un grandissimo Troisi, maschera napoletana alla pari del grande Totò. La sceneggiaura è semplice ma efficace e la regia convince. Quanto alla gag, esilaranti e mai volgari, rispecchiano in pieno il carattere un po' introverso dell'artista. Della serie "la storia del cinema passa da questo film", visti gli innumerevoli tentativi di imitazione. Una interminabile serie di gag passate alla storia con una memorabile colonna sonora di Pino Daniele che in questi film dà sempre il meglio.
MEMORABILE: Tutta la gag con Robertino che si conclude con un meraviglioso "Ma vaff... tu e mammina"; Lei vorrebbe essere Gianni Agnelli? Sì/No certamente!

Neapolis 15/12/11 13:53 - 174 commenti

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A mio avviso il miglior film di Troisi, in cui riesce a trasmettere al meglio la napoletanità più pura, quella vera. Il film è una serie di gag esilaranti degne della migliore commedia dell'arte: la scena del sogno nella parte iniziale, la figura del napoletano emigrante per vocazione, la scena della bottiglia dell'acqua con l'amico Arena in Ospedale e la mitica scena con Robertino... Mitico il finale con la filosofia della giusta via di mezzo: lo chiameremo Ciro.

B. Legnani 22/01/12 00:58 - 4671 commenti

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Decisamente sopravvalutato (perfetto esempio della legenda davinottiana "Mediocre ma con un suo perché": **). Non esiste un film vero e proprio: esiste una serie di scenette che vengono collegate in modo talora pretestuoso. Regia assente, recitazioni mediocri ad eccezione del protagonista (che guarda due volte in macchina nei primi 15'), di Arena e di Scarpa. Ma Troisi è spesso adorabile, più nelle piccole cose (Fleming, il "sì" al medico tedesco, Massimiliano-Ugo-Ciro...) che in quelle grandi (interminabili le due chiacchierate in ospedale). Nei primi dieci minuti servirebbero i sottotitoli.
MEMORABILE: Massimiliano-Ugo-Ciro.

Motorship 5/06/12 17:28 - 567 commenti

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Splendida "opera prima" del compianto Massimo Troisi che ridà nuova linfa alla commedia italiana, all'epoca spenta dai tempi del capolavoro monicelliano Amici miei. Film divertente ma riflessivo e con tantissimi spunti amari, degni delle migliori commedie dei decenni precedenti. Il tutto impreziosito dalla parlata partenopea del simpatico e stralunato protagonista, ben caratterizzato da Troisi; un personaggio in apparenza macchiettistico, ma più dolente di quanto si possa credere o pensare; basta vedere il film per capirlo. Straordinario.

Cloack 77 9/10/12 18:59 - 547 commenti

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La comicità mai volgare è la colonna sonora del film, perché le battute sottolineano i momenti chiave, dalla napoletanità alla vita in funzione della religione fino alla presa di coscienza della maturità e la responsabilità di un figlio del cielo. Una struttura filmica sul filo della levità che monta sequenze su sequenze mai lontane dall'origine della "Smorfia", con una regia che si abbandona al verbo e scompare lasciando in scena solo i protagonisti.

Deepred89 21/02/13 19:04 - 3253 commenti

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Una premessa: i duetti in dialetto napoletano mi sono risultati (da toscano) incomprensibili o quasi. Detto questo, dubito che ciò possa inficiare sul mio giudizio. Giudizio che rimane di manica piuttosto stretta a causa di una tecnica piuttosto improvvisata (molti longtakes per necessità, inquadrature non propriamente kubrickiane) e di una storiella esile esile. Troisi è simpatico e spontaneo, ma stento a coglierne la grandezza. Discorso che, personalmente, applicherei anche al film nel suo insieme.

Saintgifts 29/05/14 09:47 - 4098 commenti

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Soggetto, sceneggiatura, regia, interpretazione: bell'esordio di un Massimo Troisi che dimostra di saper fare il cinema. Dalla Napoli terremotata a una Firenze pittorica, il complessato Gaetano - seguito da un appiccicoso Lello - incontra personaggi che non fanno altro che confermargli le sue insicurezze, con le loro false sicurezze. La comicità in Troisi è una cosa connaturata, spontanea, una comicità che non è giusto neanche definire tale, nonostante faccia sorridere; come fosse il pubblico, chi gli sta di fronte, è un modo di essere.

Lady 12/06/14 16:05 - 54 commenti

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Una ridda ininterrotta di comicità irresistibile: questo è l'esordio alla regia di Troisi! Dal viaggio in auto con l'aspirante suicida all'arrivo in clinica dove trova un Messeri col mitico: "Sì.. certamente!"; lo sfogo della zia nel bar con sottolineatura del grado di parentela per contrastare gli sguardi insostenibilmente giudicanti dei clienti; il dialogo con Robertino sul giusto limite nel far l'amore; l'incontro col medico tedesco, con tanto di "pletorico" (!); l'incredulità, già dentro al letto, dell'imminente incontro sessuale con Marta. Adorabile...
MEMORABILE: I tentativi di telecinesi quale improbabile risoluzione esistenziale; La famosa dissertazione sulla scelta del nome da dare al figlio...

Stelio 3/07/14 21:27 - 384 commenti

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Buon esordio sul grande schermo di Troisi per quello che resta, probabilmente, il suo lavoro migliore insieme al successivo Scusate il ritardo. I duetti con l'altra "smorfia" Arena rendono sicuramente e riescono a tenere su una storia parecchio scarna. Ottima la recitazione di Troisi; la critica da sollevare sarebbe di carattere più generale, quella di uno straordinario cabarettista assurto in modo forse eccessivo a maestro di una disciplina che, probabilmente, non gli apparteneva: il cinema.

Pessoa 17/09/14 23:32 - 1088 commenti

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Esordio col botto del grande Troisi qui già ai suoi massimi livelli. Con tutti i difetti possibili di un'opera prima, peraltro piuttosto curata (a cominciare dalle splendide musiche di Pino Daniele), questo film rimane una delle migliori commedie del cinema italiano. Il napoletano può essere un limite, ma ci rende un Troisi al naturale, incontenibile, circondato da una schiera di supercaratteristi come Arena, Messeri, Scarpa e Mirabella. Da proiettare nelle scuole, per ingentilire gli animi!
MEMORABILE: "Napoletano" "Emigrante?" "No, turista. Ma pecchè un napoletano nun po' esse turista? Addà pe forza emigrà? Io un lavoro a Napoli 'o tenevo..."

Elsolina 17/03/15 16:48 - 41 commenti

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Una prima volta per Troisi, che si dimostra estremamente capace e preparato dietro la macchina da presa mostrandoci la storia di Gaetano che, stanco del provincialismo della sua città, decide di trasferirsi a Firenze contando sull'appoggio di una zia. Anche se un po' frammentario e dalla sceneggiatura molto semplice, il film mette in evidenza la timida e pacata comicità di Troisi, il suo impacciato rapporto con le donne (che gli costerà il tradimento di Marta) e quello conflittuale con l'amico Lello. E' questo il Troisi più autentico e genuino.
MEMORABILE: Marta: "Quando c'è l'amore c'è tutto". Gaetano: "No, chell' è 'a salute!"

Vitgar 11/06/15 11:41 - 586 commenti

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Bel film del grande Massimo, con tutto l'entusiasmo e la propositività dell'opera prima. Momenti di deliziosa comicità a volte quasi sussurrata, mai volgare, in cui vengono messe in luce le problematiche della gioventù italiana che sta uscendo dal lungo periodo della contestazione post-sessantottina. Una iniezione di novità e di colore, questo film, nel panorama decisamente opaco del cinema italiano dell'epoca. Ottimo tutto il cast, perfetta la colonna sonora di Pino Daniele.

Il ferrini 12/11/15 17:25 - 1645 commenti

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Perché un napoletano non può viaggiare ma può solo emigrare? Con questa domanda comincia l'avventura di Gaetano, che si concluderà a Firenze. Inutile dire che tutto si regge sulle spalle del protagonista, che giganteggia coadiuvato dall'amico Lello Arena e non solo, infatti tutte le gag di questa pellicola sono diventate leggendarie: da quella con il "pazzo" Marco Messeri al complessato "Robertino" interpretato da Renato Scarpa. Troisi è un fiume in piena e ci regala due ore di grandi risate.
MEMORABILE: Il suicida Mirabella; La migrazione degli uccelli; La scelta del nome del figlio con Fiorenza Marchegiani.

Didda23 21/07/16 10:38 - 2280 commenti

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Un film di difficile valutazione (se per seguire un'opera comica hai bisogno di sottotitoli perdi perlomeno l'80% del divertimento) che ha il pregio di scorrere abbastanza bene, nonostante qualche rallentamento di troppo (la scena all'ospedale). Troisi regista è quantomeno acerbissimo, visto che la pellicola è un susseguirsi di sketch tessuti approssitivamente, mentre come attore ha un modo unico e originale di approcciarsi al genere. Il film è essenzialmente lui con gregari più (Arena) o meno (Messeri) in forma. Non mi ha fatto impazzire.
MEMORABILE: Il viaggio in macchina con Mirabella.

Ultimo 26/08/16 17:41 - 1336 commenti

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Il film è Troisi, con la sua infinità di espressioni, il suo modo tutto particolare di parlare (a volte servirebbero i sottotitoli...) che lo hanno reso (giustamente) un'icona della comicità italiana. Pur essendo una buona pellicola, manca di una sceneggiatura curata tale da elevarla a grande film. I momenti divertenti non mancano (con Messeri; il dialogo con Renato Scarpa; ugo vs Massimiliano) e lo spettatore medio non si annoierà di certo. Bravo Lello Arena. Insipida la Marchegiani. Consigliato a chi ama la commedia italiana.

Paulaster 26/10/16 10:26 - 2671 commenti

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Troisi riesce nell’impresa di sdoganare la sua personale napoletanità - fatta di ragionamenti e timidezza - senza esser sguaiato, proponendo disamine assortite legate alla vita quotidiana. Peccato per la poca cura delle inquadrature e degli spazi, che avrebbe dato più spessore alle vicende. Piccoli ritagli anche per i comprimari, dove brillano Arena e Scarpa in un piccolo ruolo; la Marchegiani è troppo impostata: sembra quasi stia a teatro.
MEMORABILE: Fleming; Ciro; O’ miracolo da 50 punti.

Nancy 12/01/17 01:56 - 771 commenti

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L'esordio di Troisi è un gioiellino della commedia partenopea, che regala molte risate e scene che rimarranno nell'immaginario collettivo. Troisi è un napoletano nuovo, viaggiatore (non emigrante), giovane, nevrotico alla Moretti ma col pregio della simpatia e dell'ingenuità, che Troisi non fatica a trasmettere grazie alla sua indimenticabile mimica che va al di là della parola parlata. Scritto per calzare sui protagonisti (si segnala qui anche Lello Arena come esilarante spalla comica), il film è fresco, vivace, divertente. Merita la visione.

Daniela 30/12/17 12:53 - 9082 commenti

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L'esordio registico di Troisi assomiglia al personaggio che interpreta sullo schermo e che riprenderà nelle pellicole successive: schivo, introverso, lontano dagli stereotipi sia del meridionale tipico che della commedia all'italiana, basato su un umorismo riflessivo e malinconico che, nei frequenti monologhi di impronta teatrale, è veicolato dall'espressività del volto e la gestualità delle mani e non solo dalle parole, spesso ridotte ad un borbottio impercettibile. Anche se il film non è sempre all'altezza di un tale personaggio, inedito e inimitabile, tanto basta per renderlo imperdibile.
MEMORABILE: Massimiliano o Ugo? Una discussione da tener presente quando si tratta di scegliere il nome da dare al nascituro

Gabrius79 27/09/18 15:14 - 1183 commenti

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Esordio al cinema (premiato al botteghino) per Massimo Troisi con un film che mette in luce le sue indubbie capacitá di attore, un po' meno quelle di regista. La storia è piuttosto sfilacciata ma vive di alcuni momenti simpatici grazie anche all’apporto di un simpatico Lello Arena, mentre la Marchegiani se la cava con sufficienza. A tratti stralunato nei discorsi, come nello stile di Troisi.

Bruce 27/03/20 12:17 - 999 commenti

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Esordio cinematografico di Troisi, attore e anche regista di questa pellicola semplice e lineare, tenera e pulita, carica di umanità e priva di ogni segno di volgarità, esattamente come il suo autore e interprete. La sceneggiatura è chiaramente solo abbozzata, il viaggio a Firenze un pretesto per offrire occasioni di incontro e di situazioni al comico partenopeo, in stato di grazia, impegnato ad esprimere il suo innato talento, puro e innocente.

Gmriccard 5/04/20 19:35 - 116 commenti

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Meraviglioso esordio di Troisi, che fa del monologo un’arte come pochi altri. Riesce a costruire lunghi assoli verbali partendo dal nulla (il sogno bellico “ritardato”, il dito, il nome del figlio...) e stupisce per movenze e varietà lessicale (in vernacolo partenopeo). Il tutto da attore però, perché la sceneggiatura e la regia sono ai minimi termini. Comunque molto piacevole e delicato.
MEMORABILE: La Marchegiani conforta Troisi: "Quando c’è l’amore c’è tutto!". Lui si gira non troppo rinfrancato: "No, chélla è ‘a salute!".

Ryo 7/04/20 23:08 - 2169 commenti

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Un napoletano si trasferisce a Firenze. "Emigrante?" tutti gli chiedono. "No, turista." Una bugia che sa di orgoglio nel combattere un pregiudizio che, in questo caso, si rivela vero. Troisi sembra una combinazione di Chico Marx, Totò e Woody Allen, dirige e interpreta in maniera discreta una commedia a episodi in cui sono i personaggi e le situazioni che intrattengono, piuttosto che l'evoluzione della storia. Anzi, quella passa pure in secondo piano e il finale tronco e improvviso ne risalta anche la scarsa importanza.

Lou 26/04/20 13:02 - 934 commenti

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Prima regia di Troisi e successo clamoroso, merito della straordinaria capacità mimica e affabulatoria dell'attore il cui trascinante ed esilarante eloquio in dialetto napoletano conquista nonostante le difficoltà di comprensione. Molti sketch sono davvero spassosi e indimenticabili, vivi nel ricordo di un attore unico per la sua malinconica comicità.

Camibella 15/05/20 16:36 - 87 commenti

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Esordio fortunatissimo e pluripremiato per il grande Massimo Troisi che ci regala un film tenero e introspettivo, ma anche ricco di straordinarie situazioni comiche retaggio dei tempi della Smorfia. Nonostante sia al debutto cinematografico, Troisi sa come dirigere se stesso e i suoi bravi co-protagonisti (Arena, Messeri, Lino Troisi, Marchegiani) e soprattutto conferisce dignità a un popolo napoletano che per molti "può solo emigrare". Belle le musiche di Pino Daniele.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Neapolis • 5/01/15 09:36
    Fotocopista - 2008 interventi
    Purtropppo stanotte ci ha lasciato Pino Daniele.
  • Discussione Zender • 5/01/15 09:40
    Consigliere - 43794 interventi
    Eh sì, così giovane poi... Speravo che lo postassi tu, Neapolis.
  • Discussione Graf • 5/01/15 19:16
    Call center Davinotti - 914 interventi
    Sono senza parole. Se ne va il bluesman più "napoletano" del pianeta.
  • Curiosità Zender • 9/05/15 17:41
    Consigliere - 43794 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:
  • Homevideo Zender • 24/06/15 17:45
    Consigliere - 43794 interventi
    Ho preso il Bluray della 01 /IIF e devo dire che se da una parte il restauro è impressionante e magnifico trovo scandaloso che il film sia in 1.33:1 (vale a dire quadrato, colle bande nere ai lati)!!! D'accordo, non è stato tagliato ai lati quindi è un open matte (cioè han tolto le mascherine per il cinema), ma perché mai fare una schifezza simile quando si vede benissimo che sopra le teste c'è un sacco di porzione d'immagine inutile in più??? Il dvd era 1.66:1 e si adattava perfettamente alla tv, adesso si è fatto un passo indietro, come ai tempi delle vhs! Ma si può? Soldi buttati e restauro perfetto gettato ai pesci. Complimenti!
  • Homevideo Markus • 24/06/15 18:44
    Scrivano - 4787 interventi
    Grazie Zender. Questa tua scandalosa informazione mi ha fatto cliccare su Amazon da: "salva per dopo" a "rimuovi".
  • Curiosità Samuel1979 • 12/01/18 17:36
    Call center Davinotti - 2954 interventi
    Nella stanza di Marta (Fiorenza Marchegiani) campeggia il poster di George Barbier "Clotilde & Alexandre Sakharoff", del 1921:
  • Curiosità Lodger • 6/05/18 10:28
    Magazziniere - 1440 interventi
    In un'intervista andata in onda nella rubrica "Movie Mag" di RaiMovie del 02/05/2018 parlando di Troisi, Pippo Baudo ha detto: "Troisi mi ha lasciato un segno, perché io sono stato tra gli scopritori de "La Smorfia", l'ho portato in televisione, poi dalla televisione è arrivato il cinema. "Ricomincio da tre" sono stato il primo a vederlo, mi sono accorto che era stato tutto girato in un interno, perché Massimo amava le cose raccolte, non usciva mai di casa. Allora gli ho detto: «Ragazzi, ma qui qualche esterno ci vuole», infatti l'esterno girato sul ponte a Firenze gliel'ho imposto io!" Fonte: Raiplay (minuto 17:30)
  • Curiosità Fauno • 23/01/19 00:23
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, un altro flano del film:
  • Curiosità Lucius • 17/04/19 14:22
    Scrivano - 8424 interventi
    Direttamente dall' archivio cartaceo Lucius, un ulteriore flano originale del film: