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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non c'è molta differenza tra i film di Troisi ambientati al giorno d'oggi e questa divertente commedia che ci riporta in pieno Ventennio: lo sforzo produttivo non è giustificato da una sceneggiatura particolare e, se eccettuiamo un paio di battute legate alla figura di Mussolini (Camillo/Troisi tenta di vendere due sue lozioni, inventate contro la calvizie e contro il dolore, nel momento storico più inopportuno) e qualche implicazione secondaria si sarebbe potuto girare il tutto nel presente senza variazioni importanti. Poco male: abbiamo scenografie e costumi diversi dal consueto senza che questo porti ad appesantire di molto il ritmo. Certo, le maggiori ambizioni si traducono in una dilatazione dei tempi che dovrebbe dare più respiro all'opera...Leggi tutto e che invece ne castrano in parte l'impatto comico, però Troisi è sempre lui: con le sue convinzioni, i ragionamenti che portano a conclusioni sbagliate, gli errori dovuti a eccessi di bontà (nei confronti questa volta del paraplegico interpretato, bene, da Massimo Bonetti) che ottengono un effetto boomerang, il rapporto problematico con l'altro sesso (rappresentato da un’insipida Jo Champa) e con il fratello (il solito, eccellente, Marco Messeri). Nel tentativo di puntare a una regia meno anonima, che non fosse unicamente l’assemblamento di tanti sketch diversi, Troisi dimostra di non avere ancora i numeri del grande autore, ma resta comunque un grande interprete e non solo sul piano comico. Chi lo segue con affetto da sempre non resterà deluso dall'effettiva riduzione dei momenti più esilaranti, perché comunque si segue una storia ben costruita e lontana dalla volgarità, ricca di trovate simpatiche e di dialoghi al limite del surreale condotti con la consueta logica spiazzante da un attore che, nel panorama italiano, non assomiglia a nessun altro.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 17/03/10 15:21 - 11702 commenti

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Il quarto film di Trosi (come regista e protagonista) è una storia ambientata nell'Italia fascista. Proprio la ricostruzione ambientale (insieme alle belle musiche di Pino Daniele che cura la colonna sonora) è una delle cose migliori del film che è ambizioso ma non completamente riuscito. La sceneggiatura è discontinua e ogni tanto affiora la noia nonostante l'indubbia simpatia del protagonista.

Parsifal68 15/02/17 17:38 - 607 commenti

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Dei film del grande Troisi, questo è senza dubbio il meno riuscito. Con la necessità di volersi distaccare dal personaggio apatico e indolente dei precedenti lavori, il comico napoletano opta per un'ambientazione (l'Italia fascista) e un personaggio (il malato psicosomatico) che non gli calzano a pennello. Le situazioni comiche sono veramente poche e la noia aleggia per tutta la durata del film.

Rambo90 5/05/10 23:33 - 6873 commenti

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Nel tentativo di misurarsi con una storia più seria, Troisi non colpisce appieno: la storia parte bene e alcune sue battute (come i lunghi dialoghi sul nuovo fidanzato della donna di cui è innamorato) funzionano, ma spesso fa capolino la noia e la seconda parte è molto lenta e spesso mal girata (come la scena del pestaggio). Non il miglior film di Troisi, né sicuramente il peggiore, ma il cinema italiano è altrove.

Cotola 18/09/10 23:55 - 8056 commenti

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Giunto al quarto film, Troisi prova ad alzare la posta ma gli va male: il coraggio non è, infatti, ripagato dai risultati. Il film non funziona nè sul versante "comico" nè sul quello drammatico e la noia spesso affiora provocando il disinteresse dello spettatore nei confronti delle vicende che vengono raccontate. Buona la colonna sonora di Pino Daniele e la prova del Troisi attore. Probabilmente (e goustamente) il suo lavoro meno riuscito e considerato.

Neapolis 9/02/12 23:47 - 180 commenti

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Rivedendolo a distanza di anni debbo dire che non mi è dispiaciuto e che ho rivisto il Troisi che mi piace quando si immedesima bene nel ruolo dell'eterno ragazzo disincantato e incapace di assumersi qualsiasi responsabilità. L'ambientazione nell'epoca fascista non impedisce a Troisi di inventare quelle battute geniali che solo lui sapeva regalarci. Da rivalutare nel suo complesso in quanto è un film ben costruito su una storia credibile. Dispiace che le sue invenzioni risulteranno antiideologiche per l'idea fascista. Colonna sonora fantastica.
MEMORABILE: Per fare arrivare i treni in orario, però, se vogliamo, mica c'era bisogno di farlo capo del governo: bastava farlo capostazione.

Enzus79 24/12/14 11:13 - 2111 commenti

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Non male dopotutto. Commedia con pochi momenti drammatici ma che comunque intrattiene. Discreto il resto del cast, ma è da apprezzare molto Marco Messeri, vera spalla (in senso positivo) di Troisi. I difetti ci sono e rendono il film minore rispetto agli altri lavori del regista napoletano, ma ci si diverte.

Ryo 10/08/15 03:59 - 2169 commenti

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Una bella storia, ambientata in epoca fascista. Si discosta un po' dalle tipiche commedie romantiche di Troisi, regalando una spruzzata di novità sullo stile e anche sul suo personaggio che qui diviene più complottista e spigliato, piuttosto che il suo solito personaggio fra le nuvole e timido. Riesce lo stesso a farci divertire e ad apprezzare un intricata storia di gelosie, incomprensioni, segreti e fascismo.
MEMORABILE: "Ma lei è intelligente?"

Il ferrini 14/11/15 23:21 - 1902 commenti

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Sicuramente una delle migliori prove di Troisi, forse perché la comicità surreale del protagonista diventa quasi plausibile, confrontata con quella involontaria e ridicola del fascismo. La sceneggiatura è impeccabile, tant'è che si aggiudicò anche il nastro d'argento e Marco Messeri (che qui fa la parte del fratello di Troisi) offre la migliore prova che ricordi. Molte scene sono diventate leggendarie, come il monologo di Troisi sul perché la Madonna appaia sempre a chi non sa cosa chiederle. Ritratto implacabile di un'Italietta ancora viva.
MEMORABILE: "Hai mai visto tua madre e tuo padre fare l'amore quando eri piccolo e sei scappato?" "No, non sono mai scappato perché io ci andavo apposta a guardare".

Nando 13/12/15 14:23 - 3584 commenti

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Un Troisi più maturo ma sempre pronto a strappare il sorriso con le sue strampalate ma veritiere elucubrazioni in un film tendente al sentimentale. Delicato affresco dell'Italia fascista in cui un umile barbiere cerca di ottenere quel poco che lo renderebbe felice. Buono il cast con il solito Messeri, e un simpatico Cannavale. Musiche del compianto Pino Daniele.

Daniela 2/01/20 18:59 - 10777 commenti

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In un piccolo paese del sud, un barbiere diventa paralitico dopo la fine della sua relazione con una ragazza francese e riacquista l'uso delle gambe quando lei lascia il nuovo fidanzato... Le musiche di Pino Daniele sono una delle poche cose valide in questa commedia blandamente satirica ambientata in epoca fascista. Modesto sotto il profilo del divertimento, fiacco dal punto di vista drammatico, convenzionale come racconto di una relazione sentimentale, il film fatica a catturare l'interesse e finisce per irritare con un finale tanto conciliante quanto improbabile.

Massimo Troisi HA DIRETTO ANCHE...

Pessoa 5/07/20 23:01 - 1694 commenti

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Troisi si distacca dalla sua comicità di stampo teatrale, fatta di battute fulminanti, per affrontare una storia di più ampio respiro, che fonde toni comici e drammatici in un contesto narrativo pervaso di poesia. La sceneggiatura, pur ben scritta, mal si adatta alle corde migliori del protagonista e finisce per privilegiare un più lineare Messeri, il migliore del cast, in un ruolo affatto facile. La regia è talvolta incerta mentre fotografia, scenografie e musiche sono di grande livello. Un film intenso e delicato, leggero ma capace farsi strada nell'anima. Merita una visione.

Alex1988 12/08/20 18:27 - 725 commenti

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Sicuramente un bel passo avanti nella carriera di Troisi; non tanto dal punto di vista attoriale (Massimo è sempre eccezionale nei suoi tempi di recitazione) e nella sua mimica, ma anche registicamente parlando. Qui siamo in epoca fascista e il protagonista (Camillo) è vittima di una malattia psicosomatica che lo porta a perdere l'uso delle gambe ogni qualvolta che ha dei problemi sentimentali con la sua Vittoria. Riuscirà a riconquistarla? In regia Troisi è maturato: giusto il ritmo e buona anche la direzione degli attori, su cui Messeri primeggia su tutti. Buono.
MEMORABILE: La celebre battuta sul Duce e i treni in orario.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Neapolis • 9/02/12 17:09
    Fotocopista - 2359 interventi
    Al minuto 1h 38' Massimo Troisi, guardando una foto in bianco e nero, dice a Enzo Cannavale di riconoscere la paglietta che indossa Vittoria, perchè ha il nastro marrone. Errore incredibile anche perchè all'epoca la fotografia a colori non esisteva.
  • Curiosità Neapolis • 10/02/12 14:43
    Fotocopista - 2359 interventi
    A Lucera in memoria di Massimo Troisi il Rotary Club ha fatto affiggere in Piazza Duomo, sulla facciata del palazzo Lanza De Cuneo, una targa commemorativa con la seguente dedica: "A Massimo Troisi che trasformò Piazza Duomo in teatro per il film Le vie del signore sono finite"

  • Homevideo Ashay • 28/03/16 00:24
    Galoppino - 43 interventi
    DVD CECCHI GORI,buona edizione; DvD 9 doppio strato; la qualità dell'immagine è buona,con un bit-rate di 7000 Kbps; formato video 16:9,aspect-ratio 1.66:1 Anamorfico; il comparto audio è buono,ed è caratterizzato da un 2 canali da 192 Kbps; come Lingua c'è unicamente l'italiano; come sottotitoli: italiano per non udenti; come EXTRA c'è il trailer,Biografie di:Massimo Troisi,Massimo Bonetti,Jo Champa; durata totale effettiva film 1H 54' 33''.