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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ci vuole indubbiamente un bel coraggio a proporre un film così profondamente autoriale e programmaticamente lento. Eppure Paolo Sorrentino l'ha fatto, scrivendosi e dirigendosi un'opera in cui i silenzi la fanno da padrone, in cui il protagonista (Toni Servillo) lavora per Cosa Nostra da esterno e non ha alcun tipo di vita sociale: non risponde quasi mai alle domande e se lo fa lo fa evasivamente (notevoli la cura e la ricerca nei dialoghi), non saluta, non esterna nessun genere di sentimento mostrando sempre la medesima espressione, si concede una siringata d'eroina una volta alla settimana (rigorosamente il mercoledì mattina, alle 10), gioca ad asso pigliatutto con una coppia che come lui vive nel medesimo albergo svizzero (lasciando che...Leggi tutto siano loro a parlare, naturalmente). Lo stile usato da Sorrentino potrà irritare molti (e forse non ha nemmeno troppa ragion d'essere), ma i piani sequenza, le lunghe carrellate, certi dialoghi apparentemente senza senso si sposano con l'animo introverso del misterioso Titta di Girolamo (Servillo) seguendo i ritmi affaticati e abulici fino al quarto d'ora conclusivo, quando Sorrentino, finalmente, dà una scossa d'azione alla sua didascalica, ragionata descrizione del protagonista, portandone a compimento la ferrea logica. I mafiosi che entrano in contatto con Di Girolamo si limitano a parlare il minimo indispensabile, decidono con la stessa implacabile freddezza con la quale il regista riprende la storia, accompagnato dalla delicata colonna sonora di Pasquale Catalano. Quasi un GHOST DOG all’italiana.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cinevision 17/06/07 16:42 - 72 commenti

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Il film di Sorrentino è davvero coraggioso perché di certo non è un film per tutti e per comprenderlo fino in fondo bisogna addentrarsi totalmente nella mente di Titta Di Girolamo, l'anomalo mafioso, elegante, silente, metodico e drogato (interpretato da un magistrale Toni Servillo) che vive una straniante ed inquietante routine in un albergo svizzero. Il titolo dice tutto... Titta l'amore non l'aveva previsto e per uno come lui può essere molto, molto pericoloso...
MEMORABILE: Più che un momento è da ricordare la freddezza del protagonista, quasi irritante e allo stesso tempo affascinante.

Magnetti 21/05/07 18:41 - 1103 commenti

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Quali sono le conseguenze dell'amore? Per il protagonista... devastanti. Lui che, giocoforza, vive segregato in un albergo e non manifesta alcuna forma di sentimento. E' una macchina, un automa che vive la sua giornata con una schematicità che distruggerebbe anche il più metodico degli esseri umani. E dove poteva vivere cotanto personaggio se non in Svizzera? Pellicola fredda come il suo protagonista con una certa eleganza di fondo. Come detto, l'arrivo di una donna turberà la sua esistenza. Buon film da vedere armandosi di pazienza.

Quanah 1/06/07 10:55 - 15 commenti

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Mi sono gustato questo film dall'inizio alla fine, lentamente, scena per scena, silenzio per silenzio, espressione per espressione. Un protagonista, attore bravissimo, attorno a cui si muove tutto lentamente, quasi come se non succedesse nulla (e invece tutto accade). Sceneggiatura studiata ad arte, bellissima regia originale e pulita, fotografia perfetta nella fredezza dei luoghi, dei primi piani, degli oggetti. Il film ti lascia spettatore,non permette l'immedesimazione in una storia poco accogliente, ma avvolge di lieve poesia l'osservatore pensieroso.

Galbo 6/02/08 05:58 - 11618 commenti

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Bellissima opera di Sorrentino, è un film dal ritmo volutamente cadenzato, realizzato come un raffinato noir che dispiega però gradatamente un'insolita storia d'amore. Al centro la figura oscura e ricca di sfumature del contabile della mafia, interpretato magnificamente da Servillo; bella sceneggiatura, ambientazione straniante e molto efficace e fotografia scarna e funzionale. Infine una regia finalmente personale e "cinematografica" a tutti gli affetti.

Gugly 24/02/08 11:45 - 1031 commenti

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Film lento e freddo che però affascina perché tutti ammiriamo il protagonista per l'imperturbabilità, che per lui è la vita: una volta rotto il guscio di tale vita, niente è più come prima... Film ammirevole per il coraggio di uscire dai soliti schemi, con dialoghi rari ma stupendi fra i personaggi. Servillo sublime, la Magnani ha degli occhi che parlano (sempre azzurri, come Renzi ne L'uomo in più), bravo anche Pisu.
MEMORABILE: Quando Titta ascolta con lo stetoscopio i vicini di stanza; il muoversi concitato per il furto nel prefinale; "l'affondo" finale.

Ghostship 27/05/08 17:00 - 394 commenti

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Una pellicola che trasuda emozioni da tutti i pori. La musica e le immagini sembrano andare di pari passo, la fotografia è di un bianco puro ed algido che ricorda quasi un Kieslowski (i temi cari al regista e lo stile non sono poi così lontani). Grande prova degli attori diretti magistralmente da un regista che ha proprio in questo uno dei suoi punti di forza. Su tutti svetta Servillo, maschera perfetta della sua vita. Se il cinema italiano fosse questo...

Supervigno 1/09/08 22:49 - 229 commenti

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Film non banale, si sviluppa al ritmo lento, cadenzato e costante delle sigarette accese dal protagonista. Nel silenzio, nella freddezza insonne e nella solitudine di un albergo svizzero nasce e si sviluppa una passione inaspettata, totale e fatale, che spinge il solitario commercialista a un'azione che ha il sapore e il senso del riscatto di una vita intera. Incredibile Servillo, che riesce ad unire timidezza impacciata (nell'hotel) e affascinante disinvoltura (nel tragitto camera d'albergo - banca). Bella colonna sonora.

Il Gobbo 1/09/08 23:05 - 3011 commenti

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Per una buona ora lo spettatore è indotto a riflettere sulla possibilità di addivenire allo stesso "vizio" del protagonista del film, per reggere il campionario di bellurie e lenturie da Antonioni de' noantri sfoggiato da un regista in pieno trip narcisistico da Autorialità, e l'inquietante somiglianza fra Servillo e Gavino Angius. Poi, benchè avvalendosi per innescarlo di un pedestre espediente alla Arriaga (altra jattura del cinema d'oggi), improvvisamente il colpo d'ala di un finale bello e quasi kitaniano. Eppur si muove?

Pigro 12/09/08 09:38 - 8415 commenti

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Un signore sosta da anni in un albergo svizzero, nell’ignavia più assoluta, senza che trapeli nulla della sua vita e dei suoi pensieri. Un bellissimo film, giocato sulla rarefazione degli eventi, su silenzi dilatati e immagini curatissime, su primissimi piani e dettagli di grande efficacia (ottimo Servillo) e sulla suspence a proposito di ciò che sta realmente accadendo. Meno efficace la seconda parte, quella successiva al tragico evento che darà una svolta alla vita del protagonista. Da non perdere.

Brainiac 1/11/08 14:30 - 1083 commenti

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Le conseguenze dell'ammorbo: ecco il film più sopravvalutato del secolo. Tutto è visivamente perfetto come nelle pubblicità delle automobili. Film modaiolo, vuoto, con una descrizione manierata della malavita e con tassi di realismo vicini allo zero. Dialoghi inverosimili, recitazione sottovoce alla ricerca di uno stile "europeo". L'arrivo della donna che turba l'esistenza dell'automa-Servillo sembra l'ennesimo clichè di un una sceneggiatura derivativa. I malavitosi veri sono quelli di Garrone: rozzi, abbronzati e soprattutto pochissimo inclini a valutare le conseguenze del loro agire.

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Harrys 8/03/09 16:10 - 683 commenti

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Visto con delle aspettative davvero alte... zero delusioni: questo film se non è un capolavoro, poco ci manca. Sublime il seguente mix: virtuosismi di Sorrentino, interpretazione asettica di Servillo e poetica rigurgitante. Senza contare un'ottima colonna sonora. Ad oggi Sorrentino è il miglior regista italiano in circolazione. ****1/2.

Bruce 9/03/09 16:43 - 1006 commenti

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Pur armato di pazienza, non sono riuscito a reggere la lentezza esasperante e la voluta incapacità del protagonista di comunicare altro che antipatia e distacco. Si narra la solitudine di un uomo metodico e apparentemente privo di sentimenti e poi la sua trasfigurazione quando una donna apre una breccia nel guscio che si era costruito. Se ne può apprezzare la lucente fotografia, l'algida ambientazione, la bravura dell’interprete, i dialoghi mai banali, ma è difficile appassionarsi davvero ad un’opera che anziché attrarre respinge lo spettatore.

Renato 14/05/09 11:30 - 1648 commenti

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Direi che il film mi è piaciuto, nel complesso. Sorrentino si dedica nuovamente ad una storia piuttosto originale ed interessante, anche se la sceneggiatura in realtà non racconta poi molto. Tutto il film passa comunque attraverso il suo protagonista, l'ottimo Toni Servillo, giacché gli altri personaggi non vengono (volontariamente?) approfonditi. E ci sono un paio di inutili virtuosismi con la MdP che non aggiungono niente, ma per essere un'opera seconda direi che sono difettucci che si possono anche perdonare.

Capannelle 21/05/09 10:16 - 3878 commenti

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Film che coincide col suo protagonista, l'abitudinario e taciturno Titta di Girolamo, e questo è un vantaggio e uno svantaggio. Sorrentino fa vedere le sue qualità dietro la mdp, ha uno stile personale ed elegante, ma si affida troppo alle (comunque larghe) spalle di Servillo. La Magnani è ammaliante ma recitare è un'altra cosa. I momenti migliori? La descrizione delle abitudini di Titta e l'incontro con la "commissione".

Rickblaine 2/06/09 09:44 - 635 commenti

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Un'opera, quella di Sorrentino, a mio parere, riuscita. La storia di un uomo che, abitante di una cruda realtà, incespica in quelli che sono momenti fuori dal prevedibile. L'amore per una donna, la compassione per i vicini di stanza, insomma non è mai troppo tardi per capire il vero significato della vita. Forse molti momenti morti, ma ogni dettaglio è ben proposto dal geniale Sorrentino, con grande tecnica registica e grande audacia inventiva, che lo distacca dalla solita pasta del contemporaneo cinema italiano. Magistrale Servillo.
MEMORABILE: ...la sfortuna è un invenzione dei falliti...

Enzus79 2/06/09 10:50 - 2013 commenti

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Guardando questo film, si ha la sensazione che Paolo Sorrentino (a detta di qualcuno il meglio che c'è in Italia) abbia fatto un capolavoro. Mettendoci dentro frasi filosofiche, inquadrature ed immagini d'altri tempi. Invece non fa altro che annoiare e riciclare in un certo senso quello che già aveva fatto in L'uomo in più. Servillo recita con la camomilla, ed in certi frangenti è antipatico. In fin dei conti risulta non male, ma da un "genio" come Sorrentino ci si aspetta di più e di diverso.

Venticello 19/08/09 15:03 - 63 commenti

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Bellissimo film di silenzi interrotti da rumori improvvisi, così come improvvisamente viene spezzata la routine imposta dalla mafia al protagonista (un magnifico Toni Servillo) esiliato in un albergo svizzero. Parte lento, misterioso, ma mano a mano che la storia si dipana avvince lo spettatore e lo coinvolge emotivamente sino all'eroico finale. Magistrale, come in tutti i suoi film, l'uso della macchina da presa da parte di Sorrentino, ottima la colonna sonora e la fotografia. Un film che rimette in pace con il Cinema italiano.

Enricottta 24/08/09 18:12 - 507 commenti

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Il classico film che non si può davvero vedere da soli. La compagnia serve per affligere il/la malcapitata di turno. Troppe le cose che ci invitano a parlare sul film. Innanzi tutte, il ritmo, poi la trama, la fotografia, le location (stupenda contrapposizione Napoli-Chiasso), l'interpretazione di Servillo (magistrale), la regia intrigante mai banale e assolutamente fuori dagli schemi classici. Io credo che attori come Servillo sia difficile trovarne in Europa. La maschera, il volto, la mimica, l'uso dei silenzi, (è il campione mondiale) mi incantano.

Stefania 27/10/09 14:35 - 1600 commenti

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Titta Di Girolamo è un fossile, "cementato" nell'abitudine e nel silenzio. Quando il fossile si immerge nella vita, diventa protagonista di un film che incespica: c'è un amore che non si capisce come nasca, la visita di un fratello che non si capisce a cosa serva, un incidente stradale ridicolo che provoca una reazione sproporzionata. Ok: a Sorrentino interessava mostrarci il finale, con Titta nuovamente "cementato" nella morte, estrema conseguenza del suo aver osato vivere. Per dimostrare questo teorema, però, ha annoiato per oltre un'ora.

Hackett 21/08/10 12:45 - 1801 commenti

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Pellicola dal passo lento e solenne nel quale la mdp sembra scrutare ed origliare la vita dello strano individuo in scena. Sono proprio questi i cardini del film, la magnetica presenza di Toni Servillo che riempie lo schermo anche con il silenzio e il deciso occhio registico di Sorrentino, ormai più che una conferma. Delicato, triste ed intriso di muta disperazione. Film notevole.

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Domino86 8/01/10 13:15 - 571 commenti

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Film a mio avviso troppo sopravvalutato che presenta scene piuttosto pesanti e ripetitive tanto da condurre lo spettatore alla noia. Il segreto del protagonista si rivela poco a poco ma non basta questo lento svelarsi a catturare l'attenzione e l'interesse.

Nando 28/07/10 00:49 - 3557 commenti

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Sorrentino e Servillo generano un film valido in cui si narra una vicenda che si barcamena tra noir e sentimentalismo. L'attore partenopeo si destreggia in maniera ottimale tra dialoghi e pensose pause. Una figura, quella del contabile, decisamente interessante. Finale lievemente scontato.

Didda23 22/10/10 21:00 - 2317 commenti

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Film lento ma piacevolissimo. L'ambientazione volutamente asettica fa da palcoscenico ad un dramma molto intimo e profondo, interpretato magistralmente da Servillo, che in ogni singola inquadratura regala piacere ed ammirazione. Titta di Girolamo è un uomo solo (lontano sia dalla famiglia che ama sia dal proprio migliore amico) e schiavo di vizi e di un lavoro che lo imprigiona, ma ad un tratto un incontro squilibrerà la sua metodica routine. Colonna sonora da ascoltare e riascoltare.

Homesick 28/11/10 17:51 - 5737 commenti

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Debole e prosaica sul piano narrativo – i ripensamenti di un mafioso e le funeste conseguenze dei suoi richiami all’etica e all’amore non costituiscono certo una sorpresa per chi è avvezzo al cinema noir –, l’opera seconda di Sorrentino risalta piuttosto nella sua sospensione metafisica e nelle particolarità tecniche: inquadrature elaborate, fotografia filtrata (Luca Bigazzi), ellissi, flashbacks esplicativi, lunghe pause e silenzi e improvvisi sbalzi di suoni e umore. Grandissimo attore dei giorni nostri, Servillo riesce a comunicare i propri motus animi anche nella più fredda atarassia.

Giacomovie 25/12/10 18:06 - 1363 commenti

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Film quasi vitreo ma dal quale risaltano inquadrature espressive. Si mantiene sempre in un clima rarefatto e sospeso, puntando troppo sulla descrizione della vita del protagonista (che ci commenta in modo introspettivo il suo pensiero) e poco sulle "conseguenze" di un amore solo appena accennato. Molte le potenzialità, diluite in un approccio eccessivamente metafisico. **!

Soga 7/01/11 20:32 - 125 commenti

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Un film straordinariamente curato e ben fatto in ogni aspetto, recitato ottimamente dal grande Toni Servillo e impreziosito da una colonna sonora gestita alla perfezione. La lentezza è parte integrante dell'opera, solo in alcuni momenti rischia di trasformarsi in eccessiva pesantezza (riscattata ad ogni modo dal magistrale finale).

Tyus23 4/02/11 14:03 - 220 commenti

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Notevole film di Sorrentino che, ancora in coppia con Servillo dopo L'uomo in più, dà vita ad un altro perdente che da un momento all'altro ha compromesso la sua vita, un altro personaggio memorabile. Il ritmo basso della prima parte è ottimale per farci entrare nella vita del protagonista mentre le carte del suo passato vengono pian piano scoperte, ma ciò che davvero colpisce è la bravura e l'accuratezza registica di Sorrentino specie nell'asfittico panorama di un cinema italiano troppo spesso assimilabile al modello fiction televisiva.

Mickes2 17/06/11 10:27 - 1668 commenti

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Titta è un uomo estremamente metodico, isolato dal mondo, lontano dalle persone più care; immerso in una routine claustrofobica e asettica nasconde un segreto inconfessabile. Messa in scena raffinata ed elegante che fa da palcoscenico all’introspezione di un eccezionale Tony Servillo: intensa ed emozionante la sua prova. Un dramma sentito, il ritmo sinuoso ed il rigore formale imposto da Sorrentino ci fanno entrare nell’anima del protagonista. L’amore irromperà nella sua vita, lo risveglierà da quel torpore emotivo che aveva ormai spento il suo cuore.
MEMORABILE: Il piano-sequenza nella parte conclusiva è formidabile: pathos, atmosfera, una bellissima colonna sonora si uniscono e ci regalano qualcosa di poetico.

Ishiwara 26/06/11 13:03 - 214 commenti

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Lo stile di Sorrentino è sicuramente criticabile, ma ha il pregio dell'originalità e dell'efficacia: curato nei dettagli e non banale. Forse un po' autocompiaciuto, ma in fondo a ragione. La storia è interessante e Servillo protagonista è una garanzia, decisamente ben calato nella parte di un personaggio più complesso di quanto l'apparenza riveli. Dopo anni di monotona ed anonima routine, in pochi giorni la sua vita è sconvolta in un crescendo di contrattempi. Personaggi di contorno efficaci e bella colonna sonora. Decisamente valido.
MEMORABILE: "La sfortuna non esiste, è un'invenzione dei falliti... e dei poveri".

Tomastich 14/10/11 11:52 - 1218 commenti

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Poetico e commovente oppure freddo e borderline: in entrambi i modi si può definire questa bellissima pellicola di Paolo Sorrentino. Avvolta da un'aura di mistero (certe scene potrebbero appartenere al miglior Dario Argento) la storia si dipana e arriva ad uno sbocco veramente sorprendente. Splendido Servillo.

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Giùan 30/11/11 13:28 - 3305 commenti

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Le conseguenze (del successo) de L'uomo in più sul cinema di Sorrentino son ridotte al minimo. Come nella sua opera prima, il regista si assume tutti i rischi di uno script che traballa ed a volte deraglia, parrebbe, irrimediabilmente (l'innamoramento, l'arrivo del fratello). Invece il Nostro sa bene qual'è la rotta e raddrizza sempre il film, forte di un'idea (cinema) guida cementata, che non ha paura di ricorrere ad escamotage "banali", capace com'è di compensarli con mo(vi)menti inesorabili e memorabili.
MEMORABILE: La statuaria interpretazione di Servillo; Il lavaggio del sangue; Le scale mobili; Il bluff del caveau; Il finale.

Ford 15/01/12 18:52 - 582 commenti

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Sceneggiatura esile ma ben curata sorretta da una regia sontuosa, da un Servillo monocorde, da un grandioso montaggio che sposta elementi narrativi, zooma, mixa, rallenta e velocizza i movimenti di macchina, stacca nevroticamente o indugia su particolari apparentemente inutili; tutto racconta perfettamente un personaggio che con il divenire della vicenda diventa sempre più umano, rovinandosi con le sue mani. Una specie di Pulp fiction in salsa bernese diretto da un napoletano; regia perfetta, lenta e imprevedibile come la vita di Titta.

Lythops 26/03/12 15:10 - 980 commenti

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La camorra come non l'ha raccontata nessuno e com'è realmente al di là della sua rozza manovalanza: boss che si vedono per non più di due minuti, che compaiono e se ne vanno in silenzio lasciando ad altri il compito di gestire materialmente i loro patrimoni sicuri dell'obbedienza pena la morte. Una regia affascinante, con inquadrature misurate e usate con intelligenza, attori convinti (la magnani mah...) con un finale vero, diverso, imprevedibile, che lascia al vento il compito di accompagnare i titoli di coda e il fiato che si trattiene.
MEMORABILE: Lo sguardo dell'amico sul traliccio.

Funesto 13/06/12 16:48 - 525 commenti

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Sorrentino ha voluto fare il film d'autore (cosa che, va detta, fa spesso), ma così la godibilità del girato ne risente inevitabilmente assieme alla pazienza dello spettatore, che finisce, com'è accaduto a me, per disinteressarsi della storia e guardare snervato l'ora in attesa del termine. Non un film fallimentare in quanto dei numeri li ha (Servillo è ottimo, stoico e glaciale) e la professionalità della confezione è palese, ma ho trovato superfluo tutto questo autorialismo: tanta sofisticatezza per un film onesto e lineare a cui non serviva.
MEMORABILE: Il sadico racconto della pastina al pomodoro; L'immersione del ricattato nella vasca di cemento.

Nancy 13/10/12 12:21 - 774 commenti

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Splendido e delicato, questo film di Sorrentino. Il malinconico Titta di Girolamo (interpretato magistralmente da Servillo) vive in un albergo-bunker svizzero, tra silenzi e tanta, troppa discrezione; nel momento in cui essa viene rotta, per un piccolissimo istante, da una ragazza, la vita di Titta cambia. Inquadrature manierate ma molto suggestive (quella circolare sul protagonista) a favore di una sorta di noir con forti intonazioni intimistiche. Buona anche la colonna sonora. Per chi scrive, un'opera davvero considerevole.
MEMORABILE: La setta degli insonni; Il finale.

Zutnas 12/11/12 10:49 - 85 commenti

I gusti di Zutnas

Un personaggio solitario e silenzioso trascorre la sue esistenza confinato tra le mura di un albergo svizzero fuggendo dal contatto con gli altri e col mondo. Il perché ci viene poco a poco svelato in un film in cui il silenzio è rotto solo dall'io narrante, dalla musica elettronica e dai pochi dialoghi del protagonista a cui ci si affeziona nonostante il suo essere orso e il suo parlare per frasi fatte. Bella colonna sonora e bei movimenti di macchina.

Qpossum 4/11/13 19:36 - 37 commenti

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Cinema più di forma che di sostanza, come già nel precedente lavoro di Sorrentino (L'uomo in più), anzi, di più. Un lavoro di grande classe, che si muove lentamente - ma senza mai annoiare - per quasi tutta la sua durata, fino a prendere improvvisamente vita negli ultimi 25 minuti (gestiti bene quanto i primi 75). Non funziona proprio tutto perfettamente (il rapporto che si instaura tra Servillo e la Magnani lascia qualche dubbio, ad esempio), ma il bilancio del film è decisamente in attivo. Servillo strardinario.

Bizzu 11/01/14 00:50 - 210 commenti

I gusti di Bizzu

Una situazione di stallo, di esilio dalla vita vissuta (ottimo l'uso della Svizzera come idea di neutralità estrema, immobilismo); la scelta di vivere e le sue conseguenze. Sorrentino dirige un film metaforico ma non criptico, tecnicamente ottimo (piacerà soprattutto agli amanti del suo stile da video-clip), con belle musiche e una "femme fatale" particolare e adatta alla parte. Cosa chiedere di piu? Unica nota negativa: si intuisce una certa propensione a far parlare i personaggi per aforismi e frasi fatte, cosa che peggiorerà nei successivi film.

Saintgifts 3/03/14 02:02 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

Senza dubbio le capacità registiche di Sorrentino sono notevoli. Per esprimerle il regista napoletano inventa una storia e personaggi che assomigliano più a esasperazioni di una realtà presa in prestito solo per creare situazioni tutto sommato semplici ma che devono risultare eclatanti ai fini dello spettacolo. Un certo ermetismo però deve cedere con momenti più prosaici per mandare avanti la storia e proprio questi momenti spezzano l'atmosfera creata, vanificandola. Servillo regge bene il gioco.

Jdelarge 20/07/14 18:14 - 904 commenti

I gusti di Jdelarge

Su uno sfondo noir gangsteristico nasce un film originale e toccante nel quale i temi trattati sono molteplici: dalla solitudine all'amore (sinonimo di vita vera) nulla sembra essere lasciato al caso. La musica (spesso elettronica), alienante come la vita di Titta Di Girolamo, si fonde perfettamente con la storia. Sorrentino mostra un'estrema padronanza del mestiere e Servillo è eccezionale dall'inizio alla fine; inoltre fotografia e inquadrature estremamente "intelligenti" contribuiscono in maniera essenziale all'ottima riuscita del film.
MEMORABILE: La cava.

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Almicione 27/01/15 01:06 - 765 commenti

I gusti di Almicione

Sorrentino si impone ben presto fra i registi emergenti – almeno nella scena nazionale – con questo film straordinario, dai ritmi lenti e flemmatici che rispecchiano l'opaco Titto Di Girolamo, vittima della routine. Scandagliare l'animo vuoto del protagonista, prosciugato da una situazione fissata, si realizza nella trasmissione di mestizia nello spettatore; un'indolenza da cui solo l'amore, inteso come passione per cui sacrificarsi, può risvegliare. Degne di menzione le ambientazioni asettiche, la fotografia e la colonna sonora straniante.
MEMORABILE: Titto che origlia i sussurri della coppia con lo stetoscopio.

Matalo! 29/01/15 09:02 - 1368 commenti

I gusti di Matalo!

Forse dovrei vergognarmi per non aver il coraggio di dare un voto più basso a questo film. Inevitabilmente premio la professionalità, ma nel ritrarre questo freddo burocrate della malavita Sorrentino, cercando di non farlo accorgere a nessuno, dà piena dimostrazione del suo gelido formalismo. Tipico film che si piace. Che dire? Una stroia tragica, il più classico dei "toni azzeccati", interpretazioni "toccanti". In verità siamo dentro le masturbazioni del primo della classe e ben poco coinvolge, per chi sa percepire il calcolo di fondo del film.

Elsolina 14/03/15 10:40 - 41 commenti

I gusti di Elsolina

Ennesima dimostrazione di grande regia per Sorrentino che, con silenziosa e cadenzata maestria svela allo spettatore la storia di Titta Di Girolamo, interpretato magistralmente da un rassegnato Toni Servillo costretto a vivere in un albergo svizzero al servizio della mafia. Una vita statica, scossa dall'amore per Sofia (l'unico rischio che Titta è disposto a correre). Molto appropriata la colonna sonora, che dalla Vanoni a Catalano rispecchia l'ostica e complessa trama che non annoia, piuttosto avvince.
MEMORABILE: La sfortuna non esiste. È un'invenzione dei falliti... e dei poveri (Titta Di Girolamo).

Tersilli 13/08/15 08:50 - 61 commenti

I gusti di Tersilli

Capolavoro assoluto di Paolo Sorrentino. Sceneggiatura brillante e originale, che con numerosi e inaspettati colpi di scena svela piano piano il protagonista, magistralmente interpretato da Toni Servillo. Titta Di Girolamo (Servillo) è sicuramente uno dei personaggi più misteriosi ed enigmatici del cinema italiano. Regia notevole, inquadrature perfette, fotografia strepitosa. Buono il cast di contorno (bravo Giannini e bella la Magnani). Adatte le musiche. Finale che lascia senza parole. Capolavoro assoluto.

Paulaster 19/06/15 17:45 - 3162 commenti

I gusti di Paulaster

Un personaggio intrappolato nel suo segreto e nei quattro muri di una stanza d’albergo in Svizzera. Sorrentino riesce a rendere ipnotica l’assenza di sentimento e fino alla svolta emotiva rende il film accattivante. L’incidente in macchina fa storcere il naso, il ruolo della Magnani e di Giannini sotto la media e il finale poco efficace sono le note che incrinano la visione. Servillo criptico come un giocatore di poker e il piacere di ritrovare Pisu sono le punte di diamante a livello recitativo.

Xamini 2/10/16 23:58 - 1053 commenti

I gusti di Xamini

Questa "fuga dal nichilismo napoletano" è un buon lavoro, diviso in due parti. La prima, che parte con una dichiarazione di lentezza camuffata da titoli di testa, Sorrentino tratteggia l'atarassia. Lo fa attraverso una serie di sontuose inquadrature, una bella fotografia, ma soprattutto un perfetto Servillo. Poi irrompe la vita e l'immobilità del nostro cede per fare spazio all'anelito di umanità. L'evasione sembra ironicamente non compiersi ma... Del buon materiale cinematografico.

Liv 22/10/16 08:16 - 237 commenti

I gusti di Liv

La lentezza e il manierismo irritano un poco, ma si sa che servono a creare tensione, aspettativa, nonché a strizzare l'occhio agli esperti e agli addetti ai lavori. Però non mi ha certo lasciato indifferente. Lo trovo "spagnoleggiante" per certi versi e aggiungo un pallino e mezzo per non essere, come tutti gli altri film della nostra grama epoca, femminista.

Neapolis 6/12/16 15:11 - 178 commenti

I gusti di Neapolis

Era riuscito a farla franca con la mafia, Titta, dopo che la stessa lo aveva segregato per anni a fare da cassiere ma, pur non sottovalutandolo, l'amore deciderà per il suo destino. Magnifica opera di Sorrentino dai toni cadenzati e vellutati. Titta trascina la sua vita in un mondo asettico e rarefatto quando all'improvviso due fari la riaccendono: gli occhi azzurri stupendi di una splendida Olivia Magnani. Eccezionale Servillo e ottimi movimenti e inquadrature della mdp con bellissime location che fanno da contorno.
MEMORABILE: Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell'amore.

Il Dandi 3/01/17 15:36 - 1917 commenti

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Film pregevole, ma pieno di gratuità: si arriva a metà solo per capire chi è il protagonista che seguiamo; eppure la prima parte (tutta incentrata su un misterioso Servillo che rompe il mutismo solo per sporadici aforismi) è quella migliore, mentre la seconda appare francamente poco sorprendente per chi ha un minimo di dimestichezza con il cinema noir; e la catena di flashback (ne bastava uno) che ricompongono il recupero della valigia diventano fastidioso eccesso. Stile inconfondibile, ma si chiede troppo alla pazienza dello spettatore.
MEMORABILE: La spiegazione del rapporto metodico e controllato con l'uso di eroina.

Pinhead80 10/09/17 20:01 - 4091 commenti

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Ogni volta che ci si apre a qualcuno o che ci si innamora si diventa, più o meno consapevolmente, vulnerabili di fronte all'altro, anche perché calano le difese che a volte costruiamo per una vita intera. Forse però vale la pena di rischiare, uscendo da una immobilità che non regala alcuna emozione e che strozza sul nascere la possibilità di trasformare le relazioni in qualcosa di sentimentale. Sorrentino riesce a sintetizzare tutto questo senza mai rinunciare al rigore estetico delle immagini.

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Lou 16/11/17 17:21 - 1036 commenti

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Titta Di Girolamo è un cassiere della mafia che vive rintanato in un albergo svizzero. L'accoppiata Sorrentino-Servillo funziona a meraviglia nel rappresentare la crisi esistenziale di un uomo indecifrabile, un personaggio dai contorni letterari, che vive in un limbo in attesa di una svolta tragica. La prima parte del film, giocata sul mistero, è originale e suggestiva (anche se molto lenta), più ordinaria invece la parte finale d'azione.

Myvincent 12/12/17 08:52 - 2843 commenti

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Un cinquantenne devastato dalla vita (tanto per citare il regista) è confinato in un albergo svizzero per sdebitarsi con Cosa Nostra, ma l'amore farà capolino, genietto irrazionale e incontrollabile. Siamo di fronte a un primo Sorrentino, acerbo nella sceneggiatura, puzzle di varie storie "incollate" e fermo nelle sequenze mortalmente lunghe. L'autocompiacimento è utile soprattutto a lui: buono come esercizio di stile.

Il ferrini 13/11/20 11:34 - 1837 commenti

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Titta Di Girolamo è un uomo ormai svuotato di qualsiasi umanità, del seppur minimo guizzo di vita; i suoi silenzi, i suoi sguardi sprezzanti verso gli altri lo testimoniano in ogni (ricercata) inquadratura. Niente lo emoziona, nulla lo impaurisce. Sorrentino dipinge così una delle maschere più tragiche del cinema italiano recente, e Servillo la incarna in modo straordinario. A creare una piccola crepa in questo muro pinkfloydiano è la Magnani (nipote) e le conseguenze - come da titolo - saranno devastanti. Grande cinema.

Schramm 14/03/21 18:33 - 2566 commenti

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All'enfisemico cinema da pianerottolo nostrano, Sorrentino alza tanto di cartellino rosso: sottrae l'intimismo alle narrative prerogative terrazziere, si serve dell'evidenza per occultare tutto e del mistero per mostrare ogni cosa, fa del cafard un meteorite in collisione con la vita, con autistica grafomania balza dal sottovuoto al moto sussultorio, spezia lo spaghetti-gangster di romanticismo andato a male, fa del trasudato esistenzialismo un thriller dove il sé è carnefice non meno che vittima. Poi c'è Servillo, grifagno anche nell'aprassia, aurea cinghia di trasmissione filmica.

Medicinema 14/05/21 17:48 - 96 commenti

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La seconda opera da regista di Sorrentino, lungi dall'essere un capolavoro, è fonte di parecchie perplessità. Un medio o addirittura un cortometraggio avrebbero potuto probabilmente dipanare allo stesso modo le avventure di Titta Di Girolamo (Servillo, forse per esigenze di copione fin troppo monocorde), in un film troppo stirato con alcuni personaggi poco funzionali alla trama (il fratello, la coppia di anziani) e un rapporto con la protagonista femminile (la Magnani, da apprezzare) che va poco oltre la superficie. Forse ancora acerbo, ma con un suo stile. Ottime le musiche.
MEMORABILE: Un'intera vita raccontata in 30 secondi nella stanza d'albergo.

Jandileida 28/05/21 23:08 - 1310 commenti

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Solo al suo secondo lungometraggio ma già perso nell'infinito ritorno di se stesso: il buon Paolo piazza Servillo a fare Servillo all'interno di una storia (?) in cui tutti parlano per sentenze tentando un'operazione a metà strada tra il cerebrale e il misterico. Non fosse per l'indubbia sagacia tecnica, che qua e là riesce a compensare momenti francamente imbarazzanti, e per l'accoppiata Pisu/Goodwin, si faticherebbe ad arrivare alla fine incastrati in un tunnel di noia in fondo al quale non si intravvede nessuna luce rivelatoria di una qualsivoglia verità esistenziale. Accessorio.
MEMORABILE: Gli ultimi 30 secondi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Neapolis • 23/11/10 12:24
    Fotocopista - 2270 interventi
    La lunghissima scena iniziale del tapis roulant è accompagnata dalla musica del gruppo berlinese dei Lali Puna con Scary World Theory.
    Ultima modifica: 23/11/10 12:25 da Neapolis
  • Discussione Neapolis • 23/11/10 12:29
    Fotocopista - 2270 interventi
    Il fattorino sul tapis roulant della scena iniziale è Pietro Manigrasso.
  • Discussione Raremirko • 13/01/13 16:20
    Addetto riparazione hardware - 3670 interventi
    Diego Ribon c'è anche nell'ipertrash Il bosco 1 di Marfori!
  • Discussione B. Legnani • 17/03/16 20:47
    Consigliere - 14226 interventi
    E' mancato Vittorio di Prima, attore e doppiatore.
    Fonte: pagina Fb di Roberto Poppi.