Il nido del ragno

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Undying 11/05/07 21:26 - 3841 commenti

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Il film d’esordio del giovanissimo Giagni (in seguito regista anche della serie televisiva Valentina, ispirata ai celebri fumetti di Crepax), è un piccolo capolavoro del gotico italiano. Girata alla fine degli anni ’80 e caratterizzata da sequenze ispirate al climax argentiano (in particolare un delitto a base di coltello che evoca l’analogo omicidio iniziale di Suspiria) la pellicola gode di un'affascinante ambientazione, di una trama molto curata, di buone interpretazioni e di fantastici effetti speciali – a passo 1 - opera di Stivaletti.
MEMORABILE: Le location di Budapest, dove è ambientata l’intera vicenda, evocano un'atmosfera analoga a quella de La Corta Notte delle Bambole di Vetro...

ShangaiJoe 17/07/08 16:55 - 32 commenti

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La pellicola in questione è spesso indicata, ovviamente dagli amanti del genere, come "uno degli ultimi grandi horror nostrani". In realtà il film, pur avendo alla base un soggetto molto solido ed innovativo per l'epoca, risente di un taglio televisivo e di un'atmosfera da "vorrei ma non posso" troppo dirompente. Si salvano la location ungherese, solitamente ideale quando si tratta di fare da sfondo a vicende in odore di stregoneria e qualche effetto speciale che definirei ambizioso. Troppi, comunque, i richiami ad Argento.

Tomastich 9/06/09 10:20 - 1216 commenti

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Questo film andava intitolato: come butto via un'ambientazione stupenda come Budapest. Eh sì, perché questo film vanta di una bella scenografia e c'è da dire anche di un soggetto particolarmente buono. Peccato che lo svolgimento filmico non riesca a dare risalto a queste due buone intuizioni. Fra Argento, Polanski e ReteItalia.

Deepred89 12/05/10 22:56 - 3269 commenti

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Davvero niente male questo horror italico, ricco di influenze argentiane, polanskiane e a tratti depalmiane. Prevedibile e derivativo, ma anche ben diretto (apprezzabili i tentativi di creare inquadrature insolite), ben fotografato, discretamente interpretato, musicato con dei piacevoli brani alla Hitchcock e arricchito con dei buoni effetti speciali ad opera di Stivaletti. C'è qualche scena evitabile, ma la tensione e l'interesse reggono fino alla fine. Tra gli horror nostrani fine anni 80 senza dubbio uno dei migliori.

Homesick 14/08/10 10:00 - 5737 commenti

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Imbarazzante clone de La corta notte delle bambole di vetro - l’ambientazione nell’Europa orientale, la setta e i suoi rituali annientatori – verniciato di una scenografia laccata e un’atmosfera di artificioso mistero che sa tanto di fiction televisiva (non a caso produce Reteitalia); le creature scapigliate e urlanti di Stivaletti scadono nel ridicolo e sono l’estrema testimonianza di un cinema di genere italiano ormai al collasso, incapace sia di rinverdire il passato che di aprire nuove frontiere. Citazionismo disperato e sterile: dalle luci di Suspiria ai dirimpettai di Hitchocock.

Cotola 4/09/10 12:22 - 7458 commenti

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Piccolo e sorprendente horror italico che si eleva dalla massa grazie ad una valida sceneggiatura, che permette al regista di creare una buona tensione che cresce col passare dei minuti. Interessanti sono anche le ambientazioni e le atmosfere, esaltate da una fotografia che, pur scopiazzando lo stile tovoliano di Suspiria, se la cava davvero bene, specie nelle parti notturne. Pochi ma buoni gli effetti speciali di Sergio Stivaletti. Peccato che gli attori siano scarsi. Niente di eccezionale, ma un gustoso e godibile prodotto di genere.

Myvincent 14/05/11 20:00 - 2522 commenti

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Decisamente un film dalle giuste atmosfere thriller e dalla tematica originale, quest'opera di Gianfranco Giagni in cui si racconta di una donna ragno e di una setta articolata fittamente, come i fili di una ragnatela di morte. Da notare i buoni effetti speciali, artigianalmente efficaci, curati da Sergio Stivaletti, già collaboratore di Dario Argento. Ma il tributo al maestro non si limita a questo... Godibile.

Enzus79 12/10/11 16:44 - 1759 commenti

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Abbastanza coinvolgente questo horror fine anni '80, (fra gli sceneggiatori c'è il dylandoghiano Manfredi), pur con tutti i difetti che gli si possono imputare. Scopiazzature in quantità che comunque non tolgono la giusta suspence per questo tipo di genere. Attori mediocri.

Rebis 10/04/12 16:51 - 2088 commenti

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In controtendenza all'astrattismo argentiano, nel filone che ha declinato l'horror italico verso una concezione immanente e cospirazionista (politica?) che s'inarca da Lado a Barilli fino a Soavi, il film di Giagni ne rispetta le ascendenze polanskiane imprimendovi una dimensione zoomorfa e virale dall'umore lovecraftiano. Ispirato e genuinamente inquietante malgrado derivazioni più o meno scoperte e qualche calo nella resa atmosferica. Budapest, spettrale e desolata, è una location d'impatto. Finale deflagrante e spaventoso in cui spadroneggiano gli allucinanti SFX di Sergio Stivaletti.

Corinne 22/04/12 22:58 - 401 commenti

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Un mix a tratti spudorato tra Polanski e Argento, nonchè Lado, un pizzico di Barilli e l'ennesima pallina Bava style, con attori non certo brillanti... Tuttavia, un film gradevole, ambientato in una Budapest inquietante e deserta, con musiche che si differenziano dal mediocre modello "horror Reteitalia" e soprattutto una trama non originalissima ma efficace. Ho trovato francamente inutile il flashback infantile.

Daidae 14/10/12 19:35 - 2728 commenti

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Nella miriade di scarse produzioni ottantiane firmate dai vari Fragasso, Mattei, Bava e, mi duole dirlo, anche Fulci, questo Nido del ragno è stato uno dei pochi casi positivi, forse uno degli ultimi "fuochi" di un cinema italiano ormai spento, perlomeno sul versante horror-fantascietifico. È vero che scopiazza parecchio (Suspiria in primis), ma si tratta comunque di un prodotto validissimo. Tra il discreto e il buono, con un plauso a Stivaletti per gli ottimi effetti speciali.
MEMORABILE: Il finale.

Giùan 30/10/12 22:16 - 2929 commenti

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Titolo calviniano per un film che arriva in ritardo d'un paio di decenni e non è in grado di alimentare, col suo modesto potere di suggestione, alcun effetto nostalgia. Tra le poche note di merito annovererei la discreta perizia tecnica di Giagni e gli effetti di Stivaletti, degni di miglior causa. Su tutto però un'atmosfera che più che claustrofobica si fa presto plumbea, uno script che di aracnico non ha certo la robustezza e un cast che, al di là dell'atono Wybenga, presenta chiari indizi di scarsa convinzione pure nelle sue punte migliori (Audran).
MEMORABILE: L'omicidio della cameriera nello stenditoio; La trasformazione del Dio bozzo bambino.

Lucius 23/09/13 12:40 - 2819 commenti

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Pur con alcune limitatezze recitative la pellicola di Giagni ha vari meriti, primo tra tutti quello di emergere dalla canonicità di un certo genere (mi riferisco all'Italia) distinguendosi per una rara visionarietà, tipica di taluni film di Polanski. Budpest spettrale, con le strade deserte, appare irreale e costituisce la giusta cornice alla misteriosa trama. La colonna sonora risulta appropriata e realizzata da esperti musicisti che riescono a coniugare e armonizzare suoni ancestrali, favorendo la suspense nel film. Hai paura dei ragni?

Herrkinski 20/02/14 21:00 - 5032 commenti

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Citazionismo (o scopiazzatura, dipende dai punti di vista) da vari classici del cinema della paura: da Polanski ad Argento, da Bava a Lado, Giagni non sembra far troppo mistero delle proprie influenze, anche nell'uso delle luci e di certe atmosfere, fin troppo care al cinema gotico e all'Argento di Suspiria. Tuttavia riesce a imbastire una storia discreta, con qualche sussulto, che ha più che altro il difetto di un deficit nel ritmo e un cast non eccelso; si lascia vedere e gli SPFX di Stivaletti non sono male, ma poteva esser migliore.
MEMORABILE: L'omicidio tra la biancheria stesa; La trasformazione nel finale.

Vitgar 9/08/14 10:30 - 586 commenti

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Che nel 1988 gli horror in Italia fossero in via di estinzione è noto. Questa produzione cerca di inviare un ultimo segnale di vita per il genere e tutto sommato ci riesce. Il film è abbastanza curato e Giagni rende bene le "espansioni tragiche" del racconto. La creatura urlante del finale comunque non è il massimo dell'effettistica (fa un po' sorridere)... Cast accettabile come da contratto sindacale.

Trivex 5/08/14 08:29 - 1480 commenti

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Il tentativo interessante di coniugare una certa atmosfera (determinata sostanzialmente dalla location suggestiva) con momenti "horror splatter" di più che discreta intensità, viene parzialmente inficiato dallo sviluppo non del tutto sufficiente della storia e da alcuni momenti prolissi e noiosi. Manca il doveroso approfondimento sugli "dei" e pure i personaggi umani sono tratteggiati con superficialità, mentre recitazione e "sfx" sono buoni. Contrastato dunque il giudizio per un film che, se fosse stato curato meglio, avrebbe potuto davvero offrire tanto.

Minitina80 19/02/15 08:29 - 2304 commenti

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Uno dei pochi polanskiani italiani; forse non il migliore, ma comunque efficace. Nonostante tutti i limiti del caso, ascrivibili ad attori non sempre convincenti e al solito budget risicato, si lascia guardare con piacere. L'ambientazione suggestiva di Budapest conferisce un alone di grigio terrore alla storia e il finale, anche se sopra le righe, garantisce un certo effetto.

Ciavazzaro 19/07/15 23:34 - 4758 commenti

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Horror che, come già fatto notare, presenta atmosfere che ricordano e non poco La corta notte di Lado. In questo caso però il film si presenta come horror puro e cita non poco Suspiria (la bella sequenza dell'omicidio della cameriera) e atmosfere polanskiane. Peccato per un protagonista deboluccio e un finale non completamente convincente. Superbi come sempre la Audran (qui con capigliatura rossa) e Berger, una volta tanto personaggio positivo. Poteva essere molto meglio, ma gli va riconosciuta una certa atmosfera.
MEMORABILE: La Audran entra in scena; L'omicidio della cameriera.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 13/06/08 18:52
    Scrivano - 7634 interventi
    Stralcio di una intervista, realizzata a Sergio Stivaletti, a cura di Alberto Morsiani.

    Dopo Opera, stai lavorando ad un altro film, che si intitola Il Nido del Ragno, che mi sembra ti stia impegnando parecchio. Cosa stai facendo?
    Si, mi impegna parecchio ed il motivo è presto detto: è un film in cui ho convinto la produzione perchè ho trovato delle persone che l'accettavano e poter fare finalmente io tutti gli effetti sia ottici che meccanici del film. Ho finalmente proposto questa benedetta animazione (si riferisce al Passo 1, n.d.r.) che non mi riusciva di far capire a nessuno, ho fatto gli effetti meccanici di trasformazione, di realizzazione della cratura, e debbo dire che qui ho avuto un controllo diverso rispetto ad altri lavori che ho fatto in precedenza.
    (...) Qui mi è stata affidata molto la parte creativo-realizzativa fino ad arrivare agli effetti ottici d'animazione... (...)

    Il film che uscirà nella prossima primavera (del 1988, n.d.r.), lo vedremo allora. Mi puoi raccontare la scena-madre?
    Sai, proprio raccontare la scena-madre no. Ti posso dire che c'è un mostro nel film, che questo mostro non è come lo vedi nel finale, ma ci arriva attraverso una trasformazione...

    ...assomiglierà ad un ragno, suppongo...
    Beh, si, ha qualcosa del ragno, ricorda il titolo del film, non è fuori tema insomma; diciamo che la scena clou è senz'altro quella della trasformazione, si punta molto su quella. Poi ci sono altri effetti nel film, ma anche lì sono dei passaggi, dei momenti, e sono quelli di animazione che dicevo prima.

    Il Nido del Ragno mi sembra un pò, a sentirti parlare, la prova generale del tuo debutto alla regia. Per questo debutto avrai sicuramente in testa un soggetto. Me lo dici?

    Per il mio debutto nella regia i soggetti si alternano, sono sempre tre o quattro. A volte mi chiedo cosa si aspetterebbe un produttore e perchè dovebbe affidarmi una cosa del genere. Mi rispondo che me la affiderebbe perchè si aspetta che gli effetti speciali siano una parte importante del film.

    Fonte: Sequenze n. 7 - Rosso Italiano (1977/1987)
  • Homevideo Rebis • 5/04/12 16:10
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Buon master quello proposto da Iris a notte fonda in formato 16:9 anamorfico! Soprattutto considerata l'irreperibilità di questo film su formato digitale.
    Ultima modifica: 5/04/12 16:13 da Rebis
  • Discussione Rebis • 5/04/12 16:12
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Zender direi che si tratta di un horror in piena regola e non tanto di thriller (il finale cancella ogni dubbio in merito)...


    Per il Rebis-bambino è stato un vero spauracchio, uno di quei film che ne hanno segnato l'infanzia... e devo ammettere che mantiene intatto il suo clima perturbante.
    Ultima modifica: 5/04/12 16:14 da Rebis
  • Discussione Zender • 5/04/12 16:28
    Consigliere - 43514 interventi
    Sì, d'accordo. Genere cambiato. L'han fatto da poco su Iris credo.
  • Homevideo Buiomega71 • 5/04/12 17:25
    Pianificazione e progetti - 21757 interventi
    Naturalmente ho la vhs Penta video...E vorrei vedere :)