La febbre del sabato sera

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Saturday Night Fever
Anno: 1977
Genere: musicale (colore)
Note: Seguito da "Staying alive" (1983).
Numero commenti presenti: 48
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/03/07 DAL BENEMERITO STUBBY POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/12/12
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Stubby 6/03/07 22:51 - 1147 commenti

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Il film che ha consacrato Travolta nel mondo del cinema. Dopo questo film si pensava ad una sua ascesa immediata, invece ci vorranno anni prima di riscoprirlo. Il film è molto bello, inscena il mondo giovanile degli anni 70 con i giovani pieni di belle speranze che si ritrovano al sabato sera alla discoteca di paese dove amano farsi belli agli occhi delle ragazze. Ma non è tutto oro ciò che luccica: problemi e tragedie sono dietro l'angolo. Travolta bravissimo nelle coreografie musicali.

Caesars 7/03/07 10:10 - 2721 commenti

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Film che lanciò Travolta ma che rischiò anche di bruciarlo legandolo per sempre al personaggio di Tony Manero; a mio parere è un prodotto sopravvalutato che comunque fotografa bene un'epoca e un certo ambiente. Al successo della pellicola contibuirono notevolmente anche le musiche dei Bee Gees. John Badham è regista dal solido mestiere che sa comunque confezionare un film in modo più che godibile. Chi, contrariamente a me, ama la musica da discoteca anni '70, non deve perderlo.

Galbo 29/08/07 06:07 - 11416 commenti

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Film che ha lanciato su scala planetaria il mondo delle discoteche e che ha avuto probabilmente un successo spropositato rispetto ai suoi meriti; ciò è dovuto essenzialmente al personaggio di Travolta, perfetto nei panni dell'italo-americano un po' tamarro che trova e realizza sè stesso nel ballo; un contributo essenziale al successo e alla riuscita del film è nella colonna sonora "disco" dei Bee Gees; valida anche la fotografia che mostra una non molto sfruttata New York delle periferie urbane.

Lele Emo 23/06/07 12:26 - 173 commenti

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Era il 1977, Richie Kraczor faceva impazzire lo Studio 54 con i primi mix, Gloria Gaynor su Hamilton Bohannon, Larry Levan decideva le sorti del suo mito pensando di aprire il Paradise Garage e mixando Yoko Ono su Loelatta Halloway. In Italia alla Baia Degli Angeli, Daniele Baldelli e Claudio "Moz-Art" Rispoli importarono il "Funky sound". Era nato il DJ ed il suo ambiente naturale:LA DISCOTECA. Pellicola interamente girata, nelle scene interne alla discoteca, all'Odissey 2001 tempio, storico della disco music. Epico e magnifico, non c'è altro.

Magnetti 27/08/07 15:11 - 1103 commenti

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Film immortale per la colonna sonora, per le scene in discoteca e per una certa capacità di tramandare ai posteri autentiche atmosfere anni '70. La storia cucita intorno, invece, è veramente superficiale e banale, persino noiosa, con un finale drammatico molto stiracchiato e improbabile. John Travolta è un vero tamarrazzo (con i poster di Serpico, Rocky e Farrah Fawcett in camera) ma con i movimenti da disco ci sa veramente fare.

B. Legnani 9/09/07 01:13 - 4746 commenti

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Interessante quando mette in scena la realtà dei ragazzi "del sabato sera" per il suo verismo, si fa meno credibile quando infila la strada sentimentale, lungo la quale arranca non poco. John Travolta, qui eccellente ballerino, non è ancora l'ottimo attore che diventerà, ma se la cava con la stretta sufficienza (autoironizzerà sul suo personaggio in Pulp fiction). Film importante per i discotecomani di quel decennio, assai meno - almeno oggi , ormai - per i cinefili.
MEMORABILE: "Come hai detto che ti chiami?"

Matalo! 22/09/08 19:13 - 1368 commenti

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Visto la prima volta in prima visione al cinema con spettatrici che scattavano foto ai primi piani di Travolta fece di me un adepto del travoltismo... Ero in piena tempesta ormonale. Col tempo il film rivela i suoi limiti di sotto scorsesata ma Travolta fu maschera efficace e seducente. Film sufficiente per inquadrare un periodo e lanciare una moda. La prima partner di Travolta nei balli è Fran Drescher, la mitica Tata.

Ellerre 15/11/08 23:17 - 89 commenti

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Racconta mirabilmente di certi costumi in voga verso la fine degli Anni Settanta negli USA, prendendo in prestito la figura di un ventenne italo-americano della NY periferica. Anche se per tutto il film tengono banco le mitiche coreografie di Jamie Rogers accompagnate dalle musiche di Bee Gees, David Shire e altri, in un crescendo drammatico escono fuori i problemi del giovane bullo Tony Manero che vive tra droghe, donne e discoteca. Una vita dissoluta e senza futuro che però trova una speranza in una donna: Stephanie. Miglior lavoro di John Badham.

Harrys 28/07/09 19:57 - 682 commenti

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Il film riesce a districarsi abilmente, con uno stile singolare, ma forse inconsapevole, tra toni da commedia giovanilistica spensierata e toni da amara satira sui concetti di immaturità, di standardizzazione, di mancanza di personalità (e quindi di saldi principi) e di prospettive. Se il primo aspetto della pellicola (quello scanzonato) non esalta, il secondo (quello graffiante) colpisce nel segno, ergendosi quasi a monito. Il personaggio di Tony Manero sembra essere stato scritto e pensato appositamente per John Travolta. Grande OST.

Disorder 27/01/10 13:22 - 1408 commenti

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Un bel film, la cui valenza generazionale è forse superiore a quella artistica, comunque non indifferente. Protagonista indiscussa la incredibile colonna sonora, non a caso la più venduta di tutti i tempi (ancora oggi quando in disco parte "Staying Alive" è il delirio...); ma c'e anche il disagio giovanile e a suo modo è un racconto di formazione. Da vedere, anche solo per i numeri snocciolati dall'incredibile Travolta sulla pista da ballo.
MEMORABILE: L'entrata trionfale di Tony Manero e i suoi in discoteca e quando finalmente si scatena in pista.

Il Dandi 12/03/10 23:13 - 1815 commenti

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Film che mi procurò delle vere e proprie crisi di coscienza: ma perché a me piace il rock e anche questo? Forse perché in questa storia di minoranze etniche (italiani, neri e portoricani) che nelle periferie newyorkesi si odiano e vivono di camicie sgargianti da esibire il sabato sera e dopo la disco continuano la danza su un ponte dal quale invece di sognare Manhattan la mandano affanculo, c'è il ritratto furbo ma efficace di una gioventù senza ideali, che forse addirittura somiglia più alle generazioni successive che alla propria. Da vedere!
MEMORABILE: Tony allo specchio la domenica mattina: "Al Pacino... io non ci assomiglio ad Al Pacino... Beh, ma sì forse un po' ci somiglio".

Nando 7/05/10 21:27 - 3485 commenti

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Film generazionale che lanciò Travolta e fece conoscere il mondo effimero delle discoteche. Con una colonna sonora attualissima ed una trama cruda e diretta si osservano le gesta dell'aitante Tony Manero, commesso in un negozio e la sera protagonista assoluto nei locali da ballo. Lo spaccato familiare è ben analizzato ed anche i personaggi che circondano il protagonista sono tratteggiati con efficiente impegno. Nonostante i detrattori ha fatto epoca, giustamente.

Markus 17/06/10 10:22 - 3306 commenti

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Cult movie (consegnato alla storia del cinema) in cui si stende un ritratto di gioventù americana senza ideali ma con una coscienza indotta di fine anni ’70; ma c’è di più: il film di Badham è anche storiografico perché espone con straordinaria fedeltà il fenomeno allora in corso della “disco” attraverso luoghi e brani già di per sè icone. Travolta ha incarnato - forse senza nemmeno saperlo - le fattezze di migliaia di ragazzi in tutto il mondo.

Fauno 21/06/10 15:27 - 1927 commenti

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Per non parlare delle eccellenti scene di ballo, in primis l'assolo di Travolta su "You should be dancing", il bigottismo stratosferico e l'ipocrisia di fondo, posso urlare a squarciagola che dopo 32 anni e 8-9 volte che l'ho visto, quel che mi fa ancora andare giù di testa è Stephanie, ovvero Karen Lynn Gorney, che rappresenta la quintessenza o il prototipo della donna matura che noi tutti, chi più chi meno, almeno una volta abbiamo sognato. Sensazionale la sua verve e meraviglioso il discorso sull'uomo fatto in serie.
MEMORABILE: La gara di ballo e la scena finale... Finalmente i due protagonisti di sesso diverso non finiscono a letto. Più si va avanti più conta solo il sesso!!!

Luchi78 1/09/10 16:28 - 1521 commenti

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Ero curioso di sapere come fosse nato il mito della febbre del sabato sera e adesso scopro che con soli due balletti in assolo, questo film ha consacrato un attore, uno stile e un modo di ballare che hanno fatto epoca. Effettivamente Travolta si muove sulla pista in modo geniale. Inoltre il film mi ha colpito per le tematiche proposte, non così banali come me le aspettavo. Pollice verso in basso per la Gorney che apparteneva a canoni di bellezza oggi indigeribili, pollice in su per il finale che non è così scontato.

Cotola 7/09/10 23:52 - 7553 commenti

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A dispetto dell’enorme successo commerciale che ebbe e dell’essere figlio della sua epoca, il film non è per niente banale e mantiene inalterate ancora oggi le sue non poche qualità. Merito della sceneggiatura che ritrae, senza facilonerie e sociologismi d’accatto o moralismi di sorta, una gioventù sbandata e priva di veri valori cui solo il palesarsi del tragico farà aprire gli occhi. Travolta, col suo abbigliamento e le sue mosse, diventò un’icona di livello mondiale e la colonna sonora dei Bee Gees è ancora oggi conosciuta anche in Papuasia.

Ziovania 22/12/10 11:31 - 337 commenti

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Non c'e dubbio che Tony Manero possieda personalità e bravura sufficienti per far presa su un vasto pubblico e, ovviamente, il film si regge completamente sulle sue spalle oltre che sulle musiche (ruffiane ma efficaci) dei Bee Gees. Tutto il businness che ruota attorno ai locali da ballo dovrebbe periodicamente accendere un cero a San Travolta.

Vstringer 10/01/11 00:42 - 349 commenti

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Al di là del culto e di Travolta in bianco col ditino alzato, oltre che di un cast povero, è uno spaccato d'epoca relativamente crudo e molto riuscito, per niente ruffiano o consolatorio quando le cose volgono al peggio: la regia di Badham fotografa in modo convincente una storia di emarginazione sociale e razzismo, con la discoteca come luogo magico dove i sogni sono a portata di mano. Ispirato da un reportage di Nik Cohn sulla scena disco newyorchese che però era un falso. Cohn aveva riadattato la scena mod inglese di Shepherd's Bush.

Markvale 27/08/11 11:43 - 143 commenti

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Non un semplice film, ma fenomeno di costume ed autentico spartiacque verso un'evoluzione individualistica ed edonista del mondo giovanile, imponendo la nuova estetica tutta "musicale" e da videoclip degli anni Ottanta e veicolando il sucesso planetario della discomusic. Peraltro, più che per le sempre interessanti annotazioni antropologiche, deve il suo successo al carisma e alla "flessuosità" di Tony Manero/John Travolta il quale conferisce simpatia e partecipazione a un personaggio sostanzialmente discutibile e detestabile.

Belfagor 22/09/11 10:10 - 2624 commenti

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L'enorme successo di pubblico ha concentrato l'attenzione sulla musica disco e le acrobazie di Tony Manero (un agile Travolta) sulla pista da ballo, ma ciò che differenzia il film da altre pellicole di quel periodo è il suo inaspettato contenuto sociale. I protagonisti fanno parte di una generazione disagiata e disillusa, vittima di quello che diventerà il nichilismo edonista degli anni '80. Oltre alle coreografie e alla splendida colonna sonora, c'è anche la storia tormentata e non banale fra il protagonista e la seria Stephanie (Gorney).
MEMORABILE: Le improbabili discussioni fra Tony e il suo datore di lavoro; la gara di ballo; il dramma sul ponte.

124c 22/09/11 13:54 - 2775 commenti

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Film che punta l'obiettivo sui drammi degli adolescenti degli anni '70 che si sfogano, ogni sabato sera, in discoteca. L'ipnotica musica dei Bee Gees fa da sfondo ad un John Travolta, giovane di buone speranze, che balla in giacca e pantaloni bianchi, divenendo, così, una star hollywoodiana. Da non trascurare i personaggi del fratello sacerdote, i familiari e gli amici un po' buoni, un po' no. Le belle ragazze, poi, ci sono, specie quella con cui il Tony Manero di John Travolta decide di fare la gara di ballo. Finale giusto e senza happy end.

Rullo 22/09/11 20:24 - 388 commenti

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Il decollo di Travolta. Film più profondo del previsto, che oltre ad essere un "musical" è anche una rappresentazione della vita di un tipico italoamericano anni '70. La recitazione è quella che è (la Gorney a tratti irritante, che oltretutto non vale nulla come ballerina), ma Travolta era davvero bravissimo a ballare e diverse sue mosse sono passate alla storia.

Guru 22/09/11 21:06 - 348 commenti

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Rivedere il film dopo tantissimi anni mi ha emozionato. Se dovessi dare un voto tecnicamente per la dance e le coreografie dovrei esprimere ad oggi un giudizio di mera sufficienza. Ma è John che ha dato al ballo ciò che il ballo meritava! La sua personalità e originalità ha creato il mito e con il corpo l'essenza dell'espressione. Ha raccontato la metropoli dura e cruda, la fragilità umana. Questo è il vero passaggio del film. I sogni e le delusioni esplodono attraverso le musiche meravigliose dei Bee Gees ed un timido accenno di Disco Duck.

Pigro 4/10/11 21:37 - 7817 commenti

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Il giovane protagonista (un calzante Travolta) vive nelle contraddizioni di una vita ordinaria, se non proprio perdente e insopportabile, approdando ogni sabato nella discoteca, luogo sfavillante in cui riversare i propri sogni e potersi trasformare in leggenda, sia pure effimera. Film amaro di lotta inane e voglia di rivalsa, di comunità emarginate e aspirazioni sociali, di personaggi alla deriva (perfino il prete spretato!) e relazioni frustrate. Ma anche con la grinta rabbiosa di chi ha il cuore grande. Travolgente il soundtrack discotecaro.

Trivex 30/11/12 10:28 - 1496 commenti

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Chi si aspetta un filmetto leggero sul balletto rimarrà deluso. Musicale sì, ma anche drammatico (e non poco). Le luci calde sono in sala da ballo, mentre fuori è buio e fa molto freddo. In America, ma non solo, per i giovani, in particolare. Conflitti, contraddizioni, ma anche tanta voglia di emergere rimanendo se stessi; con i propri valori e con la "nuova" provocazione del ballerino che beve analcolici e mantiene la propria onestà intellettuale e sociale, anche di fronte al mondo che pare stia andando in mille pezzi.

Paulaster 13/12/13 11:01 - 2821 commenti

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Identificato come icona del manifesto disco, acquista importanza anche per il ritratto suburbano. Gli anni 70 come malcontento per un futuro che ti frega (non se ne parla ma sono i lasciti del Vietnam), ricercando il fatuo o una valvola di sfogo (sullo sfondo l'arrivo degli anni 80 e Manhattan come obiettivo). Dialoghi strampalati, surreali, crudi e irriverenti, calcando la mano contro un bigottismo clericale. Travolta volteggia leggero come una piuma e musiche che han segnato l'epoca descrivono al meglio i fumosi e interrati locali.
MEMORABILE: Travolta seduto in metropolitana; La prova della scarpa in vetrina; La lezione di danza di Pete; Le scarpe di Bobby quando cammina sul marciapiede.

Homesick 15/12/13 17:20 - 5737 commenti

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Il titolo è diventato un modo di dire comune, il personaggio di Tony Manero un’icona popolana del ballo e la colonna sonora dei Bee Gees trascina. Classico da cui è scaturito un ricco filone (e in Italia vi si fece pure il verso), raccontando scioltamente una storia di miserie di quartiere, velleità sociali e maturazioni interiori con il ricorso ad un linguaggio incline al turpiloquio e al sesso esplicito ed inserendovi estemporanee massime di vita. Rutilante profusione di luci e colori e trampolino di lancio per un John Travolta tra James Dean e Sylvester Stallone.
MEMORABILE: La madre bigotta di Tony; “Te gusta l’aragosta?”; la reazione di Tony alla vittoria nella gara di ballo; il suicido sul ponte.

Herrkinski 5/02/14 00:11 - 5196 commenti

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Ovvero: quello che non ti aspetti. Se infatti il film a prima vista (e da quel che si dice in giro da sempre) parrebbe solo una glorificazione effimera della disco-dance di fine anni '70, è in realtà uno spaccato di vita dei giovani di periferia della New York del periodo; classi sociali basse, figli di immigrati e minoranze, con potenzialità inespresse e condannati a una vita che non gli appartiene. A tratti duro e per nulla accomodante, con un finale non rassicurante e una certa violenza; bravo Travolta, mai sopra le righe. Da rivalutare.

Viccrowley 14/04/14 23:03 - 803 commenti

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Prima o poi bisognerà dedicarsi seriamente a una riscoperta del cinema di Badham. E come non iniziare da un vero e proprio film manifesto, quella "Febbre" che si serve delle discoteche per enfatizzare e studiare analiticamente un'intera generazione di giovani. Delusi dalla società, dalla crisi del nucleo familiare e da un mondo che sembra rifiutarli, cercano riscatto e affermazione in un non luogo dove tutto resta sospeso e mitizzato. Opera visceralmente scura e violenta, nonostante l'allegria e le luci stroboscopiche. Travolta nel ruolo della vita.
MEMORABILE: La colonna sonora dei Bee Gees; Le coreografie; La gara di ballo; Il finale.

Mickes2 17/04/14 10:54 - 1668 commenti

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Visto oggi per la prima volta, è un’amarissima ricognizione di un contesto sociale che per molti versi ha tracciato e segnato coordinate dell’America anni ’70. Racconto profondamente disilluso e decadente della metropoli, immerso nel mito effimero di sfavillanti discoteche: olimpi notturni che nella superficiale eleganza e nell’interiore amoralità assurgono a rivincita su quella maledetta routine quotidiana dalla quale non si riesce a fuggire. Una lotta fra perdenti che non trova sbocchi se non quella della disperazione o della bontà d’animo.
MEMORABILE: L’intro; Tony che accoglie con un sorriso il disegno della sorella; Il primo battibecco a tavola; Pescow violentata in macchina; Il suicidio.

Bullseye2 20/03/15 01:41 - 92 commenti

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Il classico esempio di film citato a sproposito ma assolutamente incompreso e troppo spesso superficialmente giudicato. In realtà non è meno cupo e disperato di Taxi driver, solo che qui la discoteca è l'unica evasione da un'esistenza che concede solo frustrazione e miseria. Tra droga, violenza, sesso senza sentimenti, crisi familiari e mancanza di prospettive concrete solo il titolo di re della discoteca può dare un senso a una vita grigia; ma troppo spesso il prezzo da pagare è alto...
MEMORABILE: Il sesso in macchina, squallidissimo e deprimente...

Didda23 18/06/15 10:01 - 2288 commenti

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Paradossalmente ciò che colpisce di più non sono tanto la colonna sonora e le acrobazie sulla pista da ballo quanto le componenti drammatiche affrontate con il giusto garbo dal solido Badham. La danza come riscatto sociale di un povero italo-americano con problemi di integrazione e con una famiglia che ha le proprie difficoltà economiche. Travolta è perfetto nei panni del giovane uomo dall'animo ingenuo che cerca di ritagliarsi uno spazio da protagonista. Forse un filino sopravvalutato, ma comunque meritevole di essere visto e apprezzato.
MEMORABILE: La felicità di Tony per aver ricevuto un aumento salariale.

Parsifal68 20/11/15 11:13 - 607 commenti

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Al giorno d'oggi questo film farebbe sorridere, ma all'epoca fu un successo straordinario che consacrò Travolta come star, più per i suoi eccellenti numeri in pista che per la prova recitativa un po' piatta. Il contorno alle performance in discoteca però sono di tutto rispetto e parlano di temi sociali quali la difficile convivenza tra diverse razze, la droga e l'alienazione giovanile che ha il suo culmine nel tragico finale, il tutto sullo sfondo di una splendida NY. Dialoghi un po' ridicoli, ma da vedere (anche se un po' datato).
MEMORABILE: La straordinaria, mitica OST dei Bee Gees.

Pol 17/08/16 15:19 - 589 commenti

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Uno di quei film scolpiti nell'immaginario collettivo ma travisato: ha reso immortale l'estetica della disco-music grazie a una OST perfetta, alle notevoli sequenze in discoteca e a un Travolta nel ruolo della vita, ma il nocciolo del film è la disperazione della vita di periferia di questi giovani senza ideali e senza futuro, girata in una Brooklyn sporca e squallida che, in perfetto stile new Hollywood, di edonista non ha proprio nulla (infatti, nonostante quell'estetica sia morta e sepolta da decenni, il film è rimasto attualissimo).

Lou 28/09/16 19:04 - 972 commenti

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Un musical entrato nella storia del cinema grazie a una colonna sonora di grandissimo successo e alla performance di John Travolta, convincente sia come attore che come ballerino. Il film ha anche il merito di raccontare in modo crudo e diretto la gioventù immigrata ed emarginata di Brooklyn, per la quale il mondo della danza può costituire una valida fonte di riscatto. Il ballo di Travolta con la Lynn Gorney sulle note di “More than a woman” dei Bee Gees ha segnato un’epoca.

Buiomega71 30/09/16 18:20 - 2279 commenti

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Acre ritratto della generazione settantiana, tra il mito di Bruce Lee, di Al Pacino e della disco music. Il Mean streets scorsesiano non è passato invano e Manero ne sembra il prolungamento. Amarezze, delusioni, suicidi, sesso "rubato" dietro i sedili posteriori di un auto, un ponte che raccoglie le frustrazioni e la voglia di farla finita. Dramma durissimo, spesso spietato (tenuto bene a mente dal Verhoeven di Spetters e dallo Spike Lee di S.O.S.), che le bellissime musiche dei Bee Gees sembrano coprire come una mano di vernice. Assoluto capolavoro, alla pari del miglior Scorsese.
MEMORABILE: Travolta cammina "spavaldamente" con i suoi soci per strada e Tarantino lo omaggerà sui titoli di testa delle Iene; Il vestiario stile American Gigolò.

Piero68 2/02/17 10:01 - 2768 commenti

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Cult suo malgrado, simbolo di una generazione e di un "way of life" molto in voga all'epoca, non ha purtroppo resistito al peso degli anni come tanti suoi coevi. Resta comunque uno di quei film epocali reso immortale da una prestazione maiuscola dell'emergente Travolta (scelto non a caso ma per alcuni suoi recenti trascorsi televisivi e teatrali) e dalle musiche dei fratelli Gibb. A far risaltare la pellicola ancor di più una buona regia di Badham, che sceglie tempi e inquadrature sempre indovinati. Buono anche il resto del cast.
MEMORABILE: La prestazione di Tony alla presenza del fratello spretato; La mamma che va in chiesa per pregare Dio affinché il figlio le telefoni.

Minitina80 13/03/17 18:49 - 2364 commenti

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Tutt’altro che un film allegro e divertente, in cui il ballo e le discoteche rappresentano soltanto una valvola di sfogo, una breve parentesi da una realtà ben più amara e difficile. Il ritratto familiare testimonia la dura quotidianità tra bigottismo religioso, difficoltà economiche e futuro incerto. New York, inoltre, viene fotografata stupendamente tra sfavillanti luci al neon e sobborghi sudici e sporchi. Meno banale di quanto possa sembrare, senza un finale accomodante e con la musica dei Bee Gees a distogliere dai contenuti principali.

Ira72 15/03/17 13:54 - 952 commenti

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Il film ha trattato l'argomento giusto, nel momento giusto, con il tamarro giusto. E la colonna sonora ha dato manforte. Un connubio vincente per un film divenuto cult senza essere esaltante. Ha il merito di una connotazione precisa, ma la trama è stata sopravvalutata. E Travolta ha travolto, cavalcando l'onda con i suoi begli occhi azzurri e la camicia sbottonata (con medaglione oro in bella vista). Un pallino in più per la furbizia.

Gugly 10/07/17 11:49 - 1015 commenti

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Film che ha lanciato Travolta, balletti e Bee Gees, in realtà è per lo più un realistico e spesso crudo affresco della gioventù ai margini della NY "up" che cerca di affrancarsi da genitori falliti e scelte improvvide (il fratello prete spretato); l'incontro con una che ha già attraversato il ponte di Verrazzano darà al protagonista la spinta decisiva, altri si perderanno non senza aver compiuto atti esecrabili (pestaggi e violenze); Travolta che si dimena in discoteca è un belvedere, ma il grigio di Brooklyn prevale.
MEMORABILE: L'ottusa insistenza di Annette nel provarci con Tony, foriera di tragiche conseguenze.

Daidae 20/02/18 11:15 - 2747 commenti

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Uno dei cult degli Anni 70 che sicuramente entrerà nella storia del cinema ma che non mi ha troppo entusiasmato. A differenza del successivo Staying alive, che è concentrato al 90% sul ballo, qui abbiamo troppe divagazioni che includono scene di sesso, giochi pericolosi su un ponte, sgommate con auto e addirittura risse. Le scene di ballo e l'ottima colonna sonora gli fanno guadagnare comunque parecchi punti. Passabile, ma mi aspettavo qualcosa di più.
MEMORABILE: Le scene di ballo; La gara.

Josephtura 10/10/18 12:28 - 151 commenti

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Un piccolo calopavoro, purtroppo schiacciato dal suo stesso successo di pubblico, lo stesso pubblico adolescenziale che viene spietatamente fotografato. Quarant'anni dopo forse migliora ancora nella sua prospettiva di una gioventù irrimediabilmente contagiata e bruciata dalla mancanza di speranze. Tutto viene vissuto nell'effimero sballo e negli squallidi contorni del sabato sera. Una pietra miliare dell'immaginario collettivo.
MEMORABILE: La discoteca, un'arena che diventa unico luogo di autostima; La scena finale coi titoli di coda a lato.

Geppo 22/10/18 07:38 - 288 commenti

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Un gran bel film, drammatico e in parte amaro, che nasconde molte verità della gioventù americana di fine anni '70. È la storia del giovane Tony Manero (interpretato da un perfetto John Travolta), un ragazzo con tante difficoltà, contraddizioni e la grande paura del futuro. Memorabile la colonna sonora (i Bee Gees avevano in mente di realizzare una OST che rimanesse nella storia... e ci sono riusciti). Film assolutamente da non perdere!
MEMORABILE: Il (tenero) finale; La tragedia sul ponte; Travolta che passa tutta in metropolitana; Il ballo della coppia portoricana; Lo stupro in auto.

Enzus79 8/01/20 22:09 - 1825 commenti

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La citazione sulla copertina di qualche vecchia vhs ("Il film quintessenza della disco music") mai fu più azzeccata. La storia però non si limita solo al ballo, ma ritrae anche la generazione degli anni Settanta e tutte le sue sfumature. John Travolta simpatico e bravo (doppiato anche bene), colonna sonora superlativa (scritta dai Bee Gees). Film indimenticabile.

Il ferrini 10/03/20 22:45 - 1699 commenti

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Tony Manero è uno di quei personaggi talmente iconici che, nonostante gli anni, non perde un briciolo del suo fascino. Travolta è calato perfettamente nella parte e regge sulle spalle gran parte del film, che comunque è un tagliente spaccato degli anni '70 e, a differenza del più rassicurante sequel, non lesina su droga, violenza e promiscuità. Ben scritti i dialoghi, ottimamente diretto anche il cast secondario, molti i simboli del periodo che vengono evocati (Tony ha il poster di Al Pacino e crede di somigliargli, ma anche quello di Rocky).
MEMORABILE: Cosa se non la colonna sonora?

Camibella 1/06/20 00:15 - 142 commenti

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Il film che ha consacrato John Travolta e ha contribuito a lanciare la disco music nel mondo è sì un film sulle discoteche e sull'allegria che esse scatenano, ma anche un drammatico intreccio di temi sociali che negli Stati Uniti degli anni '70 erano ancora molto forti: la convivenza tra razze diverse, la droga, l'alienazione giovanile, la violenza tra bande...Un'opera sotto certi aspetti malinconica, un atto d'accusa verso un paese che si risveglia da un sogno mai concretizzato, simbolicamente rappresentato da una NY decadente.
MEMORABILE: La splendida colonna sonora.

Rocchiola 29/09/20 11:06 - 872 commenti

I gusti di Rocchiola

Ricorda il primo Rocky con la pista da ballo al posto del ring. Un plot semplice e commovente dal grande successo commerciale che sullo sfondo nasconde uno spaccato piuttosto realistico e brutale del proletariato urbano degli anni 70. Non una semplice celebrazione della disco-dance, anzi un ritratto abbastanza incisivo di una generazione di ribelli senza causa. Purtroppo il ballo ha un po' troppo spazio e l’opera rimane a metà strada tra l’esibizionismo gratuito (dai, non si è mai vista una discoteca dove tutti ballano così bene) e lo sguardo socio-antropologico simil-Scorsese.
MEMORABILE: L’iniziale camminata di Tony nelle strade di Brooklyn; La vestizione di Tony anticipatrice di American Gigolò; Le pericolose acrobazie sul ponte.

Daniela 30/09/20 19:31 - 9503 commenti

I gusti di Daniela

Classico esempio di film la cui importanza nella storia del costume prescinde dai meriti intrinseci. Tony Manero, modesto commesso di Brooklyn, che si trasforma in drago sulla pista da ballo, è più che un personaggio, è la riproposizione di un archetipo. è Don Diego che diventa Zorro, Clark Kent che si trasforma in Superman, e poco importa se non lotta contro le ingiustizie o evita disastri, limitandosi a muoversi a ritmo dance. Ma il personaggio non si sarebbe stampato nell'immaginario collettivo se non avesse trovato perfetta immedesimazione in Travolta, animale da cinema. 
MEMORABILE: Fuori dalla pista, la ripresa segue la camminata di Tony per le strade del quartiere soffermandosi sulle anche. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Zender • 4/12/12 19:37
    Consigliere - 43594 interventi
    Almeno se ti dan la doppia scelta ha un senso e rispettano tutti. Brava Paramount.
  • Musiche Lucius • 25/01/14 19:46
    Scrivano - 8319 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius,due 45 giri originali italiani:



    Ultima modifica: 27/10/18 17:13 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 22/03/15 11:01
    Pianificazione e progetti - 21993 interventi
    Il comento di Bullseye2 è perfetto per sottolineare il mio pensiero nei confronti del capolavoro di Badham

    Anch'io (oltre a Spetters) ho sempre accostato La febbre... con la difficoltà di "emergere" in un mondo di m...a e le atmosfere "nere metropolitane" di Taxi Driver
    Ultima modifica: 22/03/15 11:02 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 2/10/16 19:32
    Pianificazione e progetti - 21993 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Per Buio: niente da dire sul commento che è ottimo, ma sui momenti particolari segnali il vestiario di American Gigolò che è uscito due anni dopo.

    Anzi,


    Appunto, come lo stile in American Gigolò (non ho scritto prima). Era per sottolineare che Schrader l'ha tenuta a mente per American Gigolò (altro film che amo molto) appunto...
    Ultima modifica: 2/10/16 19:35 da Buiomega71
  • Discussione Fauno • 2/10/16 19:43
    Compilatore d’emergenza - 2536 interventi
    Per Buio: ottimo il commento, ma American Gigolò è uscito qualche anno dopo; all'inizio qualche diceria di troppo candidava lo stesso Travolta come interprete principale del film di Schrader, e invece tutti sappiamo come andarono per lui le cose negli anni a seguire...

    Non avevo finito l'intervento e l'ho rifatto.
    Ultima modifica: 2/10/16 19:44 da Fauno
  • Discussione Buiomega71 • 2/10/16 19:51
    Pianificazione e progetti - 21993 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Per Buio: ottimo il commento, ma American Gigolò è uscito qualche anno dopo; all'inizio qualche diceria di troppo candidava lo stesso Travolta come interprete principale del film di Schrader, e invece tutti sappiamo come andarono per lui le cose negli anni a seguire...

    Non avevo finito l'intervento e l'ho rifatto.


    Ti ho risposto appena sopra, Fauno

    Hai comunque fatto benissimo a chiedere delucidazioni...
  • Curiosità Il Dandi • 3/10/16 12:33
    Contratto a progetto - 1444 interventi
    Nei titoli di testa il soggetto del film si dice "based on a story by Nik Cohn".

    Il racconto in questione è "Tribal rites of the saturday night", pubblicato sul New York magazine nel 1976 e presentato dal giornalista inglese sotto forma di reportage documentario.

    Tuttavia la veridicità dello scritto è sempre stata messa in dubbio e nel 1996 Cohn ha dichiarato di aver fabbricato l'articolo basandosi sulla sua conoscenza della scena MOD della Londra degli anni '60 traslandola artatamente nella Brooklyn di dieci anni dopo. Cohn ammette inoltre che all'epoca era appena arrivato a New York e non conosceva affatto la sottocultura disco.


    Per approfondire:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Tribal_Rites_of_the_New_Saturday_Night
  • Discussione Noncha17 • 3/12/17 17:00
    Magazziniere - 1073 interventi
    Torna nei cinema, per il quarantennale, in versione restaurata in 4K in un'inedita (per noi) Director's Cut..

    Il Cinema Ritrovato

    Cliccare su GUARDA LA PROGRAMMAZIONE


    Se siete tanto curiosi, qui è possibile vedere le "nuove" scene:

    > R-Rated - Director's Cut
    Ultima modifica: 3/12/17 17:05 da Noncha17
  • Discussione Il Dandi • 19/03/19 13:31
    Contratto a progetto - 1444 interventi
    La casa di Tony Manero è in vendita alla modica cifra di 2,25 milioni di dollari.
    Nonostante le ristrutturazioni di pregio, alcuni interni appaiono tuttora riconoscibili:

    https://style.corriere.it/top-class/la-febbre-del-sabato-sera-in-vendita-la-casa-di-tony-manero/
  • Homevideo Rocchiola • 29/09/20 11:18
    Call center Davinotti - 1142 interventi
    La special edition della Paramount uscita in occasione del 30 anniversario e disponibile sia in DVD che in BD, benché restaurata e rimasterizzata non offre una qualità audio-video particolarmente eccelsa. Io ho rivisto il DVD e devo dire che il video pur ripulito da graffi e macchie, non è esente da una certa granulosità di fondo che rende le immagini poco incisive. La definizione è la pecca maggiore, sicuramente migliorabile con molte scene soprattutto in esterno che offrono un dettaglio piuttosto blando. L’audio originale mono è mediamente scarso, decisamente chiuso e poco incisivo anche nelle importanti musiche di sottofondo. La traccia 5.1 purtroppo ridoppiata è comunque più chiara e performante. Non ho visionato il BD che però pare un po' meglio sul versante video con immagini un pochino più dettagliate e incisive. Peccato che da noi non sia uscita la Director’s Cut restaurata nel 2017 e pubblicata in BD solo negli Usa ed in UK, non tanto per i 4 minuti aggiuntivi che sono poca cosa rispetto alla versione già circolante, bensì per una qualità video superiore, almeno stando alle recensioni disponibili in rete.
    Ultima modifica: 29/09/20 14:42 da Zender