First man - Il primo uomo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: First Man
Anno: 2018
Genere: drammatico (colore)
Note: La pellicola è l'adattamento cinematografico della biografia ufficiale "First Man: The Life of Neil A. Armstrong", scritta da James R. Hansen e pubblicata nel 2005.
Numero commenti presenti: 22
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità: l'avevamo imparato da anni; Chazelle (con Spielberg in produzione) ce lo ricorda raccontandoci la storia di Neil Armstrong (Gosling), il primo a mettere piede sulla Luna. Era il luglio del 1967, ma le operazioni che porteranno gli Stati Uniti a vincere la sfida spaziale coi sovietici partono da molto più lontano, addirittura dal discorso col quale JFK nei primi Sessanta promise che entro la fine di quella decade la Luna sarebbe stata conquistata. Un evento senza precedenti, preparato metodicamente istruendo gli astronauti, portandoli a rischiare le loro vite, spesso a rimettercele. Tuttavia dall'ottica di Armstrong (che finirà col coincidere con quella dello spettatore) non si coglie...Leggi tutto quasi, la tensione percepita all'epoca: è il punto di vista di chi ha appena perso una figlia piccola per un tumore e affronta la missione con freddezza e distacco. Un'interpretazione insolita, lontana dalle spettacolarizzazioni a cui siamo abituati e che fa rientrare la missione Apollo 11 in una dimensione più umana, quasi intimista, un'esperienza da viversi attraverso i rimbombi sordi del razzo, il vibrare rumoroso e incessante dei suoi componenti: un attacco ai sensi che la regia integra visivamente fin da principio coi movimenti veloci e stordenti della camera a mano; uno stile che nell'azione si fa frenetico per poi rallentare quando ci si sposta sulla Terra alle prese coi (melo)drammi quotidiani, con una moglie (Foy) che esige attenzione e responsabilità e pretende qualche parola in più, non solo il mutismo insopportabile di chi sembra non saper come affrontare qualsiasi discorso vada al di là del mero scambio di informazioni tecniche. Difficile immaginare un Armstrong tanto indisponente e schivo, ma è ciò che serve a Chazelle per dargli carattere, personalità; anche perché quel che c'è da raccontare non è poi così interessante (anzi, ampie sforbiciate avrebbero regalato una più efficace concisione). Se si esclude l'ultima parte sulla Luna, in cui tutto il talento del regista emerge prepotente andando a comporre sequenze di enorme suggestione che le musiche di Hurwitz supportano egregiamente, il film non brilla. Funziona quando il sonoro e le immagini tremolanti coprono le voci aprendo all'emozione diretta (e lo fanno più volte, come fosse la vera idea caratterizzante del film), ma per il resto ci tuffiamo soprattutto in un gran profluvio di primi piani che si vorrebbero intensi; di addestramenti, di funerali, di volti preoccupati alla base di Houston e a casa Armstrong riflessi negli occhi della... moglie dell'astronauta, personaggio ricavato piuttosto banalmente cui però Claire Foy dà spessore e autenticità. Si superano con espedienti estemporanei le indecisioni della modesta sceneggiatura di John Singer, che nei dialoghi trova di rado la qualità necessaria a sostenere le lunghe fasi parlate; e al succo vero si arriva tardi (tirata esageratamente per le lunghe la missione di Gemini 8, per esempio), col rimpianto – visti i mezzi e la qualità a disposizione – di aver assistito a gravi errori di dosaggio, a un abuso ingiustificato della camera a mano, a una caratterizzazione dei personaggi raffinata artificiosamente. Piuttosto discutibile la scelta dell'edizione italiana di non doppiare la voce originale di Armstrong una volta arrivati sulla Luna: sono frasi storiche, naturalmente, ma ascoltate improvvisamente in inglese creano una frattura che, se avvertita, spezza l'emozione.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/11/18 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/11/18
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Xamini 3/11/18 18:34 - 994 commenti

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Gosling ha un volto imperturbabile, prestato ad Armstrong per valorizzarne il carattere freddo, la mente distaccata, in grado di padroneggiare l’imprevisto. Per contrasto, Chazelle sceglie la via intimista, raccontando l’impresa e gli anni che l’hanno preceduta dal punto di vista del comandante della missione Apollo 11. Il dettaglio tecnico si trasforma allora in emozionale, sbattendoci negli abitacoli delle missioni e facendocene percepire la difficoltà. Salvo poi far silenzio dove non se ne può fare a meno. Il taglio (che ricorda un pelo Gravity, anche se di altro stile) funziona e soddisfa.

Tomastich 3/11/18 21:19 - 1216 commenti

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Come si dice in queste occasioni? Non un capolavoro, ma un film che non ti dimentichi un giorno dopo. Chazelle è uno dei registi più furbi - aggettivo non da prendere nella sua accezione per forza negativa - della sua generazione e riesce a portare sul grande schermo un biopic che pur mantendendo la linea classica temporale (dal '61 al '69) riesce a mescolare le carte per quanto concerne pathos, melodramma e abilità tecnica. Gosling porta a casa l'ennesimo grande ruolo di una carriera quasi perfetta.

Didda23 20/02/19 09:45 - 2280 commenti

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Un film che celebra le gesta dalla Nasa senza eccedere nel patriottismo e che opta per un registro molto intimista, con un Gosling di poche parole e tormentato dalla perdita della figlia. Le emozioni non sono esplosive, ma sottilmente sussurate lasciando un po' di amaro in bocca per lo scarso coinvolgimento. La regia di Chazelle abbandona qualsiasi pretesa di epicità per scegliere un registro tecnico che alterna primissimi piani sui volti e telecamera a mano. Il giudizio è molto personale, perché il tutto è realizzato con professionalità.
MEMORABILE: L'addestramento; La poca "sensibilità di Aldrin"; In negativo: la scelta di lasciare in originale la parte conclusiva.

Puppigallo 3/11/18 01:05 - 4488 commenti

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La pellicola ha come punti di forza le fasi di avvicinamento alla missione Lunare, con i test, i dubbi, i fallimenti spesso tragici e il progressivo distacco del protagonista da tutto ciò che è terrestre, come la famiglia (una dolorosa perdita, proprio in quell’ambito, glielo rende ancora più semplice). Ed è proprio il rimbalzare dal fulcro della vicenda, alle beghe ben più “terra terra” a rallentare il meccanismo e a far pensare che una trentina di minuti in meno avrebbe giovato. Va però anche sottolineato che, senza l'ambito familiare, il "lunatico" personaggio non sarebbe stato completo.
MEMORABILE: Il primo volo oltre atmosfera; La soluzione manuale per bloccare la rotazione letale; I vari allarmi, non tali da interrompere la missione.

Digital 1/11/18 09:01 - 1113 commenti

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Meraviglioso, diretto superbamente da Chazelle il quale rifugge da ogni facile spettacolarizzazione per focalizzarsi sull'introspezione psicologica dei personaggi, tutti ottimamente caratterizzati. L’abbondante minutaggio non si avverte affatto e il ritmo, pur non essendo dei più vorticosi, non inficia mai sulla godibilità, sempre decisamente alta. Gosling si dimostra ancora una volta uno dei migliori attori della sua generazione sfornando una performance maiuscola; molto brava la Foy. Musiche, fotografia, montaggio e recitazione al top.

Noncha17 4/11/18 17:00 - 87 commenti

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Nel 60° anniversario della NASA, tramite un bell'affresco degli anni Sessanta - incentrato interamente sul primo uomo che camminò sulla Luna - abbiamo l'occasione di seguire l'epopea che portò all'allunaggio. Pur avendo un momento di stasi durante i vari test che portano a udire dialoghi più che tecnici, l'alternanza con la vita vissuta "sulla terra" mette in luce l'umanità di chi dovrà oltrepassare questa barriera. Ed è proprio il tono drammatico a fare sì che il film non sia un semplice documentario atto a (ri)vivere solo l'esperienza del 1969.
MEMORABILE: La "spiegazione" d'epoca; Il test sul Gemini 8; L'incendio; "Tu pretendi di sapere le cose!"; Buzz; L'alba della partenza; Il lancio del braccialetto.

Josephtura 6/11/18 15:20 - 148 commenti

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Per ricordare la figura di Armstrong il regista sceglie di raccontarne il carattere. Ne esce una figura di basso profilo, tanto umile quanto determinata. Ci racconta il lato nascosto di certe celebrità. Nessun altro sarà "il primo uomo sulla luna" ma Armstrong sembra non preoccuparsene. Sembra forse cercare un posto dove seppellire il suo dolore. Un bel film, lungo ma mai noioso, sulle zone nascoste di storie epiche. Drammatico e costantemente in primo piano.

Galbo 11/11/18 08:50 - 11318 commenti

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L’epopea degli albori dell’astronautica americana in un racconto che rifugge la retorica e tende ad inquadrare gli eventi sotto una luce intimistica. Il lavoro di Armstrong fu sempre influenzata dalla sua vita privata, in particolare la morte della giovanissima figlia. Encomiabile il lavoro di Chazelle nel definire la psicologia dei personaggi e nel valorizzare il lavoro di due ottimi attori (Gosling e Foy) e di tutto il magnifico cast di contorno. Rilevanti gli effetti speciali e il commento musicale. Da vedere.

Bruce 13/11/18 12:54 - 1000 commenti

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Chazelle e Gosling tornano insieme per un film sulla infelice vita di Neil Armstrong, il primo uomo a camminare sulla Luna. Realizzato benissimo, mostra nei minimi dettagli le fasi di preparazione e sperimentazione che hanno portato al successo dell'Apollo 11. Una visione intimista, mai spettacolare, che rivela le terribili prove, le vibrazioni incredibili al momento del decollo e quanto approssimativa fosse all'epoca la tecnologia. Ritratto di un uomo solitario, apatico, segnato dalla morte della piccola primogenita. Triste e drammatico.

Bubobubo 15/11/18 00:38 - 1151 commenti

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Non entusiasma, ma è senz'altro un buon film. Resa grafica impeccabile (tremolii e close up sul volto di Armstrong pagano dazio a Kubrick), sonoro ancora migliore (l'assordante nero dello spazio vuoto è memorabile). Pecca di un po' di didascalismo nell'ultima mezz'ora, cruciale, dove l'allunaggio dell'Apollo 11 si ricorda quasi esclusivamente per lo sfoggio tecnico: assai meglio le palpitanti sequenze sulla Gemini 8. La figura laconica e riservata di Armstrong-Gosling emerge alla distanza, ma nel dramma la migliore è la Foy. Bel finale.
MEMORABILE: La missione Gemini 8; Apollo 1 disintegrata dal fuoco; Pat, di fronte al bagagliaio aperto della macchina vuota, viene consolata da Jen.

Ryo 22/11/18 02:27 - 2169 commenti

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Nonostante la storia di Armstrong si conosca benissimo e si sappia che è sopravvissuto tranquillamente allo sbarco lunare, il film lascia ugualmente col fiato sospeso durante la fase finale di allunaggio e non. Intricata la storia personale che sta dietro all’astronauta, con problemi di lutto e di gestione della coppia coniugale. Citazioni e omaggi all’odissea del 2001 di Kubrick e all’Apollo 13 con Hanks. Stupenda la fotografia, ottima la regia che regala superbi momenti di suspense con dei lunghissimi silenzi.

Viccrowley 19/01/19 23:29 - 803 commenti

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La storia del primo astronauta sul suolo lunare correva il pesante rischio del didascalico e del patriottismo esibito e ridondante. Ma Chazelle si conferma autore di razza, rifugge ogni retorica filo americana, dove già era scivolato Howard con Apollo 13 e procede da un punto di vista intimista ed emozionalmente devastante. Gosling è perfetto nel ruolo di Armstrong, distrutto dal lutto e spesso incapace di rapportarsi col prossimo. L'allunaggio avviene così, senza sfoggio di stelle e strisce, ma pregno di cose non dette ed emozioni trattenute.
MEMORABILE: L'incontro nel finale tra Armstrong e la moglie.

Capannelle 16/12/18 12:46 - 3698 commenti

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Ricostruzione accurata e buona scelta degli attori, non c'è dubbio. Il merito principale è aver seguito un filo narrativo che espone dubbi, critiche e dilemmi personali invece che delle solite fanfare e macchine perfettamente funzionanti. Quello che invece lascia perplessi è la durata del racconto e l'aver calcato troppo la mano sulle questioni personali di cui sopra, tanto che i momenti più emozionanti sono comunque legati ai test e alla missione stessa.

Siregon 5/01/19 11:14 - 353 commenti

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Claustrofobico, minimalista, introspettivo e asciutto come solo il miglior Eastwood avrebbe potuto raccontare. Siamo qui alla migliore prova di Chazelle, supportato da un cast perfetto e dal solito strepitoso Gosling, che dipinge un determinato ma fragile Armstrong, in equilibrio fra famiglia e freddi viaggi interiori. Effetti speciali straordinari, così come la fotografia di taglio documentaristico. Imperdibile.

Jdelarge 25/02/19 19:45 - 843 commenti

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Senza infamia e senza lode, il film si impegna a descrivere, anche a livello di regia, una determinata epoca, andando in parte ad attingere dal cinema fantascientifico anni Sessanta. A emergere, in ogni caso, è la componente biografica, che a conti fatti risulta eccessivamente fredda e poco coinvolgente. Ryan Gosling perfetto per la parte. Buon film, ma niente di più.

Paulaster 15/03/19 09:48 - 2689 commenti

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Preparativi e allunaggio di Neil Armstrong. Viene seguìto un filo temporale per i test (che a volte lasciano un senso di eccessiva improvvisazione) con il legame familiare. Poca empatia con l'impresa tranne nei brevi momenti prima della discesa, col risultato di una piattezza descrittiva. Chazelle spesso utilizza la camera lievemente mossa e non se ne capisce francamente il motivo. Fotografia satura sui colori del blu. Non c'entra nulla, ma il finale richiama American gigolo.
MEMORABILE: Il seggiolino sparato in aria; Le parole sulla scaletta; Il silenzio cosmico; Il discorso ai figli.

Piero68 18/07/19 09:23 - 2752 commenti

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Come promesso dal titolo la narrazione riguarda quasi esclusivamente la vita (e le opere) di Armstrong. Aldrin, Collins e compagnia sono un po' vuoti a perdere e si limitano a qualche fugace apparizione. Ma i tormenti interiori del giovane Armstrong-Holden, interpretato dal solito Gosling monoespressivo, non valgono il prezzo del biglietto, viste anche le licenze poetiche. Qualche buon momento nel rapporto con White e quasi null'altro. Impennata nel finale dove, saggiamente, si utilizza l'audio originale della prima passeggiata lunare.

Tarabas 22/07/19 10:49 - 1681 commenti

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First Man, come Whiplash, è un film sull'ossessione e la preparazione. Che tu sia un aspirante batterista o un astronauta, l'addestramento è tutto. Dalle travagliate vicende personali e familiari ai primi fallimenti del progetto spaziale, il film è soprattutto un racconto umano, cui Gosling dà grande profondità (ed è sorprendente la somiglianza espressiva, non fisiognomica, con il vero Armstrong). Visivamente affascinante, colpisce molto per l'uso degli spazi (angusti) dei veicoli spaziali a confronto con l'immensità esterna. Notevolissimo.

Giùan 22/07/19 07:15 - 2887 commenti

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L'aspetto più singolare (e anche cinematograficamente più riuscito) del film sta nella intenzione perseguita da Chazelle di riportarne l'intero tessuto narrativo-emotivo (esattamente come in Whiplash e La la land) al confronto tra due personaggi (qui Armstrong e la moglie), con al centro un ossessione (qui alla musica e al successo si sostituisce la perdita di Karen ancor più della conquista della luna). La ricostruzione e la "commissione" restan arditamente sullo sfondo ma nonostante tutto ingombranti e ineludibili, rendendo goffe alcune parti. Lucido.
MEMORABILE: Il confronto coi figli a cui la moglie (bravissima la Foy) costringe Armstrong (ottimo Gosling).

Fabbiu 4/08/19 12:08 - 1927 commenti

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Un film pacato e pulito che racconta dell'impresa dal punto di vista di Armstrong, focalizzando l'attenzione prioritaria più sulla straordinarietà degli eventi che sulla misteriosa macchina delle emozioni di chi ha vissuto la spedizione in prima persona. Ryan Gosling poi, nei suoi soliti silenzi espressivi da turbamento, sembra essere il protagonista ideale per lo scopo. Le tecniche di coinvolgimento nei momenti clou della missione sono efficaci, a tratti sembra di stare a fianco degli astronauti condividendo con loro adrenalina e paura.
MEMORABILE: Il primo inserimento nell'abitacolo.

Aco 30/03/20 10:26 - 41 commenti

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La vita di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, vista però più dal punto di vista umano che professionale e tramite le sue vicende. Un modo per descrivere un decennio unico, gli anni Sessanta, mostrando la storia dei costumi e dell’astronautica. A livello tecnico il film è caratterizzato dall’utilizzo della “camera a mano” e, soprattutto, dell’impiego degli effetti speciali, premiati con l’Oscar, che sono serviti per ricreare un set il più possibile somigliante alla superficie lunare e per le riprese ambientate nello spazio.

Enzus79 24/05/20 22:46 - 1738 commenti

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Non è solo la storia della missione spaziale che portò alla conquista della Luna ma anche la storia personale di Neil Armstrong. Pur non avendo nella scorrevolezza il suo punto forte, il film non annoia, anzi, la vicenda si lascia seguire con l'interesse che merita. Ben diretto (splendide le sequenze sulla Luna) e ben interpretato, specialmente dalla Foy.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 25/02/19 16:51
    Consigliere - 43832 interventi
    Premio Oscar 2019 per: Migliori effetti speciali (Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm)
  • Discussione Piero68 • 18/07/19 09:29
    Contatti col mondo - 234 interventi
    Lasciando perdere per un attimo la fastidiosa querelle luna si, luna no, francamente per il 50nario mi aspettavo che Hollywood sfornasse una pellicola di maggiore impatto dove al centro dell'attenzione ci fosse lo sforzo collettivo compiuto per andare sulla Luna e non i tormenti interiori (leciti) di un giovane Armstrong, interpretato tra l'altro, secondo me, con troppa sufficienza da Gosling. Insomma, se gli americani continuano a stendere un velo sull'impresa, nonostante in questi giorni cada il 50iso anniversario, andrà a finire che dovrò credere ai complottisti
  • Discussione Zender • 18/07/19 09:55
    Consigliere - 43832 interventi
    Beh ma se avessero deciso di fare quest'anno il remake di "Capricorn one" l'avresti allora dato per certo, il complotto? :) Penso che Hollywood se ne vada per la sua strada senza obblighi di sorta. Han fatto un film su Armstrong che mettesse l'accento sulla star del momento ma non penso manchino le celebrazioni, in patria. Personalmente sono piuttosto stanco del fatto che appena salta fuori il decennale, il ventennale, il quindicinale, ci si debba adeguare a celebrare le cose per forza anche al cinema.