LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Una classica commedia “alla Verdone”, che mescola con abilità una discreta dose di risate con una storia ben strutturata e sceneggiata con la consueta bravura da Verdone stesso assieme alla coppia Benvenuti/De Bernardi. La partner questa volta si chiama Ornella Muti e con lei le ambizioni del simpatico autore romano si alzano. Sfruttando la predisposizione della Muti per la recitazione isterica e sopra le righe, decide di porsi come sua vittima subendo tutte le follie di una donna giramondo senza inibizioni. Lo scontro tra la morigeratezza di Carlo (Verdone) e l’impetuosa scelleratezza di sua sorella Silvia (la Muti) è il motore del film. Ben presto il carattere libertino e sconsiderato di lei finirà per trascinare il fratello sull'orlo...Leggi tutto perenne di una crisi di nervi e Verdone è bravissimo nell’alternare improvvisi scatti d’ira a reazioni - immediatamente successive - improntate alla sottomissione. Le varianti, in questo gioco delle parti, sono date dalle differenti ambientazioni: prima Spoleto, dove Carlo vive con Serena (un’Elena Sofia Ricci diretta molto bene e dal forte accento toscano), poi Budapest, Brighton, sempre sulle tracce delle continue fughe di Silvia. Scelto bene anche il cast di comprimari, a testimonianza di una professionalità ormai consolidata: Verdone regista ha raggiunto una sua dimensione ben precisa, ha saputo inserirsi molto bene nella tradizione della commedia all'italiana e se IO E MIA SORELLA non fa ridere come i suoi primi film è comunque un'opera costruita senza cedimenti, che in ogni caso sa divertire in più di un'occasione (soprattutto per l’imbranataggine distruttiva del suo protagonista). Godibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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TomasMilia 13/02/07 23:35 - 157 commenti

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Un bel Verdone. Era (oggi è solo commerciale) uno dei pochi che poteva continuare la commedia all’italiana. Verdone ha una sorella, la Muti, che ha sempre combinato casini e alla morte della di loro madre tornerà per “distruggere la vita” al povero fratello. Il primo pensa solo a far sì che la sorella abbia una vita stabile, purtroppo quando sembra esserci riuscito scoprirà che sua moglie (Elena Sofia Ricci) lo ha lasciato. Il non “happy-end” alza il film a un livello superiore.

Galbo 14/11/07 20:05 - 11343 commenti

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Il tema dei rapporti familiari è decisamente nelle corde del Verdone regista ed interprete, che lo adopera spesso nei suoi film. Io e mia sorella è una delle regie più felici dell'artista romano. Complice una buona sceneggiatura e un ottimo feeling creatosi con la sua coprotagonista (un'Ornella Muti mai così brava e affascinante; molto brava e antipatica come il ruolo richiede anche la Sofia Ricci) il film si rivela estremamente piacevole e ben fatto. Bello anche il finale per una volta poco consolatorio.

Gugly 6/02/08 18:19 - 1013 commenti

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Film molto divertente dove Verdone è travolto dalle bizzarrie della protagonista molto più ragionevolmente rispetto ad altre pellicole. La Muti delinea una simpatica isterica e fuori di testa per la quale tutti però facciamo il tifo, non sopportando la seriosa ragionevolezza della toscana Elena Sofia Ricci, con tanto di occhialini da saputella.
MEMORABILE: Il biglietto di addio della moglie.

Tomastich 20/01/09 12:34 - 1216 commenti

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La critica maggiore che viene rivolte al Verdone (attore) compreso tra Borotalco e Il bambino e il poliziotto, è quello di non aver mai cambiato personaggio (proprio lui maestro nel camaleontismo). A questa critica io rispondo: meno male che non l'ha mai cambiato! Ci ha regalato una sequela di gag molto divertenti, tra l'imbranato e il precisino, tra l'insicuro e il tenero. Ed anche in questo bel film Verdone si ritrova nel bel mezzo di una situazione complicata dall'arrivo della sorella (Ornella Muti) che arriva a rovinare il rapporto con la moglie.

Stefania 28/03/10 20:53 - 1600 commenti

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E' bella, la maturità di Verdone, in questo film: lui è spontaneo, è mobile: sembra un ragazzo che imita il suo prof, la rigidezza si scioglie nel candore, in infantile leggerezza, che subito si adombra, appena, di malinconia. Incontro-scontro tra due squilibri identici vissuti in maniera opposta: lo squilibrio palese della sregolata Silvia e quello, sepolto da un'apparente tranquillità, di Carlo. Si parla d'amore (fraterno, materno, filiale) e si tratteggiano due tenere nevrosi. La Muti, è giusta per il personaggio di Silvia: ragazza che vorrebbe vivere "normale", ma non può: troppo bella!
MEMORABILE: "Io pensavo che stavate tutti bene...". "Come, tutti bene: siamo in tre, e una è pure morta!"

Markus 23/06/10 17:57 - 3255 commenti

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Film chiave per Verdone, che qui infatti inaugura una nuova era cinematografica più riflessiva e meno scherzosa (anche perché rinuncia parzialmente al suo modo di porsi legato alle sue origini romane). Carlo ci mostra il suo amore per l’Inghilterra e i paesi dell’Est Europeo (ci ritornerà) e punta su tematiche sociali, affrontando - riuscendoci - un'analisi sommaria dei caratteri umani. Miracolo: Verdone sa far recitare la Muti! Ruolo severo per la poliedrica Elena Sofia Ricci. Un bel film.

Dengus 27/01/11 18:24 - 349 commenti

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Passata ormai l'epoca della Romanità di Brega e Sora Lella, Carlo segna un punto di svolta, cominciato già con Borotalco, abbandonando le sue doti da istrione, regalandoci un personaggio che altro non è che la sua parodia; ormai lui fa ridere con la sua mimica, quando suda e balbetta... Ottime location (soprattutto la panoramica danubiana) e un buon cast, con una Sofia Ricci antipatica ed austera, una Ornella bella e isterica che dà vita ad ottimi duetti con il mite Carlo, che soffre la sua personalità libera e anticonformista; si guarda sempre volentieri.
MEMORABILE: Verdone e la lampada del giudice!

Cotola 5/04/11 22:50 - 7456 commenti

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Considerato uno dei primi esempi (forse proprio il primo) della maturità di Verdone è un buon film in cui il regista romano dosa sapientemente registro comico e "drammatico". Al centro lo scontro tra due personalità apparentemente diverse ma in realtà più simili di quel che si può credere. La Muti è perfetta per il ruolo: per questo se la cava egregiamente.

Disorder 27/04/11 23:00 - 1408 commenti

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Non male. Dopo il romanissimo Troppo forte, Verdone tenta di evolvere verso una commedia più matura e meno macchiettistica, riuscendoci però solo in parte. Il protagonista è infatti ancora un personaggio alla Leo o Mimmo, un adulto fondamentalmente ancora succube delle donne di famiglia (qui la sorella, altrove la madre o la nonna) e degli eventi. Però il divertimento non manca, Carlo è decisamente in forma e la Muti è davvero brava e azzeccata per il ruolo.

Rambo90 19/03/12 16:47 - 6317 commenti

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Il primo film più "serio" e meno comico di Verdone, che succesivamente prediligerà infatti commedie amare e malinconiche. Questo, pur con un ritmo a volte troppo lento, riesce a ben dosare scene divertenti con una tristezza di fondo che sfocia in un finale meno lieto del solito. Verdone è bravissimo e insieme alla Muti funziona molto bene, mentre tutti gli altri (Ricci compresa) finiscono per essere solo figure secondarie. Buono.

Nando 21/03/12 12:31 - 3458 commenti

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Verdone mostra una raggiunta maturità con questa commedia in cui si analizza la difficoltà dei rapporti familiari tratteggiando l'incontro/scontro tra un fratello e una sorella. Accanto a momenti riflessivi si assiste anche a momenti ironici che strappano la convincente risata. Menzione per la Muti.

Samuel1979 2/07/12 08:18 - 469 commenti

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La monotona vita di Carlo e Serena viene stravolta dall’arrivo dell’esuberante Silvia. Un film che mette in risalto le qualità di un Verdone completamente a proprio agio alla regia, il quale realizza una commedia ben ripartita fra i tre protagonisti. Da menzionare la bella parte di Veronica Lazar nel ruolo di un giudice isterico e i brani di Chris Rea.

Mco 30/10/12 12:24 - 2137 commenti

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Un must del cinema verdoniano, del quale ha tutti i crismi: vita che non soddisfa in pieno, dramma incombente ed occasione per riprendersi un pò di quello che si era messo da parte forse troppo frettolosamente. La Muti non abbisogna di commenti e devasta la (apparente) serenità del quotidiano vivere del fratello con la pignola Elena Sofia Ricci. Si ride (parecchio), ci si commuove e ci si lascia trascinare come succede sovente nelle pellicole di tal fatta.

Homesick 2/12/12 09:00 - 5737 commenti

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Sin dalle languide note d’apertura l’attore-regista annuncia di voler trattenere la grassa comicità degli esordi e di adottare i toni sommessi dei sentimenti familiari, mettendo a conflitto legame fraterno e doveri coniugali e tracciando un limite sottilissimo tra responsabilità e irresponsabilità. La regia si impronta alla moderazione e a giuste coloriture che si riflettono sia nei protagonisti (il perdente e scioccherello Verdone e la scapestrata Muti) che nelle figure a latere (la fredda e altezzosa Ricci). Per la trasferta a Budapest non poteva mancare Felleghy, l’ungherese di Cinecittà.
MEMORABILE: Verdone in farmacia che chiede gli assorbenti; la telefonata con la Giordano; «Papà!».

Motorship 27/06/13 17:15 - 567 commenti

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Film molto buono che segna per Verdone un cambio di rotta rispetto al passato. Infatti qui macchiettismo, romanità e disimpegno vengono accantonati per qualcosa di più amaro, riflessivo e commovente senza però rinunciare all'umorismo qui sempre presente (e molto anche). Insomma, un mix di commedia tradizionale e commedia drammatica mescolato con molta abilità. Ottima la prova di Verdone sia da regista che da attore, così come molto convincente appare la Muti. Belle le location spoletine, inglesi e magiare e le canzoni di Chris Rea. Notevole.

Gabrius79 29/06/13 01:23 - 1186 commenti

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Un bel film di Verdone, in cui il regista e attore riesce sapientemente a miscelare risate e sentimento grazie al contributo di una Ornella Muti bella e brava e di una Elena Sofia Ricci infallibile. Notevole la location con un'atmosfera decisamente crepuscolare. Alcune scene sono esilaranti.
MEMORABILE: La lampada che cade e Verdone che tenta maldestramente di sorreggerla.

Jandileida 5/10/13 13:04 - 1247 commenti

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Vero cambio di rotta verdoniano, che si impegna a tenere sottotraccia la comicità più di pancia dei suoi primi lavori accentuando i toni più riflessivi e melanconici comunque presenti anche in precedenza. Buona la gestione della storia, piacevole il ruolo che Verdone si ritaglia per sé, il pacato umorismo riesce a far ridere. Il mio unico problema è la Muti (che rifà per la millesima volta la stessa parte), vanesio concentrato di egoismo e irresponsabilità, mi ispira sentimenti che oscillano tra l'intolleranza e l'incredulità. Peccato.

Il Dandi 8/01/14 02:43 - 1745 commenti

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Discreta commedia che segna l'inizio della maturazione del regista (per intenderci proseguita in Compagni di scuola e culminata in Al lupo, al lupo e Maledetto il giorno che t'ho incontrato), caratterizzata da maggiori elementi autobiografici prevalenti sulla comicità pura. Il soggetto è buono, ma il ritmo poco costante. Verdone ci lascia forse la miglior prova attoriale della Muti, perfetta per la parte della sorella disastrata e scandalosa.
MEMORABILE: La scena delle auto all'uscita dal funerale che attendono la Muti nella cabina telefonica.

Pessoa 23/08/14 23:23 - 1129 commenti

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Un buon film di Verdone in cui sembra a tratti di rivedere il Mimmo di Un sacco bello cresciuto, ma in quel caso la spalla della Sora Lella era ben piú robusta, non solo in senso fisico. La Muti passeggia per il film in surplace, ma gli affondi latitano (meglio quella vista a fianco di Celentano). Ottima la Ricci in un ruolo non facile, mentre Benti e la Giordano portano a casa onestamente il gettone di presenza. Si fa guardare, anche se non è uno dei punti più alti del cinema verdoniano.
MEMORABILE: Verdone all'aeroporto col bambino; Il duello con la lampada dal giudice Veronica Lazar.

Stelio 6/04/15 21:47 - 384 commenti

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Il Verdone più ispirato di sempre regala, insieme ad altre perle di quegli anni, anche questo grande lavoro introspettivo sulla femminilità estrema nella modernità. Un lavoro che parte dai personaggi e dal loro sviluppo: se quello di Verdone sarà ripreso in seguito, la "sorella" Muti è un modo assolutamente originale di rappresentare difetti, mancanze, ma anche umanità della donna contemporanea. Sfondo tragico, come sempre, finale ispiratissimo. Peccato per i personaggi secondari, piuttosto scialbi.

Ultimo 30/12/15 22:50 - 1348 commenti

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Notevole pellicola firmata da Carlo Verdone, il quale è molto abile a costruire il contrasto tra un personaggio (il suo, solito, profondo nei sentimenti ma molto imbranato) e quello della sorella (una brava e balla Ornella Muti), classica donna di mondo girovaga e senza stabilità. Passando per Budapest e Brighton il rapporto tra fratello e sorella andrà modificandosi e porterà più di una sorpresa. Trama piuttosto seriosa, ma con qualche gag divertente a opera dello stesso Verdone.
MEMORABILE: Dal giudice in Ungheria; Il primo incontro con l'avvocato.

Parsifal68 24/02/16 09:12 - 607 commenti

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Commedia graffiante e anche un po' amara di un Verdone qui al primo film imperniato su tematiche familiari. Il cambio di rotta dai precedenti, macchiettistici, resosi necessario per non cadere in una certa stancante ripetitività, gli porta bene anche perché si contorna di due attrici belle e brave: la Muti al suo massimo splendore e la Ricci, antipatica al punto giusto tanto da essere premiata con il David. Sceneggiatura solida e molti spunti ove farsi delle belle risate ma il finale è amarissimo.
MEMORABILE: Cincirilluje.

Il ferrini 12/10/16 01:48 - 1665 commenti

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Pellicola spartiacque per il regista romano, che da qui in avanti inseguirà un cinema più intimistico. La vicenda è semplice ma è raccontata con garbo e interpretata molto bene dai protagonisti, la Muti è a proprio agio (merito del personaggio cucitole addosso da Verdone) ma anche la Ricci offre un'ottima prova (David di Donatello per lei). Molte le trovate divertenti, ritmo più sostenuto nella prima metà, nel complesso un'opera gradevole.
MEMORABILE: Il "piedino" di Verdone a Mariangela Giordano al ristorante, con cappottamento finale della sedia.

Liv 15/01/18 09:33 - 237 commenti

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Verdone passa, ma per gradi, dal comico parodistico alla commedia amara, rimanendo sempre nelle corde della tradizione italiana. Mi rincresce commentare che il film mi ha deluso anche alla seconda visione. Lo trovo ripetitivo, ovvio, pieno di lungaggini che vorrebbero essere divertenti e non lo sono, mentre i due personaggi femminili sono di naturale antipatia e non solo nella loro volgarità, così come quelli maschili sono passivi e patetici e ugualmente irritanti. La commedia mostra come siano cambiati i costumi, con un poco di timida ironia.

Minitina80 25/03/20 17:04 - 2304 commenti

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Utilizzando la metrica della commedia Verdone ci narra una vicenda per certi versi drammatica e attinente al reale più di quanto possa sembrare. Le famiglie, infatti, sono spesso traviate da differenze caratteriali e di pensiero che condizionano le esistenze e allontanano i singoli membri. Da questo assunto scaturisce un film solido, ben recitato e di valore, anche se non appariscente, che trova un minimo di leggerezza soltanto nella naturale fisiologia dell’attore romano. Scelta ponderata e coraggiosa chiudere in quel modo.

Bruce 3/04/20 10:08 - 1002 commenti

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Brillante commedia diretta e interpretata da Verdone che ha in Ornella Muti un'ottima co-protagonista nel ruolo della scatenata sorella, ritrovata e capace di sconvolgere la sua tranquilla vita casalinga di marito e musicista classico. Il film è molto ben costruito e trova i suoi momenti più divertenti nella rocambolesca trasferta ungherese: qui i tempi comici si alzano di livello e si ride davvero parecchio. Una delle migliori pellicole del comico romano.

Lou 9/04/20 19:54 - 940 commenti

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Verdone diventa più intimista, rinunciando in parte alla carica comica che ne ha decretato il successo, proponendo una storia familiare ambientata tra Spoleto e l'Ungheria. La Muti interpreta bene il ruolo della sorella irrequieta e ingovernabile, che le risulta chiaramente congeniale, ma anche la Ricci svolge bene il suo ruolo. Nel complesso commedia gradevole, anche se con alcune lungaggini di troppo soprattutto nella prima parte.

Mickes2 25/04/20 20:56 - 1668 commenti

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Pur nelle sue esagerazioni e difetti narrativi rimane un Verdone maturo preludio del bellissimo Compagni di scuola. Al centro del film il nucleo familiare e nella fattispecie il rapporto d’amore-odio fratello-sorella, travagliato, incomunicabile, eccessivo ma anche affettivo e difficilmente dissolubile. Il regista romano a ogni modo rimane una sagoma, al di là dei difetti di sceneggiatura; brava Ornella Muti nel ruolo della scapestrata e imprevedibile sorella.
MEMORABILE: Verdone in orfanotrofio dall’amante romena e in farmacia; “Vaffanculo te e tua sorella”.

Paulaster 10/05/20 11:53 - 2731 commenti

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Fratello e sorella si ritrovano al funerale della madre. Verdone inaugura uno stile più serioso e nella prima parte propone una sceneggiatura ben calibrata con protagonisti tra loro molto diversi. Quando l'azione si sposta a Budapest si passa a un clima da commedia con inserti anche troppo fantasiosi (il rapimento impunito, il ferimento successivo a Brighton...). Buona scelta delle location. Muti meglio all'inizio, poi sembra non crederci più.
MEMORABILE: La valigia in piscina tra i tuffatori; La tenda bruciata tra i bambini; L'addio della moglie musicista.

Daniela 19/05/20 18:07 - 9214 commenti

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In occasione della morte della madre, la vita di un mite orchestrale succube della puntigliosa moglie viene sconvolta dal ritorno della sorella giramondo che lo lo trascina in un mare di guai... Tra la regie di Verdone, una delle più riuscite: merito di una sceneggiatura più compatta del consueto, scritta dallo stesso regista in collaborazione con la coppia Benvenuti - De Bernardi, e di una scelta azzeccata del cast di supporto, a cui in cui, accanto all'aguzza Ricci, ben figura anche Muti nel ruolo detestabile della sorella egoista. Perdonabile qualche sottolineatura moralistica di troppo.

Zampanò 9/07/20 10:59 - 118 commenti

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E si scoprì che la Muti ha una faccia da impunita mica male; spiccicata per il ruolo di sorella inafferrabile che le fu acconciato senza rattoppi da Benvenuti e De Bernardi (vinsero il David insieme al regista). Giusta anche la scelta di misurare il vero contrappunto non su Verdone ma nel duello con Elena Sofia Ricci. Resta un po' a torto nella seconda fila dei top film del comico romano perché mai come stavolta la raffica di "tragedie" è parecchio divertente e messa bene in fila, con l'Ornella nazionale che primeggia come la Buy in Maledetto il giorno che t'ho incontrato
MEMORABILE: Carlo: "Silvia ma che affidabilità ci dà uno che un giorno ha i capelli verdi, un altro arancioni? Ma come ci usciva 'sto bambino, di martedì grasso!'

Fabbiu 12/07/20 15:40 - 1930 commenti

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La Muti (che ha girato il film in gravidanza) è davvero molto brava a interpretare il ruolo della donna tanto libertina quanto insopportabile, che le sembra cucito addosso. Verdone è il solito e piace per quello. In un certo senso il film, anche per l'epoca in cui è uscito, anticipa un certo stile successivo nei film di Verdone, in cui le parentesi riflessive (ma nemmeno così tanto) sono in numero superior rispetto a quelle comiche, perlopiù relegate agli atteggiamenti e alle reazioni dei personaggi. Una storia semplice per un intrattenimento che però non lascia molto il segno. 
MEMORABILE: La semplicità con la quale Muti e Verdone eludono i controlli all'aeroporto .
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Samuel1979 • 27/08/12 22:27
    Call center Davinotti - 2925 interventi
    Nei panni del viceconsole Ungherese c'è l'attore Ermanno De Biagi
  • Musiche Samuel1979 • 10/02/16 20:38
    Call center Davinotti - 2925 interventi
    Il brano che Carlo Piergentili (Verdone) suona al conservatorio è il 1° Concerto Brandeburghese (Adagio):

    Ultima modifica: 26/11/18 19:55 da Zender
  • Discussione Zender • 3/03/16 07:51
    Consigliere - 43514 interventi
    La hall evitiamo. Se ce n'è un'altra del Gellert dall'esterno va bene, ma al massimo una.
  • Discussione Lucius • 3/03/16 08:16
    Scrivano - 8345 interventi
    Ok.
  • Discussione Ruber • 3/03/16 17:02
    Compilatore d’emergenza - 8945 interventi
    L'unica volta che si vede il Gellert Hotel e quella dello screen in verificate, poi non si vede più, quindi direi che va bene quello che ce.
  • Discussione Zender • 4/03/16 16:11
    Consigliere - 43514 interventi
    Il fatto è che il particolare del film si vede proprio male Lucius, completamente coperto dal semaforo. Fosse l'altra entrata la location avrebbe un senso, ma così... E' proprio la parte che peggio si vede, nella foto...
  • Discussione Lucius • 5/03/16 10:44
    Scrivano - 8345 interventi
    Ok, ma pensavo preferissi una foto in loco (comunque per il palazzo era perfetta) ad una foto così sgranata.No problem.
  • Discussione Zender • 5/03/16 11:19
    Consigliere - 43514 interventi
    Se prendesse la parte esatta sì, certo, il problema è che la parte esatta è praticamente un semaforo.
  • Discussione Mauro • 16/03/17 14:39
    Disoccupato - 9436 interventi
    Posto qui un ricordo su questo film postato da Carlo Verdone sul suo profilo fb

    IO E MIA SORELLA fu un film di grande svolta nella mia carriera.

    Abbandonai Roma e abbandonai le caratterizzazioni per girare una commedia più a largo respiro ed europea.
    Il film non uscì in sala all'estero ma ebbe un'enorme vendita televisiva in tutta Europa: Austria, Germania, Svizzera e Russia lo programmarono con frequenza.

    Volli accanto a me Ornella Muti perché ne volevo esaltare l'aspetto della ragazza non più "fatale", ma quella della porta accanto: girò il film senza trucco e riuscì perfettamente ad essere se stessa.

    Non tutti sanno che la Muti firmò il contratto con gioia, ma solo dopo averlo firmato ci disse che era al quinto mese di gravidanza e che nelle riprese sarebbe entrata nel sesto.
    Ci fu il panico!
    "Ma questa ce partorisce sul set!" dissi a Mario Cecchi Gori con le mani nei capelli.
    Con incoscienza decidemmo di girare, il costumista Luca Sabatelli e il direttore della fotografia Danilo Desideri fecero miracoli per nascondere una gravidanza che cominciava ad apparire, e arrivammo pelo pelo alla fine delle riprese con qualche doglia che cominciava a manifestarsi.

    A Brighton, dove girammo la parte finale del film, avevamo tutti l'esaurimento nervoso.
    L' ultimo giorno, di notte, la Muti ebbe forti dolori che poi passarono, per cui decidemmo di fare in fretta l'ultima scena da girare a Brighton, quella in cui scopro che mia sorella aveva una terza relazione con uno squinternato chitarrista inglese, e per quella parte prendemmo un vero chitarrista di un gruppo rock.
    Quella mattina eravamo tutti pronti col pullman per andare sul set ... ma mancava il chitarrista !

    La Muti poteva partorire da un momento all'altro e il chitarrista non si trovava, dall'organizzatore Piero Lazzari partirono imprecazioni di una volgarità senza limite .
    "Tu vedrai se sto str....o non ce fa' salta' il film !" .... e alla fine si decise ad andare nell'hotel dove alloggiava: fu trovato rincojonito da birre, altri alcolici e probabilmente hashish.
    A calci nel sedere, come un miserabile, fu portato verso il pullman dove io e la Muti già vedevamo il disastro davanti a noi.
    Come entra barcollante nel nostro bus, per andare a girare la scena in una casa nella zona di Eastbourne, l'organizzatore Piero Lazzari lo prese a sberle in faccia.
    "No, no! Ah Piero... gli lasci i segni ! Questo deve gira' !! " gli urlo.
    Ma Lazzari era una furia e ci andò pesante: " A stro..o, o fai er cinema o te droghi. M'hai capito?"

    Ma quello non capiva nulla perché non parlava una parola d' italiano.
    Poi indiavolato lo prese per il collo e gli urlò: " Io te faccio paga' i danni, a menestrello de sto caxxo !"

    Neanche finì l' insulto che il chitarrista ebbe un violento conato e vomitò su Lazzari e sul mio aiuto Roberto Giandalia, che fu inondato sul collo!
    Lazzari e Giandalia sparando parolacce e qualche bestemmia si tolsero golf, camicia e canotta per lo schifo. E mentre l'inglese crollava sul sedile completamente assente e rimbambito dagli stravizi della nottata precedente, fu ripreso a sberle non solo dall'organizzatore ma pure dall'aiuto regista.
    Sul set ci fu bisogno di un chilo di cerone per coprire un viso chiazzato dagli schiaffi pesanti.
    Quella scena fu girata poi con una velocità sorprendente per paura delle doglie della Muti: mai fui così in agitazione per un film che, fino a quel momento, mi sembrava un gioiellino.
    Ma la fortuna mi aiutò, e alla fine realizzai un bel film che presagiva un passo ancora più importante: "Compagni di Scuola".

    La storia si svolge tra Spoleto, Budapest e Brighton.
    La foto che vedete fu scattata sulla ringhiera del Danubio, accanto al Ponte Gellert a Budapest.

    Buona giornata a tutti.

    Carlo Verdone

    ps: ringrazio l'amico Daniel che ha la madre di Budapest e mi corregge.
    Il Ponte si chiama Ponte della Libertà ed è di fronte all'hotel Gellert, molti italiani lo chiamavano inappropriatamente così.
    È un ponte di ferro verde scuro imponente, bellissimo.

    Grazie per la giusta precisazione.

    Carlo Verdone
  • Curiosità Buiomega71 • 26/11/18 19:22
    Pianificazione e progetti - 21755 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (Lunedifilm, 8 gennaio 1990) di Io e mia sorella: