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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/12/11 DAL BENEMERITO HARRYS
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Cotola 13/12/11 20:16 - 7329 commenti

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L’idea è di quelle notevoli: fare un film muto nel XXI secolo. E il regista la mette in pratica, girando in maniera certosina una pellicola che ricorda i bei tempi andati. La storia è risaputa, specie quando si colora di toni crepuscolari, ma è tenuta in piedi ed irrobustita da diverse idee e da un ritmo frenetico che non si allenta mai o quasi. Gli attori poi, privati dell’uso della parola, fanno in pieno la loro parte. In definitiva un’opera pirotecnica e “geniale” che merita di essere vista. Scommessa stravinta!
MEMORABILE: L’incubo “sonoro”.

Harrys 13/12/11 11:00 - 680 commenti

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Decantare il crepuscolo è un Grande affare. Questo (splendido sconosciuto) Hazanavicius, con la maestria di un Wilder e con la consapevolezza di un “giovane turco” della Nouvelle Vague, brucia decisamente le tappe. Il declino di una star del muto tra dramma e commedia, il cui punto di forza è una tecnica ineccepibile che (ci) scherza col dispositivo audio-visivo in un’orgia post-moderna. La gustosa rarità è rappresentata da un cast totalmente in parte: dai protagonisti (lui favoloso, lei ammaliante) alle comparse. Muto, in b/n ed estremamente avvincente. ***1/2

Xamini 18/12/11 01:50 - 972 commenti

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Meta-film omaggio alla storia del muto, descritto nel suo momento più doloroso, attraverso la parabola discendente di uno degli attori pilastro, un Calvero incapace dell'uso della parola. Struttura, tecnica e nondimeno espressività dei due protagonisti lo rendono un'operazione tutto sommato riuscita.
MEMORABILE: L'incubo

Ford 20/12/11 01:51 - 582 commenti

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Indubbiamente un esercizio di stile non indifferente, con tocchi di classe incredibili (il sogno "rumoroso", un paio di momenti totalmente muti da brividi, il montaggio in cui la realizazzione del film corre di pari passo al firmarsi degli assegni, la stanchezza coniugale resa con dei controcampi "cronologici") che accompagnano una storia troppo prevedibile, ben musicata, ben orchestrata ma fin troppo di maniera nonostante le premesse bislacche ci fossero tutte. Rimane comunque un film estremamente godibile, ottimo per avvicinarsi al muto.

Schramm 26/12/11 15:02 - 2411 commenti

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Se è vero, come è vero, che la classe non è h2o, beati siano gli assetati, ché avranno di che abbeverarsi di superba techné, accorato omaggio a un'epoca irripetibile in generale (eppure rilanciata con un senso del manierismo che pochi possiedono, pur con tutti i pregi e i difetti che esso comporta) e a Cantando sotto la pioggia e Viale del tramonto in particolare. E' un ottimo prodotto, ma purtroppo è soprattutto un prodotto, e solo in seconda analisi una creazione (e non auspicabilmente il contrario), col rischio che vengano surriscaldati cerebro e iridi, ma non il cardio. Chapeau, comunque.

Ilcassiere 2/01/12 11:55 - 283 commenti

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Davvero una piacevole sorpresa. Muto ed in bianco e nero, rappresenta oggi una interessantissima novità; gli attori, privati della parola, devono ricorrere alla comunicazione attraverso la sola mimica facciale e ci riescono perfettamente. La storia scorre veloce, senza pause, ed è condita da molti significati, alcuni dei quali molto attuali. La musica, infine, come è logico che sia, gioca un ruolo fondamentale. Insomma, uno di quei film che ti fanno uscire dal cinema molto soddisfatto. Il cane meriterebbe un oscar.

Rebis 9/01/12 17:40 - 2087 commenti

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Diceva Cézanne che il brutto può anche essere bellissimo, ma il carino mai. Ecco, il film di Hazanavicius è carino. Uno scricciolo che vorrebbe planare come un'aquila; che del cinema muto ha solo i cartelli e il silenzio, che ne tramanda la lezione più stereotipata e superficiale, che stucca con un citazionismo ovvio e gratuito (perché usare le musiche composte da Bernard Herrmann per Vertigo?), che con una storiella insulsa vorrebbe evocare un trapasso tecnologico epocale. Manierato, compiaciuto dei lustrini; ignaro che con un'idea e nient'altro non si può tenere in piedi un film. Effimero.

Puppigallo 27/01/12 16:01 - 4467 commenti

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Questo sì che è un viaggio nel tempo, un piacevole tuffo nel cinepassato remoto col sonoro che avanza e che, come la ferrovia in "C'era una volta il west", cambierà tutto, travolgendo il protagonista proprio al pari di un treno in corsa. Visivamente interessante e con lui e lei da applausi (gesti e espressioni), la pellicola scorre fluidamente, con rari momenti di inerzia e molti riusciti, più alcune chicche-sottotitolo (Il produttore sul sonoro: "Il pubblico vuole carne fresca...e il pubblico ha sempre ragione". L'attore sonoroleso: "Sono finito, nessuno vuol sentirmi parlare"). Notevole.
MEMORABILE: Il protagonista, dopo una proiezione, ripassa sul palco, fa il gigione prendendo applausi e mette in ombra l'attrice, che gli mostra il dito medio.

Marvin 26/01/12 23:14 - 2 commenti

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Stilisticamente impeccabile, The artist è prima di tutto un atto d'amore dei più sentiti verso il cinema. Raccontando il declino di una star del muto, il film riesce a divertire ed emozionare per tutta la sua durata, rendendo pienamente riuscita l'operazione ideata da Hazanavicius. Da segnalare la grande prestazione di Jean Dujardin, praticamente perfetto nel ruolo, superato in bravura solo dal cane Uggie.

Galbo 27/01/12 05:42 - 11269 commenti

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Nonostante le apparenze, un film lontanissimo da operazioni di "archeologia cinematografica", anzi vitale e pulsante. Formalmente assai elegante, The artist riesce nell'operazione di far dimenticare l'assenza delle voci (ma la colonna musicale è pregevole), grazie alla magistrale espressività degli attori (cane compreso), alla fascinosa fotografia e al grande ritmo impresso dalla regia. In tempi di tecnologia ipertrofica (e 3D spesso inutili), una lezione di cinema.

Paulaster 27/01/12 10:02 - 2617 commenti

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Sorpresa annunciata di un film unico dei nostri tempi, dove una smorfia del viso vale più di cento parole. La sceneggiatura scivola leggera grazie alla musica, che accompagna l’andare dei sentimenti. Regia un livello sotto, anche perché verso la metà rallenta troppo, ma ci sono dei colpi di genio che stupiscono. Fotografia ottima, come la prova di Dujardin, che non sarà Fred Astaire ma con quella faccia da schiaffi così simile a Gene Kelly non può che meritarsi ogni riconoscimento.
MEMORABILE: Lei che scorre visivamente la celluloide.

Daniela 10/02/12 07:49 - 8962 commenti

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Un film sul passaggio da cinema muto a sonoro girato come se fosse un film muto d'epoca... poteva essere solo un esercizio di stile, per quanto raffinato ed elegante, ed invece sta giustamente conquistando, oltre il plauso della critica, anche i favori del pubblico. Hazanavicius ama quello di cui sta parlando e questo amore riesce a farlo percepire, mediante una storia romantica venata d'ironia, che però non sarebbe stata sufficiente senza Dujardin, per volto e movenze un vero divo del muro giunto a noi grazie alla macchina del tempo. Tecnicamente sopraffino, nostalgicamente godurioso.
MEMORABILE: Il cagnolino, gigionissimo, cerca di attirare l'attenzione del poliziotto - La ragazza che scorre le immagini sulla pellicola

Tommy3793 10/02/12 23:08 - 72 commenti

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Quando il silenzio vale più di mille parole: ecco "The Artist". Michel Hazanavicius disegna un capolavoro che mira dritto a ricordarci le origini del cinema. Nel film ogni istante, ogni azione, ogni emozione viene resa in maniera stilisticamente perfetta grazie ala teatralità e all'eloquenza dei gesti. Se prima di iniziare a vederlo pensavo di non riuscire a non addormentarmi, al contrario a fine film non sono riuscito a trattenere qualche lacrima di gioia: il cinema è ancora vivo!
MEMORABILE: "..."

Pigro 11/02/12 18:16 - 7666 commenti

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È deliziosa la scelta di raccontare con un film muto e in b/n una storia d’amore tra due divi hollywoodiani sullo sfondo del passaggio dal muto al sonoro. Una storia vecchi-tempi che dimostra, nell’epoca del 3D, l’universalità dei sentimenti e della loro narrazione a prescindere dai mezzi scelti, riuscendo a coinvolgere, emozionare e divertire (l’ironia è costante). Bravi gli attori (una lode al cane!), efficace colonna sonora, bella fotografia, arguti molti dettagli e molte strizzate d’occhio (soprattutto per cinefili). Un po' sopravvalutato.

Capannelle 14/02/12 08:48 - 3667 commenti

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Scorre via, piacevole ed elegante, ma senza lasciare tracce indelebili. I due protagonisti sanno catturarti, per la carica di lei e lo charme guascone di lui e per come improvvisano quel numero di ballo. A sorreggerli anche le classiche figure del bonario produttore e del fido maggiordomo. L'empatia funziona e l'esperimento del cinema che fu, reso possibile da note liete e accorata mimica, arriva in porto. Esperimento credo irripetibile: non perché nessuno ne sia capace ma perché si smarrirebbe l'effetto novità.

Bruce 22/03/12 16:17 - 998 commenti

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Direi un po' sopravvalutato dalla critica. Di fatto è un esercizio di stile, certo dalla confezione impeccabile e una fotografia lucente, ma pur sempre un film muto e in bianco e nero girato nel 2011...; quanto al contenuto è sostanzialmente la triste parabola di un uomo di successo sconfitto, solo e infelice "come milioni di altri". L'adorazione/amore/pena che prova per lui la bella e giovane attrice emergente appare poco convincente. Bravissimi i tre protagonisti, cane compreso.

Saintgifts 2/03/12 10:35 - 4098 commenti

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La trovata non mi sembra tanto quella di girare un film muto ora (parlando di epoca del muto è "normale" come pensata), ma di girare un film muto che è muto anche quando non è il film nel film. A questo proposito cambiano anche le mimiche facciali degli interpreti, esagerate quando girano scene sul set, ma normali quando si entra nella loro storia privata, cioè il vero film. Ricostruita splendidamente l'epoca come scenografia e anche usando le vecchie tecniche nel filmare. Tutto ciò qualifica una storia quasi banale che ha però i giusti "artisti".
MEMORABILE: Il finto neo di lei che la qualifica attrice; Uggy the dog.

Gio1979 6/03/12 12:24 - 8 commenti

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Bella l'idea di proporre un film muto (quasi fino alla fine) in un periodo in cui l'inquinamento acustico la fa da padrone; purtroppo manca una storia che faccia gridare al capolavoro. "The Artist" sembra uno di quegli scolari che hanno la scintilla della genialità negli occhi, ma poi non si applicano rischiando quindi di cadere nell'anonimato. Ottimi i costumi, eccezionale la colonna sonora (Oscar meritato), prodigioso il Jack Russel Terrier Uggie (Oscar scippato) che ruba la scena ai protagonisti (?)
MEMORABILE: Bang.

Myvincent 19/04/12 20:48 - 2472 commenti

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In un mondo che cambia in fretta, il passaggio dal cinema muto a quello sonoro può rappresentare un momento delicato per chi non riesce da adeguarsi ai tempi. La morale è tutta qui e l'idea di affidarsi alle espressioni e non alle parole lascia una traccia comunque significativa nello scorrimento e nel godimento della storia. Film fuori dall'ordinario, più che straordinario. Nota di merito per il bravissimo cagnolino e piccolo cameo per Malcon McDowell.

Cloack 77 6/05/12 11:31 - 547 commenti

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Mi è sembrato un esercizio estetico fine a sé stesso, senza una storia originale da raccontare, che ha l'unico obbiettivo di apparire “lontani” dall'attuale cinematografia e far diventare il film una mostra di bravura per regista e attori, cane compreso. L'industria cinema, in crisi di idee e “futuro”, si rivolge all' arte “più delicata” e innocua in attesa di giorni migliori. Per come la vedo io The artist resta un equivoco.

Deepred89 27/05/12 23:01 - 3239 commenti

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La fotografia è in b/n e le voci degli attori sono sostituite dalle didascalie (come in Juha, peraltro), ma il film, più che omaggiare il cinema muto, lo sfrutta per nascondere una spaventosa mancanza di idee palesata da una tramina di indicibile scontatezza. Il montaggio svelto, la confezione ultraprofessionale e le musiche ruffianissime (con tanto di citazione a Vertigo) distanziano ancora di più The artist dal cinema precedente al sonoro decretandone così lo status: un prodottino maistream in salsa intellettuale, del tutto privo di anima.

Rambo90 10/09/12 23:18 - 6243 commenti

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Un film muto nel 2011: un'idea folle, eppure il risultato è grande. Un vero e proprio omaggio al cinema, alla bellezza delle immagini, con una colonna sonora straordinaria, un ritmo impeccabile che non fa mai pesare l'assenza di parole. Bravissimi i due protagonisti, il cagnolino che fa loro da comprimario e tutto il resto del cast. Un esperimento azzardato ma riuscito (e giustamente premiato).

Ziovania 18/09/12 16:34 - 337 commenti

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Tornano alla mente le parole di J. Kennedy, padre del futuro presidente USA e boss della RKO all'epoca in cui Artist è ambientato, il quale disse: ”Il peggiore dei film parlati sarà sempre migliore di qualsiasi film muto”. Purtroppo Hazanavicius ignora tale ammonimento e, con un certo snobismo, si lancia in un progetto che sta in piedi solo per la bravura degli attori in grado, come si dice in gergo, di bucare il video. Pure la musica, fondamentale in queste circostanze, non aiuta a capire l'infatuazione della critica per un film anacronistico.

Didda23 26/12/12 16:39 - 2268 commenti

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Se fumo e arrosto sono inversamente proporzionali, c'è davvero poco di cui cibarsi: la forma è costruita ad hoc per attrarre l'attenzione dell'intellighenzia ed è priva di un costrutto narrativo tale da rendere l'opera interessante. Il risultato finale è una pellicola modaiola e ruffiana che non omaggia, ma sfrutta un'epoca d'oro del cinema. Si salvano unicamente le prove attoriali. Pessimo il bianco e nero. Bocciato.

Nando 26/12/12 00:33 - 3441 commenti

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Un lavoro cinematografico originale nel mondo del 3D ormai imperante; certo una lieve forma di ruffianeria emerge, ma la poesia della narrazione, corredata da appropriate musiche, cancella ogni dubbio. L'avvento della modernità e il rifiuto della stessa con tutte le catastrofiche conseguenze. Una bella lezione di cinema realizzata anche con le splendide performance dei due interpreti protagonisti, coadiuvati da un meraviglioso quanto commovente cane.

Gugly 6/01/13 14:48 - 1006 commenti

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Il bianco e nero "rivisitato" è orribile, la trama strarisaputa, ma questo film mi ha donato più di un'emozione: impossibile resistere al sorriso gaglioffesco di lui e alla dolce determinazione di lei, mentre il muto amplifica i moti d'animo e ci culla, sia pure con una furba operazione fuori dal tempo, ma non priva di una certa dignità. Consegnato alla storia anche il cagnetto che tutti vorremo avere, il film, forse, ci lascia anche un messaggio: a volte è necessario ascoltare, per non perdersi.
MEMORABILE: Tutti i sorrisi di George Valentin.

Jandileida 20/01/13 11:58 - 1220 commenti

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Se questo è un film da Oscar io posso serenamente continuare ad aspirare al soglio pontificio. Non che sia da buttare o qualificabile come brutto, anzi la faccia da schiaffi di Dujardin funziona alla perfezione, ma per il resto siamo dalle parti della plastificazione più pura e l'odore che si sparge in salotto è quello dell'operazione fatta appositamente per fregare quelli dell'Academy: l'omaggio al cinema muto si risolve in uno sterile esercizio di stile incapace di coinvolgere, anche perchè la storia è veramente da due soldi. E poi quel cane...

Luchi78 4/02/13 14:49 - 1521 commenti

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Film contraddistinto dall'eleganza tipica degli anni '20, che rivisitata oggi in bianco e nero fa tanto chic. La bellezza e la spontaneità di Bérénice Bejo fanno da giusto contraltare alla mimica impostata di Jean Dujardin, ma a fine film si tralasciano gli stilemi dell'epoca e l'interpretazione si modernizza. Nonostante una scrittura piuttosto scialba (rimane pur sempre una incantata storiella d'amore) e la sindrome da sopravvalutazione per i premi Oscar il tentativo di far digerire allo spettatore un muto negli anni 2000 è ben riuscito.

Ryo 19/09/13 00:53 - 2156 commenti

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Un sublime omaggio al cinema muto degli anni d'oro che furono, ricreato in maniera ottima con bianco e nero, velocità di frame per secondo, rapporto, stile, costumi, musiche. Eccelsa la recitazione da film muto, perfetta la gestualità e l'espressività. Il passaggio dal film muto al sonoro, vista come metafora di evoluzione artistica, ma affrontata con riluttanza nostalgica dal protagonista, fa da contorno alla storia affettiva con la protagonista femminile. Scommessa azzardata, ma pienamente vinta.
MEMORABILE: Il sogno in cui lui sente i suoni; Il cane.

Enzus79 27/12/13 15:42 - 1723 commenti

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Girare un film muto ai giorni d'oggi forse era impresa ardua, ma il risultato è davvero notevole. La nascita del sonoro fa cadere in disgrazia una star del cinema muto: una storia non certo originale ma che diverte e intrattiene. Bravi gli interpreti. Ottima la regia.

Enricottta 11/02/14 14:12 - 507 commenti

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Non ho capito se volesse essere una storia originale o la rivisitazione di un genere; in ogni caso la magia del cinemà c'é tutta. Certo sarebbe bello viaggiare nel tempo e sedersi vicino a uno spettatore di film muti e guardare un poco lui e un poco la pellicola (Tornatore docet) e percepirne le emozioni. The artist è un film bellissimo se lo si guarda con gli occhi di quello spettatore, altrimenti è un film come tanti altri, solo meno rumoroso.

Taxius 11/03/16 23:13 - 1634 commenti

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The Artist è un bellissimo omaggio al cinema muto e allo stile di vita dei grandi divi dell'epoca. La storia racconta del difficile passaggio dal muto al sonoro con la seguente rovina di tutti quegli attori che non riuscirono ad adattarsi alla rivoluzione. Esteticamente il film è stupendo soprattutto per quel che riguarda fotografia e costumi. Jean Dujardin è fenomenale, ma la vera star è il cagnolino. Geniale la trovata dell'aggiunta del sonoro in qualche scena.
MEMORABILE: La Bejo che infila un braccio nella giacca di Dujardin.

Lou 15/07/17 22:57 - 928 commenti

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Sarà anche un'idea studiata abilmente a tavolino a fini commerciali, oltre che un auto-compiaciuto esercizio di stile, ma il risultato è sorprendente. Proprio nel periodo del passaggio dal muto al sonoro, la struggente storia d'amore tra due attori hollywoodiani, proposta in versione muta e in bianco e nero, è un elegante omaggio al cinema, tecnicamente e stilisticamente riuscitissimo. La coppia di attori è incredibilmente adeguata al genere e all'epoca. Menzione speciale per il cagnolino.

Rocchiola 19/09/17 14:30 - 836 commenti

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Operazione di nostalgia cinefila sulla carta interessante ma piuttosto innocua. L'idea di girare un film muto negli ipertecnologici anni 2000 è perlomeno bizzarra, ma lo svolgimento è troppo scontato e politicamente corretto, insomma tipicamente da Oscar. Il sogno sonoro è forse l'unico guizzo davvero originale. E anche a livello musicale il ricorso insistito a temi noti come quello della Donna che visse due volte suona piuttosto pretestuoso. Tra Cantando sotto la pioggia e Viale del tramonto resta la buona prova degli attori, con in testa il cagnolino Uggie.
MEMORABILE: Il sogno sonoro in cui il protagonista non riesce a parlare; Il salvataggio di Uggie dall'incendio; Dujardin che gigioneggia applaudito dal pubblico.

Bubobubo 8/04/20 19:13 - 1108 commenti

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Si avvicina al suo primo decennio, ma coglierne integralmente la portata rimane compito non facile. Omaggio metacinematografico a un'era che fu sulle orme di una classica riflessione sul tempo che scorre e sull'aleatorietà della fama? Ambizione di riportare indietro ciò che non può tornare? Arguto meccanismo formale à la Quarto potere da cui possono discendere decine di schemi narrativi alternativi? Tutte le risposte sono ugualmente valide. Ciò che all'atto pratico rimane è una storia solida, godibile, diretta e interpretata magistralmente.
MEMORABILE: Il cinema abbraccia il sonoro e il divo Valentine preconizza un futuro personale da incubo...
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Ruber • 1/03/12 17:15
    Compilatore d’emergenza - 8904 interventi
    Rebis ebbe a dire: Beh, Ruber, grazie per la stima: ma sono l'unico davinottico ad aver storto il naso :) no mi ero già aggiunto prima di te ;), anche se per correttezza devo ancora vederlo, ma a sentire in giro...
  • Discussione Galbo • 1/03/12 17:30
    Gran Burattinaio - 3735 interventi
    Ruber ebbe a dire: Rebis ebbe a dire: Beh, Ruber, grazie per la stima: ma sono l'unico davinottico ad aver storto il naso :) no mi ero già aggiunto prima di te ;), anche se per correttezza devo ancora vederlo, ma a sentire in giro... questo malcostume di parlare male di un film prima di vederlo lo trovo intollerabile in un sito come questo, anche per una forma di rispetto di chi magari scrive e parla a ragion veduta....
  • Discussione Ruber • 1/03/12 19:11
    Compilatore d’emergenza - 8904 interventi
    Galbo ebbe a dire: Ruber ebbe a dire: Rebis ebbe a dire: Beh, Ruber, grazie per la stima: ma sono l'unico davinottico ad aver storto il naso :) no mi ero già aggiunto prima di te ;), anche se per correttezza devo ancora vederlo, ma a sentire in giro... questo malcostume di parlare male di un film prima di vederlo lo trovo intollerabile in un sito come questo, anche per una forma di rispetto di chi magari scrive e parla a ragion veduta.... Io non ho parlato male Galbo, Rebis lo ha visto e ha detto la sua, io non lo ancora visto, anche se ho delle plausibili certezze, ma giustamente lo vedrò e in seguito metterò il mio commento.
  • Discussione Jandileida • 1/03/12 20:38
    Call center Davinotti - 405 interventi
    Scusate se rispondo ora ma mi hanno fatto girovagare per il nord est senza internet. Pol ebbe a dire: Jandileida ebbe a dire: Drive [..] era una produzione a costo relativamente basso di un regista danese per la prima volta negli Usa. Anche se nulla toglie e nulla aggiunge al ragionamento, preciso (tanto per rompere le balle, non volermene Jandileida) che Refn aveva già diretto negli USA "Fear X", il film che lo ho "rovinato" economicamente cotringendolo a dirigere i due sequel di "Pusher". Della serie: non tutti i mali vengono per nuocere :) Ma non rompi assolutamente Pol, ma Fear X non è una produzione inglese/danese? E certo questo male non è venuto certamente per nuocere! Buiomega71 ebbe a dire: Sarà pur vero che Pulp Fiction è tutta un altra pasta, e ha creato un (de)genere, ma per me Forrest rimane uno degli ultimi gran film americani. Trasuda america da ogni poro, come se ne facevano nei 70, con sapori formaniani, penniani e spielberghiani, e più di recente stoniani. Quando parlavo di scempio non intendevo sminuire il valore di Gump (film che inevitabilmente rivedo quando passa in tv) che si inserisce coerentemente nel filone da te ricordato (anche se a me certi eccessi di miele non convincono mai). Lo scempio era dovuto al fatto che un film fondante fosse stato battuto da un film non certo seminale.
    Ultima modifica: 1/03/12 20:38 da Jandileida
  • Discussione Zender • 1/03/12 21:09
    Consigliere - 43719 interventi
    Sì, hai ragione Galbo, anzi credo che il davinotti sia uno dei pochissimi siti al mondo dove si combatte questo tipo di diffusissimo pregiudizio (anche perché io stesso sono il primo ad avversarlo in toto, e chi ci conosce lo sa). Poi un conto è dirlo seriamente, un altro scherzosamente o solo lasciando passare qualche (legittimo) dubbio. Poi è chiaro che ogni dubbio può essere smentito, a visione ultimata.
  • Discussione Pol • 3/03/12 13:52
    Galoppino - 185 interventi
    Jandileida ebbe a dire: Ma non rompi assolutamente Pol, ma Fear X non è una produzione inglese/danese? E certo questo male non è venuto certamente per nuocere! Su IMDB si parla di coproduzione Danimarca/Canada/UK/Brasile... in effetti il film è girato in Canada, di solito nelle recensioni si parla de "l'esperienza americana di Refn" ed automaticamente pensavo agli USA, anche perchè quando l'ho visto mi dava l'idea di essere ambientato nel Nord-Nordamerica che francamente faccio fatica a distinguere dal Canada come scenario. La prossima volta controllo prima di scrivere :)
  • Homevideo Gestarsh99 • 16/04/12 02:30
    Scrivano - 13499 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc dal 23/05/2012 per Bim Distribuzione/Rai Cinema:
  • Discussione Rebis • 29/05/12 17:05
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Deepred, grazie di esistere: ora mi sento meno solo :)
  • Discussione Deepred89 • 29/05/12 23:33
    Comunicazione esterna - 1426 interventi
    Eheh...ho pensato esattamente lo stesso leggendo il tuo commento (del quale condivido ogni singola lettera). Grande Rebis!
  • Homevideo Rocchiola • 19/09/17 14:32
    Call center Davinotti - 1100 interventi
    Bè almeno sui film più recenti abbiamo la quasi sicurezza di vederli pubblicati in bluray anche nella versione italiana!!!