Viale del tramonto

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Sunset boulevard
Anno: 1950
Genere: drammatico (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 51
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un titolo azzeccatissimo, che citando il famoso viale hollywoodiano nel quale sorge la villa teatro della vicenda (il Sunset Boulevard) definisce subito i contorni della storia: c'è un’ex diva del cinema muto, Norma Desmond (Gloria Swanson), che vive sola nella speranza di essere richiamata in attività, e c'è un giovane soggettista in disgrazia (William Holden) che finisce nella di lei villa non riuscendo più ad uscirne. Troppi i vantaggi di una vita agiata, anche se per goderne c’è da soddisfare il profondo bisogno d'affetto della diva tramontata. Lei non sopporta che di notte frequenti una giovane con la quale sta provando a scrivere un soggetto, lui fatica ad accettare la situazione. La conclusione tragica è inevitabile e il regista...Leggi tutto Billy Wilder ha l'intuizione di farcela conoscere fin dalla prima scena: il corpo del giovane galleggia senza vita nella piscina e ci viene spiegato in un unico, lungo flashback, com’è potuto finire lì. Rimarchevole lo stile coraggioso e moderno di Wilder, che senza perdere in rigore e classicità affonda i colpi senza arretrare di fronte a nulla né cercare alcun tipo di concessione consolatoria. Indimenticabile la figura del maggiordomo-factotum Max (Erich Von Stroheim, che davvero diresse la Swanson, a suo tempo), pronto ad assecondare la sua padrona in tutto e per tutto fino al delirante epilogo. Magnifici gli interni della villa, scenografati con sfarzo destinato a diventare oggetto d’ironia nella crudele, ultima mezz'ora, quando il film subisce l'imprevedibile impennata conclusiva. Qualche pausa, qualche frase superflua e più stanca, comunque un classico imprescindibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 31/01/07 19:48 - 4719 commenti

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Capolavoro immortale, drammatico e commovente. Erich von Stroheim, che è grandioso già a partire da nome e cognome, mentre dirige "la più grande attrice vivente", nella conclusiva (in tutti i sensi) discesa dalle scale, "entra dentro" e non esce più, per tutta la vita dello spettatore. Straordinario, da guardare in ginocchio.
MEMORABILE: La discesa finale (citata in Omicidio a luci rosse, addirittura da Annette Haven...).

marziasn 5/04/07 17:32 - 2 commenti

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Irripetibile. Con un Holden che rimane uno dei migliori attori passati sulla faccia della terra, la Swanson superba, Von Stroheim che dà il giusto tocco di macabra decadenza e figure più attuali che mai. C'è il "mood" hollywoodiano, il senso di quel mondo, finito ormai per come molti di noi l'hanno amato.

Caesars 7/05/07 09:08 - 2690 commenti

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Grandissimo film come, purtroppo, al giorno d'oggi non se ne fanno più. Billy Wilder dirige alla perfezione questo dramma, facendoci rivivere il dramma di molti divi dell'epoca del cinema muto, sopraffatti dall'avvento del sonoro. Ottima l'idea di rivelare subito il finale, per poi raccontare tutta la storia in flashback. William Holden e Gloria Swanson sono perfetti, ma non da meno è Erich Von Stronheim. Certo, i quasi sessant'anni passati si sentono, ma il valore della pellicola rimane ancora immenso.

Supervigno 8/06/07 19:35 - 229 commenti

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Il momento più emozionante e straziante del film è sicuramente l'uscita di scena della Diva, Norma Desmond, tra due ali di giornalisti e poliziotti, amorevolmente "diretta" dal factotum - regista Von Stroheim. Ma tutto il film è in realtà un omaggio alla bellezza e alla follia di una grande attrice, incapace di accettare il tempo che passa e l'inevitabile dissolversi della fama. Toccante, tragico senza scadere mai nel patetico, coraggiosamente interpretato da una diva che, all'epoca del film, era davvero sul viale del tramonto (Gloria Swanson).

Galbo 11/06/07 07:17 - 11384 commenti

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Grande ed immortale opera di uno dei più grandi registi della storia del cinema, è insieme noir (immortale la scena iniziale del morto in piscina) e grande interpretazione di attori, da Holden a Von Stroheim, oltre naturalmente alla Swanson, la cui interpretazione è la quintessenza del cinema modello grandi dive che già all'epoca del film (1950) aveva visto il suo inesorabile ed irreversibile tramonto.

Dr.schock 14/01/08 12:03 - 83 commenti

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Poco da dire: capolavoro immortale, quintessenza del cinema con la C maiuscola, diretto da un Dio della macchina da presa e interpretato da un cast in assoluto stato di grazia. Gloria Swanson è stratosferica nei panni della Diva e si imprime nella memoria dello spettatore in maniera indelebile, così come le figure decadenti disegnate da William Holden e, soprattutto, Erich Von Stroheim. Non un film qualsiasi, ma IL film.
MEMORABILE: L'uscita di scena di Norma Desmond... da brividi.

G.Godardi 15/02/08 15:45 - 950 commenti

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Capolavorissimo della Hollywood Anni Cinquanta, quando ormai aveva preso coscienza del proprio declino e si rappresentava senza reticenze. Una commedia nera, sulfurea, imparentata col noir e che sconfina spesso in territori da horror classico. È la collisione di due mondi (il cinema muto e quello sonoro) e di due diverse visioni della macchina cinema (immagine e narrazione). È anche una specie di vendetta degli sceneggiatori sui registi. Il declino dello star system senza mezze misure. Cast incredibile su cui svetta ovviamente la Swanson, autentica star del muto.
MEMORABILE: "È il cinema che è diventato piccolo!"

Pstarvaggi 26/03/08 13:12 - 80 commenti

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Capolavoro di Billy Wilder, che dimostra come non sia importante quale genere di film stai girando (infatti questo è un ibrido tra horror, noir e commedia grottesca): l'importante è saper raccontare la storia, perfino dicendo subito come va a finire. La Swanson, Von Stroheim e Holden fanno a gara di bravura e anche gli altri, comparse comprese, sembrano aver già capito di essere finiti in una pietra miliare della storia del cinema. Visione obbligatoria per tutti, anche se ai giovani risulterà un po' indigesta.

Pigro 23/10/08 09:28 - 7785 commenti

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Sceneggiatore reclutato da una vecchia diva del muto. Torbido e misterioso, il film unisce thriller e kitsch per una delle più incisive e spietate descrizioni della caduta dopo i fasti del successo e della giovinezza. Grandissimi Swanson e Stroheim, alle prese con personaggi quasi autobiografici con i quali sanno giocare con autoironia. Nonostante il flashback Wilder riesce ugualmente a tenere alta la tensione, e anzi a spostare l'attenzione dal "come va a finire" a "com'è possibile che sia accaduto", forse più intrigante.

Belfagor 28/01/09 15:37 - 2623 commenti

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Un capolavoro scaturito dall'incontro-scontro di autentiche leggende di Hollywood: la sublime mano di Wilder dietro la macchina da presa, l'arguzia di Holden, la decadente austerità di Stroheim. Su tutti svetta la grande Gloria Swanson, solenne, istrionica, autoironica senza mai cadere nel ridicolo. Il tutto contornato dai fasti e le vecchie glorie del cinema, qui visto nel suo aspetto più cinico e oscuro. Una pietra miliare obbligatoria per tutti gli amanti del cinema.
MEMORABILE: "Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato troppo piccolo!" e "Eccomi, DeMille, sono pronta per il mio primo piano".

Harrys 4/03/09 14:30 - 682 commenti

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Capolavoro assoluto non solo del genere noir, ma dell'intera storia del cinema. Wilder si destreggia bene tra noir, horror e melò, con quel pizzico di cinismo tipico delle sue opere e sconfinando perfino nel meta-cinema. Fantastica la sequenza dell'arrivo/entrata alla villa, così come quella conclusiva, da brividi. Eccezionale performance di Gloria Swanson e gustosi i ruoli di Erich Von Stroheim, Cecil B. DeMille e Buster Keaton (più una comparsa questa). Da vedere e rivedere.

Ghostship 19/05/09 18:10 - 394 commenti

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Esempio perfetto di ciò che vuol dire cinema: Wilder ci regala un dramma teso come una corda di violino che sconfina spesso nel gotico e che ha negli attori gli interpreti ideali per i propri personaggi. Una "prigione dorata" per gli occhi dello spettatore. Da vedere e rivedere.
MEMORABILE: La discesa finale della Swanson.

Enricottta 25/09/09 17:45 - 507 commenti

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Impressiona ancora, dopo averla vista centinaia di volte, la scena madre del film. Sono le luci, il cuore che si ferma per accogliere l'emozione del Cinema, proposto con la "riservata" grandezza che merita. Fiumi di parole per una pellicola senza tempo, che rimane caposaldo dellla Hollywood che fu, proiettandosi nell'eternità. Tanta magniloquenza non è eccessiva; tutto in questo film funziona a meraviglia. Se si prende punto per punto, si viviseziona (senza paura di oltraggiarlo) se ne scopre la perfezione.

Cotola 19/04/10 20:15 - 7517 commenti

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Il mito che si fa carne e sangue: si scrive "Viale del tramonto" si legge Cinema. Il mondo della celluloide allo stato puro dal primo all'ultimo fotogramma. L'illusoria fatuità del successo e la crudeltà del mondo dello spettacolo raccontate al meglio come mai accadrà successivamente. Un inizio divenuto in seguito archetipico, un finale che mette i brividi e che è tra i più belli della storia del cinema, degli attori entrati nella leggenda grazie a questa interpretazione. Quando le parole perfetto e geniale non sono nè eccessive nè abusate.
MEMORABILE: L'inizio col cadavere di Holden che galleggia in piscina. Il finale agghiacciante con la Desmond che scende le scale e guarda in camera.

Von Leppe 21/01/11 22:46 - 1025 commenti

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Film dal sapore gotico e barocco nella villa stile italiano dove vive la ormai non più giovane protagonista, diva del cinema muto, insieme al suo maggiordomo (interpretati da Gloria Swanson e Erich Von Stroheim). C'è uno stacco generazionale dal mondo del giovane sceneggiatore (William Holden) e il mondo di Norma Desmond, rimasto legato agli anni del muto che appare vetusto e stravagante, quasi come una vecchia nobiltà. Capolavoro del cinema sul cinema, raccontato dalla voce fuori campo del protagonista in modo amaro ed ironico.
MEMORABILE: È curioso come la gente vi tratti con tanta delicatezza dopo che siete morti.

Giacomovie 7/07/10 23:57 - 1347 commenti

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Il film colpisce per la sua molteplice densità di significati che stanno dietro ad una trama semplice se la si considera in modo isolato, ma che diventa perfetta per approfondire l'analisi sull'amaro mondo del divismo e delle sue contraddizioni. Wilder orchestra i pochi personaggi ed i diversi risvolti con sicurezza. Efficace anche la narrazione impersonale del protagonista. Sorprende per la cura dei dettagli e per il grande impegno in ogni sua componente, tutte qualità che difficilmente gli faranno conoscere il viale del tramonto. ****
MEMORABILE: "Non c'è niente di tragico ad avere cinquant'anni se non se ne vogliono avere venti a tutti i costi".

Enzus79 17/08/10 16:28 - 1797 commenti

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Capolavoro. Difficile che qualcuno lo possa rifare o copiare. Lo stile del buon Billy Wilder è marcatissimo. Grande William Holden, lo stesso dicasi per la Swanson, che specialmente nella scena finale si dimostra una grande attrice. Questo è cinema per eccellenza.

Matalo! 9/08/10 23:50 - 1368 commenti

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Quanta lucidità, ironia e disincanto e mìse en scene del cinema nel cinema da far gola a Godard in questo vertiginoso capolavoro di Wilder, chiuso da Fedora. L'equilibrio tra humor nero e messinscena da horror gotico divengono proverbiali. E gli attori accettano di parodiare se stessi pur riverberando il magnetismo dei tempi d'oro (Stroheim e la sua diva Swanson). La pulsione di morte intrappola senza uscita un perfetto Holden, che via via rinuncia alla vita. Il Wilder perfetto dove tutte le sue carte son mescolate in giusta soluzione 100%. Il ruolo di Holden fu offerto a Montgomery Clift, che rifiutò. Pare fosse realmente un gerontofilo...

Daniela 1/02/11 17:45 - 9381 commenti

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"Morto che parla", Wilder aveva già giocato col 47, ma si trattava di un morituro, non un cadavere che galleggia in piscina. Inizio geniale e seguito all'altezza. Capolavoro talmente celebre che imbarazza parlarne, esiste forse un cinefilo che non lo conosca? E conoscerlo vuol dire amarlo: come resistere al fascino malato di Gloria Swason con i polsi fasciati o al sottile sadismo di far interpretare il ruolo del maggiordomo ad uno dei più grandi e sfortunati registi che il cinema abbia mai avuto? Hollywood è morta, viva Hollywood: celebrando il suo funerale, ne sancisce il trionfo.  
MEMORABILE: Il funerale della scimmia; Le partite a carte; La sequenza finale della discesa della scalinata

Max92 11/06/11 11:49 - 104 commenti

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A giudizio personale, il più grande capolavoro della storia del cinema. Difficile persino trovare un solo difetto in una pellicola di così alto livello, che può contare su di un intreccio narrativo perfetto e interpreti mai stati in una forma così smagliante (sull'interpretazione della Swanson si potrebbe redigere un manuale di tecniche di recitazione). Tristemente inquietante la partita a carte con degli ex grandi di Hollywood ridotti ormai a delle specie di statue di cera. Da vedere una volta nella vita e rivedere senza mai stancarsene.
MEMORABILE: Norma Desmond: "Io sono sempre grande... È il cinema che è diventato piccolo!".

Mickes2 6/09/11 18:44 - 1668 commenti

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Il cinema nel cinema, quello di ieri e quello di oggi. Il lato oscuro di Hollywood e della vita in un dramma cupo e intenso, romantico e amaro. Incipit a dir poco geniale atto fin da subito a spostare il fulcro principale della vicenda sul “perché” e non sul “chi”. La diva, una volta famosa e acclamata da tutti, ora deve fare i conti con la crudele realtà, le sue illogiche ed effimere illusioni; la fragilità psicologica che sfocia in pura follia, accompagnata dall’indifferenza di chi tempo addietro la rese celebre. Finale folgorante e memorabile.
MEMORABILE: Norma Desmond che scende le scale.

Giùan 9/02/12 12:04 - 2988 commenti

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Per l'umile cultore di metacinema che mi reputo e sono, uno dei pochi film di cui risulta francamente imbarazzante e castrante disquisire. Definitivo capolavoro sul vampirismo della celluloide, sul cannibalismo della mdp, sull'impressionante potere di vita e di morte della pellicola. Billy coniuga le sue due principali vocazioni, al noir raffreddato e all'umorismo caustico, regalandoci l'autentico, ineguagliabile horror (e)feticistico del cinema. Holden e la Swanson si scambiano i ruoli di vittima e canefice, Von Stroheim eccezionale cerimoniere funebre.
MEMORABILE: Le scimmie nella piscina vuota; I polsi tagliati di Norma Desmond; La visita agli studios e l'apparizione di De Mille; Buster che gioca a carte.

Myvincent 12/06/12 20:09 - 2549 commenti

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Ognuno ha il proprio viale del tramonto, un concetto che rimanda all'accettazione del sè e ai mutamenti d'età. Non è esattamente ciò che succede a Norma Desmond, vecchia gloria del cinema muto trasformatasi in una languida, folle icona di sè stessa. Il film ha aspetti psicoanalitici e non solo, recitato magnificamente da attori che calzano nella parte alla perfezione, pure se scelti come splendidi scarti dopo forfait altrui. Il catafalco-letto della Swanson è simbolico di tutto il film!

Lucius 17/06/12 15:19 - 2819 commenti

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Premesso che i due interpreti sono eccezionali, si può solo immaginare cosa sarebbe stato questo film se fosse stato interpretato da stelle del calibro di Bette Davis e Montgomery Clift. Sul viale del tramonto le grandi attrici possono anche morire, se dimenticate da tutti. La villa hollywoodiana semifatiscente è perfetta nel rappresentare lo stato d'animo della protagonista sul baratro di una solitudine insopportabile. Grandiosi la regia e lo script. Una tappa miliare nel cinema di sempre, un immortale capolavoro senza tempo.

Lamax61 1/08/12 23:00 - 30 commenti

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Il mio film preferito. Capolavoro assoluto. Peccato non poter vedere l'originale scena iniziale del dialogo tra morti alla Morgue. Pare sia stata tagliata e sostituita dalla piscina perché risultava comica. Si sente la "mano europea" di Wilder, spietato e cinico come solo lui sa essere, nel raccontare la Mecca del cinema mondiale. Grande Holden e tutti. Grandi anche i nostri doppiatori. Imperdibile.
MEMORABILE: Rudy non fa mai domande sulle vostre finanze, a lui basta dare un'occhiata alle suole delle vostre scarpe. Ecco a cosa servono i pop corn!

Piero68 22/11/12 09:05 - 2755 commenti

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Pietra miliare della storia del cinema, quello con la C maiuscola. A contribuire al suo mito finanche il titolo, suggestivo e indovinato come pochi. Ma ovviamente c'è molto di più: ci sono un regista sublime, un copione perfetto e un trio di attori mitici nelle loro parti. Citato da tanti ma mai nessuno che ne parli per ciò che realmente è stato: puro metacinema. Perchè non solo è autocitazione, ma è vivo e si cannibalizza per esserlo. Basta guardare l'elenco dei personaggi che interpretano loro stessi (a partire dal grande DeMille).

Nancy 4/12/12 19:25 - 774 commenti

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Indimenticabile omaggio di Wilder al cinema con cui si era formato, il cinema muto e i suoi divi. E anche una critica a certo sistema hollywoodiano, metodista anche nello sfruttare e riciclare volti e persone in una logica che a ben vedere richiama anche tutta una certa società borghese fondata su ipocrisia e menzogna e su una costante ostentazione di qualcosa che non si è. Insomma, oltre a essere un bel film con tre grandi attori, una regia superba e una fotografia eccezionale, è anche un'ampia riflessione sulla società e per questo è un capolavoro!
MEMORABILE: "We didn't need dialogues: we had faces!"

Puppigallo 19/02/13 17:23 - 4508 commenti

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Quando ci si bea di dialoghi e descrizioni, oltre ad apprezzare l'ambientazione e alcuni flash visivi (lei di profilo in penombra), vuol dire che ci si trova al cospetto di un grande esempio di cinema. I due protagonisti sono il succo della pellicola, anche se la Swanson vince con distacco, grazie a un'interpretazione davvero notevole, con mutamenti espressivi degni dell'ex diva del cinema muto che ha fatto sua anche nell'anima travagliata, chiusa nel suo mondo dove, come dice lui "Il tempo era stato colpito da paralisi". Il finale è tanto tragicamaro quanto giusto, viste le di lei condizioni.
MEMORABILE: Il classico produttore, con ulcera allo stomaco; Lei, sul divano, circondata dalle sue foto, quasi a proteggerla; La proiezione; Le "larve" del bridge

Almicione 12/04/13 00:25 - 765 commenti

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Questo notissimo film di Wilder basa la propria fortuna anzitutto su una straordinaria costruzione narrativa, la quale nel tempo diverrà un modello comune. La trama risente un po' dei decenni trascorsi: dopo oltre 60 anni dall'uscita della pellicola il divismo ha perso la sua autorità e, mutando le proprie caratteristiche, ha quindi limitato l'eternità dell'opera. Esimia la regia ed eccellente l'alternanza di voce narrante e dialoghi; ciò rende l'intero film piuttosto avvincente. Lodevole infine l'uso mai eccessivo di argute battute.
MEMORABILE: "Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo!".

Didda23 21/09/13 00:53 - 2287 commenti

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Immortale ed eterno capolavoro della storia del cinema. Non solo si è spiazzati per la genialità del costrutto narrativo, ma si rimane estasiati per la qualità dei dialoghi e per la modernità della regia del sommo Wilder. Incredibile il riscatto delle due celebrità del muto (la Swanson e Erich von Stroheim), che danno vita a due delle performance attoriali migliori mai viste sullo schermo. L'intensità dello sguardo della Swanson crea sensazioni che rimangono indelebili nell'inconscio. Impossibile da dimenticare.

Disorder 29/09/13 16:25 - 1408 commenti

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Più che al mondo del cinema in sé, mi è parsa una grande critica all'intero pensiero occidentale (e statunitense soprattutto), che da sempre rincorre il mito dell'eterna giovinezza. Grandissima la prova della Swanson, che dimostra notevole coraggio e autoironia in un ruolo che altre colleghe della sua generazione definirono addirittura offensivo. Pedantissima e inutile la voce narrante. Un po' datate anche le musiche, per il resto un gran film.
MEMORABILE: Il perenne sorriso-ghigno stampato sul volto della Swanson; Il veglione di capodanno.

Nando 9/10/13 09:37 - 3472 commenti

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Una colonna portante del dramma americano, una ricostruzione minuziosa di certi ambienti cinematografici con l'avvento del sonoro e la relativa decadenza di una diva del muto. Un grande e decadente affresco in cui i dialoghi e le situazioni sono ineccepibili, creando una forte dose di pathos nonostante i giochi siano fatti da subito. Grande cast con la Swanson gelida e fragile allo stesso tempo.

Jandileida 4/11/13 22:29 - 1253 commenti

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Sarà abusato dire che siamo di fronte al Cinema ma c'è poco da fare perché è proprio così: dalla regia impressionante di Wilder alle interpretazioni della Swanson e di von Stroheim (senza dimenticare Holden) passando per un sceneggiatura noir a orologeria venata di ironico cinismo, tutto si risolve in una perfetta ricostruzione della caduta di una ex star del muto abbandonata sulla strada del sonoro. L'ultima mezz'ora rimane impressa nella retina e nelle sinapsi fino all'apoteosi finale della discesa dalle scale di un mondo al tramonto. Capolavoro.

Jdelarge 2/03/14 01:00 - 874 commenti

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Capolavoro di Billy Wilder, che riesce a essere tragico, comico e critico allo stesso tempo. Il film rientra decisamente nel genere noir, ma può considerarsi una grande opera di metacinema, nella quale Gloria Swanson e William Holden forniscono rispettivamente interpretazioni da sogno. Attraverso innumerevoli immagini Wilder riesce a mostrare la follia di Norma Desmond e a compiere una lucidissima critica dell'industria cinematografica. Il tutto valorizzato da uno dei più bei finali della storia del cinema. Immortale.
MEMORABILE: Norma Desmond che scende le scale.

Gugly 16/03/14 17:56 - 1015 commenti

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La pellicola è datata, ma i temi sono universali: l'amore, la paura di farsi "polvere di stelle", l'eterna illusione di contare qualcosa... magnificamente paurosa la Swanson, creatura per la quale nonostante tutto non si può non provare pietà; gelidamente aitante Holden e perfetto Stronheim nel suo mesto ruolo di "servo di scena"; una pietra miliare del cinema: a ognuno di noi spetta arredare bene il proprio viale del tramonto per non avere paure e rimpianti.
MEMORABILE: "Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo"; Buster Keaton "manichino di cera" al tavolo da gioco.

Lady 10/04/14 16:43 - 54 commenti

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Qualsivoglia aggettivo risulterebbe inadeguato a definire l'incantesimo creato da questo pilastro del cinema degli anni d'oro delle majors americane. Tutto è straordinario, formidabile, stupefacente. Ogni singola tessera che compone questo scintillante, incomparabile mosaico brilla di luce propria: sceneggiatura, regia, musiche, fotografia, interpreti. Tutto è fascinazione di rara, indimenticabile, intensità. Troppo riduttivo sintetizzarne la trama: è doveroso viverne lo spettacolo. Quando si dice il mito...
MEMORABILE: Il fatale disvelarsi della realtà per Norma Desmond; La rivelazione della passata identità del maggiordomo; La delirante ieraticità finale di Norma.

Yamagong 29/09/14 01:16 - 274 commenti

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Film immortale, immenso, amaro quanto impietoso: Sunset Boulevard è una tappa fondamentale e imprescindibile per qualsiasi cinefilo. Si potrebbe parlare dell'indelebile coppia Holden-Swanson, di una sceneggiatura da fare invidia a qualsiasi script contemporaneo, di una perfezione tecnica senza pari, della grottesca e deformata fotografia di una Hollywood fatta di scrittori arrivisti, star sepolte dentro le loro tombe dorate e una stampa affamata di disgrazie. Ma al di là di tutto, rimangono l'arte e il mestiere, e qui ce n'è a ogni fotogramma.
MEMORABILE: L'arrivo alla villa di Norma; La proiezione; Il produttore con l'ulcera; "...è il cinema che è diventato piccolo!"; Il suggestivo, terrificante finale.

Paulaster 12/06/15 17:36 - 2775 commenti

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Il cinismo del mondo degli Studios che usa e getta nel dimenticatoio i pezzi un tempo pregiati. La decadenza degli ambienti, delle relazioni (Keaton al bridge), con l’acme in un finale di folle bellezza. Swanson padrona della schermo con Holden che dà le sfumature sarcastiche, leggere e umane. Sceneggiatura che vira nel morboso, nell’amorevole, con picchi da horror e derive psicologiche. Film complesso con l'unica nota negativa nel continuo accompagnamento musicale. Regia perfetta e b/n che rimanda al tempo passato ma che sa anche impaurire.

Ultimo 22/06/15 10:15 - 1358 commenti

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Capolavoro senza tempo diretto da uno dei più grandi registi americani di sempre, Viale del tramonto ha, per fare un esempio, la stessa importanza de "I promessi sposi" nella letteratura italiana. Indimenticabile l'interpretazione di Gloria Swanson come attrice ormai dimenticata del cinema muto che fu; a essa seguono a ruota un impeccabile William Holden e un von Stroheim la cui parte si rivelerà più importante di quanto non si possa credere all'inizio. Siamo nell'olimpo del Cinema.

Il ferrini 15/11/15 17:34 - 1680 commenti

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Purtroppo non si possono attribuire 6 pallini. Il film di Billy Wilder più noir e spietato racconta la Hollywood dei divi dimenticati, impersonati da una memorabile Gloria Swanson che interpreta una versione folle di se stessa. Una pellicola inquietante, scura, malata come la protagonista Norma Desmond, ex diva del cinema muto che non si rassegna all'oblìo e vive trincerata in un mausoleo di ricordi. Semplicemente, non si può parlare di cinema senza aver visto Sunset boulevard.
MEMORABILE: "Noi eravamo grandi, è il cinema che è diventato piccolo".

Josephtura 8/07/16 16:05 - 150 commenti

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Pietra miliare. Straordinario e crudele nella trasposizione di realtà, finzione, passato e presente. In questo cinema c'è - ancora - un gusto del dettaglio che appassiona e consente la visione infinite volte. La partecipazione in cameo di Buster Keaton, Erich von Stroheim, ex marito di Gloria Desdmond ed ex regista di Gloria Swanson quando era diva del muto.... imperdibile. L'incipit è stato modificato dopo le proiezioni di prova: gli spettatori ridevano a sentire un cadavere che parlava!
MEMORABILE: Gloria Desmond che si presenta agli Studios.

Vito 31/05/17 04:53 - 648 commenti

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Incredibile classico senza tempo diretto con maestria dal genio Billy Wilder. Gloria Swanson, William Holden e Erich von Stroheim interpretano tre figure tragiche le cui vite ormai sono un abisso di solitudine, assolutamente perfette. Ma in tutto il film è difficile trovare un tassello fuori posto. La voice over tipica del noir è qui la voce di un defunto che racconta la sua storia. Forse Viale del tramonto è proprio questo: una bellissima e commovente storia di fantasmi. Immortale.

Ira72 8/08/17 15:36 - 938 commenti

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Per la prima volta non ho parole: ce ne vorrebbero troppe. Quando si raggiunge la perfezione, come in questo caso, bisognerebbe citare i dialoghi, descrivere la barocca decadenza divinamente ambientata, i costumi, magnifici, di colei che "è sempre grande, perché è il cinema a essere diventato piccolo" .L'intero film rapisce, ammalia e inquieta grazie a un equilibrio impeccabile tra ritmo, sceneggiatura, musiche e interpretazioni. Svenevolezza e follia, rimpianti e illusioni, antichi fasti e declino imminente si inseguono vorticosamente.
MEMORABILE: L'anello porta sigaretta della Desmond: un capolavoro di divismo!

Pinhead80 1/01/19 23:46 - 3945 commenti

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Siamo di fronte a uno dei più grandi film della storia del cinema, girato da quel genio di Billy Wilder. Tutto è perfetto, dalla scelta di un cast fenomenale (Swanson e Stroheim su tutti) alla fotografia; per non parlare di una sceneggiatura nera e drammatica che emoziona dall'inizio alla fine. Il declino della star del muto è anche quello di una donna che non riesce ad accettare lo scorrere del tempo e che cerca disperatamente di ritrovare le luci della ribalta. Da brividi la scena finale e lo sguardo della protagonista. Capolavoro.

Tarabas 11/03/19 18:34 - 1702 commenti

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"Swanson talks!". Avrebbe potuto essere il claim del film. In fondo, la protagonista recita come in uno dei suoi vecchi capolavori del muto, uno spietato "film nel film" messo in scena con freddo cinismo da Wilder e Brackett, con il colpo di genio di usare un vero regista del muto (il grande Von Stroheim) per interpretare un regista del muto. Concentrato di intelligenza per fotogramma a livelli impareggiabili, non ha una scena di troppo, ogni inquadratura è perfetta. Amaro e dolente, perfido e toccante. Capolavoro.
MEMORABILE: Max "dirige" per l'ultima volta Norma, mentre lei scende la scala; "Mr. De Mille, I am ready for my close up"; Che sguardo Von Stroheim, vale il film.

Alex75 28/03/19 18:00 - 676 commenti

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Attraverso un uso rivoluzionario del flashback, in bilico tra commedia agra e noir, Wilder non presenta soltanto il delirio di una diva seppellita nel suo passato glorioso, ma anche (come traspare dai dialoghi) uno sguardo disincantato sul mondo del cinema che macina, impietoso, le sue celebrità. Opera davvero intramontabile, impreziosita da scenografie lussureggianti, una fotografia perfetta e ottime prove attoriali (grandiose, in particolare, le glorie del muto Swanson e Von Stroheim).
MEMORABILE: Norma Desmond, in ogni sguardo, in ogni movenza, in ogni battuta; La proiezione; L’incontro con De Mille; La discesa dalla scalinata.

Rocchiola 1/08/19 11:55 - 864 commenti

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Un’opera per l’epoca innovativa e coraggiosa per forma e contenuti. Raccontato come un lungo flashback scandito dalla voce-off del protagonista, è un susseguirsi sarcastico e cinico di battute memorabili. Un film unico che mescola noir, melodramma e thriller fornendo un ritratto malinconico e decadente della mecca del cinema metafora di un realtà labile e precaria. Spassoso l’uso di alcune vere star del muto raffigurate come fantasmi di un passato dimenticato. Splendido bianco-nero luminoso e tetro al contempo. Grande prova di Holden.
MEMORABILE: Il cadavere in piscina; Il funerale della scimmia; La visita al regista De Mille; "Io sono sempre grande. È il cinema che è diventato piccolo".

Thedude94 29/01/20 00:30 - 559 commenti

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Classico della storia del cinema, è un film che mette egregiamente in luce le perdizioni del divismo e ci mostra una Hollywood che ama, illude e dimentica troppo presto. Wilder dirige al meglio, mostrando una tecnica da grande cineasta e riesce ad amalgamare bene tutti i reparti; la colonna sonora giganteggia sui costumi e sui set del cinema di una volta. Gli attori sono splendidi, capeggiati da una Swanson nei panni di una donna che ha fatto il suo tempo e si dispera per un passato ormai lontanissimo. Straordinario.

Magi94 12/08/20 20:59 - 675 commenti

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Classico immortale del cinema di tutti i tempi. Un dramma shakespeariano sulla decadenza dell'immagine, sulla condanna che il divismo impone alle vecchie star, che in solo venti anni passano dal successo più assoluto all'oblio della società. Tutto, nella villa, è sospeso in un'atmosfera di sogno malinconico (meravigliosa la scena della scimmia, al limite del realismo magico), di antichi fasti e di una bellezza ormai sfiorita che solo Norma Desmond riesce ancora a illudersi di avere. Qualche dialogo un po' barocco nello stile dell'epoca, ma attori meravigliosi, su tutti von Stronheim.
MEMORABILE: Il personaggio di von Stronheim; La scena della scimmia; Il finale.

Anthonyvm 20/08/20 22:46 - 1922 commenti

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Forse il più emblematico e malinconico monumento al cinema americano da parte di uno dei suoi massimi rappresentanti: la magia della settima arte, fra esaltante operosità (i set affollatissimi) e poesia delle piccole cose (le scenografie fasulle ma tanto amate dalla Olson), contrapposta al decadimento funereo al quale lo star system hollywoodiano condanna le sue antiche glorie. Il sogno trasla nell'incubo della realtà. Norma Desmond (una Swanson più che mai iconica) si impone come "modello" di tutte le Baby Jane e mammine care degli anni a seguire. Il noir più romantico della storia.
MEMORABILE: Il cadavere in piscina che racconta la propria storia (espediente narrativo geniale); Il funerale della scimmia; Il folle "ritorno alle scene" finale.

Fulcanelli 15/09/20 09:35 - 128 commenti

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Bel film; non un noir - che è una tipologia di giallo o poliziesco - ma drammatico. Il soggetto è impostato su solidissime basi ma la sceneggiatura pare dia più sul fantastico: a rifletterci non è così ovvio poter credere che una donna di quel calibro sia così ingenua da non capire che il cinema e il mondo sono cambiati da quando c'era lei e che è arrivato il momento di farsi da parte. Ed ancora, sembra si rimbambisca di più ad ogni minuto che passa. A inizio film è normale e dopo un paio di mesi d'improvviso non riconosce nemmeno più casa sua? Capolavoro?
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Alex75 • 7/05/19 17:24
    Call center Davinotti - 621 interventi
    Maxspur ebbe a dire:
    A Montgomery Clift venne offerta la parte del protagonista e ne fu entusiasta, ma poi scoprì che doveva girare scene d'amore con una donna di 35 anni più vecchia e temette di cadere nel ridicolo. Lasciò il tutto a William Holden.

    fonte: "Ciak".


    In una scena, William Holden legge "The Young Lions" di Irwin Shaw, da cui anni dopo sarebbe stato tratto il film omonimo, con coprotagonista proprio Montgomery Clift...
  • Homevideo Rocchiola • 1/08/19 12:01
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Il bluray Paramount è un ottimo prodotto con immagine presentata nel corretto formato 1.37 che adeguatamente restaurata appare esente da difetti. Una leggera patina di grana del tutto naturale per una pellicola di quell'epoca, ammanta un bianco-nero molto brillante anche nelle scene più buie. L'audio italiano mono in dolby digital appare solo un po' basso, ma alzando un tantino di più il livello del volume appare chiaro e pulito.
    Ultima modifica: 1/08/19 14:30 da Zender
  • Discussione Fulcanelli • 15/09/20 10:00
    Galoppino - 26 interventi
    Il mio commento sarà leggibile tra qualche giorno ma visto l'entusiasmo generale sul film, mi permetto senza voler scatenare diatribe di mettere in luce alcune cose che dal mio punto di vista mi sono sembrate poco convincenti.

    Nove buoni motivi per cui -sunset bouvelard- non si potrebbe considerare un capolavoro (contiene spoiler, ma tanto l'avete visto tutti...).

    1 TUTTI gli attori tramontati di hollywood hanno accettato il fatto che ormai fanno parte del passato, TUTTI a parte Norma Desmond.
    2 Gillis fa lo sceneggiatore ed è alla canna del gas. Mentre scappa dai creditori che si vogliono riprendere l'auto, guarda caso... buca una gomma, e guarda caso... trova rifugio proprio nell'unica casa in cui abita l'attrice più ostinatamente inarrendevole che sia mai esistita. Quando si dice il destino...
    3 Vabbè, sia come sia arriva a casa di Norma Desmond che ha scritto (guarda caso) una brutta sceneggiatura... e... guarda un po' il caso lui fa lo sceneggiatore ed è disoccupato! Lei è ricca, è generosa, è innamorata e pure se vecchiotta non è da buttar via. Lui che fa? Ovviamente se ne vuole andare. Pare possibile? Chi in quell'indigenza non sarebbe stato accondiscendente a fissarsi li in pianta stabile fin da subito, e non dopo tre quarti d'ora e con riluttanza. Detto questo, tutta la parte da quando Gillis vede la sceneggiatura fino allo schiaffo e fuga non è coerente.
    4 William Holden sarà un bravissimo attore, discreto uomo ma non è mica Gary Cooper. Non dà l'idea del tipo per cui una donna possa innamorarsi praticamente a prima vista. Non è azzeccato e di conseguenza poco o tanto che sia si deve ammettere che inficia sul risultato finale del film. Se ancora pensate che Holden sia perfetto, 5.
    5 Se era così disperata da innamorarsi di uno come Holden allora significa che si sarebbe gettata nelle braccia del primo che fosse passato di li e già da molto tempo addietro. Ipotizzando che per molti anni non sia capitato nessuno nella villa, si dovrà ammettere che sarebbe toccata al becchino della scimmia fargli da amante. Pare possibile? No, ma la coerenza dice questo.
    6 Gillis scende apposta a comprare le sigarette, guarda caso (tanto per cambiare) trova li una conoscente, ma ritorna in macchina senza averle prese? No. Si fa fatica a credere che si possa essere distratti e menefreghisti fino a quel punto.
    7 La ragazza di Gillis arriva alla villa della Desmond: “ti prego vieni via subito da questa casa”, “no rimango per il portasigarette d'oro e il portachiavi in platino”, e la ragazza se ne va. Gillis rimane li, solo per poi lasciare tutto e fare i bagagli due secondi dopo? Così in quattro e quattr'otto ha perso ragazza, portasigarette (d'oro), e pure vita. Non mi sembra molto sensato.
    8 Il factotum vede Norma che spara e uccide un uomo e che fa? Mica chiama l'avvocato, chiama subito una troupe cinematografica (naturalmente sono tutti disponibili a precipitarsi li senza preavviso e a qualunque orario) per fare le riprese di non si sa bene cosa. Nella realtà Norma avrebbe detto “e questi qui che ci fanno qua?”.
    9 Le scenografie vanno benissimo per il film ma senza esagerare. Non è che siano poi così evocative. E poi dove sarebbe il gotico? Le scenografie di -la morte ti fa bella- sono gotiche ed evocative, quello (almeno per me) è un capolavoro.

    A livello tecnico è realizzato magistralmente e dargli 5 pallini perché si è in ogni caso conquistati dal film ci può stare, ma a ben vedere ci sarebbero un paio di cosette non proprio soprassedibili ad affermare che è indubbiamente un capolavoro.
  • Discussione B. Legnani • 15/09/20 10:39
    Consigliere - 13808 interventi
    Fulcanelli ebbe a dire:
    Il mio commento sarà leggibile tra qualche giorno ma visto l'entusiasmo generale sul film, mi permetto senza voler scatenare diatribe di mettere in luce alcune cose che dal mio punto di vista mi sono sembrate poco convincenti.

    Nove buoni motivi per cui -sunset bouvelard- non si potrebbe considerare un capolavoro (contiene spoiler, ma tanto l'avete visto tutti...).

    1 TUTTI gli attori tramontati di hollywood hanno accettato il fatto che ormai fanno parte del passato, TUTTI a parte Norma Desmond.
    2 Gillis fa lo sceneggiatore ed è alla canna del gas. Mentre scappa dai creditori che si vogliono riprendere l'auto, guarda caso... buca una gomma, e guarda caso... trova rifugio proprio nell'unica casa in cui abita l'attrice più ostinatamente inarrendevole che sia mai esistita. Quando si dice il destino...
    3 Vabbè, sia come sia arriva a casa di Norma Desmond che ha scritto (guarda caso) una brutta sceneggiatura... e... guarda un po' il caso lui fa lo sceneggiatore ed è disoccupato! Lei è ricca, è generosa, è innamorata e pure se vecchiotta non è da buttar via. Lui che fa? Ovviamente se ne vuole andare. Pare possibile? Chi in quell'indigenza non sarebbe stato accondiscendente a fissarsi li in pianta stabile fin da subito, e non dopo tre quarti d'ora e con riluttanza. Detto questo, tutta la parte da quando Gillis vede la sceneggiatura fino allo schiaffo e fuga non è coerente.
    4 William Holden sarà un bravissimo attore, discreto uomo ma non è mica Gary Cooper. Non dà l'idea del tipo per cui una donna possa innamorarsi praticamente a prima vista. Non è azzeccato e di conseguenza poco o tanto che sia si deve ammettere che inficia sul risultato finale del film. Se ancora pensate che Holden sia perfetto, 5.
    5 Se era così disperata da innamorarsi di uno come Holden allora significa che si sarebbe gettata nelle braccia del primo che fosse passato di li e già da molto tempo addietro. Ipotizzando che per molti anni non sia capitato nessuno nella villa, si dovrà ammettere che sarebbe toccata al becchino della scimmia fargli da amante. Pare possibile? No, ma la coerenza dice questo.
    6 Gillis scende apposta a comprare le sigarette, guarda caso (tanto per cambiare) trova li una conoscente, ma ritorna in macchina senza averle prese? No. Si fa fatica a credere che si possa essere distratti e menefreghisti fino a quel punto.
    7 La ragazza di Gillis arriva alla villa della Desmond: “ti prego vieni via subito da questa casa”, “no rimango per il portasigarette d'oro e il portachiavi in platino”, e la ragazza se ne va. Gillis rimane li, solo per poi lasciare tutto e fare i bagagli due secondi dopo? Così in quattro e quattr'otto ha perso ragazza, portasigarette (d'oro), e pure vita. Non mi sembra molto sensato.
    8 Il factotum vede Norma che spara e uccide un uomo e che fa? Mica chiama l'avvocato, chiama subito una troupe cinematografica (naturalmente sono tutti disponibili a precipitarsi li senza preavviso e a qualunque orario) per fare le riprese di non si sa bene cosa. Nella realtà Norma avrebbe detto “e questi qui che ci fanno qua?”.
    9 Le scenografie vanno benissimo per il film ma senza esagerare. Non è che siano poi così evocative. E poi dove sarebbe il gotico? Le scenografie di -la morte ti fa bella- sono gotiche ed evocative, quello (almeno per me) è un capolavoro.

    A livello tecnico è realizzato magistralmente e dargli 5 pallini perché si è in ogni caso conquistati dal film ci può stare, ma a ben vedere ci sarebbero un paio di cosette non proprio soprassedibili ad affermare che è indubbiamente un capolavoro.

    1) non è vero.
    2) e 3) ragionando così, buttiamo via il 90% dei film e il 99% dei film gialli, thriller eccetera,
    4) e 5) Holden era all'epoca fra gli attori più affascinanti del mondo. Sulla bravura credo di non dover spendere sillaba.
    6) è una trovata simbolica
    7) non ricordo la tempistica, per cui non rispondo sul punto.
    8) Norma scende così perché è impazzita e ulteriormente sotto choc per quanto appena fatto. La scena è fondamentale per chiudere in maniera memorabile l'assunto del film.
    9) Paragonare VIALE DEL TRAMONTO ad una commedia di decenni dopo non ha logica.
  • Discussione Von Leppe • 15/09/20 14:29
    Call center Davinotti - 944 interventi
    Fulcanelli ebbe a dire:
    Il mio commento sarà leggibile tra qualche giorno ma visto l'entusiasmo generale sul film, mi permetto senza voler scatenare diatribe di mettere in luce alcune cose che dal mio punto di vista mi sono sembrate poco convincenti.

    Nove buoni motivi per cui -sunset bouvelard- non si potrebbe considerare un capolavoro (contiene spoiler, ma tanto l'avete visto tutti...).

    1 TUTTI gli attori tramontati di hollywood hanno accettato il fatto che ormai fanno parte del passato, TUTTI a parte Norma Desmond.
    2 Gillis fa lo sceneggiatore ed è alla canna del gas. Mentre scappa dai creditori che si vogliono riprendere l'auto, guarda caso... buca una gomma, e guarda caso... trova rifugio proprio nell'unica casa in cui abita l'attrice più ostinatamente inarrendevole che sia mai esistita. Quando si dice il destino...
    3 Vabbè, sia come sia arriva a casa di Norma Desmond che ha scritto (guarda caso) una brutta sceneggiatura... e... guarda un po' il caso lui fa lo sceneggiatore ed è disoccupato! Lei è ricca, è generosa, è innamorata e pure se vecchiotta non è da buttar via. Lui che fa? Ovviamente se ne vuole andare. Pare possibile? Chi in quell'indigenza non sarebbe stato accondiscendente a fissarsi li in pianta stabile fin da subito, e non dopo tre quarti d'ora e con riluttanza. Detto questo, tutta la parte da quando Gillis vede la sceneggiatura fino allo schiaffo e fuga non è coerente.
    4 William Holden sarà un bravissimo attore, discreto uomo ma non è mica Gary Cooper. Non dà l'idea del tipo per cui una donna possa innamorarsi praticamente a prima vista. Non è azzeccato e di conseguenza poco o tanto che sia si deve ammettere che inficia sul risultato finale del film. Se ancora pensate che Holden sia perfetto, 5.
    5 Se era così disperata da innamorarsi di uno come Holden allora significa che si sarebbe gettata nelle braccia del primo che fosse passato di li e già da molto tempo addietro. Ipotizzando che per molti anni non sia capitato nessuno nella villa, si dovrà ammettere che sarebbe toccata al becchino della scimmia fargli da amante. Pare possibile? No, ma la coerenza dice questo.
    6 Gillis scende apposta a comprare le sigarette, guarda caso (tanto per cambiare) trova li una conoscente, ma ritorna in macchina senza averle prese? No. Si fa fatica a credere che si possa essere distratti e menefreghisti fino a quel punto.
    7 La ragazza di Gillis arriva alla villa della Desmond: “ti prego vieni via subito da questa casa”, “no rimango per il portasigarette d'oro e il portachiavi in platino”, e la ragazza se ne va. Gillis rimane li, solo per poi lasciare tutto e fare i bagagli due secondi dopo? Così in quattro e quattr'otto ha perso ragazza, portasigarette (d'oro), e pure vita. Non mi sembra molto sensato.
    8 Il factotum vede Norma che spara e uccide un uomo e che fa? Mica chiama l'avvocato, chiama subito una troupe cinematografica (naturalmente sono tutti disponibili a precipitarsi li senza preavviso e a qualunque orario) per fare le riprese di non si sa bene cosa. Nella realtà Norma avrebbe detto “e questi qui che ci fanno qua?”.
    9 Le scenografie vanno benissimo per il film ma senza esagerare. Non è che siano poi così evocative. E poi dove sarebbe il gotico? Le scenografie di -la morte ti fa bella- sono gotiche ed evocative, quello (almeno per me) è un capolavoro.

    A livello tecnico è realizzato magistralmente e dargli 5 pallini perché si è in ogni caso conquistati dal film ci può stare, ma a ben vedere ci sarebbero un paio di cosette non proprio soprassedibili ad affermare che è indubbiamente un capolavoro.
    1) Chissà quanti attori nella realtà non accettano di essere passati di moda e poi Norma Desmond ha evidenti problemi psichici, li avrà qualche anno dopo pure Baby Jane Hudson.
    2)3) Non vedo il problema.
    4) 5) Una donna può innamorarsi di chiunque, figuriamoci di Holden... Anche qui non vedo il problema.
    6) Succede in molti film: entrano in un locale, ordinano da bere e se ne vanno senza aver consumato; li stronchiamo tutti?
    7) Non ricordo bene, ma in moltissimi film, tanti particolari non tornano, pensa che in Shining, mentre Jack parla col barista, il bicchiere di bourbon è più pieno o più vuoto secondo le inquadrature, cosa che succede in tantissimi film.
    8) Norma è totalmente impazzita e crede che siano tutti li per lei e per il suo ritorno in scena e in effetti molti la ricordano per quello che è stata: una grande del cinema muto ormai passata e quindi con l'omicidio lo Scoop giornalistico è assicurato
    9) Le scenografie della villa sono tipicamente di primo Novecento e ha usato lo stesso stile pure Coppola in Dracula, come si vede, se ricordo bene, nella casa di Lucy. Il gotico è nell'atmosfera non nello stile architettonico.

    Detto questo, il film può anche non piacere.


  • Discussione Daniela • 15/09/20 15:11
    Consigliere massimo - 5124 interventi
    Niente da aggiungere a quanto chiosato da Von Leppe, salvo una postilla in merito all'argomento n.4, ossia:

    4 William Holden sarà un bravissimo attore, discreto uomo ma non è mica Gary Cooper. Non dà l'idea del tipo per cui una donna possa innamorarsi praticamente a prima vista. 


    Essendo una donna, per quanto in disarmo, posso affermare: eccome se può!
    I gusti estetici possono essere cambiati nel frattempo, ma negli anni Cinquanta Holden passava per uno degli uomini più attraenti di Hollywood. Una buona rappresentazione della sua "appetibilità" agli occhi femminili viene offerta in Picnic, dove come "oggetto del desiderio" fa il paio con Novak come "oggetto del desiderio" maschile.
    Anzi, è possibile che il suo aspetto anche troppo levigato di bell'uomo sia stato più un fardello che un vantaggio nella prima parte della sua carriera, considerato che dava il meglio di sé in ruoli drammatici (Viale del Tramonto, Stalag 17, Il ponte sul fiume Kwait)  oppure ironici (Sabrina, Nata ieri) mentre i produttori avrebbero preferito inchiodarlo a pellicole ultra-sentimentali come L'amore è una cosa meravigliosa.
    Ultima modifica: 15/09/20 15:19 da Daniela
  • Discussione Fulcanelli • 15/09/20 16:18
    Galoppino - 26 interventi
    Risposte interessanti, rispondo per tutti e tre.

    Il film a vederlo così senza ragionarci sopra l'ho apprezzato, ma se tutti dicono che è un capolavoro mi sento in dovere di esaminarlo più attentamente e ciò che ho trovato è una certa incoerenza nella sceneggiatura. Forse l'unico difetto, ma importante.

    Il punto n.4 mi dà da pensare parecchio visto che Holden fu scelto all'epoca praticamente come rimpiazzo di altri tre attori che erano stati contattati prima di lui. Clift, MacMurray e poi Kelly. Neppure il regista inizialmente lo voleva. C'è scritto su wiki. Siamo proprio sicuri che sia la scelta migliore? Secondo me, ni, ma se voi lo trovate appropriato tanto meglio.

    Il punto n.7 sarà scritto male. Cerco di essere più chiaro.
    Siamo praticamente alla fine del film, Norma chiama Betty (la ragazza con cui Joe lavora alla sceneggiatura di nascosto) al telefono per gelosia. Joe sente Norma al telefono, glielo prende di mano e dice a Betty l'indirizzo della casa dove in realtà vive per svelarle la vita misteriosa dei suoi ultimi mesi. Betty raggiunge la villa e poco dopo dice a Joe di lasciare subito quella casa e venire via con lei. Joe dice no perchè li fa una bella vita ecc. ecc.

    Betty se ne va, e lui fa le valige un attimo dopo!? Joe ha aspettato tutto il film che Betty si innamorasse di lui e al momento di andare via con lei, rifiuta, ma non resta comunque nella casa!

    Il punto è: se Joe fosse andato via con la Betty, avrebbe perso l'agiatezza del vivere con Norma ma conservato l'amore; decidendo di non andare via con Betty avrebbe perso l'amore ma conservato l'agiatezza nel vivere con Norma. E invece no. Lascia andare via Betty e poi se ne va lui stesso dalla villa. Così perde l'amore e pure tutto quello che aveva raccimolato da Norma (senza contare che un attimo dopo perde pure la vita visto che Norma gli spara).

    A me non sembra verosimile. Se partiamo dal fatto che è un film e che tutto è possibile allora non c'è altro da dire su qualsiasi punto, ma in una sceneggiatura dove viene rappresentato un dramma ci si aspetterebbe che le cose si svolgano in maniera razionale. In quanti nella stessa situazione si sarebbero comportati così? Nessuno...

    Tanto per curiosità visto che sul Davinotti i commenti su questo film sono praticamente tutti positivi (anche il mio), ho provato a dare un'occhiata alle recensioni su imdb per vedere a chi non era piaciuto e perchè. Risultato; ad alcune delle valutazioni più basse il film non era piaciuto proprio perchè erano giunti col notare alcuni dei miei stessi riscontri. Vedere per credere (sono in inglese). Questo per dire che non è che ho le traveggole e saltano all'occhio solo a me...

    Non so... bello, bellissimo film, ma da qui al capolavoro assoluto, a me, sembra un salto un po' grande. Posso sbagliarmi.
  • Discussione Daniela • 15/09/20 16:56
    Consigliere massimo - 5124 interventi
    x Fulcanelli
    E' noto che Holden non fu la prima scelta, come pure che venne quasi imposto al regista che non lo riteneva molto adatto al ruolo... perché troppo banalmente belloccio.
    Ma nel punto 4 tu argomentavi altro, mettendo in dubbio che una donna potesse trovarlo tanto attraente da invaghirsene a prima vista.
    Sarebbe risultato un film più convincente se quel ruolo fosse stato interpretato da un altro attore? Mah, io lo reputo un capolavoro, quindi non riesco ad immaginarlo diverso da come Wilder lo ha diretto.
  • Discussione Fulcanelli • 15/09/20 17:19
    Galoppino - 26 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    x Fulcanelli
    E' noto che Holden non fu la prima scelta, come pure che venne quasi imposto al regista che non lo riteneva molto adatto al ruolo... perché troppo banalmente belloccio.
    Ma nel punto 4 tu argomentavi altro, mettendo in dubbio che una donna potesse trovarlo tanto attraente da invaghirsene a prima vista.
    Sarebbe risultato un film più convincente se quel ruolo fosse stato interpretato da un altro attore? Mah, io lo reputo un capolavoro, quindi non riesco ad immaginarlo diverso da come Wilder lo ha diretto.
    Si capisco... nel mio immaginario sull'estetica maschile, Holden non mi da' l'idea di essere attraente. Si vede che per una donna è diverso, quindi comprendo che non possa certo essere percepito come un difetto la sua presenza.
  • Discussione Didda23 • 15/09/20 18:39
    Comunicazione esterna - 5716 interventi
    Secondo me è anche un po' inutile cercare il pelo nell'uovo perché qualsiasi film potrebbe essere smontato e criticato per una miriade di fattori soggettivi e oggettivi. Più semplicemente non ti è piaciuto e l'unica cosa da fare è prenderne atto. Pure io non impazzisco per certi film che vengono considerati capolavori, ma non mi fascio la testa cercando di capire le motivazioni. Probabilmente non ha toccato le tue corde.