Larry Flynt - Oltre lo scandalo

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The people vs. Larry Flynt
Anno: 1996
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 14
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il maggior demerito del regista Milos Forman (l'autore di QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO) è, in THE PEOPLE VS. HARRY FLINT, di non riuscire a coinvolgere lo spettatore, finendo anzi per tediarlo con oltre due ore di film al quale si potevano tagliare molte parti di dubbia utilità. Realizzare una specie di QUARTO POTERE prendendo spunto dalla realtà (il vero Larry Flynt esiste eccome, e appare pure nel suo film nella parte del giudice di Cincinnati) sembrava una buona idea e la presenza di un anticonformista come Oliver Stone in sede di produzione sembrava essere una garanzia; invece il film vive solo...Leggi tutto di qualche buon momento, troppo basato com'è sulla recitazione dei due protagonisti. E proprio di questi ultimi bisogna dire che se Courtney Love (nota per essere stata la moglie del suicida Kurt Cobain, leader del gruppo rock Nirvana e a sua volta cantante della band femminile delle Hole) è una tossicodipendente credibile (lo è anche nella vita), Woody Harrelson è bravo ma appare spaesato, quasi estraneo al suo personaggio e con l'occhio azzurro mai presente. Così una storia interessante viene banalizzata da Forman e ridotta a una serie di continui processi e condanne, di atteggiamenti incomprensibili e gesti da manicomio (ma Harrelson non è Jack Nicholson). Si ha l'impressione di un film corretto ma slegato, che invece di raccontare una storia ne suggerisce dei flash provocando confusione e disincentivando l'interesse. Il vero carisma di Flynt non traspare, pare solo un naufrago in balia di eventi più grossi di lui. Nel finale il film decolla, ma ormai...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 21/12/07 14:18 - 2768 commenti

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Milos Forman si cimenta con la storia di Larry Flint fondatore e padrone della nota rivista Hustler. Sulla carta non un prodotto molto appetitoso per i miei gusti, ma grazie a una buona sceneggiatura, regia ed interpretazioni apprezzabili, il risultato finale è tutt'altro che disprezzabile. Quello che si ottiene alla fine più che un giudizio su questo particolare personaggio è quello sul paese in cui vive. Non male, almeno 2 pallini e mezzo.

Galbo 20/12/07 15:53 - 11452 commenti

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Biografia cinematografica del patron di Hustler, Larry Flint è un film coraggioso che racconta la vera storia controcorrente di un personaggio scomodo per l'establishment americano. Al di là dei giudizi morali (che il film evita) il regista sottolinea in quest'opera il principio della libertà di espressione che deve essere rigorosamente garantita a tutti. Il film racconta la storia di Flynt con grande eleganza formale e una valida sceneggiatura; cast valido, specie nelle parti di contorno in cui spiccano Norton e la Love.

Redeyes 21/02/08 18:17 - 2164 commenti

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Harrelson nelle vesti del padre di Hustler dà il meglio come poche altre volte anche perché coadiuvato da una Love in gran forma, anche se con l'attenuante di recitar una sciroccata drogata (la sua vita). È una bella biografia che si guarda con piacere. Velata da un'ironia a tratti volgare, ma pure da una bella storia d'amore a margine delle vicende economiche e legali di Flint, che aveva il merito di proporre quello che tutti guardavano e guardano, nascosti dietro i propri paraventi!

Capannelle 17/03/08 13:47 - 3745 commenti

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Ritratto del grande magnate del porno. Oltre alle scene che è naturale aspettarsi, provini e piscine affollate da cotante bellezze, racconta anche le sue lotte contro nemici esterni - ipocrisia puritana - e interni - il suo ego smisurato e autodistruttivo - che metteranno a repentaglio la sua vita. Regia discreta, bravo e credibile Harrelsson.

Undying 14/04/08 00:47 - 3839 commenti

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Garbata e mai estrema (al contrario dell'esperienza di vita) biografia di Larry Flint. Girata con gusto, con buoni dialoghi e con una brava serie d'attori, la pellicola riesce a catalizzare l'attenzione su un fenomeno che ha condizionato e cambiato il modo di vivere di una Nazione prima e del Mondo poi. Al di là delle critiche cui andrà in contro il libertino fondatore di Hustler, va apprezzato il concetto che sta dietro al film: la libertà d'espressione deve (per onestà intellettuale) sovrapporsi ad ogni pregiudizio.

Pigro 30/09/08 09:16 - 7914 commenti

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Storia vera dello spregiudicato editore amerciano di riviste porno (“Hustler”) e dei suoi guai giudiziari. Forman sceglie di raccontare gli aspetti più fastidiosi e controversi di Larry Flint, senza fare sconti né a lui né ai suoi detrattori: ne viene fuori un film magari un po’ frettoloso in alcuni passaggi, ma sicuramente adatto a far discutere sul concetto di libertà. Ambigua quanto basta la figura del protagonista resa molto bene da Woody Harrelson. Intelligentemente problematico, realisticamente paradossale.

Lucius 7/09/10 02:14 - 2819 commenti

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Credere nel piacere del sesso anche quando questo collima col proprio lavoro e combattere contro i tabù e le avversità di una certa società bigotta e non pronta ad accettare certe scelte. In una pellicola amara ma lungimirante la piacevole biografia stilisticamente perfetta (mi riferisco alla regia) di Larry Flint, magnate del porno. Sceneggiatura valida, ottima messa in scena per un film coraggioso e verace.

Cotola 3/10/10 23:53 - 7630 commenti

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Titolo italiano a parte, in realtà di scandaloso (soprattutto per i nostri tempi) ce n’è ben poco in questa pellicola di Forman. Chiaramente non è un difetto ma forse un po’ di audacia in più avrebbe giovato anche se poi il film avrebbe prestato il fianco alla critica opposta: troppo sensazionalismo gratuito. Cinematograficamente parlando invece, se dal lato formale il film è ben realizzato, dal punto di vista narrativo non c’è grande emozione e coinvolgimento poiché si pensa “troppo” al fine (nobile) della difesa dei diritti.

Giacomovie 12/11/13 20:12 - 1355 commenti

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La vita del controverso editore è raccontata in modo eccessivo come il suo personaggio, col pregio di non scendere nel volgare nonostante l'audacia del soggetto ma col difetto di diluire la narrazione con frammenti mal coordinati tra di loro, col risultato di prestarsi a qualche caduta di tono. Non va oltre l'interesse biografico ma i temi che solleva sono da dibattito. Ad esempio: quanto incide la morale presunta buonista e subdolamente repressiva nel condizionare la nostra vita e la nostra psiche? Harrelson appare spesso caricaturale. **!

Didda23 3/08/17 11:14 - 2298 commenti

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Un'opera che cela dietro la sovrastruttura pomposa ed estrema dell'industria delle riviste per adulti, la necessità di ribadire l'importanza della libertà di parola, uno dei cardini della cultura americana. Per farlo si avvale della storia di Larry Flynt con una sceneggiatura che si sofferma maggiormente sulle parti da dramma giudiziario più che sul fenomeno di costume. Cast eterogeneo, non particolarmente brillante (stupisce la Love in un personaggio per lei facile da interpretare) ma di richiamo. Concreta la regia di Forman.
MEMORABILE: L'incontro fra Harrelson e la Love; I consigli dell'avvocato (Norton) puntualmente non ascoltati da Harrelson; La convention.

Anthonyvm 8/01/19 18:50 - 2137 commenti

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Delizioso biopic che cattura sin da subito l'attenzione e riesce a dosare alla perfezione i momenti comici (specialmente quelli ambientati in tribunale, esilaranti) e quelli drammatici. Si ride e ci si commuove nella perfetta misura, come accade spesso nei film di Forman. Più che azzeccato il cast, con un'interpretazione dei due protagonisti (Harrelson e la Love) davvero lodevole. Il tema della libertà di espressione contrapposta al bigottismo americano non è certo cosa nuova, ma il fatto che si basi su fatti reali aumenta l'interesse. Ottimo.
MEMORABILE: Le esplosioni di follia di Flynt in tribunale.

Daniela 10/11/19 00:19 - 9647 commenti

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E'facile schierarsi a difesa della libertà di stampa quando sono in ballo l'espressione del proprio pensiero e l'esercizio della critica indipendente, più difficile quando sul banco degli accusati siede l'editore di un giornale come Hustler, ossia la versione zozza di Playboy. Eppure Forman riesce a farci stare dalla sua parte, anzi questo personaggio sulla carta molto sgradevole finisce per conquistare prima la nostra pietà umana e poi anche il nostro rispetto, complice la prestazione survoltata di uno strepitoso Harrelson. Film controcorrente, locandina "cristologica" leggendaria.

Alex1988 30/08/20 18:40 - 667 commenti

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Sembra appartenere molto più, registicamente parlando, ad Oliver Stone (qui in veste di co-produttore) che al regista di Qualcuno volò sul nido del cuculo. La sceneggiatura sembra voler puntare maggiormente sul dramma giudiziario; vedendo il film non si può non ripensare al JFK di qualche anno prima. La parte biografica e la relativa ascesa di Larry Flynt sembrano restare più nell'ombra; il cast fa del suo meglio, in particolare Courtney Love che, nel ruolo della moglie tossicomane, è perfetta.

Thedude94 15/11/20 01:21 - 615 commenti

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Forman con i biopic ci sa fare e lo dimostra anche in questa storia dedicata a una delle storie giudiziarie sulla libertà d'espressione più interessanti degli USA, ossia quella del pornografo Larry Flynt. A dargli il volto è un eccellente Harrelson, che attraverso una mimica facciale superlativa restituisce tutto il carattere espressivo del personaggio, aiutato dalla Love e da un giovane Norton, i quali non si fanno surclassare dal predominio del protagonista. Perfetta la regia, così come il montaggio che ci porta velocemente da una parte all'altra degli Stati Uniti di anno in anno.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Redeyes • 15/04/08 20:21
    Contratto a progetto - 848 interventi
    ..spero di non risultare saccente od altro, non è mia intenzione voler bacchettare nessuno, ma vorrei semplicemente chiarire un punto sul quale vedo molti errano: Larry Flint è stato fondatore di "Hustler" non di "Playboy" quello è Hugh Heffner. Il "figlio" di Flint è successivo alla rivista delle conigliette ed ha una connotazione più vicina al mondo del porno mentre l'altro a quello dell'eros, anche se su questo punto il confine è difficilmente distinguibile!
  • Curiosità Gugly • 15/04/08 20:25
    Segretario - 4679 interventi
    concordo con Redeyes...in fondo la tram del film ruota proprio sul fatto che, oscillando la rivista di Flint più verso il porno che verso l'erotismo soft di una coniglietta, ne scaturiscono una serie di conseguenze anche pesanti per il protagonista.
  • Curiosità Undying • 15/04/08 23:43
    Scrivano - 7630 interventi
    Pienamente ragione: anche se l'Hustler degli anni '70 non era cosa molto diversa da Playboy.
    I contenuti hard della rivista sarebbero esplosi in seguito, un pò quello che accadde alle nostre Ore nostrane, per intenderci...

    Riporto da Wikipedia (versione inglese):

    "In March 1972 he created the "Hustler Newsletter", a small 4 pages black-and-white publication aiming to give information about his clubs. The new publication was so well received by the customers that by May 1972 it had 16 pages and in August 1973 32 pages. Toward mid-1973 the United States sunk into recession, which had a catastrophic impact on the Hustler Club, as people tightened their spending. Heavily in debt, Flynt had to find financing or he would risk bankruptcy. He decided to turn the "Hustler Newsletter" into a national sexually explicit magazine. He financed this with money he received from his Hustler Clubs, rather than paying his taxes. In July 1974, the first issue of Hustler was published. After a few issues in obscurity, profits began to skyrocket, allowing him to pay his tax debts. In November 1974, Hustler showed the first "pink-shots", photos of open vaginas. Flynt had to fight a lot to publish each issue as many people, including his distribution company, found the magazine too sexually explicit and threatened to have it removed from the market. Shortly thereafter, Flynt was approached by a paparazzo who had nude pictures of former First Lady Jacqueline Kennedy Onassis taken in 1971 when she was 41 years old. He purchased them for $18,000 and published them in the August 1975 issue."

    Fonte:Larry Flint su Wikipedia
  • Discussione Daniela • 8/03/14 16:13
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    per Galbo e Caesars,
    ho rivisto di recente il film (uno dei pochi vantaggi dell'influenza, anzi l'unico, è quello di consentirmi un'overdose di pellicole) e, leggendo i commenti degli amici davinottiani, mi sono accorta che nei vostri parlate di Flynt come il patron di Playboy, mentre la rivista n questione è la più esplicita e volgarotta Hustler, ritenuta insieme a Penthouse la maggiore concorrente proprio di Playboy.
    PS: onde evitare illazioni, tengo a precisare che non sono una lettrice di riviste porno, più o meno patinate che siano ;oP
    Ultima modifica: 8/03/14 16:30 da Daniela
  • Discussione Zender • 8/03/14 17:29
    Consigliere - 43743 interventi
    Brava Daniela, grazie. La tua esperienza nel settore ci ha permesso di correggere un errore in effetti abbastanza macroscopico :)
  • Discussione Daniela • 8/03/14 19:36
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Zender ebbe a dire:
    La tua esperienza nel settore ...:)

    sapevo che, nonostante la precisazione, potevano esserci maliziose illazioni... ;oP
  • Discussione Galbo • 8/03/14 21:55
    Gran Burattinaio - 3777 interventi
    Precisazione doverosa, grazie :)
  • Discussione Caesars • 10/03/14 13:59
    Scrivano - 11318 interventi
    Giusta precisazione Dani.
    Vedo che il solerte Zender ha già provveduto a correggere il commento.
    Grazie ad entrambi.