Luci della ribalta

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Chaplin, dopo la ficcante modernità di MONSIEUR VERDOUX, torna al clown e al melodramma portando in scena una parabola di vita condita da molta filosofia a tratti efficace ma in alcuni casi fin troppo semplicistica. Così come tutto il film, che può naturalmente avvalersi della sentita, in più parti commovente interpretazione del suo protagonista, ma che propone una schematicità e una progressione facili anche per i tempi. Nel ruolo di Calvero, clown ritiratosi dalle scene dopo anni in cui la dipendenza dall'alcool lo stava comunque conducendo alla rovina, Chaplin dedica ampio, ampissimo spazio ai numeri del varietà; sia per quanto riguarda se stesso - riproponendo le sue performance...Leggi tutto sul palcoscenico tra canzoni e sketch comici ancora molto basati sulla mimica (si veda quello con il salto delle pulci, tirato decisamente troppo per le lunghe) - sia nel filmare le esibizioni di danza della Bloom nel ruolo di Terry, la ballerina che Calvero salva dal suicidio nell'incipit del film. Annusato l'odore del gas da un'altra stanza del condominio, l’uomo entra e la rinviene priva di sensi sul letto. E' nella disperazione di lei, nell'aiutarla a combattere la grave paralisi alle gambe (di natura psicosomatica, si scoprirà) che Calvero ritroverà la voglia di vivere. L'unione fa la forza, come noto, e i due riusciranno a stimolarsi vicendevolmente recuperando le energie perdute soprattutto grazie alle belle parole di lui, che sanno sempre cogliere nel segno risollevando lo spirito della donna. Fino a farle recuperare l'uso delle gambe e di conseguenza riavviarla alla carriera di ballerina in una Londra del 1914 ricreata con molta semplicità (buona parte delle scene si svolgono in interni). Non che non si colgano il sentimento e il trasporto con cui Chaplin ha guidato le operazioni e che ha saputo infondere nei personaggi, ma ciò che accade, i pensieri e le parole, sembrano limitarsi a smuovere un ovvio e naturale sentimento di empatia. Lo straziante ritorno sulle scene di Calvero battezzato da un flop destabilizzante contribuirà all'evidente ricerca di quella componente melodrammatica costantemente sul punto di prendere il sopravvento sulla storia. Storia poi riassumibile in due frasi e semplicemente emblematica di un intero filone cinematografico che sulle cadute e le successive risalite ha riempito oceani di celluloide. Certo, l'ultimo sketch sul palco assieme a Buster Keaton seduto al piano è strepitoso (quasi davvero magico il trucco delle gambe che si allungano e accorciano), ma il resto è come sfuggente, permettendo sì di cogliere il significato ultimo a cui l'opera tende ma anche ottenendo di caricarci di due ore e venti francamente eccessive, stipate di troppi intermezzi canori e danzanti. Come noto Chaplin porta l'intera famiglia sul set (Geraldine è tra le ragazze del quartiere all'inizio) e si occupa anche delle musiche con risultati da molti giudicati straordinari. Non ci sono però la vera dolcezza di Charlot né lo sferzante cinismo di Verdoux. Un'opera estremamente datata e prolissa, per quanto a tratti indubitabilmente intensa e comunque espressione di un cinema qualitativamente superiore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/07/07 DAL BENEMERITO RENATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/04/19
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Renato 3/07/07 18:20 - 1580 commenti

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Uno dei film più emozionanti di tutti i tempi. La grande storia di Calvero, comico di avanspettacolo ormai alcolizzato e senza lavoro, e di Terry, ballerina che un blocco psicologico ha portato addirittura a tentare il suicidio. L'incontro tra i due sarà risolutivo per entrambi, in modo differente. Musiche tra le più belle scritte da Chaplin, momenti comici (celebre quello con il leggendario Buster Keaton) di prim'ordine e di fondo un'idea terribilmente romantica di melodramma. Come non cedere? Semplicemente meraviglioso.
MEMORABILE: E nell'elegante malinconia del crepuscolo, lui le dirà che l'ama; e lei gli risponderà che l'ha sempre amato...

Il Gobbo 8/11/07 20:39 - 3011 commenti

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L'enigma evocato da Chaplin/Calvero ("il cuore e la mente"... ) il grande comico l'ha quasi sempre risolto in favore del muscoletto, e anche questo film tragicissimo non fa eccezione. Ricattatorio? Un po' sì. Eccessivo? Pure. Irresistibile? A tratti, senz'altro. Specie quando si riuniscono in scena i due più grandi comici (almeno) della prima metà del ventesimo secolo, in una coppia apparentemente ossimorica, l'emozione è incontenibile. Da vedere.

Xamini 6/01/08 16:04 - 1021 commenti

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Il comico Calvero affronta la china più aspra della sua parabola discendente e proprio allora incontra un passero dalle ali spezzate, incapace di spiccare il volo. La giovane e talentuosa Terry ritrova in lui il suo coraggio e diviene la sua stessa energia vitale. Chaplin mostra un'immagine di sé tanto crespuscolare quanto infinitamente poetica, tradendo tutto il suo amore per la scena e cercando di trasmettere tutta l'emozione dell'artista. Musiche davvero ispirate.
MEMORABILE: "Credevo che odiassi il teatro" dice lei - "Odio anche la vista del sangue, ma l'ho nelle vene", ribatte lui, prima dell'entrata in scena

B. Legnani 12/01/08 19:10 - 4749 commenti

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Capolavoro. Retorico? Sì. Figlio di un autore che vuole esorcizzare la morte? Probabile. Forzati alcuni snodi dell’intreccio? Sì. Ma le inverosimiglianze sono parte di ogni trama creata, per cui... Enorme messa in scena di una vicenda ricca di frasi memorabili, ma semplici (“Tutti disprezziamo noi stessi” – “Per un uomo della mia età, la verità è tutto” – “Il tempo è un grande autore”, fino alla fantastica considerazione finale che tutti siamo dei dilettanti, perché non abbiamo abbastanza tempo per diventare qualcosa di più). Straordinario.
MEMORABILE: Essendo impossibile scegliere un solo brano del film, indico la colonna sonora.

Pigro 20/07/08 10:32 - 7825 commenti

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Vecchio clown demodé lancia giovane ballerina verso il successo. La verve comica e l’impegno sociale-politico di Chaplin lasciano il posto, con infinita commozione, a una storia intima e personale (il viale del tramonto di un anziano comico), che si riallaccia al Vagabondo di decenni prima. Si ride, ma soprattutto ci si emoziona come non mai. Grandi attori (con imperdibile cammeo di un vero emarginato dal progresso cinematografico: Buster Keaton), bella musica dello stesso regista. Un romanzo della solitudine. Va diretto al cuore e non importa se la retorica talvolta esagera.

Enricottta 25/09/09 18:10 - 507 commenti

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Fateci caso: negli anni scorsi passava spesso in televisione. Ho pensato che oggi sarebbe anacronistico trasmettere un film così bello con il rischio di vederlo frantumato in tanti piccoli frames, infettato dagli spot pubblicitari. Chaplin, se lo chiedete ad un bambino, è un "oggetto" sconosciuto, e questo fa rabbia. I sentimenti che sprigiona "Luci della ribalta" abbagliano, intontiscono, per quanto sono puri. Chaplin le su "luci della ribalta" le ha avute e sempre le avrà, comunque.

Deepred89 12/04/11 22:50 - 3292 commenti

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Il film non è perfetto: troppe frasi ad effetto, qualche rallentamento nel ritmo, alcuni snodi discutibili; basta però lo sguardo di Chaplin per renderlo imperdibile. Raramente si è vista una performance tanto sentita, commovente e allo stesso tempo misurata; a ciò si aggiunge un soggetto che, per quanto non resca ad evitare i problemi sopra citati, riesce a parlare di declino e di solitudine con una forza non indifferente, in grado di far annegare in una mare di malinconia le varie scene comiche. Grande esempio di cinema.

Smoker85 8/09/11 14:00 - 393 commenti

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Chaplin racconta una storia asperrima. Calvero ha forza di regalare sogni e vita a Terry, ma non ha più forza né mezzi per credere in se stesso. Lotta, cerca di tornare sobrio, ma gli altri lo bocciano sempre e comunque, lo guardano con inesorabile sufficienza o, al più, con pietà. Ma l'attore non vuole pietà. Rinuncia all'amore di Terry, si offre alla vita di artista di strada (un mendicante, per come lo vedono gli altri). Finale struggente, con la morte quasi sul palco. Bellissimo cameo del grande Buster Keaton, musiche memorabili. Imperdibile.
MEMORABILE: I sogni ossessivi di Calvero, l'ultimo spettacolo col pubblico compiacente.

Mickes2 11/07/12 15:05 - 1668 commenti

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Cinema che si trasforma in teatro, teatro che magicamente diviene cinema. Quell'impervio tragitto chiamato "vecchiaia" incontra la sensibilità di Chaplin, ed è tutta una scoperta. Due anime sofferenti che si aiutano, si completano, sperano, gioiscono, piangono insieme in un tripudio di malinconia e sentimenti, altruismo, voglia di vivere, combattere, risalire dal baratro della depressione e dell'alcolismo. Ma la forza combattiva, Calvero, la regala tutta a Terry, giovane e dolce ragazza con una grande passione per la danza. Bellissimo e umano.

Nando 30/07/12 14:52 - 3485 commenti

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L'amara parobola di un anziano artista che diventerà il pigmalione di una giovane ballerina. Una narrazione ricca di pathos con forte carica emotiva. Il grande Chaplin non lesina retorica ma lo fa con immenso mestiere generando sorrisi e commozione con estrema naturalezza. Il finale poi è tutto un programma.

Galbo 26/12/12 20:27 - 11422 commenti

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Nell'ultima fase della sua parabola artistica Chaplin realizza un film amaro, ma profondamente sincero, mettendo tutto sé stesso nella figura del protagonista Calvero. Film fatto apposta per emozionare, la cui sceneggiatura è estremamente calibrata e che ci regala una grandissima interpretazione del protagonista (ma la sua partner femminile non è da meno) e una colonna sonora che non si dimentica.

Paulaster 13/04/16 15:43 - 2825 commenti

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Chaplin illustra il suo personale "Viale del tramonto" come un resoconto artistico. Narrazione di onestà unica dove il bere diventa rifugio, le risate si istruiscono a comando e si può arrivare all'elemosina. Frasi a effetto a sintetizzare l'amore e la dedizione per diventare "solo" dilettanti dello spettacolo. Finale come una summa, con Buster Keaton a dar forza al tempo che per loro è ormai passato (ma lo show deve continuare). Solo l'insistenza dell'amore dichiarato dalla ballerina diventa un'immagine improbabile. Musiche notevoli.
MEMORABILE: Lo schiaffo.

Parsifal68 24/01/17 18:15 - 607 commenti

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Un clown in declino salva una ballerina dal suicidio. Una volta tornata sulle scene, lei si sdebiterà con il suo salvatore donandogli una porzione del suo spettacolo. Uno dei capolavori di Chaplin del periodo del sonoro è un film ricco di disincanto e malinconia ed estremamente commovente. Non manca la retorica, ma è sana e senza falsi pietismi. Fu un film che ebbe poca visibilità in America e vinse un Oscar solo nel 1972, ma è da ritenersi uno dei film più belli di sempre.

Graf 21/10/17 23:13 - 699 commenti

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Charles Chaplin, che nella vita privata non è stato uno stinco di santo, misteriosamente si trasforma dietro e davanti la macchina da presa. Difficile trovare un regista e un attore con un’ispirazione più limpida, una grazia più eletta, un sentimento più puro. Il suo Calvero è la poetica rappresentazione dell’amore più vero che dovrebbe stringere insieme il genere umano. Un grandissimo film-feuilleton nel quale la magniloquenza dell’emozione è riscattata dal genio creativo; una pellicola memorabile nella quale si ride e si piange contemporaneamente.
MEMORABILE: Lo straordinario numero con Buster Keaton; Lo struggente finale; La coinvolgente colonna sonora.
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