Schindler's list - La lista di Schindler - Film (1993)

Schindler's list - La lista di Schindler
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Affresco feroce dell'Olocausto controbilanciato dalla bontà d'animo di un uomo (realmente esistito, va da sé) che da solo salvò oltre mille ebrei dai campi di sterminio attraverso il loro impiego come operai nella sua fabbrica, convertita durante la guerra alla costruzione di armi. Oskar Schindler (Neeson) diventa così il simbolo della resistenza umana, dell'ingegno astutamente contrapposto ai dettami di un regime che ha perso il senno, sintetizzato al meglio nella figura di Goeth (Fiennes), comandante spietato che uccide senza forse nemmeno rendersi conto delle proprie azioni, obnubilato dalla retorica nazista e da comportamenti che riesce difficile credere appartengano...Leggi tutto a tanti quanti furono i gli hitleriani convinti.

Schindler si muove tra i caseggiati di una Cracovia cui il bianco e nero restituisce il necessario clima lugubre, si trova inizialmente a frequentare senza troppo sentirsi a disagio i vertici dell'organizzazione, quindi progressivamente a comprendere quanto essi siano irragionevoli rimanendo loro tuttavia vicino - e in apparenza complice – in modo da poter attuare il proprio piano, reclutando e quindi salvando intere famiglie sottratte prima al ghetto poi alla partenza per il vicino campo di concentramento; con un braccio destro a cui far sempre riferimento: il contabile ebreo (Kingsley) che lo accompagnerà nella lunga avventura di ribellione sotterranea, condotta con la faccia di chi lo sta facendo esclusivamente per il proprio interesse: la manodopera ebraica consta infinitamente meno di quella polacca, quindi perché non servirsene? Persino Goeth gli crede, discorre con lui senza accorgersi di quanto siano tra loro diversi. Perché Goeth è il diavolo, dipinto come freddo esecutore di un progetto costruito prima di ogni cosa nella sua mente malata, riflessa in uno sguardo gelido di occhi chiari esaltati dai contrasti dello splendido bianco e nero di Janusz Kaminsky (uno dei sette Oscar vinti dal film).

Non si contano le invenzioni registiche che lasciano il segno, a cominciare da quella bimba col cappottino rosso unico squarcio di colore insieme alla fiamma dei ceri che fa da transizione quando si passa dal colore al bianco e nero sia nel prologo che (con procedimento inverso) nell'epilogo. Ma non si può purtroppo dimenticare prima di ogni cosa la spietatezza delle esecuzioni in pubblico: donne e ragazzini colpiti dal suo terrazzo da un Goeth che centra da lontano bersagli inerti come un cecchino impazzito. L'insiitita rappresentazione delle crudeltà naziste diventa cifra stilistica importante, corredo fondamentale nella comunicazione del messaggio. Sostenuto da interpretazioni non strabilianti ma efficaci, il film passa indenne l'esame delle oltre tre ore dimostrando quanto Spielberg mai si smarrisca in divagazioni d'autore fini a se stesse. Magari non trova da subito la direzione migliore in cui incanalare gli sforzi, talvolta inciampa in eccessi retorici, ma dimostra sincerità e distanza dalla banalizzazione dei sentimenti (tranne forse nella scena finale dell'addio di Schindler, in cui tuttavia magistralmente sfrutta un'impostazione melodrammatica per rendere bene l'idea della tragica equivalenza che mette in rapporto le vite umane con i beni materiali).

Non si dimenticano i colpi di mitraglia visualizzati solo inquadrando i lampi sui muri o da lontano le finestre nella notte, la reazione rabbiosa di Goeth dopo aver tentato di esercitare il potere (secondo le istruzioni di Schindler) perdonando un ragazzo che non gli aveva perfettamente pulito la vasca da bagno. Le impeccabili musiche di John Williams (ennesimo Oscar pure per lui) danno la misura di un lavoro studiato in ogni sua parte, magari non sempre trascinante ma ricco di momenti in cui è difficile non riconoscere la mano di uno dei più grandi registi della storia del cinema. Commovente la chiusura al cimitero, con gli attori del film che accompagnano le loro controparti realmente esistite a posare un sasso sulla tomba di Oskar Schindler per commemorare il loro salvatore.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/01/07 DAL BENEMERITO MAGNETTI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/07/23
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Magnetti 30/01/07 11:00 - 1103 commenti

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Seconda Guerra Mondiale: i tedeschi hanno occupato la Polonia e trasferito tutti gli ebrei nei ghetti. Il vulcanico Schindler vi fonda una fabbrica con operai ebrei (il salario va allo stato tedesco). Manipolando la stupida mente dello psicopatico comandante tedesco Goeth (strepitoso Ralph Fiennes) e con l'aiuto del contabile ebreo (Ben Kingsley, anche lui bravissimo) salverà 1.100 ebrei. Film quasi perfetto: peccato per il finale troppo hollywoodiano.

Deepred89 6/05/07 13:33 - 3706 commenti

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Notevole. La storia è toccante e coinvolgente e la regia di Spielberg riesce a tenere alta l'attenzione per le oltre 3 ore di film. Bravissimi tutti gli attori, soprattutto Ralph Fiennes, e azzeccatissima la colonna sonora. Peccato per il pessimo finale, ruffiano e abbastanza scollegato dal resto della storia. Nonostante questo, un ottimo film.

Caesars 9/05/07 11:40 - 3790 commenti

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Spielberg dirige un film quasi perfetto, affrontando un tema a lui molto vicino come l'olocausto degli ebrei, riescendo a mantenere un perfetto equilibrio nel raccontare questo dramma senza cadere nello stucchevole e tenendo ben desta l'attenzione dello spettatore per le circa tre ore di durata del film. Tutto bene allora? Purtroppo siamo ad Hollywood e quindi bisogna pagare pegno: ecco allora spuntare una scena finale (che è una tipica "americanata") a rovinare irremediabilmente tutto ciò che era stato costruito fin lì. Comunque molto bello.

Capannelle 14/11/07 14:31 - 4411 commenti

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Oltre 3 ore in b/n che non senti grazie alla bravura di Spielberg nel comporre un quadro così denso e toccante. Dal ghetto al lager, il regista riesce a raccontare gli eventi combinando con equilibrio ricostruzione storica e fatti romanzati. Senza cedere a voli pindarici ma senza omettere aspetti biechi e crudeli. Grande Kingsley nel suo ruolo di "eminenza grigia", bravo Neeson a rendere credibile un personaggio controverso, prima furbo e opportunista, poi furbo ed eroico. Il finale è un'aggiunta ma è comunque significativo. Musica commovente.

Puppigallo 15/11/07 23:01 - 5273 commenti

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Chi lo vede, difficilmente lo scorda. A tratti è così duro da rendere difficile la visione (qui si capisce veramente quanto potesse valere, in quel funesto periodo, la vita di un ebreo). Ottima l’interpretazione di Neeson: un uomo che danza quotidianamente coi diavoli, tentando al tempo stesso di salvare vite (bella la sua fabbrica di armi, dove si punta all’inefficienza e all’approssimazione). Bravi comunque tutti gli attori, con una nota di merito per Kingsley (il contabile ebreo) e per il sadico, disturbato Fiennes. Un grande esempio di cinema.
MEMORABILE: "La lista è vita"; Il tiro al bersaglio dal balcone; L'architetta ebrea viene giustiziata, dopodichè vengono apportate tutte le sue modifiche.

Gugly 27/01/08 18:35 - 1187 commenti

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Bianco e nero perché quel periodo lo ricordiamo solo così, orrore non spiattellato ma funzionale alla storia (si entra in locali da cui esce solo fumo dai camini nella notte)... beh, ovviamente è commovente a parte l'americanata di quando Schindler va via; Liam Neeson ha la giusta faccia del mascalzone che scopre l'orrore, Kinsley si rifà alla faccia buona di Gandhi. Stupenda la scena finale che illustra l'usanza ebraica del sasso e del ricordo. Da paura Ralph Phiennes, simbolo della follia nazista.
MEMORABILE: Da brivido la scena in cui Fiennes simula la benedizione del Cristo e poi uccide dal balcone.

Undying 29/01/08 17:06 - 3807 commenti

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Spielberg ingaggia attori degni di questo nome, sviluppa cinematograficamente una sceneggiatura estrapolata dal libro "verità" di Thomas Keneally e porta sullo schermo, in un - volutamente - affievolito B/N una delle pagine più nere della storia contemporanea. Ma nonostante tutto, una luce brilla nel buio: è quella rappresentata da Schindler, uomo (non eroe) nel vero senso della parola, in grado di salvare 1.100 ebrei dall'Olocausto. Unica nota stonata: il finale, forzatamente inserito e non necessario.

Pigro 21/07/08 10:07 - 9666 commenti

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Industriale tedesco si prodiga per salvare gli ebrei durante la Shoah, impiegandoli nelle sue fabbriche. La storia è già potente di per sé: la straordinaria sapienza cinematografica di Spielberg, sostenuta da una forte passione per la vicenda, fa il resto. Il film è monumentale, soprattutto nel suo valore etico e riesce a comunicare intensamente anche attraverso la scelta del bianco e nero “sporcato” da pochi tocchi di colore altamente simbolici e commoventi. Strepitosi Liam Neeson, Ralph Fiennes e Ben Kinglsey. Numerose le scene mozzafiato.

Lovejoy 22/07/08 14:23 - 1823 commenti

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Capolavoro. Spielberg trae dal bel romanzo di Keneally un film potente, magnifico sul piano visivo, con un bianco e nero lancinante e su quello contenutistico. Diverse le scene da ricordare, con la bimba col cappotto rosso per sempre negli occhi e nel cuore. Grande lavoro sul cast, con magnifiche interpretazioni da parte di tutti. Ben Kingsley comunque è una spanna buona su tutti. Bellissima colonna sonora del fidato Williams.

Straffuori 23/07/08 23:37 - 338 commenti

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Forte, commovente, magistralmente girato e di grandissimo impatto visivo. Il film cala lo spettatore nella atroce realtà che racconta ed ha un forte impatto emotivo oltre che visivo. Bellissimo il bianco e nero spezzato solo dal vestitino rosso... Forse troppo lungo. Unico difetto.

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Redeyes 24/07/08 09:49 - 2449 commenti

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Notevole l'impianto emotivo che questo film imbastisce, geniale nell'utilizzo del b\n e eccezionale nella scelta delle inquadrature. Spielberg, forse, cava dal cilindro il suo miglior film e lo fa con un'immane tragedia che proprio in questo ha la sua difficoltà di rappresentazione. Sarebbe stato facile farlo scivolare, banalmente, in un, semplice, lacrima-movie, invece non si cede quasi mai a facili sensazionalismi. Su tutti impossibile non notare un Fiennes eccellente in una delle migliori interpretazioni in assoluto. Capolavoro.

Galbo 24/07/08 17:30 - 12392 commenti

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Capolavoro di Steven Spielberg e ispirato alla storia vera del tedesco Oskar Schindler è il film più maturo del regista americano e anche quello con minori concessioni alla retorica drammaturgica hollywoodiana. La storia è raccontata in modo asciutto e privo di fronzoli con una particolare cura della caratterizzazione dei personaggi ed avvalendosi di un ottimo cast nel quale spiccano Liam Neeson e Ralph Fiennes. Ricca di suggestioni la colonna sonora.

Sunchaser 22/09/08 21:56 - 127 commenti

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Grande film di Steven Spielberg, che racconta con grande ispirazione (non stupisce, visto che lui stesso è ebreo) e dirige con grandissima classe. Bellissimo il bianconero di Janusz Kaminski e memorabile la prova degli interpreti. Su tutti svettano Liam Neeson (che racconta con sofferta intensità la trasformazione di Schindler da avido imprenditore ad eroe) e Ralph Fiennes, semplicemente perfetto nei panni del folle gerarca Nazista. Finale commovente e di grande intensità.
MEMORABILE: La bambina con il cappotto rosso. Un momento di vera poesia.

Cangaceiro 3/11/08 19:21 - 982 commenti

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Film che è allo stesso tempo capolavoro ineguagliato sul triste tema dell'olocausto e grande successo personale di quell'ottimo regista che è Spielberg. Non ci sono prime donne sul set, l'unico protagonista è il cineasta americano che riesce a raccontare in modo poetico, crudo ed ipnotico il martirio degli ebrei e la disperata missione di Oskar Schindler. Vincente la scelta del bianco e nero. Da vedere sicuramente.

Ciavazzaro 15/01/09 16:25 - 4770 commenti

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Molto Bello. Girato in bianco e nero (scelta molto azzeccata), con un buon cast (Fiennes e Kingsley buoni attori), fa in modo di narrare la storia in modo azzeccato, con una buona direzione degli attori, una sceneggiatura curata, diverse ottime scene (il finale, la scena nel magazzino col monologo di Liam Neeson). Promosso a pieni voti.

Ale nkf 11/05/09 13:50 - 802 commenti

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Vero e proprio capolavoro di Steven Spielberg ispirato purtroppo ad una storia vera durante il nazismo della seconda guerra mondiale. Il finale è molto commovente e la bambina col cappotto rosso dà qualcosa in più al film e lo rende ancora più unico nel suo genere.

Rickblaine 2/12/09 10:14 - 635 commenti

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Oskar Schindler è un piccolo uomo che inizia per costruirsi una carriera sulla la vita degli ebrei e finisce con l'annientarla per salvarli. Un'opera che sottolinea la drammaticità di un tempo dove ogni cosa aveva perso senso. Cercherà con ogni mezzo in suo potere di salvare quanti più ebrei possibile. Ricco di scene crude e violente, ma da dettagliare forzatamente per far capir bene l'uomo dove può arrivare. Il cast è superlativo. I Fiennes, i Neeson, i Kingsley sono ottimi. Bravo Spielberg.
MEMORABILE: Il dialogo sul potere fra Fiennes e Schindler: da grandi attori.

Enzus79 2/12/09 10:14 - 2896 commenti

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Il cinema certe volte regala grandi emozioni e Schindler's list ne è la prova. La drammaticità che vivono gli ebrei al tempo dei nazisti è dura a vedere, dato che incuote una certa angoscia. Il tutto però è diretto con grande maestria (specialmente i momenti tragici) da uno Steven Spielberg che, quando non pensa al portafogli, ottiene dei capolavori. Ottimi tutti gli attori.

Giuliam 2/12/09 15:25 - 178 commenti

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Steven Spielberg ci regala una delle sue migliori opere. Dal pieno potere del nazismo fino al suo declino; il regista ci guida fra le più brutte pagine della storia dell'umanità, ricostruendo con grande meticolosità la Polonia del '900 e tutto il suo contorno: morte, desolazione, militari, razzie, cattiveria. La speranza, però, dilaga per tutto il film: "speranza" rispecchiata da Schindler, un imprenditore cecoslovacco che tenta di salvare alcuni ebrei da un campo di lavoro forzato. Commovente. Cast di spessore.
MEMORABILE: Quando Schindler parla del "potere".

Belfagor 4/12/09 09:58 - 2690 commenti

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L'ultimo capolavoro cinematografico del XX secolo, girato in un eccellente bianco e nero e portato avanti per quasi tre ore senza una pecca (a parte lo scivolone hollywoodiano durante la partenza di Schindler, ma è veniale). Il cast è pressoché perfetto, con il trio di protagonisti che si contende la palma per la migliore interpretazione. Indimenticabile Fiennes nel ruolo del sadico Göth. Spielberg affronta la questione del secolo intrecciando orrore e speranza con una sensibilità unica.
MEMORABILE: La bambina con il cappotto rosso, un fine omaggio ad un altro capolavoro del cinema.

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Tomslick 25/01/10 13:08 - 205 commenti

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Il racconto della salvezza di un gruppo d'ebrei per mano di un industriale tedesco, col pretesto della necessaria manodopera in fabbrica dei suddetti, è lo spunto che il grandissimo Steven Spielberg usa per narrare la tragedia della Shoah. Egli lo fa, al di là di qualche lungaggine e di qualche strappo narrativo, in maniera molto emozionante, anche grazie ad un bellissimo e quanto mai pertinente bianco/nero, grandi interpretazioni, ottimo score musicale. La storia (vera) era già di suo potentissima e toccante: Spielberg l'ha saputa raccontare.

Piero68 3/05/10 15:53 - 2957 commenti

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In questo film viene finalmente fuori l'ebreo che è in Spielberg con tutta la sua rabbia. Magistralmente diretto con un Liam Neeson che giganteggia ed un Ralph Finnies perfettamente a suo agio nella parte del cattivissimo. La scelta del B/N e la colonna sonora completano le suggestioni che si provano guardando questo film. Storia di un vero eroe del novecento. Non mi vergogno a dire che ancora oggi, dopo averlo visto e rivisto, quando arriva la scena finale, mi commuovo come un bambino.

Stefania 22/03/10 16:11 - 1599 commenti

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Nel bianco e nero dell'eccidio nel ghetto, Schindler vede un puntino rosso, una goccia di colore, una goccia di vita che presto si spegne. Contemporaneamente, si accende e si risveglia la coscienza di Schindler, dal sonno dell'ignavia. Coglie la follia del male, ma anche la sua ottusità, perciò lo combatte come può: con l'astuzia. Accetta di diventare anche lui semplicemente una goccia, una goccia di speranza in un mare di disperazione e di orrore. Con una regia magistrale, Spielberg scolpisce nella pietra un dramma emozionante e potente.
MEMORABILE: Schindler e Stern compilano la lista.

Greymouser 24/04/10 15:08 - 1458 commenti

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Questo è uno di quei film di cui è difficile parlar male, vuoi per l'alto afflato etico e civile che lo sostiene, vuoi per il valore edificante della storia e la bravura degli attori. Detto questo, il giudizio cinematografico deve tener conto (anche) di altri fattori: resto convinto che il film presenti qualche prolissità e che alcune scene siano parecchio forzate, tese solo a provocare indignazione nello spettatore; la psicologia di alcuni protagonisti è scolpita troppo con l'accetta e il tasso di retorica a volte tocca il limite di guardia.

Vanadio 29/04/10 23:13 - 105 commenti

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Superbo film del dotato Steven Spielberg, che riesce a mescolare grande cinema al successo al botteghino. Ispirato fedelmente alla vita di Oskar Schindler, imprenditore tedesco che cercò in ogni modo di aiutare quanti più ebrei possibile salvandoli dalla deportazione con la scusa di assumerli nella sua fabbrica. Il bianco e nero rimarca quanto tempo sia passato da allora e quanto aberrante sia stata l'immensa tragedia della Shoah. Capolavoro, senza se e senza ma.

Paruzzo 22/11/10 23:02 - 140 commenti

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Non ci sono parole per descrivere la forza che ha questo film. La scelta di girarlo in bianco e nero aggiunge una carica emotiva al film che forse non avrebbe avuto se fosse stato a colori. Spielberg descrive con crudeltà la vera storia di Oskar Schindler, ma non solo: descrive soprattutto la sofferenza di un popolo. Perfetta la scelta del cast e colonna sonora che sottolinea ancora di più la drammaticità del film.
MEMORABILE: In memoria delle innumerevoli vittime fra il vostro popolo, io vi chiedo di osservare tre minuti di silenzio.

Vstringer 6/12/10 01:15 - 349 commenti

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Fare film sulla Shoah è sempre rischiosissimo: Spielberg, forse in cerca di espiazione cinematografica dopo le baracconate di Jurassic Park, per un soggetto che lo tocca così profondamente si affida al superbo b&n di Kaminski, ad una regia magistralmente sobria e secca, ad un trio di attori capaci e in forma (intenso Fiennes, calibrato Kingsley, grandioso Fiennes). Rimane pellicola prolissa con una sbavatura finale (Spielberg ripeterà lo stesso scivolone in Salvate il soldato Ryan), ma massiccia e potente, difficile da dimenticare per impatto.
MEMORABILE: L'architetta ebrea; il discorso di Schindler sul potere; il tormento di Goth con Helen; la compilazione della lista.

Pinhead80 12/12/10 23:40 - 4759 commenti

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Film la cui bellezza si contrappone all'atrocità dell'argomento trattato. Se possibile Spielberg riesce a dare forza a immagini che di per sè basterebbero per intensità ed emozione. La scelta di dare rilievo con il colore, piuttosto che utilizzare il bianco e nero, è fantastica. Ogni singolo fotogramma è impregnato di disperazione ma anche di speranza. Un film capolavoro.

Andykap 20/12/10 13:41 - 37 commenti

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L'avventuriero Schindler trova il modo di arricchirsi nella Polonia invasa senza troppe preoccupazioni morali. Ma gli appare la “banalità del male” e allora si dedica al salvataggio di 1.100 vite. Opera forse definitiva sull’olocausto, grandissima anche nei suoi difetti (qualche concessione tipica al melò hollywodiano). Film feroce ed un po' “malato” nelle molte scene di implacabile violenza. Schindler e Goetz sono a lungo un “doppio” a suggerire il minimo scarto tra abiezione e riscatto. Eccezionali Fiennes e Neeson (e Kingsley è perfetto).
MEMORABILE: Innumerevoli: tra tutte il bambino che mima il gesto dello sgozzamento all'indirizzo del treno che sta raggiungendo Auschwitz.

Tnex 19/12/10 20:48 - 62 commenti

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Uno dei più bei film degli anni '90. Ricordo ancora all'uscita della sala alla prima del film gli spettatori silenziosi e col capo chino dopo 190 minuti di tragedie e sofferenze. Spielberg ha saputo trovare un modo giusto, straordinario e potente per ricordare al mondo l'abisso della Shoah. Da conservare e rivedere.

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Ishiwara 29/04/11 23:52 - 214 commenti

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Film ricattatore e furbo o capolavoro raccontato con passione? Forse un misto di entrambi; sta di fatto che funziona e coinvolge. Un bianco e nero stupendo ed una ricostruzione accurata. Un cattivo (Fiennes) che non si redime neanche sulla forca, una vittima (Kingsley) che pare voglia farsi odiare, un buono (Neeson) che scopre tardi la sua vocazione. Finale a colori documentaristico che stona un po' con la struttura del film. Tante scene che rimangono impresse nella memoria. D'obbligo vederlo.
MEMORABILE: Schindler che si presenta ai tedeschi; il rastrellamento nel ghetto; la partenza dei camion con i bambini; l'arrivo del russo "liberatore".

Lupoprezzo 15/09/11 12:48 - 635 commenti

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Un episodio di guerra narrato in maniera potente e compatta. Steven Spielberg sposa la logica hollywoodiana ad un'attenta documentazione sugli ebrei di Schindler e, grazie al meraviglioso bianco e nero di Kaminski, estrae emozioni da ogni chiaroscuro, padroneggia il mezzo con raffiche di autentico cinema (l'atroce distruzione del ghetto) e quando potrebbe non osa (le doccie), forse per rispetto. Lian Neeson è sublime nell'incarnare un personaggio dalla difficile gestazione (portato un po' all'eccesso verso la fine). Magnifico.

Cotola 20/09/11 19:34 - 9043 commenti

I gusti di Cotola

Grandissimo film di Spielberg che ha non solo un alto valore civile (visto il tema trattato) ma anche un eccellente valore squisitamente cinematografico. Il regista americano gira, infatti, benissimo e si confronta con la più grande tragedia della storia in modo sobrio e maturo riuscendo a sconvolgere le menti ed i cuori degli spettatori, pur mostrando meno di quello che avrebbe potuto e senza mai cedere a facili e gratuiti sensazionalismi-voyerismi d’accatto (fatta eccezione per la giustamente tanto criticata scena finale).

Mickes2 1/05/12 17:13 - 1670 commenti

I gusti di Mickes2

Sontuoso e struggente punto di vista sullo stermino tedesco della Seconda guerra mondiale. Con un linguaggio che giunge direttamente al cuore, Steven Spielberg ci accompagna nell’Orrore e nella Tragedia indagando le coscienze, in una ballata profondamente etica e morale dove il valore della vita e della dignità umana non erano più quantificabili. Il b/n di Kaminski ammanta di realismo, mentre Liam Neeson dona ulteriore spessore ad un uomo diventato eroe. Capolavoro indimenticabile di indiscutibile pregnanza contenutistica ed emotiva.
MEMORABILE: Le apparizioni della bambina col giubbotto rosso; L'uccisione dell'architetto; I bambini nascosti nella latrina; La liquidazione del ghetto.

Nando 12/06/12 15:33 - 3814 commenti

I gusti di Nando

Salvare dalla deportazione migliaia di ebrei, questo sembra l'impegno di un industriale tedesco. Pellicola di grande impegno sociale ed etico in cui si mostrano le grandi doti del regista. Il psthos trasmesso è notevole le sua rappresentazione mette i brividi per la sua veridicità. Validissimi i protagonisti.

Almicione 4/01/13 01:13 - 764 commenti

I gusti di Almicione

Senza tralasciare la brutale nefandezza del delirio nazista, nonché i tremendi e violenti sorprusi subiti dagli ebrei nei lager (e fuori), la trama si incentra sul toccante comportamento umano di Schindler, sapendo in questo modo cogliere un equilibrio diegetico capace di rendere leggeri un film piuttosto lungo ed eventi non facilmente digeribili. Nonostante non si possa considerare un capolavoro ineguagliabile (evitabili le scene finali, tediose molto più che commoventi), resta comunque un'opera lodevole. Fiennes molto bravo.

Rebis 27/01/13 17:10 - 2337 commenti

I gusti di Rebis

Tira aria da capo d'opera, film definitivo con il quale bisognerà fare i conti ogni qual volta si rievochi la Shoah al cinema. E in effetti Spielberg compie un'estrema sintesi di quanto la settima arte ha elaborato sull'argomento: dal bianco e nero - ferito dal color vermiglio - che ne ha tramandato la memoria visiva, al nodo etico sull'esistenza irriducibile del Male, fino all'insorgere delle pulsioni più aberranti che languono nell'uomo medio. Fiennes ha in Neeson il proprio anticorpo morale, in una specularità gemellare, tanto fisica quanto psicologica. Superbo l'impianto visivo e sonoro.

Tommy3793 28/01/13 14:04 - 72 commenti

I gusti di Tommy3793

Il capolavoro di Spielberg non è altro che lo struggente racconto delle gesta di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che durante l'olocausto salvò più di mille ebrei dallo sterminio. La regia e la fotografia sono impeccabili: viene usato un bianco e nero in grado di sottolineare l'emotività delle immagini, ma al tempo stesso anche la crudele realtà del dramma. Spielberg si affida inoltre alla meravigliosa colonna sonora e all'interpretazione magistrale di Fiennes. Neeson è talmente bravo che non trovo aggettivi. Veramente toccante.

Nancy 10/06/13 14:15 - 774 commenti

I gusti di Nancy

Un bel film, questo di Spielberg, d'impianto ed eco decisamente classicheggiante, forse leggermente sopravvalutato a livello di capacità di coinvolgimento poiché per quasi l'intera prima parte del film si stenta a ingranare e a entrare dentro la storia, che interessa di più solo quando i toni si fanno più drammatici e la lacrima scende giù facilmente. In ogni caso quasi mai si scade nel banale e questo è un punto a favore, oltre alle ottime interpretazioni sia di Neeson che, sopratutto, di Fiennes. Forse un po' troppo prolisso...

Saintgifts 28/01/14 11:05 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

Molto è stato scritto e tanti film sono stati fatti sulla Shoah, opere meritevoli a ricordare ciò che non può e non deve essere scordato. Spielberg aggiunge il suo contributo e lo fa con un film che oltre ai meriti artistici ha quello importante di riuscire a far capire, con intense emozioni, cosa sia stata veramente quella grande tragedia. La spilla d'oro con la svastica (quella che "avrebbe potuto salvare un altro essere umano") sulle eleganti giacche di Schindler sembra stonare, ma è lo scudo che egli usa con coraggio per salvare 1100 vite.

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Paulaster 15/02/14 21:21 - 4419 commenti

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Spielberg racconta l’olocausto sull’esempio di “chi salva una vita, salva il mondo intero”, in un b/n lucido come la follia imperante. Il dramma viene rappresentato non calcando troppo la mano sulle atrocità commesse, assurgendosi così a simbolo moderno di condanna dello sterminio. Il finale sottolinea questo stile e rimane sempre commovente. Notevoli le riprese di massa, specie nel suo dinamismo. Kingsley e Fiennes su tutti. Una nota per la presenza italiana di Beatrice Macola.
MEMORABILE: La scelta della dattilografa; La moglie reimbarcata sul treno; La manifattura del pentolone; Goeth in macchina al campo; L’esecuzione di Goeth.

Stelio 26/04/14 12:24 - 384 commenti

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Forse l'unico film veramente artistico di Steven Spielberg, solitamente più "eccellente tecnico" e intrattenitore che raffinato pittore. Il bianco e nero di Schindler's List, invece, dipinge eccome (in un particolare pure di rosso) i tratti di un lavoro estremamente malinconico, il migliore sul tema della Shoah, raggiungendo vette visive, fotografiche, interpretative davvero sublimi. Le parole non sono sufficienti a descriverlo, per quanto possa sembrare banale un'asserzione del genere.

Grifun 14/05/14 15:15 - 24 commenti

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Il film indubbiamente più maturo di Steven Spielberg, che lascia da parte (eccetto nel finale) la retorica che caratterizza il suo cinema optando per una narrazione che non risparmia immagini crude ma mai eccessive. Azzeccata la scelta del bianco e nero mentre diversi attori del cast firmano la loro miglior prova proprio qui. Anche il compositore John Williams raggiunge forse l'apice qualitativo della sua collaborazione con il regista americano.

Zio bacco 14/10/14 12:41 - 240 commenti

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Forse la miglior opera di Spielberg, cui va riconosciuto il giusto merito per la scelta quantomai vincente del bianco e nero. Il cast è di prim'ordine e la recitazione di livello, ma a eccellere è proprio la regia, che valorizza ogni minimo dettaglio. La narrazione è lineare e altrettanto convincente è la direzione degli attori. Ottima la sceneggiatura e innumerevoli le scene entrate nell'immaginario collettivo (da storia del cinema quella del cappottino rosso). Il finale è un po' forzato, ma il film è un capolavoro. Notevole.

Parsifal68 27/11/15 13:39 - 607 commenti

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Capolavoro assoluto della cinematografia mondiale e, ovviamente, di Steven Spielberg qui in stato di grazia. La straordinarietà del film alberga nel punto di vista del regista, partecipe e non distaccato, attento ad affrescare la figura di Schindler senza retorica e diplomazia come si conviene in una ricostruzione storica che lascia poco spazio all'indulgenza. In un contesto da "5 stelle", citazioni di merito vanno al sempre ottimo Ben Kingsley e alla meravigliosa fotografia in bianco e nero, vero colpo di genio dell'opera. Imperdibile!
MEMORABILE: La scena della bimba con il cappottino rosso.

Jena 27/08/16 21:06 - 1555 commenti

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Spielberg firma il suo capolavoro maturo, evitando da grande l'enfasi in cui un soggetto del genere poteva portare ma tenendo ben viva la commozione. Regia perfetta con alcune scene che non si dimenticano (come l'arrivo a Auschwitz del treno nella neve o la conduzione dei prigionieri nelle "doccie"). Ottimo Neeson, ma lo psicopatico nazista di Fiennes resta nella memoria. Perfetta ambientazione.

Ira72 6/04/17 15:17 - 1313 commenti

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Di film sulla persecuzione degli ebrei ne sono stati fatti molti, forse troppi, dal sapore più o meno simile (struggenti all'eccesso). Questo, insieme a Il pianista, si distacca completamente dalla massa. Non c'è nulla che non vada: ottimi gli interpreti, splendida la pellicola in bianco e nero (ad eccezione di pochissime scene), efficace, originale e asciutta la chiave narrativa, poesia pura la colonna sonora, raffinatissimi i dialoghi. Tre ore sublimi, intense, scorrevoli e toccanti. Il finale mette i brividi. Capolavoro assoluto.
MEMORABILE: Un soldato delle SS: "Un ebreo con un braccio solo. Doppiamente inutile..."

Minitina80 11/05/17 07:11 - 2984 commenti

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Un’opera che va ben oltre il proprio valore artistico trascendendo in un qualcosa di superiore che tocca nel profondo dell’animo umano. L’infamità scaturita dal nazismo viene tramandata attraverso la vita di un uomo che vede aprirsi l’abisso sotto i propri occhi e scopre lentamente quanto esso sia profondo. Difficile rimanere impassibili di fronte a un quadro così straziante, in cui la negazione della natura umana si compie accompagnata dalle struggenti note del violino di Perlman. Un capolavoro da rivedere ogni volta che se ne sente il bisogno.

Rocchiola 1/02/18 15:29 - 966 commenti

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Capolavoro spielberghiano. Al di là del sentito omaggio alle proprie origini ebraiche e alla tragedia della shoah, il film è soprattutto un'eccezionale spettacolo cinematico. Luminoso bianco-nero macchiato solo da quel geniale cappottino rosso. Fiennes che entra di diritto nella galleria dei cattivissimi hollywoodiani. Da confrontare con La vita è bella per capire che non basta un tema importante per fare un grande film: a livello registico Spielberg batte Begnini per KO tecnico. Peccato per l'eccessiva dose di retorica nel lacrimevole finale.
MEMORABILE: La liquidazione del ghetto seguita a cavallo dalla collina; Il tiro a segno dal terrazzo; Il bambino nascosto nella latrine; Il cappottino rosso.

Lou 1/02/18 18:06 - 1121 commenti

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La storia dell'imprenditore Oskar Schindler, che riuscì a salvare più di mille ebrei polacchi dallo sterminio nazista. Un film toccante, con alcune scene difficili da sopportare ma anche potente nel trasmettere elementi di speranza e dignità di fronte alla brutalità più spietata e insensata. La sensazionale fotografia in bianco e nero valorizza l'espressività dei bravissimi Neeson e Fiennes.
MEMORABILE: Chiunque salva una vita salva il mondo intero.

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Ryo 30/07/18 18:18 - 2169 commenti

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Capolavoro di Spielberg che dimostra di sapersi cimentare non solo in blockbuster urban fantasy, ma anche in film impegnati. La storia vera di Oskar Schindler, imprenditore tedesco, è straziante e commovente. Nonostante la lunghezza, il film non ne risente in pesantezza (se escludiamo la primissima parte in cui ci mette un po' a carburare) e tutte le scene più violente vengono mostrate con crudo realismo e schietta freddezza. Regia spietata, dunque, nel raccontare gli eventi preferendo un atmosfera in bianco e nero per richiamare il periodo.
MEMORABILE: La bimba col cappotto rosso; Le docce "vere"; "Avrei potuto dare la spilla, la macchina... avrei potuto salvarne altri...".

Alex75 17/09/18 13:54 - 880 commenti

I gusti di Alex75

La pagina più nobile della carriera di Spielberg che, senza sentimentalismi e frenando la retorica, mostra uno squarcio di speranza e di umanità nelle tenebre della Shoah attraverso la parabola di un industriale pragmatico assurto a “giusto tra le nazioni”. Lo spessore del film è accresciuto dalla certosina cura tecnica, dal b/n con occasionali e geniali chiazze di colore nonché dalla grande prova di Neeson, Kingsley e Fiennes. Imprescindibile per “meditare che questo è stato”.
MEMORABILE: La spilla d’oro con la svastica; Il tiro al bersaglio dalla finestra; La bambina con il cappotto rosso; Le docce; La lista.

Camibella 2/05/20 15:49 - 277 commenti

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Oskar Schindler è un industriale cinico e con poche emozioni. Quando i suoi operai ebrei vengono prelevati per essere portati ai campi di sterminio si ravvede salvandone centinaia. Senza ombra di dubbio il film più importante e celebrato della filmografia di Spielberg, che mescola sapientemente arte visiva e melodramma per fotografare il dramma della Shoah. Con l'uso intelligente del bianco e nero e avvalendosi di attori assolutamente perfetti, Spielberg consegna alla storia del cinema un autentico capolavoro.
MEMORABILE: La bambina con il cappottino rosso; Il finale con i veri protagonisti che vanno a vsitare la tomba di Schindler.

Siska80 28/01/20 13:41 - 3792 commenti

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Non fatevi ingannare dallo stile documentaristico apparentemente freddo: Spielberg, molto delicatamente, non soltanto evita di scendere nei dettagli più feroci della prigionia ebrea ma ci regala perle di poesia (la bimba col cappotto rosa in un mondo in bianco e nero, simboleggia la speranza) e di saggezza (il pianto del protagonista rappresenta la presa di coscienza dell'uomo dinnanzi all'orrore puro). Il tutto corredato da una musica struggente, incarnazione del dolore di un intero popolo. Sublime.
MEMORABILE: Gli ebrei che consolano Schindler in lacrime, abbracciandolo.

Lebannen9_ 1/04/20 19:38 - 40 commenti

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Come si racconta l'Olocausto? Il concetto chiave per Spielberg è la dualità: bianco e nero, vita e morte. La storia di Oskar Schindler è presentata in forma quasi documentaristica - scelta resa evidente da alcune inquadrature confuse -, con il susseguirsi di un'altalena emotiva che tiene incollati allo schermo. Nonostante il simbolismo renda prolisse certe scene, la trama incredibile e la colonna sonora dolcissima (premio oscar a Williams) ne fanno un film inestimabile per la forza con la quale tratta dei "sommersi e dei salvati".
MEMORABILE: Il "trasloco" dei bambini; L'immolazione dei cadaveri a Chujowa Gòrka; Auschwitz.

Anthonyvm 18/08/20 18:54 - 5689 commenti

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Forse il più importante film sulla Shoah. Spielberg firma un'opera potente e matura, sincera e appassionante, dipingendo ritratti di straordinaria umanità nel mezzo di un'agghiacciante discesa all'inferno. Ci si affeziona ai personaggi, si tratti di protagonisti o di piccoli ruoli marginali, si resta sconvolti dall'ormai proverbiale freddezza di Fiennes e ci si commuove osservando la progressiva trasformazione di Neeson. Tre ore che si vorrebbe non finissero mai. Piccolo tocco di classe la scelta del bianco e nero (e rosso), eccezion fatta per il prologo e l'epilogo documentaristico.
MEMORABILE: Il massacro a sangue freddo nel ghetto; Le fucilazioni a caso dal balcone; Il rogo di cadaveri; Neeson dà da bere ai prigionieri davanti ai militari.

Daniela 21/08/20 10:24 - 12662 commenti

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Regista che a livello di spettacolarità ha pochi rivali quando si tratta di mettere in scena storie d'avventura, Spielberg talvolta toppa quando affronta temi "alti" per eccesso di correttezza e sentimentalismo. Non è questo il caso: Schindler's List è un capolavoro che, partendo da una storia bellissima quanto immersa in una tragedia di immani proporzioni, coinvolge e commuove senza alcun patetismo. Interpreti perfetti nei rispettivi ruoli rendono indimenticabili i loro personaggi, ma quella che resta più impressa è l'unica macchia di colore: un cappottino rosso stringe il cuore. 
MEMORABILE: Il tiro a segno dalla finestra; Il cappottino rosso in mezzo alla pila di abiti grigi; Le mani dei bambini. 

Nicola81 30/01/22 11:48 - 2857 commenti

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Premesso che tre ore non sono una passeggiata e che la storia non ingrana proprio subito, quando però si entra nel vivo è impossibile staccarsi dallo schermo. La più grande tragedia del '900 trova il suo narratore ideale in Spielberg, che parte da un episodio molto interessante di suo e lo sviluppa con esemplare costruzione dei personaggi (il buono Neeson diventa tale progressivamente, Kingsley è una vittima che inizialmente non ispira troppe simpatie) e con innata capacità di emozionare, che solo nel prefinale mostra qualche cedimento alla retorica. Stilisticamente vincente il b/n.
MEMORABILE: La liquidazione del ghetto; Il cappottino rosso; Il tiro a segno dal balcone; La lista; La fermata ad Auschwitz; L'annuncio del militare russo.

Dzekobsc16 2/02/23 10:28 - 46 commenti

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Nessun film ha saputo rendere così bene l'orrore dei lager nazisti. Lasciando da parte la retorica, la pellicola cattura per intensità e qualità, tenendo lo spettatore incollato allo schermo per più di tre ore senza mai perdere ritmo. Commovente la prova di Liam Neeson, Fiennes perfetto nei panni di Göth, ufficiale nazista; colonna sonora struggente, meritatamente da Oscar. Tuttavia, è la sapiente mano di Spielberg a fare la differenza, con una regia asciutta che regala drammaticità e credibilità a ogni singolo fotogramma, come in un documentario. Capolavoro.
MEMORABILE: Il cappottino rosso; L'esperienza degli operai ad Auschwitz; La colonna sonora di John Williams; Il finale a colori.

Magerehein 22/02/24 10:58 - 1001 commenti

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La vera storia di un affarista tedesco mutato in benefattore dopo aver visto le brutalità della Shoah. Di fronte a un contesto che già di per sé lascerebbe difficilmente indifferenti, il vero merito di Spielberg è quello di mettere da parte certe melensaggini tipiche di suoi altri lavori; il film colpisce quando deve (talvolta è difficile trattenere le lacrime) e nei momenti rimanenti tratteggia con fin troppa cura personaggi e contesto (data la durata sfrondare qualcosina non avrebbe compromesso il prodotto finito). Eccellenti il trio Neeson/Kingsley/Fiennes e le musiche.
MEMORABILE: Il cappottino rosso; Nascondigli in ogni dove e contromisure notturne tedesche; La processione finale al cimitero.

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  • Discussione Jandileida • 18/08/11 12:19
    Addetto riparazione hardware - 431 interventi
    Sull'eccidio degli armeni c'è anche Ararat di Egoyan.

    A dimostrazione che ogni regista filma, cosi come ogni scrittore scrive, di cio che più gli sta a cuore.
  • Discussione Giùan • 18/08/11 12:51
    Controllo di gestione - 241 interventi
    La polemica su questioni come questa si potrebbe accendere molto facilmente:mi permetto di dire solo che la virulenza della Critica a film come "La vita è bella" e "Schindler's list",non può sostenersi su fondamenta così sdruccielovoli e sospette del tipo "perchè non hanno parlato dei gulag e delle foibe?"........il giudizio di carattere cinematografico è libero e sacrosanto(se si ritiene Benigni un guitto di quart'ordine urlatelo,se vedendo il Peter Pan di Spielberg vi vien voglia di diventare dei vecchiacci sul letto del trapasso posso esser d'accordo),quello di carattere morale(tantopiù se si tratta di un etica relativistica,il cui valore è dato dal paragone e dalla misura tra ciò di cui si parla e quello che invece non si direbbe)francamente rischia di essere solo risibilmente provocatorio.Confido comunque sia solo un impressione
  • Discussione Galbo • 18/08/11 15:48
    Consigliere massimo - 3990 interventi
    Giùan ebbe a dire:
    La polemica su questioni come questa si potrebbe accendere molto facilmente:mi permetto di dire solo che la virulenza della Critica a film come "La vita è bella" e "Schindler's list",non può sostenersi su fondamenta così sdruccielovoli e sospette del tipo "perchè non hanno parlato dei gulag e delle foibe?"........il giudizio di carattere cinematografico è libero e sacrosanto(se si ritiene Benigni un guitto di quart'ordine urlatelo,se vedendo il Peter Pan di Spielberg vi vien voglia di diventare dei vecchiacci sul letto del trapasso posso esser d'accordo),quello di carattere morale(tantopiù se si tratta di un etica relativistica,il cui valore è dato dal paragone e dalla misura tra ciò di cui si parla e quello che invece non si direbbe)francamente rischia di essere solo risibilmente provocatorio.Confido comunque sia solo un impressione

    è una forte impressione anche per me, vedo molta polemica e poco cinema in queste recensioni, spero sia solo una mia sensazione...
  • Discussione Rebis • 18/08/11 17:56
    Compilatore d’emergenza - 4420 interventi
    E' indiscutibile che la quantità di film sulla Shoah sia numericamente superiore a qualsiasi altro genocedio o eccidio di massa, tale da suscitare a volte un senso di saturazione, ma questo non è certo avvenuto per arbitrio degli autori. Ci sono ragioni storiche, sociologiche e culturali ormai comprovate (e riportate in ogni dove) che spiegano perché l'Olocausto sia diventato un paradigma assoluto del male. Enumerando le più lampanti e ovvie, si va dal metodo sistematico, alla propanganda (scolarizzazione?) fino alla fascinazione morbosa (a volte prettamente estetica e, perché no, cinematografica, vedi i nazierotici) che si è sedimentata sull'evento. Non è più una questione di numeri (quanti morti, quali atrocità), è evidente (e inevitabile) come l'Olocausto abbia ormai trasceso l'orrore dell'evento in sé e per sé per assurge a qualcosa di abnorme ed emblematico. Accusare Spielberg di sionismo mi pare una mera generalizzazione che non spiega alcunché.
    Ultima modifica: 18/08/11 18:05 da Rebis
  • Discussione Gugly • 18/08/11 18:27
    Portaborse - 4710 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    E' indiscutibile che la quantità di film sulla Shoah sia numericamente superiore a qualsiasi altro genocedio o eccidio di massa, tale da suscitare a volte un senso di saturazione, ma questo non è certo avvenuto per arbitrio degli autori. Ci sono ragioni storiche, sociologiche e culturali ormai comprovate (e riportate in ogni dove) che spiegano perché l'Olocausto sia diventato un paradigma assoluto del male. Enumerando le più lampanti e ovvie, si va dal metodo sistematico, alla propanganda (scolarizzazione?) fino alla fascinazione morbosa (a volte prettamente estetica e, perché no, cinematografica, vedi i nazierotici) che si è sedimentata sull'evento. Non è più una questione di numeri (quanti morti, quali atrocità), è evidente (e inevitabile) come l'Olocausto abbia ormai trasceso l'orrore dell'evento in sé e per sé per assurge a qualcosa di abnorme ed emblematico. Accusare Spielberg di sionismo mi pare una mera generalizzazione che non spiega alcunché.


    Attenzione però, non deve diventare una giustificazione: anche altri genocidi meriterebbero attenzione.
  • Discussione Pigro • 18/08/11 18:31
    Consigliere - 1661 interventi
    Giusto, Rebis. E aggiungo perlomeno altri due aspetti che personalmente mi fanno pensare alla Shoah come a qualcosa di mostruoso come (probabilmente) nessun altro fenomeno analogo. Il primo aspetto è che l'idea della distruzione sistematica di un intero popolo, in forme oltretutto particolarmente efferate e crudeli, è avvenuta in una delle nazioni culturalmente più avanzate del mondo: culla straordinaria del pensiero filosofico e della poesia, vero faro di civiltà. E il secondo aspetto è quello notoriamente ben esposto da Hannah Arendt, e cioè la banalità del male: il fatto che tutto questo sia stato possibile attraverso l'impegno piccolo piccolo di chi eseguiva il proprio "dovere" pensando così di essere deresponsabilizzato.
    Ecco, questi ulteriori due aspetti rendono secondo me particolarmente agghiacciante tutto quanto: perché sono esattamente gli aspetti più rassicuranti su cui si basano i nostri modelli sociali (da una parte la "civiltà", dall'altra il senso del dovere), quelli che ci fanno immaginare al sicuro dalle aberrazioni, e che invece - anche grazie a film che ce lo ricordano - dobbiamo sempre ricordare che sono stati il motore di quella tragedia e che sono sempre lì in agguato, come una bestia dormiente pronta a essere ancora evocata.
  • Discussione Rebis • 18/08/11 19:35
    Compilatore d’emergenza - 4420 interventi
    Ecco, proprio la Arendt volevo citare ma poi mi sono trattenuto, grazie Pigro, hai spiegato perfettamente cosa intendevo per "male paradigmatico".

    Certo Gugly, in questi casi il silenzio non ha giustificazioni e ogni eccidio merita un suo rilievo specifico. Comunque, non mancano opere sulle foibe, la Serbia, il Cile e quant'altro; ma certo sarebbe assurdo (e, perdonatemi, retorico) pretendere uno Schindler's List per ogni sterminio di massa...
  • Homevideo Xtron • 26/03/12 16:12
    Servizio caffè - 2149 interventi
    Io ho l'edizione Universal 2dvd

    Durata 2h0m18s

    (immagine a 14:14)

    Ultima modifica: 1/02/18 17:14 da Zender
  • Homevideo Rocchiola • 1/02/18 15:30
    Call center Davinotti - 1254 interventi
    Edizione superba del ventesimo anniversario!!!
    Ottima e abbondante anche negli extra.
  • Curiosità Siska80 • 8/02/20 13:00
    Comunicazione esterna - 672 interventi
    La bambina col cappottino rosa in realtà si chiamava Roma Ligocka e contrariamente a quello che succede nel film, sopravvisse alla Guerra.

    Fonte: cineblog