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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/09/07 DAL BENEMERITO G.GODARDI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/06/08
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G.Godardi 8/09/07 16:08 - 950 commenti

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Solitamente considerato uno dei titoli minori di Zampa, quando non dileggiato, è in realtà un interessante pamphlet sulla violenza, su come essa sia insita nella società e su come sia trasmessa dai mass media, i quali la amplificano a scopo di lucro. Non è un caso che le vittime siano un conduttore tv, un calciatore, una cantante e un editore. In grande anticipo sui tempi (Stone farà un po' lo stesso discorso con NBK) è film in bilico tra dramma e commedia, in cui la componente gialla passa in secondo piano. Dorelli al top. Da riscoprire.
MEMORABILE: L'incipit nel cinema. Notare come il personaggio di Beneyton sembri una ripresa di quello che interpretava in Nel nome del padre di Bellocchio.

Il Gobbo 11/09/07 10:29 - 3011 commenti

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Validissimo: per lo svolgimento, per la solida regia del vecchio Zampa, per l'eccellente prestazione di Dorellik che qui mostra registri poco valorizzati in altre occasioni, per un'autenticità di fondo nel suo essere tangenziale ai modelli (già logori a quel tempo) del "genere" (ma quale?). A tratti persino profetico di una realtà italiana che ormai ha polverizzato ogni fantasia di autori di fiction. Raggelante.

Markus 8/12/07 17:49 - 3228 commenti

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Zampa dirige con sensibilità e piglio drammatico uno dei capisaldi della commedia “nera” all'italiana anni Settanta. Il regista capta la cupezza degli anni di piombo senza citarli: li mostra come un inquietante scenario velato per una tragica vicenda addolcita da un Dorelli in stato di grazia. In chiave di blando noir sono esaminati il rapporto padre-figlio, il trauma della separazione, la volgarità dell’era dei consumi e l’arrivismo. Sul comparto femminile ho trovato ottima la Ippolito, mentre la Rome è una presenza modaiola.

Lovejoy 30/06/08 18:47 - 1824 commenti

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Avvincente pellicola drammatica ben diretta da Zampa. In un crescendo di suspense irresistibile, sulle note della bellissima colonna sonora composta dal Maestro Ennio Morricone, si dipana una tragica vicenda di sangue che culminerà in un finale a dir poco agghiacciante. Grande prova di un Dorelli mai più a questi livelli. Ottimi anche i comprimari, a partire dal solito, gigantesco Renzo Palmer. Da riscoprire.

Ianrufus 19/08/08 00:50 - 139 commenti

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Trattato male dagli incassi all'epoca, rivalutato in qualche passaggio televisivo Anni Ottanta e poi perso nelle tv private minori, questo film merita un recupero da parte almeno degli appassionati del cinema italiano Anni Settanta. Dorelli fa Dorelli, Morricone fa Morricone e il grande Orazio Orlando fa il solito commissario... vi sembra poco? Ai tempi, il finale mi sorprese, oggi basta sfogliare un quotidiano...

Bruce 27/03/09 16:03 - 1000 commenti

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Intelligente esempio di commedia nera, film satirico di denuncia della dilagante violenza della società, ripresa e spettacolarizzata dai mass media (cinema compreso) e del vuoto incolmabile lasciato dalle famiglie in disgregazione. Tra il cinico, il grottesco e l'amaro Dorelli si rivela un attore di grande qualità. Mi ha ricordato inconsciamente, almeno nell'ispirazione di fondo, il ben diverso Cannibal Holocaust.

Brainiac 31/07/09 08:54 - 1082 commenti

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Prima scena: Dorelli lascia la proiezione di un giallo lamentandone l'incongruenza della storia. Alcune sequenze intermedie, rapide ma basilari per l'illustrazione dei personaggi e siamo catapultati nell'anima thrilling del film, con tanto di tema incalzante. Manifesto di tutta l'operazione, questo incipit: mostra con realismo le viziate dinamiche sociali che portano alla violenza e rispetta (con stile fosco) la struttura del giallo. I pedinamenti del neorealismo mutano nella soggettiva del killer seriale. Finale che lascia atterriti e che fa paura. Cult.
MEMORABILE: L'arma dell'assassino, come a rivendicare le radici neoreliste, non è un coltello affilato (tipico del Thrillig), bensì un comunissimo martello.

Enricottta 14/09/09 19:32 - 507 commenti

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Se non fosse per le suppellettili, la moda, i capelli e il trucco, potrebbe tranquillamente entrare in programmazione nelle sale già da domani. Zampa dirige con fermezza senza sbavature un storia cinica, morbosa, noir veramente bella. Dorelli è un signore fuori e dentro il set e questo si vede, gli altri tutti all'altezza. La morale del film è garantita.

Vstringer 30/10/09 16:34 - 349 commenti

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Film cinico e per nulla consolatorio sulla deriva sensazionalista dei media e, di riflesso, sul degrado di una società di cui il giornalista fallito Barigozzi/Dorelli è un'espressione paradigmatica: la sua irrefrenabile ascesa comporta la sua progressiva abiezione morale, di cui riesce a prendere coscienza fino alle estreme conseguenze soltanto nell'inatteso finale. Una deforme favola nera che Zampa gira con mano sapiente, aiutato da un Dorelli ottimo nella parte e da un buon rendimento dei comprimari.

Daidae 10/12/09 10:30 - 2719 commenti

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Ho sempre detestato Dorelli, forse perché per la commedia non è adatto. Qui invece mi fa ricredere e fornisce un'ottima prova. Ottimo film di Zampa, a metà strada tra commedia e thriller. Buona la prova del restante cast, film a torto considerato "minore" da riscoprire.

Trivex 4/05/10 22:04 - 1473 commenti

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Film cattivo, questo. Dall'inizio si intuisce quanto il cinismo sia confuso con il realismo, per quanto, purtroppo, i due termini alla fine sono sempre più considerati incredibilmente sinonimi. Ben girato, spietato nella sua evoluzione, con il finale, forse prematuramente intuibile, che è un pugno in faccia per il cittadino-spettatore. Dorelli fa quasi paura, ma la sua rabbia ha una origine chiara, il suo livore cova senza segreti e distrugge tutto e per sempre. Ma c'è qualcosa di davvero così osceno nell'impotenza e nel tentativo di superarla? Così... si!
MEMORABILE: L'uscita dal cinema, con la spiegazione di vita al figlio. Una massima maleducativa; l'amara consapevolezza finale.

Kanon 2/06/10 11:41 - 596 commenti

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Non mi aspettavo un Dorelli così cinico/realista e disilluso dalla vita. Mette in scena un realtà violenta, l'arrivismo, l'influenza dei mass media sul cittadino e come gli stessi organi d'informazione speculano e trattano le notizie da dare degne del Bellocchio di Sbatti il mostro in prima pagina. Non c'è un barlume di morale ed è tristemente attuale ancora oggi. Finale programmatico ma che colpisce in pieno volto. Grande cinema italiano da riscoprire.

Fauno 20/05/11 15:29 - 1899 commenti

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Ritroviamo anche qualche lato comico, ma è un film profondamente amaro, che esprime i geni del fenotipo che in 30 anni avrebbe attecchito nelle masse... denaro e ciarpame a tutti i costi, con la persona che non vale più niente. Molto bravo Dorelli a passare dalla frustrazione per non aver fatto in 20 anni il salto di qualità sperato, alla boria totale per l'improvviso, ma effimero e condizionato successo, senza rendersi peraltro conto che il vero mostro è lui, come tutto il suo ambiente.
MEMORABILE: Il mitomane balbuziente e l'addetto che gli dice di far la fila...

Graf 21/07/11 01:15 - 678 commenti

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Un film mostruosamente veggente. Mai citato tra quelli più significativi del regista Zampa, invece è un film che 35 anni fa ha esattamente profetizzato il futuro violento e cinico di una società schiava dei mass media e dell'avere. Il regista qui mostra un occhio sorprendentemente lucido e acuto che legge nel presente ciò che avverrà nel futuro: lo sgretolamento antropico di una società spietata e senza più rapporti umani, dove l’uomo o sottomette o viene sottomesso. Un mondo senza speranza ma buio e pauroso. Film nero. Dorelli notevole.

Cotola 26/07/11 22:49 - 7402 commenti

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Godibilissimo come film di genere (pur con qualche spruzzata comica), risulta più superficiale o quantomeno non particolarmente originale come analisi massmediologica. Cinico e cattivo, approda ad un finale nerissimo che non convince appieno (almeno nella scoperta e nel movente del colpevole, meno invece nella "scelta" del personaggio di Dorelli) ed appare forzato e poco coerente poiché "sensazionalista", sposando così un punto di vista fino a quel momento condannato. Ad ogni buon conto io ne consiglio la visione.

B. Legnani 1/08/11 19:16 - 4672 commenti

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Non ascrivibile con chiarezza a nessun genere, profeticamente spiazzante. Zampa metta in scena una società attualissima, della quale tutti siamo colpevoli e vittime, e realizza un film notevole (***), che si fa perdonare pure l'assenza, talora urticante, del congiuntivo. Poco conta la soluzione (peraltro prevedibile) dell'enigma, peché quello che conta è arrivato prima. Il meccanismo "indotto" degli omicidi è preso da Ellery Queen ("Il rovescio della medaglia"), il triangolo sulla mappa da Borges ("La morte e la bussola"). Ottimi interpreti.

Hackett 8/08/11 10:52 - 1719 commenti

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Solido film che alterna la denuncia sociale al giallo. Avvalendosi di ottimi interpreti (tra i quali spicca Dorelli), la pellicola di Zampa parte subito bene catturando l'interesse dello spettatore. Tra l'humor nero sfoggiato dalla verve del suo protagonista ed una serie di delitti abbastanza inattesi, si arriva ad una conclusione forse non molto plausibile ma carica di significati. La deriva della famiglia, dell'etica e della moralità fanno da cardini dell'intreccio.

Herrkinski 14/08/11 23:36 - 4961 commenti

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Una sorpresa assoluta, questo lavoro del bravo Zampa. In equilibrio perfetto tra dramma e giallo, con mazzate di humour nero e cinico ben assestate, il film ha la capacità di incollare allo schermo grazie ad una trama in continua evoluzione, che mantiene alti l'interesse e la suspance; i dialoghi sono di qualità sopraffina e gli interpreti in stato di grazia (su tutti Dorelli, veramente eccezionale). Il nichilismo e la violenza della società vengono espressi con forza concettuale inusitata, senza risparmiare nessuno, nemmeno nel cupo finale.
MEMORABILE: L'incipit; il finale.

Rambo90 21/09/11 03:18 - 6274 commenti

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Notevole giallo di Zampa (pur se venato di commedia) dalla trama intricata e dai tanti personaggi, uno più riuscito dell'altro. Splendida l'interpretazione di Dorelli, così come le partecipazioni di molti caratteristi di grande bravura: Palmer, Orlando, Scarpa e la Ippolito; bella come sempre la Rome (anche se appare poco). Finale un po' troppo telefonato ma sicuramente interessante; buona la colonna sonora di Morricone.

Nando 18/10/11 12:12 - 3454 commenti

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Un'interessante critica al mondo cinico della stampa sensazionalista che scavalca tutto pur di raggiungere lo scoop. Validi gli interpreti con un Dorelli sopra le righe. Non del tutto convincente il movente dell'assassino, finale inquieto ma scontato.

Deepred89 3/11/11 02:21 - 3255 commenti

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Pellicola cupa, cinica e disillusa che condanna duramente l'universo giornalistico servendosi dei meccanismi del thriller argentiano. La critica picchia, corrode e fa riflettere (quando argomenti del genere non erano ancora del tutto banali); il thriller coinvolge, intriga e, visto a posteriori, rivela una costruzione perfettamente calibrata. A coronare il tutto una regia senza sbavature e un cast azzeccato. Peccato per qualche piccolo calo nel secondo tempo e per una OST morriconiana non memorabile, ma si tratta di peccati veniali. Notevole.
MEMORABILE: La prima lettera: "Domani ammazzo Nonno Gustavo. Il mostro"; La scoperta del terzo cadavere.

Il Dandi 29/03/12 00:13 - 1731 commenti

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Fin dall'inizio, con la lezione di vita che Dorelli impartisce al figlio all'uscita del cinema, non si può non pensare a "L'educazione sentimentale", quel vecchio episodio de I mostri di Risi con Ugo Tognazzi che insegnava al figlioletto Ricky i rudimenti del pessimismo, del cinismo e della sopraffazione. Davvero notevole, non solo per l'affondo critico sui media (spietato ma grottesco), quanto per la capacità di tenere in piedi più registri fino alla fine (merito senza dubbio della verve del protagonista, perfetto nella parte).
MEMORABILE: V come Vendetta, V come Vaffanculo, V come Vedrete chi è Barigozzi!

Matalo! 9/06/12 08:50 - 1368 commenti

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Terribilmente prevedibile (io che non ho il dono della ragione avevo capito tutto a 10" dall'inizio). In fondo c'era tutto nell'episodio iniziale dei Mostri, con Ugo e Ricky Tognazzi. Solo che qui il brodo, allungato per due ore, regge poco e diventa patetico, col figliolo incompreso che accenna alle lacrime o si tappa le orecchie con le cuffie. C'è da dire che Dorelli recita bene e ha le giuste espressioni per il personaggio di perdente riscattato, cinico e a suo modo maldestro. Zampa era davvero sopravvalutato! In gran forma la bella Sydne.
MEMORABILE: Immortali flani d'epoca sulle pareti del "pidocchietto" nella scena d'apertura e sulle pareti della camera del figlio (anche un Non aprite quella porta)

Stefania 1/07/12 23:35 - 1600 commenti

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Gli stilemi del giallo ottimamente metabolizzati, con tragica ironia, in una storia "estrema" ma realistica, una storia che potrebbe essere cronaca, e infatti il film appare invecchiato solo perché sinistramente superato dall'attualità. Perfetto, mai forzato, l'equilibrio tra thriller e commedia, ma la svolta del finale è da puro, cupissimo noir! Dorelli dà il meglio di sé in una variegata prova d'attore, Orlando offre una calibrata caratterizzazione.
MEMORABILE: Il personaggio di Nonno Gustavo, perfettamente delineato in un paio di battute; "Papà, me la firmi la giustificazione?"

Albstef90 1/02/13 19:52 - 78 commenti

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Zampa è sempre stato un buon mestierante del nostro cinema. Qui si mette al lavoro con un genere abbastanza inconsueto rispetto a quello che aveva fatto precedentemente. Il film si può definire un mix tra giallo e humor nero all'italiana. La sceneggiatura è abbastanza ben strutturata e Dorelli si dimostra all'altezza della parte. Bravi gli attori di contorno (senz'altro Renato Scarpa, Orazio Orlando e Renzo Palmer). Creano buona suspence le musiche a firma Morricone. Non male.
MEMORABILE: Gianrico Tedeschi "Nonno Gustavo" nello studio televisivo; I messaggi da parte del killer; L'inaspettato finale!

Motorship 12/03/13 17:26 - 567 commenti

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Indubbiamente l'ultimo grande film di Luigi Zampa, prima dello scialbo Letti selvaggi, uscito due anni dopo. Un ottimo giallo con sprazzi di humor nero, molto ben realizzato, ottimamente recitato e altrettanto ben diretto e sceneggiato. Il film peraltro non manca assolutamente di suspance e tensione e il finale è notevole e davvero cinico; insomma, un noir con i fiocchi. Ottimo Johnny Dorelli in un ruolo inusualmente drammatico, così come ottimi sono i comprimari tra cui la bella Sydney Rome, Orazio Orlando ma soprattutto un immenso Renzo Palmer. Da vedere!

Nadir 8/04/13 19:23 - 56 commenti

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Ottimo film di Zampa che, pur con qualche ammiccamento al genere in voga in quegli anni (poliziottesco/noir/giallo), riesce a creare un film attualissimo, dal cinismo crudo. Dorelli dimostra di essere un validissimo attore mentre il resto del cast offre una prova decisamente di qualità, il tutto corredato da una colonna sonora molto interessante. Spiazzante l'amaro finale.

Lucius 4/05/13 16:22 - 2819 commenti

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La verve di Dorelli è del tutto inadatta a un personaggio con simili sfaccettature psicologiche; viceversa la musica del maestro Morricone fa centro ancora una volta rivelandosi, con le sue oscure partiture, adeguatissima al contesto della pellicola. Il film si rivela altresì prevedibile. Credo che con un attore drammatico si sarebbe concretizzato in una piacevola sorpresa.

Homesick 10/06/13 13:25 - 5737 commenti

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La sceneggiatura di Sergio Donati imbocca decisa il percorso del giallo, che Zampa indirizza verso il cinema d’impegno civile con una critica al giornalismo sciacallo e alla stampa sensazionalista. La soluzione, pur intuibile dalle premesse analoghe a quelle di un episodio de I mostri, non minaccia la suspense – il modus operandi dell’assassino e i suoi sanguinosi delitti sono in tipico stile thrilling -, né l’effetto agghiacciante, corroborato da un idoneo finale aperto. Grande prova drammatica di Dorelli tra rabbia, malinconia, arrivismo e affetto paterno.
MEMORABILE: Il falso inizio che sbeffeggia La morte cammina con i tacchi alti; le improvvise apparizioni di Renzo Palmer.

Metuant 9/07/13 12:09 - 454 commenti

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Amaro, beffardo, sgradevole e drammatico, questo particolare film inseribile con riserve nel filone degli italian giallos ha come particolarità la cornice sociale insolita per il genere e il forte messaggio di polemica che ne emerge: fino a che punto il giornalismo può essere definito tale? Johnny Dorelli convince nel ruolo di un cronista che si ritrova catapultato in una storia torbida e violenta, della quale si ritroverà vittima in una maniera che non immaginerà. Cupo, ma riuscito.
MEMORABILE: Le soggettive dell'assassino; Le inquadrature finali.

Gugly 9/07/13 18:19 - 1010 commenti

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Film non conosciutissimo e per questo da riscoprire, in quanto tratta tematiche sin troppo attuali come lo sciacallaggio dei media e il trionfo della cronaca nera solo per far cassa; Zampa si avvale di un bravo Dorelli negativo e di un plot giallo che si lascia seguire sino alla fine, malgrado il ritmo non sia sempre costante. Musica di Morricone non leggendaria, ma strumentale alla trama. Bravo come sempre Orlando. Santaniello è cresciuto dai tempi di Leone, ma è solo la chiave di volta del film, non un vero personaggio.
MEMORABILE: Barigozzi, nuovo direttore del giornale, imposta la riunione di tutto il giornale sulle gesta mostro per vendere di più.

Puppigallo 17/08/14 11:03 - 4485 commenti

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Pellicola un po' troppo sopra le righe (il personaggio di Baruffi, settore cosmetici; lo stesso Dorelli), a tratti forzata, che eccede sia nei dialoghi, che nelle situazioni, risultando spesso caricaturale (non si sa quanto volutamente). Ma nonostante ciò, si lascia vedere, non risultando pesante. Questo grazie agli attori, caratteristi compresi, che contribuiscono a dare il sufficiente quantitativo di ossigeno alla vicenda, che non brilla certo per originalità, ma ha uno svolgimento comunque dignitoso. Nel complesso, non male, nonostante la direzione presa (il genere) non sia troppo chiara.
MEMORABILE: "Io a mio figlio insegno a dire pane al pane e culo al culo"; Al capo: "Tu non hai idea delle cose che si imparano lavorando vicino al cesso".

Edecubo 18/08/14 05:55 - 49 commenti

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Un Dorelli così non l'ho mai visto: sembra che il film sia fatto apposta per lui! Interpreta un giornalista che farà carriera sfruttando l'esclusiva che un serial killer gli offre ogni volta che compie un delitto. L'interpretazione del protagonista è il piatto forte del film: riesce a impressionare lo spettatore che, abituato a pellicole più leggere, si troverà di fronte un thriller sbiadito da battute da commedia nera. Il resto volendo si può anche dimenticare: vale la visione per un sottovalutato Dorelli in un ruolo non suo.

Nicola81 28/11/14 21:57 - 1905 commenti

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A lungo considerato uno dei titoli minori nella filmografia di Zampa, rappresenta in realtà uno dei migliori esempi italiani di commedia nera. Come quasi tutte le pellicole di questo genere, a tratti va decisamente fuori giri (il personaggio di Palmer...), ma la polemica sul cinismo e l'ipocrisia dei media viene condotta con la giusta verve, contestualizzata in una trama gialla discretamente interessante. Sorprendentemente bravo Dorelli in un ruolo decisamente sgradevole, ottimo il commissario di Orlando. Morricone meno incisivo del solito.
MEMORABILE: L'incipit; La lezione di giornalismo di Scarpa a Dorelli; Il finale.

Giùan 16/02/15 10:57 - 2873 commenti

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A rivederlo oggi, a distanza di un paio di decenni dalla prima volta in una delle tante benedette sessioni notturne sulle lungimiranti emittenti private nord baresi, l'effetto di agghiacciante cinismo di allora si stempera, facendo affiorare i vizi di forma di una sceneggiatura talora troppo tracotantemente grottesca. Bando tuttavia al senno cinematografico del poi, il film di Zampa (e Donati) ha una rozza urgenza cialtrona che è in verità la sua vera forza, denunciando populisticamente ma con esemplare crudezza un attualissimo cortocircuito vizioso.
MEMORABILE: La coraggiosa prova di Dorelli nei panni del becero Barigozzi.

Alex75 3/06/15 09:28 - 661 commenti

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Canto del cigno del regista Zampa, raggelante ritratto di una società malata e violenta, destinata al disastro, in cui i “mostri” sono tanti: Barigozzi è cinico e amorale, ma chi lo circonda non è da meno. Dorelli è convincente in un ruolo per lui insolito, nervoso e livido; tra i comprimari impressionano soprattutto l’arcigna Ippolito e il sulfureo Palmer, ma anche Orazio Orlando, a suo agio nei panni del poliziotto e Tedeschi. Cupe e suggestive le musiche di Morricone.
MEMORABILE: L’“educazione sentimentale” che Barigozzi impartisce al figlio; Nonno Gustavo; La lezione di giornalismo; L’amaro e spiazzante finale.

Schramm 26/06/15 15:03 - 2412 commenti

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Sfiducia, sarcasmo, ispirazione: Zampa usa l’impasto di aspra commedia nera e giallo all’italiana come bilancino per soppesare il masochismo di una repubblica fondata sulla spinta falsificatrice, di un consorzio sociale rosicchiato dall’amoralità e del tutto identificatosi col cinismo e la legge del più bastardo, sintetizzato da un Dorelli mai più così intenso e memorabile, dialoghi scritti da un arrotino e un tono venefico che non lascia incolumi. Pamphlet e affabulazione non fanno mai a botte e il gran finale, sebbene ancillare a classici meccanismi da whodoneit, solca l'animo in profondità.

Modo 28/08/15 00:47 - 816 commenti

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Discreta commedia nera di Luigi Zampa attualissima nel riprendere il "cannibalismo" dei mass media. Il film ha un buon ritmo, a parte qualche piccole pausa. Inizia con una "buona" dose di cattiveria, difficile da riscontrare negli odierni lungometraggi nostrani. Dorelli in una parte non sua mostra qualche limite ma non sfigura, come il cast. Morricone sempre ottimamente presente.

Sircharles 7/06/16 12:33 - 85 commenti

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Giallo-thriller sostenuto da grande tensione narrativa e, in parte, specchio di un certo clima sociale del periodo (anni di piombo), dominato da paura, insicurezza, rabbia spesso indefinita e male indirizzata, anche se in questo caso si parla di banale cronaca nera e non di terrorismo. C'è anche una lettura tagliente e disincantata di certo modo "disinvolto" di fare giornalismo. Diversi interpreti di livello, da Palmer a Scarpa a Sydne Rome, che però sbiadiscono al cospetto di un Dorelli che giganteggia in una esemplare prova d'attore.

Ultimo 27/03/17 19:39 - 1336 commenti

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A metà tra dramma e giallo, questo film di Luigi Zampa si caratterista per l'estremo negativismo, rappresentato al meglio dalla figura di Dorelli (giornalista fallito, cinico e voglioso di ricchezza), che si troverà nel mezzo di un vero e proprio giallo con tanto di serial killer. Meglio la prima parte, ma comunque un film notevole, che merita la visione. Buona la prova generale del cast. Nel finale, a tratti, si sfiora la pelle d'oca.

Rufus68 2/03/17 22:35 - 3012 commenti

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Uno di quei film minori che oggi stupiscono per la facilità narrativa, la bravura delle caratterizzazioni (Dorelli ha una misura e un garbo oggi impensabili) e il sarcasmo, superficiale ma spietato contro il mondo del sensazionalismo giornalistico. Il mostro non decolla mai veramente sino al pamphlet a tutto tondo; vanta, tuttavia, la gradevolezza delle cose ben fatte, rifinite con mestiere e capaci di resistere alle mode.

Buiomega71 23/03/17 19:35 - 2211 commenti

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Zampa ammicca al cinema thrilling e lo fa in punta di piedi, con toni da tragicommedia (nella figura di uno strepitoso Johnny Dorelli, in stato di grazia, battute ciniche a raffica), speziando il racconto con una finissima morbosità che vibra sottopelle, andando a braccetto col cinema giornalistico. Spesso intinto di sana cattiveria, con colpi di scena degni del miglior thriller (Tedeschi ucciso a martellate dopo uno show per bambini) e un finale amaro, inaspettato, pugno nello stomaco che resta impresso a vita. Bizzarro, stralunato, quasi unico nel suo genere.
MEMORABILE: La lettera incestuosa di una madre che riceve Dorelli in redazione; Tedeschi che smadonna dopo lo show coi bimbi; L'inquietante pupazzo del "bruto".

Faggi 14/07/18 20:44 - 1478 commenti

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Va detto subito che l'oggetto non è male, dopotutto; tuttavia - e non per mia smania di esigenza di perfezione - l'ho trovato difettoso; e ciò dispiace perché, con più cura in certi passaggi, Zampa poteva consegnarci un gioiellino non da poco. Dorelli è comunque notevole, certi dialoghi taglienti (o semplici battute) restando saldamente ancorate all'incisività, alcuni passaggi sono efficaci. L'incipit cattura immediatamente e l'attenzione si dispone al meglio; peccato per i successivi cedimenti formali.

Paulaster 6/05/19 10:50 - 2677 commenti

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Giornalista non considerato detta involontariamente le mosse di un serial killer. Giallo dalle venature al limite dell’horror, con una escalation di morti ammazzati e la condanna di un certo marketing editoriale che punta solo a far sensazione. Buono e insolito ruolo per un Dorelli in veste di sciacallo e discreta ambientazione anni 70 tra dialoghi sboccati (anche a una Rome di evidente bellezza), polizia che punta a insabbiare e mitomani assortiti. Nota negativa nell’omicidio del direttore (troppo razionale) e nel prefinale a colpi di mitra.
MEMORABILE: “Faccio tenerezza”; La morte di Tedeschi con i monitor tv alle sue spalle; V per vendetta; La ballata del mostro.

Anthonyvm 7/05/20 22:48 - 1690 commenti

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Gustosissima commedia gialla molto più mordace di quanto ci si possa aspettare. Zampa dipinge una feroce caricatura del mondo dei media, meno ricercata rispetto al mostro bellocchiano, ma ugualmente efficace nell'attaccare il sensazionalismo e l'ipocrisia di un certo tipo di giornalismo. L'equilibrio fra thrilling (con evidenti allacci al cinema di Argento), satira e tratteggio psicologico del protagonista (un cinico Dorelli) si mantiene buono per l'intera durata. Qualche dialogo è forzato, ma nell'insieme lo script funziona. Ottimo il finale.
MEMORABILE: L'inizio ultracitazionista al cinema; Gli ultimi spasmi di Nonno Gustavo; Lo spavento di Dorelli in ascensore; L'emblematica soluzione dell'enigma.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 10/08/14 17:30
    Pianificazione e progetti - 21654 interventi
    Digital ebbe a dire: A distanza di un anno torna in onda, sempre su Rai3: Domenica 17 Agosto alle ore 09:35. Tenete in caldo i videoregistratori (ma sarebbe meglio dire i dvb-recorder), poiché ricordo che la copia trasmessa da Rai3 è nettamente migliore del dvd 30 Holding. Io ho appunto il dvd Storm, non mi pare di qualità così pessima...
  • Discussione Digital • 10/08/14 17:56
    Segretario - 3009 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire: Digital ebbe a dire: A distanza di un anno torna in onda, sempre su Rai3: Domenica 17 Agosto alle ore 09:35. Tenete in caldo i videoregistratori (ma sarebbe meglio dire i dvb-recorder), poiché ricordo che la copia trasmessa da Rai3 è nettamente migliore del dvd 30 Holding. Io ho appunto il dvd Storm, non mi pare di qualità così pessima... Per me, invece, è molto modesta la qualità del dvd: il confronto col passaggio televisivo di Rai3 è a dir poco impietoso. ;-)
  • Discussione Buiomega71 • 10/08/14 17:59
    Pianificazione e progetti - 21654 interventi
    Digital ebbe a dire: Buiomega71 ebbe a dire: Digital ebbe a dire: A distanza di un anno torna in onda, sempre su Rai3: Domenica 17 Agosto alle ore 09:35. Tenete in caldo i videoregistratori (ma sarebbe meglio dire i dvb-recorder), poiché ricordo che la copia trasmessa da Rai3 è nettamente migliore del dvd 30 Holding. Io ho appunto il dvd Storm, non mi pare di qualità così pessima... Per me, invece, è molto modesta la qualità del dvd: il confronto col passaggio televisivo di Rai3 è a dir poco impietoso. ;-) In effetti sulla qualità video io non faccio mai testo (però non mi par così malaccio)
  • Discussione Alex75 • 3/06/15 17:45
    Call center Davinotti - 593 interventi
    Io ho la copia del passaggio televisivo su Rai 3: nulla da eccepire, sia per il video che per l'audio.
  • Homevideo Schramm • 25/06/15 19:34
    Risorse umane - 6703 interventi
    Fabiodm102 ebbe a dire: Sconsiglio vivamente l'acquisto del dvd Il Mostro prodotto dalla Kstorm: a parte la mancanza assoluta di extra, i colori sono bruttissimi, mancanza di luminosità ed infine ha dei piccoli sfarfallamenti e righe nei primi secondi e inizio film... credo si tratti di un vecchio master televisivo messo su disco. non so su schermi lcd ma sui vecchi crt samsung da 32'' si vede una favola. colori nitidi e densi, luminosità limpida. master non proprio restauratissimo, ok, ma non è tutto quel disastro...
  • Homevideo Zender • 25/06/15 19:38
    Consigliere - 43802 interventi
    No dai, va bene tutto Schramm, ma una favola sto dvd è come dire che gli altri dvd è come se si vedessero come bluray. E' terrificante... Non proprio restauratissimo vuol dire che è stato tenuto a bagno nell'acido per dieci anni e rimesso in circolazione senza interventi...
  • Homevideo Markus • 25/06/15 19:58
    Scrivano - 4788 interventi
    Film ahimè bistrattato dall'home video e che aspetta ancora un degno (e dovuto) restauro. Ai tempi dell'uscita del dvd bestemmiai in turco-napoletano... Oh! E' un quattro palle markussiane, mica pizze e fichi... ;-)
  • Homevideo Schramm • 25/06/15 23:27
    Risorse umane - 6703 interventi
    non so che dire, non mi sembra così terrificante. ha un paio di graffi qua e là -ma proprio un paio- e una brutta caduta di fotogrammi in un passaggio, ma per il resto quanto a resa fotografica, colori e luminosità si vede, almeno su schermo crt, da dio.
    Ultima modifica: 25/06/15 23:27 da Schramm
  • Discussione M.shannon • 20/08/18 02:27
    Disoccupato - 313 interventi
    La partita che Dorelli e il figlio guardano allo Stadio Olimpico, mixata con una ricreata in studio, è Liverpool Borussia Monchengladbach (finale della Coppa dei Campioni 1977, giocata a Roma).
  • Discussione Alex75 • 10/06/20 13:52
    Call center Davinotti - 593 interventi
    Motorship ebbe a dire:
    Eh si, infatti seppur avendone viste poche e solo in spezzoni di vecchie trasmissioni anni 70, ho notato anch'io una certa atmosfera, una certa naturalezza nella conduzione, nonchè la presenza di personaggi davvero straordinari. Ma sai erano anche tempi diversi da quelli attuali, di gran lunga migliori almeno da sto punto di vista. Si magari erano i bui anni di piombo, ma almeno in TV c'era un pò di risollevanza (tranne nei TG ovviamente), almeno sull'intrattenimento, molto più renumerativo.
    Oggi invece, a parte che son tutti personaggi fatti in serie e senza spessore, ma anche le conduzioni sono poca cosa. Insomma dal giorno alla notte siamo passati...
    A me sembra che in quegli anni fosse ancora viva la finalità di offrire, assieme all'intrattenimento, occasioni di arricchimento culturale, che passavano anche attraverso l'intervista di spessore al personaggio di spessore. Gli stessi conduttori di allora sembrano, a rivederli, molto più preparati, competenti e partecipi di quelli odierni. Credo che, in questa involuzione, abbia contribuito non poco l'affermazione della televisione commerciale.