Ringu

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Ringu
Anno: 1998
Genere: horror (colore)
Note: Aka "The ring".
Numero commenti presenti: 20
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

In Giappone RINGU è un’istituzione: un film, un sequel, un prequel, una serie televisiva... Sadako, la perfida bambina-spettro che vediamo nel filmato che dà origine alla maledizione (lo vedi, il telefono squilla e entro sette giorni sei morto), è quasi un eroe nazionale. Ora poi che anche Hollywood le ha tributato gli onori dovuti con un remake che ha sbancato il box-office, chi mai potrà fermarla? Hideo Nakata, il regista dei primi due RINGU, ci ha messo molto del suo per imporre al pubblico l’horror giapponese: ha usato una fotografia strepitosa, raffinata, ha creato un'atmosfera...Leggi tutto cupa e inquietante, ha scelto di non dare un volto preciso al suo boogie(wo)man. Poi però è incorso nel difetto maggiore del cinema del suo paese: una lentezza ossessiva, che toglie tensione alla storia e riduce l'impatto terrifico di RINGU. Che oltretutto, a ben vedere, tanta paura proprio non fa. Se escludiamo un paio di scene “forti”, concentrate nel finale, per il resto siamo quasi dalle parti dell’indagine giornalistica, e nemmeno così ricca di passaggi entusiasmanti. Il remake americano di Gore Verbinski sotto questi aspetti è superiore in tutto: molto più stringente, efficace, spaventoso, corretto nella conduzione delle ricerche attorno all'origine del filmato maledetto, scrupoloso nella descrizione dei personaggi. Non avrà la stessa qualità nell'immagine (pure se anche questo è da dimostrare), ma è ben più realistico e curato nella sceneggiatura. Curioso e originale il finale, la cui interpretazione è lasciata nel remake all'intuizione dello spettatore mentre qui è guidata da frasi ben precise, chiarendo i meccanismi che regolano la “catena”. Nakata fa recitare tutti con misura, puntando una volta di più all’horror “di classe”, che ottiene ma limitando le emozioni.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Sadako 14/03/07 18:39 - 177 commenti

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Nata per la carta stampata, la saga di Ringu è stata ben presto fagocitata dal cinema. Con Ringu, Nakata inizia subito ad allontanarsi dalla trama più fantascientifica dei romanzi, modificando la figura di Sadako che, più per gli occidentali che in patria, rappresenta il tipico spirito giapponese assetato di vendetta. Paura più legata all'atmosfera che allo splatter, Ringu resta una tappa obbligata per chi vuole avvicinarsi all'horror giapponese o non ha capito i dettagli del remake americano.

Caesars 17/04/07 10:50 - 2916 commenti

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Buon horror giapponese poi rifatto, con buoni risultati, anche a Hollywood. La pellicola giapponese ha dalla sua l'originalità della storia, ma lo svolgimento è un po' troppo lento e leva parecchia tensione; alcune scene, concentrate nella parte finale, sono però discretamente paurose. Buona l'interpretazione di tutto il cast. Consigliato.

Gugly 6/01/08 13:12 - 1028 commenti

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Buon esempio di horror made in Japan: buona la fotografia, classico ritmo lento come da cinematografia orientale (ma non a livello di Ju-On; Nakata fa sua una storia complessa (e che si complicherà ulteriormente nei romanzi successivi), la sfronda delle parti più scabrose (il film cambia nettamente i motivi ed i personaggi attraverso cui si compie il destino di Sadako) et... voilà, il film è servito. Non male, ma il remake americano si lascia godere di più.

Lovejoy 1/01/08 18:33 - 1824 commenti

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Tratto da un oscuro romanzo giapponese, il film è uno splendido esempio di horror made in Japan. Per spaventare non ricorre ad abusati effetti speciali ma ad un atmosfera cupa a tratti opprimente, dove sono gli effetti sonori a spaventare. Alcune scene sono molto difficili da dimenticare. Bel ritmo e splendido cast d'attori. Con due seguiti uno più brutto dell'altro. Cult.

Undying 4/01/08 09:14 - 3833 commenti

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Lentino, anche se originale (è uno dei primi, giunti sul mercato occidentale, a presentare il classico fantasma con capelli corvini che ne ricoprono il volto) e celebre per avere reso internazionale un tema poi rielaborato ad nauseam. Sadako (nel remake diventa Samara) resta comunque un'icona del cinema horror, grazie alla buona capacità di Nakata, regista poi coinvolto nella realizzazione dei vari sequel, prequel e remake americani. Resta un film d'atmosfera, responsabile comunque di aver cagionato una lunga serie d'emulazioni.

Il Gobbo 25/03/08 11:12 - 3011 commenti

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Film senza particolari pecche, tranne una non colpevole: per chi scrive l'averlo visto dopo il remake, di notevole aderenza, gli ha tolto parecchio fascino, e va detto che una volta tanto la miglior resa scenica degli interpreti occidentali fa premio sulla genuinità dell'ambientazione. Tutto ciò premesso, a Cesare quel che è di Cesare: titolo seminale (fin troppo), idea buona e realizzata con sobria efficacia, innegabile importanza. Ma non tutti i remakes vengono per nuocere...

Redeyes 26/07/08 16:23 - 2253 commenti

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Consapevole dell'errore mio nell'imbastire questo giudizio (dettato dal confronto con il remake Usa), proseguo comunque! Cosa cattura di questa pellicola? È una pellicola lenta, fredda nella fotografia e con un'aria malsana. È un film non scevro da errori o buchi nella sceneggiatura, ma ha il grande pregio di trasmettere a chi guarda un forte senso d'inquietudine, d'ansia, che non può non colpire e piacere. Io preferisco decisamente questo al mainstrem americano, che è più digeribile ma meno genuino. Da vedere!

Matalo! 1/08/08 12:40 - 1368 commenti

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Buonissimo horror orientale che, nonostante la semplicità di mezzi, fa davvero paura. In special modo il filmato in vhs è spaventoso; torbido, inspiegabile, sinistro grazie alla bassa qualità di immagini. Werbinski nel remake dovrà farne uno scintillante altrimenti i teenagers americani non avrebbero capito. La ragazza che esce dal pozzo è una icona della paura (la scena è stata girata all'indietro per rendere i movimenti più faticosi e spaventevoli). Brivido quando in uno specchio si intravede il riflesso della ragazza.
MEMORABILE: Il video del vhs.

Pigro 1/09/08 11:08 - 8328 commenti

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Una leggenda vuole che vedere una videocassetta porti alla morte. La trama è stupidina (un vhs che semina morte non ha la stessa capacità evocativa – che so – di un manoscritto del 1200: suona ridicolo), così come sono un po’ buffi alcuni elementi che dovrebbero suscitare terrore (ma davvero questa storia fa paura a qualcuno?). Comunque il film ha una buona struttura narrativa e una buona atmosfera, è ben fatto, si lascia vedere e riesce a incuriosire. Ma la cosa più bella sono le misteriose immagini sgranate che compaiono nel vhs-killer.

Supercruel 26/01/09 22:05 - 498 commenti

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Buon film. Il soggetto è affascinante, originale (la cassetta maledetta, il filmato e tutto il resto) e Sadako è giustamente entrata di diritto nel gotha dell'iconografia horror moderna. La costruzione dell'atmosfera è gestita con i giusti tempi, tra pause e impennate, senza lasciarsi andare agli eccessi statici di un Ju-On. Qualche momento di stanca c'è - in effetti - ma è probabile che sia da imputare alla mia percezione, figlia di un imprinting occidentalocentrico nell'approccio all'horror.

Hideo Nakata HA DIRETTO ANCHE...

Galbo 18/01/11 07:20 - 11577 commenti

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Un'idea di partenza che fa leva (efficacemente) su una leggenda metropolitana e una buona realizzazione in questo horror nipponico diventato in patria oggetto di culto tanto da meritare un remake hollywoodiano di grande successo (The ring). Forse un successo spropositato ma bisogna ammettere che il film è ben fatto e salvo qualche ingenuità (forse non evidente in patria) il regista riesce a costruire adeguatamente la tensione per tutta la durata della storia. Interpreti efficaci.

Pinhead80 22/02/11 18:59 - 4064 commenti

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Siamo di fronte a un vero e proprio cult del cinema horror giapponese che ha segnato una svolta importante non solo nell'immaginario orrorifico orientale e internazionale. La storia della videocassetta assassina e della telefonata che preannuncia la morte della persona che la guarda dopo sette giorni oramai è conosciuta anche da chi di cinema non è appassionato. Alcune scene (soprattutto nel finale) colpiscono davvero nel segno e sulla pellicola sembra aleggiare realmente un'ombra di morte. Sarà oggetto di seguiti e remake.

Buiomega71 30/07/11 13:06 - 2375 commenti

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Di una lentezza e di una narcolessia a prova di immensa pazienza: per un'ora di film non succede praticamente un tubo (unica nota positiva per il mio feticismo, le donne giapponesi si tolgono le scarpine prima di entrare nelle stanze). Poi, verso la fine, il filmetto si fa interessante, con il flashback virato seppia, Sadako che uccide un giornalista con la forza del pensiero (Carrie?)... Nel finale ci si sveglia dalla fuffa. Cento volte meglio il remake.
MEMORABILE: I due protagonisti che vogliono asciugare il pozzo con due secchi di... plastica!; Sadako che esce dallo schermo della tv; Le mazzate sulla capoccia.

Daniela 5/01/12 16:40 - 10150 commenti

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Come penso sia accaduto ad altri, l'ho visto post remake, rimanendone un po' delusa, non tanto per la confezione ed il cast meno luccicanti - l'operazione di maquillage made USA non garantisce affatto risultati migliori - quanto per il ritmo più sonnolento che lento, ingenerante stanchezza nonostante i sobbalzi horrifici. E'possibile che l'effetto del dejà vu, cui si aggiunge la personale idiosincrasia per i fantasmi infarinati dai lunghi capelli neri, porti alla sottostima di un'importante opera seminale, ma... che barba...

Metuant 25/08/12 23:23 - 455 commenti

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Il classico horror nipponico che ha fatto scuola, in realtà superato più volte in seguito (per quanto riguarda la paura) da altre pellicole nate sulla scia. In effetti si contano due scene davvero spaventose e un altro paio di momenti di tensione ma, oltre quelli, non è poi così terrificante, anche a causa di un ritmo a tratti blando. C'è da dire che comunque non è fedelissimo al romanzo originale... però lo trovo ugualmente migliore del remake americano.
MEMORABILE: La sequenza iniziale; Le fotografie deformate; Sadako che esce dal pozzo e dallo schermo.

Luchi78 21/02/14 10:50 - 1521 commenti

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Non tra i più lenti horror nipponici visti finora, ma quanto basta per preferirgli il remake americano. Rimane il pregio di aver proposto un'idea originale (un video che diventa una promessa di morte) e di averla sviluppata con dovizia di particolari. Buone le interpretazioni e ottima l'atmosfera nera che accompagna tutto il film. Visione consigliata per completezza.

Modo 29/06/14 21:22 - 845 commenti

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L'idea di base è ingegnosa, viene raccontata e diretta in maniera eccellente e nuova rispetto il passato. Certo visto oggi, dopo gli innumerevoli cloni forse il film colpisce meno, ma ai tempi fu uno spartiacque del genere horror. Scena finale veramente da brividi... verrebbe voglia di spegnere la tv o immergere la testa sotto il divano!

Jdelarge 16/05/16 20:13 - 900 commenti

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Nakata crea un horror interessante sotto molti punti di vista: centrale, senza dubbio, è il tema della famiglia, che si configura come un mondo in cui la distanza incolmabile tra adulti e bambini può essere addirittura espressa da un omicidio da parte dei genitori ai danni della propria figlia. La vendetta è come una fredda conseguenza dell'incredibile torto subito da Sadako. Dal punto di vista estetico e narrativo Nakata avrebbe potuto fare un po' meglio, perché, a tratti, la componente "mistery" sovrasta inutilmente il resto. Buono.

Rufus68 2/07/17 16:49 - 3330 commenti

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Una delle rare polle sorgive dell'horror contemporaneo: interessante per alcuni spunti originali, ma portato avanti con una certa debolezza registica e di sceneggiatura. Rimangono nella memoria alcune sequenze: il video maledetto, la ricerca nel pozzo, la tracimazione di Sadako dal televisore. Rispetto al remake è poco sfruttata la desolazione della location insulare; apprezzabile, invece, l'asciuttezza delle interpretazioni.

Jena 21/02/21 17:48 - 1281 commenti

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Film che ha quasi creato un genere e che comunque è entrato nell'immaginario horror, perlomeno quello asfittico degli anni 90. Il problema è che a vederlo dopo il remake americano con la Watts si rimane abbastanza delusi, sia perchè si conosce già l'intreccio (e quindi le sorprese sono smorzate) e poi perché il ritmo lento e quasi televisivo di Nakata lo rende un po' noiosetto (rispetto alla versione USA). Certo le idee del vhs che uccide, delle foto sfocate e della ragazza nel pozzo sono quasi geniali. Importante dal punto di vista "storico".
MEMORABILE: L'incipit con il racconto delle due ragazze; Sadako che esce dal pozzo; La cronenberghiana uscita dal televisore.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gugly • 29/10/09 16:02
    Segretario - 4668 interventi
    SPOILER LETTERARIO
    Letteriaramente e originariamente Sadako si rivela un'ermafrodita contagiata dal vaiolo.
    Ecco il senso del primo Ring: il vhs si replica e si diffonde come un virus nel corpo umano
    FINE SPOILER LETTERARIO
  • Curiosità Harrys • 29/10/09 17:18
    Fotocopista - 651 interventi
    Interessante. Recupererò questi libri.
  • Discussione Undying • 29/10/09 18:06
    Scrivano - 7618 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    SPOILER LETTERARIO * * * SPOILER LETTERARIO*




    Letteriaramente e originariamente Sadako si rivela un'ermafrodita contagiata dal vaiolo.

    Ecco il senso del primo Ring : il vhs si replica e si diffonde come un virus nel corpo umano








    FINE SPOILER LETTERARIO * * * FINE SPOILER LETTERARIO* *


    I giapponesi - e in generale i fruitori dell'arte d'animazione erotica nipponica (vedi i cosiddetti Futanari e/o Newhalf) - prediligono alla grande l'ibrido uomo/donna.
    Non c'è da meravigliarsi dunque se etimologicamente Sadako rimanda ad un androgino.

    Il senso di Ring comunque è multiplo: oltre alla citata contaminazione in stile virus ring è un circolo (un anello e, visivamente, l'entrata del pozzo visto dall'alto) e la maledizione, infatti, senza interruzione torna al punto di partenza.
    Ancora: l'onomatopeica "ring" allude al suono di un telefono, preambolo d'avvio alla maledizione che ha colpito lo sventurato destinato ad essere messo in preallarme da tale suono, qui connotato (giustamente) come nefasto.
    Ultima modifica: 29/10/09 18:21 da Undying
  • Discussione Cotola • 2/10/10 23:10
    Consigliere avanzato - 3661 interventi
    Verrà proiettato su grande schermo al cinema Massimo di Torino nelle seguenti date:

    Sabato 16 ottobre 18,30
    Lunedì 18 ottobre 20,45
  • Discussione Gugly • 27/11/11 19:06
    Segretario - 4668 interventi
    Che ne dite di questa?


    Ultima modifica: 27/11/11 19:07 da Gugly
  • Discussione Buiomega71 • 27/11/11 19:13
    Pianificazione e progetti - 22571 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Che ne dite di questa?




    Credo che Scary movie 3 abbia già "massacrato" la povera Sadako/Samara ridicolizzandola fino all'infinito. Comunque carina la vignetta...
    Ultima modifica: 27/11/11 19:13 da Buiomega71
  • Discussione Gugly • 27/11/11 19:15
    Segretario - 4668 interventi
    lo spunto della vignetta a me sembra geniale.....
    Ultima modifica: 27/11/11 19:30 da Gugly
  • Discussione Funesto • 28/11/11 00:36
    Fotocopista - 1418 interventi
    Ce n'è anche un'altra in cui Sadako tenta di rientrare nello schermo della tv per scappare dal Pedobear XD
  • Discussione Cotola • 28/11/11 01:03
    Consigliere avanzato - 3661 interventi
    A me sembra divertente.
  • Discussione Schramm • 6/08/12 18:01
    Risorse umane - 6792 interventi
    si potrebbe anche azzardare una vendetta metastorica, ripercorrendo questa pagina:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Sadako_Sasaki