Scappa - Get out

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Get Out
Anno: 2017
Genere: horror (colore)
Numero commenti presenti: 37
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno di quei film che tanto piacciono alla critica, che ci può leggere metafore, insegnamenti, morali, riflessioni sul tema razziale... Se però è indubbio che le suggestioni su cui argomentare non manchino, è la realizzazione a lasciare perplessi. Si sfruttano le potenzialità inespresse di INDOVINA CHI VIENE A CENA - in primis la tensione derivante dal confronto tra i genitori bianchi e il fidanzato nero della figlia - deviandole in ambito thriller e annullandone volutamente ogni effetto comico o quasi. Successivamente si è modellato il risultato per accompagnarlo all'interno di un un autentico sottogenere che in ambito horror conta fior di classici, da ROSEMARY'S BABY...Leggi tutto fino alla FABBRICA DELLE MOGLI o THE WICKER MAN... Giusto tre titoli tra i tantissimi (aggiungiamoci pure LA CURA DAL BENESSERE per non trascurare i coevi) utili a inquadrare uno schema narrativo preciso, il quale prevede l'elemento estraneo (in questo caso Chris) entrare in contatto con un mondo apparentemente gentile e amichevole che cela invece un settarismo consolidato e ostile pronto a disvelarsi lentamente. Un meccanismo oliato e affinato negli anni che grazie alla facile metafora della ghettizzazione afroamericana trova terreno fertile per stimolare una lettura meno superficiale del consueto. Così Chris (Kaluuya), scettico all'idea che i genitori di Rose (Williams) possano accettarlo come fidanzato della figlia, va a conoscerli scoprendo come nella loro villa di campagna domestici e giardinieri siano rigorosamente neri e totalmente asserviti e che la gentilezza di facciata metta saltuariamente in luce una evidente falsità d'animo che lascia interdetti. E' la parte migliore del film, in cui il gioco tra le parti produce dialoghi venati da raggelanti momenti d'imbarazzo e si sposa al consolidamento dell'affetto tra Chris e Rose, la quale si ritrova continuamente a scusarsi per l'atteggiamento fastidioso dei genitori e pure del fratello, un mezzo sciroccato con la fissa delle arti marziali (Jones). L'unico contatto col mondo vero resta l'amico a cui Chris ha lasciato il cane e che immediatamente si schiera dalla sua parte suggerendogli via telefono di darsela a gambe al più presto. La prima parte è condotta con una certa sapienza registica; senza strafare, senza poter contare su un protagonista particolarmente incisivo (al contrario di Allison Williams, espressiva e dal sorriso radioso) e incagliandosi in qualche parentesi tirata troppo per le lunghe con onirismi modesti (le ipnosi di mamma Armitage/Keener) o forzature aggiunte con l'evidente scopo di accentuare la flebile componente horror (l'uscita notturna di Chris in giardino). Poi però, quando è il momento di arrivare al dunque, GET OUT comincia a perder colpi e - come spesso capita in questi casi - incappa in un'ultima parte ove horror e thriller si mescolano all'action per sciorinare banalmente una serie di eventi improbabili che sgretolano le suggestioni fin lì accumulate. Il meglio il film l'aveva già dato e non resta che aspettare l'epilogo, prevedibile come il veloce percorso per arrivarci. Ad ogni modo se si cerca di non far caso ai troppi rimandi che costituiscono le fondamenta del film, la godibilità media è garantita dalla professionalità tipica di quella Hollywood che sa supplire a una regia carente lavorando con sagacia su ciò che le sta intorno. Però per piacere basta con questo spiattellamento di cervi sulla strada negli horror perché non se ne può veramente più...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/05/17 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/05/17
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Daniela 19/05/17 22:27 - 9416 commenti

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Lui è nero come la notte, lei bianca come la luna. E bianchi sono anche i genitori, ricchi progressisti liberal ben felici di conoscere il nuovo fidanzato della loro figliola... E' stato definito la versione horror del classico di Kramer ed in effetti è difficile prescindere dal paragone, come pure da quello con Society che affiora durante le sequenze dedicate alla festa. Fortunato esordio registico di un comico di successo, un film di elegante fattura con una inedita versione del neorazzismo parassitario americano, interpretato da un cast in gran forma. Gioiello d'humor doppiamente nero.
MEMORABILE: Il protagonista sale le scale e improvvisamente tutti gli invitati smettono di parlare fra di loro.

Puppigallo 19/05/17 22:59 - 4510 commenti

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Non male, dopotutto, questo horror che non si prende troppo sul serio (l'amico del protagonista è lì proprio per stemperare). Se solo il contenuto fosse stato più succulento, sarebbe anche potuta essere una bella scoperta. Ma purtroppo, ci si è limitati a ronzare attorno a una buona intuizione (vedi tazzina), arrivando poi a un finale un po' buttato lì, con battutina a sigillare. Comunque, finchè il tutto non viene svelato, lo si segue senza sbuffare, osservando i vari, singolari personaggi (la domestica ride lacrimando), che renderanno il povero sventurato sempre più perplesso.
MEMORABILE: Il "giardiniere" da corsa; Il risultato del discorso dell'amico al distretto di polizia; La vendetta del cervo; "Prendilo, nonno!".

Markus 21/05/17 10:46 - 3297 commenti

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Un luogo comune piuttosto divertente dice che i piemontesi sono falsi cortesi; ma anche in America non si scherza, soprattutto quando una bella ragazza bianca presenta ai suoi genitori il suo fidanzatino... nero come il carbone. Horror che per tre quarti è di fatto un thriller psicologico con logore situazioni non nuove, ma ben realizzate e capaci di generare una forte tensione, resa tale da una regia ineccepibile (seppur anonima). L'aspetto gore, in definitiva, è relegato a pochi minuti e questo è un po' un limite.

Rambo90 23/05/17 23:13 - 6350 commenti

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Più thriller che horror vero e proprio, ma davvero divertente e appassionante, con una trama fantasiosa al punto giusto e una evoluzione di eventi tesa e gestita bene. I limiti del budget non si notano troppo e la regia riesce a creare la giusta atmosfera, anche grazie a un casting azzeccato, con tutti i protagonisti in parte. Alla componente thriller si aggiunge un umorismo grossolano ma che non stona, anzi fa da giusto contraltare ai momenti più estremi. Finale un po' troppo veloce ma davvero un piccolo gioiello. Da vedere.

Rebis 24/05/17 10:35 - 2088 commenti

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Se non siete horror fan di primo pelo vi sentirete a casa, come all'ora del tè al Dakota Building o a un conturbante aperitivo in piscina a Beverly Hills, ma con il tema razziale a fare da cartina al tornasole per aggiornare il canone complottista e intercettare l'analisi sociologica al tramonto dell'era Obama, nell'ora in cui incombe la notte trumpista e il liberalismo mostra la sua natura licantropica. Divertente l'innesto nel cinema da "Mad Doctor" e finalone conseguente, più thriller che horror nel complesso. Cast eccellente, per un ritratto di famiglia in puro stile American Gothic.

Capannelle 24/05/17 23:56 - 3724 commenti

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Dimostra una buona fattura per almeno 70 minuti, inanellando alcune sequenze che sottolineano con forza ed eleganza la sua componente di humour nero e concedendosi anche qualche siparietto. L'epilogo è prevedibile ma neanche malvagio. Regia ordinata e funzionale al climax, effetti sonori curati. Fotografia e location azzeccate e che ricordano un altro film dal medio budget, Autopsy, che presenta diversi punti in comune con questo.

Deepred89 26/05/17 08:04 - 3283 commenti

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La notevole idea di base, un Indovina chi viene a cena in nero con il sociale come base per trattare l'horror e non (come più spesso accade) viceversa, rilascia il giusto senso di curiosità per immergersi con gusto nella vicenda. Il crescendo polanskiano non possiede però la giusta carica conturbante, i tocchi fantascientifici lasciano perplessi e si ha la sensazione che la vera ascesa del climax ceda troppo presto il posto alla catarsi. Qualche buona sorpresa sparsa lungo la durata, buona la scelta di tenere a freno l'ironia.

Ryo 27/05/17 01:44 - 2169 commenti

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Esordio superbo alla regia per Jordan Peele, riesce a trattare il tema del razzismo unendolo a una sceneggiatura ricca di mistero e tensione e adrenalinica nel finale, in cui i personaggi sono credibili e non si perdono nei soliti cliché dell'horror in cui spesso i protagonisti prendono scelte totalmente sbagliate e inusuali. Buono il cast, accattivante e ansiogena la regia.
MEMORABILE: La prima ipnosi; La scoperta delle foto della fidanzata; L'amico dalla polizia che viene deriso; Il momento dell'operazione chirurgica.

Taxius 28/05/17 21:25 - 1643 commenti

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Grande esordio cinematografico per il giovane regista, che mette in piedi quello che a mio parere è uno dei migliori thriller/horror dal 2000 in poi. Il pregio è quello di rimanere molto sul misterioso e vago, il che rende il film poco prevedibile e molto angosciante almeno per i primi 80 minuti. Il finale è forse troppo veloce e molto diverso da ciò che si è visto prima, ma nonostante tutto può starci. Geniale il continuo passaggio dall'ansia della casa alla comicità dell'amico del protagonista. Assolutamente consigliato.

Hackett 4/06/17 18:35 - 1725 commenti

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La sempreverde diffidenza tra classi sociali, ancor di più divise da retaggi razziali, viene celebrata per l'ennesima volta in questo intrigante thriller dalla confezione più che decorosa e dalla sceneggiatura che regala più di un'emozione. Pur non brillando per imprevedibilità, la vicenda è narrata con acume e coinvolge lo spettatore senza ricorrere a spaventi facili o effettacci. Meritevole.

Viccrowley 23/07/17 19:39 - 803 commenti

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Nel marasma di produzioni fotocopia è bello vedere ogni tanto qualcosa luccicare quel tanto che basta per solleticare le papille dell'appassionato. Partendo da uno spunto semplicissimo, quasi una sorta di Indovina chi viene a cena?, Peele tira fuori un ibrido che tra black comedy e horror che diverte e coinvolge. Palese l'omaggio a Society di Yuzna nel rappresentare una borghesia mostruosa che fagocita le classi considerate inferiori; il film adotta soluzioni azzeccate anche nel concitato finale.
MEMORABILE: Il party in giardino; La fuga.

Minitina80 12/03/18 21:02 - 2344 commenti

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Discreto horror che vanta alcune idee interessanti sfruttate con discreta bravura da Peele. Finché affronta il tema del classismo sociale e del razzismo vola decisamente alto, anche perché sceglie una chiave di lettura che in pochi altri hanno saputo utilizzare. Non manca, tuttavia, qualche imperfezione che fa scemare quanto di buono è riuscito a costruire, spezzando in più di un’occasione il filo di tensione e la cortina di ambiguità che sono i punti di maggior forza. Lontano dall’essere un capolavoro, ma piacevole da guardare.

Cotola 1/08/17 16:20 - 7532 commenti

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Uno dei migliori thriller, con punte fanta-horror, degli ultimi anni. Merito di una sceneggiatura, ricca di idee interessanti e nuove e di una regia sobria che sa creare magistralmente la tensione dal nulla, con poco e niente e sa mantenerla alta per tutta la durata delle pellicola. Il livello di coinvolgimento è quindi molto alto e l'ingegno viene continuamente stuzzicato. Peccato per un finale un po' troppo sbrigativo, ma ci può stare, e per il personaggio dell'amico del protagonista col suo umorismo sopra le righe che può disturbare e, oggettivamente, fa calare la bella tensione del film.

Kinodrop 16/08/17 18:05 - 1507 commenti

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Ottimo esordio alla regia per un thriller sui generis che pur rifacendosi a temi già trattati ne dà una versione originale e coinvolgente. Il regista conduce con giusta gradualità l'evolversi delle vicende dal mistero via via sempre più profondo, che non viene disturbato da incursioni umoristiche, anche se qualche incongruenza qua e là si fa notare, specie nel finale in cui i registri si sommano. Asciutta la sceneggiatura, cast efficace su cui svetta il ruolo della Keener e un'ambientazione suggestiva che si tiene lontana dai cliché dell'horror.
MEMORABILE: Le scene dell'ipnosi; Il galà annuale; La scoperta delle vecchie foto; La "metamorfosi" di Chris.

Marione 9/09/17 00:41 - 103 commenti

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Mai titolo fu più azzeccato: viene da gridarlo al simpatico protagonista per tutto il film.. Pellicola lineare, coinvolgente, di evidente basso budget ma con idee non banali, che smonta un timido sottofondo di critica sociale (alla Society, appunto) con un epilogo semplicissimo: la razza nera "va di moda"... Bravissimi tutti gli attori, poche le location ma belle le riprese e le musiche, specie durante l'ipnosi. Finale alla Spike Lee, diretto, senza fronzoli.
MEMORABILE: Le telefonate con il compare; Gli apprezzamenti dei bianchi; La tazzina ipnotica; Il "mondo sommerso"; Il povero amico al commissariato.

Galbo 10/09/17 05:49 - 11391 commenti

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Definito in parte a ragione la versione noir di Indovina chi viene a cena?, Scappa è qualcosa di diverso, una riflessioni sulle discriminazioni razziali, quelle più insidiose che si celano dietro il perbenismo delle famiglie modello. Il film funziona anche e sopratutto come thriller, realizzato amalgamando bene pochi elementi e con un uso efficace di montaggio e un gruppo di validi attori, tra cui spicca la protagonista femminile. Piccolo limite, il calo di tensione della parte centrale.

Didda23 28/09/17 15:58 - 2287 commenti

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Paradossalmente l'opera di Peele funziona meglio nelle parti di commedia brillante con dialoghi niente male e con incursioni quasi nel comico (il rapporto fra il protagonista e l'amico), mentre quando si deve "sporcare le mani" nel genere lo fa approssivatimante, con una regia alquanto sciatto e poco incisiva. Pregi e difetti si bilanciano e di positivo c'è l'atmosfera di stampo polanskiano che ha sempre il suo maledettissimo perché. Peccato per un cast anonimo. Di sequenze veramente interessanti ce ne sono pochine. Sufficiente.
MEMORABILE: L'aneddoto su Jesse Owens; Le fotografie; I domestici di colore.

Pumpkh75 12/11/17 14:17 - 1316 commenti

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L’avessero scritto Obama e Yuzna, magari canticchiando Nino Ferrer, non ci sarebbe stato nulla di cui stupirsi. Stupisce invece quanto sia ben fatto: le questioni di classe e di razza si intuiscono all'istante, meno le chicche (la tazzina, la cameriera imbambolata, il giardiniere alla Bolt) sparse lungo il minutaggio. Tralasciamo le improbabilità chirurgiche e il black humour, nella fase finale un gessetto stridente sulla lavagna: avvince, coinvolge, convince. Ottima Alisson Williams. Yes we can.

Redeyes 7/10/17 11:01 - 2144 commenti

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Non si può negare che l'esordio di Peele sia felice, ben riuscendo a miscelare l'atmosfera cupa a tratti assolutamente quasi comici (vedi l'amico della sicurezza aerea). Si potrebbe appuntargli un po' di pressapochismo nella costruzione della trappola e nello svolgimento della stessa che finisce per allentare la tensione, ma questo ondivagare contribuisce anche a render la pellicola assolutamente fruibile. L'idea, che ricorda il villaggio shyamalaniano, per certi versi mi piace e così il cast, col solo fratello un po' sopra le righe. Niente male!
MEMORABILE: Il cervo-trofeo e papà; Il nonno podista.

Pesten 27/01/18 19:03 - 638 commenti

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Gran film, come non se ne incontravano da tempo. Ad una trama semplice e un filo prevedibile fa da contraltare un andamento ansioso e angosciante che non cala mai e fa sentire lo spettatore in trappola prima ancora del protagonista. Personaggi azzeccati, anche i secondari e una normalità visiva che nonostante tutto risulta perfetta per generare quel senso di terrore crescente che prende possesso della scena quando si scatena la vera essenza della storia. Tocco di classe le scene con il "mondo sommerso", che denota scelte semplici ma di gusto.
MEMORABILE: Il finale, forse fin troppo beceramente comico rispetto a tutto il resto, ma che lega alla perfezione.

Giùan 2/03/18 09:48 - 2993 commenti

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Sorprendente e pulsante di idee: film vivo, dal quale esalano nitidi gli afrori di una sana volontà di fare cinema. Non tutto è di prima mano, si intenda (e, lo abbiam detto tante volte: come potrebbe esserlo nella contemporaneità della 7a arte?); perdipiù nel finale si cade nella compulsione classica dell'eccesso (troppi finali e spiegoni che appassiscon il dark side del plot). Tuttavia l'aggiornamento del tema razziale, lo humor "nero" pervasivo, la regia dinamica di Peele stimolano costantemente intelligenza e curiosità. Bravo Kaluuya, mortifera Williams.

Mtine 13/03/18 10:28 - 224 commenti

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Sdoganato come il thriller rivelazione dell'anno, questo Get Out sembra, a dire il vero, un collage di idee, scene e trame già viste. Peccato, perché la prima metà prometteva benissimo, sempre in bilico fra i toni del thriller psicologico e della commedia sociale e riusciva a creare un'ammirevole atmosfera grottesca e ansiogena. La seconda parte, che svela forse troppo presto un mistero non così imprevedibile, vira sull'horror operatorio e risulta banale, piatta e posticcia, così come posticcio è il finale alla "black power" con annessa morale.
MEMORABILE: Il sorriso della domestica.

Avepaolo 7/03/18 08:52 - 4 commenti

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Film che comincia come una delle tante commedie rosa, ma poi pian piano entra nel vivo come thriller malsano, tetro; la ricca e rispettabile famiglia americana con tenuta sperduta nei boschi sperimenta l'origine della razza per rigenerare i ricchi ai danni dei poveri neri. Regge la storia ben interpretata da i protagonisti, qualche crepa qua e là ma tutto sommato è un film valido e abbastanza credibile.

Pinhead80 14/05/18 10:09 - 3953 commenti

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Nel sempre ricco panorama di pellicole horror "Get out" rappresenta una piacevole ventata di novità. Questo per alcuni elementi all'interno della sceneggiatura che ho trovato davvero inquietanti (l'ipnosi con il senso di impotenza del protagonista è pazzesca). L'atmosfera si carica di tensione sino a deflagrare in una parte finale grondante di emozioni. La pellicola in sé non è niente di eccezionale, ma ha il merito di aggiornare in chiave horror lo scenario razzista che non è stato mai del tutto eradicato negli States (come nel resto del mondo).
MEMORABILE: L'ipnosi.

Rufus68 29/10/18 21:57 - 3091 commenti

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Non malaccio. La metafora principe, perché più evidente, sui ricchi bianchi americani che dispongono a piacimento delle anime e dei corpi dei neri cede lentamente a un'operina dai sottofondi lovecraftiani (si pensa a "La cosa sulla soglia"). L'aria di mistero imprendibile prima della rivelazione è la parte migliore del film; la spiegazione, però, non risulta ingombrante e lo svolgimento fila liscio sin al finale. Qualche tocco brillante (l'amico che straparla al telefono) non infastidisce. Anonimo il cast.

Bubobubo 15/09/18 11:54 - 1199 commenti

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A forza di bastonare (giustamente) i rozzi rednecks ci si dimentica spesso che a tirare le fila del discorso culturale sono spesso delle élite liberal ben vestite ed educate, ma nella sostanza non troppo diverse dal mostro demonizzato... L'importante e doverosa riflessione sociologica viene incorniciata in un horror moderno di buona fattura, in cui i neri giocano alla parte della carne da macello, degli stalloni addomesticati per ragioni estetiche, dei subordinati alle bizze della classe dominante. Godurioso e liberatorio il finale.

Buiomega71 29/09/18 00:59 - 2269 commenti

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I punti salienti (incipit in stile La casa nera) sono pezzi di sano fantahorror che mischia gli ultracorpi con La fabbrica delle mogli (la servitù nera lobotomizzata e sorridente) che si fa crescente tensione (i selfie amorevoli con le "prede", le chiavi della macchina) sino a un finalone tra mani infilzate, calotte craniche esposte, corna di cervo usate come armi contundenti e la fredezza "cecchina" di Rose che ascolta in cuffia "The time of my life". Peccato per gli aspetti comicaroli dell'amico di Chris che annacquano un po' questo Mandingo 2.0.
MEMORABILE: I discorsi deliranti dell'amico di Chris su Jeffrey Dahmer e i neri come schiavi del sesso; La tardona interessata alle prestanze sessuali dei neri.

Rocchiola 23/04/19 09:42 - 865 commenti

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Satira venata di horror sul perbenismo e sulla finta tolleranza razziale nell’America post-Obama. Lo spunto iniziale alla Indovina chi viene a cena? è stuzzicante, ma ben presto si intuisce cosa succederà e dopo un’ora abbondante d’attesa si arriva all’epilogo lievemente annoiati, rimanendo delusi da una vicenda che si risolve tra improbabili operazioni al cervello e brevi parentesi splatter. La palese inverosomiglianza degli eventi penalizza il risultato finale smorzando la tensione e rendendo poco incisiva la critica sociale di fondo.
MEMORABILE: Gli inquietanti comportamenti dei domestici di colore; La silenziosa asta tra gli invitati; L'amico che cerca di convincere la polizia dell'accaduto.

Ultimo 6/11/18 16:22 - 1360 commenti

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Daniel Kaluuya è assoluto protagonista di un ottimo film a metà tra thriller e horror che riserverà parecchie sorprese. Tutto si svolge all'interno della tenuta di famiglia della Williams, ove persone apparentemente perfette potrebbero avere qualcosa da nascondere... Si parte in sordina, ma con il passare dei minuti la tensione sale e così lo spettatore si trova immerso in un incubo senza fine. Occhio alla tazzina del tè. Davvero notevole, nel complesso.
MEMORABILE: Il discorso tra Chris e la "suocera" nel cuore della notte.

Fromell 5/02/19 10:58 - 66 commenti

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Può un bianco tornare a rivivere nel corpo di un nero per sfruttarne le doti fisiche e intellettuali? Sfruttando atmosfere rarefatte alla Polanski e alcune trovate del Society di Yuzna, Get Out è uno dei pochi thriller recenti in grado di mantenere alta la tensione fino all'accattivante epilogo, grazie a una storia ottimamente concepita (valsa a Jordan Peele l'Oscar come miglior sceneggiatura) che sfrutta il tema razziale per finire a parlare d'esperimenti di neurochirurgia.

Jdelarge 24/03/19 20:09 - 874 commenti

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Interessantissima prima opera da regista per Jordan Peele, che mostra sin dalla prima scena il suo linguaggio cinematografico fatto di geometrie e di piani che nascondono nel fuori campo sempre qualcosa di misterioso. Il film è più che riuscito e la trama assolutamente ben studiata. Molto belle le musiche e, più in generale, l’utilizzo del sonoro. Lo spaesamento creato dall’enigmaticità della trama si fa sentire in maniera eccessiva verso metà film, ma probabilmente è proprio questo aspetto a renderlo ancora più interessante.

Il ferrini 10/06/19 19:13 - 1686 commenti

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Ottimo lo spunto iniziale, tutti gli stereotipi razziali (anche quelli meno banali) sono rappresentati efficacemente e Peele costruisce molto bene la tensione intorno alla strana servitù della casa. L'atmosfera può richiamare quella della clinica per La cura dal benessere senza però raggiungerne mai l'intensità. Come accadrà anche nel successivo Noi, la seconda parte è meno interessante ma nel complesso il film regge fino alla fine grazie anche alla buona interpretazione di Kaluuya. Da vedere.

Schramm 28/08/19 17:47 - 2414 commenti

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L'inclusività morbosa, la comunità come agente mutageno-parassitario dell'individuo, familismo e classismo armi di ostruzione di messa in abisso. Quando l'uomo di vimini diventa addomesticato animale sociale e paganesimo e monismo totalitario giocano a Indovina Chi (viene all'ultima cena), dislocare il film tra i più scaltri e originali del '17 non è forse quel critico abbaglio che sembra. Peele privilegia il poco sangue e molte virtù, via battuta con passo che suggestiona e allarma, per sentieri che intimoriscono. Spericolatamente insinuato: che stia già tutto qui il vero incubo di mezza estate?

Anthonyvm 26/09/19 11:15 - 1950 commenti

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L'horror ha ancora qualcosa da dire e non solo a livello visivo. Certo, stilemi e messaggi sociopolitici non sono nuovi (il clima paranoide si rifà alla lezione polanskiana e alla sci-fi anni '50, in più si colgono rimandi a La fabbrica delle mogli e a Society), ma Peele, ottimo sceneggiatore e regista sorprendentemente raffinato, attualizza il tutto e prende di mira il lato più subdolo del razzismo moderno, che va oltre la semplice discriminazione xenofoba e di cui non si parla spesso. Eccetto un finale non proprio soddisfacente, consigliato.
MEMORABILE: La seduta d'ipnosi; L'inquietantissima corsa notturna di Walter; La reazione del ragazzo colpito dal flash; Rod avverte le autorità; L'exploit finale.

Gabigol 3/10/19 13:26 - 417 commenti

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Difficile girare una pellicola che si adagia sui cliché del razzismo afroamericano senza risultare ridondante e banale; peggio ancora se il plot mutua il soggetto della borghesia perbenista di Yuzna. Eppure Peele riesce a confezionare un film scritto benissimo: frasi goffe, smorfie, ammiccamenti, gesti che dissimulano inclusività, esasperazione silente di un pensiero progressista e altri dettagli vanno a comporre il quadro, che restituisce un'atmosfera tesa e ansiogena. Gradevole la svolta narrativa e benissimo tutto il cast.
MEMORABILE: Il giardiniere che corre di notte; "il nero va di moda"; La seduta d'ipnosi; Le chiavi nella borsetta; L'asta del cieco.

Thedude94 13/04/20 23:09 - 569 commenti

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Un horror con ambientazione moderna, ma dallo stampo e dallo stile prettamente classico, che Peele riesce sorprendentemente a girare ottimamente e con una sceneggiatura brillante. La storia non è complessa, ma riesce a toccare diversi temi, che vanno dal razzismo all'ipnosi, senza cadere nei soliti cliché in cui di solito si incappa nel genere in questione. Gli attori sono molto ben in parte; ottima la performance di Kaluuya, che solo con quegli occhi spalancati mette già ansia. Insomma, un'operazione notevole, per i nostri tempi.

Enzus79 30/07/20 22:21 - 1804 commenti

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Notevole thriller con sfumature ironiche che affronta, in modo abbastanza originale, la tematica del razzismo. Film che coinvolge e che diventa sempre più interessante col passare dei minuti, con momenti di alto cinema. Scritto non superficialmente, in modo da rendere il tutto non propriamente al di fuori della realtà. Ottima la regia, bravissima (come sempre) Catherine Keener.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 4/03/18 16:12
    Consigliere massimo - 5148 interventi
    A sorpresa, Get out ha vinto l'Independent Spirit Awards 2018 come miglior film: è la prima volta che un horror al 100% vince in questa categoria.
  • Curiosità Cotola • 5/03/18 04:37
    Consigliere avanzato - 3628 interventi
    Oscar per la sceneggiatura originale.
  • Discussione Buiomega71 • 29/09/18 10:05
    Pianificazione e progetti - 21926 interventi
    ATTENZIONE A POSSIBILI SPOILER

    Non male, ma si poteva dare di più, con quella fastidiosa patina da politically correct che si palesa nel finale.

    L'inizio sulla strada che conduce alla villa dei futuri suoceri, con presagio funesto a là Non aprite quella porta (il cervo investito improvvisamente, ma soprattutto l'agonia dell'animale), proietta già il film in un atmosfera straniante e ben poco rassicurante (così come l'incipit del rapimento tra i vialetti autunnali di "Haddonfield", con il rapinatore agghingato come gli psicopatici della Casa nera, di cui l'esordio di Peele deve qualcosina)

    Poi , tra dialoghi , ricevimenti fin troppo cordiali, quasi altmaniani (penso a Un matrimonio) convenevoli che puzzano di falso lontano kilometri, riunioni di famiglia e vecchie cariatidi stile Corta notte delle bambole di vetro (c'è qualcosina anche dell'opera ladiana) che arrivano con macchinone nere come la setta di Martyrs , la tensione e l'inquietudine aumentano a vista d'occhio (non prima di aver conosciuto la servitù di colore , con Giorgina che sorride come un'ebete e guarda fuori da una finestra che rispecchia la sua immagine sistemandosi i capelli e il giardiniere Walter che si mette a correre nel cuore della notte, perfette macchine assoggettate al proprio servizio, una via di mezzo tra gli Ultracorpi e La fabbrica delle mogli), sino a sfociare nell'agghiacciante scoperta delle foto di Rose con le sue "prede" e la ricerca affannosa delle chiavi della macchina. Da quì in poi il film decolla tra Chris legato ad una poltrona costretto a vedere un delirante audiovisivo di pura follia familiare (Guarda la Coagula) con aggiunta di folli operazioni cerebrali frankensteniane con calotte craniche esposte, e una volta liberatosi diventa ferina e incontrollabile macchina vendicativa, "final boy" che non lesina di rendere pan per focaccia (corna di cervo usate come armi contundenti, terribile mazzate sulla capoccia, mani e gambe infilzate, pestaggi), Giorgina investita (che rivela la sua vera natura di ultracorpo totalmente al servizio dei suoi "creatori", mostrando una vistosa cicatrice postoperazione lobotomizzante sulla fronte), Walter "giustiziere" che si fa saltare il cervello e non ultima Rose (la più spietata, subdola e bastarda della famiglia Armitage, quella che si credeva la tenera ragazza irradiata di amor interraziale-anche se il suo personaggio gettava luce di sospetto già a inizio film-la perfettina innamorata del suo boy di colore), che risponde gelidamente alle telefonate dell'amico di Chris-accusandolo pure di voler scoparsela-, ascolta in cuffia "Time of my life" di dirtydancinghiana memoria mentre , sul pc, addocchia le prossime vittime, rivelandosi gelida e inesorabile cecchina vestita di bianco.

    Un finalone granguignolesco rovinato, però, dall'arrivo dell'amico di Chris, che smonta un pò il tutto con quella chiusa da telefilm (speravo fino all'ultimo che quelle luci della polizia fossero lo sbirro razzista del cervo investito, e che premesse il grilletto contro Chris, magari ritenuto responsabile del massacro appena avvenuto , invece ecco il solito "politicamente corretto" che annacqua gli intenti e le emozioni)

    E sempre l'amico di Chris che stempera la tensione (e insieme la manda in vacca) con le sue battute (su Jeffrey Dhamer, sui bianchi che schiavizzano sessualmente i neri) con gag francamente inutili e dannose (al posto di polizia con la detective, le goffe indagini, il continuo logorrio). Parte "comedy" poco riuscita francamente, solito clichè dell'amico sfigato, nero e ciccione.

    Di contro ottima la figura del fratello schizzato e con la fissa delle arti marziali, novello Alexanderdelarge armato di mazza di golf, e tra gli invitati la grandma sporcacciona e vogliosa (con marito decrepito attaccatto all'ossigeno) che fa domande a Rose sulla possenza sessuale dei neri, tastando, smaniosa, i muscoli di Chris.

    Poco riuscita anche la dimensione del "mondo sommerso", che mi pareva una versione deluxe di Nancy che sprofonda nella vasca da bagno nel primo Nightmare

    Buona l'idea dei flash dello smartphone per ridestare ricordi sopiti e annulati negli "zombi" di colore (a volte con sangue da naso) e intenso il pianto strozzato di Giorgina, misto a riso nervoso, nel dialogo in camera con Chirs, dove Peele insiste sul primo piano del volto teso della donna.

    Fastidiossissimo, come il gesso sulla lavagna, (e ben architettato) il suono sibillino del chucchiaino che mescola il thè nella tazza (altro che smettere di fumare, quando arriva "l'ora del thè" son dolori che Giucas Casella fà un baffo)

    Tra Spike Lee e Stuart Gordon, l'esordio di Peele è comunque materia interessante, forse imperfetta, ma con altissimi momenti e un clima minaccioso ben reso. Anche se questa possibile versione di Mandingo 2.0 in chiave sci-fi (le tardone bramose di carne nera, l'asta), per quanto mi riguarda, non è la gran sorpresa del 2017 come molti sostengono.

    Bellissima la OST dalle sonorità tribali sui titoli di testa

    Una delle produzioni Blumhouse più "mature" (anche se l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale mi pare un pò eccessivo, ma ci potrebbe anche stare in effetti)

    Ma che sia un horror tout court ho i miei seri dubbi.

    Hai distrutto la mia famiglia!
    Ultima modifica: 30/09/18 14:22 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 29/09/18 10:42
    Pianificazione e progetti - 21926 interventi
    Ottimo il dvd edito dalla Universal

    Formato: 2.40:1

    Audio: italiano, inglese, spagnolo (5.1)

    Sottotitoli: italiano, inglese, spagnolo (anche per non udenti)

    Come extra: Finale alternativo: molto più in sintonia con quello che avrei voluto vedere, un vero peccato che l'abbiano eliminato e messo negli extra. Decisamente migliore di quello effettivo. Scene eliminate: invero trascurabili. Svelando l'orrore di SCAPPA: 8 minuti in cui il cast (tecnico e artistico) raccontano del film.

    Durata effettiva: 1h, 39m e 49s

    Immagine al minuto 00.42.18. La vecchia maliarda (Ashley LeConte Campbell) è desiderosa di massa muscolare nera: Ma che bel ragazzo abbiamo qui...

    Ultima modifica: 29/09/18 16:15 da Zender
  • Discussione Daniela • 7/02/19 07:44
    Consigliere massimo - 5148 interventi
    Finale originale del film

    SOLO per chi ha visto il film e magari ha trovato il finale un poco debole ed incongruente, qui c'è quello girato originariamente:

    https://www.ilcineocchio.it/cinema/video-il-finale-alternativo-originale-di-scappa-get-out-e-cupo-e-realistico/
  • Discussione Brainiac • 7/02/19 14:20
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Finale originale del film

    SOLO per chi ha visto il film e magari ha trovato il finale un poco debole ed incongruente, qui c'è quello girato originariamente:

    https://www.ilcineocchio.it/cinema/video-il-finale-alternativo-originale-di-scappa-get-out-e-cupo-e-realistico/

    Con questo finale sono sicuro che il film mi sarebbe piaciuto di più. Partendo dal presupposto che come Buio lo considero una commedia dark più che un horror, la chiusa velenosa avrebbe almeno ripulito il film da quella che sempre Buio definiva "patina di political correct". Ma etichette a parte, era proprio il finale farsesco a disinnescare qualsiasi tentativo di innalzare la pur gustosa favoletta-noir al livello di graffiante satira sociale.
  • Discussione Rocchiola • 23/04/19 09:47
    Call center Davinotti - 1136 interventi
    Nel ricordare che il film è disponibile anche in bluray, confermo che il finale alternativo è decisamente migliore di quello ufficiale ed avrebbe fatto guadagnare al film un voto superiore a quello che gli ho assegnato in sede di commento.
  • Discussione Schramm • 26/08/19 16:22
    Risorse umane - 6710 interventi
    rispondo con immane ritardo anche a questa chiamata.

    piaciuto molto, anche se non mi è mai curiosamente passato per la testa l'indovina chi viene all'ultima cena che vedo rimpallato in circa metà dei commenti. a caldo mi è maggiormente parso una rotta di collisione (molto probabilmente del tutto non voluta dall'autore) tra society e the wicker man, con una risultante di spessore che però non somiglia somaticamente a nessun altro film (non per spudorato scimmiottamento, almeno), e che esorta a concludere che non è del tutto quell'abbaglio o quel bluff che sembra il collocarlo tra le migliori sorprese horror.

    e il cagotto che mi ha fatto prendere a ogni apparizione, georgina (me la sono pure sognata sotto forma di fungo atomico!), va oltre ogni possibilità descrittiva.

    lo dico un po' allo sbaraglio: che stia forse qua il vero midsommar?
  • Discussione Schramm • 26/08/19 16:27
    Risorse umane - 6710 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    Daniela ebbe a dire:
    Finale originale del film

    SOLO per chi ha visto il film e magari ha trovato il finale un poco debole ed incongruente, qui c'è quello girato originariamente:

    https://www.ilcineocchio.it/cinema/video-il-finale-alternativo-originale-di-scappa-get-out-e-cupo-e-realistico/

    Con questo finale sono sicuro che il film mi sarebbe piaciuto di più. Partendo dal presupposto che come Buio lo considero una commedia dark più che un horror, la chiusa velenosa avrebbe almeno ripulito il film da quella che sempre Buio definiva "patina di political correct". Ma etichette a parte, era proprio il finale farsesco a disinnescare qualsiasi tentativo di innalzare la pur gustosa favoletta-noir al livello di graffiante satira sociale.


    al di là del correctness yes or no in sé narrativamente funziona con ambedue i finali. il che mi significa che tutto quanto visto prima è di rara forza.
  • Discussione Schramm • 26/08/19 18:20
    Risorse umane - 6710 interventi
    Digital ebbe a dire:
    Bellissimo horror, tranne per la presenza dell'obeso di colore sopra le righe.

    si, è la sola vera nota stonata. tratteggiarlo in quel modo col pennellone cinghiale fa capire praticamente subito che sarà lui il deus ex machina..