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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Puppigallo 29/07/07 17:01 - 4499 commenti

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E’ praticamente una rappresentazione teatrale. Bravo Totò (già il cognome, Sciosciamocca, fa ridere), ma anche Enzo Turco non gli è da meno, pur restando nei limiti della spalla. La parte migliore è quella dove si fingono nobili, anche se la scena più famosa è certamente quella in cui si abbuffano di pasta (Totò se la mette persino in tasca). Un po’ scarno di idee, il film resta comunque efficace e scorre piuttosto fluidamente, dando spazio alla bellona Loren (a teatro), ma privilegiando, fortunatamente, la parte comica. Da vedere.
MEMORABILE: La lettera che Totò scrive sotto dettatura, che si conclude con: "Non ho neanche i soldi per pagare chi sta scrivendo questa lettera".

Renato 30/07/07 15:36 - 1534 commenti

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Estremamente divertente. L'origine teatrale è talmente dichiarata che non si può nemmeno parlare di limite; anzi, il film forse trae persino vantaggio dalla poca verosimiglianza della rappresentazione... una compagnia di attori come quella di "Miseria e Nobiltà" non si può certo discutere, ed il film è ancora oggi uno di quelli che fa buoni ascolti in tv, nonostante sia stato trasmesso centinaia di volte. Un vero e proprio classico, insomma; e l'ingresso di Totò in abiti da "nobile" è un momento di comicità da tramandare ai posteri.

Gugly 2/02/08 18:10 - 1015 commenti

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Film vecchissimo eppure ancora divertente; certo la maggior parte del merito va a Totò, Enzo Turco e tutti gli altri comprimari, ma si ricordano anche le coloratissime scenografie e in genere tutta l'ambientazione teatrale, che dona un'aria di favola e leggerezza a tutta la narrazione.

Undying 3/02/08 14:54 - 3841 commenti

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L'immagine di Totò, che infila - con vigorosa furia - manciate di spaghetti in tasca, è rimasta ancorata al film. Ch'è un film riconosciuto come tra i più riusciti, per via dei contenuti che sovrastano la (blanda) comicità. Non è stato - e non sarà - particolarmente apprezzato dal pubblico, nonostante la presenza della (allora) bellissima Loren. Nè lo si ricorda per contenuti comici, che latitano a dispetto dell'ottima prestazione offerta dal grande attore napoletano. Ma va visto, almeno una volta, per assistere al registro "drammatico" di Totò.

B. Legnani 24/02/08 00:09 - 4695 commenti

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Gradevole, anche se la fama supera il valore. Grandissimo Totò (formidabile quando vuole consegnare la lettera già scritta per la bisogna), comprimari bravi e meno bravi (divertente Cavalieri nella parte del cerimonioso arricchito). Molto meglio il secondo tempo, con la commedia degli equivoci e degli scambi di persona.
MEMORABILE: La dettatura della lettera.

Mattattore 3/03/08 23:12 - 1 commenti

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È la commedia teatrale italiana per eccellenza! Tutti gli attori (comici) hanno sognato di interpretare Felice Sciosciammocca almeno una volta in vita loro! La parte di Peppeniello (il figlio di Felice) è stata scritta da Scarpetta proprio per far debuttare sul palco il figlio Eduardo, che poi la metterà in scena nel '55 per onorare il padre... Totò è senza dubbio lo Sciosciammocca più indovinato della storia italiana! La maschera inventata da Scarpetta sembra scritta su misura per lui! Mitico!
MEMORABILE: Peppeniello che dice a Don Gaetano: "Vincenzo m'è padre a me!"

Homesick 13/04/08 17:05 - 5737 commenti

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Sulla nota farsa di Scarpetta viene strutturata una gustosa commedia degli equivoci che sfrutta al meglio le capacità di mattatore di Totò, ancor più valorizzate quando interagisce con i suoi numerosi comprimari, specialmente Turco e Cavalieri. L'opera conserva intatta la sua teatralità sia nelle scenografie che nella confezione: all'inizio e alla fine è infatti presentata come un'esibizione teatrale entro un film.
MEMORABILE: La dettatura della lettera. La foto agli sposi. Il gelato.

Enzus79 30/10/08 15:44 - 1763 commenti

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Ogni volta che lo rivedo non mi stanca: battute difficili da dimenticare, con personaggi interpretati in modo ottimo (Totò su tutti). La Loren, qui molto giovane, anche se si vede poco, dà prova della sua bravura. Il teatro napoletano è questo, ed è difficile che non piaccia.

Galbo 4/11/08 05:58 - 11350 commenti

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Capolavoro del cinema italiano brillante, il film è tratto da una celebre commedia di Eduardo Scarpetta e appare chiara la sua origine teatrale. Ricchissimo di situazioni e momenti brillanti (alcune sequenze sono entrate nelle storia del cinema italiano), Miseria e nobiltà è intepretato da un cast strepitoso sia nei ruoli principali che in quelli secondari. Ben diretto da Mario Mattioli.

Rickblaine 2/11/08 11:28 - 635 commenti

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Genere teatrale (e l'introduzione lo fa capire). Tantissime le battute indimenticabili e le gag (se così si possono chiamare) sono geniali. Totò è grande e così lo è stato il seguito sulla scena. Come in molte di queste opere si riesce a sdrammatizzare sulle condizioni di vita disagiate. Brava e bella la Loren.
MEMORABILE: Il ballo sul tavolo con gli spaghetti in mano.

Pigro 22/12/08 09:55 - 7737 commenti

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Classica commedia di equivoci, con i poveri che si travestono da ricchi per fare un piacere al marchesino che deve fidanzarsi. Bel testo teatrale di Scarpetta, ben realizzato (mantenendone la struttura scenica, valorizzata come nel Turco anche con la classica chiusa in proscenio) da Mattoli, che mette in evidenza le capacità istrioniche di Totò anche all'interno di una drammaturgia "chiusa" nella logica della trama. Memorabile l'abbuffata di spaghetti, ciliegina sulla torta di un film ricco di scene efficaci e divertenti.

Il Dandi 3/08/10 18:02 - 1747 commenti

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Apice della "trilogia scarpettiana" di Totò. Il suo Felice Sciosciammocca è insieme malizioso (come il Turco napoletano) e credulone (come Il medico dei pazzi); ma tra equivoci ingenerati e subiti non è né un perdente né un vincente (maschera atavica, non ragiona in quest'ottica): se approfitta della situazione non lo fa tanto per sé, quanto per il pubblico (che è presente come tale, all'inizio e alla fine). È anche l'episodio in cui detta cornice meta-teatrale funziona al meglio, grazie alla scansione in atti che sfrutta l'unità dei luoghi.
MEMORABILE: Enzo Turco manda Totò "dallo charcutière"; la lettera allo scrivano; la foto agli sposini.

Cotola 11/01/09 17:59 - 7461 commenti

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Riduzione cinematografica della celebre commedia teatrale di Scarpetta dal titolo omonimo. Il risultato è discreto, grazie alla professionalità dell'insieme ed in particolare ad un ottimo cast di attori in cui, ovviamente, spicca Totò. Non manca di divertire, ma a teatro fa tutto un altro effetto.

Tomslick 14/02/10 20:58 - 205 commenti

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Uno dei migliori film con Totò, in cui le gag non sono create appositamente per il Principe della risata come (troppo) spesso è successo altrove a discapito della trama: la pellicola risulta così molto godibile dall'inizio alla fine. Infatti qui Totò non è il mattatore assoluto, anzi; e proprio per questo quando egli compare sulla scena il tutto assume (ovviamente) ancora più valore. Notevole poi il contorno attoriale: Enzo Turco è molto più di una semplice spalla, Sophia Loren bella e austera, Valeria Moriconi in disparte ma incantevole.

John trent 2/01/10 21:24 - 326 commenti

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Classica commedia degli equivoci che gode della freschezza di un cast azzeccatissimo sul quale svetta, ovviamente, l'immenso Totò ben sorretto soprattutto da Enzo Turco. Alcune scene di questo film (la dettatura della lettera, la foto agli sposi, gli spaghetti in tasca, il gelato) sono davvero monumentali e annoverate tra le migliori dell'intera filmografia del comico napoletano. Unico neo una bella e giovane (ma già insopportabile) Sofia Loren. Non si può non vederlo almeno una volta.
MEMORABILE: "Vincenzo m'è padre a me!!!"

Matalo! 4/01/10 17:42 - 1368 commenti

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Impianto teatrale per una celebre commedia di Scarpetta; nel senso che si vede l'asse del palcoscenico. Eppure, nonostante ciò e nonostante la veneranda età, il film sgattaiola dinamico dall'inizio alla fine. Un Totò in palla accompagnato da colleghi scafatissimi e una giovane, giunonica Loren francamente a suo agio. Indimenticate la scena degli spaghetti in tasca (la fame domina la carriera di Totò...) e i qui pro quo dei falsi nobili. In rigoroso Ferraniacolor!

Piero68 8/06/10 12:32 - 2754 commenti

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Unico film in cui Totò, anche senza avere al suo fianco una delle solite spalle, riesce comunque ad esprimersi ad altissimi livelli. Segno che in questa trasposizione cinematografica della famosa commedia teatrale tutto funziona come dovrebbe. Dal cast alla storia vera e propria. Anche qui sketch e battute memorabili come gli spaghetti in tasca o quando impersona il Principe di Casador. La bellezza di film come questi è che anche dopo averli rivisti decine di volte, si ride sempre e sempre si carpisce una battuta nuova sfuggita precedentemente.
MEMORABILE: Quando si azzuffano le due donne. Luisella a Concetta: "Funicolare senza corrente!" E Pasquale risponde: "Mia moglie la corrente ce l'ha".

Lupoprezzo 16/02/11 18:10 - 635 commenti

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Mario Mattoli con la collaborazione di Maccari alla sceneggiatura mette in scena una delle commedie più celebri di Scarpetta, affidando al solito Totò il ruolo di mattatore. La regia dal taglio teatrale è fin troppo statica e nei momenti in cui Totò non è in scena il film perde mordente. Memorabili diversi momenti (la pastasciutta, la lettera, l'abbraccio di Totò alla prosperosa Loren). Gustosa la prova di Franca Faldini nel ruolo della vicina piemontese.

Rambo90 17/05/11 20:52 - 6318 commenti

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Ottima trasposizione della commedia di Scarpetta: Mattioli decide di dare allo spettatore la sensazione di un vero spettacolo teatrale e l'idea è sicuramente vincente. Sciosciammocca trova in Totò il suo perfetto interprete, grandioso nella scena della lettera e nei duetti con il bravo Enzo Turco. Buone le musiche, folto il cast di contorno con la simpatica Palumbo e un giovane Croccolo e ancora con la Loren (poco incisiva però). Imperdibile.

Smoker85 24/07/11 21:09 - 390 commenti

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Tra i primi film di Totò che vidi e che me ne fecero "innamorare". Il Principe è totalmente padrone della pellicola, tanto che, quando non è in scena, il film sembra crollare tra la noia. Enzo Turco fa da degno compare, nella "fame", nei "corteggiamenti" e nella farsa propinata al povero Semmolone, padre della sposa credulone e alquanto citrullo. Ottimi anche gli altri personaggi, ad eccezione di una Sofia Loren troppo fredda in alcuni momenti. Irresistibile.
MEMORABILE: L'entrata in scena dei falsi nobili, la tarantella con gli spaghetti in mano e in tasca.

Mutaforme 6/05/12 23:12 - 392 commenti

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Nonostante la trama semplice e anche piuttosto scontata (i soliti equivoci che alla fine vengono scoperti), questo film è un pezzo di storia del cinema italiano. Vuoi per la rappresentazione simile a uno spettacolo teatrale, vuoi per alcune scene memorabili come quella degli spaghetti, merita sicuramente di essere visto. ***

Luchi78 16/07/12 13:39 - 1521 commenti

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Si ride parecchio ogni volta che Totò conquista la scena con i suoi siparietti comici oramai da antologia. Più divertente la seconda parte, in cui il gioco dell'equivoco prende corpo e si assiste ad una coralità recitativi coinvolgente. Ovviamente la messa in scena è tipicamente teatrale, quindi manca un po' di ampio respiro, ma il film merita per il solo fatto di aver consegnato dei momenti storici al cinema italiano.

Rigoletto 12/10/12 20:09 - 1506 commenti

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Per chi ha una formazione teatrale riguardo questa celebre commedia di Scarpetta, una qualsiasi trasposizione cinematografica, subendo tempi diversi di realizzazione, potrà apparire frettolosa. Però questa è fatta veramente bene, non per nulla molti degli attori presenti provengono dal teatro e lì non ce ne sono effetti speciali computerizzati: se si è capaci di recitare bene, sennò... Complimenti quindi a Mattoli, che mette in scena un bello spettacolo e agli attori, nessuno dei quali appare fuori ruolo. ***
MEMORABILE: La lettera allo scrivano.

Graf 21/10/12 01:36 - 685 commenti

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Forse il miglior esempio italiano di cinema teatrale in assoluto. Mattoli firma una versione estremamente fedele del capolavoro di Scarpetta, sottolineando cinematograficamente, con piani fissi, soprattutto interi, qualche carrello laterale, con riprese interamente in interni, montaggio limitato e colori caldissimi in ferraniacolor, il testo originario che vede il pulcinelliano Felice Sciosciammocca e famiglia alle prese con la Fame, quella ancestrale, potente, ossessiva che ha quasi una dimensione onirica. Film di comicità tragica, feroce e selvaggia.
MEMORABILE: Formidabili tutti gli attori: in primis Totò ma anche il grande Enzo Turco, Dolores Palumbo, Titina Di Filippo, Carlo Croccolo e la fresca Sophia Loren.

Nando 3/11/13 15:44 - 3458 commenti

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Da un testo teatrale di Scarpetta una piacevole commedia degli equivoci con il principe della risata protagonista assoluto con battute e mimica fulminante. Sempre appropriato il cast di contorno, che si avvale di una giovane Loren. Rivisto dopo anni non perde il suo fascino.

Simdek 6/03/14 12:32 - 93 commenti

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Tratto da una commedia di Scarpetta. Totò e la sua compagnia riescono a mettere su, grazie anche al regista Mattoli, un film che in fondo è fatto a teatro, con il risultato di dare vita a un capolavoro del genere, che oltre a una infinita serie di situazioni per ridere e sorridere (anche dopo mille visioni) porta con sé il messaggio triste ma vero di una impossibilità di sfuggire alla miseria per il tramite di espedienti o artifizi. La recitazione è quella tipica del teatro e quindi si può perdonare qualche virtuosismo. Memorabile.
MEMORABILE: "Noi mangiamo sempre gelati, ogni giorno"; "600.000 lire, ma cosa sono 600.000 lire, ma chi li ha visti mai?!... in contanti"...

Stelio 15/05/14 20:29 - 384 commenti

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Decisamente la migliore trasposizione cinematografica del grande classico di Scarpetta. Interpreti magistrali, scenari eccellenti, colorati e volutamente teatrali, location statiche. Non osa registicamente come tutte le riprese di spettacoli teatrali, ma si lascia apprezzare. Eccezionali Enzo Turco e Totò, gli altri fanno dignitosamente il loro lavoro ma è chiaro che la commedia poggia tutto sull'estro dei due grandi attori.

Paulaster 9/01/15 09:51 - 2731 commenti

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Ben congegnata, questa messa in scena dell'omonima commedia con l'espediente della "visione" teatrale. La prima parte nella miseria è più spezzettata ma più ruspante dal lato umano per via della fame perenne. Maggiormente filante il seguito, dove il ritmo è tenuto alto dai continui scambi di battute tra il gruppo a palazzo. Totò non esagera e tiene testa con puntuale ilarità; la Loren è acerba e un filo altezzosa per un ruolo da ballerina. Un intrattenimento piacevole, anche per riascoltare gli ossequi e i rispetti ormai scomparsi dalla comune parlata.

Bruce 27/01/15 16:53 - 1002 commenti

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Bellissima anche da rivedere oggigiorno, in tempi di crisi, questa divertente e intelligente commedia di impronta teatrale che vede Totò protagonista (al fianco di altri validissimi attori e caratteristi, tra i quali anche una giovane Sophia Loren). Tanti gli spunti e i momenti comici, mai volgari, che sono stati ripresi e copiati in seguito da altri. Quanto talento! Splendida la prima parte, forse un po' scontata e prevedibile la seconda.

Minitina80 22/04/15 10:22 - 2304 commenti

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Non c’è solo Totò, ma un gruppo di attori che funzionano alla perfezione in un tutt’uno capace di esaltare la divertente opera teatrale di Scarpetta. La messa in scena è minimale e ridotta a poche ambientazioni, proprio perché di estrazione teatrale, ma non ci si accorge di nulla grazie al carisma di tutti e alla storia che funziona. Difficile non farsi coinvolgere dalla travolgente simpatia che dilaga per tutta la pellicola.

Vitgar 23/04/15 15:12 - 586 commenti

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Una delle migliori interpretazioni di Totò, diretto da un ispirato Mattoli e affiancato da un cast di prim'ordine. Pochade all'italiana dove si succede a ritmo serrato tutto il campionario della commedia brillante. Totò come detto raggiunge probabilmente il vertice della sua dilagante comicità. Sicuramente un cult-movie del cinema italiano.

Parsifal68 15/02/16 13:16 - 607 commenti

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Tratto dall'omonima opera teatrale di Eduardo Scarpetta, il film è una classica commedia degli equivoci che funziona perfettamente grazie agli straordinari attori che fanno squadra nel recitare i serrati dialoghi e le spassose gag. Ovviamente tutto ruota intorno al grande Totò, ma il gruppo di comprimari è di livello assoluto (Turco, la Palumbo, i giovani Croccolo e Loren...). Alcune scene sono entrate nella storia del cinema italiano. Impossibile non ridere anche dopo la duecentesima visione.
MEMORABILE: Totò mangia gli spaghetti con le mani; Il paletot di Napoleone; "Vincenzo m'è padre a me"; "Uè, funicolare senza corrente!"; "Qui si mangia pane e veleno!"

Pessoa 26/02/17 21:51 - 1131 commenti

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Bellissima trasposizione teatrale del capolavoro di Scarpetta, che è forse una delle migliori rappresentazioni del carattere napoletano, in cui gli stereotipi vengono corretti dalla realtà drammatica di una città e un popolo sui generis. Il copione solido esalta Totò nella sua prova da attore che trova una magica alchimia con gli altri interpreti, i quali ne reggono efficacemente il gioco. Splendida la Loren, mentre trovo azzeccatissima la scelta di portare anche fisicamente il teatro al cinema. Un imperdibile pezzo di storia del cinema italiano.
MEMORABILE: I battibecchi fra Totò ed Enzo Turco con l'intervento delle rispettive famiglie; La scena degli spaghetti.

Ryo 8/01/19 02:47 - 2169 commenti

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Adattamento cinematografico della celebre commedia teatrale di Eduardo Scarpetta, resa famosa proprio da Totò con questo film. L’impostazione registica è molto teatrale: inquadrature quasi sempre frontali, dialoghi puliti, situazioni divise in atti. L’eccentricità dei personaggi nell’interpretare i loro ruoli è encomiabile. Brillante e divertente la trama, giocata sugli equivoci.
MEMORABILE: "Se mi dai da mangiare ti chiamo anche mamma"; Il finale teatrale.

Il ferrini 1/06/19 23:59 - 1665 commenti

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C'è molto più teatro che cinema in questo lavoro di Mattoli che deve tutto alla straordinaria scrittura di Scarpetta. Montaggio ridotto all'osso e lunghi piani sequenza su un cast in stato di grazia: memorabile l'abbuffata di spaghetti mangiati con le mani ma anche il Totò scrivano e nella seconda parte il ritmo addirittura aumenta, così come gli equivoci e le situazioni paradossali. La Loren, sebbene insopportabile, era davvero molto bella; bravissimo il bambino "Peppiniello" e grande prova di Croccolo. Indispensabile.

Faggi 1/08/19 12:40 - 1487 commenti

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Un modello di teatro traslitterato in celluloide, nonché una perla della commedia italiana, prossima alla perfezione, viaggiante su binari posti verso una stazione da commedia degli equivoci, ovvero verso la destinazione comica prevista. Lo spettacolo dei fuochi d'artificio, comunque, è nella prima parte e non in chiusura. Totò, irresistibile, è affiancato dal mestiere di attori consapevoli, cementati da un testo arguto, brillante e popolare, costruito a quadri di inesorabile nettezza (si pensi alla lettera già scritta o al pranzo inaspettato).

Ultimo 22/11/19 11:15 - 1348 commenti

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Commedia niente male diretta sapientemente da Mario Mattioli, il quale mantiene la scenografia teatrale e permette così ai dialoghi di essere i veri protagonisti della vicenda. Totò è il mattatore (basti pensare alla scena della lettera...) e senza di lui ed Enzo Turco (ottima spalla) il film avrebbe avuto ben poco da dire. Insipida la prova di una giovane Sophia Loren.
MEMORABILE: La scena dell'abbuffata di spaghetti.

Camibella 10/06/20 23:34 - 105 commenti

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La trasposizione cinematografica della celebre commedia teatrale di Scarpetta è uno dei più importanti e riusciti film di Mario Mattoli, assiduo regista dell'immenso Totò. La bravura del regista sta nel riuscire a dettare i tempi comici giusti, ovviamente sorretto da un cast di pregevole fattura. Oltre al Principe della risata, bravissimi Turco, Dolores, Moriconi e gli allora giovanissimi Loren e Croccolo. Scene da antologia che divertono ogni volta le si vede fanno di questo classico della commedia italiana un cult senza tempo.
MEMORABILE: La scena degli spaghetti; il paletot di Napoleone; "Vincenzo mi è padre a me".

Siska80 14/06/20 16:57 - 529 commenti

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Spassosa, scorrevole trasposizione cinematografica dell'opera di Scarpetta da parte di un regista particolarmente ispirato. Dialoghi frizzanti, belle scenografie e un cast superlativo (il bravo Turco fa da spalla ad un inarrestabile Totò, convincente sia nelle vesti dello squattrinato Felice, sia in quelli dell'altezzoso Principe di Casador). Unico neo il finale frettoloso (come in Un turco napoletano e Il medico dei pazzi, diretti anch'essi da Mattoli).
MEMORABILE: Luisella si presenta a casa Semmolone per fare una scenata.

Giùan 13/07/20 12:00 - 2939 commenti

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Film la cui nobiltà artigianale non s'immiserisce nemmeno di fronte alla ennesima (verrebbe da dir tradizionale, quasi liturgica) visione seriale. Il più del merito ovviamente va al testo di Scarpetta, all'interno dei cui perfetto meccanismo di gestione dei tempi comici, Totò e gli altri attori (molti dei quali avevano interpretato la commedia a teatro) hanno la possibilità di scatenarsi e improvvisare sì ma ad "orologeria". Nel florilegio di pezzi di bravura che Mattoli filma a "teatrino", da ricordare quelli "famelici": la spaghettata; il gelato, la piazzata della Palumbo/Luisella.
MEMORABILE: Enzo Turco alla Palumbo: "Poteva morire e non è morta"; La Loren folgorante; La lettera; "Vincenzo mi è padre a me" a tormentone.

Thedude94 16/07/20 17:51 - 543 commenti

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Preso senza mezzi termini dalla sua rappresentazione teatrale, questo "Miseria e nobiltà" rientra tra le opere più importanti con Totò ed esprime il meglio della sua comicità. Esilaranti sono le battute, sia quando la storia vive in contesti di povertà sia quando si passa dal lato opposto, facoltoso e ricco di cibo e denaro. In più ci sono una bellissima Loren e un cast davvero azzeccatissimo. La regia di Mattoli è molto semplice, poco aggiunge a una storia interessante di classi sociali opposte che affrontano la vita in maniera completamente differente. Obbligatorio.
MEMORABILE: "Vicienzo m'è Pat a me".

Jandileida 20/07/20 19:59 - 1247 commenti

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Commedia ormai mitologica con un Totò a tratti veramente irresistibile diviso com'è tra pancia vuota e sangue blu. Il meccanismo imbastito da Scarpetta non si incanta mai e permette una visone ripetutamente piacevole che paga magari l'impostazione esplicitamente teatrale che finisce per risultare a volte un po' troppo statica. Il principe de Curtis, si diceva, sugli scudi ma attenzione a sottovalutare anche il resto della compagnia che, a cominciare da Turco, porta avanti con maestria la pièce. Loren immatura artisticamente ma rubensianamente matura sotto altri aspetti.
MEMORABILE: Gli spaghetti in tasca; "Cuoco. Che bella parola: cuoco".

Daniela 23/07/20 12:13 - 9237 commenti

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Volendo sposare una ballerina contro il volere del padre, un marchesino assolda alcuni poveracci perché impersonino la sua nobile famiglia al momento dell'incontro col futuro suocero, un ricco commerciante onoratissimo di fare la loro conoscenza... La farsa di Scarpetta non poteva trovare trasposizione migliore: il film è un fuoco di fila di trovate tra equivoci esilaranti e geniali giochi di parole. Indimenticabile Totò, affamato cronico che nessun banchetto potrà mai saziare, ma anche il resto del cast  è in gran forma, ruoli minori compresi. Nel suo genere, un piccolo classico.
MEMORABILE: La dettatura della lettera; l ballo sul tavolo e gli spaghetti infilati nelle tasche; Il tormentone di Peppiniello: "“Vincenzo m’è pate a me!”.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gugly • 2/02/08 18:15
    Segretario - 4678 interventi
    iserita la scheda dedicata alla trasposizione teatrale ( seppure molto rovinata soprattutto nell'audio) degli anni 50 della commedia di Scarpetta: un allestimento in abiti moderni in cui fra gli interpreti c'è Dolores Palumbo nella stessa parte del film e il seienne ( con pochi denti!) Luca de Filippo nella parte di Peppiniello; nella parte di Don Giovacchino è possibile ammirare un giovanissimo Giuseppe Anatrelli, che allora faceva parte della compagnia insieme ad Isa Danieli e Gennarino Palumbo ( anche lui visibile in molte commedie qui recensite che coprono un arco di circa trent'anni).
  • Curiosità Gugly • 5/03/08 12:42
    Segretario - 4678 interventi
    altra curiosità collegata alla precedente: il giovinotto che all'inizio del film dialoga con le due signore nel palchetto del teatro è Lello Grotta, che recita nella piece la parte del marchesino innamorato di Gemma.

    La sartina torinese non è presente nella trasposizione teatrale, si tratta di un personaggio creato appositamente per il film, e ad interpretarlo è la bellissima Franca Faldini, la compagna del Principe. Per inciso, dopo una breve carriera cinematografica, la Faldini, specie dopo la morte di Totò è diventata un'apprezzata giornalista cinematografica, anche se ha interpretato il piccolo ruolo della moglie di Sordi in Incontri Proibiti (oppure Sposami papà), l'ultimo film di Albertone ( si veda scheda apposita).
  • Curiosità Gugly • 14/04/08 21:18
    Segretario - 4678 interventi
    Ho letto sul sito dedicato ad Eduardo Scarpetta e le sue opere che questa fu una delle poche di soggetto originale e non tratto da una commedia francese.
    il personaggio di Peppeniello verrà interpretato rispettivamente prima da Vincenzino Scarpetta, unico figlio legittimo, poi da Titina, da Eduardo, Peppino, ovvero i tre fratelli de Filippo, e quindi da Luca, figlio di Eduardo.
  • Curiosità Gugly • 13/07/09 20:35
    Segretario - 4678 interventi
    note trovate nel database di Cinematografo.it

    Note - METRI 2601
    - GIRATO NEGLI STABILIMENTI DELLA VASCA NAVALE.
    - LA FARSA DI SCARPETTA ERA GIA' STATA PORTATA SULLO SCHERMO DA CORRADO D'ERRICO NEL 1941.
  • Curiosità Gugly • 2/01/10 00:59
    Segretario - 4678 interventi
    Il film fa parte di una trilogia (Miseria e nobilità, il medico dei pazzi, Un turco napoletano), concepita per festeggiare il centenario della nascita di Eduardo Scarpetta, autore delle pieces da cui i film sono stati tratti.
  • Curiosità Gugly • 2/01/10 12:11
    Segretario - 4678 interventi
    Posto qui la seguente curiosità, anche se il discorso vale anche per Il medico dei pazzi, Un turco napoletano e relative versioni teatrali.


    Il grande commediografo Eduardo Scarpetta (padre naturale dei tre fratelli De Filippo) creò il personaggio di Felice Sciosciammocca per creare una macchietta più realistica e meno "incorporea" di Pulcinella, fino ad allora protagonista incontrastato nei cuori dei napoletani grazie all'intepretazione di un altro grande della scena dialettale italiana, Enzo Petito (il cui nipote lavoerà per decenni in compagnia con Eduardo de Filippo).

    Sciosciammocca, come sapranno i davinottiani partenopei,significa letteralmente "Soffia in bocca", e rende l'idea di una persona sempre a bocca aperta, che affronta il mondo con poca furbizia.
  • Discussione R.f.e. • 21/09/10 17:43
    Call center Davinotti - 854 interventi
    Essendo torinese, la sartina interpretata dalla Faldini è ovviamente doppiata, anche se non ho ancora capito da chi...

    Avete notato che, fra i film girati in Ferraniacolor da Totò, sia quelli tratti da Scarpetta che, per esempio, Totò a colori, questo è quello ridotto peggio? Colori ormai quasi inesistenti, sfuocatissimi. Questo film sì che avrebbe bisogno di un serio restauro...
  • Discussione Zender • 21/09/10 18:10
    Consigliere - 43389 interventi
    Non avevo notato. Anzi, son curioso di guardare la mia vecchia vhs registrata da tv mille anni fa, perché me lo ricordavo sfavillante. Peccato, in effetti, e strano che non abbiano ancora pensato a un restauro, vista l'imortanza del titolo.
  • Discussione Gugly • 21/09/10 19:29
    Segretario - 4678 interventi
    Dovrei rivederlo anche io...