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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/04/14 DAL BENEMERITO MYVINCENT
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Myvincent 4/04/14 19:25 - 2872 commenti

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Tanti personaggi così lontani fra di loro (anche geograficamente) incrociano le loro difficili esistenze in un motel semi-abbandonato e isolato dal resto del mondo. Mischieranno reciprocamente le loro esperienze in un tourbillon dagli aspetti drammatici. Sapore delicatamente noir per quest'opera che non si sa bene dove vada a parare e che lascia dentro un senso di insoddisfazione. Bellissimi i colori esasperati della fotografia.

Redeyes 27/05/14 07:36 - 2264 commenti

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Quasi in modo kafkiano, Balti viene dirottato da un ghignante capo del personale a peregrinare per la Sardegna come rappresentante e da lì iniziano le storie dei vari Lupo e Candy, della "magica" Laura e del gigolò meccanico. La fotografia gareggia con la sceneggiatura per trionfare nel gran prix dell'esasperazione e, tuttavia, ravviva una storia che si sperava noir ma che finisce per essere presuntuosamente tediosa. Si procede a scossoni con macchiettistiche trovate, qualche momento azzeccato ma tanto lavoro da fare. Siamo lontani dai film!

Herrkinski 17/11/15 04:33 - 5864 commenti

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Il primo lungometraggio della Staasch è un lavoro particolare, difficilmente inquadrabile in un genere preciso; tra commedia surreale (preponderante), dramma e qualche accenno noir, la vicenda offre sicuramente vari momenti riusciti, anche grazie a un cast convincente (su tutti la Belardelli, con quel viso un po' alla Sondra Locke). Buona la fotografia, vivida e colorata; script e ritmo altalenanti, ma questo indie-movie si lascia vedere senza problemi e riporta a certo cinema sperimentale nostrano tipo Ne parliamo Lunedì. Esordio incoraggiante.

Pigro 22/11/19 09:11 - 8438 commenti

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Uno strano hotel come terra franca dove le alienazioni personali arrivano a una resa dei conti che modifica la vita: un impiegato frustrato, un gigolò masochista, una madre in lutto, un tossico maturo, una ragazza senza riferimenti... insomma, una fauna un po’ stereotipata ma interessante, calata in un’atmosfera sospesa in quello che è evidentemente un algido apologo sulla condizione esistenziale. A tratti ficcante, a tratti noioso. A tratti intrigante, a tratti banale e prevedibile. Comunque interessante come opera prima.

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