Le sei mogli di Barbablù

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1950
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Aka "Le 6 mogli di Barbablu".
Numero commenti presenti: 7
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Totò nel suo periodo d'oro, quando sfornava sette/otto film all'anno tutti centrati sulla sua persona, affidati anima e corpo alle sue capacità improvvisative. E LE SEI MOGLI DI BARBABLU non è certo un'eccezione. Inizia con una farsa, con il classico gioco di equivoci basato sulla sostituzione di persona: Totò e Mario Castellani, clandestini, entrano nella cabina dell'investigatore Nick Parker (Carlo Ninchi) e del suo assistente e, rubati gli abiti alla Sherlock Holmes, li sostituiscono alla ricerca del famigerato ammazzasposi Barbablù. Totò investigatore è grande, riesce a trovare battute felici, impazza per almeno mezz'ora e ci offre, nel momento di ammazzare il suo socio davanti ad apparenti malviventi (capitanati da Isa Barzizza),...Leggi tutto una scena da antologia del cinema comico: esilarante. Poi la farsa si fa fracassona, troppo urlata, e nella preparazione dell’esca per Barbablù già il film comincia a perdere colpi. Ma è nella lunga parte conclusiva (almeno mezz'ora) che si fa insopportabile. Forse per totale mancanza d’idee diventa una sconclusionata parodia degli horror Universal, con Barbablù che si rivela essere un curioso incrocio tra Landru, il dottor Jekyll e l'uomo lupo. Totò vaga per i tetri corridoi del castello anticipando la predilezione per il gotico che diventerà genere dieci anni più tardi, ma nel farlo non riesce a esprimersi come comico e il ritmo crolla tragicamente. Non si ride più fino alla fine (se non riconoscendo, tra le sei mogli di Barbablù, una giovane Sofia Loren, all'epoca Sofia Lazzaro) e anzi ci si annoia mortalmente. Insomma, nonostante un Totò in ottima forma la sceneggiatura è inesistente e il film non fa onore al grande comico.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Smoker85 15/06/11 00:59 - 402 commenti

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Parte abbastanza bene questa pellicola, con gli inverosimili modi in cui Totò cerca di sfuggire alla sua insopportabile sposa. L'idea dello scambio di identità, spesso adoperata con buoni risultati nella filmografia del Principe, ha un ottimo potenziale. Peccato che, dall'inizio delle indagini, la storia si afflosci velocemente e Totò venga abbandonato del tutto a se stesso (nonostante Castellani, Pavese e Ninchi). Interessanti citazioni horror nel finale, ma il film, complessivamente, non convince. Non il peggior Totò, ma nemmeno memorabile.

Graf 11/09/13 02:59 - 707 commenti

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Un guazzabuglio colto, un film in movimento provvisto di un’energia quasi futurista. Scambio di persona, fuga dal matrimonio, camuffamenti, influenza delle letteratura alta e bassa, Sherlock Holmes insieme a Landru, Monsiuer Verdoux accanto a Jack lo Squartatore, parodia, farsa e horror vanno braccetto nel solito spettacolo surreale e astratto, lontano dal realismo della vita tipico del cinema di Bragaglia. Un cinema che conserva sempre il suo scatto giovane e che non svela mai le rughe. Totò al meglio; con la brillantina e la riga dei capelli in mezzo è in linea con il clima tra il comico e il funereo del film.

Pessoa 16/09/14 23:59 - 1442 commenti

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Bragaglia conosce bene Totò, sa che deve lasciarlo recitare, soprattutto quando i comprimari sono quelli di sempre (fra cui una bravissima Isa Barzizza e il fido Castellani, oltre a un Buazzelli molto in parte). Il risultato è un film frizzante che strappa tante risate. Sceneggiatura assente (ma forse è un vantaggio), da segnalare anche la fotografia di Albertelli con bella scelta di chiaroscuri. Totò in un incontenibile stato di grazia regala una delle migliori versioni della sua maschera e vale un pallino in più al film.

Minitina80 12/11/16 07:48 - 2468 commenti

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Da Barbablù a Sherlock Holmes, Totò le attraversa tutte utilizzando le risorse della maschera che lo ha reso celebre, soprattutto i giochi di parole e le movenze da marionetta. Nell’ultima parte si aggiunge un retrogusto horror-gotico, edulcorato e parodiato, ma pur sempre inusuale per Totò. Tutt’attorno c’è tanto mestiere, dai validi comprimari a una regia lesta. La storiella, però, è piuttosto esile e in più frangenti soffre la mancanza di spunti interessanti e la zampata vincente che lo faccia uscire dall’ordinaria amministrazione.

Rambo90 2/11/17 16:12 - 6603 commenti

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Totò coinvolto in una simpatica avventura che ricorda quasi le incursioni horror parodistiche di Gianni e Pinotto. Questa commistione tra la comicità a suon di storpiature e giochi di parole del grande attore e l'atmosfera lugubre e misteriosa mi ha sempre colpito e affascinato. Si ride spesso e l'ambientazione della seconda parte nelle segrete del castello è riuscita. Ottimo l'apporto di grandi caratteristi come Buazzelli, i "soliti" Castellani e Pavese, un Ninchi splendidamente in parte. Buono.

Von Leppe 18/05/20 11:35 - 1070 commenti

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Nel 1950 l'horror vero e proprio in Italia non era ancora nato; Ludovico Bragaglia insieme a Totò ne fanno una parodia con tanto di castello, sotterranei pieni di strumenti di tortura e trasformazioni che mostrano lo spuntare dei peli sulle mani di Barbablù (che ricordano le più celebri metamorfosi in film come L'uomo lupo o Il dottor Jekyll). La trama, dal sapore poliziesco, tutto sommato funziona e la pellicola può dirsi riuscita. Tra gli attori c'è anche un'azzeccato Tino Buazzelli. Non male le scenografie.

Pigro 23/01/21 10:12 - 8228 commenti

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Totò in fuga dalla brutta moglie è scambiato per detective e coinvolto nelle indagini per scoprire il mostruoso Barbablù. Film frizzante, imperniato quasi esclusivamente sulla costante presenza sullo schermo del protagonista, che grazie a una scoppiettante performance evita momenti di stanca. Rispetto alla media delle opere del periodo, forse questa riesce a mettere a segno alcune battute più folgoranti ed esilaranti, ma d’altra parte il lungo finale nelle segrete del palazzo è troppo caotico e di una comicità troppo banale. Comunque godibile.
MEMORABILE: “Carmela d’Acitrezza, Capuzzi da ragazza... Carmela d’Acitrezza, che puzza da ragazza! Che schifezza...”

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