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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Il Gobbo 15/12/07 15:09 - 3011 commenti

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Grande, seppure invecchiatissimo Totò sportivo, con codazzo dei mitici fuoriclasse del sellino, e geniale parafrasi rossiniana, che da sola vale la visione. Maliziosamente vi si potrebbe leggere un'allegorica profezia di quello che il ciclismo è diventato, con appendici anche tragiche, com'è noto. Ma se ne può fare a meno, e limitarsi a godere del genio di Totò. "La maglia rosa, la maglia rosa, è quella cosa che mai non riposa... "

Undying 12/09/08 21:27 - 3840 commenti

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Totò è qua chiamato in causa per un film comico a base sportiva (ben girato dal bravo Mattoli). Più delle "guest stars" di nome Bartali e Coppi, resta impresso il solito gusto per una ironia verbale, garantita dalla verve teatrale dell'ormai famoso comico napoletano. La potenza disumana che anima le gambe del prof. Casamandrei (De Curtis), vincitore inatteso dell'epocale "giro d'Italia", deriva da un patto (sui generis) di stampo diabolico. Sceneggiato dal trio Metz, Marchesi e Steno, il narrato predilige un tipo di commedia garbata ed intelligente, ben sorretta anche dagli attori di contorno.

Pigro 15/09/08 09:15 - 7791 commenti

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Professore innamorato vende l’anima al diavolo pur di vincere il Giro d’Italia e far colpo sull’amata. Film di scarso appeal cinematografico, basato esclusivamente (oltre che, naturalmente, sulla presenza istrionica di un barbuto Totò) sulla partecipazione di personaggi famosissimi nell’Italia sportiva del dopoguerra, a cominciare da Coppi e Bartali, impegnati in performances attorali imbarazzanti. Da ricordare solo la gag canora finale (“La maglia rosa, la maglia rosa è quella cosa che mai non riposa”). Per il resto, è perdibile.

Galbo 19/09/08 05:20 - 11387 commenti

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Ennesimo film della serie interpretata dal grande attore partenopeo sui fatti ed eventi del costume italiano, questa volta in particolare con la manifestazione sportiva per eccellenza, il giro ciclistico d’Italia. Il film appare interessante più come pretesto per un’osservazione di costume dell’Italia dell’epoca che per il suo valore artistico in sé, in verità piuttosto limitato e non all’altezza di altre pellicole interpretate da Totò.

Redeyes 29/05/09 18:53 - 2144 commenti

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Totò non rientra (e so che verrò infamato per questo) fra i miei mostri sacri e, ahimè, film come questo aumentano la mia non passione per il principe. Il film è spicciolo, risicato nella sceneggiatura infarcita di dialoghi di poco valore, e, sopratutto, dà fin dalla prima scena l'idea di esser un pretesto per riproporci il genio della risata. Detto ciò qualche risata la si fa anche, ma non me la sento di consigliarlo!

Gugly 30/07/10 01:04 - 1015 commenti

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Film che onestamente non mi sembra fra i migliori, ovvero tra i più divertenti del Principe: il fenomeno di costume del Giro d'Italia è la base da cui partire, ma il patto con il diavolo e le vicissitudini del protagonista con annessi "proto-effetti speciali" sono abbastanza risibili. Rimane memorabile l'imbarazzante prova attoriale di Coppi e Bartali.
MEMORABILE: La grande perfomance finale: "La maglia Rosa, la maglia Rosa, è quella cosa che mai non riposa..." Con acuto!

R.f.e. 27/10/10 10:30 - 817 commenti

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Più che un film è una testimonianza quasi documentaristica "di costume", di un'epoca - si potrebbe benissimo dire "gli anni '50 italiani", anche se il film è del '48 - e di uno sport che allora aveva, a dir poco, molto seguito. Un po' come accadrà in quello stesso, fecondo 1948, con I pompieri di Viggiù, un oggi preziosissimo spaccato di un genere di spettacolo che ormai non esiste più, il teatro di rivista. Qui rivediamo i campioni del ciclismo di una volta - meglio che non recitino, però - e la Miss Italia di quel anno, Fulvia Franco.

124c 11/07/11 17:45 - 2771 commenti

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Da bambino era uno dei film di Totò che preferivo, anche se oggi risente dell'usura del tempo (i campioni delle due ruote sono altri). Di certo c'è il fascino vintage della pellicola, che può contare su un nutrito numero di attori bravi, che affiancano il principe in questa sua fatica cinematografica. Mi rammenta non poco, ma in meglio, L'allenatore nel pallone con Banfi, anche se parla di un altro sport, ironizzando sul mito di Faust, con il protagonista che vende l'anima al diavolo. Ci sono anche Walter Chiari e Isa Barzizza.
MEMORABILE: Il piccoletto stempiato viene schiaffeggiato dal diavolo: "Er professore me mena, la sù donna me mena, anche er diavolo me mena... Tutti me meneno!"

Giùan 29/10/11 14:53 - 2992 commenti

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Uno dei Totò a cui son più legato sentimentalmente: passava mille volte in tv e con mio nonno lo vedevo tra la nebbia delle sue Nazionali. Il primo film in cui il Principe compare nel titolo contamina due portentosi fenomeni nazional-popolari, proponendosi già di per sè come fondamentale reperto storico. Pur nella sua rudimentale ingenuità di sceneggiatura lo rendono più che godibile il ritmo innato di Mattoli, le comparsate eccellenti e le straordinarie caratterizzazioni: il Diavolo di Micheluzzi, la Mamma di Giuditta Rissone, il giovanissimo Chiari.
MEMORABILE: La "bomba" di Coppi; Il "cannone" di Bartali; La maglia Rosa al ritmo del Barbiere.

Modo 26/10/12 11:14 - 824 commenti

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Simpatico film di Totò che, negli anni della rivalità tra Coppi e Bartali, si cimenta nel ciclismo... e nei suoi "beveroni" magici. Il film risente il peso degli anni ma è un bella rivisitazione degli anni che furono. Resta comunque godibile e divertente.

Graf 13/09/13 02:34 - 698 commenti

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E’ una bella soddisfazione vedere il magico Totò in maglia rosa sbaragliare Coppi e Bartali e dominare facilmente il Giro d’Italia... Simpatico e nostalgico reperto archeologico di un’Italia che non c’è più, questo film di Mattoli che è quasi l’auto-remake di Tempo massimo del 1934, è un pasticcio piuttosto disordinato di tanti generi quale il documentario sportivo, la tresca amorosa, la vena fantastica e capricciosa espressa dal Diavolo il persona, la satira verso personaggi e situazioni politiche di un periodo molto burrascoso della nostra Nazione.
MEMORABILE: Sembra il Processo alla Tappa: Coppi, Bartali, Magni, Bobet, Kubler, Schotte, Ortelli, Astrua; Ci sono proprio tutti i campioni di allora!

Parsifal68 5/07/16 16:34 - 607 commenti

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Un professore di liceo vende l'anima al diavolo pur di vincere il giro d'Italia e conquistare la donna amata. Film narrativamente debole, che ha come unico punto di forza le gag e l'istrionismo del grande attore partenopeo, particolarmente esilarante dei panni di un eminente e acculturato insegnante. Totò batte nientemeno che Coppi, Bartali e tutti i campioni di ciclismo dell'epoca, in una sarabanda di immagini di costume di un'Italia ormai scomparsa. Non uno dei suoi migliori film, ma si ride e c'è la Barzizza che è uno schianto.
MEMORABILE: La scena finale cantata sulle note del Barbiere di Siviglia di Rossini.

Minitina80 13/09/16 19:30 - 2340 commenti

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Escursione cinematografica nel mondo del ciclismo arricchita dalla partecipazione illustre di campioni dell’epoca, oltre a Nuvolari e la Miss Italia di quell’anno. È divertente e leggero, con trovate simpatiche e ottime spalle, tra cui spicca Micheluzzi (proveniente dal teatro goldoniano). A tratti appare quasi come una satira di costume, sebbene si tratti di una parodia ben riuscita di quel periodo storico, in cui il ciclismo non era ancora stato scalzato dal calcio. Il primo di una serie a portare il nome dell’attore nel titolo.

Paulaster 30/10/19 09:59 - 2783 commenti

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Professore per impalmare una ragazza farà un patto col Diavolo. Tema sportivo che vive più sulle varie partecipazioni famose che per l’umorismo di Totò. Godibile la passerella di assi del ciclismo e non solo (Nuvolari, Ascari) che danno il loro contributo mettendosi al gioco dell'attempato protagonista. Totò dimostra comunque un gran senso della recitazione. Fiacca l’accoppiata Nerone/Dante nell'aldilà.
MEMORABILE: Il ministero dell’Inferno; I ciclisti che fumano i sigari alla partenza; Il coro finale.

Siska80 10/08/20 17:12 - 662 commenti

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Gradevole commedia dal ritmo sostenuto di genere sportivo in cui Totò si scontra addirittura con Satana. Buono il cast (a parte la consueta grandezza del Principe e le sue memorabili espressioni, si segnala la bravura di Micheluzzi), veritiera la morale del film (le donne ne sanno una più del demonio), simpatico il finale (ripreso in maniera triviale ne La liceale, il diavolo e l'acquasanta di Nando Cicero).
MEMORABILE: Il furbo stratagemma utilizzato dalla madre del protagonista.
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