The eyes of my mother

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Titolo originale: The Eyes of My Mother
Anno: 2016
Genere: drammatico (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/01/17 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Herrkinski 5/01/17 02:13 - 5043 commenti

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Davvero bastano il bianco e nero, le musiche rarefatte, qualche dialogo in lingua straniera (in questo caso portoghese) e lunghi silenzi per fare un film d'autore? Così pare visti i buoni responsi, ma a mio avviso pur conservando una confezione elegante (perlopiù merito della fotografia B/N, tutta chiaroscuri) offre ben poco dal punto di vista dello script; troppo poco macabro per essere horror (nonostante alcune sequenze riuscite), troppo vacuo per esser un dramma noir. Pesce non è Du Welz e il film risulta un soporifero esercizio di stile.

Daniela 17/06/17 07:52 - 9227 commenti

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Famigliola in mezzo al nulla. Quando la madre viene ammazzata da un matto di passaggio, il padre la seppellisce nel bosco ed incatena l'assassino nella stalla, lasciandolo alle cure della figlioletta... Horror quaresimale: bianco e nero nitido, inquadrature pesate col bilancino, parole col contagocce, colonna sonora quasi assente, poca violenza in scena e quasi tutta relegata al fuori campo, lasciando molto all'immaginazione. Una rappresentazione della follia partorita dalla solitudine che può a tratti irritare per il sospetto di maniera, ma finisce per conquistare per eleganza e rigore.
MEMORABILE: "Mi ucciderai?" "Perché dovrei ucciderti? Sei il mio unico amico"; L'abbraccio notturno con coltellate al fianco

Bubobubo 19/02/19 16:14 - 1187 commenti

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Il serial killer di turno le trucida la madre sotto gli occhi e la piccola Francisca, già di suo non troppo a posto, comincia a perdere del tutto la brocca. Come combattere la solitudine divorante, trovare qualcuno che stia al suo fianco per sempre, un surrogato materno attraverso cui vivere? Pesce ha un grande problema: è molto bravo. Come tutti i giovani talentuosi, ci tiene a mostrare le proprie carte in tavola: b/n arty, pochi dialoghi (bilingui), una tensione perenne e palpitante. Il prodotto finale, però, non colpisce per innovatività.
MEMORABILE: Mai accettare l'invito a casa di una sconosciuta.

Hackett 9/04/19 08:27 - 1721 commenti

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Più dramma della follia che horror, un lucido racconto che procede in maniera asettica e glaciale, quasi chirurgica, come i racconti madre-figlia iniziali, nella descrizione di una pazzia creata dalla violenza e dalla solitudine, una pazzia piena di silenzi e attese. Buona la regia che, pur con velleità autoriali, riprende con sicurezza e si fregia di una fotografia spettacolare.

Schramm 12/08/19 15:56 - 2412 commenti

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Speculando per assurdo, se a un avvelenato Tarr capitasse per le mani una dissepolta sceneggiatura del Bergman più scorato il risultato graviterebbe qua attorno. Ma Pesce di Tarr non ha la granulosa densità né di Bergman la spontanea disperazione; calcolatamente ieratico, austero ed estremo per posa e boria più che per brucianti necessità drammaturgiche e insopprimibili esigenze estetiche, originale per scaltro opportunismo più che per insita vocazione, ha comunque dalla sua una disinvoltura figurativa invidiabile che si aspetta di rivedere prossimamente avvalorata da un film più genuino.
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