Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Leone d'Oro alla Mostra di Venezia (ex-aequo con IL GENERALE DELLA ROVERE), Nastro d'Argento (meritatissimo) ad Alberto Sordi per uno dei più celebri film italiani di sempre, impietosa rievocazione della Prima Guerra Mondiale nel 1917. LA GRANDE GUERRA, e lo dice già il titolo, è film di guerra, non una commedia: praticamente tutta la pellicola è girata al fronte, con intense riprese in campo lungo e cinemascope di battaglie tra trincee. È una storia di soldati, pur se vigliacchi e opportunisti. E gli altri protagonisti, eccettuata Silvana Mangano, sono tenenti, sergenti, generali e fanti. Un grosso affresco storico quindi, ambizioso...Leggi tutto ma che a tratti conserva ancora qualcosa dell'umorismo innato dei protagonisti. Vittorio Gassman è Giovanni Busacca, milanese fanfarone e un po' ingenuo, Alberto Sordi è Oreste Jacovacci, romano verace (il caratteristico “Ahò!” sordiano fa capolino quasi in ogni frase) ma meno esuberante di quanto dall'attore ci si aspetterebbe. È forse questo suo essere malinconicamente dimesso che fa intuire la grande versatilità di Sordi, che nel finale offre un saggio di bravura straordinario. Ogni componente in LA GRANDE GUERRA è ben calibrata e artisticamente impeccabile e forse l'unico difetto del film sta in un certo autocompiacimento tipicamente autoriale che rende noiose alcune parentesi (segnatamente quelle con la Mangano, nonostante l'indubbio talento dell'attrice). In ogni caso Monicelli, da regista completo qual è, ha saputo trarre il meglio da ogni attore presente sul set, dal gigante buono Folco Lulli (è il fante veneto Bordin) all'intenso Romolo Valli (il tenente Gallina). L'aderenza storica agli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale è rispettata, così come i costumi. La sceneggiatura, cui hanno collaborato anche Age e Scarpelli, sa toccare le corde giuste, il film va visto.

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B. Legnani 15/03/07 20:01 - 5561 commenti

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Capolavoro, assolutamente (terribilmente?) italiano, fra tragedia e umorismo, fra dramma collettivo e personale. Al di là di Gassman e Sordi (eccezionale), Valli disegna un ufficiale indimenticabile, aggettivo che vale per tanti. Ci sono Murgia, Arigliano, Amendola, Lorenzòn e altri amabili interpreti, il che fa amare il film ancora di più. Dovendo scegliere una scena, l’arrivo dei reduci a Civitella, esempio di come il modo migliore per comunicare possa consistere nello stare zitti e camminare.

Puppigallo 3/04/07 22:57 - 5319 commenti

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Un difetto di questo film: è un po’ lungo. Un pregio: praticamente tutto. I due protagonisti sono strepitosi. Poveracci risucchiati, loro malgrado, nella tragica assurdità della guerra; e non riescono a uscirne. Naturalmente fanno battute, si sfottono, tirano a sopravvivere con mezzi e mezzucci. Ma appena sembra che il film viri verso la commedia, ecco che la guerra ritorna, devastando tutto e tutti. Segnalo: “Booni…, booni”, l’arrivo di quelli che hanno combattuto, come fare una pentola per caldarroste...”. Sfiora il capolavoro.
MEMORABILE: Gassman al tedesco che vuole informazioni a tutti i costi, trattando lui e Sordi come due vigliacchi: "Mi te disi propi niente"

Cotola 14/12/07 23:58 - 9130 commenti

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Capolavoro assoluto del cinema italiano e mondiale, che mescola con grandissima maestria, grazie alla magnifica regia di Monicelli, i moduli della commedia con quelli della tragedia. Difficilmente e raramente, il connubbio di questi elementi darà in futuro elementi altrettanto brillanti. Strepitosa la gara di bravura attoriale tra Gassman e Sordi che finisce in parità, ma anche il resto del cast non scherza, dando vita a caratterizzazioni che non si dimenticano. Imperdibile per chi voglia conoscere la storia del nostro cinema.
MEMORABILE: La scena della gallina "contesa" e l'indimenticabile "Non voglio morire, io sono un vigliacco!"

Galbo 5/01/08 19:46 - 12438 commenti

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Grande classico del cinema italiano e uno dei migliori lavori di Mario Monicelli: è un affresco dell'Italia e degli italiani durante il primo conflitto mondiale. Il film è dominato dalle interpretazioni di Sordi e Gassman, che trovano (da grandi attori quali erano) una perfetta sintonia nell'intepretare due italiani un po' cialtroni, i quali mirano a tirare a campare: però sapranno affrontare con grande dignità il loro destino.

Caesars 21/01/08 15:42 - 3820 commenti

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Grande esempio di cinema che sa unire divertimento e dramma, in un equilibrio molto instabile ma sempre rispettato. Gli interpreti principali (Gassman e Sordi) sono perfetti, ma anche tutti i personaggi che ruotano attorno a loro sono resi in maniera impeccabile. È un vero peccato che al giorno d'oggi non sia più nemmeno pensabile di realizzare film con questa caratura. Forse le parti con Silvana Mangano risultano le più deboli della pellicola, ma il livello complessivo si mantiene su livelli altissimi. Un consiglio: vedetelo.

Capannelle 10/02/08 15:54 - 4438 commenti

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Sordi e Gassman interpretano i fanti Jacovacci e Busacca: il primo de Roma, il secondo lombardo. Due tipici soldati italiani, grande umanità ma primo comandamento essere più furbi degli altri e tornare a casa vivi. I loro caratteri vengono disegnati con molta bravura da Monicelli. Momenti grotteschi si alternano ad altri amari, di riflessione sull'inadeguatezza della nostra partecipazione al conflitto. Una volta che cadono in mano agli austriaci, i due simpaticoni sapranno comunque riscattare ogni traccia di opportunismo.

Mfisk 14/02/08 09:55 - 127 commenti

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Una fondamentale opera del nostro cinema, magistralmente diretta da un grande Monicelli e interpretata da un manipolo di attori affiatati e ispirati. La sceneggiatura è tesa a restituire dignità a un popolo pieno di vizi (furbizia, vigliaccheria, accidia...), ma che al momento del bisogno sa essere eroico; poteva risultare un retorico polpettone e invece abbiamo uno splendido affresco, che sa essere anche comico ma mai ridicolo, persino nel difficilissimo epilogo. Splendido, fra tutti, Blier nella parte di Bollo Tondo.

Cangaceiro 12/08/08 12:32 - 982 commenti

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Inutile dire che si tratta di un pilastro della commedia all'italiana diretto da quello che del genere è il regista più rappresentativo. Ci sono tutti gli ingredienti del cinema di Monicelli come l'amicizia virile (suo solito "tòpos letterario") e la risata amara. Gassman e Sordi, perfetti protagonisti, scolpiscono l'indelebile finale in cui si riscattano eroicamente, non tanto per patriottismo, ma perché colpiti dal nemico nel loro orgoglio personale, come ricorderà in seguito il cineasta toscano.

Ciavazzaro 27/12/08 11:45 - 4769 commenti

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Capolavoro è la parola giusta per questo film. Monicelli, indimenticabile cineasta italiano, confeziona un film descrivendo il dramma della guerra nei suoi momenti tragici ed eroici. Bravissimi Sordi e Gassman, ottima la Mangano prostituta, il cast secondario. Belle scene di guerra e ambientazioni.
MEMORABILE: Gassman cerca di non farsi arruolare, ma il piano non va a buon fine causa Sordi...

Pigro 31/12/08 12:28 - 9753 commenti

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Due pavidi soldati, un romano e un milanese, al fronte durante la prima guerra mondiale. Un grande film che sa raccontare la storia privata degli italiani, attraverso due personaggi estremi e contraddittori ma "veri", sullo sfondo di quel cataclisma tragico che fu la Grande Guerra. Grazie a due straordinari protagonisti, Gassman e Sordi, Monicelli coniuga respiro epico e tratti romanzeschi che avvicinano quest'opera alla grande produzione artistica europea che ha esorcizzato la sofferenza con il riso, dalla saga di Svejk in poi. Ineludibile.

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Matalo! 24/03/09 18:12 - 1378 commenti

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Capolavoro di Monicelli, film che ha la forza dell'affresco storico, curatissimo e la capacità "nel dettaglio" della commedia italiana; due uomini di nessun valore in mezzo ad un contesto più grande di loro affrontano la prima guerra mondiale arrangiandosi, trà viltà e tenerezze fino all'eroico/ironico finale. Attori magistrali, regia di grande forza. Di questo film si ricorderà Leone per Il buono il brutto il cattivo.
MEMORABILE: "Allora mì nun te dis propr un bel gnent, hai capito fassa de merda!", detto a Herter, attore poi di tanti western all'italiana.

Renato 5/06/09 12:57 - 1648 commenti

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Straordinario, un film che si merita in pieno la fama leggendaria che ha raggiunto col tempo. La fusione tra le parti comiche ed il respiro drammatico che emerge potente soprattutto nella parte finale è semplicemente perfetta, ed il duo di protagonisti è impeccabile: menzione speciale per Gassman, che fa un milanese più vero del vero. E anche dal punto di vista della ricostruzione scenografica il livello è ottimo. Un grande film, con un grandissimo finale.

Rebis 13/07/09 16:12 - 2353 commenti

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Opera il cui valore culturale prescinde ogni giudizio critico. Senza mai inficiare il dramma storico, Monicelli giostra i tempi e le esigenze della commedia nostrana allo scopo di enfatizzare la componente schiettamente umana adombrata dal facile patriottismo, e superando al contempo molti stereotipi connaturati al cinema bellico. Il fronte tecnico ha maestranze irriducibili e i due mattatori - l'esuberante Gassman e il compromissorio Sordi - sostengono un avvincente rimpallo. L'avvicendarsi dei dialetti, tra gli abili comprimari, crea un clima di grande autenticità. Un classico.

Rickblaine 31/07/09 10:42 - 635 commenti

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Opera di guerra di Monicelli, con due dei più grandi attori italiani che qui mostrano senza alcun problema di meritare la parte. Inoltre il romano Gassman si presta come nordico. Molte scene simpatiche nel mostrare quanto siano vigliacchi i soldati italiani, che in fondo in fondo, però, ci tengono alla patria. Questo si denota anche da come le truppe parlano fra di loro, dove i nordici chiamano i meridionali "Africa" e poi rischiano la vita per l'intero paese. Il finale è ottimo.

Enzus79 31/07/09 12:03 - 2956 commenti

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Durante la prima guerra mondiale si incontrano nell'esercito un romano e un milanese. Dopo varie incomprensioni diventeranno amici. Mario Monicelli è bravissimo nel descriverci le varie figure dell'esercito provenienti da ogni parte d'Italia, con la guerra come sottofondo. Però i momenti noiosi non mancano, come le scene fra la Mangano e Gassman. Quest'ultimo e Sordi sono eccezionali, così come il resto del cast (su tutti la Mangano). Non è un capolavoro, ma ci rappresenta benissimo.

Sabryna 13/05/10 11:56 - 225 commenti

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Memorabile tragicommedia diretta da Monicelli. Il cast è d'eccezione: Gassman e Sordi grandi protagonisti, buona anche la partecipazione della Mangano nel ruolo della prostituta Costantina. In maniera leggera Monicelli racconta gli orrori della guerra, attraverso le vicende personali dei due personaggi principali, lavativi che si redimeranno fino a raggiungere lo status di eroi. Interessante ed efficace l'utilizzo della coppia comica (che si rifà agli standard americani). Epica, ma non noiosa, la durata di due ore e undici minuti.
MEMORABILE: I battibecchi tra Giovanni ed Oreste; il finale.

Losciamano 22/12/09 11:27 - 112 commenti

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Il fatto che Monicelli sia un grande regista non è una novità. Vedendo questa lunga e lunga "poesia" si conosce quell'Italia semplice e quell'Italia (perché no?) patriota. In fin dei conti è il film di guerra più italiano mai fatto, giacché è anche la miglior opera del genere bellico in Italia. Gassman e Sordi sono ottimi (ed anche questo già si sapeva), ma il punto forte del film è la determinata sceneggiatura.

Giuliam 1/12/09 10:03 - 178 commenti

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Sinceramente mi aspettavo di più. Il film fu (e ancora adesso è) considerato da molti critici uno dei capolavori del cinema italiano; ma io di "capolavoro" ne vedo ben poco. Troppo lungo rispetto alla storia che vuol raccontare, con molte scene inutili. Tuttavia non è un brutto film, anzi, è molto divertente (grazie ad una sceneggiatura forte di battute) e solo l'interpretazione di Sordi e Gassmann merita la visione del film. Alla fine, poi, la "vince" sempre il buonismo italiano che Monicelli ben conosce.

Nando 10/05/10 03:03 - 3833 commenti

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Drammatica analisi della Grande Guerra realizzata da Monicelli con due mostri sacri del cinema italiano. Sordi, romano raccomandato ma benevolo ed accondiscendente, Gassman, milanese borioso ma bonariamente semplice. Il risultato porta ad un bel film che mostra i disagi e le sofferenze legate al conflitto bellico sommate alle peripezie intraprese dai due commilitoni poco propensi al combattimento. Splendida la Mangano, non è una novità.

Saintgifts 3/12/10 15:22 - 4098 commenti

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Il modo giusto per raccontare la storia, la grande storia al cinema, vedendola dal basso. Il punto di vista dei due commilitoni, (Gassman e Sordi in stato di grazia) fa capire la crudele tracigità della guerra. Di una guerra tremenda, dove tutti i giovani italiani, qualunque dialetto parlassero, erano veramente affratellati in grandi sacrifici e nella morte. Se quando uscì lo spirito dello spettatore era più propenso alla risata, il tempo ha dato la giusta dimensione a questa opera portandola ai primi posti nella cinematografia italiana e mondiale

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Piero68 6/12/10 14:54 - 2961 commenti

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Innegabile capolavoro di Monicelli con qualche punto a sfavore:l'eccessiva durata. Così come qualche, seppur piccolo, passaggio a vuoto. A parte Gasmann e Sordi, il successo del film passa anche da un cast di seconde linee assolutamente valido. Dal solito caratterista Murgia a Romolo Valli e Silvana Mangano, passando per Blier e Ferruccio Amendola. Buone anche le scene di guerra.

Rambo90 13/12/10 16:40 - 7717 commenti

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Altro immenso film di Monicelli. Anche qui, come in altre pellicole, il regista ci tiene a evidenziare il lato cialtrone e furbastro degli italiani accostandolo però a grandissimi atti di eroismo dettati da un animo fondamentalmente buono. I due protagonisti sono bravissimi, entrambi umanissimi nelle loro interpretazioni e supportati da un cast di comprimari di grande livello, dove spicca Folco Lulli nel ruolo di Bordin. L'ho appena rivisto per la seconda volta e sarei capace di vederlo di nuovo all'istante.
MEMORABILE: "Beato te che sei nato nel 1916 e non dovrai mai fare la guerra".

Manfrin 29/01/11 20:53 - 394 commenti

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Rivedendolo per intero, dopo molti anni ho apprezzato la classe di due attori come Gassman e Sordi, così bravi da rendersi antipatici per la loro codardia ma eroici nel finale. Un vero capolavoro con Monicelli che riesce a valorizzare anche le piccole parti (vedi la Vazzoler moglie del soldato Bordin). Immortale.

Vanessa 5/04/11 00:26 - 19 commenti

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Film tra i più grandi mai girati con produzione tutta italiana. Gassman e Sordi danno il meglio di loro alternando momenti di pura commedia a momenti riflessivi e tristi. La storia è splendida, i due protagonisti che vivono tutto il film da opportunisti si riscattano nel finale, forse il migliore che io abbia mai visto. L'ultima battuta e l'ultima inquadratura sono da capolavoro assoluto. Grandissimo Monicelli nel dirigere il tutto e bellissima e solare la Mangano. Da vedere più e più volte.

Deepred89 17/05/11 22:24 - 3725 commenti

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Oggettivamente un ottimo film ma, almeno secondo chi scrive, non il capolavoro di cui quasi unanimemente si parla. Ci sono molti momenti altissimi (per citarne alcuni: la gallina, la vedova, l'austriaco che prende il caffè, il finale), ma non mancano neppure lungaggini o scene non strettamente necessarie (le più palesi quelle sentimentali). Per il resto nulla da dire: grande cast, grande ricostruzione storica, qualche interessante finezza (i dialetti). Non un cult per il sottoscritto, ma senza dubbio un cult per moltissimi.

Samuel1979 7/05/12 17:58 - 550 commenti

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Monicelli, nella sua genialità, rappresenta la crudeltà e la stupidità della guerra dal punto di vista di due anti-eroi, due soldati che affrontano la battaglia senza nessuna responsabilità evitando ogni situazione di pericolo. Il binomio Sordi-Gassman è irresistibile e dà luogo a dialoghi "surreali", se si considera la tragicità della loro situazione. Da ricordare la bravissima Mangano, ma anche Lorenzon nel ruolo del sergente Battiferri.
MEMORABILE: "Scusa sergente se la mia ignoranza non è pari alla tua", Cit. Busacca Giovanni.

Graf 21/10/13 02:24 - 708 commenti

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Buttate i manuali di storia. La storia che vale la pena di raccontare non è quella con la S maiuscola, quella dei grandi personaggi, delle battaglie e dei trattati ma (Manzoni docet) quella ignota vissuta dagli uomini comuni, quella sofferta da persone come Oreste e Giovanni che provano, al di là della retorica ufficiale, paura e sgomento di fronte all'enorme carneficina della Prima Guerra Mondiale. Monicelli, in questo nobilissimo film, ci emoziona e ci commuove perché ci racconta il sentimento e la passione che l’evento storico provoca nel cuore umano.
MEMORABILE: Alberto Sordi, nelle vesti del soldato Oreste Jacovacci, è la paura fatta persona; Il grigio desolato e quasi putrefatto della fotografia.

Gabrius79 8/11/13 23:42 - 1431 commenti

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Stupendo, impareggiabile e memorabile apologo sulla guerra e sull'amicizia diretto da un Mario Monicelli in grandissima forma e con l'indimenticabile coppia Gasmann-Sordi. I due protagonisti sono così complementari, così immensi da rendere appassionante la storia. Ottima anche Silvana Mangano in un ruolo minore ma pur sempre importante. Per riflettere tra un sorriso e una lacrima.

Albstef90 31/12/13 11:00 - 78 commenti

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Il film più "vero" e "reale" di Mario Monicelli. Diretto con maestria e sincera devozione ai fatti della Prima Guerra Mondiale. I due protagonisti sono perfetti in quanto diversi per provenienza (uno Milano l'altro Roma) ma costretti ad a unirsi per necessità. Girato ottimamente e sapientemente il film offre momenti davvero commoventi e anche riflessivi; buone le riprese e le inquadrature nelle scene delle trincee. Personaggi di contorno tutti in parte, bravo anche Livio Lorenzon. Grande film, grande Monicelli.

Daniela 2/01/14 11:57 - 12731 commenti

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Il miglior film italiano sulla grande guerra è una commedia in cui le parti drammatiche, pur presenti, sono miscelate con quelle comiche. Nel cast ben assortito spiccano Mangano e Valli, ma ovviamente la parte dei leoni la fanno Gassman e Sordi, scansafatiche, maestri nell'arte di arrangiarsi anche con mezzi poco onesti, costretti infine a diventare eroi loro malgrado. Grandi interpretazioni, che fanno passare in secondo piano gli induci bozzettistici, spesso legati alle differenze regionali, e certi passaggi troppo scontati e/o retorici.
MEMORABILE: Sordi nel finale, impossibile dimenticare il suo grido disperato "Non voglio morire, io sono un vigliacco!"

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Rigoletto 25/01/14 16:08 - 1791 commenti

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Piccola premessa: finalmente un film sulla Grande Guerra. Spesso la lente d'ingrandimento della storia tende a soffermarsi sui fatti del secondo conflitto, scordandosi che tutto cominciò da qui. E quando la lente di Monicelli si posa sulla guerra '14-18 lo fa con una maestria da artista superiore. È un capolavoro, reso tale dal regista e dalle interpretazioni (grande Sordi, ma Gassman di più). Fra un miscuglio di dialetti e gli echi di un tempo lontano, il film merita di essere visto anche per quel mix di tragedia e poesia allora presente. ****!
MEMORABILE: Come ricavare un recipiente per cuocere castagne. Il finale.

Modo 10/07/14 14:41 - 957 commenti

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Film monumentale dove comicità e dramma si mescolano in un tutt'uno. Il grande pregio Di Monicelli e soci è di aver portato al cinema un tema, la prima guerra mondiale, trattata da pochissimi altri registi fino ad allora. È stata una guerra devastante con l'Italia che ha pagato un tributo altissimo di vittime e quindi farne un film a venature comiche fu cosa assai impegnativa. Ma la pellicola a suo modo è riflessiva e "educata". Ambientazioni perfette, attori straordinari.

Rullo 5/10/14 21:04 - 388 commenti

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Una mescolanza di dialetti e di usanze, questa Grande Guerra vista da Monicelli. Due soldati mandati al fronte, pur con poca voglia di combattere, saranno protagonisti di una serie di eventi che li vedranno crescere sotto il piano morale, culminando in uno splendido finale. Molto buona l'intesa tra i due attori, impeccabile Monicelli. Diverse scene risultano divertenti, nel dramma.
MEMORABILE: Il finale.

Almicione 9/11/14 23:10 - 764 commenti

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La crudezza della guerra raccontata in chiave comica attraverso la regia di un Monicelli ormai esperto. I protagonisti sono due soldati lavativi interpretati dai lodevoli Gassman e Sordi, che formano una delle coppie meglio assortite del cinema. La situazione italiana viene raffigurata da ogni lato, sia per quanto riguarda l'esercito mal equipaggiato che per l'umore dei soldati, la follia dei generali (vedi Kubrick) o l'ingenuità di chi la guerra non la vive. Tra una risata e l'altra non mancano affatto sequenze che fanno riflettere, con amarezza.
MEMORABILE: La sequenza della gallina.

Roger 20/02/15 06:03 - 143 commenti

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Capolavoro di Monicelli, in cui la guerra è spogliata di qualsiasi retorica eroica e patriottica per essere vista da un'ottica unanissima: quella della gente comune che cerca di scampare ad essa in qualsiasi modo (anche poco esemplare e onesto). Eppure, nonostante ciò, attraverso il filtro comico/drammatico della commedia all'italiana, i protagonisti assumono comunque la statura di veri eroi, accomunati da un destino che qualcun altro ha scelto per loro.

Il ferrini 12/01/16 01:07 - 2400 commenti

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Probabilmente il capolavoro di Monicelli, in continuo equilibrio fra drammatico e commedia e con due protagonisti in stato di grazia. Qui c'è la guerra, quella vera, quella che vivono le persone comuni e non gli eroi alla Rambo, ci sono l'assurdità del nazionalismo, la ricerca di un briciolo d'umanità in mezzo all'orrore. Completano il tutto scenografie realistiche e una sceneggiatura che dosa in maniera impeccabile la tensione e i momenti di puro divertimento. Film indispensabile per chi ama il cinema.

Bruce 1/12/16 16:23 - 1007 commenti

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Monicelli, con straordinaria abilità, riesce nella difficile impresa di realizzare un bel film di guerra che unisce, alla perfezione, commedia e tragedia. Parte del merito va senza dubbio a Gassman e Sordi, qui al massimo delle loro capacità interpretative, bravi a dar vita ai due personaggi di italiani tipici, simpatici e furbastri, che si trovano, loro malgrado, a condividere la durissima vita al fronte. Opera meritoria e di grande umanità.

Pessoa 13/07/17 20:04 - 2476 commenti

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Neorealismo e commedia all'italiana s'incontrano in uno dei più bei film del nostro cinema che attraverso le vicende dei due (immensi) protagonisti porta gli italiani (ma non solo loro) a fare i conti col passato prossimo. Un'altra guerra, più recente e altrettanto sanguinosa, aveva lasciato ferite ancora aperte in molti attori, che recitano con l'anima. Una sequenza di scene madri con un alternarsi di situazioni comiche e tragiche scaraventa lo spettatore in un finale da manuale. Fotografia e montaggio da applausi. Un film indimenticabile!

Gordon 30/07/18 15:33 - 261 commenti

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Un grande film che tratta con una sottile e disincantata ironia la Prima Guerra Mondiale dando un'immagine precisa dell'Italia e degli italiani. Sordi e Gassman interpretano perfettamente due poveracci risucchiati nel conflitto che tirano a campare nella durezza della vita quotidiana, vivendo di inganni e sotterfugi, ma avranno una fine onorevole. Monicelli dimostra la sua abilità con una regia che, nonostante il film sia lungo, non annoia mai. Buoni anche attori secondari e ambientazione.
MEMORABILE: Sordi e Gassman che resistono di fronte all'ufficiale tedesco.

Paulaster 10/07/18 11:03 - 4494 commenti

I gusti di Paulaster

Due lavativi cercano di evitare ogni responsabilità durante il primo conflitto mondiale. Capolavoro di Monicelli nel saper esprimere la tragicità della guerra ma anche il diritto sacrosanto di salvare la pelle (anche con codardìa). Sceneggiatura con scene di massa di notevole livello, ottima ricostruzione, battute sagaci, cori alpini, commozione per i caduti, coppia di monumentali protagonisti che riescono a convivere, fino a un finale patriottico e crudele. Buoni anche i ruoli di contorno.
MEMORABILE: La pentola per le castagne; La moglie alla stazione; "Ma come porti i capelli bella bionda"; La gallina tra le trincee.

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Rocchiola 12/03/20 09:22 - 980 commenti

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I soliti ignoti vanno alla guerra. Monicelli racconta la storia dalla parte dei poveracci mandati al massacro, rifiutando per la prima volta l’ottuso patriottismo celebrativo e mostrando la guerra come uno sporco affare. Uno dei pochi war-movie europei a reggere il confronto con la tradizione americana, girato in uno scope molto panoramico con ottime scene di massa e un realismo figurativo inusuale per l’epoca. Le riprese in trincea ad altezza d’uomo sanno di Orizzonti di gloria e la fusione tra commedia e dramma eguaglia il maestro Wilder.
MEMORABILE: “Sssss, state boni”; I soldi alla vedova di Bordin; I canti popolari alpini che introducono le singole scene; “Non voglio morire, sono un vigliacco”.

Ultimo 25/06/20 11:45 - 1666 commenti

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Grande classico del nostro cinema, diretto da un Monicelli in grande forma. La guerra viene analizzata dal punto di vista dei soldati, cittadini comuni catapultati al fronte con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Grande cast, in cui spiccano Sordi e Gassman, i due veri immensi protagonisti, capaci di costruire personaggi drammatici a cui però non manca una certa dose di umorismo. L'ultima parte è tremendamente realistica, nel suo negativismo. Qualche momento di troppo c'è (si va ben oltre le due ore...), ma siamo di fronte a un grande film, immancabile per un cinefilo. 

Zampanò 2/02/21 21:51 - 382 commenti

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"Voi l'avete letto il Bakunin?". Erano molte le nazioni combattenti ma un film così sulla Grande guerra poteva scappare solo a registi e sceneggiatori italiani di quella classe di ferro. E non è questione corriva di "brava gente". Vincenzoni, Age-Scarpelli e Monicelli non smorzano neanche una tinta al polittico: dai maupassantiani, fenomenali, Sordi e Gassman, alla cimasa di fanti (Lulli gigante; Murgia ineffabile) e capitani (Blier). Il bollo lo timbra vieppiù la Mangano veneta, piccolo grande amore di trincea. Scenografia potente, si piange si ride si sta sulla corda. Masterpiece.
MEMORABILE: Giovanni Busacca: "La guerra non è altro che un lungo ozio in cui non si sta fermi un minuto".

Giufox 11/05/21 18:50 - 324 commenti

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Trincee avversarie che si contendono una gallina e ragazzini che muoiono per consegnare messaggi di auguri natalizi. Rapporti epistolari tra analfabeti e lettere bollate per due ramazze. Cinema come forma resistenza, che si esalta nei dettagli e lavora sui fianchi innescando piccole scariche di adrenalina e sarcasmo a beneficio di un totale rifiuto della guerra, delle contraddizioni che la muovono e del disprezzo gratuito che genera. E dopo aver riso di tutto - tra  fango, vino e cadaveri - i due lavativi si sacrificano: dopo la tragedia comincia la farsa, qui a parti invertite.
MEMORABILE: Costantina sul balcone; La vedova Bordin in stazione; Murgia che parla di Francesca Bertini, Sordi che fa trivellare la padella per cuocere castagne.

Alexcinema 7/05/23 22:44 - 117 commenti

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Forse l'apice del maestro Monicelli. Dedicato ma riuscitissimo connubio tra dramma bellico e commedia grottesca, rielaborato da più racconti e testimonianze e all'epoca addirittura osteggiato fin dalla produzione per la sua schiettezza d'esposizione, contro ogni retorica e patriottismo fine a se stesso. Gassman e Sordi si completano a vicenda nei loro ruoli. Il film-manifesto dell'italiano medio che non ha alcuna ragione di lottare per alcunché, tranne che per la sua identità. Leone d'Oro più che dovuto alla XX Mostra di Venezia, vergognosamente bistrattato negli USA.
MEMORABILE: Lo straziante, ma forse necessario, finale tragico.

Alex75 10/08/23 13:37 - 886 commenti

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Forse il vertice della filmografia monicelliana. Il conflitto del ‘15-’18 viene mostrato attraverso gli occhi e le piccole storie dei soldati, a inevitabile e doverosa distanza dalla retorica e dalla propaganda, in un felice e perfetto equilibrio tra farsa e dramma. Grazie a quest’impostazione, attorno a Sordi e Gassman, magnificamente serviti da Age e Scarpelli che cuciono su di loro due personaggi complementari in cui si accompagnano cialtroneria e dignità, molti altri attori riescono a esprimere il meglio del loro talento (colpiscono in particolare Lulli, Valli e Murgia).
MEMORABILE: I soldati commentano “La Domenica del Corriere” in trincea; “Mi te disi propi un bel nient, facia de merda!”; “Non voglio morire, sono un vigliacco!”.
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  • Homevideo Gugly • 1/09/09 19:24
    Portaborse - 4710 interventi
    a proposito della versione restaurata, la medesima sarà proiettata stasera alla Mostra di Venezia in omaggio a Monicelli.
  • Discussione Caesars • 9/09/09 16:21
    Scrivano - 16831 interventi
    Piccola correzione per Rickblaine che ha scritto nella rece: "Inoltre il romano Gassman si presta come nordico". Gassman era genovese, si trasferì a Roma verso i vent'anni.
  • Discussione Gugly • 9/09/09 16:23
    Portaborse - 4710 interventi
    Gassman è nato sì a Genova, ma è cresciuto a Roma.
  • Discussione Rickblaine • 10/09/09 15:29
    Servizio caffè - 16 interventi
    Chiedo venia...infatti lo ricordavo più come romano che genovese. Sono molti i film in romanesco.
  • Discussione Caesars • 10/09/09 15:46
    Scrivano - 16831 interventi
    Rickblaine ebbe a dire:
    Chiedo venia...infatti lo ricordavo più come romano che genovese. Sono molti i film in romanesco.

    Ma figurati se devi chiedere venia. L'ho fatto notare solo perchè era mio conterraneo.
  • Discussione Rickblaine • 12/09/09 17:09
    Servizio caffè - 16 interventi
    Diamo a Cesare quel che è di cesar..giusto Caesars
  • Discussione Gugly • 18/10/09 21:51
    Portaborse - 4710 interventi
    Monicelli, grande toscano, è capace di scherzi feroci. Ho letto non mi ricordo più dove (forse nell'autobiografia di Gassman) che in qualità di consulente era presente sul set un alto militare, che ogni tanto spariva con la donna; a quel punto Monicelli prendeva il megafono e urlava per tutto il campo in cui si effettuavano le riprese: "Stanate il generale e la sua ganza!"
  • Discussione Undying • 7/05/10 19:45
    Comunicazione esterna - 7574 interventi
    Ospite alla puntata del 6 maggio 2010 di Anno Zero, Monicelli ha dato un'interpretazione pessimista, ma umanamente comprensibile, su alcuni fenomeni che stanno riguardando il Belpaese.

    Tra rivoluzioni mancate e filosofia malinconica (il parallelo con la Grecia era inevitabile) si è citato questo film come opera "positivista" e ottimista, citandone il lato positivo, rappresentato dalla forza e dal coraggio del popolo italiano di rimboccarsi le maniche e affrontare periodi critici e preoccupanti.
  • Curiosità Roger • 15/02/15 23:46
    Fotocopista - 2918 interventi
    Nella parte del cappellano di reggimento compare Achille Compagnoni, divenuto famoso per aver conquistato la vetta del K2 il 31 luglio 1954, nella spedizione organizzata da Ardito Desio. Qui lo vediamo assieme a Gassman e Murgia:



    Sottolinea Samuel1979 che sarà presente anche in Tutti a casa (1960) in una sequenza memorabile:

  • Homevideo Rocchiola • 12/03/20 09:38
    Call center Davinotti - 1267 interventi
    Per vedere la versione integrale del film bisogna rivolgersi al doppio DVD della Filmauro tuttora disponibile a prezzi medio-bassi. Un prodotto vecchiotto risalente al 2004 ma di buon fattura. Benché in copertina non vi sia nessuna indicazione pare che si tratti di una versione restaurata. L'immagine proposta nel corretto formato panoramico 2.35, in effetti appare pulita, anche se migliorabile sotto il profilo della definizione che si presente in alcuni frangenti un pochino blanda. Anche lo splendido bianco-nero di Rotunno appare a tratti poco contrastato e tendente al grigio. Comunque è presente la scena della gallina. L'audio è stato rielaborato in 5.1 ma sinceramente ho preferito la tracia monofonica che è più potente anche se un tantino impastata. Nel 2018 alla Festa del cinema di Roma hanno presentato una nuova versione restaurata sotto la supervisione di Rotunno, pertanto c'è da augurarsi che la medesima possa spingere gli editori italiana ad una pubblicazione del film in HD su bluray.