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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/05/09 DAL BENEMERITO R.F.E.
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R.f.e. 5/05/09 13:07 - 817 commenti

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A mezza strada fra melodramma e "commedia di costume alla francese", spesso ingiustamente sottovalutata, è in realtà una pellicola fondamentale del cinema italiano degli anni '50, pungente satira dell'ipocrisia della media borghesia dell'epoca. Si tratta anche del miglior risultato ottenuto sino ad allora con il sistema di colore Ferraniacolor.

Homesick 13/05/11 17:23 - 5737 commenti

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Le tipizzazioni della commedia balneare anni Cinquanta - dai turisti stranieri alle mogli pettegole - sono tutte rispettate, ma la sostanza del film rintraccia piuttosto l’orbita del dramma sociale, che si manifesta inesorabile nell’amara lezione di vita che il realista Bianco impartisce alla sventurata Carol: seppur meno arcigno ed addolcito dal clima vacanziero, il pessimismo di Lattuada sulla sorte di umili ed onesti è il medesimo di Senza pietà. Assai persuasivi il sindaco scaltro e progressista di Vallone e, soprattutto, la giovane "bruciata" e apatica della Moriconi.
MEMORABILE: Vallone che convince i turisti a recarsi nella sua “Pontorno” invece che a “Terazze”; il pianto congiunto di madre e figlioletta ritornate all'hotel.

B. Legnani 24/08/11 01:37 - 4717 commenti

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Interessante film di Lattuada, un po' ibrido nel suo dipanarsi, con tocchi di dramma, di commedia, di satira di costume. Non mancano i bozzetti. I cambi di registro non mancano di sorprendere un po'. Interpretazione buona della Carol, mentre Raf Vallone è un po' ingessato. Perfetta la Matanìa, sensualmente irresistibile la Moriconi. **½

Giacomovie 4/09/11 20:44 - 1346 commenti

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Film agrodolce, solo all'apparenza leggero, che acquista rilievo per il modo in cui Lattuada centra l'obiettivo di un'amara analisi neorealista su come l'ipocrisia ed il perbenismo possano diventare convenzioni sociali capaci di condizionare la vita. Un tema sempre attuale che trova nella spiaggia il microcosmo a cui corrisponde il macrocosmo della società. Girato in Ferraniacolor, ha colori grezzi ma preferibili rispetto al b/n per il risalto che danno alle locations. Martine Carol smorza il sex-appeal per la malinconia del suo personaggio.

Graf 10/09/11 15:24 - 692 commenti

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Tra i migliori film di Lattuada, regista che ha spesso sfiorato il capolavoro senza, però, mai centrarlo. Un film drammaturgicamente ricco e sfaccettato, in perfetto equilibrio tra dramma morale, satira e critica sociale del microambiente di una spiaggia colto con occhio acuto ed ironico. Magistrale la preziosità della forma: Lattuada sa come ottenere il dinamismo interno di un’inquadratura attraverso l’ineccepibile posizione degli oggetti e l'esatto movimento dei personaggi. Sorprendente il finale, tra libro Cuore e sferzante lezione morale.

Daniela 29/04/13 11:03 - 9369 commenti

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Una giovane donna che sta trascorrendo una vacanza sulla riviera ligure insieme alla figlioletta incorre nel disprezzo generale quando si scopre il suo mestiere di prostituta esercitato a Milano, salvo quando... Uno dei migliori film di L., ritratto pungente e amaro del perbenismo ipocrita della piccola e media borghesia che condanna il vizio ma lo pratica ed anzi lo rispetta quando va a braccetto col denaro ed il potere. Mix fra satira di costume e riflessioni malinconiche sulla vita che si avvale di dialoghi ficcanti e buona prestazione del cast, professionista e non.
MEMORABILE: La premiazione del castello di sabbia "E'il più brutto... ma è bene che i bambini si abituino all'ingiustizia" - La passeggiata con il miliardario

Saintgifts 6/05/13 09:50 - 4098 commenti

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La spiaggia vacanziera, luogo di riposo e divertimento, è stata scelta (e con successo) per rappresentare un ampio spettro della società cosidetta civile. Oltre agli innumerevoli messaggi che si possono trarre, il film induce a molteplici riflessioni, non tanto sull'essere umano in quanto tale ma sul suo comportamento quando inserito in una comunità sociale, dove i punti di riferimento sono esclusivamente ricchezza materiale e una falsa etica morale. Dai bambini agli anziani, tutti sono rappresentati. Un documento di 60 anni fa ancora valido.
MEMORABILE: La figura del miliardario, un mix tra saggezza, cinismo, crudeltà e benevolenza. Emblematica.

Delpiero89 22/05/13 10:38 - 263 commenti

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Interessante ritratto della vita balneare della riviera ligure anni 50-60, il film si eleva per le sue componenti di commedia agrodolce. Tra mogli snob e pettegole e imprenditori avidi di denaro (grande Carotenuto) si delinea la storia di una prostituta con figlia a carico che vorrebbe cambiare la sua vita ma ne è impossibilitata per i pregiudizi altrui. Notevoli alcuni personaggi come il sindaco progressista interpretato da Raf Vallone e il miliardario che tutto osserva e tutti vorrebbero servire interpretato da Carlo Bianco.
MEMORABILE: Il viaggio in treno; La premiazione dei castelli di sabbia; Le avance a di Carotenuto; Il finale.

Galbo 14/07/13 14:40 - 11379 commenti

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Una buona commedia di Lattuada, il cui pregio principale è quello di proporre una riuscita analisi dei costumi bigotti e perbenisti di parte della società Italiana degli anni '60. Ottima la caratterizzazione psicologica dei personaggi che propone vari "esemplari" italici, sempre visti con occhio critico dal regista che fa della sua opera un riuscito "instant movie" balneare del belpaese. Ben scelto il cast.

Markus 14/08/13 12:25 - 3289 commenti

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Uno dei film più rappresentativi di Lattuada, regista sempre attento a descrivere dettagliatamente conformismi di provincia e sfaccettature grottesche della società “moderna” (industrialotti arricchiti, mogli capricciose e pettegole). La bellissima Martine Carol nei panni di una prostituta (con figlia al seguito) in vacanza e l’incontro/scontro con il perbenismo vacanziero italico di facciata. Un film importante e rappresentativo di vizi e vezzi concettualmente ancora attuali: l’avere e non essere come modus vivendi.

Rufus68 24/07/16 21:23 - 3076 commenti

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Lattuada non indaga tipi, bensì un ceto preciso: l'alta borghesia, nelle sue varietà più apprezzate dalla commedia nostrana; abbiamo così il parvenue, il professionista, il liberale, lo squattrinato, il giornalista. Su tutti domina, in qualità di sprezzante entomologo, il ricchissimo Chiastrino; la storia patetica della prostituta, in fondo, non è che l'occasione per mostrare che il denaro fonda l'unica morale (a cui dovrà soggiacere anche il sindaco idealista). Questa vena cinica, irrorata da sentenze sferzanti, è il pregio cospicuo del film.

Liv 27/10/16 10:03 - 237 commenti

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Movenze da commedia per un ritratto acido della società borghese del secondo dopoguerra. Alla fine gli eroi diventano la prostituta e il ladro miliardario, i borghesi vengono dileggiati con tutti i mezzi e il sindaco comunista, ovviamente, attraversa la storia in gloria. Non si ride, non si piange. Si fa il tifo per i personaggi, anche se è difficile scergliene uno. Vieniamo strattonati per farci aprire gli occhi sui vari personaggi, ovvero su quella società malata che avrebbe portato a quella odierna dalle larghe vedute.
MEMORABILE: I colori slavati della pellicola a colori, ancora da perfezionare, che sottolineano quanto sia datata questa storia.

Faggi 15/10/18 20:23 - 1502 commenti

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Il personaggio della prostituta in vacanza (e in incognito, con figlioletta al seguito) è il filo conduttore di un film polifonico dove Lattuada - anticipando certe attitudini del cinema italiano che verrà - disegna con mano ferma e precisa, sobria e incisiva un microcosmo sociale che è come l'immagine ricalcata con sintesi e acutezza di un più complesso macrocosmo italico degli anni '50. Il prodotto funziona bene, la patina d'epoca si è formata con bellezza e resta impresso il finale, caustico ed eloquente.

Pigro 24/08/19 09:31 - 7777 commenti

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Un madre in vacanza estiva con la figlia in un albergo di lusso, dove si scopre la sua vera identità di prostituta. Potrebbe sembrare l’antesignano dei tanti film balneari a venire, specchi ridanciani della società italiana, e invece è molto di più: un ritratto spietato dell’ipocrisia borghese, una giungla feroce con pochissimi sprazzi di luce (perfino l’innocenza dei bambini è in pericolo), che nasconde l’avidità dietro i sorrisi. Il finale amarissimo e desolante non lascia scampo: se vuoi sopravvivere c’è sempre qualcuno che ci rimette.

Zampanò 1/07/20 17:57 - 138 commenti

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Ancora una donna di vita, figura di massima ispirazione per i soggettisti italiani negli anni d'oro. La Carol si finge vedova per godersi in pace le vacanze liguri con la figlia. Il passato la bracca ma nulla è perduto. Tra le prime pellicole in Ferraniacolor, con esiti cromatici un po' psichedelici, rivisti oggi. Lattuada cerca coralità ma a volte si ferma al singolo schizzetto balneare; la figura scritta meglio (c'è Malerba tra gli sceneggiatori) è il misantropo (Carlo Bianco) più "uomo del Monte" che demiurgo. Appare anche Marco Ferreri, pingue villeggiante implume.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 28/10/09 18:18
    Consigliere - 43496 interventi
    Bella questa, R.f.e.! La rivista italiana doi Pin-up... Geniale (almeno quanto il titolo)!
  • Discussione B. Legnani • 28/10/09 19:39
    Consigliere - 13795 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Geniale (almeno quanto il titolo)!

    Segnalo che, specchio dei tempi, è in francese e non in inglese.
  • Musiche Amarcord • 14/05/11 19:59
    Disoccupato - 60 interventi
    Musiche di Piero Piccioni (nei titoli viene usato lo pseudonimo di Piero Morgan).
  • Homevideo Gestarsh99 • 29/06/11 01:59
    Scrivano - 14433 interventi
    Disponibile in edizione dvd dal 31/08/2011 per 01 Distribution:



    DATI TECNICI

    * Lingue Italiano
    * Schermo Anamorfico 16:9
    * Audio Dolby Digital 2.0
  • Discussione Lodger • 13/03/15 11:26
    Magazziniere - 1450 interventi
    ma di questo film esistono 2 versioni? nella scheda c'è scritto che è a colori ma la versione trasmessa stamattina da RaiMovie era in bianco e nero.


    Ultima modifica: 13/03/15 11:40 da Lodger
  • Discussione B. Legnani • 13/03/15 11:42
    Consigliere - 13795 interventi
    Io lo ho visto a colori.
  • Discussione Didda23 • 13/03/15 11:46
    Comunicazione esterna - 5716 interventi
    Da wikipedia:

    La spiaggia fu uno dei primissimi film in Ferraniacolor - ma non il secondo in assoluto dopo Totò a colori (1952), come sostenuto da molti: presumibilmente fu il terzo o il quarto - ed è tuttora considerato uno dei migliori risultati ottenuti sino ad allora con quel sistema di colore. Mario Craveri, il direttore della fotografia, fece dei piccoli miracoli di tecnica con un sistema di colore che (come ben sanno gli addetti ai lavori) era tutt'altro che facile da usare. Alcune sequenze furono addirittura girate di notte - per evitare curiosi e turisti - utilizzando enormi riflettori (detti in gergo "madame") che funzionavano con gruppi elettrogeni ed emettevano una luce di tipo solare. Curiosamente, quando in anni recenti la RAI trasmetteva La spiaggia, ne mandava in onda una copia in bianco e nero
  • Discussione Lodger • 13/03/15 13:29
    Magazziniere - 1450 interventi
    Rai Movie: Purtroppo c'è stato un inopinato disguido e stiamo recuperando la copia a colori, che peraltro esiste in Rai. Lo ritrasmetteremo prima dell'estate. Grazie della segnalazione