Totò nella luna

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Stiamo parlando del primo film di fantascienza (pur parodistica) italiano, di pochissimo precedente a LA MORTE VIENE DALLO SPAZIO di Paolo Heusch. Certo, di fantascienza ce n'è poca e appare più che altro come un pretesto originale per il solito canovaccio abborracciato diluito da Steno (anche regista), Scola e Continenza a partire da un soggetto scritto dal regista con l'aiuto del precursore di mode Lucio Fulci. A riuscire meglio però è decisamente la prima parte, in cui la fantascienza esiste solo come genere letterario amato dal fattorino Ugo Tognazzi e osteggiato dall'editore della rivista per soli uomini “Soubrette” impersonato da Totò. Un Totò in splendida...Leggi tutto forma, che nella parte del capoccia aguzzino che infierisce sui suoi sottoposti improvvisa numeri d'alta scuola comica a volte da antologia. Ed è Totò il motore del film, un autentico fiume in piena che fa scomparire dalla scena il pur bravo co-protagonista Tognazzi (e la sua promessa sposa Sylva Koscina), ancora indeciso sulla scelta del registro interpretativo che più gli si addice. Se non fosse per la povertà del copione e una regia insospettabilmente sciatta, la prima parte sarebbe eccellente. E ancora con i primi “misunderstanding” tra Tognazzi, Totò e i due americani giunti dal Pentagono per reclutare il superuomo Tognazzi (l’unico con del “glumonio” nel sangue) e lanciarlo nello spazio c'è da divertirsi. Poi, con l'arrivo della potenza-straniera-senza-scrupoli (un Luciano Salce versione tedesca e Sandra Milo), il film comincia ad afflosciarsi, precipitando nel finale con l'apparizione dei due “cosoni” (sosia scemi di Totò e Tognazzi creati da misteriosi extraterrestri, evidente omaggio ai “body snatcher” di Siegel) e gag mimiche senza costrutto. Il film funziona insomma molto di più nella sua parte meno fantascientifica è più “italiota”.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 8/09/07 11:49 - 3828 commenti

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Soggetto scritto da Stefano Vanzina e Fulci, sviluppato poi in sede di sceneggiatura da Continenza e Scola: le premesse per un bel film c'erano tutte. Il film viaggia negli spazi siderali e -come moda e mania epocale impone- approda sul terreno lunare. Anche se la storia è, a dir poco, mal risolta, fortuna vuole che, al fianco di un ispirato Totò, ci siano un giovanissimo Tognazzi (come il "bacellone" Achille Paoloni) ed un simpaticissimo Luciano Salce (lo scienziato Von Braun): foss'anche solo per questi motivi il film assume la statura di classico. Lunatico.

R.f.e. 8/05/09 10:46 - 817 commenti

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Ingiustamente sottovalutato ed invece uno dei Totò più divertenti, a mio modesto giudizio. Sarà che per noi vecchi appassionati del cinema di SF anni '50 vi sono numerosi "rimandi" e riferimenti, sarà perché (ci avete mai pensato?) il film è uno dei pochi a mettere insieme due mondi: fantascienza e riviste di pin-up. Spassosa la parodia dell'invasione degli ultracorpi.

Ciavazzaro 7/12/09 12:27 - 4769 commenti

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Meritevole della visione, anche per la presenza della Koscina. Totò immenso come al solito, il film risulta molto godibile diretto dal bravissimo Steno. Il ritmo è ottimo, il film ha un grande mordente e si fa seguire con interesse dall'inizio alla fine.

Graf 27/09/11 11:56 - 708 commenti

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Forse il primo film italiano sonoro di “fantascienza” ma sicuramente uno dei più brutti film di Totò, nonostante la regia di Steno. Si avverte come tutta l’operazione sia stata pensata a tavolino e messa su in tutta fretta per sfruttare il clamore internazionale determinato dalla messa in orbita nello spazio del primo missile della storia lo Sputnik sovietico. Spunto narrativo implausibile, trascurato nella sceneggiatura, grezzo nella forma filmica, con un Totò primordiale e solo marionettistico. Film "povero" in tutti i sensi, ma merita una visione.

Galbo 2/01/12 05:51 - 11617 commenti

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Realizzato per sfruttare l'eco delle prime imprese spaziali, è un film fatto in fretta, come spesso accadeva per le pellicole con De Curtis. Lo si vede dalla confezione piuttosto approssimativa e dalla scarsa cura nei confronti di situazioni e personaggi. Il ritmo è chiaramente inadeguato; nonostante la regia di Steno, le situazioni comiche sono poco divertenti, con una storia prevedibile e alla lunga noiosa. Buona l'interazione tra Totò e Ugo Tognazzi.

B. Legnani 29/01/12 02:18 - 4937 commenti

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Mediocrissima pellicola (*½) che funziona neppure male nella prima parte, con le dinamiche capo-sottoposto, con le quali Totò angaria Tognazzi, ma che si fa via via sempre più debole quando appare la fantascienza (non manca neppure una cospicua citazione da L'invasione degli ultracorpi). Anche Salce (il cui parlare tedesco fa pensare che la potenza straniera sia la Germania Est) non apporta nulla di utile al film, che nel finale diventa pure noiosetto.
MEMORABILE: "Ha cavalcato... non siamo mica nati ieri..."

Minitina80 15/10/16 18:49 - 2556 commenti

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È la parodia più arguta tra quelle interpretate da Totò, pronto a cavalcare il clamore dell’epoca per la conquista dello spazio arrivando addirittura a citare L’invasione degli ultracorpi di Siegel. A non brillare eccessivamente, però, è Totò che si limita a improvvisare il suo solito repertorio, urlando troppo e riproponendo ancora la mimica da marionetta già ampiamente sfruttata. A discapito di tanta perizia per il copione, sembra si siano dimenticati proprio di Totò, mentre avrebbe meritato un ruolo più costruito, almeno in questo caso.

Pessoa 10/09/17 21:12 - 1522 commenti

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Gli uomini cominciavano a fare i primi passi nello spazio con lo Sputnik e l'Explorer ed ecco che arriva puntuale la parodia con Totò. Lo script è in realtà piuttosto raffazzonato, nonostante i nomi coinvolti (Fulci, Scola, lo stesso Steno) e come al solito gran parte del film viene affidata alle doti da improvvisatore di Totò, cui manca però una spalla adeguata che sappia valorizzare i suoi giochi di parole. Modesto l'apporto dei comprimari di lusso Salce e Tognazzi, ridimensionati da una sceneggiatura molto mediocre. Guardabile, ma anche no.
MEMORABILE: Il fagiolone germinatore, che vuol parodiare i baccelloni di Siegel; Tognazzi che fa il "cosone".

Rambo90 2/02/20 22:58 - 6734 commenti

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Un Totò particolarmente scatenato, ben accoppiato con il Tognazzi prima maniera, lanciato in una parodia fantascientifica. L'idea è ghiotta, peccato che la sceneggiatura sia un po' scarsa e non offra materiale consono alla bravura dei due protagonisti. Comunque si ride spesso, soprattutto nella prima parte, quando Totò ha l'occasione di investire più volte Tognazzi con la sua furia e prima che le gag diventino troppo fisiche e infantili. Si percepisce la mano di Fulci in scrittura. Nel complesso guardabile.

Pigro 27/01/21 09:43 - 8415 commenti

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Incursione fantascientifica di Totò, in compagnia di Tognazzi scrittore frustrato che le grandi potenze vogliono mandare sulla luna. La trama non è particolarmente stuzzicante, anche se discretamente strutturata per essere tessuto connettivo per gli sketch dei due mattatori, che soprattutto nella prima pare mantengono un soddisfacente livello di divertimento, grazie a una piacevole sintonia di coppia. Il top "fuori di testa" è l’invenzione (ma meno lo sviluppo) dei "cosoni", mutuati parodisticamente dai fagioloni degli Ultracorpi. Simpatico.

Steno (Stefano Vanzina) HA DIRETTO ANCHE...

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