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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Smessi i panni del filmaker smaccatamente commerciale (FLASHDANCE, 9 SETTIMANE E 1/2...) Adrian Lyne sviluppa uno stile più cupo e affascinante che già con ATTRAZIONE FATALE aveva cominciato a esplorare con successo. JACOB’S LADDER (il titolo originale gioca con la biblica scala di Giacobbe e il nome del protagonista) è finalmente un'opera “vera”, cruda e raffinata, girata mantenendo per l'intera durata una costante atmosfera onirica indecifrabile che la caratterizza e le dona un’originalità non comune. Lo spettatore è disorientato, non riesce a comprendere...Leggi tutto cosa stia veramente accadendo fino all'ultima scena rivelatrice, che chiarisce tutto in modo esemplare. Gli indizi sono disseminati qua e là, tra flashback improvvisi e inquietanti immagini di teste in velocissimo movimento (evidente qui l'influenza del pittore Francis Bacon), mentre la storia scorre a sbalzi divertendosi a spiazzare con repentini cambi di situazione. A reggere con estrema competenza le suggestioni della sceneggiatura di Bruce Joel Rubin ci pensano un Tim Robbins in forma straordinaria (assolutamente calato nella parte) e un Adrian Lyne che attraverso una sensibilità visiva fuori dal comune crea sequenze memorabili (da incubo il bagno nella vasca congelata, il ballo orgiastico ritmato dalle luci stroboscopiche, l'incontro col chimico Matt Craven nella cantina, l'elicottero ripreso dal basso...) alcune delle quali assurdamente scartate dal montaggio finale (quella dell'antidoto conserva una potenza visiva impressionante, così come quella della trasformazione di Elizabeth Peña). Un film anomalo non solo nella produzione di Lyne ma anche in quella hollywoodiana, di cui conserva comunque molte regole (e qualità).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Lele Emo 20/06/07 10:28 - 173 commenti

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Splendido film di impatto memorabile, dotato di un "karma" psicologico unico. Probabilmente uno dei più suggestivi film sul tema dei reduci del Vietnam. Il film, a tratti psichedelico, si porta tutto l'ottundimento tipico del trauma mentale e riesce a rappresentarlo con vibranti allucinazioni al limite dell'epico. Tim Robbins è assolutamente unico nell'incarnare questo reduce-psicoleso e probabilmente interpreta una parte che sarà consacrante per la sua carriera. Ottimo l'effetto sonoro di sfondo. Bellissimo.

Rebis 11/08/07 12:19 - 2099 commenti

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Forse a causa di quel coraggioso finale che sbalza tutto nella visione e nell'incubo ci si dimentica spesso che Jacob's Ladder è tra i migliori film sui postumi del Vietnam mai realizzati; è anche il ritratto di un clima storico, culturale, il reflusso degli '80 nei '90, perché ne coglie dal di dentro il disagio psicologico, l'alienazione, l'irriducibile dissociazione tra sé e il mondo in un mancato riconoscimento identitario. L'epilogo non nega l'orrore, libera semplicemente il protagonista dalle maglie dell'inferno in terra, gli dona la grazia senza produrre morale. Modernissimo nella forma.

Undying 2/08/07 22:37 - 3836 commenti

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Sinceramente il film ha un fascino visivo di certo rilievo, ma alla resa dei conti, dovendone fare una sinossi, si riduce a qualcosa di poco chiaro e piuttosto caotico. C'è di certo qualcosa che ritroveremo ne Il Sesto Senso e a suo modo le riprese con fotogramma accelerato saranno tenute in considerazione da buona parte del cinema orientale (la scena nel pozzo di The Ring). Per il resto sembra volere assumere carattere di denuncia nei confronti dell'assurdo che sta dietro alla guerra e, ad onor del vero, non è poca cosa...

Samtam90 18/07/08 14:18 - 56 commenti

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Horror psicologico di grande impatto (stupende le sequenze visionarie, soprattutto l'incubo in discoteca), ma anche intenso film drammatico sull'impossibilità del reduce di reintegrarsi nella vita quotidiana a causa dell'impatto devastante della guerra sulla sua psiche: e il complotto, così come i mostri che lo perseguitano e la sua doppia vita (reale/ideale?), sono realtà o lucida follia? Travolgente il finale. Tim Robbins in una delle sue migliori interpretazioni, ma anche un ottimo Danny Aiello nel ruolo del medico/amico.
MEMORABILE: Il prologo in Vietnam; L'incubo in discoteca; La sequenza onirica nell'ospedale; L'auto con gli esseri mostruosi; L'incontro con il figlio.

Hackett 19/07/08 20:08 - 1797 commenti

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Uno dei migliori film di Lyne, ingiustamente sottovalutato e tradotto in Italia con un titolo imperdonabile. Alle soglie della guerra in Kuwait, l'America aveva già scheletri nell'armadio nel trattamento riservato ai propri soldati. La sindrome del golfo doveva venire ma il Vietnam aveva già fatto le sue vittime. Thriller intenso alle soglie dell'horror, un horror profeticamente reale e quindi più spaventoso. Da riscoprire.

Cotola 19/11/08 23:34 - 7738 commenti

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Lontano da pruriti assortiti e sensazionalismi di sorta, Lyne costruisce il suo miglior film che si rivela essere un’opera estremamente bella, originale ed interessante e che per questo non bisogna lasciarsi sfuggire. Merito anche di una notevole sceneggiatura e di una confezione davvero ragguardevole. Il finale potrebbe non convincere del tutto alcuni spettatori.

Daniela 3/01/09 08:46 - 9955 commenti

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Il film che non ti aspetti. Certo non dal patinato Lyne, che questa volta, con la complicità (decisiva) di Tim Robbins, firma un'opera originale e coinvolgente. Il dramma del Vietnam e le difficoltà di reinserimento dei reduci vengono raccontati in modo tale che lo stordimento del protagonista coincida con quello dello spettatore, con un continuo spostamento del confine fra realtà e sogno. Ne risulta una crescente sensazione d'angoscia, fino al finale non inaspettato (la storia è disseminata di indizi) ma ugualmente raggelante. Bellissimo.
MEMORABILE: La sequenza nella metropolitana; Il bagno nella vasca piena di ghiaccio; Il ricovero in ospedale (incubo horror di rara efficacia).

Capannelle 20/01/09 14:37 - 3800 commenti

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Un Lyne significativo che oltre alla confezione visiva di ottimo livello riesce a centrare una storia ricca di tensione senza eccedere con inutili colpi ad effetto. Non è facile mantenere consistenza e credibilità ma la trama procede bene, anche dopo il raccordo finale. Robbins molto bravo presta la sua faccia allucinata a sequenze da brivido (il party ma soprattutto il ricovero in ospedale) splendidamente fotografate e girate senza cgi (siamo nel 1990, non sembrerebbe..). Bene anche Aiello e la Pena.
MEMORABILE: Il ricovero in ospedale: le ruote della lettiga, il cambiamento dell'atmosfera.

Siregon 24/02/10 22:03 - 353 commenti

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Uno dei migliori film psicologici sui reduci del Vietnam. Cupo, disperato, fotografato benissimo e con interpreti di grande spessore. Insuccesso pevedibile di pubblico sospende lo spettatore in un mondo che confonde e precipita nell'inferno personale del protagonista popolato di incubi ad occhi aperti. Diverse le sequenze "forti" che non si dimenticano, bellissima la colonna sonora e le sordide ambientazioni newyorkesi. Meno commerciale di Attrazione fatale ma un gradino sotto la perfezione di quest'ultimo.

Tomastich 25/05/10 12:17 - 1218 commenti

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Il Vietnam è solo un mezzo per raccontare la vita dopo la morte, per ricucire rapporti personali, per ri-vivere gli incubi che sono dentro tutti noi, per soffrire e riuscire pure a sorridere. Un Tim Robbins da premio per la sua interpretazione così burrascosa e "spettinata". Stupendo.

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Herrkinski 12/06/10 11:36 - 5494 commenti

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Ovvero: il film che non ti aspetti da Adrian Lyne. Dopo gli estetismi patinati di 9 Settimane e mezzo et similia, il regista cambia faccia e gira un film di incredibile impatto emotivo e visuale; Lyne affronta le atmosfere cupe e surreali con lo stesso talento visivo accennato nei suoi film "commerciali" e il risultato è eccellente, ricco di un fascino allucinato e ai confini dell'horror. Molte le sequenze memorabili e grandiosa la prova attoriale di Tim Robbins. La trama è complessa e il finale può lasciare basiti, ma è da vedere. Ottimo.
MEMORABILE: Il ricovero nell'ospedale/inferno.

Piero68 22/06/10 10:39 - 2799 commenti

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La sola sceneggiatura già varrebbe per intero il film. Ma se a questo si aggiunge un Tim Robbins ineguagliabile, una regia impeccabile ed un montaggio da urlo, non si può avere che un capolavoro. Un viaggio nella zona scura della psiche umana dove tutto può accadere e tutto può sembrare realtà. Ha ragione chi dice che la scelta del titolo è sbagliatissima. All'epoca poteva sembrare il figlio minore di Stati di allucinazione, ma non ha nulla a che fare con il film di Ken Russel. Per certi versi è anche superiore.

Ghostship 23/06/10 12:31 - 394 commenti

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In bilico costante tra realtà ed allucinazione, quest'ultima nel finale prende il sopravvento schiacciando tutto il resto e fornendo una spiegazione plausibile allo stupendo incubo cui si è assistito. Azzeccato il protagonista, Robbins si carica il film sulle spalle fornendo una interpretazione di prim'ordine. Squarci visionari di grande impatto per un quasi capolavoro che risulta un episodio nella filmografia dell'altrove mediocre Lyne.

Greymouser 8/07/10 00:51 - 1458 commenti

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Il gioiello avvelenato che non ti aspetti: Lyne si strappa via i panni dell'imbonitore modaiolo e ruffiano, per indossare almeno per una volta quelli di "regista maledetto". Ci offre così una visione onirica morbosa e perturbante della mente sconvolta di un reduce, in cui gli incubi e le allucinazioni assumono forme insidiosamente concrete. Un film decisamente "eretico" rispetto alla consueta estetica patinata e soffice a cui ci aveva abituato l'autore di Nove settimane e mezzo. Chapeau.

Mdmaster 10/11/10 17:24 - 802 commenti

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Horror psicologico davvero coinvolgente, portato avanti dal bravissimo Robbins e penalizzato da un titolo italiano piuttosto imbecille, che immagino dovesse richiamare l'altro grande successo cupo di Lyne. Sequenza di scene visionarie memorabili, un cast al di là di Tim comunque di tutto rispetto (Danny Aiello soprattutto). Insomma il film che da Lyne non ti saresti mai aspettato (infatti resterà l'eccezione). Diventato con gli anni quasi un film underground, ironia della sorte, è ora di rispolverarlo e riscoprirlo in tutta la sua forza.

Salvricu 10/05/11 15:06 - 13 commenti

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Un capolavoro di Adrian Lyne! Il regista si è superato proprio con il suo film più sottovalutato dalla critica ma per me nettamente superiore agli altri suoi lungometraggi. Grandi interpretazioni di Danny Aiello e soprattutto del protagonista Tim Robbins, capace di incutere negli spettatori quel senso di ansia ed inquietudine che incollano alla poltrona. I continui flashback da "delirio onirico" che caratterizzano il film piaceranno agli appassionati del genere. Cameo del giovanissimo Macaulay Culkin.

Nando 17/07/12 16:30 - 3511 commenti

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Dalla convincente denuncia della guerra del Vietnam si sviluppa una narrazione torbida e inquietante che non presenta mai tempi morti, anzi cattura in maniera magistrale lo spettatore. Il dualismo sogno e realtà spiazza continuamente regalando momenti di grande impatto visivo. Robbins è validissimo ma anche Aiello, nella sua piccola parte, se la cava egregiamente.
MEMORABILE: La scena del ricovero in ospedale; L'allucinazione durante la festicciola musicale.

Buiomega71 30/11/12 20:40 - 2350 commenti

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Incubi lynchiani, deformazioni e creature che sembrano uscite da un'allucinazione cronenberghiana. Inquietante, angoscioso, opprimente e devastante viaggio nella follia e nei dedali infernali della mente umana. Immagini subliminali di rara potenza e davvero terrificanti si uniscono a un realismo che lascia sulla pelle una sensazione di degrado e solitudine. L'assurdità e la bestialità della guerra in un horror dell'animo nerissimo. Combat shock non è passato invano. Capolavoro assoluto e sottovalutato di un Lyne mai più così spietato e ispirato.
MEMORABILE: I flashback nel Vietnam, scene di rara ferocia; Tim Robbins con febbre alta nella vasca da bagno gelida; La metro e il party con flash mostruosi.

Coyote 12/12/12 15:01 - 185 commenti

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Adrian Lyne vira verso l’horror in un film fatto di tensione, come da tradizione, ma anche e soprattutto di sentimenti. La figura e i tormenti del reduce alle prese con orribili visioni e i deliri della febbre sono tratteggiati benissimo e il lato drammatico prevale su tutto, portando con sé una rappresentazione della follia bellica di grande impatto. Piccole defaillance nella confezione: la frase di chiusura è inutile, il titolo italiano ridicolo.

Samdalmas 21/10/13 18:32 - 302 commenti

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Dopo grandi successi come 9 settimane e mezzo e Attrazione fatale, Adrian Lyne realizza il suo capolavoro con un film anomalo e coraggioso scritto da Bruce Joel Rubin, autore dello script di Ghost. Tim Robbins memorabile nella parte di Jacob Singer reduce del Vietnam, laureato in filosofia, traumatizzato dal conflitto e dalla morte del figlio. Strane visioni lo perseguitano. Sono solo allucinazioni? Forse è vittima di un esperimento fatto in guerra? Elegante, raffinato e mai banale, anche quando sconfina nell'horror. Da riscoprire.
MEMORABILE: Il bagno nella vasca ghiacciata; La discesa nei corridoi dell'ospedale; Lo spiazzante finale.

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Jdelarge 18/11/13 15:05 - 893 commenti

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Il merito del regista sta indubbiamente nell'aver creato un'atmosfera disturbante in maniera davvero eccezionale, sia grazie a ottime inquadrature che ad ancor più azzeccate trovate stilistiche; detto questo la trama fa acqua da tutte le parti e ne esce una sterile quanto inutile (ai fini del film) denuncia nei confronti dell'esercito americano. Peccato, il risultato finale poteva essere decisamente migliore.

Luchi78 7/02/14 17:23 - 1521 commenti

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Film che si pone lo scopo di trascinare lo spettatore in un viaggio in cui la confusione iniziale è la stessa provata dal protagonista, aumenta di minuto in minuto fino a trasformarsi in angoscia e paura per concludersi solamente nel finale liberatorio. Grande Tim Robbins nel sostenere un ruolo sicuramente impegnativo, mentre la regia di Lyne prevede immagini cupe e tormentate, molte delle quali rimangono impresse. Ottimo lavoro.

Nicola81 23/05/15 14:28 - 2066 commenti

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Il film più insolito e ambizioso di Lyne. Niente erotismo patinato stavolta, ma una denuncia degli orrori della guerra (quella del Vietnam, naturalmente) che affronta anche il problematico reinserimento dei reduci, assecondando i dettami narrativi del thriller parapsicologico. Nulla da dire sulla regia e sull'interpretazione di Robbins (bravi anche la Pena e Aiello nel suo piccolo ruolo), ma la sceneggiatura è decisamente caotica e lo spettatore rischia di capirci ancora meno dello sfortunato protagonista. Buono, ma frastornante.

Fulcanelli 20/09/15 11:35 - 135 commenti

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Nonostante non ci sia molto da recriminare, complessivamente, il film non riesce a convincere del tutto (anche se ci prova). La causa sta nella sua natura di film solido ma contorto. Non è un horror; la via di mezzo è quella fra thriller psicologico e drammatico. La sceneggiatura mischia un po' di tutto: film di denuncia, drammatico, thriller, guerra ma non si concentra nello sviluppare fino in fondo nessuno di questi elementi. Dura più di due ore e si sentono. A seconda delle impressioni potrebbe valere due pallini come quattro.

Maxx g 24/01/16 10:54 - 509 commenti

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Soldato reduce dal Vietnam è preda di terribili incubi che lo perseguitano giorno e notte: cerca conforto nei compagni ma viene abbandonato. Thriller molto riuscito e inquietante, è forse il miglior film di Adrian Lyne, con un Tim Robbins davvero in forma. "Jacobs' Ladder" (il titolo originale è decisamente meglio) ha il pregio di tenere lo spettatore incollato alla sedia e le atmosfere lugubri degli ospedali e tetre dei sogni fanno la parte del leone. Da vedere.
MEMORABILE: La scena della vasca e le scene di guerra, verso la fine.

Didda23 4/03/16 11:02 - 2306 commenti

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I pregiudizi su Lyne (che in altre occasioni ho trovato troppo patinato e poco viscerale) vengono spazzati via dopo la visione di questa incredibile pellicola. Sanguigno, con schegge visionarie che mettono un'angoscia senza pari (la scena dell'ospedale) e con un inizio splendido che riesce in pochi attimi a calare lo spettatore nella drammaticità della guerra. Spiazzante in più di una occasione (finale - riuscitissimo - compreso). In una forma che ammalia e seduce, Robbins riesce comunque a emergere regalondoci una prestazione monstre.
MEMORABILE: Il piccolo Culkin; La scena all'ospedale; L'incontro con Matt Craven.

Ultimo 7/06/16 20:35 - 1424 commenti

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Sicuramente un film più che buono, tendente all'ottimo, grazie a un protagonista straordinario: Tim Robbins non sbaglia nulla e riesce molto bene nella parte del "folle" con continue allucinazioni. Se proprio vogliamo, l'unico vero difetto è dato da momenti dispersivi, ma in un film di questo genere è abbastanza normale. Per cogliere appieno ogni dettaglio consiglio una visione molto attenta. Segnalo la scena della vasca con il ghiaccio e quella dell'allucinazione nel locale come momenti migliori. Buoni i rimandi al Vietnam. Da vedere.

Gabigol 10/11/17 14:11 - 422 commenti

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Spettacolare gioiellino perfettamente in bilico tra più generi (horror, thriller, drammatico) e continuamente ravvivato da una sceneggiatura che concilia tanti aspetti e non fallisce nell'incastrarli tutti in maniera logica (forse serve più di una visione per accorgersene, ma non è un difetto). Se il regista, grazie a sequenze davvero iconiche, si conferma il valore aggiunto della pellicola, non va assolutamente dimenticata la performance mostruosa di Robbins, capace di innalzare il dramma a picchi impressionanti.
MEMORABILE: La barella dentro l'ospedale (scena spaventosa); La corsa in metropolitana; "sta sognando!"; Il ballo "demoniaco" alla festa; Gli ultimi 5 minuti.

Paulaster 11/09/18 11:18 - 2987 commenti

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Reduce del Vietnam vive tra gli incubi per gli effetti della droga subìta. Tema delle ingerenze governative trattato come un complotto per far fuori chi sa, diviene un viaggio allucinato per un ispirato Robbins. Confezione con una New York scura e piena di mostri per una sceneggiatura calcata negli eventi e con la parte conclusiva che non sorprende del tutto. Lyne si fa notare in un genere che non è il suo.
MEMORABILE: Il ricovero in ospedale con la carrozzella; Il ballo in casa pieno di mostri; Il confronto con l’avvocato quando lascia la causa.

Pinhead80 2/11/18 22:34 - 4041 commenti

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Un reduce dal Vietnam prova a ricominciare a vivere, ma il passato lo tormenta sotto forma di allucinazioni disturbanti che ne minano la salute mentale. Un viaggio interminabile in una mente segnata indelebilmente dagli strascichi di una guerra che ha visto solo sconfitti. Il marchio del regista c'è e lo si nota dalla morbosa scena del ballo che racchiude in pochi secondi il sogno e l'erotismo. Le bestie, quelle vere, al solito sono gli esseri umani, i peggiori nemici per la propria specie.

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Acid burn 7/04/19 02:23 - 45 commenti

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Opera illusionistica e a tratti allucinogena, pervasa da forte disperazione; anche se la trama appare semplice, è difficile da comprendere per i continui salti temporali e le allucinazioni vere o presunte. A un certo punto sembrerebbe passare sul più solido terreno legale-investigativo, invece ritorna sui suoi passi e conclude in maniera impeccabile. Compendia e unisce generi diversi in una miscela rischiosa ma che funziona molto bene. Ottima la regia e molto buona la fotografia.
MEMORABILE: Il ritrovamento delle foto; Le allucinazioni; La comparsa dell'infermiera; Il tocco finale.

Pumpkh75 23/10/19 13:26 - 1365 commenti

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Lyne getta via scaldamuscoli e sottovesti (senza perdere l’occhio di riguardo per la femmina, visto che la sensualissima Peña è tutto fuorché una comprimaria), non bada al gonfiore del portafoglio e disinnesca una potenziale bomba commerciale, il Vietnam, brillandola nel modo meno commerciale possibile, ovvero fumandoci addosso una serie diabolicamente attraente di visioni, incubi, trip stordenti e intime angoscie. Non tutto quadra, il finale spegne, eppure se il botteghino ha pianto noi abbiamo riso. Bravissimo Robbins. Un bel brutto sogno.

Giùan 22/11/19 10:29 - 3177 commenti

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La farraginosità narrativa è consustanziale al delirio tra vita e morte in cui si dibatte Jacob, ma il contrasto inevitabile tra questi due poli rende il film poco fluido sì fisiologicamente ma anche per alcune lacune registiche di Lyne. Ciò detto l'opera possiede un indubbio, se pur non magnetico, fascino perturbante e presenta singole scene di straordinario raccapriccio e di angoscia sincera: due per tutte il lungo viaggio nella suburra metropolitana e il party psichedelico. Ben meno convincente la parte dedicata ai figli. Perfetti Robbins e la Peña.

Rocchiola 4/02/20 09:11 - 891 commenti

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Alcuni reduci del Vietnam sono ossessionati da visioni orrorifiche. Lyne abbandona per una volta le atmosfere patinate che lo hanno reso celebre rileggendo l’esperienza bellica del sud-est asiatico come un incubo indelebile pieno di mostruose materializzazioni degne di Cronenberg e Clive Barker. Purtroppo quando la vicenda prende quota, virando dall’horror psicologico verso il thriller, arriva un discutibile e deludente finale a sorpresa che nega completamente la realtà degli eventi. Ottima comunque l’ambientazione in una NY sporca e livida.
MEMORABILE: Il lascivo ballo di Jezebel alla festa; Jacob febbricitante immerso nella vasca di ghiaccio; Le sedute dal fisioterapista Louis; L’incubo nella metro.

Siska80 27/04/20 19:53 - 1040 commenti

I gusti di Siska80

Pellicola destabilizzante che ha precorso i tempi, in quanto a visionarietà; bisogna attendere il bellissimo finale per comprenderne appieno il senso e ascriverlo al genere corretto: durante la visione lo spettatore non sa se si tratta di un horror paranormale, di un thriller psicologico o di un film drammatico (o forse, in fondo, di tutte queste cose messe insieme). Ottima fotografia, convincente Tim Robbins, atmosfere angoscianti al confine tra incubo e realtà. Lyne non sbaglia un colpo.
MEMORABILE: L'ospedale/antro degli Inferi, citazione da Hellraiser 2.

Lupus73 22/07/20 18:41 - 796 commenti

I gusti di Lupus73

Dopo un thriller praticamente perfetto Lyne partorisce questo capolavoro, un film-dossier che non si accontenta di esser tale. Reduce del Vietnam soffre di allucinazioni (cronenberghiane/lovecraftiane): è pazzo? E' posseduto? O c'è un complotto dietro tutto questo? Spesso le sue visioni si mescolano ai sogni, ai flashback e alla realtà (facendoci perdere il filo) come mondi paralleli in un contenitore, che emerge nello sconcertante finale (discutibile ma geniale) e che permette una totale rilettura allegorica. Ottima la regia, eccezionale l'interpretazione di Tim Robbins. Da vedere.
MEMORABILE: La febbre e la vasca di ghiaccio; Il complotto della sostanza psicotropa (la Scala); Gli SFX horror delle allucinazioni.

Fedeerra 21/01/21 02:33 - 544 commenti

I gusti di Fedeerra

Visivamente è un film molto affascinante e virtuoso, per certi aspetti quasi languido; riesce ad assoggettare lo spettatore e a condurlo in un incubo sporco e reiterato. Precisa la regia di Adriane Lyne (che maneggia una sceneggiatura insolita senza scadere  in facili ridondanze), soave l’accompagnamento musicale di Maurice Jarre e molto convincente l’interpretazione di Tim Robbins.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Saimo • 17/10/17 21:07
    Disoccupato - 240 interventi
    Lo proiettiamo in 35mm mercoledì 1 novembre al Michele De Angelis' Horror Picture Show.
  • Discussione Buiomega71 • 10/02/18 00:51
    Pianificazione e progetti - 22393 interventi
    A breve il remake a cura del regista di A Single Shot (che ì numeri c'è li ha)

    http://www.imdb.com/title/tt3016748/?ref_=nm_flmg_dr_2
  • Homevideo Taxius • 4/02/19 10:59
    Archivista in seconda - 178 interventi
    Partita oggi la start up targata CG per la realizzazione del bluray.
  • Homevideo Taxius • 1/03/19 17:06
    Archivista in seconda - 178 interventi
    Obiettivo raggiunto! Il bluray verrà stampato.
  • Homevideo Anthonyvm • 30/04/19 23:51
    Contratto a progetto - 426 interventi
    Taxius ebbe a dire:
    Obiettivo raggiunto! Il bluray verrà stampato.

    Arrivato oggi! La copertina lenticolare è decisamente meglio di quanto mi aspettassi.
  • Homevideo Rocchiola • 4/02/20 09:13
    Call center Davinotti - 1185 interventi
    Il BD distribuito da Cecchi Gori utilzza l’ottimo master Studio Canal. Immagine pulita e ben dettagliata, colori equilibrati, audio italiano 5.1 DTS di buona resa. Insomma un prodotto consigliato malgrado il prezzo che si aggira sui 20 €, ma facendo attenzione alle offerte lo si può prendere anche a meno (io l'ho pagato 9,99 € in videoteca a seguito di un ribassamento del prezzo originario che di solito si verifica aspettando qualche tempo dall'uscita).
    Ultima modifica: 4/02/20 18:32 da Zender
  • Discussione Ginestra • 13/02/20 13:02
    Galoppino - 24 interventi
    SPOILER:

    quindi alla fine lui è morto e sogna prima di morire tutto quello che abbiamo visto, metropolitana e bagno nel ghiaccio inclusa la scena meravigliosa del party orgiastico? ma allora non è vero che è stato drogato o si? Va bene lo so che non importa ma è solo per pura curiosità prima di fare un commento su questo film molto strano e molto bello. Capolavoro parziale perchè lo spettatore non dovrebbe tormentarsi alla fine..O si?
  • Discussione Rebis • 14/02/20 08:59
    Gestione sicurezza - 4294 interventi
    SPOILER

    L'ho rivisto da poco e l'ho trovato bellissimo, soprattutto per il finale che all'epoca un po' mi deluse: apparentemente spiega, ma poi non fa tornare i conti. Potrebbe essere anche il contrario, che il finale è un sogno, un desiderio di fuga da una realtà insostenibile partorito da una mente devastata: "preferisco credermi morto". D'altra parte ciò che vediamo durante il film è un flusso di coscienza che mette insieme per analogia ricordi del passato e voli pindarici. La questione delle droghe mantiene comunque un suo peso sostanziale perché storicamente accertata: e questo ancoraggio alla realtà, questa denuncia, non libera mai il film nel puro sogno, ma ci dà una consapevolezza che lascia un retrogusto amaro e terrifico.
    Ultima modifica: 14/02/20 18:09 da Rebis
  • Discussione Siska80 • 27/04/20 13:45
    Call center Davinotti - 438 interventi
    I realizzatori della serie di videogiochi Horror Silent Hill (1999) hanno preso diversi spunti dal film nella creazione di mostri, effetti visivi e atmosfere. Specialmente in Silent Hill 3, con la comparsa del personaggio chiamato Valtiel è possibile individuare immediatamente il riferimento: questo infatti ha la particolarità di muovere la testa in modo convulso come fanno i mostri del film.



    Fonte: Wikipedia
    https://it.wikipedia.org/wiki/Allucinazione_perversa
  • Discussione Zender • 27/04/20 14:20
    Consigliere - 44092 interventi
    Da dove viene la foto?