Stati di allucinazione

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MMJ Davinotti jr

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un film dalla doppia faccia: la prima è quella più debole, in cui l'ardimentoso professore di Harvard (Hurt) spiega le ragioni dei suoi esperimenti in vasca d'isolamento e di una sfida quasi metafisica con l'ignoto. Paroloni e teorie basate su concetti perlopiù inafferrabili, una strana concezione dell'amore che si riflette in un rapporto di scarso appagamento con la moglie (Brown) e una sceneggiatura ben poco interessante, inutilmente verbosa, densa di spiegazioni superflue e divagazioni entusiaste sui massimi sistemi. Se non fosse per il trentenne William Hurt, all'esordio su grande schermo ma già in possesso di una grande personalità, sarebbe davvero difficile trovare la voglia di seguire una storia confusa e che quanto a credibilità...Leggi tutto scientifica pare stare molto sotto alla soglia minima: immaginare di scoprire la Verità Ultima immergendosi in vasca tra allucinogeni ed elettrodi appiccicati in testa rende quasi più plausibili i tentativi di chi prova a farlo col peyote (e difatti ci sarà pure un insulso viaggio in Messico sulle tracce di questa già nota "seconda via"). L'altra faccia del film è invece quella prettamente russelliana, legata alla resa visiva delle allucinazioni, in cui il regista può dar fondo al suo riconosciuto talento. Qui la logica non è richiesta e basta aggrapparsi a un paio di concetti (o forse uno solo, la regressione) per inventare scenari futuristici da incubo e scatenare effetti speciali che in alcuni casi colpiscono davvero nel segno, con mostruosità trasfigurate in mutazioni di corpi resi graficamente attraverso filtri particolari, deformazioni cronenberghiane... Suoni e colori si fondono in un finale pirotecnico a metà tra TRON e suggestioni visive alla Douglas Trumbull. Così come - soprattutto grazie alla superba fotografia notturna - hanno un fascino non comune le scorribande del peloso primate tra i vicoli di Boston e lo zoo. Un film disomogeno, squilibrato (con Russell capita quasi sempre), eccessivo, caotico, che attraverso una variante bizzarrissima del classico dualismo Jekyll/Hyde ci conduce in una dimensione fantastica esplorata però a fondo troppo tardivamente.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/05/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/11/15
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B. Legnani 12/05/07 15:12 - 4783 commenti

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Decisamente interessante. Film ricco di visionarietà, che prende per mano lo spettatore e lo conduce insieme al protagonista alla ricerca del tempo perduto dell'Uomo, fino ad arrivare quasi a Jekyll-Hyde. Curioso il cast: fra gli altri, ci sono Drew Barrymore (un paio d'anni prima di E.T.) e George Gaynes (futuro adorabile comandante Lassard in Scuola di Polizia).
MEMORABILE: Gaynes, radiologo, davanti alle lastre: "Questo tizio è un maledetto gorilla!".

Undying 14/05/07 23:26 - 3839 commenti

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Il film di Ken Russell (regista, attore e sceneggiatore) rappresenta un caso unico nel panorama della cinematografia mondiale: ispirato a veri esperimenti (eseguiti nei laboratori universitari) sulla deprivazione senso-motoria (l'annullamento delle stimolazioni agli umani -cinque- organi sensoriali), si sviluppa su un piano prevalentemente cerebrale per tutto il primo tempo sprofondando in tematiche fantascientifiche nel finale. William Hurt è un attore coi fiocchi e gli effetti speciali (in tema: da allucinazione) restano impressi. Alterato.

Cotola 15/08/08 03:23 - 7622 commenti

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Più che per le chiacchere pseudo-scientifiche di contorno (pur ispirandosi ad un vero esperimento), il film resta impresso per gli straordinari effetti visivi (davvero notevoli) di cui la pellicola fu una delle prima a fare un uso davvero massiccio, spianando così la strada ad altri film del genere. Gradevole e dallo svolgimento narrativo a tratti interessante, a tratti cialtronesco.

Flazich 17/08/08 18:24 - 658 commenti

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Film molto visionario quello di Ken Russell. Interessante anche l'ipotesi che si cerca di trasmettere allo spettatore: la regressione dell'essere umano allo stato primordiale al fine di rientrare in contatto con sé stessi e con qualcuno di superiore: Dio. Gli effetti psichedelici adottati nel film sono molto efficaci e lo spettatore viene veramente coinvolto. Ottima interpretazione di William Hurt.

Galbo 31/10/09 07:14 - 11449 commenti

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Le esperienze psicosensoriali di un professore che prova sostanze che gli procurano una serie di mutazioni genetiche. Questo lo spunto del film di Ken Russell che rappresenta l'esordio come protagonista di William Hurt molto adatto alla parte. Si tratta di un film godibile sopratutto come esperienza visiva; gli effetti sono molto ben fatti e giustamente inseriti nel contesto. Molto meno incisivo dal punto di vista narrativo con una sceneggiatura che non convince.

Wonka 24/01/10 23:16 - 31 commenti

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Ottimo esordio di Hurt in un ruolo molto sentito ed interessante, come del resto lo è tutto il film. La ricerca ossessiva del giovane protagonista sulla mente umana dà carta bianca a Russell per sfogare tutto il suo talento visionario tra trip psichedelici e regressioni morfologiche allo stato animale. Altra nota positiva: non ha praticamente scene a vuoto che potrebbero annoiare; scorre concentrato sugli esperimenti di Hurt, duro & puro nei sui intenti sin quasi la fine.

Puppigallo 20/03/10 20:16 - 4525 commenti

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Pellicola coraggiosa, che basa tutto sulle immagini (forti, di grande impatto visivo), sui suoni (spesso, quasi assordanti) e su una manciata di scienza impastata con una certa sapienza alla pura biofantascienza (la regressione psicofisica). Il tutto parte da una mistura allucinogena, che è solo un pretesto per scavare nei meandri della psiche, in un percorso inverso che, se da una parte avvicinerà il protagonista alla bestia primordiale, dall'altra gli farà riscoprire i sentimenti più profondi. Anche se non è invecchiato benissimo e ha un finale favolesco, resta comunque un buon film.
MEMORABILE: Il protagonista, sotto allucinogeno: "Sto assistendo all'agonia del parto di una montagna!".

Enzus79 1/06/10 17:16 - 1847 commenti

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Film che diventa sempre più interessante e bello man mano che passano i minuti, dato che i primi sono un po' troppo mielosi e lenti. Le scene in Messico sono bellissime e William Hurt (attore per cui non impazzisco) se la cava piuttosto bene. Da vedere.

Rickblaine 8/06/10 11:57 - 635 commenti

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Idea originale e tenebrosa che comporta quelle visioni surreali in grado di rendere il film a dir poco grottesco. Una ricerca di soluzioni a domande poco chiare anche se più volte la materializzazione dei concetti è ben girata. Il contorno convince poco. La classica ragazza del liceo, l'ottusità del giovane... Buon film.

Losciamano 8/06/10 11:59 - 112 commenti

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Ken Russell conferma la sua ambiguità e "follia" come artista con un film che tutto sommato risulta poco coinvolgente; ha una storia davvero efficace, con riquadri surreali (quando il protagonista attraversa dimensioni) ed effetti visivi non da biasimare. William Hurt convince, come il resto del cast.

Buiomega71 16/03/11 11:11 - 2297 commenti

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Fiammeggiante, onirico, visionario, assolutamente russeliano nell'animo e nello spirito. Una serie di visioni discontinue e febbricitanti: il caprone sacrificato sull'altare, il crocifisso infuocato, sagome rossastre fluorescenti, volti deformati (straordinario make up di Dick Smith), la visione dell'inferno e dei dannati, Hurt che diventa un primate (e anticipa il "werewolf movie" che verrà di lì a poco), finale delirante e folle. Pecca nei dialoghi (a volte astrusi), ma è un peccato veniale. Unico nel suo genere. Da non mancare.
MEMORABILE: Hurt che si piega e vede i suoi piedi scimmieschi; la fuga di Hurt primate; l'inizio nella vasca.

Kekkomereq 16/11/11 20:19 - 359 commenti

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Un soggetto molto visionario, ma con il passare dei minuti il film non è riuscito a coinvolgermi totalmente. Le scene dei sogni sono molto elaborate e suggestive e la recitazione è buona; però il tutto risulta troppo inverosimile per i miei gusti, anche se il finale mi ha lasciato di stucco. Nominato all'Oscar per il sonoro, ma la versione italiana è totalmente rovinata e l'audio dà quasi fastidio; un consiglio: guardatelo in originale.

Pigro 10/06/11 09:04 - 7910 commenti

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Russell recupera le grandi storie horror di pionieri che valicano il confine della scienza, da Jekyll al dottor K, passando per la Pantera e approdando a un racconto ispirato agli studi veri su deprivazione sensoriale e stati alterati. Il risultato è una storia dalla logica claudicante (il ritorno al primordiale, tra funghi e soprannaturale), ma che offre al regista l'opportunità di mettere a segno un formidabile mythos costruito su allucinazioni visivamente impressionanti e su una narrazione che non lascia riprendere fiato.

Herrkinski 11/06/11 03:09 - 5290 commenti

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Eccezionale e coraggiosa pellicola di un Russell ispiratissimo, coadiuvato da un perfetto Hurt e da un cast azzeccato. Straordinarie, sia visivamente che concettualmente, tutte le sequenze allucinogene; notevole anche il make-up. Un film che potrebbe rivaleggiare con alcune delle migliori pellicole cronenberghiane del periodo, pur mantenendo una propria forte personalità. La parte con Hurt "scimmiesco" rischiava di far scadere il film, ma invece l'intero finale è a dir poco apocalittico e lascia a bocca aperta. Ce ne fossero di film così!
MEMORABILE: Hurt esce dal bagno, di notte e al di là della porta c'è un abisso colmo di lava ribollente.

Piero68 13/06/11 10:32 - 2781 commenti

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Un film davvero visionario e interessante. E considerato che è stato fatto ben 30 anni fa, anche innovativo nel soggetto. Hurt sembra fatto apposta per questa parte e Russel riesce a sfruttarlo appieno. Pietra miliare purtroppo dimenticata. Ma chi come me ha oltre 40 anni ricorderà perfettamente che la pellicola divenne una sorta di manifesto dell'epoca per simboleggiare i "viaggi" in senso lato. Memorabile la parte in cui il protagonista descrive la regressione in una sorta di mondo primordiale dove lui è un ominide che caccia per sopravvivere.

Daniela 5/10/11 08:34 - 9641 commenti

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Uno scienziato attraente (Hurt all'esordio sul grande schermo) prova su se stesso una tecnica dopant-meccanica in grado di far retrocedere la sua coscienza ai livelli primordiali. Ma è notorio che, a meno di non chiamarsi Grant o Lewis, gli auto-sperimentatori si cacciano in guai molto seri... Russell sfrutta gli spunti visionari offerti dal soggetto, con l'ausilio di effetti speciali che, pur quanto risultino datati, mantengono un certo impatto visivo, però è la storia a risultare poco convincente, in particolare nel finale all'insegna all'amor vincit omnia.
MEMORABILE: L'umanoide allo zoo ricorda il lupo mannaro americano a Londra, di poco successivo; Il vortice da cui la moglie "ripesca" lo scienziato

Matalo! 2/12/11 11:29 - 1368 commenti

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Poco russeliano: gli eccessi che eran diventati escamotage per empasse creativa qui si rimpiangono. In fondo, a parte qualche allucinazione forte, di visionario c'è ben poco e gli effetti speciali, all'epoca nuovi, poco hanno della mano dell'autore. Io avrei fatto vagare Hurt nelle allucinazioni di più e avrei evitato certi dialoghi che, specie nel finale, risultano imbarazzanti e megalomanici. Un blockbuster dell'era post freak, un ritorno all'ordine dopo l'orgia lisergica? Bella l'idea dell'ominide che vaga nel suo habitat ma è uno... zoo!
MEMORABILE: Drew Barrymore nel cast.

Rebis 15/12/12 16:10 - 2088 commenti

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Poteva essere un film epocale e invece è solo un film particolare, nel quale le dense speculazioni di Chayefsky - gli stati di coscienza intesi come livelli di realtà percorribili a ritroso con l'ausilio di sostanza psicotrope, fino al sé primordiale o materia ingenerata - vengono declinate da Russell con imbarazzato didascalismo, più interessato alla componente visivo-allucinatoria: ma non sempre gli SFX supportano l'estro del regista, e gli esiti sono a tratti impressionanti (il finale) più spesso bambineschi. Comunque, malgrado le ambizioni, non si va oltre la canonica antitesi Jekyll-Hyde.
MEMORABILE: I corpi di sabbia che si sbriciolano battuti dal vento: geniale rappresentazione del disgregarsi dei limiti egoici e organici.

Fauno 20/11/13 23:42 - 1935 commenti

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Se non avessi mai letto un fascicolo dei Fantastici Quattro avrei dato la lode a questo capolavoro: c'è una scena che per quanto meravigliosa ricorda da vicino la Cosa e la Torcia umana. Lasciamo stare trama ed effetti scenici (magnifica la capra polioculata e tutta la regressione fino alla cellula primordiale!); la consacrazione definitiva sta nella descrizione delle migliori qualità delle menti a stelle e striscie, con la loro tenacia e caparbietà mai doma nel volersi superare, anche a costo di rimetterci la vita e quel che hanno di più caro.
MEMORABILE: La trangugiata della broda nella grotta messicana con quel che ne consegue.

Capannelle 3/01/14 12:39 - 3743 commenti

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Opera bizzarra, visionaria in cui Russell spinge sul pedale del metafisico e degli effetti visivi raggiungendo risultati sicuramente interessanti per l'epoca ma anche indisponendo a tratti lo spettatore per talune lungaggini degli effetti. Ad aiutarlo un buon ritmo, un Hurt in forma e attori in generale ben diretti. Un film che può valere tanti o pochi pallini; io mi colloco nel mezzo.

Vito 26/10/16 20:10 - 665 commenti

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Film di un Russell quasi cronenberghiano con esperimenti scientifici e deliri allucinatori. Pellicola che gioca sulla contrapposizione tra moderno e ancestrale, tra vasche di deprivazione sensoriale e droghe sciamaniche, tra futuristico e preistorico, dove la realtà della coscienza invade la realtà vera e la trasforma. Belli gli effetti speciali dei viaggi psichedelici del protagonista, un sempre ottimo William Hurt.

Minitina80 26/09/17 07:47 - 2400 commenti

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Un Russell che potrebbe quasi rivaleggiare con Cronenberg; non solo per l’argomento affrontato, ma anche per l’attitudine che dimostra di possedere. Uno sfrontato Hurt scava nei meandri più profondi della mente umana alla ricerca di risposte esistenziali e di un’ipotetica verità assoluta che si manifesta in un turbine di visioni poco confortanti. Si sente l’odore del capolavoro sfiorato perché sembra mancare quel tocco d’autore, ma si può affermare che proprio le imperfezioni lo rendono quantomeno unico nel genere.

Von Leppe 18/11/17 13:45 - 1049 commenti

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Interessante storia di un ricercatore che attraverso una droga messicana e vasche d'isolamento riesce a tornare ai primordi dell'universo scatenando il suo inconscio. Notevoli le visioni (all'inizio religiose e infernali) e le trasformazioni del protagonista, realizzate con effetti speciali ottimi. Peccato che il finale all'insegna dell'amore rovini un po' le cose (forse a significare che nel nulla eterno c'è solo questo sentimento che riscatta), mentre durante il film si può assistere a scene pregevoli.

Bergelmir 21/05/18 22:50 - 160 commenti

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A seguito degli esperimenti di privazione sensoriale cui si sottopone, un giovane ricercatore vive strane esperienze che lo riportano a un passato ancestrale e lo trasformano progressivamente in un essere antichissimo. Per descrivere le allucinazioni e le alterazioni di coscienza, Russell inscena uno spettacolo fantasmagorico che affascina, ipnotizza e disturba lo spettatore, anche se il ritmo a volte si perde in qualche spiegazione troppo prolissa che toglie credibilità. Finale piuttosto fuori luogo.

Bubobubo 29/08/18 11:22 - 1231 commenti

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Il peso, inevitabilmente, ricade quasi tutto sugli effetti speciali, che ancor oggi impressionano e risultano funzionali, per non dire necessari, a una storia altrimenti abbastanza modesta. Fuori luogo, in particolare, l'happy end, che non si sposa bene con una trama dal taglio così esistenzialista (sebbene gli elementi di fantascienza teorica siano a dir poco risibili). Così così.

Taxius 11/04/19 14:22 - 1651 commenti

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Interessante e visionario film di fantascienza con protagonisti un gruppo di scienziati e i loro esperimenti sulla mente umana che saranno poi causa di mutazioni psicofisiche; l'intento è quello di riportare la mente dell'uomo allo stato primordiale. L'opera di Ken Russel ricorda molto da vicino i successivi capolavori di Cronenberg come Videodrome e La mosca; i temi infatti sono sempre quelli della mutazione della carne e della mente. Film bello e ipnotico che ha l'unico difetto di essere invecchiato male, ma questo non ne pregiudica il valore.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 21/11/13 00:49
    Pianificazione e progetti - 22101 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    A questo punto andrò a cercare Donne in amore, ma devo dire che se da sempre adoro China Blue, prima Tommy e ora Stati di allucinazione sono anch'essi su un podio molto alto, quasi in ex-aequo.

    Mi aspettavo di più dai Diavoli, da tutti considerato il suo capolavoro. Indubbiamente buono, ma questo mi ha mandato in visibilio per tutto...Che brava Blair Brown! Fra lei e la Renzi in Funerale a Berlino ho pasato davvero una serata di belle visioni...FAUNO.


    Credo fermamente che Stati Di Allucinazione sia uno dei punti russelliani più alti (insieme a China Blue e I Diavoli)
    Ultima modifica: 21/11/13 00:53 da Buiomega71
  • Discussione Herrkinski • 26/11/13 00:52
    Vice capo scrivano - 2304 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:

    Credo fermamente che Stati Di Allucinazione sia uno dei punti russelliani più alti (insieme a China Blue e I Diavoli)

    Sottoscrivo in toto!
  • Discussione Raremirko • 26/11/13 00:53
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Anche io ne ho un buonissimo ricordo, soprattutto dal punto di vista sperimentale
  • Curiosità Zender • 7/08/14 16:10
    Consigliere - 43741 interventi
    Dalla collezione "I flanetti di Legnani" (con contributo di Zender al restauro), il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della prima tv di Stati di allucinazione (6 novembre 1987, come da ricerche di Zender):

  • Curiosità Zender • 17/06/15 17:13
    Consigliere - 43741 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Homevideo Von Leppe • 18/11/17 13:06
    Call center Davinotti - 960 interventi
    Il dvd Warner:

    audio italiano, inglese, francese
    sottotitoli italiano, inglese, francese, arabo, rumeno, non udenti: italiano, inglese
    durata 1,38,32

    immagine a 5,21

    Ultima modifica: 18/11/17 17:39 da Zender
  • Discussione Bergelmir • 21/05/18 23:05
    Pulizia ai piani - 213 interventi
    L'utilizzo della vasca d’isolamento e degli allucinogeni fu una pratica realmente usata negli anni ’60 dal dottor John Cunningham Lilly (1915 – 2001), per rievocare stati di coscienza ancestrali. Il romanzo di Chayefski e, di conseguenza, il film di Russell sono ispirati a lui.

    C'è una pagina abbastanza dettagliata su Wikipedia in proposito:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Vasca_di_deprivazione_sensoriale
  • Discussione Bergelmir • 21/05/18 23:12
    Pulizia ai piani - 213 interventi
    Il famoso ominide primitivo è interpretato dal mimo Miguel Godreau.



    Fonte: IMDB.
    Ultima modifica: 21/05/18 23:13 da Bergelmir
  • Discussione Bergelmir • 21/05/18 23:30
    Pulizia ai piani - 213 interventi
    Dall'irriducibile rassegna di suggestioni lovecraftiane:

    "Sicuramente ritroviamo anche suggestioni lovecraftiane, come la figura dello scienziato che nel suo viaggio a ritroso nei meandri della coscienza giunge fino a pulsioni e forze sconosciute, per ritrovare un'immensità cieca e incomprensibile, immanente oltre la materia che conosciamo: immediato il parallelismo con il racconto Dall'altrove (From beyond, 1920)".

    Dal saggio "L'Estraneo dietro lo schermo" di Stefano Mazza, in Studi Lovecraftiani n.4 (2007), con modifiche minime autorizzate dall'autore.

    Ultima modifica: 22/05/18 07:42 da Zender
  • Curiosità Lucius • 24/03/19 09:17
    Scrivano - 8308 interventi
    Direttamente dall'archivio cartaceo Lucius, un altro flano originale del film: