Lolita

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Lolita
Anno: 1997
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 21
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La forza del romanzo di Nabokov è indiscutibile. Tanto che ancora oggi, a distanza di anni dalla prima, indimenticabile trasposizione di Kubrick, la modernità dell'argomento e l’intelligenza con cui è condotta la storia non possono non affascinare. Jeremy Irons sulla carta poteva anche essere una scelta migliore di James Mason, ma la sceneggiatura di Stephens Schiff e David Mamet (non accreditato) non riesce a renderlo altrettanto convincente. E dal momento che la figura di Humbert è nel remake ancor più centrale e fondamentale rispetto all'originale kubrickiano (a Melanie Griffith e Frank Langella non è certo lasciato lo spazio che aveva...Leggi tutto reso spettacolari le performance di Shelley Winters e Peter Sellers), si intuiscono i motivi della palese inferiorità del remake. La tragedia interiore vissuta da Humbert/Irons (anche narratore in prima persona) non è evidenziata con il necessario tormento e la figura della lolita Dominique Swain (vista in FACE/OFF) non è conturbante e immatura come richiedeva il ruolo. Formalmente ineccepibile (come tutti i film di Adrian Lyne), questo remake si avvale della colonna sonora di un Ennio Morricone che si avvicina molto alle sonorità calde e avvolgenti di C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA. Inserita tra i primi piani struggenti e grandi aperture paesaggistiche ottiene il suo effetto, eppure non si riesce mai a percepire l'erotismo morboso che contraddistingue il romanzo. Probabilmente, senza un modello tanto ingombrante con cui confrontarsi, questo LOLITA potrebbe essere considerato un buon film, maturo e appassionante; ma il passato non si cancella. Splendidamente girata l'ultima mezz'ora.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Renato 11/10/08 14:13 - 1595 commenti

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Qualcosa non funziona a dovere in questo film e lo si capisce già dai primi minuti. A mio avviso, il ruolo del professor Humbert viene caratterizzato in modo completamente sbagliato (più che un uomo che vive una profonda crisi personale, sembra un sudicione che fa di tutto per non farsi cogliere con le mani nella marmellata), ed anche la Lolita della bella Swain mostra fin troppa consapevolezza. Come in altri film del regista, grande cura per l'illuminazione, ma di cinema ce n'è pochino.

Galbo 18/10/08 05:57 - 11453 commenti

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Remake molto modesto del capolavoro di Stanley Kubrick, affidato ad un regista alla moda (all'epoca) ma di talento e valore molto limitati. Analogamente ad altri suoi lavori precedenti, la chiave di lettura di questa versione di Lolita è un erotismo patinato (che però diventa qualcosa di più nel finale) in cui manca completamente un'adeguata caratterizzazione psicologica dei personaggi. Manca totalmente la splendida ambiguità dei personaggi del film di Kubrick ed anche un buon attore come Irons si perde nella banalità.

R.f.e. 12/05/09 14:01 - 817 commenti

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Ebbene sì, sono una delle rare persone che ha preferito questa versione a quella tanto decantata firmata da Stanley Kubrick. Facendo qualche giro su internet mi sono un po' consolato, giacché mi sono reso conto di NON essere il solo. Niente da aggiungere: non servirebbe a far capire ai fanatici estimatori di Kubrick, ai moralisti, a coloro che usano impropriamente il termine pedofilia e a chiunque altro, il PERCHÈ io ami di più questa versione di Lyne.

Barbapapà 13/05/09 17:21 - 33 commenti

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Francamente ho preferito questa versione a quella tanto celebrata di Kubrick. Sarà un grande regista ma la Lolita di Sue Lyon pareva già a suo tempo mia nonna e i turbamenti di Humbert Humbert ingiustificati. Meglio questa bella cerbiattina rossa più realistica (non ho letto il romanzo e non so giudicare, ma se le cose stanno come stanno se un tardone deve prendersi una sbandata tanto vale che sia per una giovanissima cerbiatta come questa). Bella fotografia, grandissimo Irons.

Mco 6/10/09 01:03 - 2159 commenti

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Giudico il film in maniera distinta e separata dall'originale di Stanley K. Lo prendo per come è e non per come è rispetto a quello. Ne colgo le potenzialità di un grande Irons, di una regia salda e di una bravissima Swain nei panni della birichina ammaliante (e dai piedini perfetti). Ne colgo il sapore della descrizione della storia, della musica eccellente e dei movimenti di macchina spinti all'esaltazione (forse un po' eccessiva dell'elemento morboso). Oggetto di studio.

Vstringer 1/11/09 16:16 - 349 commenti

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La versione di Kubrick era più disturbante e cinematograficamente sfiziosa (e Langella non è Sellers, francamente); questa si lascia apprezzare per l'indubbia eleganza formale dell'insieme e per il solito impeccabile Jeremy Irons, anche se la magniloquenza delle musiche di Morricone tende ad appesantire l'insieme. Sottoutilizzata la Griffith, ok la Swain. Lo stile di Lyne è sempre riconoscibile, con movimenti di macchina che lo accompagnano dall'esordio.

Rebis 13/12/10 17:04 - 2088 commenti

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Kubrick né Lyne hanno avuto il coraggio di andare al fondo della sconvolgente esperienza riservata dalle pagine di Nabokov: l'uno - con lo scrittore stesso alla sceneggiatura - per ipercontrollo formale, l'altro - orfano - per calligrafismo e leziosità. Irons non riesce a coniugare ossessione e autoironia, mentre la Swain è troppo consapevole e sfacciata, per cui, anche quando si avvicina pericolosamente all'incandescenza del romanzo, il film non scatena l'erotismo e la scabrosità auspicati. Lyne però è dettagliato e, a suo modo, persino coerente. Luci ricercate e intenso score di Morricone.

Capannelle 30/12/10 23:42 - 3745 commenti

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Debole il primo tempo, come non ricordare il brio e l'ironia di Kubrick? Oddio, la Swain fa la sua bella figura, ma gli altri protagonisti non emergono (Irons troppo sulla difensiva, la Griffith privata di ogni colore). Meglio la parte del distacco dove anche la musica di Morricone riesce a trovare personalità, cosa che prima non aveva perché mutuata da C'era una volta in America e poco intonata al racconto. 2 e mezzo.

Buiomega71 28/02/11 17:47 - 2298 commenti

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Straordinario e torbidissimo, che manda in cantina la versione, noiosa e datata, di Kubrick. Sanguigno e afoso: ventilatori, stanze di motel, la Swain che ciuccia per tutto il film lecca lecca e chupachups con i piedini belli in evidenza. Lyne si conferma un regista straordinario, attento sia alle pulsioni "pedofile" di un Irons cotto e stracotto, sia agli ambienti della provincia americana. Finale violentissimo e feroce, che dà una marcia in più a questo capolavoro. Ottime le musiche di Morricone e la fotografia di Howard Atherton. Cult.
MEMORABILE: Irons che ritrova una Lolita abbruttita e sposata, che vive in una roulotte; il confronto finale tra Langella e Irons.

Siregon 23/05/11 13:42 - 353 commenti

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Meravigliosa trasposizione del romanzo di Nabokov e vera e propria ode al dettaglio, la pellicola di Lyne. Interpretazioni sottili e magistrali di un cast davvero in perfetta sintonia con la storia, una fotografia torbida e funzionale al racconto, musiche indimenticabili di Morricone a sottolineare la tragedia di un uomo malato com Humbert. Indimenticabile.

Giacomovie 25/05/11 16:08 - 1355 commenti

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Non eccelso ma nemmeno scadente come lo dipinge gran parte della critica. Soffre l'inevitabile confronto con la versione di Kubrick, ma ha le sue carte per giocarsi la vittoria nel duello a distanza. Il ritmo è un po' compassato ma non lento, la regia elegante ma passiva e le location gradevoli da vedere. La buona prova del duo Irons-Swain contribuisce a far emergere bene il sentimento forte e malato del romanzo di Nabokov. ***

Nando 14/05/12 17:36 - 3496 commenti

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Remake della pellicola di Kubrick, il film punta sull'erotismo patinato, tipica caratteristica di Lyne rispetto alla sottile analisi del torbido del precedente. La narrazione èaccettabile ed Irons con la sua maschera facciale appare perversamente convincente ma purtroppo il paragone con il passato tende a sminuire, giustamente, il tutto.

Didda23 22/10/12 18:31 - 2298 commenti

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Va riconosciuta a Lyne una dose di insana follia per essersi messo alla prova con un adattamento cinematografico già sviscerato da sir Stanley Kubrick. Il regista del resto mette se stesso e, purtroppo, valica troppo spesso il confine fra "squisitamente elegante" e "patinato". Il nostro conosce bene il mezzo e la pulizia tecnica rende il girato molto interessante da un punto di vista visivo. Terribile invece la sceneggiatura, che relega Langella e la Griffith a personaggi piatti e che descrive insufficientemente il tormento di Irons.

Modo 12/06/13 15:02 - 830 commenti

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Discreta e fascinosa rivitazione del classico di Nabakov a suo tempo girato dal maestro Kubrick. Questa ripresa è sicuramente più moderna e pruriginosa (ma non morbosa come dovrebbe), indiscutibilmente piacevole nella narrazione ma forse eccede in manierismo. Non bisognerebbe, al limite, paragonare i due film se si fanno distinzioni temporali, mentre lo si dovrebbe se si legge il libro. Non mi è dispiaciuto, lo trovo vivo e pimpante, ma meno cerebrale del primo. Discreti gli attori, forse sotto la media Jeremy Irons.

Enzus79 13/11/14 13:10 - 1847 commenti

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Non male, dopotutto. Mi aspettavo di peggio chissà perché. Rispetto al Lolita di Stanley Kubrick c'è meno umorismo, ma devo dire che non ci si annoia poi troppo. Jeremy Irons ha fatto di meglio ma la Swain è proprio brava (successivamente non credo abbia fatto di meglio). Così così le musiche di Morricone.

Almicione 22/01/17 02:17 - 765 commenti

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Non ai livelli della versione del Maestro, alla quale a ogni modo si rifà, ma comunque buona; Lynn riesce a dare alla raffigurazione una venatura più moderna senza rovinare la trama e questo è già tanto. Con una Swain adattissima al ruolo la pellicola riesce a procedere bene soprattutto nella prima parte; poi perde di coinvolgimento, a partire dalla pessima sequenza di stordimento di Humbert. Anche il finale con Quilty è decisamente da saltare. Grande e opportuno come sempre Ennio Morricone.

Magi94 11/06/18 22:13 - 705 commenti

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Fedelissimo al libro sul piano della trama, quanto lontanissimo dall'atmosfera e dalle caratterizzazioni di Nabokov. E' sul versante dei personaggi, infatti, che il film fallisce su tutta la linea: Humbert perde ogni goccia di sarcasmo, di astuzia doppiogiochista e di ambiguità, incarnandosi in un Jeremy Irons piatto e tragico; Lolita più che una bambina ninfetta maliziosa, pare un'adolescente con eccessivi pruriti sessuali. C'è da dire che se ci si scorda del libro da cui è tratto, tutto sommato non è un brutto film, con una bella fotografia.

Lou 17/10/18 17:40 - 985 commenti

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Quasi impossibile per Adrian Lyne misurarsi con Kubrick nel rinnovare sullo schermo la scabrosa ossessione al centro del capolavoro di Nabokov. La morbosa e incontrollabile perversione di Humbert Humbert nei confronti della giovanissima Lolita viene qui raccontata con grande cura degli aspetti formali, dall'immagine a effetto alla musica avvolgente. Jeremy Irons, abituato ai ruoli torbidi, ben si adatta al personaggio, e anche la Swain si rivela un'efficace ninfetta seducente.

Samdalmas 8/12/18 18:24 - 302 commenti

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La critica fece a pezzi questo remake di Lolita, ma Lyne è più fedele a Nabokov di Kubrick. Affidare un ruolo sofferto come quello di Humbert a Jeremy Irons è una scommessa vinta. La vera rivelazione però è la Swain, ninfetta precoce e disinibita che fa impazzire il patrigno. Fino alle estreme conseguenze. Nel film non manca una dose di erotismo raffinato, sottolineato dalle musiche di Morricone.
MEMORABILE: Humbert ritrova Lolita ormai cambiata e incinta.

Xamini 17/11/19 23:02 - 1026 commenti

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Irons è uno splendore nei panni di H.H. e dopo qualche inquadratura anche la Swain convince, eclissando completamente la povera Griffith. Tuttavia la riproposizione del classico nabokoviano è grossolana, sin dal principio (Lolita sdraiata in giardino e bagnata dall'irrigatore è poco fine e molto esplicita); così vengono saltati o accelerati passaggi importanti e la caratterizzazione psicologica dei personaggi risulta frettolosa. Lo stesso Irons perde smalto quando assume il volto da cane bastonato e la Swain arriva a ferire meno di quanto dovrebbe, per un finale anche un pelo maldestramente grottesco. Peccato.

Maxx g 14/06/20 11:24 - 492 commenti

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Lolita vorrebbe avere le atmosfere della pellicola del 1962 fallendo miseramente. Se Irons se la cava come professor Humbert, il resto del cast non riesce ad essere all'altezza, con un Frank Langella che ha un ruolo sacrificato rispetto a quello che fu di Peter Sellers. L'operazione di Adrian Lyne (che pare se ne intenda di film torbidi) è da dimenticare, con una Dominique Swaim che non ha il carisma che fu allora di Sue Lyon. La trama è scontata, se si conosce la pellicola di Kubrick. Si salvano le musiche.
MEMORABILE: La prima notte di Lolita col patrigno.Il confronto tra Humbert e Quilty.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 30/12/10 17:15
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Per altro l'idea di remake sta un pò stretta al film di Lyne: si tratta di un nuovo adattamento del romanzo, per la verità di gran lunga più fedele della versione di Kubrick e Nabokov (appena omaggiati in incipit e poi dimenticati)...
    Ultima modifica: 30/12/10 17:16 da Rebis
  • Discussione Zender • 30/12/10 18:42
    Consigliere - 43743 interventi
    Sì, è vero, ma per convenzione consideriamo remake anche i film tratti dallo stesso libro (tranne nei casi eclatanti tipo Dracula ecc.)
  • Discussione Rebis • 31/12/10 13:13
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Certo, però toglierei la specifica dalle note...
  • Discussione Zender • 31/12/10 13:24
    Consigliere - 43743 interventi
    Vero. Tolta.