Tre manifesti a Ebbing, Missouri

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Anno: 2017
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "3 manifesti a Ebbing, Missouri".
Numero commenti presenti: 46
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Le hanno stuprato e ucciso la figlia e la sua sensazione è che la polizia non stia facendo abbastanza per trovare il responsabile. Per questo Mildred (McDormand), trascorsi sette mesi, decide di comprare lo spazio libero su tre grandi cartelloni pubblicitari piazzati lungo la strada dove la giovane è stata ammazzata e ci fa scrivere sopra tre domande provocatorie che a Ebbing tutti facilmente interpretano come un atto d'accusa nei confronti dello sceriffo Willoughby (Harrelson). Gli attriti tra la polizia e la donna aumentano, anche per colpa di un agente (Rockwell) rude e razzista che per alzare le mani non si fa certo pregare. Se però i tre manifesti del titolo rappresentano l'azione necessaria a risvegliare l'interesse su un caso destinato...Leggi tutto tristemente agli archivi, sono tutti i personaggi che girano intorno alla vicenda a fare il film. Dal ragazzo che gestisce la concessionaria dei cartelloni (Jones) a chi lavora alla stazione di polizia, dall'ex marito (Hawkes) di Mildred che se ne gira con una diciannovenne svampita fino al fratello (Hedges) della defunta. Le interrelazioni giocano un ruolo di primo piano, così come l'attenta sceneggiatura scritta dal regista Martin McDonagh, che sapientemente innesta nel dramma una sapiente vena di cinismo mescolata a un umorismo raffinato, gestito al meglio da un cast eccellente. Se la McDormand conferma la sua affezione per ruoli in cui la parola è spesso sostituita dagli sguardi, Rockwell al contrario esibisce un'estrosità imprevedibile che regala grande autenticità al suo agente Dixon. Quanto alla sensazionale capacità di Harrelson di calarsi alla perfezione in parti ambiguamente dominate da uno spirito caustico inconfondibile è inutile aggiungere altro: il suo personaggio dà spessore superiore alla vicenda, qualità a un film che ama spiazzare giocando su un crescendo inarrestabile di violenze e coincidenze che non possono non ricordare il cinema dei Coen o certo pulp di Tarantino (nume tutelare per McDonagh fin dai tempi di IN BRUGES), purgato però dalle invenzioni registiche e visive da sempre cifra stilistica dei succitati modelli. Padroneggiando una progressione lenta di chiara impronta autoriale, sottolineando appena possibile il distacco profondo con cui Mildred agisce, McDonagh difficilmente sbaglia un passaggio, arricchendo la storia di notazioni argute e di efficacissime battute che mostrano quanto non venga mai trascurata l'ironia che scaturisce con naturalezza dal contesto tragico. Dosando al meglio i suoi ingredienti McDonagh trova un equilibrio magico senza che mai chi è in scena si scomponga troppo, nemmeno quando si getta qualcuno dalla finestra o si incendia la stazione di polizia. La varietà di accadimenti, le reazioni inattese dei personaggi, la semplicità con cui si evade da schematismi e cliché colpiscono dando la sensazione di una ricchezza narrativa rara, di un film completo in ogni sua parte, con qualcosa da limare, un paio di scene superflue, alcune forzature ma soddisfacente, classico, commovente, uno sguardo sincero sull'imprevedibile istintività della grande provincia americana esaltato dal contrasto col silenzio dei verdi paesaggi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/01/18 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/01/18
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Giùan 23/03/18 10:33 - 3051 commenti

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Strepitosamente "scritto" proprio però nella "invadenza" della sceneggiatura trova il suo limite "visionario". Resta comunque un opera decisamente interessante che indaga con uno sguardo cinico ma mai indifferente sulla sofferenza personale, sulla malattia, sul disagio socio-economico, sulla deriva familiare. McDormand e Harrelson han le spalle larghe supportando i fardelli di personaggi la cui "positività" è inconciliabile. Scarti di registro governati con mestiere ma poca personalità registica da McDonagh (al contrario di Friedkin in Killer Joe).

Ilcervo 18/03/18 12:16 - 1 commenti

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Interessante vedere l'evoluzione dei personaggi con il passare dei minuti, da un inizio in cui sembra mancare un lato umano in ciascuno di essi fino ad arrivare alle ultime scene del film, in cui ognuno mostra diverse sfaccettature del proprio carattere. Trama con poca evoluzione e film abbastanza crudo, che riesce comunque a raccontare un'America diversa rispetto a quella che potremmo immaginare.

Paulaster 14/03/18 11:41 - 2865 commenti

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Per dare una scossa alla polizia una madre con figlia uccisa affigge tre cartelloni. Sceneggiatura che, salvo un paio di incontri forzati, spiega bene le dinamiche personali, i caratteri dei protagonisti e, soprattutto, il contesto ambientale violento e razzista del Sud. Per dare varietà il clima si stempera con piccole note più leggere, ma sono solo brevi momenti, dato l’alto tasso di drammaticità. Attori in stato di grazia (Rockwell su tutti).
MEMORABILE: La storia dei Crips e i Bloods; Rockwell che esce dalla stazione di polizia verso il pubblicitario; Il trapano nel dito.

Didda23 14/03/18 11:25 - 2297 commenti

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Dopo il folgorante esordio e un'opera seconda interessante ma non all'altezza, ecco arrivata per McDonagh l'ora della consacrazione definitiva. Ciò che stupisce è il tratteggio dei personaggi: difficilmente si è vista una tridimensionalità e una tale aderenza al reale in un'opera su celluloide. La regia elegante è di stampo classico e si mette al completo servizio di una sceneggiatura splendida che sa dosare schizzi di lucida follia a momenti più profondi e riflessivi. Un cast perfetto è dominato dall'eccellente Mcdormand; Rockwell offre la prestazione della vita.
MEMORABILE: Rockwell che sbatte fuori dalla finestra il povero pubblicitario; Il discorso origliato al bar; La lettera dello sceriffo.

Bruce 12/03/18 12:21 - 1006 commenti

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Film drammatico, violento e a forti tinte noir nelle sua rappresentazione di una tragedia umana che coinvolge una intera cittadina americana. In diversi passaggi eccessivo e forzato, quasi fosse un western contemporaneo e quindi poco credibile nella realtà, pur di provincia, odierna. Bravi e intensi gli interpreti, solida la sceneggiatura. Il finale lascia una speranza all'interno di un quadro di disperazione.

Herrkinski 3/01/18 04:15 - 5292 commenti

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Sorprendente mix tra dark comedy e drammatico dal regista di In Bruges, che oltre ad avere per le mani uno script scritto davvero buono sceglie con accuratezza il cast (tutti responsabili di performance di alto livello). Difficile da catalogare; forse per certi versi può piacere ai fan dei Coen, ma McDonagh ha comunque una sua via espressiva: la sua storia "di paese" oscilla tra twist e momenti agrodolci magari non sempre credibili ma di certo emozionanti e portatori di un messaggio finale che può far riflettere. Magari ruffiano, ma conquista.

Daniela 8/01/18 01:24 - 9643 commenti

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Per attirare l'attenzione sull'omicidio della figlia, rimasto impunito, una donna affida un messaggio a tre grandi tabelloni pubblicitari... Dopo un mezzo passo falso, McDonagh fa nuovamente centro pieno con questo thriller che, sia pure a prezzo di qualche forzatura, dosa con abilità dramma e commedia nera grazie ad una sceneggiatura calibratissima. Cast straordinario: difficile scegliere il migliore fra McDormand tosta, Harrelson di commovente umanità, Rockwell sorprendente grazie ad un ruolo dagli sviluppi inaspettati. Bel finale sospeso che non chiude i conti ma apre un timido spiraglio.
MEMORABILE: Il discorso dello sceriffo: "Se cacciassi tutti i razzisti dalla mia squadra, ne rimarrebbero solo tre e sarebbero contro i gay"

Manrico 11/01/18 09:19 - 80 commenti

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In bilico tra cupo noir quotidiano (le solitudini e le amarezze in campo sono quasi stordenti) e black-comedy, il film funziona grazie alle notevoli prove della McDormand - che veste di ulteriore amarezza la durezza della sua Olive Kitteridge - di un Harrelson dolente e dolcissimo e di un sorprendente Sam Rockwell. Le lame di speranza umana in mezzo a tanta cupezza sono gestite con parsimonia, lasciando un retrogusto di ambiguo realismo nello spettatore. Da vedere.
MEMORABILE: La reazione della protagonista al lancio della lattina da parte dei compagni del figlio.

Magi94 13/01/18 14:03 - 704 commenti

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Palese debitore dei Coen nella costruzione dei personaggi e delle loro battute (nella prima parte ci sono anche spunti del loro famoso umorismo), si distacca però della filmografia dei fratelli perché l'ambiente degradato degli USA rurali non fa solo da scenario di gioco, ma diventa spunto per un film socialmente impegnato e strettamente connesso all'attualità. Sceneggiatura impeccabile che si fa perdonare un paio di colpi bassi, personaggi sinceri interpretati da attori eccellenti. Magnifica la McDormand. Ottimo.
MEMORABILE: L'evoluzione del rapporto Rockwell-McDormand fino al bellissimo finale.

Puppigallo 13/01/18 00:41 - 4525 commenti

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C’è un sentore di Coen in questa pellicola, che però riesce a reggersi sulle proprie gambe, assumendo una sua fisionomia, data da una base così tragica da far sentire ancora maggiormente le virate più leggere e farsesche. Eppure, nonostante scene atte a colpire, quasi a cogliere di sorpresa, quello che più di tutto tenderà a restare impresso, sarà il grugno della protagonista. Una sorta di quercia inamovibile, granitica nelle sue convinzioni, per raggiungere l'obiettivo. Non tutto funziona (qualcosa qua e là stona, dando l'impressione di essere piazzato più per l'effetto), ma merita la visione.
MEMORABILE: "Ciao, sono il morto".

Il ferrini 13/01/18 20:49 - 1734 commenti

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Tre personaggi straordinari quanto gli attori che li interpretano: la ruvida McDormand, Harrelson, il più divertente e Rockwell che nell'arco narrativo compie un'evoluzione memorabile. Un film che prima di raccontare una storia racconta persone e lo fa senza mai cadere in stereotipi ed evitando di tracciare il prevedibile solco fra buoni e cattivi. L'ambientazione è componente imprescindibile dell'opera, che dipinge un affresco tragicomico della provincia con le sue piccole meschinità e soprattutto la sua violenza. Grande cinema.

Deepred89 13/01/18 22:25 - 3310 commenti

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Eccellente dramma provinciale dall'ossatura thriller, la cui anima sospesa tra dolore, ironia e malinconia fornisce il giusto campo d'azione a personaggi mai scontati o bidimensionali, che conducono il soggetto verso i territori meno prevedibili, tra inaspettate uscite di scena e altrettanto inaspettate alleanze, affondi nel pessimismo più cupo e improvvisi spiragli di luce. Ottima contestualizzazione ambientale, cast impeccabile dal primo all'ultimo membro dal cast, regia senza sbavature che si prende i suoi tempi pur senza abusarne.

Beffardo57 13/01/18 22:54 - 262 commenti

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Sapiente contaminazione di generi, dal dramma al noir, con tocchi di commedia per alleggerire e qualche misuratissimo momento di pathos, nello scenario di una America di provincia, marginale e anonima. La scommessa complessivamente è riuscita e il film si fa apprezzare nonostante la durata: senza cadute di interesse mantiene una ammirevole linearità narrativa. Monumentale la prova attoriale di Frances McDormand, di assoluta espressività; Woody Harrelson sorprendentemente tenero, molto riuscita anche la caratterizzazione di Sam Rockwell.

Lou 14/01/18 01:13 - 985 commenti

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Il film di McDonagh ci mostra il clima da far-west che ancora ai nostri giorni imperversa nella profonda provincia americana, avvolta in una assurda spirale di violenza e intolleranza. Nonostante alcune paradossali forzature, si rimane molto coinvolti, allucinati ma anche divertiti, da una sceneggiatura originale e incisiva che alla fine, tra tanta ottusa ignoranza, lascia emergere anche insperati barlumi di buon senso, come testimoniato dalle lettere del capo della polizia e dal bel finale sospeso. Ottima come sempre la McDormand.

Kinodrop 15/01/18 18:33 - 1598 commenti

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Stordisce in questa storia la psicosi fino alla crudeltà che muove i personaggi principali, incapaci di rapportarsi e di comprendere se stessi, imputando ad altri la causa dei loro impulsi. Pochi spazi lasciati ai sentimenti e alla ragione di fronte alla cieca istintualità di Mildred e il poliziotto Dixon, che per motivi opposti perseguono lo stesso fine distruttivo. Impressionano e destabilizzano la forza dei dialoghi, la "grinta" e la duttilità di McDormand, l'umanità di Harrelson e "i colpi di testa" dello svitatissimo Rockwell. Ruvido ed esemplare.
MEMORABILE: L'ambientazione della profonda provincia americana; La reprimenda di Mildred al prete; Il poliziotto Dixon "giustiziere" fuori controllo; Il finale.

Rambo90 18/01/18 02:21 - 6435 commenti

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Pur se con molti debiti nei confronti delle epopee da paesino dei Coen, McDonagh tratteggia con maestria e sicurezza un bellissimo spaccato di provincia, dove a contare sono i personaggi, tutti con un carattere ben definito persino i secondari. L'intreccio conta poco rispetto ai dialoghi e alle espressioni, soprattutto quelle di una McDormand fantastica. Ottimi anche Rockwell e Harrelson, entrambi al posto giusto. Qua e là il film rallenta un po', ma non smette di coinvolgere, in alcuni casi anche di commuovere con il non detto. Notevole.

Cotola 21/01/18 13:21 - 7622 commenti

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Un gran film in bilico tra dramma, noir e commedia nera in cui McDonagh dimostra di sapersi muovere perfettamente a suo agio riuscendo a coinvolgere, divertire, inquietare, emozionare. La storia è importante fino ad un certo punto: quel che conta sono gli splendidi personaggi, le ambientazioni e gli umori della provincia americana, resi ottimamente dalla sceneggiatura scritta dallo stesso regista. Strepitose le prove di tutto il cast, con prestazioni monumentali di Harrelson, Rockwell e della McDormand. La conferma delle doti di un regista, qui debitore sì dei Coen, ma con una sua personalità.
MEMORABILE: La splendida lettera di Harrelson alla moglie.

Ryo 20/01/18 02:52 - 2169 commenti

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Ad affrontare una moltitudine di temi così importanti tutti insieme (razzismo, corruzione, omertà, inefficienza delle forze dell'ordine, morte, omofobia, perdono, redenzione e altri) si rischia di banalizzarli o non dar loro il giusto peso. Il film di McDonagh sceglie di farlo alla fratelli Coen, con una storia già cominciata e di cui non sapremo l'epilogo. I personaggi sono caratterizzati da un grande spessore, sporcano i dialoghi risultando perfettamente credibili. Ottimo lo sviluppo, specie dalla metà in poi, con risvolti sempre sorprendenti.
MEMORABILE: Le lettere dello sceriffo; L'unico flashback in cui si vede la figlia morta; La cena col "nano"; Red Welby alla finestra...

Capannelle 21/01/18 13:04 - 3744 commenti

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Una sceneggiatura di spessore per una storia dall'ambientazione classica che sonda le perfidie e debolezze umane con uno sguardo tagliente da (deep) black comedy. Magistrale la prima parte con la conoscenza dei tre caratteri principali, qualche forzatura negli sviluppi della seconda ma la forza degli interpreti rimane. Questo insieme di brutalità e ambiguità, dove ognuno pare volersi fare giustizia da solo (e non si vede un giudice), è stato scritto da McDonagh parecchi anni fa ma potrebbe adattarsi ad alcuni nervi scoperti dell'America di oggi.

Matalo! 21/01/18 16:40 - 1368 commenti

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Un film degno il cui senso principale convince; osservare le trasformazioni delle persone nel corso degli eventi. Provincia, dove capita di tutto e pare nulla si muova. Manca l'afflato universale dei Coen (il film adocchia un po' il loro stile) e non sempre la carne al fuoco è fresca, ma ha una sua forza morale e un bel finale aperto. Degna di nota l'interpretazione del sempre grande Sam Rockwell, la cui faccia da "ratto" respinge e commuove allo stesso tempo, impersonificazione di un disagio umano e di non conoscenza di sé.
MEMORABILE: Il ricordo di A Venezia... un dicembre rosso shocking.

Caesars 22/01/18 09:30 - 2765 commenti

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Buon film, frutto di un'accurata sceneggiatura che pur mostrando qualche piccola forzatura mantiene una forte coerenza e uno sviluppo decisamente originale. Semplicemente strepitoso il terzetto di interpreti principale: donano tutti profonda umanità ai loro personaggi. Il ritmo è lento ma la sapiente regia mantiene sempre alta l'attenzione degli spettatori. Sicuramente uno dei migliori film che mi sia capitato di vedere tra quelli girati negli ultimi dieci anni. Consigliatissimo.

Xamini 24/01/18 21:58 - 1026 commenti

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Sorprendente. Intanto nel modo in cui alterna dramma anche intenso a risata vera, nel modo in cui estrae il comico, anche il grottesco, sicuramente la risata da una scena nera, per poi affondarci di nuovo, immediatamente, senza soluzione di continuità e con una certa classe in un susseguirti di sbalzi, che tengono lo spettatore costantemente sul chi vive. Secondariamente nelle interpretazioni dei protagonisti, che fanno a gara di spessore (nota a margine per Peter Dinklage, il Tyrion del Trono di Spade qui ampiamente sottoutilizzato). Da tenere d'occhio agli Oscar, per sceneggiatura e attori.

Mtine 27/01/18 12:32 - 224 commenti

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McDonagh ha codificato uno stile tutto suo, in bilico fra il comico più sguaiato, il dramma più cupo e il thriller più raffinato. Ma con questo Tre manifesti compie un mezzo passo falso, non riuscendo a mettere, sotto ai piedi di personaggi scritti benissimo, una storia valida e organica. Assistiamo a scene di forte introspezione, interrotte improvvisamente da scatti d'ira e violenza gratuita senza però riuscire a comprendere cosa il film voglia raccontare esattamente. Un pregio per alcuni, un limite per chi si aspettava una prova di maturità.
MEMORABILE: Il rapporto tra Rockwell e la madre.

Myvincent 28/01/18 08:28 - 2603 commenti

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Una donna che vende souvenir, una stazione di polizia nel profondo sud e sopratutto quei tre cartelloni pubblicitari dipinti di rosso che chiedono giustizia. La ricerca dell'omicida è, a ben vedere, solo il pretesto per raccontare una storia, più storie e la vita in uno sputo di posto del Missouri, dove sono ancora cocenti le tracce del razzismo, dei pregiudizi e della violenza fai-da-te. Ottimo l'intero cast, dove spicca Alejandro Barrios, così calzante nei panni del poliziotto sgangherato.
MEMORABILE: L'epilogo moncato di netto che lascia a interrogativi e interpretazioni.

Pinhead80 30/01/18 10:26 - 4005 commenti

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Nella pancia degli Stati Uniti, in quell'America omofoba e razzista dove Trump ha trovato terreno fertile durante la campagna elettorale, una donna cerca a modo suo giustizia per la figlia. Momenti di estenuante attesa si alternano a episodi di inaudita violenza, tutti segnati però da un profondo disagio interiore. Le anime sono talmente indurite dalla vita che il corpo si offre al supplizio in cambio della redenzione. Una storia che raccoglie tante umanità diverse tra loro ma legate dall'impossibilità di poter cambiare il passato.

Galbo 31/01/18 07:09 - 11451 commenti

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Destinato a diventare un classico, un film che conferma il talento di un regista che realizza il suo film migliore fino ad oggi. Una sceneggiatura di grande qualità che mescola abilmente il dramma e la commedia nera, come nelle opere migliori dei Coen, che sono verosimilmente il punto di riferimento di un opera che riesce ad essere tuttavia molto personale in ogni singola scena, fino ad un finale memorabile. Straordinaria la prova di tutti gli attori, a partire da una grande Frances McDormand. Capolavoro.

Nancy 8/02/18 11:52 - 774 commenti

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MaDonagh riconferma il suo talento di scrittore e regista con questo film che pare un guanto di sfida lanciato nella direzione dei fratelli Coen. Un ruolo cucito addosso alla McDormand che dà un’interpretazione importante di una donna forte e fragile allo stesso tempo. Harrelson altrettanto grande nel suo personaggio del poliziotto integro e malato terminale. Tutto risulta ben orchestrato anche se quel senso finale di “nonsense” dato dalla trama in qualche modo irrisolta riecheggia di uno spietato realismo ma toglie di magia al film. Bello.

Josephtura 8/02/18 11:55 - 159 commenti

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Film molto drammatico. Estremamente ben recitato. Una nuova versione delle Radici dell'odio. E' anche la storia di alcune conversioni morali e caratteriali. Formidabile - a mio parere - la descrizione progressiva dei personaggi della McDormand e di Rockwell. In modo diverso due persone corrose dal senso di colpa, dalla meschinità e dall'odio. Strepitose, nel ritmo costante del film, le variazioni improvvise nella psicologia dei protagonisti. Un film che lascia la sua impronta nell'animo.
MEMORABILE: Le lettere di Harrelson; Il senso di colpa della McDormand dopo l'incendio; "Walk away Renee", un vero "bigino" del film.

Jandileida 16/02/18 07:39 - 1276 commenti

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Cosa fa di un film un gran bel film? Per quanto mi riguarda c'è bisogno di una storia non troppo complicata ma che scavi a fondo nell'ambiguità dell'anima umana (ma senza eccessivo intellettualismo), di un'assenza quasi totale di miele, di un tocco di humor e, infine, di grandi attori. Nel film di McDonagh c'è un po' di tutto ciò. In questo noir che non è un noir a farla da padrone sono infatti i mutamenti interiori dei protagonisti e la loro traiettoria curva verso un redenzione di là da venire. Maestosa la McDormand, splendido il resto del cast.

Hackett 4/03/18 15:27 - 1743 commenti

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Film sulla rabbia scaturita dall'impotenza, sulla fiducia tradita nella giustizia sia umana che divina. La pellicola ha il suo maggior pregio nella scrittura dei personaggi, tutti ben delineati, non banali, che evolvono in continuazione nel corso della vicenda alternando l'ironia a una dolorosa introspezione. La regia è solida e permette agli attori di esprimersi al meglio. Splendidi la McDormand, Harrelson e Rockwell, che tratteggiano tre tragiche figure umane da ricordare.

Piero68 21/05/18 09:20 - 2781 commenti

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Grandissima pellicola di un illuminato McDonagh che però verso il finale perde un po' di smalto e di interesse. Come al solito quando Hollywood racconta seriamente una certa provincia americana si esalta. Monumentale la McDormand, che come recitazione supera finanche Fargo: sa perfettamente incarnarsi nella donna "tosta", vissuta e disincantata. Ma altrettanto grandi sono Harrelson e Rockwell (come al solito quest'ultimo molto a suo agio in una parte da schizzato). Magnifica anche la fotografia, che sa cogliere particolari strepitosi.
MEMORABILE: Le lettere post-mortem dello sceriffo: nonostante tutto un motivatore e un fine conoscitore dell'animo umano.

Rocchiola 4/06/18 11:47 - 878 commenti

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Un miscuglio di rabbie e di vendette sullo sfondo della provincia americana poco avvincente e molto tetro. Lo spunto iniziale è intrigante ma lo svolgimento non accende mai la miccia, forse per la mancanza di quell’indagine poliziesca che ci si aspetterebbe da un buon prodotto di genere. Harrelson guida la tediosa prima parte, mentre la McDormand appare come la controparte femminile di Eastwood. Meglio Rockwell nei panni di un personaggio più sanguigno e mutevole. Scontato il finale aperto in un’opera che non offre mai soluzioni definitive.
MEMORABILE: L'incendio alla stazione di polizia; Rockwell che scaraventa fuori dalla finestra Red Welby; La visita dell’ex marito di Mildred.

Redeyes 19/09/18 16:47 - 2162 commenti

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La provincia americana è qui eccellentemente esaltata. Il bravo McDonagh dirige costruendo sugli aspri ma genuini caratteri dei suoi protagonisti una bozza di storia che, in sé e per sé, non sarebbe neppure interessante. Sono le microstorie che ci catturano e ci calano in un contesto così lontano da noi eppure così prossimo, fra ignoranza, razzismo, ma anche qualche frammento di bontà e speranza. Una delle rivelazioni dell’anno.
MEMORABILE: La lettera dello sceriffo; Violenza chiama violenza.

Ginestra 10/07/18 10:52 - 50 commenti

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Splendido film che descrive benissimo il degrado della provincia americana e le conseguenze dell'ignoranza, del razzismo e della rabbia. Una madre disperata vuole vendetta per la morte della figlia, di cui si sente un po' colpevole. Ricorda un po' i film corali di Altman, dove i personaggi hanno sfaccettature imprevedibili e riescono a trasformarsi da mostri in uomini. Meravigliosa, unica, bellissima - per chi sa vedere l'anima e rifugge i lifting - la grande Frances McDormand, un esempio di attrice vera e di femminista allo stato puro.
MEMORABILE: "Il male genera il male" (detto da una quasi demente, si rivela una verità che non dà scampo).

Maxx g 23/07/18 15:30 - 492 commenti

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Una madre distrutta dal dolore decide di realizzare tre manifesti per sollecitare (leggasi: provocare) la polizia a far luce sullo stupro e l'omicidio della figlia. Difficile trovare aggettivi per questo film che emoziona lo spettatore dal primo all'ultimo fotogramma dandogli la possibilità di provare empatia con molti personaggi della vicenda. Gli attori sono al meglio (ma la protagonista è poco sopportabile) e la fotografia è valida. Davvero riuscito, con menzione speciale per Harrelson e Clarke Peters.
MEMORABILE: Le lettere di Bill, i due incendi.

Bubobubo 20/10/18 19:24 - 1231 commenti

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Una donna e il suo dolore: uno sceriffo e il suo segreto; un mistero insoluto, rimasto da vendicare. Sono i tre elementi che, tra maschere e veleni di una piccola comunità, animano questo piccolo grande dramma, coeniano nell'impostazione ma quasi eastwoodiano nei toni e nei personaggi (sugli scudi, prima ancora dell'eccellente McDormand, il problematico e sfaccettato Rockwell). Splendida storia, assai difficile da riassumere e interpretare in maniera univoca, che migliora una volta di più qualora meditata e lasciata decantare dopo la visione.

Schramm 8/12/18 16:28 - 2450 commenti

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Una sete di giustizia che non bada a imbarazzi diplomatici, non ammette nuance, né contempla possibilità o capacità di perdono, ma che si vedrà presentato il conto dal più implacabile degli osti: il Caso. Personaggi che sembrano macchiette e diventano prismi (cui equivalgono attori che da monocordi diventano elogio della sfumatura), o che spariscono lasciando dietro di se una traccia che determina (diventa?) un film che da stagnante si fa sorprendentemente metamorfico. Un McDonagh reinventato e rinforzato, anche se meno baldanzoso di un tempo. Harrelson s'aggiudica il più fragoroso osanna.

Taxius 19/12/18 23:43 - 1651 commenti

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Tratta il dramma di una donna che non si dà pace per l'omicidio rimasto insoluto della figlia adolescente e la pigrizia della polizia locale nell'indagare sul delitto. Martin McDonagh racconta una storia molto triste con spirito allegro e leggero, tanto che a tratti il film sembra una commedia nera. Strabiliante la costruzione psicologica dei protagonisti e la loro evoluzione durante lo svolgimento della storia. Trovare punti deboli o imperfezioni è impossibile; un film perfetto.

Thedude94 18/01/19 01:32 - 614 commenti

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Scritto e diretto ottimamente da McDonagh, questo film dimostra che parlare di cose brutte che accadono nella vita in maniera semplice e naturale è possibile. Una McDormand superba, assieme ad altri due meravigliosi attori (Harrelson e Rockell) rendono il tutto un giusto equilibrio tra ironia e malinconia. Ciò è dovuto anche alla sceneggiatura perfetta dello stesso regista e a una perspicace e attenta scelta di location e fotografia. Questa volta il drammaturgo inglese oscilla tra il consueto humor nero e il dramma interiore causato da perdita.

Nando 1/01/19 15:32 - 3495 commenti

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Una madre separata a cui hanno assassinato la figlia escogita una fine azione scatenando reazioni contrastanti nella località ove vive. Una narrazione di ottimo livello che scivola via con grande personalità avvalendosi di interpreti al meglio delle loro capacità recitative. La McDormand è eccezionale nella sua odiosa rabbia verso il prossimo, Rockwell appropriato nei ruoli borderline e Harrelson perfetto nella sua sofferenza.

Anthonyvm 25/01/19 17:32 - 2131 commenti

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Commedia tragica straordinaria: da un evento semplice, quale l'affissione di tre manifesti provocatori, si sviluppa una catena di vicende uniche, alcune ironiche, altre di impressionante drammaticità. L'unico difetto è la mancanza di un anello conclusivo a questa catena, che ne esce un po' indebolita. Per il resto, ogni elemento è praticamente perfetto, dalla prova attoriale (la McDormand e Harrelson in primis) alla regia, senza parlare di alcuni dei dialoghi (e monologhi) più belli del cinema recente. Emozioni varie e travolgenti: da vedere!
MEMORABILE: La prima lettera lasciata da Woody Harrelson, uno dei monologhi più diretti e commoventi che si possano sentire; Il pestaggio di Welby; Il rogo.

Berto88fi 13/09/19 15:43 - 199 commenti

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Intenso dramma, emozionante e duro, che lascia il dovuto spazio al black humor; sorretto da una solida sceneggiatura e dalla strepitosa performance della McDormand, che domina sia le scene grottesche che quelle drammatiche. Elegante la regia, che scandisce un ritmo blando ma costante, zoppicando solo nel finale. Oltre ai dialoghi mai banali, da menzionare l'ottima fotografia, che valorizza al meglio le pallide location provinciali.
MEMORABILE: Mildred che ammutolisce il prete; Le lettere di Willoughby; La scritta del terzo manifesto.

Ultimo 5/07/20 11:10 - 1384 commenti

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Pellicola molto cruda, in cui nessuno pare avere speranze. La vicenda è piuttosto drammatica (una madre alla ricerca della verità sulla morte della figlia...) e viene gestita al meglio da un cast calato benissimo nella parte (Harrelson e la McDormand su tutti...). L'ambientazione rurale e il contesto generale portano alla mente i fratelli Coen, ma il film nel complesso ha una sua originalità; se non fosse per l'ultima parte un po' tirata per le lunghe staremmo parlando di una grande esempio di cinema.  Buono, nel complesso.
MEMORABILE: Le lettere di Harrelson.

Enzus79 10/09/20 22:42 - 1847 commenti

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Pellicola davvero notevole: per sollecitare la polizia a catturare l'assassino di sua figlia, una donna fa affiggere tre manifesti. Storia al limite del toccante ma che a tratti sa anche ironizzare sui rapporti tra la protagonista (una bravissima Frances McDormand) e i poliziotti intolleranti e razzisti. Discreta la regia di Martin McDonagh. Finale così così.

Pigro 20/09/20 10:29 - 7910 commenti

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Originale la storia della madre che noleggia cartelloni pubblicitari per sollecitare la polizia; notevole la sceneggiatura che si addentra nei gangli dei classici film americani di questo tipo ma trovando sempre uno scarto imprevedibile non solo narrativamente ma proprio concettualmente. E così la denuncia si affianca al dramma, invitando alla riflessione e divertendo con venature da black comedy. Un’opera moderna e stringente sulla rabbia, la giustizia e la pietà, dove ogni personaggio è ricco di chiaroscuri. E poi, attori superlativi.

Il Dandi 12/10/20 00:52 - 1848 commenti

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Da uno dei drammaturghi più acclamati del nuovo secolo, una sceneggiatura ad orologeria, capace di portare subito lo spettatore nel mezzo dei fatti fin dall'incipit, di stupirci preparandoci all'attesa di svelare complotti che non esistono, di aggredirci con azioni inaspettate, di ribaltare la prospettiva dei vari personaggi senza facili trucchi ma evolvendoli piano piano. Un thriller drammatico che lascia il segno, con Harrelson e la McDormand all'apice della loro maturità.
MEMORABILE: Le lettere dello sceriffo; La confessione origliata al bar.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 20/01/18 07:11
    Consigliere - 43740 interventi
    Aggiunto. Sì, nessun problema a fare aggiunte, solo non sperate che sian sempre presenti in cast tutti gli attori :)
  • Discussione Caesars • 22/01/18 09:38
    Scrivano - 11295 interventi
    Il film interpretato da Donald Sutherland, che la madre di Dixon sta guardando in televisione, è sicuramente "A Venezia... un dicembre rosso shocking". la descrizione fatta dalla madre lascia pochi dubbi (è il film in cui lui perde la figlia), ma soprattutto è confermato dai titoli di coda, nei quali si cita una clip tratta da "Don't look now" (ma dato che non mi pare che si vedesse nessuna immagine di questo film, almeno che non mi sia sfuggita, direi che sono state eliminate in fase di montaggio)
  • Discussione Zender • 22/01/18 14:25
    Consigliere - 43740 interventi
    Ah ecco, l'han tagliata allora. Avevo collegato subito anch'io la citazione della figlia morta al film di Roeg.
  • Discussione Deepred89 • 22/01/18 15:38
    Comunicazione esterna - 1431 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Il film interpretato da Donald Sutherland, che la madre di Dixon sta guardando in televisione, è sicuramente "A Venezia... un dicembre rosso shocking". la descrizione fatta dalla madre lascia pochi dubbi (è il film in cui lui perde la figlia), ma soprattutto è confermato dai titoli di coda, nei quali si cita una clip tratta da "Don't look now" (ma dato che non mi pare che si vedesse nessuna immagine di questo film, almeno che non mi sia sfuggita, direi che sono state eliminate in fase di montaggio)

    Non se ne vedono le immagini, ma si sente qualche nota della colonna sonora di Donaggio.
  • Discussione Herrkinski • 22/01/18 23:47
    Vice capo scrivano - 2304 interventi
    Deepred89 ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Il film interpretato da Donald Sutherland, che la madre di Dixon sta guardando in televisione, è sicuramente "A Venezia... un dicembre rosso shocking". la descrizione fatta dalla madre lascia pochi dubbi (è il film in cui lui perde la figlia), ma soprattutto è confermato dai titoli di coda, nei quali si cita una clip tratta da "Don't look now" (ma dato che non mi pare che si vedesse nessuna immagine di questo film, almeno che non mi sia sfuggita, direi che sono state eliminate in fase di montaggio)

    Non se ne vedono le immagini, ma si sente qualche nota della colonna sonora di Donaggio.

    E' altresì confermato da IMDB.
  • Discussione Daniela • 23/01/18 15:47
    Consigliere massimo - 5295 interventi
    Oltre alle tre (scontate) nomination agli Oscar 2018 per Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell, il film ottiene quelle per miglior film, sceneggiatura originale, montaggio, colonna sonora originale.
  • Discussione Daniela • 18/02/18 23:35
    Consigliere massimo - 5295 interventi
    Altri riconoscimenti in occasione del Bafta (British Academy of Film and Television Arts) 2018:
    miglior film in assoluto, miglior film inglese, migliore protagonista femminile, migliore attore non protagonista (Rockwell) ed infine migliore sceneggiatura originale.
  • Curiosità Cotola • 5/03/18 02:19
    Consigliere avanzato - 3645 interventi
    Frances McDormand vince l'oscar per la migliore attrice e Sam Rockwell vince per il miglior attore non protagonista.
  • Discussione Capannelle • 5/03/18 10:21
    Scrivano - 2511 interventi
    Frances McDormand ritira la meritata statuetta e sponsorizza le "quote di tutti i colori", la clausola inclusion rider che gli attori famosi possono imporre in una produzione.
    Giusta o non giusta, sicuramente poco sbandierata e mi chiedo se in Tre manifesti a Ebbing, Missouri sia stata applicata.

    http://www.huffingtonpost.it/2018/03/05/frances-mcdormand-ha-avuto-una-standing-ovation-agli-oscar-dicendo-solo-queste-due-parole-inclusion-rider_a_23376983/
    Ultima modifica: 5/03/18 10:27 da Capannelle
  • Homevideo Rocchiola • 4/06/18 11:55
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    A brevissima distanza dal passaggio nelle sale ecco già disponibile il bluray della Fox che offre un video davvero perfetto per definizione, pulizia e colori. L'audio italiano DTS 5.1 è anch'esso pulito e ben equilibrato anche se forse un po' bassino, almeno per i miei gusti.
    Tra gli extra c'è anche il cortometraggio Six Shooter diretto dal regista Martin McDonagh nel 2004 e premiato con l'oscar come miglior corto. Un interessante mini black comedy divenuta già un oggetto di culto soprattutto per i fans del regista.