Il diritto di opporsi

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Just Mercy
Anno: 2019
Genere: biografico (colore)
Note: Dal romanzo di Bryan Stevenson "Just Mercy", che racconta la storia vera della sua difesa di Walter McMillian.
Numero commenti presenti: 5
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Bryan Stevenson (Jordan, più noto come figlio di Apollo Creed), giovane avvocato laureato ad Harvard, va dove lo porta il cuore: non a cercare i facili guadagni ma a difendere i condannati a morte dell'Alabama, solitamente protetti da legali d'ufficio poco interessati alle loro vicende. Si occupa di più d'uno, ma colui sul quale la vicenda focalizza l'attenzione è Walter McMillian detto Johnny D. (Foxx), incolpato ingiustamente dell'omicidio di una diciottenne bianca da un testimone oculare corrotto (Nelson) su cui il procuratore basa tutte le accuse, al tempo confermate dalla giuria. Siamo nel Sud degli Stati Uniti, il rispetto per le razze è una chimera: se c'è bisogno...Leggi tutto di trovare un capro espiatorio e c'è un uomo di colore nelle vicinanze si può star certi che il colpevole designato sarà lui. Lo fa capire Stevenson nel suo libro "Just Mercy", utilizzato per costruire un film che pone quindi le basi in una vicenda realmente accaduta a cavallo tra Anni Ottanta e Novanta. L'impostazione è da film giudiziario in piena regola, con l'avvocato che trova ovvie resistenze in chi, rassegnato da anni di torti indicibili, fatica a credere nelle parole di chi promette rivincite e una giustizia equa. Illusioni, per l'appunto; se ne accorge Stevenson stesso il quale, non appena entra in contatto col procuratore (interpretato con sublime strafottenza da Rafe Spall) e con chi ha in mano il caso, sbatte contro un muro di gomma rafforzato da una sfera di complicità che pare non lasciare scampo. Irriso, trattato come pedina insignificante di una partita già persa e apparentemente impossibile da rigiocare, Stevenson cerca di rincuorare e dare fiducia al proprio cliente e alla di lui famiglia, che aveva ormai perso ogni speranza. Rispetto alla media dei giudiziari, in cui grande importanza è ricoperta dalle indagini con colpi di scena a ripetizione e verdetti da attendere tesi, qui l'attenzione maggiore è rivolta all'aspetto psicologico; non a caso per il ruolo di McMillian è stato scelto un attore di grande espressività come Jamie Foxx, che non delude le attese e carica il suo personaggio di commovente umanità, mista a una saggezza donatagli dall'esperienza, dalla capacità di capire prima dove si nascondano le trappole di chi dovrebbe avere a cuore la giustizia e pensa invece solo a punire chi non ha i mezzi per difendersi. Un lungo viaggio nelle ingiustizie dell'America del profondo Sud, scandito da brevi riflessioni e lunghi silenzi che ciclicamente interrompono i dialoghi per caricarli di maggiore impatto emozionale. Inevitabile lo stacco tra l'intensità di Foxx e la minore esperienza di Jordan (di gran lunga il più presente sul set), maggiormente limitato nella gamma espressiva per quanto corretto nell'interpretazione. Ottima performance anche quella di Tim Blake Nelson nel ruolo del falso testimone oculare, le cui pause e balbettamenti testimoniano del buon lavoro in fase di sceneggiatura, che per quanto un po' figlia di una scrittura dai contorni classicamente prevedibili, sa come toccare le corde giuste e - quando è il caso – lasciar liberare le lacrime. Calzante la colonna sonora, fondamentali (per staccare) alcuni esterni, ripetuti i riferimenti a "To Kill a Mockingbird" (da noi anche al cinema come IL BUIO OLTRE LA SIEPE), il romanzo ambientato proprio lì, a Monroeville, e paradossale orgoglio di chi pare da quello non aver imparato nulla.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/02/20 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/02/20
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Ryo 18/02/20 18:17 - 2169 commenti

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Scioccante ed emozionante, con un cast stupefacente. Jamie Foxx offre un'altra prestazione stellare insieme alle solide esibizioni di Michael B. Jordan e Brie Larson. Film profondamente avvincente dall'inizio alla fine. La storia di come un sistema legale corrotto e imperfetto può distruggere vite innocenti e come funziona il razzismo nelle istituzioni. Impossibile non lasciarsi commuovere dalla storia e da ciò che offrono questi grandi attori.

Rambo90 10/02/20 20:36 - 6388 commenti

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La storia vera di un caso montato contro un uomo di colore e di come un giovane avvocato tenterà di salvarlo dal braccio della morte. Una storia che indigna, dalla sceneggiatura diretta che racconta fatto dopo fatto senza fronzoli, supportata da una regia classica che permette alle emozioni di farsi largo. Ottima la prova del cast, con Foxx e Jordan in performance sentite e qualche gioiello nel cast di contorno come Nelson. Retorico, a volte, ma non manca il bersaglio.

Capannelle 14/04/20 00:37 - 3730 commenti

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Storie di razzismo e malagiustizia sul grande schermo se ne sono viste tante; cosa aggiunge questa? Poco, forse la grande prova di Foxx. Per il resto prevalgono schematismo e prevedibilità. Perché fin dalle prime battute la tavola viene apparecchiata e tutto scorre nella contrapposizione tra bianco e nero (anche figurativamente si intende) che sembra uscita dal bignamino del genere. Inoltre due ore sulle spalle di Jordan non reggono e la regia, per quanto ordinata, non offre sequenze memorabili.

Daniela 17/04/20 14:31 - 9509 commenti

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La vicenda si svolge nell'Alabama negli anni '80-90 ma, a giudicare dal razzismo imperante, poco è cambiato dai tempi di Atticus Finch, anche se questa volta a patrocinare un nero condannato a morte sulla base di prove fasulle è un avvocato anch'esso nero che ha scelto di dedicare la carriera alla difesa dei più deboli. Ricostruzione di vicende realmente avvenute, un film di denuncia sociale vecchia maniera, convenzionale nella messa in scena ma ben condotto. Nel cast, più di Jordan che sconta una scarsa espressività, risaltano l'intenso Foxx e Nelson nel toccante ruolo del testimone-chiave.

Galbo 20/04/20 07:12 - 11417 commenti

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Lo stato americano dell’Alabama fa da sfondo ad una vicenda giudiziaria impregnata di razzismo e discriminazione sociale. Un film dalla sceneggiatura solida, basata su una vicenda reale, che il regista dirige senza grandi personalismi ma in maniera corretta, potendo contare su un’efficace ambientazione e una buona prova collettiva del cast, nel quale emerge con un’ottima performance Jamie Foxx.
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