The hurt locker

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Hurt Locker
Anno: 2008
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 41
Papiro: cartaceo

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/10/08 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/06/13
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Puppigallo 11/10/08 01:04 - 4509 commenti

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Se in Iraq i soldati sono davvero sottoposti a una tale quantità di stress psico-fisico, penso che non ne tornerà mai uno sano di mente (bisognerebbe essere di granito puro). Qui il protagonista è uno sminatore, che ha a che fare con qualunque tipo di bomba, umana e non. L'attore è bravo e convincente (una testa di cavolo che sembra cerchi la morte, coinvolgendo i compagni). Anche il resto del cast non sfigura (bene il nero, ma anche il soldato che va dallo psicologo). Spesso, più che un film, sembra un resoconto di ciò che accade laggiù, tra polvere e sabbia. Riuscito e meritevole di visione.
MEMORABILE: Quando entra in azione lo sminatore (tensione palpabile); Il bambino bomba; Ralph Fiennes, in una parte che avrebbe potuto fare chiunque (5 minuti).

Galbo 6/02/09 05:45 - 11387 commenti

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Ingiustamente snobbato dal pubblico, The hurt locker è invece un bel film di genere. Dopo Redacted di De Palma, anche Kathryn Bigelow si cimenta con il tema della guerra in Iraq ma a differenza del precedente non fa un cinema di denuncia bensì un opera che vuole anzitutto documentare il rapporto attrazione/repulsione del conflitto, bene incarnato dalla figura del protagonista un volontario che compie il lavoro di disinnescare bombe. Girato benissimo (com'è costume della brava regista), il film è interpretato da un ottimo gruppo di attori.

Daniela 7/08/09 06:27 - 9402 commenti

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Film di guerra particolare, come particolare è la guerra in Iraq, in cui soldati armati di tutto punto pretendono di imporre la pace, circondati da un nemico onnipresente in quanto invisibile. Drogato di adrenalina, il protagonista è incapace di vivere senza sfidare la morte, disinnescando bombe che la sua stessa presenza produce. Orrore senza fondo (le mani dentro un corpo innocente per definizione) che crea assuefazione: James, perplesso davanti alla scelta dei cornflakes, avanza senza esitare chiuso dentro lo scafandro protettivo e sorride.
MEMORABILE: Il disinnesco dell'ordigno dentro il cadavere, l'uomo bomba, il protagonista al supermercato davanti agli scaffali

Giuliam 28/10/09 11:05 - 178 commenti

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Il soldato è il tossico e la guerra è la droga. Tutto un gioco alla ricerca di qualcosa che non c'é. La descrizione dei personaggi è ottima; per quanto riguarda invece l'ambientazione è straordinaria: l'Iraq diventa il centro dell'incompatibilità e incomprensibilità totale dal resto del mondo.

Rickblaine 28/10/09 11:20 - 635 commenti

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Opera introspettiva raffigurante la forza debole e forte di un paese. La guerra è una droga, viene scritto all'inizio dell'opera, e in quanto droga nuoce gravemente alla salute oltre che fisica anche psichica. Il film rappresenta la collera di un soldato che, forse, per la sua troppa umanità arriva anche a destare sospetti nei suoi compagni. Una guerra senza fine, la cui vittoria è utopia agli occhi sia degli americani che degli iracheni.
MEMORABILE: Da un campo di guerra ad un supermercato. Migliaia di scatole di cereali al posto delle bombe da disinnescare.

Enzus79 28/10/09 16:52 - 1802 commenti

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Un uomo che non ha paura di disinnescare le bombe a Baghdad e dintorni, mettendo nel panico i suoi due compagni. Oramai l'Iraq è diventato soggetto per molti sceneggiatori e registi e devo dire che questo film (insieme al bellissimo Redacted) ne è il risultato migliore. Anche se la Bigelow ha fatto di meglio.

Jandileida 26/01/10 15:07 - 1253 commenti

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Se una volta, sotto l'egida del "Big red one", gli americani combattevano ben felici di menare le mani e sopratutto sicuri di essere dalla parte giusta, ora invece la sicurezza sulla necessità delle loro azioni militari va via via scemando, partendo dalle risaie vietnamite per finire nel deserto iracheno; eppure devono continuare spinti dalla assuefazione che la guerra ha creato in loro. Ottimo presupposto per un ottimo film con una buonissima sceneggiatura, a tratti molto profonda, recitato e fotografato benissimo nella Baghdad postbellica.

Piero68 25/03/10 18:11 - 2758 commenti

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Sono letteralmente esterrefatto per come questo film abbia potuto vincere ben 6 premi Oscar. Non basterebbero 5000 battute per dirla tutta. A parte che è praticamente senza una sceneggiatura e con l'attore principale monoespressiva dall'inizio alla fine. È ovvia la scelta politica e la manipolazione dell'Academy Awards. Spacciato per anti-bellico, il film non è altro che un manifesto pro-guerra. Osannato unicamente per giustificare davanti all'opinione pubblica, dopo tanti anni di bugie, l'invasione dell'Iraq. Vergognoso!

Siregon 10/03/10 22:25 - 353 commenti

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Davvero brutto questo film della Bigelow. Sembra un ingenuo western moderno tra cowboys e indiani pronti a farsi la guerra in una glorificazione del machismo che lascia davvero sorpresi. La regista è drogata di adrenalina e si sa (vedi Point Break e Strange Days) ma il gruppetto di protagonisti è davvero stereotipato ed irritante come stereotipata è la caratterizzazione degli Iracheni. La fotografia pseudo-documentaristica e il montaggio dimostrano come dopo Black Hawk Down nessuno sappia più dirigere un film di guerra originale. 6 Oscar immeritati.

Harrys 15/03/10 12:34 - 682 commenti

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Assolutamente mediocre (ossia nella media), non fosse per quei bei dieci minuti finali, che un po' (ma giusto un po') lo risollevano dal torpore generale. La guerra è sporca, brutta e cattiva, sì, ok, lo sappiamo. La Bigelow non fa che rimarcarlo, con uno stile singolare (taluni ralenty fanno storcere il naso) ma con una povertà di contenuti che al giorno d'oggi si fatica ad accettare. Appare come l'ennesimo epigono di pellicole quali Apocalypse Now o Full Metal Jacket (quelli sì, capolavori). Senza particolare infamia, senza particolare lode.

Cotola 20/03/10 00:17 - 7525 commenti

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Al di là di una bella regia, come dimostrano le scene piene di tensione in cui si compiono le operazioni di disinnesco, va detto che la sceneggiatura è un pò debole: alcuni momenti sono buoni ma tende a ripetersi troppo nelle situazioni e ad essere a tratti prevedibile negli sviluppi narrativi. Inoltre c'è troppo schematismo (ideologico?), peraltro discutibile, nella rappresentazione dei due schieramenti. Buona la confezione. Un bel film ma certo non un'opera di livello eccelso. I sei oscar sono forse un pò eccessivi. Solido e godibile.
MEMORABILE: Il disinnesco degli ordigni. La "scelta" finale dei cereali.

Capannelle 22/03/10 13:06 - 3721 commenti

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Il "cassetto del dolore": non so se era da Oscar ma sono contento che sia stato premiato un film di personalità. Dalla Bigelow una denuncia asciutta sugli effetti della guerra, senza scadere nel retorico o nella demagogia. Senza risparmiarsi passaggi strazianti ma incontrovertibili come quello del cadavere del bambino. Grande la prova di Jeremy Renner, anche a rischio di cannibalizzare il resto. Peccato per quell'insistere con camera a mano e zoommate, funzionale ma alla lunga pesante.
MEMORABILE: Dalle bombe dell'Iraq allo scaffale dei cereali: l'intrepido soldato va in tilt.

Nando 28/04/10 00:19 - 3476 commenti

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La guerra vista da coloro che disinnescano le bombe. Una squadra che si avvale di un tecnico, alquanto sbruffone ma capace e di due attendenti che sanno come muoversi. Crudo come deve essere un film bellico ma attento alle analisi psicologiche dei personaggi. Spettacolari riprese e splendida fotografia. Pluripremiato nonostante il pubblico inizialmente l'abbia ignorato.

Luckyboy65 28/09/10 00:40 - 144 commenti

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Visto alla prima uscita aveva fatto una discreta impressione; ok non c'è uno straccio di sceneggiatura (Oscar? Ma fatemi il piacere...), però la tensione è palpabile e in fondo è quello che si voleva ottenere. Poi, con la farsa della Academy, la Bigelow ha fatto di tutto per rendere il film antipatico. Facciamo così: dimentichiamoci della insopportabile regista e salviamo il buono che c'è nel film, che non è poi così poco.

Greymouser 20/06/10 11:48 - 1458 commenti

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Un buon film sulla guerra, con uno sguardo e un taglio narrativo abbastanza originali, d'accordo; ma non era a mio parere un film da oscar (ok, probabilmente stavolta non c'era molto di meglio fra le nominations...). Comunque sia, si tratta probabilmente del miglior film in assoluto della Bigelow, regista che ha stoffa, ma anche una certa tendenza ad addormentare le sceneggiature. Qui invece fa funzionare tutto come si deve, il film si lascia seguire, scansa gli scogli della retorica, e induce anche a riflessioni non banali.

Belfagor 22/06/10 23:23 - 2623 commenti

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Passato prima in sordina e poi roboantemente sbattuto in prima pagina dall'incetta di Oscar, questo film si situa giusto nel mezzo. La Bigelow vuole mostrare che la guerra è come una droga, ma in più di un'occasione sembra non disdegnare una dose, esaltando in modo paradossalmente machista l'immagine dei militari. L'uso della handycam è eccessivo e talvolta l'attendibilità viene sacrificata alle esigenze dello spettacolo. Insomma, la Bigelow non è la Riefenstahl, con tutte le implicazioni positive e negative.

Domino86 17/10/10 11:10 - 546 commenti

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Un racconto sulla guerra e la dipendenza che essa crea, alienando chi dichiara di andare a portare la pace (anche se è abbastanza difficile crederlo quando si è armati dalla testa ai piedi). Il ritmo è buono, la tensione è tanta. Ottimo lavoro della Bigelow: statuette meritate.

Giùan 2/05/11 09:56 - 2992 commenti

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Ha il grande merito, The hurt locker, di essere un film che cresce progressivamente: lento e un po' manicheo nella prima parte, sorta di continuazione ideale dell'ultimo capitolo di Full metal jacket (con i difetti però della peggior Bigelow: una certa esaltazione fastidiosa della virilità in primis), nella seconda metà mina tutte le certezze che lo stesso film s'era costruito avendo tuttavia il pregio di non negarle. Impeccabile la regia, misurati i momenti di violenza, credibile Renner nella sua "dipendenza" dalla guerra. Bello tosto!
MEMORABILE: L'incursione notturna nella casa irachena con l'impossibilità di relazionarsi in qualche modo al "nemico". Lo sgomento davanti al reparto corn flakes.

Rebis 24/11/11 19:35 - 2088 commenti

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Bigelow carica le immagini di tutta l'ambiguità ideologica del conflitto bellico e ci restituisce un documento controverso dell'America odierna: una scelta coraggiosa, perché l'occlusione di un punto di vista critico può essere tanto destabilizzante quanto strumentalizzabile, e non è detto che in questo caso la bomba possa poi essere disinnescata. I personaggi sono consapevolmente sbozzati ma quello che conta è il sentimento di assedio, paranoia, incombenza, il coinvolgimento epidermico che lo stile nervoso, secco, della regista - al limite del reportage - genera nello spettatore. Ruvido.

Caesars 9/01/12 14:35 - 2693 commenti

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Kathryn Bigelow ci porta a vivere insieme ai suoi protagonisti l'esperienza della quotidianità della guerra. Seguiamo da vicino il lavoro di una squadra di sminatori in Iraq (ottimi tutti gli interpreti); il protagonista non è certo un eroe, piuttosto un uomo che oramai non sa fare altro se non disinnescare bombe, come fosse una droga, anche a rischio di mettere a repentaglio la vita altrui. Girato benissimo, sembra quasi di assistere ad un documentario; ma l'adrenalina non viene certo a mancare quando i soldati partono per le loro missioni.

Luchi78 9/02/12 17:28 - 1521 commenti

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Pesantemente sopravvalutato. A parte il puzzo di operazione commerciale a sostegno dell'intervento americano in Iraq, non trovo particolari ragioni per averlo elevato a capolavoro. Ottima la fotografia, ma dalla regia non abbiamo niente di nuovo, come d'altronde nella sceneggiatura, che ci racconta fondamentalmente il solito trauma del soldato che non può più fare a meno della guerra. Si, si può vedere, c'è anche molta tensione nella scena del disinnesco del povero iracheno, ma non esageriamo!

Pinhead80 20/03/12 20:05 - 3951 commenti

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La Bigelow ci porta a esplorare una parte della guerra in Iraq che non viene messa molto spesso in luce, ovvero quella che vede alcune forze armate operare nell'intento di disinnescare bombe nel campo di battaglia. Il film ha il merito (o il demerito a seconda della prospettiva in cui lo si guarda) di poter essere visto sia come un film contro l'insensatezza della guerra (e sulla relativa incapacità di distaccarsene) sia, all'opposto, come uno strumento di propaganda alla guerra stessa. La tensione e il coinvolgimento emotivo sono onnipresenti.
MEMORABILE: Il raporto che si viene a creare tra il protagonista e il ragazzo soprannominato "Beckham".

Didda23 30/03/12 16:23 - 2287 commenti

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La Bigelow sceglie con coraggio una linea registica iperrealista a discapito di una più facile regia convenzionale, e il notevole risultato non può che darle ragione; mancando la componente romanzata, infatti, le sensazioni create hanno un sapore più onesto e veritiero. La temetica della guerra viene affrontata con rispettoso distacco, non fornendo allo spettattore una valutazione univoca e dogmatica. Delicato e struggente il tema musicale. Notevole!

Rullo 26/05/12 23:28 - 388 commenti

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Si offre come crudo e realistico spaccato di guerra, questo The Hurt Locker. Forse più riconducibile a un documentario piuttosto che a un comune e ignorante film di guerra. Il patriottismo americano tipico di film simili non prende troppo il sopravvento e, se non in alcuni brevi frangenti, cerca di evitare anche l'ipocrisia tipica del genere. Molto interessante, lodevoli gli attori, la direzione alla fotografia e il gusto estetico per la scelta delle iquadrature.

Elnatio 9/02/13 20:03 - 38 commenti

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Dopo la vittoria di ben 6 statuette (scandaloso) ho deciso di vederlo. Sono rimasto deluso dalla sceneggiatura e in particolare dal protagonista Jeremy Renner; Ma la cosa che mi ha irritato e deluso maggiormente è stato il concetto che si è voluto trasmettere attraverso questo filmetto, quasi uno spot a favore della guerra.

Delpiero89 23/04/13 14:14 - 263 commenti

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Non più che mediocre questo film della Bigelow. Partendo da un'idea e un contesto interessanti, il film non riesce ad andare oltre. Al di là del buon taglio regisico simil-documentaristico, la pellicola tende ad annoiare e risulta eccessivamente lunga per ciò che racconta, con una sceneggiatura scarna e scene che spesso si ripetono. Incomprensibilmente pluripremiato agli Oscar.
MEMORABILE: Il bambino di nome Beckham.

Rambo90 9/06/13 16:29 - 6347 commenti

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Non è il film migliore della Bigelow, né sicuramente meritava sei oscar, ma è comunque un apprezzabile film di guerra, teso in molti momenti, un po' noioso in altri. Renner è bravo, un po' meno i suoi due compagni di squadra, ma il vero valore del film sta nelle sequenze dei disinneschi, tutte ben strutturate e tese. Buono il cammeo iniziale di Guy Pearce, più inutile quello di Fiennes.

Quietcrash 29/12/13 00:14 - 83 commenti

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La Bigelow dirige un film sul ruolo degli artificieri a Baghdad. Intenso, adrenalinico anche se a tratti è prevedibile e con il classico eroe senza paura. I movimenti della macchina a mano sono mozzafiato, lasciando spesso col fiato sospeso. Buon film.
MEMORABILE: La scena dentro al supermercato davanti all'immenso scaffale dei cereali.

Saintgifts 2/09/14 01:59 - 4098 commenti

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Una volta c'era il Vietnam, poi c'è stato l'Iraq. Molti i film sulla guerra in Vietnam, molto meno sul conflitto in Iraq. Questo della Bigelow è piuttosto completo, riesce a prendere in considerazione molti aspetti della guerra in generale. Non si pone il problema di chiedersi il perché della guerra in Iraq; si limita, attraverso scene di azione, problematiche personali dei soldati e tra i soldati, a farci vedere con chiarezza la realtà sul luogo, come se la vivessimo in prima persona, facendo trarre a noi riflessioni e conclusioni.

Mco 17/11/14 12:36 - 2151 commenti

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Visione dei fatti di guerra, conditi da ogni sorta di atrocità e disegnati sul sostrato di (quasi) normalità, che vivono un gruppo di sminatori e artificieri in missione in Iraq. Questo è Hurt Locker, duro e crudo, spietato e tremendamente spettacolare (guardate la scena dell'uomo carico di esplosivo verso l'epilogo). Renner è bravissimo, così come il resto del cast, a conferire autorevolezza all'opus e spiazza nella sua immedesimazione nel ruolo. Molti i premi ottenuti, Oscar alla migliore regia della Bigelow incluso.

Furetto60 11/02/15 10:15 - 1129 commenti

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Al termine della visione di questo film molto ben realizzato, intenso e assai lungo, si capiscono i motivi dello scarso appeal presso le grandi platee. La pellicola si spinge dentro la zona di guerra in Iraq mostrando aspetti estremamenti tecnici e anche la lunghezza di alcune scene, valga per tutti l'assalto subito e sventato nel deserto ad attendere ore che nessun movimento sopraggiunga, ha certamente contribuito. Oltre ai riconoscimenti vinti e meritati, sottolineo la prova fantastica di Renner. Ha aspetti in comune con Black hawk down.

Jena 12/02/15 17:22 - 1194 commenti

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Sei oscar sono veramente un esagerazione. Il film, troppo lungo per i miei gusti, ha pregi: una realistica ambientazione bellica (seppure low budget), una certa efficacia nel girare alcune scene di missione (ma a me lo stile della Bigelow non è mai molto piaciuto), un buon protagonista tipico ragazzo yankee (Jeremy Renner nella prova della vita), ma in tutti questi ambiti American sniper è decisamente meglio. Come sempre solita visione unilateralista ideologica Usa.

Lou 17/11/16 00:14 - 960 commenti

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Alla regista americana non mancano capacità e coraggio per realizzare un film di forte impatto, in cui la guerra in Iraq è raccontata attraverso l'impressionante esperienza di un artificiere. Il sergente James (l'ottimo Jeremy Renner) svolge le sue allucinanti missioni con dedizione assoluta e sprezzo del pericolo, assorbito da un ruolo decisivo che per lui assume le forme di una diabolica dipendenza, al punto da non essere più in grado di affrontare una vita normale.

Alex1988 13/02/17 18:54 - 652 commenti

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"La guerra è una droga!": l'essenza del film è in questa frase; che non andrebbe interpretata in malo modo, anche se il finale pare voglia affermare il contrario. La Bigelow si conferma regista di grande spessore e il film possiede un forte appiglio documentaristico, forse un po' esagerato. Coinvolgenti le varie scene di battaglia, ma tutto sommato l'incetta di Oscar sembrerebbe soltanto una forma di omaggio verso i soldati americani.

Franty 22/03/17 01:45 - 5 commenti

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Fraintendibile e provocatorio. Mi dimentico presto di Guy Pearce che torna alla mente solo quando il montaggio mi ricorda di ricordare Memento di Nolan (sono vivo!). Sono invece i cimeli delle detonazioni a ricordare al sergente William James, che è ancora vivo, che davanti un muro di cereali si rende conto di non avere scelta se non quella di riprendere la "rotazione" che come (poi) sull'Endurance... ma forse come suggerisce la locandina sarebbe meglio darci un taglio con questo filo rosso.

Almicione 4/07/17 22:45 - 765 commenti

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Quanto piacciono agli americani quelle pellicole in cui sono loro i buoni, che in questo caso disattivano bombe piazzate dai cattivoni; e infatti una vagonata di Oscar (sei) è subito arrivata. Non che la pellicola sia da buttare; d'altronde riesce a instaurare una certa tensione mediante i soli sguardi nonostante l'assenza di sequenze d'azione e con una parsimonia nello sparare colpi. Buona anche l'introspezione dei soldati, ma non mi sono piaciuti né Renner né il suo personaggio. Regia e deludente. Qualche americanata.

Beffardo57 18/01/18 10:13 - 262 commenti

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La guerra non produce solo disturbi da stress post-traumatico. La guerra può essere eccitante (talvolta ferocemente eccitante) e divenire un'autentica droga: senza l'adrenalina che fluisce a fiotti la vita diviene insignificante. E' la storia che racconta Bigelow, immersa in un ambiente urbano, quello devastato di Bagdad, dove il nemico può nascondersi ovunque (e nel deserto non va meglio). Ritmo serrato, solo qualche lungaggine nella parte centrale, sulla vita di caserma. Molto intenso.

Paulaster 17/05/18 10:09 - 2783 commenti

I gusti di Paulaster

Periodo di guerra in Iraq per uno sminatore e la sua squadra. Buona partenza, con il realismo dello sporco lavoro del protagonista e tensioni emotive assortite. Nel seguito il film si concentra sugli scambi del conflitto senza dare indicazioni politiche o personali (a parte lo spaesamento finale). Regìa mobile che entra nei movimenti ravvicinati dei soldati, meno incisiva durante le pause. Bravo Renner, anche se a sprazzi fa il gradasso.
MEMORABILE: La fucilata a Fiennes; Il bambino bomba; La doccia vestito con la mimetica.

Jurgen77 27/09/18 08:17 - 630 commenti

I gusti di Jurgen77

Le gesta di un reparto di artificieri dediti a disinnescare ordigni bellici e bombe artigianali confezionate da terrorismi islamici. Ottima la tensione e la rappresentazione del clima che aleggia tra i commilitoni del reparto. Attori non brillantissimi ma che comunque non sfigurano per una pellicola pregna di tensione e suspance. Godibile anche per i non appassionati del cinema bellico più tradizionale.

Thedude94 6/12/18 00:54 - 565 commenti

I gusti di Thedude94

La Bigelow dirige il suo ennesimo buon film mettendo in mostra una guerra che ha poco senso per chi la combatte e che rende vulnerabili i soldati (in questo caso membri di una squadra di artificieri). Il bravo Renner fa bene la sua parte di "malato" di guerra e assuefatto dall'odore di bomba dell'aria che circonda il deserto; già, perché l'opera mette in risalto proprio questo desiderio di fare la guerra, che diventa una vera e propria ossessione, nonché ragione di vita (come viene ricordato nell'incipit). Buone la fotografia e la colonna sonora.

Vito 1/12/19 16:16 - 649 commenti

I gusti di Vito

La Bigelow racconta una storia di uomini attraverso la sensibilità di una donna. Una vicenda di guerra vissuta attraverso gli occhi degli artificieri dell'esercito americano in Iraq. Le giornate scandite dai pattugliamenti, dai vuoti del tempo e dall'adrenalina nel disinnescare le bombe, ma anche la dipendenza dal rischio e l'impossibilità di tornare a una vita da comuni civili. Documentaristico ma con cuore.
MEMORABILE: L'amicizia tra il soldato e il piccolo iracheno.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 10/03/10 19:52
    Segretario - 4677 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Mah, forse a sto punto sarebbe bene informarsi di come sono andate realmente le cose, altrimenti si rischia di sparare a caso.

    Zender, ho postato di proposito l'articolo :-)


    Comunque il discorso generale è quello delineato.
  • Discussione Zender • 10/03/10 20:22
    Consigliere - 43527 interventi
    Lo so Gugly, però sarebbe bene sentire anche cosa dice qualcun altro interessato all'epoca nella cosa, che magari se ne esce con frasi completamente diverse.
  • Discussione Capannelle • 11/03/10 13:38
    Scrivano - 2505 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Bah, la Bigelow avrà anche fatto la puzzosa ma considerato il trattamento che le hanno riservato direi che manco noi abbiamo fatto una gran bella figura: e stiamo parlando, lo ripeto, della Biennale... ohi ohi...

    Boh mi chiedo di quale scandaloso trattamento parliamo.. ha perso da The Wrestler non da Ozpetek.
    Mantengo qualche riserva sul premio a Orlando, forse Parenzo (il distributore) aveva pompato le cose alla Bigelow, ma parlare di scandalo è esagerato.

    Se andate a questa pagina http://www.imdb.com/title/tt0887912/awardsvedrete che il film ha partecipato a più di 70 festival e mica li ha vinti tutti. Ai Bafta o in GB ha ottenuto gli stessi risultati che a Venezia.
  • Discussione Harrys • 11/03/10 14:13
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Mentre noi discutiamo, la Bigelow trionfa e il cinema italiano fa i suoi soliti quattro conti...io sinceramente mi sono stufata di Ozpeteck che mette in scena l'ennesima storia gaya, per carità coloratissima e piena di bella musica,di Placido che sarà pure bravo ma tenta di bissare il successo di Romanzo criminale, lo sappiamo tutti, e potrei citarne altri.

    Dove sta una bella storia italiana, al passo con i tempi? Una bella commedia dove non debba per forza comparire il genitore nevrotico di turno?
    O un bel film di impegno civile che non debba essere inseguito perchè distribuito in cinque copie? O un bel film di genere, ma di genere, e non indeciso fra il genere e l'abbiocchìmento d'autore?


    Tutto vero. Purtroppo però, come hai ben detto riguardo i film di impegno civile distribuiti in 5 copie, il problema sta a monte, a mio avviso. In Italia, attualmente, lo scoramento regna sovrano. Anche quei pochi talenti con tanta voglia di esprimersi gettano spesso la spugna a causa di fantascientifici grovigli burocatrici (e non) imposti dalla nostra attuale "politica". Per non parlare degli indipendenti... lì si entra proprio in piena ottica kafkiana. Purtroppo siamo alla sbando. Il cinema non è più prioritario per chi "gestisce" questo paese. Difatti quei pochi che se lo possono permettere tentano la fortuna all'estero (vedi il meccanismo alla base del nuovo Zampaglione).
  • Discussione Rebis • 11/03/10 20:17
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Bah, la Bigelow avrà anche fatto la puzzosa ma considerato il trattamento che le hanno riservato direi che manco noi abbiamo fatto una gran bella figura: e stiamo parlando, lo ripeto, della Biennale... ohi ohi...

    Boh mi chiedo di quale scandaloso trattamento parliamo.. ha perso da The Wrestler non da Ozpetek.


    Ma certo. Ci mancherebbe. A leggere l'articolo però sembra le abbiano tirato una "sola" clamorosa... Ma magari è solo dietrologia post Oscar. Bisognerebbe vedere, come scrive Zender, le cose come stavano in verità...
    Ultima modifica: 11/03/10 20:18 da Rebis
  • Discussione Capannelle • 11/03/10 22:58
    Scrivano - 2505 interventi
    Harrys ebbe a dire:
    In Italia, attualmente, lo scoramento regna sovrano. Anche quei pochi talenti con tanta voglia di esprimersi gettano spesso la spugna a causa di fantascientifici grovigli burocatrici (e non) imposti dalla nostra attuale "politica".

    Ehm.. il problema è presente da molti anni e per me coincide anche coi gusti "banalizzati" del pubblico (il dilagare dei cinepanettoni, per intendersi) oltre ad altri problemi storici: attori raccomandati (possibile che in Italia i veri attori, quelli capaci di intrpretare più generi, si contino sulle dita di una mano?), poca gente in sala, stagionalità del consumo etc.
    Non è che si risolve cambiando colore al governo.
    Ultima modifica: 11/03/10 23:00 da Capannelle
  • Discussione Harrys • 11/03/10 23:40
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Accidenti! Le ho messe proprio per evitare questi tipi di fraintendimenti le virgolette! Evidentemente non s'è capito... non mi riferivo di certo al colore politico, chi mi conosce, infatti, sa che sono piuttosto, diciamo, "scollegato", da tali discorsi...
  • Discussione Capannelle • 3/05/10 09:51
    Scrivano - 2505 interventi
    Tra le recensioni c'è anche chi lo definisce guerrafondaio. Beh, vuol dire che la Bygelow è riuscita a mantenersi su un binario di equilibrio..
  • Discussione Piero68 • 7/07/11 08:45
    Contatti col mondo - 234 interventi
    Una sola precisazione al mio commento che ho dimenticato di inserire: il voto (un pallino e mezzo) non è al prodotto finito ma al suo utilizzo politico
  • Homevideo Gestarsh99 • 27/09/11 02:02
    Scrivano - 14507 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc per Eagle Pictures:



    DATI TECNICI

    * Formato video 1,85:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese
    * Sottotitoli Italiano NU Inglese
    * Extra Making of
    Interviste
    Backstage